Star Wars: Episode I – London Premiere

Enjoy these scans of some original negatives taken at the London premiere of Star Wars: the Phantom Menace.

The venue was the Odeon cinema in Leicester square and the attendants were Stephen Hawking, George Lucas, Ewan McGregor, Natalie Portman, Samuel L. Jackson, Peter Mayhew, Warwick Davis, Rick McCallum, Jonathan Ross, Kenny Baker, Melanie Brown (Spice Girls), Ronan Keating (Boyzone), Brian May (Queen) and lots of other strange people.

Titolo originale: Star Wars: Episode I – The Phantom Menace
Regia: George Lucas
Anno: 1999
Durata: 136 minuti

Rampage – Furia animale (2018)

Dentro una base spaziale in orbita attorno alla Terra viene studiato un misterioso gas dalle potenzialità devastanti.
Quali sono?
Semplice: se lo inali divieni enorme e incazzatissimo.

Ovviamente arriva il giorno che la suddetta base spaziale finisce in una pirotecnica palla di fuoco mentre un membro dell’equipaggio riesce a scappare dentro una capsula di salvataggio portandosi appresso dei campioni del gas in questione che però, siccome la capsula esplode durante il rientro, precipitano sulla Terra entrando in contatto con un gorilla albino, un lupo e un coccodrillo.

Sarà compito del primatologo dello zoo di San Diego metterci una pezza grande come Chicago.

Rampage - Furia animale (2018)

Considerando che il film è tratto da un vetusto videogioco dallo spessore narrativo minimo, devo ammettere che i realizzatori sono riusciti a piazzare qualcosa sul fuoco mantenendo allo stesso tempo l’idea base della fonte originale, ovvero un gorilla e un lupo mastodontici che distruggono delle città.

Dwayne Johnson riesce come sempre a portare a casa il risultato, anche quando si ritrova tra le manine una storia a dir poco assurda e appesa al filo della speranza mentre mi sono sorpreso di ritrovare un Jeffrey Dean Morgan che ripropone stancamente e pedissequamente il suo personaggio più famoso, Negan di The Walking Dead.

In due parole: non è brutto, ma non è neanche bello.
Consideratelo un tipo.

VOTO:
2 manine e mezza

Rampage - Furia animale (2018) voto

Titolo originale: Rampage
Regia: Brad Peyton
Anno: 2017
Durata: 107 minuti

Starship Troopers (1997)

Nel 23esimo secolo la Terra è unita sotto un unico regime para-fascista che glorifica il sacrificio personale verso la Patria, specialmente quello fisico, e detesta i pappamolle pacifisti.

John Rico, Dizzy Flores, Carmen Ibanez e Carl Jenkins sono 4 giovani appena diplomati che decidono di arruolarsi nell’Esercito della Federazione; chi per fare carriera, chi perché appassionata di navi spaziali falliche e chi per seguire l’amore che chiaramente gli darà in culo al primo giro dell’angolo.
Questi giovani figli della patria troveranno pane per i loro denti nella guerra interplanetaria contro Klendathu, un corpo celeste all’altro capo della nostra galassia popolato da una specie aliena di aracnidi che non vedono di buon occhio l’invasione del loro pianeta per mano dei nazi-fascisti della Terra.

Starship Troopers (1997)

Magnifica satira del militarismo e dell’imperialismo americano tutta giocata sull’eccesso e sul ribaltamento di significato.

Difatti solo un imbecille potrebbe prendere sul serio la spregiudicata propaganda fascista che trasuda da ogni costume da gerarca, ogni dialogo sulla decadenza morale della democrazia e ogni inquadratura d’ogni perfetto metro di città sulla quale camminano bellissime persone sorridenti in un pauroso clima di pace romana mondiale.

Alla sua uscita fu un bel flop al quale contribuì molto probabilmente la stupidità di chi andò a vederlo e lo considerò nella migliore delle ipotesi uno strano film d’azione con personaggi e intrecci da serial televisivo per adolescenti quando invece la genialità dell’opera risiedeva proprio in questo suo sfacciato e orrendo travestimento da storia d’amore nello spazio.

Consigliato a chiunque abbia un briciolo di cervello e un assoluto must per i fan delle affabili distopie alla RoboCop.

VOTO:
5 briciole

Starship Troopers (1997) voto

Titolo completo: StarShip Troopers – Fanteria dello spazio
Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1997
Durata: 129 minuti

Kung Fury (2015)

Il super poliziotto Kung Fury ha acquisto una forza straordinaria e delle capacità acrobatiche fuori dal comune dopo essere stato prima colpito da un fulmine ed poi morso da un cobra.

Da quel momento sconfigge i cattivi di una stravagante Miami anni ’80 a suon di calci volanti e pugni sui coglioni fino a quando si trova a fronteggiare Hitler e il suo esercito di nazisti.

Viaggerà quindi indietro nel tempo fino agli anni ’40 per eradicare all’origine il problema e si farà aiutare da un collega mezzo triceratopo, due vichinghe palestrate, un tirannosauro e il dio Thor.

Kung Fury (2015)

Cortometraggio finanziato con ben 600 mila dollari tramite la piattaforma Kickstarter che prende a piene mani dal decennio americano più infame dal punto di vista politico; tutto ciò senza ovviamente farne una critica o una satira, ma piuttosto finendo per celebrare incondizionatamente una serie infinita di condotte amorali e manichee.

Il pubblico generalista l’ha apprezzato parecchio ed ha avuto il suo quarto d’ora di gloria su internet tornando poi velocemente nella pattumiera dalla quale era saltato trionfalmente fuori.

VOTO:
2 pattumiere e mezzo

Kung Fury (2015) voto

Titolo serbo: Kung Furija
Regia: David Sandberg
Anno: 2015
Durata: 31 minuti

Johnny English – La rinascita (2011)

L’agente segreto di sua maestà la regina d’Inghilterra chiamato Johnny English deve ricordarsi che cazzo è successo qualche anno prima in Mozambico quando, a causa della sua inefficienza, il presidente fu sparato alle spalle come a un infame figlio di zoccola al quale non si deve il minimo rispetto.

Lo aiuterà la psicologa interpretata da Rosamund Pike con l’ipnosi regressiva grazie alla quale Johnny si ricorderà di Vortex, un trio di loschi figuri, mandanti materiali dell’assassinio, che Johnny deve portare alla luce prima che vengano silenziati per sempre così che il segreto rimanga tale.

Il resto è salti, zompi e situazioni poco comiche.

Johnny English - La rinascita (2011)

Non ho visto altri episodi di questa filiera di satire del genere spionaggio inglese, e non me ne pento.

A parte il target ottuagenario a cui si rivolge, con le smorfie e gli scivoloni e l’andamento soporifero, quello che non riesco proprio a comprendere è come possano aver fatto successo con questa roba che non è né carne né pesce né l’anima de li mortacci loro.

VOTO:
1 pesce gay

Johnny English - La rinascita (2011) voto

Titolo originale: Johnny English Reborn
Regia: Oliver Parker
Anno: 2011
Durata: 101 minuti

Gli Incredibili 2 (2018)

Saranno passati almeno 10 anni da quando il primo capitolo mi fece passare un sereno pomeriggio d’estate e francamente avevo perso quasi memoria di quello che v’era raccontato.
Un uomo talpa, qualcosa su un aereo che esplode, la donna elastica madre coi figli che rompono i coglioni.
Boh, era tutto molto piacevolmente fumoso e avvolto in quella coperta nostalgica di tempi che furono fino a quando non mi sono imbattuto in questo sequel non voluto e poco amato, da me come probabilmente anche dai creatori.

Perché alla fine diciamocelo chiaramente: chi se ne frega della storia di un misterioso ipnotizzatore televisivo che fa il doppio e triplo gioco con gl’Incredibili per fare carne morta di un nutrito gruppo d’ambasciatori riunitisi su un aliscafo battente bandiera liberiana.

Gli Incredibili 2 (2018)

Simpatica quanto inutile riedizione di quanto già visto un po’ dappertutto ad uso e consumo di un pubblico banale come la trama del film stesso.

E’ un prodotto innocuo, certo, e si lascia guardare senza patemi, certo, ma non è forse questo il vero totalitarismo?
Quello che viene accettato come status quo nel silenzio delle strade lastricate di “buongiorno” e “buonasera”?
Quello che ti entra in casa sotto ogni forma e ogni tinta che non ti aspetti, con ogni pseudo intellettuale che si fa balcone della propaganda contro i balconi mentre cerca di calmare o calmierare e allo stesso tempo aizzare il popolo verso questo o quell’altro spauracchio monco di sostanza?

Perché la fine del libero arbitrio non viene con le baionette e i vaffanculo, ma con Lilli Gruber che presenta il suo ennesimo libro non richiesto mentre un sorriso, falso e sornione come sua madre mentre riceveva lo sperma che la concepì, parte da quell’orrendo canotto di bocca che si ritrova in faccia facendola ascendere al titolo di donna elastica della televisione italiana.

VOTO:
2 canotti

Gli Incredibili 2 (2018) voto

Titolo originale: Incredibles 2
Regia: Brad Bird
Anno: 2018
Durata: 118 minuti

Jurassic World: Il regno distrutto (2018)

Isla Nublar, la cara isola al largo delle coste costaricane (senti che allitterazione) dove i dinosauri la fanno da padrone è in pericolo perché il vulcano locale è in ebollizione e si rischia di fare un bollito misto senza mostarda di questi stravaganti animali preistorici.

Ecco che allora si parte per la terza volta alla volta (senti che ripetizione) di un preannunciato incasso al botteghino miliardario, secondo solo al preannunciato mezzo pisolino che inevitabilmente interviene allo scoccare dei primi 40 minuti quando, dopo rocambolesche e tutto sommato divertenti scene di ruzzoloni giù per la montagna alla ricerca della salvezza dai lapilli, dal fumo rovente e dalla lava in un qualcosa che ricorda molto la pericolosissima gara inglese giù per la collina di Cooper contro la forma di formaggio, si assiste alla straziante e alquanto poetica scena della morte per incenerimento di un brachiosauro entrando giocoforza nella visualizzazione cinematografica di come uno sceneggiatore cerca di portare a casa il risultato citando a destra e manca il primo capitolo al quale chiaramente non riesce a giungere per mancanza di stoffa.

Ovviamente da qui in poi le cose andranno di male in peggio fino ad aprire letteralmente le porte ad un mondo antropocentrico messo sotto minaccia dal ritorno dei dinosauri i quali finiranno per arrivare a Las Vegas dove, grazie al solito teaser post-credits, verrà probabilmente ambientato il prossimo (inevitabile) capitolo.

Perché, come recitano la tag line del film e i ferventi cattolici davanti le cliniche dell’aborto, “La vita vince sempre”.

Jurassic World: Il regno distrutto (2018)
tranne quando perde

Filmetto strappa risatine con dei rarissimi momenti oggettivamente ben fatti che probabilmente intratterrà un pubblico adolescenziale senza troppe pretese, ma che certamente non ha le carte per giocare al tavolo dei grandi.

Se siete in cerca di un qualcosa senza pretese e vi capita tra le mani questo coso chiamato Jurassic World: Fallen Kingdom, dategli un’occhiata, ma state bene attenti a non alzare il mento dal petto nel quale sarete sprofondati a più riprese durante la proiezione.

Fun fact: l’Italia detiene, assieme alla semi-dittatura islamica chiamata Turchia, alla capitalista colonia americana Corea del sud e allo stato terrorista fascio-integralista chiamato Israele, il simpatico premio come paese del cazzo nel quale la pellicola è stata distribuita in versione censurata per evitare possibili divieti ai minori di 13 anni; dovessero spaventarsi nel vedere un cazzo mozzato di colpo da un raptor.

Scherzo: mica son pazzi, non ci sono cazzi (senti che rima).

VOTO:
2 cazzi e mezzo

Jurassic World: Il regno distrutto (2018) voto

Titolo originale: Jurassic World: Fallen Kingdom
Regia: Juan Antonio Bayona
Anno: 2018
Durata: 128 minuti

Ready Player One (2018)

Nel 2045 la vita sulla Terra è una merda e la maggioranza della gente vive in orribili baraccopoli multilivello; per sfuggire a questa triste realtà i terrestri si rifugiano quotidianamente nella fantastica realtà virtuale creata da un videogioco chiamato Oasis dentro il quale possono essere ciò che vogliono, fare ciò che desiderano e vivere avventure mozzafiato immergendosi in una galassia di riferimenti della pop culture anni ’70 ’80 e ’90.

Quando James Halliday, il creatore di Oasis, tira le cuoia lasciando di stucco mezzo mondo, viene rivelata l’esistenza di un easter egg all’interno del gioco che permetterebbe l’acquisizione di 3 biliardi di dollari nonché il controllo totale di Oasis.
E ovviamente scoppia una ressa clamorosa per la caccia al tesoro più redditizia della storia; da una parte una malefica compagnia privata che impiega semi-schiavi per l’acquisizione del misterioso segreto e dall’altra i 5 giovini protagonisti di questo film per ragazzini.

Ready Player One (2018)

E’ una stupidaggine, punto.

Nonostante alla guida ci sia un testone come Steven Spielberg, il film soffre inevitabilmente l’effetto videogioco, e cioè bella grafica e storia di merda.
Perché, e questa è una cosa che solo un appassionato giocatore con un’altrettanto buona cultura cinematografica potrebbe indicare, la storia più interessante mai creata per un videogioco non riesce ancora a competere con un normale film, figuriamoci con i migliori.

La sensazione che si ha quindi, guardando volteggiare quest’infinita serie di citazioni riversate come una pioggia battente sulle teste dei poveri spettatori, è quella di trovarsi di fronte ad una mediocre trasposizione cinematografica di un videogioco famoso, tipo Final Fantasy: The Spirits Within che infatti oggi chi se lo incula, con la speranza al botteghino di contare sull’effetto nostalgia del pubblico 40enne il quale però resta inevitabilmente bruciato da una semplicistica narrazione molto più adatta ai pubescenti.
Insomma, una dicotomia più che apparente ad uno che non approcci la questione con fare menzoniero.

Un peccato, perché la sfida era dura da battere ma si sarebbe potuto ottenere molto di più dall’imponente massa di marchi e franchise che i produttori sono riusciti a mettere assieme (spendendo sicuramente una consistente parte del budget).

VOTO:
2 menzonieri e mezzo

Ready Player One (2018) voto

Titolo uruguaiano: Ready Player One: Comienza el juego
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2018
Durata: 130 minuti

Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999)

Per tutti i fulmini e le saette di Zeus:
il primo episodio (infame) di Star Wars!

Dai, quello bruttarello e noioso che anche se l’hai visto 3 o 4 volte non riesci ancora a capire che cazzo si è bevuto George Lucas per mettere in scena quel casino della Federazione del Commercio che fa l’embargo al pianeta Naboo; roba che farebbe invidia al Governo Prodi quando fece il blocco navale con l’Albania nel 1997, un evento che culminò poi col famoso speronamento della barca Katër i Radës da parte di una corvetta della marina italiana a seguito del quale morirono 81 poveracci.

Purtroppo per noi invece questa pellicola è quasi priva di morti, gravissimo per un film western quale poi Star Wars è (era?), e quelli che capitano non riescono ad avere alcuna rilevanza emotiva; tipo che quando muore Qui-Gon Jinn non me n’è fregato niente di nulla e piuttosto già pensavo a quale bestemmia scrivere in questa recensione.

Il resto della storia include roba poco interessante e coesa male: corse con bighe stellari, bambini rompicoglioni, diavoli ninja, razzismo latente, politica, il famigerato Jar Jar Binks (che secondo alcuni complottisti era destinato ad essere il mega cattivone di questa seconda trilogia prima d’essere prontamente ridimensionato dopo l’immediata ed unanime stroncatura da parte del pubblico) e poi tanta ma tanta ma tanta computer grafica.

Così tanta infatti che  forse il film è finto all’80%, e si vede.

Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma (1999)

Non ci sono molte parole per definire uno dei più grandi mal di coglioni della storia del cinema: atteso per 16 anni, questo film non è riuscito minimamente a sgonfiare l’eccitamento di milioni di fan sfegatati (che io sfegaterei per davvero) i quali hanno fatto file chilometriche e dormito all’addiaccio per essere poi ripagati con sudicia moneta.

Molto è stato detto e forse anche troppo, vedi la famosissima video recensione di Mike Stoklasa per Red Letter Media e la sconosciuta risposta di 108 pagine che nessuno ha letto; da leggere con gusto invece è la simpatica recensione di questo Phantom Menace che a suo tempo scrisse un 27enne Eli Roth, successivamente regista di Hostel e Cabin Fever e magnifico interprete del Bear Jew in Inglourious Basterds, il quale riversò sulla tastiera una serie infinita di lamentele e insulti al film e chi l’aveva realizzato per concludere poi con una magnifica e condivisibile chiosa:

Still, Natalie Portman’s like totally hot. I kept lookin’ at my date, thinking “Man, if she was Natalie Portman that’d be so awesome. Gettin’ a B.J. from her would rule.”

VOTO:
2 Natalie Portman e mezza

Star Wars- Episodio I - La minaccia fantasma (1999) voto

Titolo originale: Star Wars: Episode I – The Phantom Menace
Regia: George Lucas
Anno: 1999
Durata: 136 minuti

Commando (1985)

John Matrix, oltre ad avere un nome a dir poco sconvolgente, è anche un baby pensionato che, dopo aver servito l’esercito degli Stati Uniti d’America compiendo le più empie nefandezze in giro per il mondo, passa le sue soleggiate giornate di quarantenne spaccando la legna o dando da mangiare ai cerbiatti assieme a sua figlia Jenny.

Purtroppo per lui il dittatore Arius, spodestato dal trono dell’isola di Val Verde anche grazie all’intervento del gruppo armato di John, è sulle tracce dei suoi commilitoni; un po’ per fargliela pagare e un po’ per usarlo come killer per caso del neo dittatore messo al suo posto dagli USA.

Per fare questo lo scorbutico Arius gli rapisce la figlia e lo manda via aerea per direttissima a Val Verde con il ricatto di spedirgli a pezzi la cara Jenny nel caso lui disertasse; John invece ci mette cazzo a svignarsela e si prefigge il compito di uccidere Arius e un altro centinaio di persone in 11 ore, cioè prima che il suo aereo atterri e scatti quindi l’allarme.

Sangue a seguire.

Commando (1985)

Classico film d’azione anni ’80 che prende tutti gli stereotipi del genere (machismo, umorismo beffardo, violenza gratuita, omosessualità latente) mischiandoli in un grande calderone dal quale sbuca fuori una massa informe di dimensioni colossali che, nonostante l’inesistenza di una trama articolata e l’evidente scelleratezza di ogni gesto compiuto dal protagonista, riesce comunque ad intrattenere per quell’oretta e mezza facendo succedere una simpatica serie di scenette tra il serio e il faceto che si concludono inevitabilmente con uno o più morti.

Purtroppo parte meglio di come finisce, come la carriera di Arnold Schwarzenegger.

VOTO:
3 calderoni e mezzo

Commando (1985) voto

Titolo brasiliano: Comando para Matar
Regia: Mark L. Lester
Anno: 1985
Durata: 90 minuti

Avengers: Infinity War (2018)

Un energumeno viola alto 4 metri di nome Thanos ha la soluzione a tutti i mali del mondo: eliminare metà della popolazione dell’universo.

Il film non spiega se questo genocidio generalizzato deve rimanere confinato ai bipedi o si deve estendere anche ad altri esseri tipo volatili, pesci, batteri, funghi e qualunque altra possibile forma di vita che lord Xenu abbia concepito nella sua infinita saggezza, ma al pubblico importa poco perché quello che conta qui sono le botte bum bum.

Per portare a termine il suo brillante piano, Thanos vuole (e deve) recuperare le 6 Infinity Stones sparse in giro per le galassie, infilarle sul suo bel guanto di ferro e semplicemente schioccare le dita per salutare miliardi di miliardi di creature che si volatilizzeranno immediatamente in polvere.
Fatto questo, l’energumeno viola potrà finalmente sedersi in cima ad una collina per godersi un po’ di meritato riposo.

A fare da argine a questo piano talmente diabolico che Repubblica.it lo ha subito attribuito alla Casaleggio Associati, ci sono ovviamente i nostri beneamati super teste di minchia eroi i quali non vedono l’ora di girare un altro film per intascare fior fior di quattrini mentre io, tra uno sbadiglio e l’altro, non posso non concentrarmi sulle dimensioni del mio caos.

Avengers - Infinity War (2018)

Che dire…

Dopo una caterva di pellicole tutte più o meno simili l’una all’altra mi trovo nell’imbarazzante paradosso di poter promuovere un film con buoni voti e allo stesso tempo poter tranquillamente non raccomandarne la visione.

Perché direte voi?

Perché quante volte puoi sentire e risentire la stessa canzone prima che ti salga a noia?
Semplice: sempre e solo una volta più di quelle necessarie, e io oramai credo d’aver raggiunto quella specifica posizione critica secondo la quale rigetto un film a priori perché tanto lo so dove va a parare, lo so cosa diranno i personaggi, ho già visto effetti speciali fatti così bene, so già più o meno tutto e quindi non me ne frega più una beneamata mazza.

A dimostrazione di tutto questo, basta prendere due righe che scrissi nel 2015 a proposito di Avengers: Age of Ultron:

Purtroppo i produttori hollywoodiani sembrano non aver capito che mangiare gelati per 10 anni può sembrare interessante su carta, ma non può condurre altrove non se non sulla tazza del cesso a cacare diarrea a fischio come non ci fosse domani.

Io ho solo voglia di qualcosa di buono nuovo.

VOTO:
3 Ambrogio e mezzo

Avengers - Infinity War (2018) voto

Titolo brasiliano: Vingadores: Guerra Infinita
Regia: Anthony & Joe Russo
Anno: 2018
Durata: 149 minuti

JCVD – Nessuna giustizia (2008)

Jean-Claude Van Damme torna nella sua città natale, Brussels, e si ritrova invischiato in una stroppia rapina ad un ufficio postale compiuta da 3 menteccati, uno più assurdo dell’altro.

Tra toccanti confessioni e una dura serie d’insulti sulla sua carriera d’attore da quattro soldi per film da quattro soldi, JCVD cercherà d’uscire dall’impasse senza che nessuno ci rimetta le penne.

JCVD - Nessuna giustizia (2008)

Sorprendente film a bassissimo costo che punta tutte le fiche (inteso come gettoni di plastica e non come passatempo preferito di Berlusconi) sul fattore spiazzamento nel vedere una grande star dei film d’azione mettersi a nudo emotivamente di fronte ad una lunga esemplificazione delle critiche ricevute nei tanti anni di carriera artistica… uscendone (chiaramente) a testa alta.

Non è un capolavoro, ma è probabilmente il miglior film con Jean-Claude Van Damme.

VOTO:
3 cyborg

JCVD - Nessuna giustizia (2008) voto

Titolo originale: JCVD
Regia: Mabrouk El Mechri
Anno: 2008
Durata: 97 minuti