L’udibile di Takeshi Kitano

http://www.academia.edu/24110611/Ludibile_di_Takeshi_Kitano

(tesi di laurea – 2008)

Il cinema orientale è per sua natura votato alla parsimonia sonora; possiamo facilmente scovare decine e decine di registi che usano il silenzio come una voce, le musiche come dialogo e il rumore di uno sparo come un addio. Quest’ultimo è il caso di Takeshi Kitano, un regista-autore giapponese che, oltre alla suddetta attività, si presta a quasi tutta l’arte contemporanea: è scrittore, pittore, presentatore e autore televisivo, attore comico ed editorialista/commentatore per periodici. Ovviamente non tutti i suoi sforzi sono premiati da risultati eccelsi, ma gia solo per la sua poliedricità è da considerarsi un personaggio degno d’interesse.
Tornando ai suoi film, Kitano è molto famoso per l’abbondanza di violenza nelle sue pellicole; non tutti invece si soffermano sulla scarsezza di parlato. Lui è solito inserire pochi dialoghi: la fanno da padrone brevi frasi, non necessariamente articolate e/o pregnanti semanticamente, che però nascondono e allo stesso tempo schiudono una prospettiva di significati. Un esempio su tutti è il film Il silenzio sul mare (Ano natsu ichiban shizukana, 1991), un film con due protagonisti sordomuti che, ovviamente, non sono soliti parlare molto. Tutta l’azione è concentrata quindi sui gesti in primo piano e l’ambiente sullo sfondo: i primi sono rarefatti, quasi singole scenette montate con una consecutio logica più che artistica; il secondo invece è ben presente, è dietro ma è spesso a fuoco: una città grigiastra, sporca e apparentemente senza amore.
Ecco che però è la coppia ad irradiare tutto con il loro silenzio loquace, piano piano, partendo in sordina, ma giungendo ad una insperata coralità finale.
Questo ed altro è il cinema silenzioso di Takeshi Kitano, l’autore che tratto in questa sede.

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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