Natale a 5 stelle (2018)

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Si è formato il governo giallo-verde ed a capo del carrozzone è stato messo il premier Franco Rispoli; un ex commercialista col curriculum truccato e col pallino per la fregna.

Durante un viaggio di rappresentanza a Budapest, il premier Rispoli col pallino per la fregna si mette nei guai grossi finendo in mezzo ad un intreccio rosso-bruno che non ha nulla a che vedere con le idiozie complottiste di certa stampa borghese che vede dilagare in Europa patti d’acciaio tra comunisti e fascisti, ma è piuttosto la giusta crasi tra rosso-piccante-sesso e nero-cupo-morte tanto cara al cadavere sotterrato marcio putrido mangiato dai vermi di Carlo Vanzina maledetto cane stuprato stupratore del cinema italiano.
Hai finito di massacrare la commedia all’italiana, morto.

Tra una focosa Maria Elena Boschi in mutande e reggiseno, un cameriere ivo avido di soldi, un portaborse di Guidonia ex comunista poi grillino e ora senza identità se non quella del posto di lavoro statale e una giovane badante ungherese interpretata da una fotomodella che neanche se mi dai un milione di euro posso credere abbia pulito il culo ai vecchi, ne succederanno di ogni dove e come e perché io mi sono visto questa cacata?

Natale a 5 stelle (2018)

Ma quando sul piatto hai Massimo Ghini, Martina Stella, Biagio Izzo, Riccardo Rossi, Paola Minaccioni, Ricky Memphis e i Vanzina che tentano di destreggiarsi dentro una commedia teatrale degli equivoci che vorrebbe mettere alla berlina la politica italiana e in particolare il Movimento 5 Stelle, puoi aspettarti qualcosa di diverso da un capolavoro assoluto?

Ebbene sì, puoi.
Perché questo film, nonostante una realizzazione tecnica decente ed alcune inaspettate buone interpretazioni tra le quali spicca in maniera incredibile proprio Martina Stella in mutande e reggiseno, è striminzito sia nella portata che nelle intenzioni, esattamente come striminziti sono i cervelli di quei borghesi che continuano a sciorinare luoghi comuni su frottole con contorno di cazzate per dare contro il M5S tirando ancora fuori la balla del curriculum del primo ministro Conte e facendo della facile ironia sulla sacrosanta pretesa di esigere nel prossimo l’onestà rivoltandone il significato in un vessillo para-mutande di politicanti piccoli piccoli.

Ma guardate che il film si chiamava “Un borghese piccolo piccolo”.

VOTO:
2 borghesi medi

Natale a 5 stelle (2018) voto

Titolo spagnolo: Navidad 5 estrellas
Regia: Marco Risi
Anno: 2018
Durata: 92 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

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