Forza maggiore (2014)

Forza maggiore (2014) featured

Padre, madre, figlio, figlia…Tomas, Ebba, Harry, Vera.
Una famiglia, 4 esseri umani uniti nel cammino della vita che si trovano ad affrontare un punto di svolta, un ostacolo enorme rappresentato simbolicamente da una valanga di neve che quasi li travolge mentre sono in vacanza sulle montagne francesi.
Tomas, il padre, è preso dal panico e corre via cercando di salvare la pelle mentre Ebba, la madre, rimane coi figli.
E’ un momento, ma è rivelatorio dei rapporti interni e questa fuga per la vita rischia di distruggere la famiglia.

Questo bellissimo film svedese è una vera sorpresa, non tanto per lo stile che si inserisce perfettamente nella scia asciutta e perfetta nord europea, quanto per la purezza; una purezza che traspare sia dalle suggestive inquadrature, sostenute oltre il limite del sopportabile su paesaggi vuoti e asettici a malpena riempiti da cuori infreddoliti e incapaci d’amore, e sia dalle interpretazioni, agli antipodi della caricatura teatrale tipica del cinema italiano rappresentato sempre di più da Toni Servillo e amici.
La semplice ma efficacissima metafora della valanga-divorzio che sta per travolgere l’apparentemente perfetta famiglia colpisce a fondo e lascia un torpore nello stomaco che difficilmente si può cancellare.
E il doppio finale poi…da una parte riconciliatorio, dall’altra distruttivo, capace di frammentare le emozioni su 20 diversi volti che camminano giù per una montagna mentre il sole sta tramontando, beh…è semplicemente epico.
Degno de “Il quarto stato”.
E ho detto tutto.

VOTO:
5 Alberto Tomba

Forza maggiore (2014) voto

Titolo originale: Force majeure (Turist)
Regia: Ruben Östlund
Anno: 2014
Durata: 120 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

Un pensiero riguardo “Forza maggiore (2014)”

  1. Condivido il tuo giudizio. Ho visto il film non proprio recentemente, ma ricordo bene l’eleganza e la lucidità con cui riesce a evitare le insidie (i facili clichés e i sentimenti di plastica) in cui sarebbe cascato a faccia in giù un regista hollywoodiano (ma vuoi vedere che quelli ne faranno un remake, apposta per metterci la plastica?). Un film sottile, vera chirurgia a cuore aperto, e il finale è (secondo me) magistrale.

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