Lezioni di piano (1993)

Ada è una donna scozzese del 18esimo secolo che non parla da quando aveva 6 anni, ha una figlia piccola, Flora, avuta da un precedente amore misteriosamente scomparso e un padre con la fregola di darla in matrimonio al primo che passa.
L’occasione arriva quando un latifondista britannico residente nella giungla neozelandese si offre come marito per la sordomuta (che nessuno capisce e nessuno vuole) e se la fa spedire con armi e bagagli via mare.
Si dà il caso che Ada porti con sé in questo lungo viaggio attraverso l’oceano un pianoforte, lo strumento con cui comunica le sue emozioni, la sua voce, ma il nuovo marito, Alisdair, non capisce questa sua passione smodata per un cumulo di legno e ferro e lascia quindi lo strumento a marcire sulla spiaggia.
Baines, uno scozzese ex baleniere trapiantato in Nuova Zelanda con un’innata empatia verso il prossimo, percepisce l’amore di Ada verso il piano e le motivazioni dietro questo strano feticismo e propone quindi uno scambio con Alisdair, 80 ettari di foresta per lo strumento di legno e ferro.
Le intenzioni di Baines però vanno oltre la semplice curiosità per Ada e il suo pianoforte e strabordano prepotentemente nella sfera sessuale, cosicché il rozzo baleniere viene a patti con la donna: il pianoforte per un po’ di “clandestina intimità”.
Casini a seguire.

la poesia, il mare, la fanciullezza, gli sgabelli
la poesia, il mare, la fanciullezza, gli sgabelli

The Piano, come giustamente si chiama in inglese vista l’importanza dell’oggetto nell’intreccio amoroso e tutta la carica feticista che Ada rivela con il proseguire della storia, è uno di quei film pieni di tensione e insicurezza per un pubblico maschile.

Secondo la grammatica cinematografica classica i personaggi femminili sono sempre dipendenti da quelli maschili, veri centri dell’attenzione e perni narrativi attorno ai quali il mondo gira in un rivelatorio sistema narrativo fallocentrico che farebbe invidia ai Gesuiti; in film come questo invece la donna ha un proprio carattere, indipendente da quello delle sue controparti maschili, e nonostante Ada sia economicamente dipendente prima dal padre e poi dal marito e quindi sia purtroppo costretta a seguire le onde umorali degli uomini che la circondano, la donna riesce sempre e comunque a ritagliarsi un mondo suo, uno spazio silenzioso e libero dal chiacchericcio e dal gretto materialismo dei maschi, una sfera di silenzio che da un lato fa comunella con la morte e dall’altra la protegge dalle avversità a cui è continuamente sottoposta suo malgrado.
Per un maschio bianco europeo cresciuto a maschilismo e patriarcato, vedere The Piano è sempre un’esperienza destabilizzante e allo stesso tempo piena di sorprese: scene come quella della pisciata nel bosco sorprendono sempre un po’ perché è molto raro vederle in un film; questo perché i film li scrivono i maschi per un pubblico maschile e i maschi in genere non chiaccherano mentre pisciano e quindi questo siparietto di vita comune non fa parte del patrimonio culturale del maschio medio e quindi non finisce nei film, che sono scritti dai maschi per un pubblico maschile.
E la sessualità molto corporea che Ada esprime continuamente è una sessualità che viene messa in scena raramente con tale candida semplicità, questo perché secondo la società patriarcale le donne sono esseri emozionali mentre gli uomini sono quelli fissati col fiki fiki shush shush; qui invece il paradigma è spesso invertito e siamo testimoni di una storia nella quale il marito è un verginello molto timido e per certi versi quasi effemminato che viene spinto ad agire come un “vero uomo” dalle rigide regole societarie, l’amante è un possente figuro dall’animo sensibile che non mangia e non dorme tanto forte è la sua passione amorosa, e la donna invece è quella che tiene le redini di questo gioco sessuale e pericoloso.

The Piano è un film scritto e diretto da una donna e ha vinto 3 oscar al femminile: uno per la regista, uno per l’attrice protagonista e uno per la bambina, interpretata da una giovanissima Anna Paquin che recita da dio sceso in terra pieno di rabbia e arte.
Se non l’avete visto, vistatelo; se l’avete vistato, rivistatelo che fa sempre bene.

VOTO:
4 dei scesi in terra pieni di rabbia e arte e mezzo

Lezioni di piano (1993) voto

Titolo originale: The Piano
Regia: Jane Campion
Anno: 1993
Durata: 121 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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