Il ragazzo invisibile (2014)

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Trieste è una piccola città di confine, un capoluogo di provincia di circa 200 mila anime.

Situata tra slavi, italiani e tedeschi, la città ha sempre avuto uno strano carattere provinciale e cosmopolita allo stesso tempo, forse uno dei primi esempi di melting pot che, per colpa soprattutto degli italiani fascisti (tra cui anche ebrei triestini, perché tutti se lo scordano che molti ebrei erano ferventi fascisti fino alle leggi razziali), dicevo per colpa dei fascisti colonialisti, fu tolta all’impero austro-ungarico nel 1918, quando fu letteralmente invasa dall’esercito sabaudo.
Presto la minoranza italiana si impose sulla maggioranza slava, eliminando la loro lingua, la loro cultura, le loro tradizioni e persino i loro nomi nel brutale tentativo di italianizzare un luogo che italiano non fu mai, e la conseguente espulsione più o meno forzata di cittadini di etnia non-italica fu una vera piccola tragedia che spesso i libri italiani di storia si “scordano” di menzionare.

Oggi Trieste rimane una città quasi priva d’identità, spogliata della ricchezza culturale che la contraddistingueva, e quello che rimane è solo un vuoto guscio micragnoso che aspetta il prossimo inverno per polverizzarsi.

Ecco, insomma: a Trieste ce n’è di roba da raccontare, direttamente o indirettamente, e questo ultimo film di Salvatores, svolgendosi proprio in questo capoluogo veneto-giuliano, avrebbe potuto sfruttare molto di quello che vi ho raccontato.

Purtroppo però gli sceneggiatori italiani sono cani bastardi senza gloria che leggono le graphic novels per informarsi e siedono ai tavolini dei bar di Trastevere del Pigneto per discutere di stupidaggini.
Quindi, nonostante le varie risorse disponibili, anche questa volta abbiamo un bel nulla di fatto.

Il ragazzo invisibile (2014)
il tipico sceneggiatore italico

Lo sforzo produttivo c’è e la tecnica è buona (ma ormai chi è che gira tecnicamente male un film?), però non c’è un cazzo da fare: Il ragazzo invisibile rimane un filmetto fiacchetto, indeciso se prendere la via della commedia fantastica per ragazzi o invece strizzare l’occhio ad una fascia di pubblico più adulta.
E il risultato è un pappone sbrodolone che scontenta e annoia tutti.

Purtroppo questa storia di adolescenza sfigata con redenzione eroica fascista è un tale buco nell’acqua che il tonfo si è sentito fino a Los Angeles dove producono i film ai quali questa pellicola fa il verso spudorato: nerd ciccioni, bulletti ripetenti, negozi cinesi magici e violenza scolastica ingiustificata sono infatti da sempre pane quotidiano dei film americani per ragazzi.
Quello che gli sceneggiatori italiani non hanno capito però è che non si può prendere una formula che funziona all’estero e trapiantarla, senza arte né parte, nel contesto triestino e far finta che tutto vada bene.

No cari miei: “spie russe della Siberia che allevano giovani mutanti per fare la guerra” è un’idea che nel migliore dei casi fa ridere; nel peggiore, fa venire voglia di Guerra Termonucleare Globale.
E sicuramente molti sceneggiatori italioti non avranno capito questa mia ultima battuta, segno che dei film per ragazzi americani non ci capiscono un cazzo.

Titolo originale: Il ragazzo invisibile
Regia: Gabriele Salvatores
Anno: 2014
Durata: 100 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

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