Kung Fury (2015)

Il super poliziotto Kung Fury ha acquisto una forza straordinaria e delle capacità acrobatiche fuori dal comune dopo essere stato prima colpito da un fulmine ed poi morso da un cobra.

Da quel momento sconfigge i cattivi di una stravagante Miami anni ’80 a suon di calci volanti e pugni sui coglioni fino a quando si trova a fronteggiare Hitler e il suo esercito di nazisti.

Viaggerà quindi indietro nel tempo fino agli anni ’40 per eradicare all’origine il problema e si farà aiutare da un collega mezzo triceratopo, due vichinghe palestrate, un tirannosauro e il dio Thor.

Kung Fury (2015)

Cortometraggio finanziato con ben 600 mila dollari tramite la piattaforma Kickstarter che prende a piene mani dal decennio americano più infame dal punto di vista politico; tutto ciò senza ovviamente farne una critica o una satira, ma piuttosto finendo per celebrare incondizionatamente una serie infinita di condotte amorali e manichee.

Il pubblico generalista l’ha apprezzato parecchio ed ha avuto il suo quarto d’ora di gloria su internet tornando poi velocemente nella pattumiera dalla quale era saltato trionfalmente fuori.

VOTO:
2 pattumiere e mezzo

Kung Fury (2015) voto

Titolo serbo: Kung Furija
Regia: David Sandberg
Anno: 2015
Durata: 31 minuti

Shunyata (2017)

L’attempato e depresso killer Madhur ha un momento di pentimento quando vede Tinu, un ragazzino senza tetto che gli vende il the quando torna “da lavoro”, percorrere la sua stessa strada criminale e quindi tenta in extremis un capovolgimento totale pensando di andare ad aprire un ristorante in un’altra città portandosi appresso il giovine da redimere così che possa frequentare la scuola.

Gli andrà male.

Cortometraggio di un ex studente della stessa scuola indiana dove ho studiato cinema che batte le solite strade tanto care ai ggiooovani indiani: gangsters, pistolettate, luci colorate, forte contrasto, slow motions inutili e molti (troppi) maschi sullo schermo che ti fanno sempre sperare che almeno comincino di punto in bianco a slinguazzarsi così da esternare questa palese quanto latente omosessualità che si portano sulle spalle.

Titolo tradotto: Il vuoto
Regia: Chintan Sarda
Anno: 2017
Durata: 23 minuti

Cremaster 4 (1995)

Due coglioni (nel senso di testicoli simbolici) gareggiano per le strade dell’Isola di Man mentre il regista, travestito da fauno irlandese, fa il tip tap in un casotto su un pontile.
Poi lui cade in mare, continua a ballare il tip tap, si ritrova in un condotto spermatico nel quale sguscia e striscia ricoperto di vasellina e alla fine esce a riveder le stelle.Ah!
Vince il testicolo blu.

Cremaster 4 (1995)
uno dei due coglioni è sempre più basso dell’altro

Primo capitolo (si comincia col 4, come in Star Wars) del ciclo Cremaster interamente dedicato al muscolo cremastere e cioè quel muscolo che fa andare su e giù i coglioni a seconda della temperatura o di un pericolo imminente, questa masturbazione cinematografica ricolma di simbolismi semplicioni e provocazioni da museo di periferia è stato trampolino di lancio per il regista Matthew Barney tanto da consegnarlo, alla fine di questa pentalogia, nell’Olimpo degli artisti contemporanei.

Da molti chiamato genio e innovatore, da altri (Me) truffatore da secolo decimo nono, Matthew è riuscito nella titanica impresa di prendere per il culo i più grandi musei e critici mondiali con queste sue operette tristemente mediocri tecnicamente, spudoratamente basso-provocatorie e falsamente profonde.

Cremaster 4 in realtà è profondo quanto i miei coglioni in posizione da riposo; non molto.

VOTO:
1 Philippe Daverio

Cremaster 4 (1995) Voto

Titolo originale: Cremaster 4
Regia: Matthew Barney
Anno: 1995
Durata: 42 minuti

Anna bello sguardo (2013)

Lucio Dalla è stato un’icona popolare italiana di portata eccezionale.

Durante la sua carriera artistica durata 50 anni, Dalla ha saputo raccontare piccole grandi storie di italiani e italiane che spesso non trovano spazio nei libri di storia. Col suo stile sempre diverso eppure sempre rinnovato, Lucio ha saputo fondere eclettismo musicale, politica, tradizione orale, teatralità, storia e religione come pochi hanno fatto.
Dal jazz al pop, dal beat all’opera, il piccolo cantautore di Bologna si è ritagliato uno spazio tutto suo nell’immaginario collettivo del bel paese.

E Vito Palmieri, col suo cortometraggio Anna bello sguardo, ha provato a ripercorrerne le orme e raccontare quindi la piccola grande storia di un ragazzino bolognese delle medie sbeffeggiato dai compagni di scuola e il cui oggetto del desiderio è una ragazzina di nome Anna.

Accompagnata da un pianoforte minimalista e un solitario malinconico clarinetto, la storia del giovane ragazzo che affronta le piccole vicissitudini della vita fa centro nello spettatore e dona un dolce abbraccio di rinnovata speranza a tutti quelli che, giorno dopo giorno col loro carico di tradizione ed umile lavoro, fanno dell’Italia un paese ricchissimo di cultura e vita.

Titolo originale: Anna bello sguardo
Regia: Vito Palmieri
Anno: 2013
Durata: 15 minuti

BURN-E (2008)

Burn-E è un robot saldatore a bordo della stazione spaziale Axiom, la stessa dove si svolge parte del film di animazione Disney-Pixar Wall-E; per sua sfortuna si ritrova a sostituire una luce di segnalazione mentre Wall-E e Eve ne combinano di tutti i colori fuori e dentro la nave spaziale.
Gag a seguire.

Questo delizioso cortometraggio della Pixar è stato prodotto in concomitanza con Wall-E, capolavoro animato dello stesso anno.

Titolo: BURN-E
Regia: Angus MacLane
Anno: 2008
Durata: 8 minuti