Guardiani della Galassia (2014)

Ma cosa volete che ne pensi di un film in cui la parola “Fascista” è usata come insulto?
Che è un cazzo di capolavoro!

L’ennesimo film tratto dall’universo Marvel, ora controllata dalla Disney Corporation e quindi sulla buona via della spremitura fino all’osso, è infatti un caleidoscopico carosello allucinogeno con due palle fumanti servito su un piatto d’oro e contornato da un umorismo innocuo ma comunque spassoso.

Quando ho sentito che Guardians of the Galaxy era un film della madonna, divertentissimo e girato da dio, non volevo crederci; d’altronde si sa che questi blockbusters americani sono troppo spesso deviati verso il capital-fascismo alla Michael Bay e che finiscono sempre per esasperare il concetto base di eroismo fascio e superiorità genitale maschile.
Qui invece, nonostante ci siano gli inevitabili momenti d’eroismo e il protagonista principale sia un maschio bianco, si riscontrano però molti felici ingredienti narrativi volti a stemperare questi stereotipi del genere.
Quando ad esempio il protagonista quasi si sacrifica per la sua donna, il successivo monologo superficiale autocompiacente e la reazione stizzita di superiorità intellettuale della ragazza, fanno cadere immediatamente l’altare eroico appena montato.

Si nota oltretutto che la compagnia chiamata appunto Guardiani della galassia è composta da perdenti, definizione usata dal protagonista stesso, e che in finale è la cooperazione sinistrorsa a vincere contro il male, non l’individualismo fascista.
Alla fine poi i Guardiani si comparano a Kevin Bacon, per il suo ruolo di emancipatore sociale nel film Footloose, una pellicola decisamente fuori dalla portata temporale dei bimbi minchia.
Forse sembra poco per coloro i quali non sono avezzi all’analisi filmica, specialmente di blockbusters come questi, ma credetemi se vi dico che è invece una piccola rivoluzione avere come protagonisti dei simpatici rinnegati braccati dai governi autoritari.

E come si è arrivati ad un prodotto del genere?
Beh, semplice: è bastato assumere come sceneggiatore e regista uno che ha le idee politiche giuste, James Gunn.
James è famoso per aver collaborato con la mitica casa di produzione americana Troma, uno studio indipendente che ha fatto uscire piccoli grandi film a basso costo ricchi di humor, tette e disgustorama.
Gunn in particolare ha scritto due film culto come Tromeo and Juliet e Terror Firmer; quest’ultimo, basato su una trama che gira intorno agli ermafroditi, ha tra l’latro due cameo di rilievo sui titoli di coda: Trey Parker e Matt Stone, quelli di South Park, un’altra opera americana libera dal politically correct e sempre attuale, nonostante sia in onda da 17 anni.

Il legame di James Gunn con la Troma si esprime anche con il cameo di Lloyd Kaufman, fondatore della Troma, durante la scena alla prigione spaziale: è uno dei detenuti.
Altro cameo rilevante poi è quello di Stan Lee, famoso ideatore di parecchi personaggi Marvel (ma non dei Guardiani) e ormai prezzemolo del Marvel Studios; stavolta però il vecchiaccio miliardario appare in compagnia di una giovane ragazza e viene quindi indicato dai personaggi come un vecchio zozzone pedofilo, il che è esilarante.
A completare il quadro già roseo, c’è una colonna sonora fatta di pezzi anni ’70, molto pop ma senza essere stupida.

Insomma, che dire di più?
Facile:
Christopher Nolan fascista!

Titolo originale: Guardians of the Galaxy
Regia: James Gunn
Anno: 2014
Durata: 121 minuti

Edge of tomorrow (2014)

Nel lontano 2004 un certo Hiroshi Sakurazaka ha realizzato un libro di fantascienza chiamato All You Need is Kill.
Quest’opera parla di una recluta militare di nome Keiji Kiriya la quale si trova a combattere l’invasione aliena della Terra. La cosa particolare è che Keiji torna in vita ogni volta che muore in battaglia e rivive quindi le ultime 24 ore in un infinito loop temporale il quale gli permette di migliorare le sue capacità di sopravvivenza ogni volta che ricomincia.

10 anni dopo la Warner Bros fa uscire l’adattamento cinematografico rititolato Edge of Tomorrow, perché mettere la parola “Kill” nel titolo non è buono se vuoi attirare il pubblico di massa.
Nel film, invece della recluta, abbiamo un vecchio Tom Cruise per il quale la sceneggiatura è stata riadattata così da calzare la sua età: da giovine soldato quindi, si passa ad ufficiale con compiti da public relations il quale viene mandato al fronte SENZA UN CAZZO DI MOTIVO per sfonnare il culo agli alieni.

Passato quindi il casus belli ridicolo, il film risulta solido e ben girato ed è godibile a più livelli; certo, non si può fare a meno di pensare a Groundhog Day e (soprattutto) ai videogiochi giapponesi, in particolare gli RPG come Final Fantasy, dove i protagonisti aumentano di livello (forza, intelletto, magia…) ogni volta che sconfiggono un nemico.
Non per niente la novella è giapponese e il creatore è un esperto di informatica e videogiochi.
Ma questo gli americani non lo sanno, o se ne fregano.
Come se ne fregano del fatto che nell’originale Keiji ammazza Rita per distruggere poi il mostro finale.
Ma no, il pubblico demente non può vedere un film senza una storia d’amore.
Anche se lui ha 52 anni e lei 31.

Ricapitolando quindi la guida di Hollywood al successo cinematografico:

Giapponesi – NO
Kill – MAI
Guerra – SI
Efebofilia – OK
Americani che salvano il mondo – SEMPER FIDELIS

Titolo originale: Edge of tomorrow
Regia: Doug Liman
Anno: 2014
Durata: 113 minuti

L’uomo d’acciaio (2013)

Superman senza il colore rosso. Senza le sue mutande.
Superman desaturato e virato in blu. Instagrammato, con la telecamera traballante.
Superman che non si chiama Superman.
“S” su Krypton significa “Speranza” dice Kal-E.
Sulla Terra “S” significa “S” dice Lois Lane.

L'uomo d'acciaio (2013)
S come Stronzo

Superman fascista il cui unico potere è la forza. Superman spacca tutto, salva tutti.
Superman represso dal padre Kevin Costner. Kevin Costner che si fa risucchiare da un tornado senza alcun motivo.
Superman con i cattivi che citano a cazzo l’evoluzionismo, per la gioia degli ignoranti beoti religiosi.
Superman Cristo. Gesù 33enne post moderno. 33 anni di soprusi degli umani ignoranti. Cristo alieno e Salvatore Spaziale.
Superman coi militari che glorificano una morte buona.
Bello il sacrificio.
I militari che sono un po’ rudi ma in fondo di buon cuore. Militari con la madre mignotta.

Insomma: la solita cazzata americana ad alto costo che sfonda i botteghini ma non (putroppo) le teste di cazzo senza cervello che pagano il biglietto per andare a sorbirsi questa colossale riga da 60 centimetri nel culo dell’intelligenza.

VOTO:
2 righe da 60 cm

L'uomo d'acciaio (2013) voto

Titolo originale: Man of Steel
Regia: Zack Snyder
Anno: 2013
Durata: 143 minuti

Prometheus (2012)

Il prequel di Alien firmato Ridley Scott che ti fa già incazzare dopo 10 minuti.

Allora, spoilers a raffica:
una razza aliena si diverte ad andare in giro nuda per la galassia mentre crea vita su altri pianeti con l’aiuto di una sostanza nera; la sequenza iniziale è probabilmente la creazione della vita sulla Terra.
Per molti secoli questi alieni, chiamati “ingegneri” dagli idioti nel film, ci hanno fatto visita di tanto in tanto per controllare che la loro creazione (la razza umana) procedesse come voluto mentre la loro creazione (sempre la razza umana) li ha innalzati a dei.
Ad un certo punto però pare abbiano deciso di distruggerci, senza riuscirci; sappiamo questo perché una nave spaziale è mandata in missione dalla compagnia privata Weyland alla ricerca di una spiegazione alla trama di un film che già comincia a scricchiolare.
Arrivati su un pianeta misterioso, i giovani eroi trovano i resti di una base aliena ed una navicella pronta a partire per la Terra e consegnare il suo carico di morte.
Quale carico di morte?
Una marea infinita di anfore con dentro questa materia nera.
Perché morte? Perché sembra che questa merda nera non sia amichevole: quando entra in contatto con una forma di vita, la muta tra atroci sofferenze in qualcosa di diverso, molto spesso violento. Dei vermi si trasformano in mostri sinuosi e uno degli avventurieri che viene in contatto con essa si trasforma (apparentemente) in un ingegnere, alchè viene subito seccato dai compari con un lanciafiamme.

La domanda che sorge spontanea è
perché sugli ingegneri ha un effetto di moltiplicazione dei pani e dei pesci mentre su chiunque altro ha effetti terribili?

Ricapitoliamo:
merdaNera+ingegnere=umani
merdaNera+umani=ingegneri
merdaNera+vermi=cazziMostruosiAssassini

Poi però, se un ingegnere impregna un’umana, il risultato è una fica tentacolare di dimensioni colossali con la forza di un trattore che appena vede un essere vivente cerca di scoparlo per via orale depositandogli un uovo in pancia (come in Alien). Il frutto di tanto amore è appunto un Alien come noi lo conosciamo (in questo caso un po’ diverso perché covato in grembo ad un ingegnere e non un umano come nella serie originale).

Alla fine del film rimaniamo purtroppo con gli stessi dubbi dell’inizio: da dove veniamo, perché esistiamo, ma soprattutto:

Quando morirà David Lindelof coi suoi misteri dozzinali e una trama illogica che non rispetta lo spettatore?

Titolo originale: Prometheus
Regia: Ridley Scott
Anno: 2012
Durata: 124 minuti
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