Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)

Torna il drappello di guardiani galattici alla disperata quanto perpetua ricerca d’un senso alla loro esistenza di merda.

In questo caso ci troviamo alle prese con una minaccia che veramente non te la raccomando signora mia: un’entità celestiale d’infinita potenza che, stanca di vagare isolata nello spazio profondo senza una precisa meta, si è messa alla ricerca della dolce metà per concedersi una sana copulazione interspecie.
Frutto di questa folle unione è il nostro beneamato Peter Quill, unico (mezzo) umano della compagine strampalata dell’universo Marvel.

Se pensate che questo film parli di precauzioni sessuali attraverso l’arguta metafora di una serie interminabile di mostruosità intellettive combinaguai, siete sulla buona strada.

Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)

In questo tripudio trippone d’umorismo superficiale e sperma celestiale, c’è abbastanza sostanza per non scontentare nessuno; ovviamente questo vuole anche dire appiattirsi sul minimo comun denominatore d’un pubblico tanto vasto quanto disomogeneo.

Se sorvoliamo sui banali riferimenti alla cultura pop e all’assoluzione in forma di comico tributo ad un maschilista ubriacone come David Hasselhoff, non si può certo dire che il film sia orrendo, tutt’altro.
Resta però un bel sapore amaro una volta inghiottita la zuccherosa e coloratissima pillola d’un franchise che era partito come mezza presa per il culo del genere ed è finito per rappresentarlo appieno.

VOTO:
3 David ubriachi a merda e mezzo

Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017) voto

Titolo originale: Guardians of the Galaxy Vol. 2
Regia: James Gunn
Anno: 2017
Durata: 136 minuti
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Alien: Covenant (2017)

C’era un volta la nave spaziale Covenant, un cargo interstellare zeppo di esseri umani criocongelati in attesa di essere rivitalizzati una volta giunti su un nuovo pianeta da colonizzare.
Sviga volle che un’esplosione stellare di neutrini mettesse fuori uso le vele solari della Covenant costringendo l’androide di bordo Walter a rivitalizzare l’equipaggio per effettuare le dovute riparazioni.
Nel frammentre ecco che arrivò un segnale da un pianeta abitabile nei paraggi, una voce di donna che cantava una canzone; il neo-capitano (perché il capitano originario, interpretato per circa 15 secondi da James Franco, prese fuoco nella capsula criogenica) decidette mooooooolto saggiamente di scendere per verificare… e ovviamente questo fu l’inizio della fine.

Alien: Covenant (2017)

Secondo prequel per la saga sugli alieni con le teste a cazzo e la saliva acida e buona riuscita per una scommessa apparentemente persa in partenza e che invece mi ha lasciato ben più che un cumulo di catrame in fondo al cuore, ma che dico, ben più che un cumulo di catrame alla vaniglia in fondo al cuore.

Alla fine di Prometheus c’era l’androide David e l’unica superstite umana della missione Shawn che andavano alla volta del pianeta degli ingegneri per gridare feroce vendetta e portare immenso dolore; tra un film e l’altro sembra che i piani siano leggermente cambiati e siano andati in una direzione che non rivelerò per non spoilerare i “twist” ma che viene alla mente dopo neanche una mezz’ora di film.
Ed è proprio questo senso di infantilismo narrativo vomitato in bocca allo spettatore passivo come fosse fluido popcporn caldo e denso che abbassa il tono e la soddisfazione del film quel tanto per differenziarlo dalla schiera delle pellicole col buco di culo perfetto e quelle con le ragadi.

Troppo simpatica la scena con gli androidi Walter e David che si baciano dopo aver suonato il piffero.

VOTO:
4 pifferi

Alien: Covenant (2017) voto

Titolo originale: Alien: Covenant
Regia: Ridley Scott
Anno: 2017
Durata: 122 minuti
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Santa Claus Conquers The Martians (1964) [Full Movie]

The Martians kidnap Santa Claus because there is nobody on Mars to give their children presents.

Director: Nicholas Webster
Writers: Glenville Mareth (screenplay), Paul L. Jacobson (based on a story by)

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Titolo alternativo: Santa Claus Defeats the Aliens
Regia: Nicholas Webster
Anno: 1964
Durata: 81 minuti

Life – Non oltrepassare il limite (2017)

Un gruppo di scienziati della stazione spaziale internazionale scopre una forma di vita in mezzo a della sabbia proveniente da Marte, una forma di vita composta da cellule tutte muscoli e tutte cervello.

e niente:
creature spaziali omicide.

wow
wow wow
wow wow wow

Life - Non oltrepassare il limite (2017)
woooooooooooooooooow

Bel film… del cazzo.

Ma io dico: se una creatura è così intelligente da usare utensili ed elaborare un piano di fuga, ecco, non sarebbe meglio tentare un qualche tipo di comunicazione piuttosto che cercare d’incenerirla furiosamente dopo che si è giustamente incazzata per aver ricevuto una scossa elettrica?

No così, mica per fare polemica come al solito.
Una domanda legittima, una domanda che uno spettatore medio si pone mentre guarda stupefatto un interessante mostro narrativo posto a metà strada fra Alien e Gravity che però non giunge alla portata artistica di nessuno dei due.

Bella la sequenza iniziale con notevoli virtuosismi tecnici che hanno prodotto un complicato e piacevole piano sequenza con gli astronauti che vanno su e giù per i corridoi della stazione come fossero realmente a zero gravità.
Poi piano piano la temperatura emotiva scende inesorabilmente assieme alla timida erezione del pubblico il quale finalmente capisce il reale significato del sottotitolo italiano che (per una volta) suggerisce la giusta tattica da seguire nel caso vi venisse voglia di vedere questo film: Non oltrepassare il limite… della sala cinematografica.

VOTO:
2 astronauti e mezzo

Life - Non oltrepassare il limite (2017) voto

Titolo originale: Life
Regia: Daniel Espinosa
Anno: 2017
Durata: 104 minuti

Oblivion (2013)

Jack Harper è un tecnico manutentore di droni il quale, dopo che tra il passato 2017 e il presente 2077 la Terra è stata quasi completamente distrutta da un attacco alieno che ha costretto i superstiti a partire per Titano con una riserva di energia estratta dagli Oceani terrestri da delle immense idro-trivelle le quali sono sorvegliate dai droni di Jack Harper, conta i giorni che lo separano dalla fine della sua missione di sorveglianza assieme ad una splendida roscia che sembra, nonostante l’impeccabile messa in piega, avere il classico palo di frassino su per il culo.

A mettergli i bastoni tra le ruote ci sono gli Scavs, quel che resta della sconfitta razza aliena, i quali perseverano nella loro guerriglia alla vietnamita con contorno di patate…

…oppure è, come al solito nel cinema Hollywoodiano, che la storia è ricca di “sorpresone” e quel che sembra vero all’inizio risulta squallida menzogna dopo neanche una ventina di minuti?

Oblivion (2013)
un aiutino

Un visivamente interessante, ma abbastanza privo di profondità e originalità, film diretto da quello di Tron: Legacy che dovrebbe, per chi l’ha visto, darvi un’idea di cosa aspettarsi da questo blockbuster apocalittico liberamente ispirato/copiato/influenzato/ricercato/frustato/sodomizzato/alcolizzato/stuprato/bastonato/imbavagliato/schiaffeggiato/strangolato da parecchie altre (e migliori) pellicole tipo Moon o Solaris.

Questa storia un po’ smunta, girata in scala di grigi e interpretata da delle statue di cera del Madame Tussauds non riesce, nonostante qualche spunto piacevole ed un budget milionario, ad andare oltre un superficiale interesse da parte di un pubblico sempre più intriso di cecità e merda.

VOTO:
3 cecità

Oblivion (2013) voto

Titolo originale: Oblion
Regia: Joseph Kosinski
Anno: 2013
Durata: 124 minuti

Essi vivono (1988)

John Nada è un poveraccio disoccupato che arriva a Los Angeles con lo zaino in spalla e le pive nel sacco.
Accertata l’impossibilità di trovare un lavoro onesto presso i Job Centers e assunto quindi in nero presso un cantiere edile per 2 lire pagate a 7 giorni, John viene invitato a dormire presso una piccola comunità di diseredati senzatetto come lui, un nutrito drappello di umanità sbronza di televisione generalista e sfruttamento istituzionalizzato che sopravvive ai margini dei grattacieli dove vivono i potenti della Terra.
Nonostante tutto questo però, John Nada crede ancora nel sogno americano e che, messe in atto le dovute giuste motivazioni, verrà il momento di rivalsa anche lui, povero cristo in croce.

A fargli cambiare idea ci penserà un manipolo di ribelli scienziati i quali hanno fortuitamente trovato il mistero di pulcinella dietro le disuguaglianze sociali: gli alieni controllano la Terra camuffandosi in mezzo a noi grazie a delle onde radio-televisive che inducono gli umani in una sorta di trance consumista attraverso la quale riescono a soggiogare il mondo intero alimentando una guerra tra poveri alla fine della quale gli unici vincitori risultano loro.

Riuscirà il manovale Nada a tirare la tendina della doccia dietro la quale i burattinai capitalisti si lavano beatamente il culo con le lacrime di interi popoli e provocare quindi l’insurrezione armata di quest’ultimi?

Essi vivono (1988)

Splendido film anni ’80 che riesce a fondere mirabilmente leggerezza narrativa e critica sociale facendo lievitare un piacevole pastrocchio cinematografico dentro il quale trovano armoniosamente posto distopie anni ’50 e scazzottate da wrestling americano nei vicoletti zozzi delle metropoli dove i perdenti di questo maledetto gioco del cane-mangia-cane vanno a bucarsi in mezzo alle dita dei piedi prima di morire nel loro stesso vomito.

La semplicità con cui Carpenter evidenzia l’ipocrisia e l’ingiustizia di un mondo diviso e fortemente piramidale come il nostro trova felice complicità nella linearità narrativa di una storia, certamente dicotomica nella contrapposizione bene-male, ma infinitamente matura in un finale aperto che lascia lo spettatore decidere cosa fare del proprio futuro.

VOTO:
4 Ted Turner e mezzo

Essi vivono (1988) voto

Titolo originale: They Live
Regia: John Carpenter
Anno: 1988
Durata: 94 minuti

Critters (1986)

Nella campagna del Kansas le famiglie sono composte da madre meccanico burbero, madre casalinga stupidina, figlia carina troietta e figlio adolescente incompreso.

A rompere i coglioni di questo quadretto stereotipato dell’America rurale con le negre che suonano l’organo della chiesa e lo sceriffo trippone tabagista che non risolve mai un cazzo, arrivano 8 palle di pelo mordaci come una truppa di mangiacazzi spaziali vagamente reminiscenti dei cannibali del Congo a cui il sergente Hartman voleva accorciare loro il cazzo.

La cittadina si difende come può, mentre il pubblico si gratta copiosamente i coglioni.

Critters (1986)

Non c’è niente di peggio di un filmetto di serie B che non si prende abbastanza per il culo e questa è (più o meno) la pecca maggiore de ‘sto western rip-off di Gremlins in salsa fantascientifica.

Se difatti tralasciamo i raffazzonati ma efficaci effetti speciali dei fratelli Chiodo (gli stessi di Killer Klowns from Outer Space) e una generale buona tenuta narrativa, quello che resta sono molti sbadigli e un generale senso di vertigine pruriginosa che parte dalle nocchie papocchie che si spaccano sulle facce da cazzo dei protagonisti e finisce sulla punta della lingua mentre si srotola feconda su di una bestemmia a caso tra quelle più in voga al momento.

Dalla regia mi dicono che questo mese tira parecchio “porcaccio Saulo”.

VOTO:
3 Sauli

Critters (1986) voto

Titolo originale: Critters
Regia: Stephen Herek
Anno: 1986
Durata: 82 minuti

I Am Not a Serial Killer (2016)

In una piccola cittadina del midwest americano, stanno accadendo misteriosi ed efferati omicidi; senza un motivo apparente, le più disparate tipologie di persone vengono ritrovate squartate e con un organo mancante: un rene, i polmoni, un braccio…

Perché tutto questo?
A rispondere a questa cruciale domanda entra in scena un adolescente sociopatico con la strana fissazione d’essere sulla buona strada della tramutazione in serial killer.
E dico io: quale miglior persona per investigare una serie di brutali omicidi se non un minorenne disturbato?

I Am Not a Serial Killer (2016)

Interessantissima pellicola micro-budget che ovviamente da noi non si è vista manco per la cima del cazzo e che invece avrebbe meritato miglior sorte che finire quasi direttamente sulle piattaforme on-demand, manco fosse una puttana vietnamita da 4 soldi.

Gl interpreti sono tutti molto bravi e l’ambientazione, girata con un bel 16mm degno d’altri tempi, contribuisce non poco al deserto emotivo del protagonista.
Tra l’altro, interessantissima e probabilmente vero centro focale dell’opera è la contrapposizione tra il ragazzino sociopatico e l’alieno pieno d’amore.

E con questa vi ho spoilerato il finale.
Odiatemi.

VOTO:
4 alieni

I Am Not a Serial Killer (2016) voto

Titolo originale: I Am Not a Serial Killer
Regia: Billy O’Brien
Anno: 2016
Durata: 104 minuti
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Guardians of the Galaxy 2 (2017) – Trailer Reaction

Reagiamo al trailer del secondo film coi Guardiani galattici; questa volta meno antifascisti.

Si parla di:
Matt Damon sulle muraglie, abiti di Scena, babbo Natale, baby Groot scemo, onde Cavalcate, Pacchi, Hype e Gaelico.

Titolo originale: Guardians of the Galaxy Vol. 2
Regia: James Gunn
Anno: 2017
Durata: ?

Il mio amico Mac (1988)

Una famiglia di alieni gommosi composti in gran parte d’acqua vive congenialmente su un pianeta brullo e desertico fino a quando non vengono risucchiati da una sonda spaziale della NASA e portati loro malgrado sulla Terra.

Scappati quasi immediatamente dalla base militare e separatisi dal più piccolo del nucleo familiare, il Mac del titolo, questi rifugiati dello spazio siderale cominciano una camminata nel nulla desertico alla ricerca di un po’ di liquidi da ingerire mentre il piccolo Mac fa la conoscenza di un ragazzino paraplegico e della sua famiglia senza padre i quali, dopo averlo introdotto alla bevanda americana per eccellenza, la Coca Cola, lo aiuteranno a riunirsi con i parenti rifugiati.

Il mio amico Mac (1988)

Considerato come uno dei peggiori film americani di sempre e palese scopiazzatura in numerosi punti del successo spielberghiano E.T., questa rocambolesca torta in faccia alla decenza è però sicuramente uno dei migliori film che mi sento di sconsigliare.

Perché dico quest’apparente incongruenza?
Semplice: dal protagonista (veramente) paraplegico, al design lordotico degli alieni semplicemente ridicolo, passando per una paio di scene assolutamente eccezionali nella loro sfacciataggine, tipo quella iper famosa del giovane storpio che ruzzola giù per una collina per poi schiantarsi in un laghetto con tutta la sedia a rotelle, ebbene tutto sembra orchestrato in maniera tale da far finire la pellicola nell’olimpo delle perle comiche involontarie.

Tra gli attori c’è anche un esordiente Ronald McDonalds nei panni di un ballerino stranamente circondato da minorenni.

VOTO:
2 Ronald

Il mio amico Mac (1988) voto

Titolo originale: Mac and Me
Regia: Stewart Raffill
Anno: 1988
Durata: 95 minuti

Arrival (2016)

Gli alieni arrivano sulla Terra a bordo di 12 navi a forma di supposta e subito si scatena il panico tra la gente su cosa siano venuti a fare e quale sia il modo migliore per rispondere ad un eventuale contatto.

A far da mediatori con la supposta atterrata in suolo americano vengono mandati una linguista e un fisico i quali riescono a fare buoni progressi tramite l’uso di semplici parole scritte e una mimica facciale da mercoledì sera.
L’obiettivo è giungere alla formulazione della domanda “cosa siete venuti a fare qui?”, in mezzo tutta una serie di concetti base che vengono saltati a piè pari tramite l’uso del montaggio cinematografico, unica vera benedizione che la settima arte ha versato copiosa sull’intera umanità.

Quando però alla fine gli alieni rispondono con un criptico “offer weapon”, ecco che i leader mondiali si mettono le mani nei capelli e comincia un conto alla rovescia per l’inizio di un attacco umano dagli esiti più o meno apocalittici.

Riuscirà quindi la giovane linguista, interpretata da una Amy Adams in gran forma, a decifrare le vere intenzioni della razza aliena?
O l’umanità sarà condannata a risarcire i danni per il resto dei suoi giorni tipo l’Italia con la Yugoslavia alla fine della seconda guerra mondiale?

Arrival (2016)

Film fantascientifico assolutamente eccezionale, partorito dallo stesso regista del magnifico Enemy, che mi sento di consigliare senza la benché minima remora.

Costruito secondo i classici stilemi del film d’autore impegnato ma non indecifrabile ed in questo senso ricalcante la sua stessa trama di trasmutazione linguistica tra le parti per un accrescimento culturale reciproco, ‘sto film minimalista riesce ad infondere una tale mole di emozioni in così poche inquadrature da far impallidire parecchio cinema italico de core che, lungi dall’essere al servizio dello spettatore, è in realtà al servizio dello sportello bancario del regista e del produttore che in associazione a delinquere si mettono costantemente di buona lena a sfornare merda passatista su merda passatista sotto lo scrosciante plauso di una critica nostrana troppo ignorante per guardarsi un film straniero senza il doppiaggio di Pannofino.

Mortacci vostra.

VOTO:
5 Pannofino

Arrival (2016) voto

Titolo originale: Arrival
Regia: Denise Villeneuve
Anno: 2016
Durata: 116 minuti

The Star Wars Holiday Special (1978)

E’ il Life Day, una festa pagana dell’universo Star Wars possibilmente coincidente con il thanksgiving americano, e Chewbacca sta tornando a casa da moglie, figlio e nonno zoppo.
Ad accompagnarlo c’è l’amico di sempre, Han Solo, ma i due sono braccati dai soliti sgherri fascisti dell’Impero Galattico e quindi devono fare una o due deviazioni prima di poter fare ritorno sani e salvi al familiare focolare.

Tutto questo serve da sfondo ad una serie mortificante di siparietti musical-comici tipici della televisione americana durante le festività.

The Star Wars Holiday Special (1978)
siamo di fronte all’apoteosi del ridicolo

Questo speciale tv, andato in onda un tenebroso giorno di novembre del 1978 dalla CBS, mai più ritrasmesso e solo recentemente ricicciato fuori grazie alle registrazioni su VHS di pochi estimatori del ciarpame intergalattico riversate su digitale e telediffuse grazie al mezzo internet, è indubbiamente il punto più basso raggiunto nell’universo Star Wars.

Se i primi 15 minuti deliranti con 3 wookiee che interagiscono tra loro senza sottotitoli sembrano l’unica idea rimasta del concept partorito da George Lucas, il resto ha invece subito così tante riscritture ed è stato imbrattato da così tante mani ignoranti del materiale originario che si fa parecchia fatica a vedere del buono sotto un’apparentemente buona ricostruzione scenica in linea col canone.

Sorvolando sul vomito di una principessa Leia canterina e l’imbarazzante intermezzo di nonno wookiee che si masturba con un ologramma di Diahann Carroll, lo special è passato alla storia soprattutto per l’introduzione del personaggio molto amato di Boba Fett, sfruttato poi all’inverosimile per ragioni di marketing, soprattutto nella seconda odiatissima trilogia anni ’90.

VOTO:
2 Diahann Carroll e mezza

The Star Wars Holiday Special (1978) voto

Titolo originale: Star Wars Holiday Special
Regia: Steve Binder, David Acomba
Anno: 1978
Durata: 97 minuti