Saw Legacy (2017)

A distanza di 10 anni dalla morte di John Kramer, cominciano a comparire cadaveri trucidati alla maniera del trapassato enigmista e tutti gli indizi, comprese tracce del suo sangue, puntano sull’assassino originale della fortunata serie.

Com’è possibile?

Semplice: perché non sapevano che cazzo inventarsi e alla fine sono ricorsi al più classico dei trucchi, ovvero riportare in pista per l’ennesima volta il personaggio più amato della serie nonostante abbiano fatto il madornale errore di stecchirlo al terzo capitolo.

Saw Legacy (2017)

Deludente nuovo capitolo che, uscendo a distanza di parecchi anni dall’ultima tremenda pellicola, aveva dalla sua il vantaggio del tempo e della riflessione.

Purtroppo a nulla sono serviti 7 anni e molto silenzio per i fratelli Spierig i quali, nel sogno bagnato di avvicinarsi al loro quasi omonimo Steven, hanno invece fatto parecchi passi verso il mercato dei video matrimoniali.

Finale col twist tirato per il collo e balzo temporale telefonato fin dal primo quarto d’ora.
Devo aggiungere altro?

VOTO:
2 Steven

Saw Legacy (2017) voto

Titolo originale: Jigsaw
Regia: Michael e Peter Spierig
Anno: 2017
Durata: 1 ora
Compralo: https://amzn.to/3nFZ6JQ

Saw 3D (2010)

Nella realtà parallela popolata dal killer John Kramer, la gente vuole fare i soldi.

I soldi porco dio, i soldi.

E per fare i dindini devi mentire, hai capito? Mentire senza pudore alcuno e inventarti come ti sei salvato da una delle diaboliche trappole di Jigsaw appendendoti come un abbacchio a due ganci infilati nei capezzoli.

Roba da perversi, roba per te figlio di puttana. Piagni e fotti stronzo.

Ma la pacchia dura poco perché John viene a farti pagare per la sonora bugia che ti sei inventato per intascarti i soldi soldini e tua moglie la pagherà cara e gente ignara la pagherà cara.
Cara cara.

Perché per educarne uno, ne devi punire cento.

Saw 3D (2010)

Un film di merda.

E’ un film in 3d e uno direbbe che devi vederlo in 3d per apprezzarne il 3d, ma i momenti in cui il film ammicca verso lo spettatore con l’effetto 3d sono così evidenti che anche non vedendolo in 3d è come se l’avessi visto in 3d.

D come dumbness e despair, desertion-desertion di te verso i tuoi amici, i tuoi amici verso di te, tutti verso tutti. Isolation e loneliness e hating e suspecting each other, “D” in definitiva è death.

VOTO:
1 D e mezzo

Saw 3D (2010) voto

Titolo italiano completo: Saw 3D – Il capitolo finale
Regia: Kevin Greutert
Anno: 2010
Durata: 1 ora e 30 minuti
Compralo: https://amzn.to/3mnZkpD

Saw I-VI (2004-2009)

Un ricco ed affermato uomo sulla sessantina si becca il cancro al cervello e decide di sfogare la sua immensa rabbia con i primi stronzi che gli capitano a tiro sottoponendoli ad una serie di torture ad ostacoli volte a testare la loro voglia di sopravvivenza.

A nulla valgono le “brillanti” menti al dipartimento di polizia che indagano sui corpi martoriati delle vittime, smembrati, recisi, spolpati, bruciati, tagliati, schiacciati, decapitati, bucati, questa chitarra stuprata, questa chitarra sodomizzata.
Perché a quanto pare un vecchio borghese ingegnere ha miglior piglio dell’intero corpo di polizia e il killer Jigsaw ha campo libero per arrivare a sequestrare talmente tante persone che a un certo punto si formano persino dei circoli di sopravvissuti modello alcolisti anonimi, tra chi ne resta per sempre traumatizzato e chi ne resta per sempre traumatizzato con la convinzione però di essere diventata una persona meglio.

Tra uno spavento e l’altro, tra una sorpresa e l’altra, la serie procede di gran carriera verso un precipizio di strunzate.

Saw I VI (2004-2009)

Famosissima serie che abbraccia appieno il genere del torture porn, Saw è diventato talmente famoso da essersi ritagliato un po’ una sua nicchia cinematografica fatta di affezionati bucatini che ogni halloween per 10 anni sbavavano per un nuovo capitolo.

Ne valeva la pena?
Dipende: se ti piace vedere la gente soffrire, alcuni capitoli sono più truculenti di altri; se ti piace l’intreccio narrativo e la suspence, puoi trovare qualcosa qui e lì; se invece sei alla ricerca di un buon film con delle idee e che non si sbrodoli addosso, allora solo il primo capitolo rimane in piedi.

VOTO:
2 sbavate

Saw I VI (2004-2009) voto

Titolo argentino: El juego del miedo I-VI
Regie: James Wan, Darren Lynn Bousman, David Hackl, Kevin Greutert
Anni: 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009
Durate: 103 minuti, 93 minuti, 108 minuti, 92 minuti, 92 minuti, 90 minuti
Comprali: https://amzn.to/3jJYba7

La principessa di Bali (1952)

George e Harold sono due commedianti d’avanspettacolo mezzi simpaticoni e mezzi truffatori che lasciano dietro di loro una scia di sperma tipo lumache giganti africane e donne deluse dalle promesse da marinaio .

Nella foga della fuga dalla figa, i due amici finiscono a Bali fingendosi palombari e promettono ad un figlio di mignotta il recupero di un piccolo tesoro in fondo al mare protetto da un calamaro gigante…

Ma a George e Harold fotte cazzi delle perle quando c’è di mezzo la fregna e si dà il caso che la principessa locale di fregna ne abbia, così che scoppia tra i due un interminabile duello a chi canta più canzoni al gorilla locale per contendersi la mano della donna.

eccetera eccetera

La principessa di Bali (1952)

 

Commedia misogina e colonialista che propaganda il mito dell’esploratore occidentale che salva i buzzurri selvaggi grazie ad una sonora spruzzata del suo magico sperma, ma anche simpatica carrellata di gag e balletti e battute azzeccate che ti fanno venire i dubbi su quanto oggi sia basso il livello della commedia popolare.

Penultimo di una fortunata serie di commedie musicale che hanno portato il duo Crosby-Hope in giro per mondo (Singapore, Zanzibar, Morocco, Utopia, Rio, Bali e Hong Kong), il film fa ancora più bella figura se lo si compara alla nostrana serie di cinepanettoni in giro per il mondo col duo combina guai Boldi-De Sica.

Non c’è paragone.

VOTO:
3 panettoni

La principessa di Bali (1952) voto

Titolo originale: Road to Bali
Regia: Hal Walker
Anno: 1952
Durata: 1 ora e 31 minuti
Compralo: https://amzn.to/3jssGkP

Squid Game (2021)

Un poveraccio col vizietto del gioco d’azzardo ha la vita rovinata dopo i disordini in fabbrica repressi nella violenza dai cani del potere liberista e oggi si ritrova a campare di lavoretti dormendo a casa della madre zoppa.

Un dramma, ovvero la normale esistenza del sotto-proletariato urbano contemporaneo, ovvero il ragionato prodotto del sistema liberal-liberista sostenuto da gentaglia buona solo per la frattaglia tipo Carlo Calenda, quel Carlo Calenda che parla sempre come se fosse stocazzo quando invece riesce ad abbindolare solo i poveri cristi intimoriti dalla sua sicumera facilmente cancellabile con un bel papagno piantato in pieno muso.

Seong Gi-hun, questo il nome del poveraccio disoccupato e divorziato, viene avvicinato da un’organizzazione criminale finanziata da miliardari annoiati che non pagano le dovute tasse allo stato che li ha tenuti in vita troppo a lungo e si ritrova in un gioco più grande di lui, ovvero una gigantesca competizione ad eliminazioni cruente tipo Takeshi’s Castle, ovvero una corsa di cavalli umani su cui scommettere milioni di euro.

Squid Game (2021)

Parte benino, ma finisce nell’idiozia più completa con l’occhiolino alla seconda stagione all’insegna dei capelli pinkissimi.

Io davvero non mi capacito di quanto la massa non abbia una cultura che vada al di fuori di Orietta Berti e quindi non riesca ad accorgersi, di fronte a questo Squid Game, di tutte le scopiazzature influenze che l’hanno prodotto: dal citato Takeshi’s Castle a Saw (con tanto di finale) passando per tutti i manga giapponesi tipo Battle Royale o As the Gods Will.

Simpatico, sì; un po’ di cacarella in alcuni punti, certo; ma non è il miglior sceneggiato su Netflix, tantomeno il migliore mai visto.

VOTO:
3 papagni

Squid Game (2021) voto

Titolo originale: 오징어 게임
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2021
Durata: 9 episodi da 1 ora

La palla nº 13 (1924)

Un proiezionista squattrinato è innamorato di una servetta da due soldi che può essere impressionata solo dalla futile pecunia e dalla sozza cioccolata.

Comprata una scatola di cioccolatini e un anellino piccolino, il poveraccio si presenta quindi alla casa dove presta servizio la ragazzetta sperando almeno in una veloce pippa sul divanetto. Sfortunatamente però la sua mossa da giaguaro viene smerdata da un altro pretendente alla mano della sciampista che lo incastra in una questione di orologi rubati e rivenduti.

Resosi quindi conto della sua inadeguatezza all’esistenza, il proiezionista si rifugia nella sua cabina di lavoro e comincia a sognare d’essere il detective protagonista del film che sta mandando sul grande schermo.

Capitomboli a seguire.

La palla nº 13 (1924)

Nonostante venga considerato uno dei più belli e importanti film dell’epoca muta, a me sinceramente non ha fato impazzire e sfido chiunque ad avvicinarlo anche lontanamente alle vette artistiche e (soprattutto) umane dell’immenso Charlie Chaplin.

La cosa più interessante ed oggettivamente stupefacente sono tutte le acrobazie compiute dallo stesso Keaton; una serie di pericolosissimi numeri che però, essendo tra l’altro concentrati tutti in sequenza verso la fine, non elevano il resto film, ma ne fanno solo rimpiangere meno la visione.

Quello che manca veramente è il senso di quanto il cinema sia qualcosa di più che un semplice divertimento e la cosa appare ancora più paradossale se si prende atto dell’incredibile inventiva tecnica dimostrata da Keaton che buca letteralmente lo schermo con degli effetti speciali innovativi per l’epoca.

L’impressione è che quelli che lo elogiano come uno dei migliori film mai realizzati siano dei sognatori liberali del cazzo a cui andrebbe data una sonora ripassata di pragmatico socialismo.

PS: il titolo italiano fa riferimento ad un dettaglio marginale della storia e sarebbe stato molto meglio lasciarlo com’era nelle intenzioni iniziali, ovvero Calma signori miei.

VOTO:
3 divanetti

La palla nº 13 (1924) voto

Titolo originale: Sherlock Jr.
Regia: Buster Keaton
Anno: 1924
Durata: 45 minuti
Compralo: https://amzn.to/2XfknAW

Grabbers (2012)

Un poliziotto alcolizzato e una poliziotta ficasecca si ritrovano compagni d’avventure mentre su una piccola isola irlandese succede l’invasione aliena di una particolare specie di mostro succhia sangue, ma allergico all’alcol.

L’unico modo per passare indenni la notte sarà quindi imbottirsi di birra come non ci fosse un domani mettendo in scena la più classica delle serate irlandesi.

Grabbers - Hangover finale (2012)

Filmetto coi mostri molto simpatico che, nonostante una vivace vena comica, non viene però svolto come una commedia, ma piuttosto come un film horror, con tanto di decapitazioni.

Non è un capolavoro e viene dimenticato presto, però è girato bene, i personaggi sono simpatici e non si prende sul serio.

Titolo italiano da denuncia.

VOTO:
3 mezze pinte e mezza (ovvero 1 pinta e 3/4)

Grabbers - Hangover finale (2012) voto

Titolo italiano esteso: Grabbers – Hangover finale
Regia: Jon Wright
Anno: 2012
Durata: 1 ora e 34 minuti
Compralo: https://amzn.to/3lIHfCs

Phantom Ship (1935) [Full Movie]

The Mystery of the Mary Celeste is a 1935 British mystery film directed by Denison Clift and starring Béla Lugosi, Shirley Grey and Arthur Margetson. It is one of the early films from Hammer Film Productions.
It is based on the story of the Mary Celeste, a sailing ship that was found adrift and deserted in the Atlantic Ocean in 1872, and is an imagined explanation of the disappearance of the crew and passengers.
The version released in the United States, under the title Phantom Ship, is about 18 minutes shorter than the original. It is believed that only the shortened version now survives.

This movie is in public domain.
Buy it here: https://amzn.to/3DAv8NM

Phantom Ship (1935)

La Mary Celeste è una di quelle navi fantasma entrate nella leggenda.

Ritrovata il 4 dicembre 1872 al largo delle Azzorre senza equipaggio e senza una concreta spiegazione del perché vagasse da 9 giorni sola soletta nel mar Atlantico, questa barca dei misteri è stata al centro delle più svariate teorie: mostri, pirati, gorghi marini, alieni, esplosivi, muffe, droghe sono solo alcuni dei possibili candidati al titolo di assassino, ma nessuno di questi ha al suo arco la prova schiacciante tale da far desistere i cospiratori della domenica.

Questo film narra le vicende precedenti il famoso ritrovamento, ovvero s’inventa una sua personalissima quanto banale motivazione alla scomparsa dell’equipaggio.

Phantom Ship (1935)

Filmetto corto e mal posto che mi sono deciso a vedere dopo che il link ad esso riposava sulla mia barra preferiti da almeno 6 mesi.

Ne è valsa la pena?
Ovviamente no, ma quello che mi rinfranca il cuore è che nessuno è a conoscenza di questa cacatella di film; è caduto nel dimenticatoio come l’equipaggio della Mary Celeste.

VOTO:
2 mostri

Phantom Ship (1935) voto

Titolo originale: The Mystery of the Mary Celeste
Regia: Denison Clift
Anno: 1935
Durata: 1 ora e 20 minuti
Compralo: https://amzn.to/3DAv8NM

Doppia personalità (1992)

Il dottor Carter, uno psicologo infantile munito di famiglia moglie figlia casa e macchina, ha un problemino.
E no, non è il cazzo che non gli si alza, ma il disturbo della personalità multipla che gli dà quel piglio manesco quando è Cain, bambinesco moccioso quando è Josh e transessuale di viale Marconi quando è Margo.

La moglie, dal canto suo, muore dalla voglia di succhiare l’uccello a Jack, il suo spasimante precedente che rubò direttamente dalle fredde mani della moglie malata di cancro in una delle scene più assurde del film.

Doppia personalità (1992)

Grasse risate per John Lithgow che si traveste da budello di tua madre travestito da pirata sperando in un Oscar che ovviamente non arrivò mai e profondo sconcerto per i fan di Brian che, scrivendo pure la sceneggiatura del film, non ha alcuna scusante per questo scempio di pellicola travestito da John Lithgow travestito da budello di tua madre travestito da pirata.

Da vedere per sapere cosa si nasconde in fondo all’abisso nicciano.

VOTO:
2 Nietzsche

Doppia personalità (1992) voto

Titolo originale: Raising Cain
Regia: Brian De Palma
Anno: 1992
Durata: 1 ora e 32 minuti
Compralo: https://amzn.to/3AI9Pbq

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021)

Nel febbraio 2013 una giovane canadese era in visita nella ridente e tragica cittadina di Los Angeles; un tipico viaggio giovanile carico di belle speranze per un futuro pieno di sorprese.

Purtroppo per lei, il suo futuro si sarebbe riproposto a breve e in maniera tragica, come una zuppa di cavolfiore succhiata poco prima di una cavalcata su un ciuchino zoppo, per poi cristallizzarsi in uno dei tanti falsi misteri che girano per l’internet.

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021)

Mini serie tutta incentrata sulla “misteriosa” scomparsa di Elisa Lam all’interno del famigerato Cecil Hotel di Los Angeles, grande luogo di spaccio e prostituzione che sorge nella parte più povera e disperata della città, il cosiddetto “Skid Row” dove si trova anche l’immaginario negozio di piante di Little Shop of Horrors.

Allora: per intrattenere, intrattiene; ma non aspettatevi niente di trascendentale visto che il “mistero” lo si può intuire dopo 20 minuti.

Quello che invece non mi aspettavo è il colpo di coda finale sulle condizioni dei reietti della società, dimenticati e sommersi dall’ingiustizia di una piramide sociale fondata sulla prevaricazione del più forte sul più debole, del codardo sul generoso, del liberista sul socialista.

VOTO:
2 liberisti e mezzo

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021) voto

Titolo originale: Crime Scene: The Vanishing at the Cecil Hotel
Regia: Joe Berlinger
Anno: 2021
Durata: 4 episodi da 1 ora circa

Dune (2021)

In un non meglio precisato futuro spaziale, la razza umana si è espansa a macchia d’olio per la galassia grazie ad una spezia chiamata melange che si trova solo sul pianeta Arrakis, altrimenti conosciuto come Dune.

A governare questo cencioso globo desertico, l’imperatore galattico ha piazzato da parecchi anni l’orribile casata degli Harkonnen che, con pugno di ferro e panza da lottatore di sumo, opprimono la popolazione locale dei Fremen, beduini drogati persi della super-spezia che ha donato loro lunga vita, occhi chiari e altri non meglio precisati poteri speciali.

Siccome però la casata degli Atreides, altra famiglia di vassalli spaziali, sta crescendo d’importanza e l’imperatore comincia a temerli, questi elabora un piano talmente convoluto e idiota che ci si chiede se l’imperatore non sia un cerebroleso.

Eccolo:
1- togliere il ricchissimo controllo di Arrakis agli Harkonnen.
2- darlo agli Atreides.
3- far partire la reggenza Atreides con particolare svantaggio fornendo loro mezzi pesanti antiquati e scassati.
4- farli quindi capitolare.
5- invaderli con la guardia imperiale.

Insomma, in altre parole: invece di schiacciare gli Atreides sul loro pianeta originale, l’imperatore li promuove e li fa spostare su un altro pianeta (col rischio di un successo) per poi schiacciarli comunque.

Io dico boh.

Dune (2021)

Seconda trasposizione cinematografica, dopo il grande flop di Lynch, e migliore adattamento dell’omonimo e famoso libro degli anni ’60 di Frank Herbert.

Sul versante prettamente cinematografico c’è poco da lamentarsi: gli enormi paesaggi si schiaffano con leggerezza inaudita in faccia allo spettatore seduto come uno scolaretto al cinema; le interpretazioni, anche se non eccezionali visto che sono anche giocate tutte sulla sottrazione, fanno il loro dovere; e .

Di contro abbiamo Oscar Isaac che alita come un deficiente sperando invano che il reparto effetti speciali faccia il suo magico lavoro di copertura e un generale senso di spaesamento narrativo, non tanto per la storia in sé che non è poi così complicata, quanto per uno scollamento tra la mia attenzione e il resto del mondo mentre mi sono trovato a vagare con la mente in pericolosissime quanto eccitanti visioni di furore e morte generalizzata a scapito dei più inermi e teneri esseri del mondo, i repubblicani.

Da vedere, probabilmente, così dicono.

VOTO:
3 scolaretti e mezzo

Dune (2021) voto

Titolo giapponese: デューン 砂の惑星
Regia: Denis Villeneuve
Anno: 2021
Durata: 155 minuti
Compralo: https://amzn.to/3iiMma9