Demolition Man (1993)

John Spartan è un poliziotto americano che non bada a spese quando si tratta di demolire palazzi interi nell’intento di catturare pericolosissimi criminali neri come la notte della ragione che lui non riconoscerà mai di contribuire a creare.

Ma a un certo punto, punto certo, avendo provocato la morte di 30 ostaggi mentre acchiappava per le palle il pazzo carnefice Simon Phoenix, viene condannato assieme a quest’ultimo al congelamento correttivo in una prigione criogenica per una sonora quarantina d’anni.

Balzo in avanti e siamo nel 2032, la società si è trasformata in una distopia liberale del politicamente corretto dove vieni punito attraverso un sistema a crediti per ogni parolaccia o per ogni comportamento scorretto, tipo mangiare cibi ricchi di colesterolo.

Ed è in questo paradiso per gente tipo Lilli Gruber che John e Simon si ritrovano a darsene di santa ragione, mentre un ricco fascista liberale con un gusto estetico da parrucchiera di Viterbo complotta per terrorizzare la popolazione e spingerla a dargli pieni poteri, come Mario Draghi.

Demolition Man (1993)

Famosissimo film sconosciuto che nonostante abbia molti fan e si fregi di grande classico di serie B, rimane inspiegabilmente estraneo ad ogni discussione sul trash anni ’90.

Scritto male e con una vivace quanto tenue satira politica, recitato da cani simpaticissimi e con una produzione di un certo livello che ha permesso loro di ricreare un futuro neanche troppo lontano da quello che effettivamente si è venuto a creare, Demolition Man è il miglior film da raccomandare ad un caro amico che odiamo tanto.

VOTO:
3 trash e mezzo

Demolition Man (1993) voto

Titolo peruviano: El demoledor
Regia: Marco Brambilla
Durata: 1 ora e 55 minuti
Compralo: https://amzn.to/3P3UYQP

Nella bolla (2022)

Un gruppo d’attori col cervello d’una gallina si ritrovano a girare il sesto film di una lunga serie di stronzate cinematografiche incentrate su dinosauri assassini volanti.
E lo fanno durante la pandemia Covid-19.

Ve la ricordate la pandemia da Covid-19?
Che bella, cazzo. Che bei tempi mannaggia cristo lurido di letame.
Il lockdown, la paura, l’epurazione anagrafica. Neanche la favolosa guerra in Ucraina ci ha donato tanto amore.

Invece gli attori di Cliff Beasts 6, questo il nome del sesto blockbuster, portano avanti le loro merdose carriere tra battute maldestre e scene d’azione ignobili e la cosa “bella” è che questo scempio viene perfettamente rispecchiato dal film che sto recensendo.
Perché fa letteralmente cacare il cazzo.

Nella bolla (2022)

Energico calcio sui coglioni tuoi mentre piangi nonna morta di Covid.

Tu piangi e lui ti calcia i coglioni.
Tu piangi più forte e il film ti spreme le palle.
Sei disperato e quasi svieni dal dolore e lui ti acchiappa il cazzo, ti fa la riga verso destra, ti sputa sulla punta e ti ci pianta un pugno così forte da farti scoppiare la cappella macchiandoti le scarpe con rivoli di sangue.
Stronzo, così impari a vedere film demmerda.

Detto in altri termini: film abbastanza noioso e sconsigliato ad un pubblico minorenne.

VOTO:
2 galline

Nella bolla (2022) voto

Titolo: The Bubble
Regia: Judd Apatow
Durata: 2 ore e 6 minuti

Spider-Man: No Way Home (2021)

Povero Peter Parker.

Ragazza bella con la figa stretta, amico grasso al cui fianco non sfiguri mai alle feste, poteri sovrannaturali al limite del divino; insomma, una merda di vita che quei fascisti ultra-conservatori degli ucraini sognerebbero al posto della loro misera esistenza ai bordi della cattiva Russia contro cui volevano piantare missili nucleari con la folle e falsa sicurezza dell’ombrello protettivo della NATO che invece al primo momento utile ha fatto capire loro come il cane a guardia del porcile non entra in casa quando vuole.

Peter nel frattempo se ne sta a lì a sucare Mary Jane fica stretta quando un sortilegio magico casinista rigira sottosopra il mondo che conosce facendogli conoscere non uno, ma ben due possibili contendenti al posto di lecca francobolli di MJ.

Spider-Man: No Way Home (2021)

Commedia sopra le righe che non si prende mai sul serio, come da tradizione “Spiderman ultima venuta”, e che si gioca il tutto per tutto con l’effetto nostalgia dei quarantenni e dei trentenni che si ritrovano inaspettatamente assieme ai ventenni nelle sale cinematografiche per un’orgia sporcacciona al limite del legale.

Non è chiaramente un capolavoro, ma fa il suo lavoro d’intrattenimento base; cosa che Maze Runner non ha mai fatto.

Dio ti ama e tu non lo sai.

VOTO:
3 sporcaccioni

Spider-Man: No Way Home (2021) voto

Titolo venezuelano: El Hombre Araña: Sin camino a casa
Regia: Jon Watts
Durata: 2 ore e 28 minuti
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Venom – La furia di Carnage (2021)

Eddie Brock continua ad essere un maledetto rimastino con la faccia di uno che si buca tra le dita dei piedi e un’insaziabile voglia di cervelli e cioccolata; tutto questo perché dentro di sé porta un simbionte alieno simpatico come un’anguilla tra le cosce di pollo che ti ritrovi.

Invece Cletus Kasady è un assassino pazzo col gusto per lo sperma di bove, ma quando viene posseduto da Carnage (che poi in realtà sarebbe una parte di Venom) ecco che scoppia il finimondo e il serial killer Cletus trova la forza di 100 uomini, nonostante un nome da funzionario al comune di Terni.

Venom - La furia di Carnage (2021)

Seguito senza entusiasmo di un film che non era certo ‘sto divertimento.

Anche se qua e là si lavora meglio di sceneggiatura e qualche situazione comica, più che qualche battuta, riesce a smuovere un pochino le acque della mia palude, siamo lontani dal divertimento vero.

Se vi piacciono le storie d’amore, qui ce ne sono ben due: Cletus/Frances e Eddie/Venom; se invece vi piacciono i coglioni, ne troverete a valanga.

PS: il regista è Gollum de Il signore degli anelli.

VOTO:
2 Gollum e mezzo

Venom - La furia di Carnage (2021) voto

Titolo originale: Venom: Let There Be Carnage
Regia: Andy Serkis
Durata: 1 ora e 38 minuti
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Malignant (2021)

Una donna ha 3 aborti, un marito violento ed è amica di Mario Draghi, ma la cosa peggiore è l’aborto che si porta in capoccia da 20 anni.

E con questo t’ho detto la fine.

Filmetto girato anche abbastanza bene da un punto di vista prettamente tecnico e con qualche buona idea qui e lì, specialmente all’inizio, ma che per via di una sceneggiatura di merda sviluppata sopra una storia del cazzo risulta molto “insufferante”… una parola che mi sono inventato e che vuol dire che provoca insofferenza.

VOTO:
2 insufferanti Draghi

Malignant (2021) voto

Titolo costaricano: Maligno
Regia: James Wan
Anno: 2021
Durata: 1 ora e 52 minuti
Compralo: https://amzn.to/3ntktPw

Attack the Block (2011)

5 ragazzetti  sottoproletari di Brixton, un quartieraccio londinese con palazzoni popolari e criminalità diffusa, si ritrovano loro malgrado nel bel mezzo di un’invasione aliena da parte di gorilloni inbufaliti alti 2 metri.

Siccome le loro vite sono quotidianamente drammatiche e oramai ce ne vuole per spezzare i loro spiriti, i nostri giovani protagonisti non ci pensano due volte prima d’imbracciare mazze e coltelli e mettere su una caccia allo sfruttatore borghese come non se ne vedevano da lustri.

Taglia di qua, infilza di là, questi reietti si faranno carico, come sempre accade, della sopravvivenza della piramidale società in cui sono sfruttati.

Attack the Block (2011)

Eccezionale opera prima di un regista strafattone che a distanza di 10 anni dall’uscita rimane fresca e godibile senza per questo afflosciarsi sul nulla qualunquistico entro cui si tenta di spingere ogni opera artistica nella speranza di un mero ritorno economico.

E invece Attack the Block dimostra, se mai che ne fosse bisogno, che si può battere cassa e allo stesso tempo battere la grancassa dell’indignazione popolare senza per questo risultare verbosi, ma anzi coinvolgendo in maniera leggera proprio quello strato sociale che, con tutta la boria tipica dell’avanguardia proletaria tipo Lotta Comunista, viene irrimediabilmente spinta all’altra sponda politica.

Bello, divertente e mai lezioso.

VOTO:
4 lotta comunista

Attack the Block (2011) voto

Titolo esteso: Attack the Block – invasione aliena
Regia: Joe Cornish
Anno: 2011
Durata: 1 ora e 28 minuti
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Star Wars IV-VI (1977-1983) Despecialized Edition

La famosissima trilogia spaziale con protagonista un imberbe minorenne che non vuole fare il contadino perché lavorare la terra è per i perdenti mentre lui è un vincente e i vincenti dimostrano al mondo la loro superiorità sparando come forsennati ad altri imberbi come loro facendoli saltare in aria e disperdendo le loro cellule nel cosmo profondo.

Vaffanculo la campagna, vaffanculo la vanga, vaffanculo l’impianto d’irrigazione e la merda della vacca, vaffanculo zio Ben grasso laido che caca in mezzo al campo, vaffanculo le cime di rapa.
Viva la guerra, viva la morte, viva il sangue dei militari, viva la libertà di disintegrare le cervella degli altri, viva la candela corta e viva viva la fica larga, viva l’eiaculazione precoce, viva il moschetto, viva il duce e viva il re.

Star Wars IV-VI (1977-1983)

Sinceramente la trilogia originale è carina, ma niente di più.

Se tralasciamo le giustissime lodi al comparto tecnico che, tra navi spaziali e creature mostruose, ha creato un mondo realmente fantastico, sul versante storia invece siamo un pochino scarsi: vita morte e miracoli di un ragazzo che crescendo si trova ad affrontare il bivio tra virtù e corruzione al quale il padre aveva imboccato la via della perdizione anni prima non è poi così coinvolgente e la sensazione forte che si percepisce è una continua rincorsa alla prossima scena per costruire con l’accumulazione quello che la selezione non è stata in grado di fare.

MA in realtà il motivo per cui recensisco ‘sti 3 film è per segnalare l’ottima opera del ceco Petr Harmáček che solo soletto si è messo a fare quello che la Lucasfilm non ha mai voluto, ovvero donare al pubblico la versione originale della trilogia, cancellando per sempre dalla memoria le orribili Special Edition che il pingue Lucas ha rilasciato come noccioline lungo la strada dell’inferno.

Lavorando con alcune vecchie versioni in DVD, quella in Laserdisc, una pellicola spagnola in 35mm e alcune immagini degli sfondi originali, Harmy ha ricostruito fotogramma per fotogramma quello che gli spettatori videro al cinema tanti anni fa.
Ed è uno spettacolo.

Se proprio volete rivedere Star Wars, o siete tra i pochi che ancora non l’ha visto, vi consiglio caldamente Harmy’s Despecialized Edition.

VOTO:
3 armi

Star Wars IV-VI (1977-1983) voto

Titoli originali: Star Wars, The Empire Strikes Back, The Return of the Jedi
Regie: George Lucas, Ivin Keshner, s
Anni: 1977, 1980, 1983
Durate: 121 minuti, 124 minuti, 132 minuti
Comprali: https://amzn.to/3mpelYi

Saw Legacy (2017)

A distanza di 10 anni dalla morte di John Kramer, cominciano a comparire cadaveri trucidati alla maniera del trapassato enigmista e tutti gli indizi, comprese tracce del suo sangue, puntano sull’assassino originale della fortunata serie.

Com’è possibile?

Semplice: perché non sapevano che cazzo inventarsi e alla fine sono ricorsi al più classico dei trucchi, ovvero riportare in pista per l’ennesima volta il personaggio più amato della serie nonostante abbiano fatto il madornale errore di stecchirlo al terzo capitolo.

Saw Legacy (2017)

Deludente nuovo capitolo che, uscendo a distanza di parecchi anni dall’ultima tremenda pellicola, aveva dalla sua il vantaggio del tempo e della riflessione.

Purtroppo a nulla sono serviti 7 anni e molto silenzio per i fratelli Spierig i quali, nel sogno bagnato di avvicinarsi al loro quasi omonimo Steven, hanno invece fatto parecchi passi verso il mercato dei video matrimoniali.

Finale col twist tirato per il collo e balzo temporale telefonato fin dal primo quarto d’ora.
Devo aggiungere altro?

VOTO:
2 Steven

Saw Legacy (2017) voto

Titolo originale: Jigsaw
Regia: Michael e Peter Spierig
Anno: 2017
Durata: 1 ora
Compralo: https://amzn.to/3nFZ6JQ

Saw I-VI (2004-2009)

Un ricco ed affermato uomo sulla sessantina si becca il cancro al cervello e decide di sfogare la sua immensa rabbia con i primi stronzi che gli capitano a tiro sottoponendoli ad una serie di torture ad ostacoli volte a testare la loro voglia di sopravvivenza.

A nulla valgono le “brillanti” menti al dipartimento di polizia che indagano sui corpi martoriati delle vittime, smembrati, recisi, spolpati, bruciati, tagliati, schiacciati, decapitati, bucati, questa chitarra stuprata, questa chitarra sodomizzata.
Perché a quanto pare un vecchio borghese ingegnere ha miglior piglio dell’intero corpo di polizia e il killer Jigsaw ha campo libero per arrivare a sequestrare talmente tante persone che a un certo punto si formano persino dei circoli di sopravvissuti modello alcolisti anonimi, tra chi ne resta per sempre traumatizzato e chi ne resta per sempre traumatizzato con la convinzione però di essere diventata una persona meglio.

Tra uno spavento e l’altro, tra una sorpresa e l’altra, la serie procede di gran carriera verso un precipizio di strunzate.

Saw I VI (2004-2009)

Famosissima serie che abbraccia appieno il genere del torture porn, Saw è diventato talmente famoso da essersi ritagliato un po’ una sua nicchia cinematografica fatta di affezionati bucatini che ogni halloween per 10 anni sbavavano per un nuovo capitolo.

Ne valeva la pena?
Dipende: se ti piace vedere la gente soffrire, alcuni capitoli sono più truculenti di altri; se ti piace l’intreccio narrativo e la suspence, puoi trovare qualcosa qui e lì; se invece sei alla ricerca di un buon film con delle idee e che non si sbrodoli addosso, allora solo il primo capitolo rimane in piedi.

VOTO:
2 sbavate

Saw I VI (2004-2009) voto

Titolo argentino: El juego del miedo I-VI
Regie: James Wan, Darren Lynn Bousman, David Hackl, Kevin Greutert
Anni: 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009
Durate: 103 minuti, 93 minuti, 108 minuti, 92 minuti, 92 minuti, 90 minuti
Comprali: https://amzn.to/3jJYba7

La palla nº 13 (1924)

Un proiezionista squattrinato è innamorato di una servetta da due soldi che può essere impressionata solo dalla futile pecunia e dalla sozza cioccolata.

Comprata una scatola di cioccolatini e un anellino piccolino, il poveraccio si presenta quindi alla casa dove presta servizio la ragazzetta sperando almeno in una veloce pippa sul divanetto. Sfortunatamente però la sua mossa da giaguaro viene smerdata da un altro pretendente alla mano della sciampista che lo incastra in una questione di orologi rubati e rivenduti.

Resosi quindi conto della sua inadeguatezza all’esistenza, il proiezionista si rifugia nella sua cabina di lavoro e comincia a sognare d’essere il detective protagonista del film che sta mandando sul grande schermo.

Capitomboli a seguire.

La palla nº 13 (1924)

Nonostante venga considerato uno dei più belli e importanti film dell’epoca muta, a me sinceramente non ha fato impazzire e sfido chiunque ad avvicinarlo anche lontanamente alle vette artistiche e (soprattutto) umane dell’immenso Charlie Chaplin.

La cosa più interessante ed oggettivamente stupefacente sono tutte le acrobazie compiute dallo stesso Keaton; una serie di pericolosissimi numeri che però, essendo tra l’altro concentrati tutti in sequenza verso la fine, non elevano il resto film, ma ne fanno solo rimpiangere meno la visione.

Quello che manca veramente è il senso di quanto il cinema sia qualcosa di più che un semplice divertimento e la cosa appare ancora più paradossale se si prende atto dell’incredibile inventiva tecnica dimostrata da Keaton che buca letteralmente lo schermo con degli effetti speciali innovativi per l’epoca.

L’impressione è che quelli che lo elogiano come uno dei migliori film mai realizzati siano dei sognatori liberali del cazzo a cui andrebbe data una sonora ripassata di pragmatico socialismo.

PS: il titolo italiano fa riferimento ad un dettaglio marginale della storia e sarebbe stato molto meglio lasciarlo com’era nelle intenzioni iniziali, ovvero Calma signori miei.

VOTO:
3 divanetti

La palla nº 13 (1924) voto

Titolo originale: Sherlock Jr.
Regia: Buster Keaton
Anno: 1924
Durata: 45 minuti
Compralo: https://amzn.to/2XfknAW

Grabbers (2012)

Un poliziotto alcolizzato e una poliziotta ficasecca si ritrovano compagni d’avventure mentre su una piccola isola irlandese succede l’invasione aliena di una particolare specie di mostro succhia sangue, ma allergico all’alcol.

L’unico modo per passare indenni la notte sarà quindi imbottirsi di birra come non ci fosse un domani mettendo in scena la più classica delle serate irlandesi.

Grabbers - Hangover finale (2012)

Filmetto coi mostri molto simpatico che, nonostante una vivace vena comica, non viene però svolto come una commedia, ma piuttosto come un film horror, con tanto di decapitazioni.

Non è un capolavoro e viene dimenticato presto, però è girato bene, i personaggi sono simpatici e non si prende sul serio.

Titolo italiano da denuncia.

VOTO:
3 mezze pinte e mezza (ovvero 1 pinta e 3/4)

Grabbers - Hangover finale (2012) voto

Titolo italiano esteso: Grabbers – Hangover finale
Regia: Jon Wright
Anno: 2012
Durata: 1 ora e 34 minuti
Compralo: https://amzn.to/3lIHfCs

Dune (2021)

In un non meglio precisato futuro spaziale, la razza umana si è espansa a macchia d’olio per la galassia grazie ad una spezia chiamata melange che si trova solo sul pianeta Arrakis, altrimenti conosciuto come Dune.

A governare questo cencioso globo desertico, l’imperatore galattico ha piazzato da parecchi anni l’orribile casata degli Harkonnen che, con pugno di ferro e panza da lottatore di sumo, opprimono la popolazione locale dei Fremen, beduini drogati persi della super-spezia che ha donato loro lunga vita, occhi chiari e altri non meglio precisati poteri speciali.

Siccome però la casata degli Atreides, altra famiglia di vassalli spaziali, sta crescendo d’importanza e l’imperatore comincia a temerli, questi elabora un piano talmente convoluto e idiota che ci si chiede se l’imperatore non sia un cerebroleso.

Eccolo:
1- togliere il ricchissimo controllo di Arrakis agli Harkonnen.
2- darlo agli Atreides.
3- far partire la reggenza Atreides con particolare svantaggio fornendo loro mezzi pesanti antiquati e scassati.
4- farli quindi capitolare.
5- invaderli con la guardia imperiale.

Insomma, in altre parole: invece di schiacciare gli Atreides sul loro pianeta originale, l’imperatore li promuove e li fa spostare su un altro pianeta (col rischio di un successo) per poi schiacciarli comunque.

Io dico boh.

Dune (2021)

Seconda trasposizione cinematografica, dopo il grande flop di Lynch, e migliore adattamento dell’omonimo e famoso libro degli anni ’60 di Frank Herbert.

Sul versante prettamente cinematografico c’è poco da lamentarsi: gli enormi paesaggi si schiaffano con leggerezza inaudita in faccia allo spettatore seduto come uno scolaretto al cinema; le interpretazioni, anche se non eccezionali visto che sono anche giocate tutte sulla sottrazione, fanno il loro dovere; e .

Di contro abbiamo Oscar Isaac che alita come un deficiente sperando invano che il reparto effetti speciali faccia il suo magico lavoro di copertura e un generale senso di spaesamento narrativo, non tanto per la storia in sé che non è poi così complicata, quanto per uno scollamento tra la mia attenzione e il resto del mondo mentre mi sono trovato a vagare con la mente in pericolosissime quanto eccitanti visioni di furore e morte generalizzata a scapito dei più inermi e teneri esseri del mondo, i repubblicani.

Da vedere, probabilmente, così dicono.

VOTO:
3 scolaretti e mezzo

Dune (2021) voto

Titolo giapponese: デューン 砂の惑星
Regia: Denis Villeneuve
Anno: 2021
Durata: 155 minuti
Compralo: https://amzn.to/3iiMma9