C’era un padre (1942)

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In una cittadina provinciale del Giappone pre-bellico, l’insegnante di matematica Horikawa si ritrova con un terribile senso di colpa dopo che un suo giovane studente annega durante un gita a Tokyo.

Totalmente incapace di continuare la professione, lascia il lavoro e si trasferisce in un’altra città sperando di fuggire i suoi demoni interiori; quello che succede invece è che matura presto un’incontenibile irrequietezza nel trovarsi vicino al figlio pubescente e, spaventato dal non essere in grado di proteggerlo dai mille ostacoli della vita, decide di mandarlo in collegio allontandolo quindi da sé e percorrendo perciò una sorta di via crucis interiore al termine della quale quest’uomo oramai incapace d’amare spera d’espiare le sue (inesistenti) colpe.

C'era un padre (1942)

Bellissimo film del grande Ozu che avevo già visto e apprezzato una decina d’anni fa in piena notte a Fuoriorario.

La cosa che più mi colpì all’epoca e che tutt’ora a mio modesto avviso tiene l’opera su un livello filmico speciale, non sono tanto alcune ottime inquadrature, delle recitazioni dolorose e contenute allo stesso tempo e un minimalismo formale che fa specchio ad una pulizia di narrazione, ma bensì il nervo stesso della storia.
Ovvero quest’impercettibile eppure enorme scarto emotivo che porta un uomo ferito nell’orgoglio e nell’amore ad allontanare da sé il proprio figlio, unico membro familiare rimastogli dopo la morte della moglie.

Ecco, proprio quest’apparentemente paradossale inversione logica tra causa ed effetto, quest’aprioristica cancellazione d’una via redentiva solo per la paura di fallire, mi aveva fatto capire qualcosa in più sugli esseri umani e come a volte ragionano in maniera bislacca ed unica.

Noi umani, a quel che ne so, siamo anche gli unici animali che commettono suicidio (in Giappone questo ha assunto persino forme rituali come il seppuku) e questo mi ha sempre fatto riflettere su quanto siamo unici nel regno vivente.
Noi, fragili creature piene d’emozioni che alla prima folata di vento autunnale se ne possono volare via nell’infinitezza dei loro pensieri.

VOTO:
4 foglie e mezza

C'era un padre (1942) voto

Titolo originale: 父ありき Chichi ariki
Regia: Yasujirô Ozu
Anno: 1942
Durata: 94 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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