Si alza il vento (2013)

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Storia più o meno fantasticata, più o meno realistica, più o meno agiografica di Jiro Horikoshi (grande ingegnere aeronautico giapponese) il quale, con una personale parziale ritrosia verso l’establishment militare e trovandosi in una situazione industriale e sociale giapponese ancora profondamente rurale e provinciale, produsse il miglior aereo da combattimento della seconda guerra mondiale, il Mistubishi A6M Zero.

Di mezzo una storia d’amore inventata per ragione narrative e francamente evitabile, anche se funzionale al sentimento pacifista del progetto, e delle simpatiche e a tratti molto ispirate sequenze oniriche che riportano in luce almeno parzialmente lo spirito fantastico dello Studio Ghibli.

Si alza il vento (2013)

Detto che il film è buono, ma non un capolavoro.
Detto che la storia rimane interessante, anche se basata su fatti poco conosciuti al pubblico occidentale (ma questo non può essere un demerito).
Detto che il cioccolato è chiaramente meglio della vaniglia.

Quello che però mi preme dire è la grande soddisfazione personale per la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, della tesi secondo cui il Giappone pre-bellico (e in gran parte durante tutto il conflitto mondiale) fosse una nazione ancora rurale e assolutamente indietro economicamente, socialmente ed industrialmente rispetto alle altre forze occidentali, in particolare gli Stati Uniti d’America i quali, con la scusa della pericolosità nipponica, gli sganciarono come nulla fosse due bombe atomiche uccidendo centinaia di migliaia di civili contravvenendo ad ogni trattato internazionale sui conportamenti bellici e macchiandosi per sempre con il più grande crimine  di guerra mai realizzato dalla razza umana.

Un crimine per cui sono andati impuniti, perché purtroppo la storia la scrivono i vincitori.
Ma il tempo è galantuomo ed è con grande piacere che posso dare dell’incompetente e dell’ignorante alla mia professoressa di storia e filosofia del liceo (persona più o meno velatamente fascista) la quale ho perculato per un anno intero facendole credere fossi fascista anch’io per poi confessarle tra enormi risate la triste verità, ovvero che io ho sempre preferito smascherare l’ipocrisia della classe dominante e dell’ideologia dello status quo piuttosto che vedermi identificato con questo o quell’altra maggioranza per un misero ritorno personale.

VOTO:
3 ritorni e mezzo

Si alza il vento (2013) voto

Titolo originale: 風立ちぬ Kaze tachinu
Regia: Hayao Miyazaki
Anno: 2013
Durata: 126 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I was Born, I Live, I will Die

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