Lady Maiko (2014)

Storia di una ragazzina che vuole affrontare il lungo e sofferto percorso che la condurrà a diventare una maiko, il gradino precedente alla geisha, nonostante la sua incipiente goffagine e il suo accento burino.

A darle manforte, nel senso di forti manate in volto, ci saranno la proprietaria della casa del tè in cui sta facendo apprendistato, le colleghe geishe e un professore porcellino con una voglia matta di ficcare le sue affusolate mani da pervertito dentro le fresche mutandine di una minorenne.

Lady Maiko (2014)

Il delizioso distretto storico di Kyoto fa da cornice ad una reinterpretazione di My Fair Lady (mi dicono dalla regia) che azzecca il tono e la forma del genere musicale per anime dolci.

Non è un capolavoro e non mi strapperò i capelli, ma risulta piuttosto interessante per dare un’occhiata dentro il misterioso mondo dell’antica (e in via d’estinzione) arte dell’intrattenitrice tradizionale giapponese.

VOTO:
3 capelli

Lady Maiko (2014) voto

Titolo: 舞妓はレディ – Maiko wa Lady
Regia: Masayuki Suo
Anno: 2014
Durata: 135 minuti

Ecotherapy Getaway Holiday (2014)

Durante una banale scampagnata organizzata, 7 donne vengono abbandonate nella foresta dalla loro pusillanime guida che avrebbe dovuto condurle verso delle micragnose cascate.

Le signore però non rinunceranno alla visione della fica da vicino e, dopo aver dormito sotto le stelle, essersi cibate di serpenti ed aver confessato le reciproche tristezze, giungeranno ad una migliore consapevolezza di sé stesse.

Ecotherapy Getaway Holiday (2014)

Film vagamente femminista, considerando la cultura profondamente maschilista che domina il Giappone, ma che a conti fatti non è altro che una spolverata di storie di donne al bivio che si lamentano di non avere un uomo.

Non passa quindi il Bechdel test.

VOTO:
3 Alison Bechdel

Ecotherapy Getaway Holiday (2014) voto

Titolo originale: 滝を見にいく – Taki wo mini iku
Regia: Shuichi Okita
Anno: 2014
Durata: 88 minuti

Moon of a sleepless night (2015)

Tra il primo e il secondo capitolo della saga del pupazzo di neve Norman, la casa di produzione di Takeshi Yashiro, il one-man show dello stop motion giapponese, ha tentato la poetica della notte misteriosa con un risultato decisamente migliore di quello del ridicolo ghiacciolo.

Anche se non siamo di fronte ad un capolavoro, è indubbio che la piccola dolce storia di un bambino ed uno scoiattolo alle prese con il disincagliamento della Luna tra le frasche del bosco riesca a toccare un paio di tasti giusti, buoni a far sognare i più piccoli… e non far annoiare i più grandi.

VOTO:
3 frasche e mezza

Moon of a sleepless night (2015) voto

Titolo originale: Nemurenai yoru no tsuki – 眠れない夜の月
Regia: Takeshi Yashiro
Anno: 2015
Durata: 27 minuti

Sumikkogurashi: Good to be in the corner (2019)

I Sumikko Gurashi (traducibile in “vita all’angolo”) sono una serie di personaggi creati da una compagnia di giocattoli al solo scopo di agganciare al suo merchandising una folta schiera di depensanti con crisi infantili.

In questo lungometraggio animato, il drappello di pedofantastici pupazzi si ritrovano loro malgrado dentro un libro pop-up al cui interno vive un pulcino abbandonato alla disperata ricerca di amici che troverà momentaneo ristoro nei loro orifizi anali mentre il pubblico tenterà in ogni modo di evirarsi con un paio di bacchette.

Questa è roba grave signori, roba grave per davvero.

VOTO:
2 bacchette

Sumikkogurashi: Good to be in the corner (2019) voto

Titolo originale: 映画 すみっコぐらし とびだす絵本とひみつのコ
Regia: Mankyu
Anno: 2019
Durata: 65 minuti
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Pigtails (2015)

C’è una ragazza che vive un’esistenza misteriosa lontano da tutto e tutti.
Un’esistenza piena di fantasiose manifestazioni della sua fervida immaginazione e di quella magica polverina di cui la ragazza fa abbondante uso.

Ma un bel giorno il mondo esterno, tenuto a bada da alte mura sormontate da una moltitudine d’immondizia, fa capolino capoletto con due cose: un palloncino rosso sangue e un ragazzo particolarmente in calore.

Cortometraggio animato a tinte pastello che se non sbaglio piglia qualcosa della trama di Never let me go, libro che io ho perso assieme al mio zainetto dentro un rickshaw di Mumbai un giorno piovoso di un ottobre di parecchi anni fa, e che piacerà molto al pubblico generalista.

Non imprescindibile.

VOTO:
3 rickshaw e mezzo

Pigtails (2015) voto

Titolo originale: みつあみの神様 – Mitsuami no kamisama
Regia: Yoshimi Itazu
Anno: 2015
Durata: 29 minuti

Peace (2010)

Una compagnia di semi-volontariato si prende cura del trasporto di persone disabili, malate o semplicemente troppo anziane per muoversi indipendentemente.
C’è chi deve andare a comprare un paio di scarpe nuove perché quelle che ha le ha consumate a forza di strusciarle a terra per colpa di una paralisi, c’è chi vuole andare al parco e prendersi un semplice caffè e chi ancora ha la visita periodica dal dottore per controllare l’avanzamento del tumore polmonare che lo affligge.

Piccolo documentario girato a spalla e virante al minimalismo che, in un gioco di riflessi, segue le vicende di persone la cui vita è ai margini della società giapponese.
Quello che ne scaturisce è una profonda tristezza, sia per la condizione di estrema povertà economico-sociale alla quale tanti membri della società sono relegati e sia per la loro rassegnazione ad un destino scritto nella pietra di un cuore freddo come quello del Sol levante.

VOTO:
3 destiny’s child

Peace (2010) voto

Titolo polacco: Pokój
Regia: Kazuhiro Soda
Anno: 2010
Durata: 75 minuti

Norman the Snowman: On a Night of Shooting Stars (2016)

In questo secondo capitolo della noiosa storia di Norman il pupazzo di neve troviamo i due amici con benefici alle prese con l’idea di vedere una pioggia di meteore illuminare il cielo notturno come una scarica di meteorismo costella di merda le loro mutande.

E avranno pane per i loro denti marci quando una scimmia a tre teste farà il diavolo a quattro montando un casino infinito riguardo le rette agevolate dell’asilo per i figli delle coppie omosessuali come Norman e il suo amico con benefici umano.

VOTO:
2 benefici

Norman the Snowman: On a Night of Shooting Stars (2016) voto

Titolo originale: ノーマン・ザ・スノーマン ~流れ星のふる夜に~
Regia: Takeshi Yashiro
Anno: 2016
Durata: 25 minuti

One Night (2019)

La famiglia Inamura gestisce una compagnia di taxi un po’ squallida, ma questo non è la parte peggiore della loro misera vita.

Accade infatti che il capofamiglia abbia il vizietto di picchiare la moglie i 3 figli come zampogne prima durante e dopo aver bevuto creando chiaramente un bel po’ di scompiglio, oltre che una serie di oggetti contundenti rotti che ti dico levati signora mia.

Ma una notte buia e tempestosa la signora Imamura, colma d’odio e di botte, decide di porre fine a questo scempio quotidiano, innescando al contempo la reazione a catena che porterà alla disintegrazione della famiglia che lei aveva tentato, così facendo, di proteggere.

One Night (2019)

Duro ritratto familiare di un Giappone chiuso nel suo tipico mutismo sentimentale e incapace di convergere verso un catartico abbraccio collettivo.

Le tragiche vicende dei 3 figli Hiroki, Yuji e Sonoko si intrecciano con quelle della madre Koharu e dei 4 dipendenti della compagnia di taxi in un gioco di specchi e rimandi che catalizzano l’attenzione dello spettatore verso l’inevitabilità del destino umano e la difficoltà di cambiare la realtà dei fatti, anche quando questi appaiono ingiusti e grotteschi.

Un ottimo film che, nonostante sia a tratti didascalico e soffra di un generale rallentamento nella parte centrale, rimane comunque godibile.

VOTO:
3 generali e mezzo

One Night (2019) voto

Titolo originale: ひとよ – Hitoyo
Regia: Kazuya Shiraishi
Anno: 2019
Durata: 123 minuti

Kick-Heart (2013)

La folle storia d’amore tra i lottatori professionisti Romeo e Juliet, in arte “M l’uomo mascherato” e “Lady S”, è tanto potente quanto devastante, come la nostra benemerita eroina.

Simpaticissimo e frenetico cortometraggio psichedelico che da una parte cita L’uomo tigre, con la sua storia del wrestler che aiuta l’orfanotrofio dei poveracci, e dall’altra porta fin sulla Luna un’animazione alla Yellow Submarine.

VOTO:
4 uomini mascarati

Kick-Heart (2013) voto

Titolo originale: キックハート
Regia: Masaaki Yuasa
Anno: 2013
Durata: 12 minuti

Drawer Hobs (2011)

Noeru è una giovane impiegatucola di un call center che guadagna quel tanto da permetterle di sognare ogni giorno di smettere di lavorare.

Siccome però questo cortometraggio non ha alcun valore politico, l’impiegata del call center in questione non tira su una rivoluzione per tagliare la testa ai maiali borghesi, ma riceve in dono dalla madre una cassettiera magica con all’interno Masa, Jirokichi, Daigoron, Hanpei, Tae e Yuki; 6 lavoratori minorenni che la aiuteranno a scaricare sul più debole le fatiche del proletariato contemporaneo.

Il cortometraggio è caruccio e non me la sento di blastarlo, ma siamo ben lontani da ogni velleità artistico-morale.

VOTO:
2 velleità e mezzo

Drawer Hobs (2011) voto

Titolo originale: たんすわらし。- Tansuwarashi
Regia: Kazuchika Kise
Anno: 2011
Durata: 24 minuti

Dance with Me (2019)

Shizuka Suzuki è una stronza.

E’ una stronza che vuole imparare a ballare bene, ma non vuole ammetterlo a sé stessa e quindi si mangia la vita in ufficio nascondendo la sua solitudine interiore dietro diagrammi e riunioni aziendali con un gruppo di uomini attempati che non sanno cosa sia muoversi e divertirsi.
Poveri stolti.

Fortuna che a rimescolare le carte in tavola arriva un vecchio imbonitore con la dentiera, una giacchetta sgargiulla che levati di torno e una sciatalgia incipiente che, grazie alla sua magia da 4 soldi, degli anellini da 50 yen e 100 grammi di coca tagliata male, trasformerà la stronza in un pericolo ambulante ballerino, domabile unicamente con una sana e vecchia dose di ceffoni.

Dance with Me (2019)

Una pena.

Una pena di film che io maledico il giorno che mi hanno spinto a vedere questa cacata immane disegnata a fior di pennello sanguinolento per le donnette giapponesi che sognano il principe azzurro, ma poi lo rifiutano perché sono donne indipendenti che comprano le loro scarpette rosse di merda su Amazon; il tutto mentre si masturbano con un cocomero fradicio.

Vi odio.
Vi odio tutti.

VOTO:
1 cocomero e mezzo

Dance with Me (2019) voto

Titolo originale: ダンスウィズミー Dansu Wizu Mi
Regia: Shinobu Yaguchi
Anno: 2019
Durata: 103 minuti

Norman the Snowman: The Northern Light (2013)

Un giovincello tutto pepe con la matta fregola di scoprire il mondo si rende conto di avere due gambe e quindi, di nascosto da sua madre, s’intrufola in un vagone merci diretto verso le lontani terre del nord per dare voce a quel demone interiore chiamato adolescenza.

Ad aiutarlo ci sarà Norman il pupazzo di neve, il suo fidato amico immaginario sacco di merda che tenterà in più occasioni di venderlo al mercato nero degli schiavi sessuali minorenni per i principi sauditi.

Dagli stessi autori di Gon, the Little Fox, Norman the Snowman condivide con quest’ultimo sia i lati positivi, una buona realizzazione tecnica e una certa poeticità, che quelli negativi, tipo che ci sono dei momenti totalmente stranianti che uno si ritrova ad urlare verso lo schermo robette tipo “dio cristo, muoviti per la madonna in croce!”.

Cosucce così insomma.

VOTO:
2 schiavi minorenni e mezzo

Norman the Snowman: The Northern Light (2013) voto

Titolo originale: ノーマン・ザ・スノーマン~北の国のオーロラ~
Regia: Takeshi Yashiro
Anno: 2013
Durata: 25 minuti