Pass Thru (2016)

Un’intelligenza artificiale aliena dal futuro prende le sembianze di un vecchio eroinomane appena morto di overdose e con queste grottesche fattezze comincia a seminare il panico nel deserto facendo morire la bellezza di 300 milioni di persone perché ritenute “cattive” e quindi un impedimento alla continuazione della vita sulla Terra.

Nel mentre Thgil, questo il nome che l’intelligenza aliena ha scelto per se stessa, tenta anche di fottersi una giovane cinese, visto che non esiste un genocidio senza la sua giusta dose di cannibalismo porno delle minorenni.

Pass Thru (2016)

Tra i minori della grandiosa filmografia del celebre regista americano contemporaneo, ma comunque capace di regalare momenti assolutamente epici, tipo quando Thgil dice ad un gruppo di immigrati di tornare al loro paese, Pass Thru è anche e soprattuto la cura definitiva contro il cancro.

VOTO:
1 immigrato e mezzo

Pass Thru (2016) voto

Titolo inventato: Passata di pomodoro
Regia: Neil Breen
Durata: 1 ora e 30 minuti

Ombre e nebbia (1991)

Kleinman è un impiegatuccio ottocentesco che viene svegliato nel cuore della notte da un gruppo di vigilanti assatanati che intendono catturare il killer misterioso che gira per la città mietendo vittime su vittime.

In un giro confusionario ed inutile per gli oscuri viottoli, un parallelo con l’esplorazione della mente del pazzo omicida, Kleinman troverà una mangia-spade alla ricerca di un posto nel mondo, un dottore alla ricerca della soluzione al mistero della mente dei serial killer, cittadini alla ricerca di una giustificazione ed uno sfogo alla loro incapacità di vivere pacificamente in società… ed un mago ubriacone che non cerca un cazzo ma che, inaspettatamente, porrà fine alla spirale di violenza.

Ombre e nebbia (1991)

Tratto da una piece teatrale di Woody Allen e chiaro omaggio all’espressionismo tedesco, Shadows and Fog è girato bene, dal fidato romano Carlo Di Palma, ed interpretato sì bene ma in maniera rocambolesca, con personaggi che rotolano come oggetti scombussolati dalle onde sulla spiaggia.

Allen non fa mai un film brutto, ma questo volta il pubblico l’ha castigato con un fallimento al botteghino clamoroso che lo spinse sull’orlo di un precipizio col prepuzio mozzo.

VOTO:
4 precipizi

Ombre e nebbia (1991) voto

Titolo originale: Shadows and Fog
Regia: Woody Allen
Durata: 1 ora e 25 minuti
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Una matta, matta, matta corsa in Russia (1974)

Una babushka vecchiaccia russa emigrata in Italia sta per tirare le cuoia in un ospedale sovraffollato da gente disumana e in punto di morte confessa alla nipote di un fantastico tesoro che seppellì a Leningrado sotto un leone prima della grande e gloriosa rivoluzione russa.

A sentire questa notizia da leccarsi i baffi c’è anche un variegato gruppetto di persone che pensano bene di partire immediatamente, destinazione Unione Sovietica, per andare a diventare ricchi alle spalle della vecchiaccia, della nipote e del popolo sovietico.

Una matta, matta, matta corsa in Russia (1974)

Divertente commedia italo-sovietica chiaramente ispirata a It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World, con la piccola ma fondamentale differenza che la morale della storia non è prevaricare gli altri per diventare ricchi, ma condividere gran parte dei beni con gli altri.
Una lezione che i fottuti liberal-capitalisti non riescono a mandar giù, neanche gli stessimo facendo ingurgitare merda di toro.

E allora propongo una cosa; semplice, nitida, giusta: prenderli per i capelli, trascinarli in piazza riempiendoli di calci e sputi, appenderli come salami e fare ingoiare loro vera merda di bovino a suon di pugni in gola.

E kapum karikapum, vedi poi come si ammorbidiranno all’idea che nessuno è un’isola.
I fottuti.

VOTO:
3 tori e mezzo

Una matta, matta, matta corsa in Russia (1974) voto

Titolo originale: Невероятные приключения итальянцев в России
Regia: Francesco Prosperi, Eldar Ryazanov
Durata: 1 ora e 44 minuti
Compralo: https://amzn.to/3xOgFQN

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994)

Questa è una di quelle serie che hanno varcato i confini della televisione per diventare fenomeno di costume.

Sarà per i protagonisti Fox Mulder e Dana Scully, idioti ed eunuchi; sarà per la trame che girano tutte attorno al mistero più cretino; o sarà per la polverina bianca che ci piaceva assumere per via nasale nei favolosi anni ’90… X-Files è sicuramente una di quelle cose con cui prima o poi bisogna fare i conti.
E noi i conti ce li faremo per bene, stagione per stagione, top 3 per top 3, finché morte non ci separi.

Episodio 3 – “Squeeze”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 1

Scully supera abbondantemente la sua paura del cazzo quando viene a contatto con un uomo che riesce ad infilarsi dentro qualsiasi pertugio. Piccolo, stretto, lungo, buio; niente è fuori dalla sua portata e Dana comincia a pensare che persino la sua tetra e stravaccata fica possa trovare il giusto ripieno.
Mulder resta alla finestra a godersi lo spettacolo masturbandosi freneticamente.

Episodio 14 – “Gender Bender”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 2

Una setta religiosa vive isolata e senza televisione; una cosa che fa uscire pazzo uno dei fedeli, tanto da spingerlo a fuggire nella grande città dove darà sfogo alla sua specialità: scopare chiunque e dovunque grazie ad un profumo preso in sconto a Tigotà di via della Lungara.
Scully ci fa un pensiero vista l’impossibilità di scopare col suo collega.
Mulder resta alla finestra a godersi lo spettacolo masturbandosi freneticamente.

Episodio 20 – “Darkness Falls”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 3

I maledetti boscaioli tagliano gli alberi millenari di nostra Madre Terra e così facendo liberano un antichissimo insetto imprigionato nel midollo dei sempreverdi che farà strage di esseri viventi imbacuccandoli dentro una laniccia simile a quella che si forma nell’ombelico di Dana.
Mulder resta alla finestra a godersi lo spettacolo masturbandosi freneticamente.

Menzione Speciale:
Episodio 8 – “Ice”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 4

E’ la copia spudorata di The Thing di Carpenter e, se non fosse da prenderli a schiaffi per la faccia da culo nel proporre un tale plagio, c’è da dire che regala una delle migliori battute pronunciate da Fox in tutta la serie: in procinto di togliersi le mutande, fa sapere ai presenti che fa molto freddo.
A buon intenditor, poche parole.

Titolo originale: The X-Files
Creatore: Chris Carter
Stagione: prima
Anno: 1994
Durata: 24 episodi da 45 minuti
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Tromeo & Juliet (1996)

Monty Que e Cappy Capulet fanno i soldi con i filmini, ma succede che il secondo vuole fottersi la moglie del primo e al contempo fottergli la casa di produzione cinematografica e pure la dignità.

E siccome il primo è un nero, una delle razze minori del genere umano con cui purtroppo siamo costretti ad avere a che fare durante le nostre ariane giornate, ecco allora che si crea una faida frociona tra due gruppi di esagitati che sembra poter finire solo con l’accoppiamento selvaggio e caprino tra Juliet Capulet, figlia del secondo, con Tromeo Que, figlio del primo.

Accoppiamento selvaggio, caprino e maledetto che porterà tutti quanti sull’orlo di una crisi di nervi.

Tromeo & Juliet (1996)

Dalla casa di produzione Troma, quella di Toxic Avenger, ecco l’adattamento goliardico, sozzo e caciarone del classico di Shakespeare sulla famosa coppia che scoppia.

Bisogna essere chiari: non è bello, oggettivamente e soggettivamente, però ha quella punta di totale e irrefrenabile fregacazzineria con cui rompe parecchie regole non scritte; del tipo, far vedere un padre laido e frocio panzone prendere per i capelli capezzolini la figlia bagnata da mostruosi sogni cazzoni.

Un’epopea godereccia oggi non più replicabile.

VOTO:
3 mostruosi cazzoni

Tromeo & Juliet (1996) voto

Titolo originale: Tromeo and Juliet
Regia: Lloyd Kaufman
Durata: 1 ora e 47 minuti
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Scuola di polizia (1984)

La sindaca di una cittadina americana si mette in testa che la polizia bastarda deve diventare più inclusiva e cominciare a reclutare ciccioni, sfigati e addirittura negri.

I negri porca madonna!

E ovviamente le cose vanno a scatafascio perché questi variegati conati di vomito demografico non sanno tenere in mano una pistola e puntarla con fermezza alla nuca di un ladro che tenta di rubare un televisore.
Un crimine orrendo, questo, contro la proprietà privata, una delle cose peggiori che una persona possa fare; ovviamente peggiore di scoparsi un cane, ma oserei dire persino peggio di aprire un negozio di vestiti di seconda mano.

Risate a non finire.

Scuola di polizia (1984)

Primo film di una serie che, senza alcuna ragione se non la solita smania stronza per le forze dell’ordine, ha avuto un tale successo da permettere la prosecuzione con ben altre 5 pellicole, una peggio dell’altra.

Per inquadrare immediatamente di cosa stiamo parlando, basterebbe dire che il film si chiude con il nostro protagonista che riceve un bocchino da una puttana da quattro soldi.
E poi: premessa da schiaffi, attori macchiette, sessismo a gogo e umorismo adolescenziale sono i giusti ingredienti di un mix letale da ingurgitare prima di entrare in cabina elettorale e fare la fine della sora Lella.

Se non l’avete mai visto vi consiglio di proseguire così, se invece lo conoscete, sapete di che parlo.

VOTO:
2 puttane da quattro soldi

Scuola di polizia (1984) voto

Titolo originale: Police Academy
Regia: Hugh Wilson
Durata: 1 ora e 36 minuti
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Nimona (2023)

In un regno tecnologicamente futuristico e politicamente medievale, governato da una regina nera e difeso da cavalieri omosessuali, avviene un fatto incredibile: per la prima volta nella storia un normale villico sta per essere nominato cavaliere de sto cazzo e molti sudditi borbottano per questo cambio di passo.

E ovviamente avevano ragione, visto che il villico cavaliere Ballista CuoreStrafottente tira una schioppettata laser in bocca alla regina nera per poi essere inghiottito dalle viscere della terra e darsi alla macchia.

Incidente, cospirazione, tradimento?
Ballista grida la sua innocenza di fronte al popolo e al suo frocissimo fidanzato Ambrogio Cazzodorato, ma il fatto che cominci a girare accompagnato da un transessuale millenario che può trasformarsi in qualsiasi cosa gli venga in mente non aiuta la sua causa.

Nimona (2023)

Allora, tralasciando che questo cazzo di film è chiaramente indirizzato a chi soffre di disturbo dell’attenzione per questo suo irritante ritmo da video sincopato di youtube dal 2015, con l’eliminazione sistematica delle fisiologiche pause che danno sapore ad un altrimenti serie infinita di suoni che provengono dalle vostre fottute bocche mannaggia la madonna.
E Tralasciando anche l’evidente attacco alla famiglia tradizionale, composta da padre ottantenne, madre minorenne e figlio concepito con un fantasma divino.

La cosa che maggiormente affossa un film che parte già deficitato, perché concepito per deficienti, è l’insopportabile teoria liberal-capitalista secondo cui un sistema politico piramidale va bene fintantoché permette i matrimoni omosessuali; perché sì Ambrogio Cazzodorato può essere un cavaliere reale, nessuno lo discrimina, ma l’importante è che giuri cieca obbedienza alla monarca che regna sulle spalle e col sudore della fronte di milioni di persone.

Una roba talmente ridicola, già all’epoca della democrazia ateniese, figuriamoci oggi, che solamente i nostri sistemi, liberali coi diritti civili e repressivi coi diritti dei lavoratori, possono mettere in scena senza sentire l’urgenza di tirarsi una scatarrata dritta in bocca a picchiare l’ugola mentre espettano un do di petto.

Perché tu devi capire che Israele è l’unica democrazia del medioriente perché un frocio può passeggiare sul lungomare senza essere gambizzato; anche se quel lungomare è stato strappato ai denti di bambini palestinesi maciullati e bruciati vivi dalla bombe al fosforo sganciate da un regime coloniale e razzista quale è quella perla di putridume che molti si ostinano a chiamare Israele quando invece il nome più adatto sarebbe terra dei figli di puttana da sventrare e appendere per i piedi in piazza mentre noi gli pisciamo in bocca.
Luridi pezzi di merda sionisti che ammorbano il nostro pianeta.

E Nimona è esattamente questo: un film dove viene abbastanza esplicitamente detto ai poveri bambini sottoposti a tale scempio che un matrimonio omosessuale o la finale accettazione di un transessuale in società è più importante della messa in discussione del sistema politico reggente.
Quando un uomo bacia un uomo va bene, perché non rovescia la monarchia; tirare una schioppettata in bocca alla regina ovviamente no.

E allora dovete morire all’inferno maledetti propugnatori non della teoria-gender, come alcuni stoltamente affermano voi siate, ma fottuti spacciatori dozzinali di messaggi conformisti e d’obbedienza.

Ricordatevi: con le budella dell’ultimo papa impiccheremo l’ultimo re.

VOTO:
2 budella e mezzo

Nimona (2023) voto

Titolo giapponese: ニモーナ
Regia: Nick Bruno, Troy Quane
Durata: 1 ora e 41 minuti
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Le streghe di Eastwick (1987)

Nella tranquilla cittadina americana di Eastwick vivono 3 donne senza uomo, 3 amiche alcolizzate, 3 streghe inconsapevoli che durante una delle loro riunioni sabba-settimanali invocano un demonio senza neanche rendersene conto.

Stabilitosi in un enorme palazzo comparabile solo al suo ego smisurato, Daryl Van Horn, questo il nome del misterioso nuovo venuto, comincia a sedurre una ad una le 3 portatrici sane di fica con l’intento, neanche tanto velato, di fecondarle tutte col suo diabolico sperma ed assicurarsi una progenie distruttrice di mondo.

Le streghe di Eastwick (1987)

Brillante e famosissima commedia anni ’80 che riesce a sfoggiare, oltre ad un cast stellare composto dalle bellissime quanto bravissime Susan Sarandon, Michelle Pfeiffer e Cher ed un Jack Nicholson nel ruolo che più si avvicina alla sua vera natura, ovvero quella di un malefico demonio assatanato di sesso, anche una regia ed una fotografia molto ricercati e non comuni per un prodotto tutto sommato riservato solo apparentemente ad un vasto pubblico trans-femminista.

Sì, perché la cosa più magnifica del film è quanto riesca ad essere una sorta di parodia e presa per il culo ante litteram del femminismo da quattro soldi dei liberali che oggi la fa da padrone; un femminismo innocuo, tutto incentrato nell’elogio sterile, come i loro piccoli testicoli, della donna come essere superiore e quanto sono brave le donne e quanto il mondo sarebbe un posto migliore se ci fossero solo donne al comando e bla bla bla dammi la fica bla bla bla…
Quando invece tutti lo sanno che questo mondo sarebbe un posto più decente solo se prendessimo per i capelli una buona manciata di liberali delle classi agiate e li bruciassimo in piazza pisciandogli in bocca mentre piangono le loro ultime lacrime amare.

Fottuti servi del sistema, le vostre ore sono contate come i capelli che vi ritrovate sul pube.

VOTO:
4 servi

Le streghe di Eastwick (1987) voto

Titolo originale: The Witches of Eastwick
Regia: George Miller
Durata: 1 ora e 58 minuti
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Sesso e fuga con l’ostaggio (1994)

Un ragazzo innocente viene condannato a 25 anni per rapina a mano armata, ma lui non ci sta e decide di fuggire rubando una macchina e prendendo in ostaggio la prima stronza che passa a tiro di schioppo.

Sfortuna per lui la prima stronza che passa a tiro di schioppo è la figlia unica di uno degli uomini più ricchi d’America e, siccome la polizia è il cane da guardia della borghesia capitalista, si scatena immediatamente una frenetica caccia all’uomo per le affollate autostrade californiane, con tutto il circo mediatico che ti puoi immaginare.

La meta di questo fuggi-fuggi è il celeberrimo Messico dove, secondo la vulgata ‘mericana, basta passare il confine e diventi invisibile agli occhi della legge e nessuno ti può toccare e ti apri un baretto sulla spiaggia con le donnine e i quattrini e la droga del Cartello che ti suda dalla fronte.

Sesso e fuga con l'ostaggio (1994)

Eccezionale film d’inseguimenti che, nonostante prenda tutto e tutti da questo genere tanto abusato, riesce a ribaltarlo con il suo fine sarcasmo contro i fagocitanti mass media e la cagna polizia e grazie ad una brillante verve spensierata che ovviamente viene sottolineata in più punti con una dimensione quasi fiabesca del racconto visivo.

Sconosciuto, ma molto valido.

VOTO:
3 e mezzi

Sesso e fuga con l'ostaggio (1994) voto

Titolo originale: The Chase
Regia: Adam Rifkin
Durata: 1 ora e 29 minuti
Compralo: https://amzn.to/49LUpoP

Wild Bill (2011)

Bill esce di galera dopo 8 anni e trova una situazione disastrata: figli cresciuti senza di lui, compagna scappata in Spagna col nuovo fidanzato ed un cesso sporco come Bombay.

Diviso tra la necessità di reintegrarsi nel tessuto sociale senza però ricadere nei vecchi brutti giri e l’impossibilità di fuggire dai fantasmi del proprio passato, Bill tenterà con le migliori intenzioni di barcamenarsi tra amici criminali, figli alla deriva e le sfighe cosmiche che si concentrano su di lui.

Wild Bill (2011)

Bel film molto inglese e molto simpatico (da sottolineare perché non sempre le due cose vanno di pari passo), Wild Bill affronta senza pesantezza, ma senza rinunciare ad una vena di cruda realtà, le disavventure del sottoproletariato urbano inglese, parzialmente comuni a tanti altri paesi.

Ma soprattutto, la storia di un uomo senza particolari qualità che cerca di prendere la strada migliore date le avverse circostanze è un bel monito per quelle teste di cazzo liberali che si sentono sempre in dovere di fare la ramanzina alle classi svantaggiate dal sistema corrotto che permette loro di comprarsi la casetta ad Ansedonia.

Papagni sul grugno ci vorrebbero, altro che spiaggette e apericene.

VOTO:
4 apericene

Wild Bill (2011) voto

Titolo giapponese: ワイルド・ビル
Regia: Dexter Fletcher
Durata: 1 ora e 38 minuti
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L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri (2009)

Ci sono 2 mammut idioti, una tigre dai denti a sciabola impotente e un bradipo coglione che devono rompermi il cazzo a manetta e io je darei foco porca madonna.

Perché loro esplorano il mondo sotterraneo dei dinosauri mentre voi esplorate i pertugi anali di vostro cognato fottuto in cielo e santo dei servi.
Avete capito?
Non ce n’è per nessuno: mammut, dinosauri, furetti e l’anima de li mortacci loro che tanto lo sai che non c’hai molto da vivere e ti conviene concentrare le tue ultime forze sfibrate per un peto di proporzioni gargantuesche, tale da far impallidire Liliana Segre segregata.

L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri (2000)
le palle

Film per bambini che, per inspiegabili ragioni, incorpora una trama incentrata su amore e gravidanza, mancando quindi clamorosamente il suo pubblico di riferimento.

Nonostante ciò ha avuto un buon successo al botteghino, probabilmente dovuto all’isteria collettiva che ha colpito le congreghe episcopali nord-occidentali le quali sono giunte in massa a vedere un film dove la fica non è presente e quindi non ha alcun senso vedere.

Mi preme sottolineare che anche Liliana Segre non è presente nel film, e neppure la sua fica.

VOTO:
2 Liliana Segre segregata e mezza

L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri (2000) voto

Titolo originale: Ice Age: Dawn of the Dinosaurs
Regia: Carlos Saldanha, Michael Thurmeier
Durata: 1 ora e 34 minuti
Compralo: https://amzn.to/4bFenmr

Nirvana (1997)

Futuro distopico, sempre buio e molto fumo.
Jimi sta ultimando un videogioco per la Okosama Starr e ricavarci quindi molti soldini quando un virus infetta il programma ed inaspettatamente dona una coscienza al protagonista.

Jimi prima non capisce un cazzo, strafatto di coca liquida come una lontra belga, e poi si lascia convincere ad intraprendere un viaggio per le malfamate periferie cittadine per andare a cancellare il master del gioco al database centrale della Okosama prima che questo venga copiato e distribuito in milioni di case e moltiplicare quindi all’infinito le pene di una creatura senza libero arbitrio.

Nirvana (1997)

Interessantissimo ultimo grande esperimento fantascientifico italiano prima dell’abbandono definitivo del genere e pellicola tanto simpatica quanto non banale, malgrado le evidenti e peraltro non nascoste ispirazioni al cyberpunk (Blade Runner).

Cast in bolla, buoni effetti speciali e scenografie tutte giocate sul decadimento industriale, abbastanza facile da raggiungere nelle innumerevoli fabbriche abbandonate per colpa dei rapaci imprenditori italiani che hanno preferito esportare il lavoro dove costa di meno per potersi così permettere una mignotta o un tiro di coca liquida in più.

Fottuti bastardi sventrati in bocca dai nostri papagni proletari, godete il vostro fottuto vino finché potete perché presto verremo a trascinarvi per i fottuti capelli nelle nostre fottute piazze e v’impiccheremo con i fottuti capestri intrecciati con i fottuti capelli delle vostre fottute figlie.

State in campana, stronzi.

PS: la cosa che mi preme più ricordare riguardo questo film è quando scoprii che esiste una porno-parodia del film, intitolata ovviamente Nirvanal.

VOTO:
4 Nirvanal

Nirvana (1997) voto

Titolo: ニルヴァーナ
Regia: Gabriele Salvatores
Durata: 1 ora e 53 minuti
Compralo