Zack Snyder’s Justice League (2021)

Il miliardario Bruce Wayne ha deciso di mettere assieme una milizia para-militare, assoldata e mantenuta dai suoi sporchi traffici finanziari, col solo scopo di mantenere in piedi il sistema fascio-capitalista che lo tiene al vertice di una ingiusta piramide sociale alla cui base sopravvivono schiacciati l’uno all’altro miliardi di esseri umani il cui unico delitto è il non ribellarsi alla classe padronale e trascinare per i capelli i porci liberali fino alla piazza più vicina per poi decapitarli uno ad uno gioendo del loro sangue che inonda e rinfresca le loro gaie dita dei piedi.

Zack Snyder's Justice League (2021)

Com’è?
Vi dico solo che, nonostante le 4 ore di narrazione, ero molto confuso e sono dovuto andare a rileggermi la recensione della versione originale.

Quello che però mi è apparso chiaro come un cielo azzurro d’agosto è la grossa nota dolente del film in questione; ovvero il maledetto fascio-liberismo che Zack Snyder, probabilmente inconsapevolmente, trasuda da tutti i pori quando mette in scena un drappello di giustizieri senza regole che vanno a spaccare il culo ad uno straniero nella lontana Russia con la scusa che sta nascondendo delle armi di distruzione di massa.

Ricordati Zack, verremo a prendere per i capelli anche te.

VOTO:
3 Zack

Zack Snyder's Justice League (2021) voto

Titolo alternativo: Justice League: The Snyder Cut
Regia: Zack Snyder
Anno: 2021
Durata: 242 minuti (4 fottute ore)
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Kick-Heart (2013)

La folle storia d’amore tra i lottatori professionisti Romeo e Juliet, in arte “M l’uomo mascherato” e “Lady S”, è tanto potente quanto devastante, come la nostra benemerita eroina.

Simpaticissimo e frenetico cortometraggio psichedelico che da una parte cita L’uomo tigre, con la sua storia del wrestler che aiuta l’orfanotrofio dei poveracci, e dall’altra porta fin sulla Luna un’animazione alla Yellow Submarine.

VOTO:
4 uomini mascarati

Kick-Heart (2013) voto

Titolo originale: キックハート
Regia: Masaaki Yuasa
Anno: 2013
Durata: 12 minuti

Snakes on a Plane (2006)

Eddie Kim è un coreano maledetto che tira calci come un ragazzino rapito dal peggior pedofilo di Caracas.

Siccome nell’ambito della vicenda che vado a raccontarvi c’è un surfista che l’ha visto bastonare a morte un ciccione pacioccone appeso come un caciocavallo ad una ferrovia del ponte sul fiume Kwai, Eddie Kim elabora un piano folle e diabolico per riportare sotto il suo controllo l’ordine delle cose: ficcare centinaia di serpenti velenosi dentro l’aeroplano su cui è imbarcato il surfista testimone oculare e il suo agente segreto protettore pelatone nero col pallino per i filmerda e sperare in un grosso patatrac.

Snakes on a Plane (2006)

La mignotta di Hollywood Samuel Leroy Jackson non si spaventa dei filmerda e anzi rilancia con dichiarazioni del tipo “Meglio Snakes on a plane che la guerra in Iraq o una serata online con un pedofilo”.
E come dargli torto?

Tenendo conto dell’assurdità della storia e la vena (molto) leggermente istrionica del tutto, non me la sento di bocciarlo in toto; allo stesso tempo come cazzo faccio a dargli un buon voto?

Boh, fate vobis.

VOTO:
2 vene

Snakes on a Plane (2006) voto

Titolo messicano: Serpientes a bordo
Regia: David R. Ellis
Anno: 2006
Durata: 105 minuti
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Tenet (2020)

La Tenet, un’organizzazione internazionale controllata dalla classe borghese, è alla ricerca di strani oggetti ad entropia inversa che sembrerebbero arrivare dal futuro percorrendo il tempo a ritroso.

Questi strani manufatti proverebbero, in una maniera che Nolan non intende spiegare visto che con 4 cose dette riesce a contraddirsi 5 volte, che nel nostro futuro c’è stata una guerra catastrofica; una cosa inaccettabile per chi ha fatto dell’accumulazione fine a sé stessa la sua ragion d’essere.

Ecco quindi che viene reclutato un omino alto un metro e 60 per essere coinvolto in qualcosa di più grande (e più alto) di lui.

Tenet (2020)
cobraaa!

Niente di speciale.
L’inversoscope l’aveva già padroneggiato Elio nel videoclip Mio Cuggino e qui si punta, come sempre per quel fascista di Nolan, alla spettacolarizzazione del fantastico tentando inutilmente di raccogliere con la ruspa quello che sbrodola via dalle fiche alte 2 metri e 10 arruolate unicamente per annichilire il protagonista nero alto un metro e 60.

Sì, perché in questo film il fascista Nola rivela tutto il suo profondo razzismo facendo interpretare il suo peggior film ad un attore nero; associando quindi un’esperienza negativa ad un particolare colore della pelle umana.
No, peggio: facendo co-interpretare, visto che viene spiegato quanto il protagonista non sia in realtà il protagonista della storia, ma sia solo una pedina messa in campo da uno con un amico bianchissimo.

Simpatici gli attori che camminano tutti sbilenchi e lodevole lo sforzo produttivo, ma siamo proprio raschiando il barile e vien da pensare quanto sia giusta la fine dei cinema e dei blockbusters multimilionari grazie al coronavirus.

PS: mi ha detto mio cuggino che una volta ha visto una senza reggipetto.

VOTO:
3 reggipetto

Tenet (2020) voto

Titolo di lavorazione: Merry-Go-Round
Regia: Christopher Nolan
Anno: 2020
Durata: 150 minuti
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Caccia a Ottobre Rosso (1990)

E’ il 1984 e le due super potenze mondiali, Stati Uniti d’America e Unione Sovietica, se le danno di santa ragione menando colpi di propaganda e fendenti di sotterfugi politici.

Il capitano Marco Ramius, della marina sovietica, è al comando di un nuovissimo sottomarino nucleare dotato di un sistema di propulsione silenziosa che permetterebbe all’URSS di piazzare testate nucleari al largo della baia di New York senza che nessuno al Pentagono se ne accorga.
E questo è ovviamente inammissibile per l’uomo tutto d’un pezzo che è Marco, cresciuto a pane e sberle in bocca dal nonno pescatore Lituano.

Viene quindi messo in scena un elaboratissimo piano segreto per ammutinare e consegnare il prezioso sottomarino agli avversari statunitensi per poi godersi una meritata pensione in Montana; con moglie culona, conigli da sbranare, morbide toffolette e un camioncino per le consegne a domicilio.

Caccia a Ottobre Rosso (1990)

Tipico film d’azione americano per un pubblico sopra i 40 anni e tremenda sviolinata per la magnificenza del sistema capitalistico statunitense.

Tratto da un libro di Tom Clancy a sua volta basato, molto alla lontana, sul vero ammutinamento della Storoževoj nel 1975 ad opera del capitano Valery Sablin, incazzato nero con il segretario generale Leonid Il’ič Brežnev per l’abbandono (a suo dire) del Leninismo, questo film intrattiene, certo… ma è anche da bastonare per benino sui menischi.

Uscito un anno prima della dissoluzione dell’Unione Sovietica, Caccia a Ottobre Rosso risulta quasi un’apripista cinematografico alla migrazione verso ovest del sentimento popolare della sinistra mondiale, accecata da un valanga senza fine di pubblicità colorata e belle cosce rivolettate da impietosi umori vaginali.

Un film per tutti?
Purtroppo sì.
Un bel film?
Purtroppo ni.

VOTO:
3 menischi

Caccia a Ottobre Rosso (1990) voto

Titolo: The Hunt for Red October
Regia: John McTiernan
Anno: 1990
Durata: 135 minuti
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The Core (2003)

Un geologo, un esperto di armi, due piloti aerospaziali, uno scienziato col vizietto e un nero pazzo devono penetrare quella troia del pianeta Terra con una navicella spermatica lunga 100 metri fino a raggiungerne il succulento nucleo per detonare così cariche nucleari sufficienti a rimettere in moto la rotazione magmatica interna fermatasi a causa di un esperimento militare andato storto.

Molti nemici e molto onore fanno da buon contorno al miglior film fascista della storia.

The Core (2003)
brucia, fiamma di Udun

Questo film è la perfetta cerniera tra gli anni ottusi del conservatorismo becero a cui erano invisi raziocinio, donne e neri e gli ottusi anni del progressismo a cui sono invisi raziocinio, donne e neri ma in salsa rafaniello rosso fuori bianco dentro.

Ma voi cosa volete di più dalla vita?
Bombe, detonazioni nucleari, magma, gente che gli parte la capoccia pitun, parrucchini indecenti ed Aaron Eckhart con le mesh.

VOTO:
3 rafanielli

The Core (2003) voto

Titolo portoghese: Detonação
Regia: Jon Amiel
Anno: 2003
Durata: 135 minuti
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Giorni di tuono (1990)

Le macchine veloci sono troppo belle.

Le macchine veloci ti fanno sentire un uomo.
Le macchine veloci ti spingono l’animo al cielo.
Le macchine veloci ti erigono il cazzo a livelli priapici.

Non devi preoccuparti du nulla quando sei su una macchina veloce.
Non devi preoccuparti della vecchiaia quando sei su una macchina veloce.
Non devi preoccuparti dell’algebra quando sei su una macchina veloce.

I tuoi genitori s’innamorarono sui sedili di una macchina veloce.
La tua vita prese forma sui sedili di una macchina veloce.
Tuo fratello è quella macchia incrostata sui sedili di una macchina veloce.

Giorni di tuono (1990)
l’unico film in cui a qualcuno è permesso correre accanto a Tom Cruise

Dopo il clamoroso successo di Top Gun, riecco la coppia Scott-Cruise (dietro e davanti la macchina da presa) tentare di portare sullo schermo quella particolare mascolinità stranamente ghiotta di sperma che puoi trovare lungo via San Giovanni in Laterano a Roma.

Una mascolinità tanta cara al divo Tom il quale però, grazie a questa pellicola, trovò l’amore della vita sua: quella Nicole Kidman che, a dispetto del suo cognome, non rientrava nei canoni del seguace di Scientology; quella Nicole Kidman che non riuscì a dargli una paternità, ma bensì una parvenza di normalità.

Vabbè, com’è il film?
In questo marasma di stereotipi del genere action americano anni ’80 che per forza di cose non posso apprezzare a piene mani, l’unica nota positiva è che il regista Tony Scott si è suicidato 22 anni dopo saltando dal ponte Vincent Thomas di Los Angeles fracassandosi le ossa sulle fredde acque dell’oceano Pacifico.

Divino.

VOTO:
3 Vincent Thomas

Giorni di tuono (1990) voto

Titolo originale: Days of Thunder
Regia: Tony Scott
Anno: 1990
Durata: 107 minuti
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Arma letale (1987)

Hai appena compiuto 50 anni, sei un attempato poliziotto di Los Angeles con moglie e 3 figli, ti sei comprato la barchetta perché la casa già ce l’hai, non credi nella vergine Maria ma temi la sua ira vendicativa, hai ricominciato a farti le seghe dopo 25 anni di pausa e pensi che la vita sia una lunga discesa verso l’oblio, come quando i rocker trentenni scivolano nel coma etilico e finiscono soffocati nel loro stesso vomito.

Una bella fine pensi, una fine degna di un negro che ha venduto l’anima all’uomo bianco e tutto quello che gli è rimasto del vecchio sé stesso è un adesivo sul frigorifero contro l’apartheid in sud Africa.

Bello cazzo, bello davvero.

E invece ti mettono a far da balia ad un collega matto con la passione per le pistole fredde in bocca bocchina mortacci sua.
Merda cazzo, merda di un cane maledetto.

Arma letale (1987)
buon 25 anni senza seghe!

Famosa pellicola d’azione poliziesca la polizia spara bum bum picozza e pazzesca cappellata zeppa di strunzatelle che oggi non funzionerebbero più.

Se siete alla ricerca di quel non so che tipico anni ’80 siete ben serviti, ma preparatevi ad una gustosa dose di situazioni telefonate, stereotipate e a tratti completamente fuori dalla grazia di dio (tipo l’incredibile, nel senso di non credibile, scazzottata finale); a fare da contraltare a questo scempio c’è però Mel Gibson schizzato fracico del periodo bianco, quello zeppo di coca.

Da segnalare alle autorità competenti il criminale doppiaggio italiano che in molteplici occasioni ha inserito battute omofobe, assenti in originale.

Facciamo come i froci quando arriva la buon costume. Scappiamo prima che ci si facciano con tutti i pantaloni.

VOTO:
3 picozza

Arma letale (1987) voto

Titolo originale: Lethal Weapon
Regia: Richard Donner
Anno: 1987
Durata: 109 minuti
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Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn (2020)

Arlecchina biricchina bocchinara è stata mollata dal Joker e da brava piccola borghese con il miserrimo sogno della famiglia americana col giornale il cane e il caffe non riesce proprio a darsi pace.
La poverina le tenta tutte: cazzi di gomma costellati di lamette, mazze chiodate su per il culo, viaggi in Africa alla ricerca del fantomatico big bambù ma… senza un uomo lei è niente.

E però: in suo aiuto arrivano altre 4 donne con altrettanti problemi irrisolti con altrettanti uomini e formano quello che può essere considerato con magistrale raffinatezza un “drappello di zoccole”.

Birds of Prey (2020)

Il film è uscito in Italia senza divieti ai minorenni nonostante sia zeppo di parolacce, gente che si beve e droga, violenza gratuita e glorificazione del più becero provincialismo culturale.
Nel “lontano” 2002 INVECE il grandioso film di Marco Bellocchio L’ora di religione uscì col divieto sotto i 18 anni per una sola singola bestemmia pronunciata da un personaggio rinchiuso in una clinica psichiatrica che, distrutto da anni di segregazione, tenta di sfogare in quella maniera la sua enorme frustrazione per l’incomunicabilità entro cui è sempre stato rinchiuso.

PORCO DIO.

Ad ogni modo, questo filmetto che un mio amico ha giustamente definito il #meTooFilm intendendo l’affrontare un problema reale e serio come la disparità di genere a suon di meme e stronzate superficiali che non vanno minimamente a minare la struttura fondante sopra la quale è stato eretto il castello patriarcale contro cui si dovrebbero battere queste femministe da due soldi alle quali Mary Poppins sputerebbe in bocca dopo aver ferocemente sbocchinato il signor Banks per accrescere la sua carica batterica orale, questo filmetto dicevo non passa il famoso Bechdel test con il quale viene popolarmente misurato il grado di femminismo di un’opera mediatica:
1- almeno due donne
2- che parlano tra loro
3- di qualcosa che non riguardi un uomo.

E visto che tutte e 5 le stronzette protagoniste hanno un problema con i loro uomini (boss, amici, datori di lavoro…) e ne parlano continuamente tanto che la spinta a formare il gruppo viene proprio dal fare fronte comune contro i maschi cattivi che rovinano loro la vita, beh: fate vobis.

Tutto questo ovviamente cozza tremendamente col supposto intento femminista di una pellicola che è confezionata da un manipolo di venduti al sistema capitalista con l’esplicita missione di smerciare un prodotto ad una massa di depensanti che si credono femministe, ma che in realtà sono delle vucchinare di quart’ordine.

vucchinare!

VOTO:
2 vucchinari e mezzo

Birds of Prey (2020) voto

Titolo: Birds of Prey: And the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn
Regia: Cathy Yan
Anno: 2020
Durata: 109 minuti

Star Wars: l’ascesa di Skywalker (2019)

Per tutti i fulmini e le saette di Zeus onnipotente papagno rotto cazzo pazzo balordo barzotto. Che botte da orbi ragazzi.
Che colori matti sullo schermo che cade in testa alle vecchie storpie.
Che multinazionali del tabacco fogne a cielo aperto ci sono in questo film fantastico senza arte né parte che consiglio caldamente a chi non esiste, cioè dio.

Cosa?
Siete ancora interessati a sapere di cosa parla questo film?!
E ‘sti cazzi non ce li mettete!?!

Star Wars: L'ascesa di Skywalker (2019)

Io non ho parole oltre a quelle sconclusionate che ho scritto sopra.

Una pellicola piena zeppa di scene e storie che si susseguono a rotta di collo per la paura di annoiare un pubblico irrequieto di pizzichi alle gengive sanguinanti, una sequela senza capo né coda di effetti speciali e salti piroette capitomboli spade in petto ti curo io serpe di merda sono gesuccristo risorto donna mani venose perché donne uguali uomini progresso civiltà repressione e civiltà.

Niente, scusate; non ce la faccio proprio.

Porco dio i capelli down.
Trik trak e bombe a mano.

VOTO:
2 preti e mezzo

Star Wars: l'ascesa di Skywalker (2019) voto

Titolo originale: Star Wars: Episode IX – The Rise of Skywalker
Regia: J. J. Abrams
Anno: 2019
Durata: 142 minuti

Shazam! (2019)

Billy Batson, un adolescente molto ribelle che non riesci a tenerlo in una casa famiglia per più di una settimana perché lui vuole uscire per andare a cercare la madre biologica che tanti anni or sono l’ha “perso” ad una fiera di paese e che magicamente non è stata mai trovata/contattata dalle autorità (in)competenti, si troverà magicamente a che fare con un vecchio mago rasta che sta disperatamente “cercando la sua Amy” ovvero lo spirito puro al quale passare i suoi formidabili poteri prima che la morte non gli permetta più di contenere le mostruose bestie rappresentanti i sette peccati capitali che hanno recentemente preso dimora dentro l’occhio di un ricco figlio di papà ossessionato dal cazzo altrui, reale e metaforico.

Shazam! (2019)

Tutto chiaro fino a qui?

Bene, perché io invece mi sono stufato presto a seguire questa trama sottesa di stronzataggine bambinesca molto buona a vendere un prodotto oggettivamente confezionato coi fiocchi, ma che inspiegabilmente non ha sortito gli effetti desiderati al botteghino.

Difatti è incredibile che il miglior film dell’universo DC (che fa cacare e quindi ci voleva poco ad essere il migliore) sia anche il film dell’universo DC che ha incassato di meno…

…e questo mi ha fatto incazzare molto.

VOTO:
3 casso e mezzo

Shazam! (2019) voto

Titolo di sceneggiatura: Billy Batson and the Legend of Shazam!
Regia: David F. Sandberg
Anno: 2019
Durata: 132 minuti

Predator (1987)

Il maggiore Alan “Dutch” Schaefer e il suo drappello di fottuti agenti speciali americani vengono ingaggiati per una missione di salvataggio in territorio nemico (un innominato paese sudamericano… probabilmente uno dei tanti che gli USA vogliono sottomettere a colpi di colpi di stato).

Quello che i nostri prodi proci ignorano però è che il loro talento per la carneficina verrà usato per una mera questione di documentazione mancante (neanche lavorassero all’INPS) dispersa nel mezzo della stessa giungla che funge da perimetro da caccia per una razza aliena bastarda platealmente ispirata allo stereotipo dell’uomo nero con i dreadlocks.

Predator (1987)

Bel filmino d’azione con uomini molto muscolosi e molto frocinconsapevoli che vidi in fase pre-adolescenziale e che poi ha visitato tante volte i miei sogni di adulto e di vegliardo.

La pellicola potrebbe essere riassunta con: molto sangue, molto onore ed un fantastico Arnold Schwarzenegger che lancia un notturno grido di guerra illuminato solo da una fiaccola.
Ma la cosa più sconvolgente invece è stato apprendere come il regista John McTiernan, alla guida di capisaldi come Die Hard e Last Action Hero, sia finito in disgrazia quando si fece un anno di prigione nel 2013 per aver assunto un investigatore privato al fine di registrare conversazioni compromettenti sia della sua ex moglie che del produttore del suo remake di Rollerball.
Un pasticciaccio degno di Via Merulana che l’ha portato a dichiarare bancarotta e vendersi il ranch in Wyoming.

E’ un attimo che si finisce con le pezze al culo.

VOTO:
4 personaggi scorrelati

Predator (1987) voto

Titolo di lavorazione: Alien Hunter
Regia: John McTiernan
Anno: 1987
Durata: 107 minuti