Ready Player One (2018)

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Nel 2045 la vita sulla Terra è una merda e la maggioranza della gente vive in orribili baraccopoli multilivello; per sfuggire a questa triste realtà i terrestri si rifugiano quotidianamente nella fantastica realtà virtuale creata da un videogioco chiamato Oasis dentro il quale possono essere ciò che vogliono, fare ciò che desiderano e vivere avventure mozzafiato immergendosi in una galassia di riferimenti della pop culture anni ’70 ’80 e ’90.

Quando James Halliday, il creatore di Oasis, tira le cuoia lasciando di stucco mezzo mondo, viene rivelata l’esistenza di un easter egg all’interno del gioco che permetterebbe l’acquisizione di 3 biliardi di dollari nonché il controllo totale di Oasis.
E ovviamente scoppia una ressa clamorosa per la caccia al tesoro più redditizia della storia; da una parte una malefica compagnia privata che impiega semi-schiavi per l’acquisizione del misterioso segreto e dall’altra i 5 giovini protagonisti di questo film per ragazzini.

Ready Player One (2018)

E’ una stupidaggine, punto.

Nonostante alla guida ci sia un testone come Steven Spielberg, il film soffre inevitabilmente l’effetto videogioco, e cioè bella grafica e storia di merda.
Perché, e questa è una cosa che solo un appassionato giocatore con un’altrettanto buona cultura cinematografica potrebbe indicare, la storia più interessante mai creata per un videogioco non riesce ancora a competere con un normale film, figuriamoci con i migliori.

La sensazione che si ha quindi, guardando volteggiare quest’infinita serie di citazioni riversate come una pioggia battente sulle teste dei poveri spettatori, è quella di trovarsi di fronte ad una mediocre trasposizione cinematografica di un videogioco famoso, tipo Final Fantasy: The Spirits Within che infatti oggi chi se lo incula, con la speranza al botteghino di contare sull’effetto nostalgia del pubblico 40enne il quale però resta inevitabilmente bruciato da una semplicistica narrazione molto più adatta ai pubescenti.
Insomma, una dicotomia più che apparente ad uno che non approcci la questione con fare menzoniero.

Un peccato, perché la sfida era dura da battere ma si sarebbe potuto ottenere molto di più dall’imponente massa di marchi e franchise che i produttori sono riusciti a mettere assieme (spendendo sicuramente una consistente parte del budget).

VOTO:
2 menzonieri e mezzo

Ready Player One (2018) voto

Titolo uruguaiano: Ready Player One: Comienza el juego
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2018
Durata: 130 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

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