Home – A casa (2015)

Home - A casa (2015)

I Boov sono una razza aliena codarda, stupida e menefreghista.
Come siano sopravvissuti alla selezione naturale e abbiano poi formato una società tanto complessa da poter viaggiare nello spazio resta un mistero.

Come d’altronde è un mistero chi sia il deficiente nell’ufficio produzione alla Dreamworks che ha dato l’OK alla produzione di questo Home, pellicola d’animazione superficiale, artisticamente modesta e stracolma di intenti buonisti.

Sì, perché questa è la storiella subdolamente contro-riformista di una ragazzina mulatta delle Barbados dal nome italiano (il perché l’ho scoperto alla fine) che cerca di trovare disperatamente sua madre con l’aiuto di Oh, il reietto della razza Boov, un coglione patentato che siccome si ficca nei guai per la sua inettitudine allora dovrebbe rappresentare la creatività sconosciuta alla razza Boov… come se gli artisti fossero tutti dei casinari.

Tralasciando lo humour da asilo nido, tutto fondato su una comicità fisica da slapstick e spesso incentrata sul perineo, si potrebbe andare a puntare il dito sul ritmo frenetico volto a nascondere una povertà di contenuti, oppure ci si potrebbe soffermare sulla curva drammatica inspiegabilmente spezzata a metà intorno al minuto 51 con l’incursione a Parigi con relativo disinnesco dell’email e l’inutile e speculare seconda parte, un chiaro ripetersi di contenuti già visti col solo scopo di allungare il brodo, o ancora sarebbe facile battere sul fatto che tutta l’umanità è come al solito ridotta agli USA e che i Boov, nel momento di decidere come creare la zona human-friendly, decidano di farlo secondo i gusti degli americani, con gelati montagne russe casette monofamiliari e vialetti verdi da linciaggio del negro…
e invece no.

Quello che più mi ha dato fastidio è stata la TERRIFICANTE colonna sonora: un vomito a getto continuo di pop prodotto e confezionato nei laboratori delle multinazionali ad uso e consumo di fichette pubescenziali con pochissimo gusto artistico, fichette buone solo ad essere spremute dei loro piccoli risparmi così da ingrassare i portafogli dei magnati della finanza che sfornano film e musica di merda a ciclo continuo nella speranza di omogeneizzare l’intero mondo e renderlo un unico grande mercato nel quale le vacche (altrimenti note come consumatori) pascolino beatamente, ignoranti del loro triste destino.

E “gioia suprema” (altrimenti nota come peste bubonica) è stata quando sui titoli di coda ho scoperto chi erano gli “attori” che prestavano le voci ai due protagonisti: nientepopodimenoche quella pertica scorticata di Rihanna e quello scemo di Jim Parsons (Sheldon in The Big Bang Theory).
Eccoli gli eroi dell’era contemporanea: una cogliona che ama il suo ragazzo violento e un mediocre attore da sit-com.

Questa però è anche una storiella che annoia molto e a tratti fa venire voglia di spaccare il muso a qualcuno.
State alla larga quindi dai popcorn movies come questo Home, il vostro cervello vi ringrazierà.

VOTO:
2 Rihanna innamorate

Home - A casa (2015) Voto

Titolo originale: Home
Regia: Tim Johnson
Anno: 2015
Durata: 94 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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