Spiderhead (2022)

Nella prigione di minima sicurezza fisica e massima sicurezza mentale chiamata Spiderhead, l’oligarca americano Steve Abnesti conduce esperimenti farmaceutici su cavie volontarie(?) prese dalle normali carceri statunitensi.

In cambio di padelle in rame, videogiochi e una certa libertà di movimento, insomma in cambio del normale modello carcerario norvegese, questi prigionieri sono sottoposti ad iniezioni di sostanze sperimentali che ne alterano il comportamento togliendo loro personalità e libero arbitrio.

Dopo aver visto sesso, merda e sangue, elementi apparentemente imprenscindibili in una produzione senza dignità, i personaggi sveleranno misteri che non cambiano una virgola morale ed indirizzo narrativo.

Spiderhead (2022)

Filmetto fantascientifico che ha speso la metà del budget per gli attori e l’altra metà per il cabinato di Joust e che è quindi rimasto a secco di spiccioli per pagare uno sceneggiatore che desse una direzione emotiva ad una storia che in realtà poteva anche sparare qualche colpetto e che invece si affloscia su sé stessa senza giungere né ad una disamina sociale e né ad una conclusione catartica per un pubblico oltre i 15 anni.

Un peccato, perché nonostante sia volgarmente scopiazzato da roba molto meglio come Ex Machina e Black Mirror, poteva dare un qualcosina di più sul piano dei dilemmi morali, dell’inutilità sistema carcerario e sullo strapotere degli oligarchi occidentali sulla popolazione inerme.
E invece nisba.

VOTO:
2 oligarchi e mezzo

Spiderhead (2022) voto

Titolo argentino: La cabeza de la araña
Regia: Joseph Kosinski
Durata: 1 ora e 46 minuti

Birdemic (2010)

Rod è un ragazzo con le idee chiare: lavorare il meno possibile per una compagnia high-tech e poi fuggire col malloppo una volta che la stessa verrà venduta ad uno dei pochi monopoli oligarchici su chi si regge lo strapotere americano.

Sticazzi se i lavoratori verranno licenziati per “ridondanza”, sticazzi se l’innovazione che l’azienda apportava verrà cancellata dal gigante compratore, sticazzi se si tratta di pure manovre speculative che non si basano su un’economia reale e quindi non producono vera ricchezza nel tessuto sociale.
L’importante qui è  usare la macchina ibrida, sennò l’ambiente va a farsi fottere.

Birdemic (2010)

Incredibile filmetto di serie Z che il regista ha finanziato col suo lavoro vero (quale sarà?), non ottenendo i permessi dovuti e sottopagando attori e squadra. Insomma, un capolavoro.

Potrei parlare degli orrendi effetti speciali usciti direttamente da powerpoint o le legnose interpretazioni, ma quello che mi è saltato all’occhio invece è la connessione con Max Landis, figlio di John, il regista di Un lupo mannaro americano a Londra.

Si dà il caso infatti che la giovane modella protagonista del film sia stata in passato sentimentalmente legata al giovane sceneggiatore e che, sull’onda del #meeToo, se ne sia uscita nel 2019 con un tweet nel quale riportava di vessazioni orrende e inumane subite per sua mano.

E non è l’unica: le vittime uscite allo scoperto sono almeno 8 e tutte hanno raccontato di come Max sia un pezzo di merda che si diverte nel controllare le sue prede sessuali, si ecciti nel vederle soffrire e sia in generale un maniaco sessuale con una predilezione per la violenza e l’umiliazione.

Ma perché dargli contro?
Lo sappiamo tutti che un uomo di successo si misura non con le dimensione del suo cazzo, ma con la veemenza di come agita il suo batacchio sulla scrivania del potere, diminuendo i salari e tagliandosi le tasse che verrebbero usate per migliorare la società.
Gli stronzi pensano che chi ha di più dovrebbe dare di più, ma sono dei poveri illusi; perché chi ha di più te lo ficcherà più in fondo e tu sorriderai tra le lacrime, servo del sistema.

VOTO:
1 del sistema

Birdemic (2010) voto

Titolo completo: Birdemic: Shock and Terror
Regia: James Nguyen
Durata: 1 ora e 45 minuti
Compralo: https://amzn.to/3OLiZLk

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Nell’universo 498 il dottore si scopa le pazienti e nessuno lo denuncia perché tutti sono compiacenti e lui solo può venire sulla pancia.

In questo nostro universo invece il dottore è solo stronzo, ma di buon cuore, e nessuno si azzarderebbe a dargli contro se non per ricordargli quell’alito fetente che sprigiona ogni volta che apre la sua sudicia bocca da topo di fogna fascista.
Sì, perché dottor Strange è un ex gerarca sfuggito ai tribunali internazionali fingendosi onduregno e risulta quindi difficile metterlo alla gogna per i numerosi esperimenti scientifici operati su giovani vittime atee che smembrò pezzo a pezzo premurandosi di versare almeno una goccia del suo sperma su ogni lembo sanguinante. Una pratica che se da un lato trova conforto nei testi sacri e nella pratica comune, dall’altra va messa in pratica solamente nei mesi bisestili e non, come amava fare il dottore, ogni fine settimana.
Diamine!

Molto dolore da Wanda Maximoff e la sua fica di fuoco.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Vero e proprio film su commissione per il grande Sam Raimi e quindi enorme ciofeca che scontenta sia il suo affezionato pubblico che, dopo anni d’assenza, non vedeva l’ora di vedere un po’ del suo bizzarro genio sul grande schermo, e sia il pubblico Marvel che probabilmente non capisce bene le trovate un po’ sopra le righe del regista di Evil Dead.
Chi sicuramente è contento e cojonato è l’enorme pubblico dei paesi in via di sviluppo che, con poche eccezioni, si berrebbe persino il piscio se venisse infiocchettato bene.

Peccato, perché con il multiverso di poteva e si doveva osare di più e invece si è preferito relegare il lato interessante ad una brevissima sequenza di vari mondi strampalati per poi ripiegare su un più confortevole mondo del tutto identico al nostro, eccezion fatta per il semaforo che segna rosso invece di verde… che FOLLIA!

VOTO:
2 in via di sviluppo e mezzo

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) voto

Titolo originale: Doctor Strange in the Multiverse of Madness
Regia: Sam Raimi
Durata: 2 ore e 6 minuti
Compralo: https://amzn.to/3OCjhnQ

La finestra socchiusa (1949)

Il piccolo Tommy Woodry vive una vita più o meno normale, assieme al padre e alla madre, in 30 metri quadri d’appartamento di un edificio di poveracci nel Lower East Side di New York fino quando una notte, uscito sulle scale antincendio per trovare refrigerio, assiste ad un omicidio per mano degl’inquilini del piano di sopra.

Essendo un ragazzino dall’immaginazione vivace che spesso grida “al lupo al lupo”, nessuno crede alla sua storia, non i genitori e non la polizia; a credergli invece sono ovviamente i vicini che si mettono subito all’opera per trovarsi da soli con il marmocchio e capire come disfarsi di lui.

La finestra socchiusa (1949)

Il film non è un granché e l’unica nota positiva è l’ottima interpretazione del bambino; un’interpretazione che gli valse addirittura l’oscar.

Va bene la trascuratezza dei genitori americani degli anni ’40 che lasciano il ragazzino da solo a casa nonostante implori loro di portarselo appresso, va bene che sono gli anni del dopoguerra e c’era un po’ di desensibilizzazione della popolazione (anche se non vi fu sangue versato su suolo statunitense), va bene che è un filmetto di spaventi e non un dramma documentaristico, ma le logiche secondo le quali i personaggi prendono questa o quell’altra decisione rimangono pressoché incomprensibili.

La cosa invece degna di racconto è la tragica storia del giovane protagonista, Robert Cletus Driscoll, conosciuto come Bobby Driscoll.
Divenuto celebre in giovane età grazie alla Disney, ad esempio è suo il volto e la voce di Peter Pan nell’omonimo lungometraggio animato, Robert vide rapidamente declinare la sua notorietà, e di conseguenza la sua promettente carriera, una volta raggiunta la pubertà.
Finì quindi prima nel giro del teatro off di Broadway e poi, sfumata anche questa via, passò ai circoli dei figli dei fiori newyorkesi per poi scendere ai circoli dei rimastini bucatini.
Morì d’infarto a 31 anni; il suo corpo senza vita fu trovato il 30 marzo del 1968 da due ragazzini che giocavano in un edificio abbandonato dell’East Village, ironicamente il quartiere adiacente a quello dove si svolge il film. Disteso su di un sudicio lettino di ferro, con un paio di bottiglie di birra e qualche volantino religioso accanto, Robert non venne riconosciuto dalle autorità perché non aveva documenti con sé e fu quindi seppellito in una fossa comune a Potter’s Field sull’isola di Hart, la stessa fossa che fu usata nel 2020 dalle autorità di New York durante la pandemia di Covid.

VOTO:
2 birre e mezza

La finestra socchiusa (1949) voto

Titolo originale: The Window
Regia: Ted Tetzlaff
Durata: 1 ora e 13 minuti
Compralo: https://amzn.to/3tYyIPy

The Lighthouse (2019)

E’ la fine del diciannovesimo secolo e un giovane e taciturno uomo prende servizio come assistente presso un faro nel New England.

Thomas Wake, il vecchio guardiano dal carattere brusco e dalla simpatia a targhe alterne, mette presto in chiaro i termini e condizioni della loro permanenza sull’isolotto roccioso: lui si prenderà cura della luce rimanendole accanto tutte le notti, mentre il più giovane assistente si occuperà di tutto il resto: riparazioni, pulizie e persino lo svuotamento dei vasi da notte.

Ma sullo scoglio dove sono capitati, immerso in una nebbia fitta e battuto da venti da far impazzire, covano una raffica di misteri e insoluti tali che difficilmente i due potranno uscirne salvi.

The Lighthouse (2019)

Molto sperimentale e molto snob, ma anche indubbiamente molto bello.

La storia insoluta di due enigmatiche figure del secolo vittoriano ben si addice ad un’ambientazione a tinte fosche e colma di mistero e il suo dipanarsi per contrasti più che per assonanze prelude bene a quella che è una risoluzione telefonata ma forse inevitabile.

E però d’altro canto, questa voglia spasmodica di stupire anche il più snob dei puzzatori sotto al naso con il bianco e nero e il formato quadrato e i rimandi all’arte ottocentesca e alle leggende marittime e al linguaggio vetusto e allo sperimentalismo un po’ fine a sé stesso… insomma, ok ok abbiamo capito che sei intelligente, però questo starnazzare egocentrico ironicamente figlio del più contemporaneo e becero instagrammer con i suoi video quadrati fa a pugni con quanto si tenta di affermare.

E’ un film bello, senza dubbio, ma si ha come l’impressione che in realtà sia meno di quello che sembri ad un primo acchito.

VOTO:
3 acchiti e mezzo

The Lighthouse (2019) voto

Titolo uzbeco: Mayoq
Regia: Robert Eggers
Durata: 1 ora e 49 minuti
Compralo: https://amzn.to/3NbV9Yc

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 (2011)

Seppellita la rogna dell’elfo stronzo, i nostri 3 giovani protagonisti devono recuperare i rimanenti Horcrux per distruggerli e rendere quindi Voldemort un vile mortale.

Draghi col culo coll’eco, fantasmi borderline e serpenti fetenti saranno solo alcuni elementi del ricco contorno inutile di una storia che finalmente giunge alla sua ignobile fine; per la gioia di chi ne ha sperato la conclusione e la tristezza di chi non riesce a crescere oltre i 12 anni.

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 (2011)

Ohhh, finalmente è finita.

La saga di seghe più sopravvalutata della storia ha il suo ultimo capitolo spiattellato come una mosca sul parabrezza di un autospurgo traboccante merda.

Appurato che Voldemort parla come se stesse sforzandosi per cacare il più faticoso pezzo di stronzo della storia e Neville sia inutile anche nel suo momento di gloria, si fa davvero fatica a trovare qualcosa che valga la pena di una messa: forse i 2 secondi di Voldemort come feto abortito o i 3 secondi di spacco di tette di Hermignottona in favore di telecamera quando si fermano a 10 centimetri dal terreno, ma la realtà è che neanche un miracolo potrebbe salvare quello che è nato tondo e morirà tondo.

VOTO:
2 mosche e mezzo

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 (2011) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2
Regia: David Yates
Durata: 2 ore e 10 minuti
Compralo: https://amzn.to/3bg0O26

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 (2010)

La storia procede a salti e bocconi con Ron geloso fracico di Hermignottona che fa una pomiciata spaventosa con Harry, Hermignottona che legge favole per bambini mentre sono in missione per conto di dio e Harry che decide di scavare una fossa comune nella quale gettare i corpi smembrati delle sue vittime sessuali concimando il terreno circostante con abbondante sterco di bufalo d’acqua. Bufalo d’acqua che avrebbe donato spontaneamente il suo letame a condizione che i tre amici avessero fatto a turno nell’esplorare una cava di pietra nelle vicinanze.

Storia confusionaria?
Ma non diciamo sciocchezze: Voldemort è un grande, anche se si chiama Tom.

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 (2010)

Ultimo capitolo spezzato in due parti; piacevole come cazzo spezzato in tuo culo.

– Nagini –

Chiara operazione commerciale di allungamento del brodo narrativo a discapito dell’interesse del pubblico che, anche se lo vedesse una, cento, mille volte Nassirya, continuerebbe a dimenticarsi di che cazzo parla questo film.

Un serpente si finge vecchia per riscuotere la pensione dell’INPS, muore un elfo in un mondo dove la magia può curare le ferite mortali, avviene la moltiplicazione dei pani e degli Harry Potter con l’effetto della divisione della mia anima al mercato del pesce; insomma, non c’è nulla di cui andare fieri e, quindi, vi punisco.

VOTO:
2 vecchie

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 (2010) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 1
Regia: David Yates
Durata: 2 ore e 26 minuti
Compralo: https://amzn.to/3xC0ouq

Harry Potter e il principe mezzosangue (2009)

Harry trova un libro appartenuto al principe mezzosangue che gli permette, a differenza di tutti gli altri studenti che seguono alla lettera il testo scolastico pieno di errori, di superare brillantemente il corso di erbologia.

Draco Malfoy, livido di rabbia perché il padre è al gabbio come un cane pulcioso e fetente, architetta piani su piani per metterlo in culo al protagonista della storia invece di pensare a metterlo nel culo all’incredibile sequela di studentesse fregne che stanno raggiungendo la piena maturità sessuale in una scuola il cui maggior divertimento è mangiare caramelle al cerume.

Ron col cazzo roscio poi andrebbe di lusso, potendo copulare anche durante il periodo mestruale senza colpo ferire, e invece insiste a fare da sposina vergine ad Harry palo di frassino nel culo Potter.

In questo clima da operetta, Voldemort sembra l’unico con le idee ben chiare: comandare e fottere, con un accento grave sulla prima piuttosto che sulla seconda.

Harry Potter e il principe mezzosangue (2009)

Grande è la confusione sotto il cielo, disse Mao Zedong.
Grande è la confusione in questo film, dico io.

No, sul serio: anche considerando che mi sto vedendo le versioni estese fan-edit della saga per “apprezzare al meglio” questi film per ragazzini, io ci capisco sempre di meno mano a mano che procedo con la sequenza e mi ricordo di come ebbi la stessa sensazione la prima volta che mi approcciai alla saga tipo 20 anni fa.

Il tempo non cura le cose, le fa dimenticare, e io mi ero dimenticato che Harry Potter è una parabola discendente, come il tuo cazzo dopo che hai eiaculato sul culo del tuo giovane amante.

VOTO:
3 giovani amanti

Harry Potter e il principe mezzosangue (2009) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Half-Blood Prince
Regia: David Yates
Durata: 2 ore e 33 minuti
Compralo: https://amzn.to/3zOnd0O

Harry Potter e l’Ordine della Fenice (2007)

Apparentemente il mondo dei maghi e delle streghe è una distopia popolata da idioti del cazzo da prendere a ceffoni a nastro; ingiusti nei processi, sommari nei giudizi, ritardati nella logica, questi non-babbani sono la dimostrazione plastica del perché negli anni 2000 e con a disposizione poteri magici questi esseri simili alla merda riescono a vivere ancora come fossero nel medioevo.

Roba da farmi prudere le mani mannaggia la madonna quell’umana puttana lurida sanguinante che non merita una briciola di rispetto.
Stronza.

Il film parla di scuole private, regole da infrangere per essere ometti e donnine e quanto fa schifo riempirsi di profumo e poi usare l’ascensore prima di me.

Harry Potter e l'Ordine della Fenice (2007)

Confusionario e di passaggio, Harry Potter e l’ordine delle pernici è però godibile per l’ansia da botte che ti suscita quando inquadrano quella stronza vestita di rosa. No, non parlo di Maria Elena Boschi, anche se ad alcuni ho letto che provoca lo stesso tipo di rabbia profonda sfociante nella violenza più cieca, no non lei ci mancherebbe, parlo di Dolores Umbridge.

Ti è piaciuto? Ben per te.
Non ti è piaciuto? E sticazzi non ce li metti?

VOTO:
3 Boschi e mezzo

Harry Potter e l'Ordine della Fenice (2007) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Order of the Phoenix
Regia: David Yates
Durata: 2 ore e 18 minuti
Compralo: https://amzn.to/3tO0gXB

Harry Potter e il calice di fuoco (2005)

Grande festa alla corte di Hogwarts, c’è nella scuola della fregna in più, stereotipi novecenteschi ed emozioni adolescenziali, Harry ti chiamerai tu.

Ebbene sì, la pubertà comincia a bussare forte alle palle degli studenti mentre le fiche delle studentesse hanno cominciato a versare sangue l’estate scorsa; se a questo aggiungiamo l’innata perversione della Rowling nel ricreare su carta gli abusi da lei stessa subita, ecco che allora il livello di coinvolgimento delle mie gonadi si riduce al 2 per cento.

C’è un morto, anzi due.

Harry Potter e il calice di fuoco (2005)

Progressiva scarnificazione in favore di telecamera della gioiosa pubescenza di quattro scalmanati e prodotto che non è né carne e né pesce.

Se da un alto infatti possiamo apprezzare l’accompagnamento emotivo dello spettatore/lettore lungo la sua  crescita, dall’altro qui c’è forse un passo indietro rispetto al capitolo precedente che faceva invece un passo avanti per fare da apripista allo sviluppo in fieri del ragazzo/a; Harry Potter e la tazza di fuoco invece si posiziona esattamente al fianco del suo pubblico di riferimento e non è così che si sprona alla crescita.

VOTO:
3 ragazzi che devono ancora crescere

Harry Potter e il calice di fuoco (2005) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Goblet of Fire
Regia: Mike Newell
Durata: 2 ore e 37 minuti
Compralo: https://amzn.to/3OjRjNt

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004)

Basta cazzo!

Non è possibile continuare a vivere sotto lo stesso tetto con un gruppo di stronzi che ti annichiliscono la cappella come gessi sulla lavagna e quindi Harry Potter lascia casa degli zii e cugino obesi per finire preda della notte londinese: buia, spettrale e piena di pedofili.

(s)fortunatamente per noi, il giovine mago viene tratto in salvo prima d’essere imbucato nella cassetta delle lettere a tocchi da 5 centimetri e torna alla scuola di magia e superstizione sulle dimensioni dei cazzi dei cannibali del Congo, circondato da amici benaltristi e nemici benalimortacci loro.

Riuscirà a non farsi scotennare dal padrino Sirius Black, misteriosamente e fortunosamente scappato dalla prigione di massima sicurezza di Azkaban?

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004)

Virata dark per la serie più famosa sui maghi scolastici, un po’ per il cambio alla regia e un po’ per l’inevitabile progressione emotiva che porta un innocente dodicenne a diventare un perverso diciottenne.

Mostri, succhiatori avidi, inchini, solchini e Carlo Gubitosa travestito da pirata sono gli ingredienti giusti per farti tirare giù un bel bestemmione satollo di sangue e merda, come da tradizione italica.

VOTO:
4 mostri

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Regia: Alfonso Cuarón
Durata: 2 ore e 22 minuti
Compralo: https://amzn.to/3tAjdgd

Harry Potter e la camera dei segreti (2002)

Dopo aver sconquassato la scuola per maghi di Hogwarts l’anno prima, Harry Potter torna a far danni assieme ai suoi amici Hermignottona e Ron, lasciando letteralmente di sasso più di una persona.

Egocentrici col parrucchino, basilischi bischeri e un’apparizione fugace della Madonna in trench scontorneranno una storia più avvincente del primo capitolo senza però raggiungere il grado ultimo di pellicola perfetta a causa della vistosa mancanza di un bel paio di tette.

Harry Potter e la camera dei segreti (2002)

Divertente quanto lungo film che prosegue il fortunato filone d’oro giocando un po’ sulla cassa di risonanza del fenomeno mondiale chiamato Harry Potter e un po’ su qualità intrinseche.

Recitato bene (eccezion fatta per quel cane di Daniel Radcliffe) e pieno di graziose ed eccentriche curiosità che sicuramente lasciano il segno nell’immaginario dei più piccoli (vedi l’impressionante mandragola urlante); se proprio devo puntare il dito contro qualcosa, allora che sia Dobby, l’elfo domestico che sembra Gollum ma pure peggio… decisamente dimenticabile.

VOTO:
3 Dobby e mezzo

Harry Potter e la camera dei segreti (2002) voto

Titolo: Harry Potter and the Chamber of Secrets
Regia: Chris Columbus
Durata: 2 ore e 41 minuti
Compralo: https://amzn.to/39oQdRR