Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021)

Nel febbraio 2013 una giovane canadese era in visita nella ridente e tragica cittadina di Los Angeles; un tipico viaggio giovanile carico di belle speranze per un futuro pieno di sorprese.

Purtroppo per lei, il suo futuro si sarebbe riproposto a breve e in maniera tragica, come una zuppa di cavolfiore succhiata poco prima di una cavalcata su un ciuchino zoppo, per poi cristallizzarsi in uno dei tanti falsi misteri che girano per l’internet.

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021)

Mini serie tutta incentrata sulla “misteriosa” scomparsa di Elisa Lam all’interno del famigerato Cecil Hotel di Los Angeles, grande luogo di spaccio e prostituzione che sorge nella parte più povera e disperata della città, il cosiddetto “Skid Row” dove si trova anche l’immaginario negozio di piante di Little Shop of Horrors.

Allora: per intrattenere, intrattiene; ma non aspettatevi niente di trascendentale visto che il “mistero” lo si può intuire dopo 20 minuti.

Quello che invece non mi aspettavo è il colpo di coda finale sulle condizioni dei reietti della società, dimenticati e sommersi dall’ingiustizia di una piramide sociale fondata sulla prevaricazione del più forte sul più debole, del codardo sul generoso, del liberista sul socialista.

VOTO:
2 liberisti e mezzo

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021) voto

Titolo originale: Crime Scene: The Vanishing at the Cecil Hotel
Regia: Joe Berlinger
Anno: 2021
Durata: 4 episodi da 1 ora circa

Ghostwatch (1992)

Una famiglia londinese vive con l’angoscia di essere un’inutile pedina sullo scacchiere di sua maestà la regina d’Inghilterra e l’unica via d’uscita sembra essere quella di dare la colpa al fantasma di un travestito impiccatosi con una corda di peli pubici nel sottoscala dove vivono i sudditi in questione.

Ecco però che una troupe televisiva della BBC verrà in aiuto mettendo in mostra il dolore loro e del travestito impiccato in cambio del classico quarto d’ora di notorietà.

Ghostwatch (1992)

Interessantissimo programma televisivo che cavalca la succulenta onda del paranormale costruendo però un castello narrativo leggermente più complesso del solito tormentone estivo facendo finta che la messa in scena sia una cosa reale e il programma sia una sorta di Telefono giallo, ma senza il liberal-conservatore Corrado Augias.

Bello, ma non troppo.

VOTO:
3 Augias

Ghostwatch (1992) voto

Titolo brasilero: Vigília Paranormal
Scritto da: Stephen Volk
Anno: 1992
Durata: 91 minuti
Compralo: https://amzn.to/3kKKngC

Ghosts of Sugar Land (2019)

Una cittadina texana di 50 mila persone diventa il teatro della più contemporaneo delle tragedie umane, l'(in)aspettata conversione di un giovane disadattato che con un agile scatto passa dalla dottrina americana neo-liberista alla dottrina araba neo-musulmana.

Risate a non finire.

Ghosts of Sugar Land (2019)

Interessantissimo cortometraggio dal contenuto inquietante nel suo triste esito e dalla realizzazione perlomeno estraniante se vogliamo accettare le maschere di Ironman e Topolino come una fortunata intuizione dell’autore e non un ombelicale ribaltamento del tono per il gusto di.

Da vedere anche perché corto.

VOTO:
3 e mezzo

Ghosts of Sugar Land (2019) voto

Titolo brasiliano: Fantasmas de Sugar Land
Regia: Bassam Tariq
Anno: 2019
Durata: 21 minuti

John e la musica per gli alieni (2020)

John Shepherd è un americano di tarda età che ha avuto i suoi 15 minuti di fama negli anni settanta quando ha pian piano costruito una stazione radio ricetrasmittente da 60000 volts nella casa dei nonni nella speranza di entrare in contatto con gli extraterrestri.

Project STRAT (Special Telemetry Research And Tracking), questo il nome del suo eccentrico e costoso progetto, ha occupato tutta la sua giovinezza fino a quando, finiti i soldi dei nonni, John ha trovato altro su cui fissare la sua autistica attenzione.

John e la musica per gli alieni (2020)

Un cortometraggio veramente bello nella sua semplicità.

Senza rovinare la piccola sorpresa finale che quasi cambia il parere che il pubblico può essersi fatto sull’americano in questione, si può tranquillamente dire che il regista ha scelta una strada coraggiosa e non per questo meno fruttuosa del solito film su gente strana da osservare dal vetro di uno zoo, concentrando lo sforzo narrativo sulla costruzione di un profilo umano così distante da molti eppure così vicino al cuore.

VOTO:
4 kinder sorpresa

John e la musica per gli alieni (2020) voto

Titolo originale: John Was Trying to Contact Aliens
Regia: Matthew Killip
Anno: 2020
Durata: 16 minuti

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021)

Nel 2017 un cecoslovacco scalzo e i suoi amici ubriaconi videro un gruppo di mucche spaventate da un poliedro volante non identificato.

Rasserenati dalla visione di quello che sembrava essere chiaramente un segno di vita aliena, giurarono sulle loro madri cagne che avrebbero prodotto una mini serie di merda con la musica alta alta per spaventare i ladri e una sfilza d’interviste a gente più o meno alcolizzata come loro da vendere poi a Netflix per fare i soldi dinero mucho pecunia…

…e miracolosamente la palla gli andò dentro!

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021)

Se siete a corto di metadone perché vi siete bevuti le vostre 3 dosi giornaliere già alle 9:30 e il buco del culo vi va stretto tanto stretto che v’immaginate il buio, allora fiondatevi fuori dalla finestra e spiccate il volo nel buio della notte dichiarando la vostra omosessualità ai quattro venti.

Fate questo, fate quello, fate quello che vi pare, ma non guardate questa merda di filmettini sensazionalistici girati da un cecoslovacco scalzo.

VOTO:
2 scanzi

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021) voto

Titolo polacco: UFO: Odtajnione projekty
Autori: Jan Stehlik, Petr Vachler
Anno: 2021
Durata: 6 episodi da 45 minuti

Haunted (2018 – xxx)

Che bello quando ti riunisci intimamente davanti le telecamere di Netflix con amici e parenti per raccontare loro le tue più perverse fantasie erotico-masochistiche che comprendono coprofagia, tovaglioli di carta, satanassi gay, Gianni Morandi, nonne fantasma, lapidi trafugate, pazienti dementi demoniache, stanze delle torture, gatti maledetti, padri abusivi, parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusivi sessuali abusivi.

Tanta voglia di ricominciare, abusivamente.

Haunted (2018 - xxx)

Serie spaventosa, non per il contenuto che francamente fa ridere i polli, quanto per la vomitevole spavalderia con la quale ti tirano in faccia palate di merda su palate di merda fino a che non ce la fai più e gli tiri giù una bestemmia a capo chino nel silenzio della notte.

<<Porco dio!>> si sente gelido squarciare il cielo e subito la schiena ti s’inzuppa d’urina di cane.
Piangi fratello stronzo, piangi e fotti come non ci fosse un domani.
Fotti e rifotti il culo rotto che ti ritrovi figlio di puttana perché non verrà nessuno a salvarti dall’ira funesta di quel porcaccioddio che ti ha reso stroppio al cervello.

Piangi.

PS: l’unico episodio degno di nota è il terzo della seconda stagione che ovviamente non tratta il paranormale, ma gli rema addirittura conto con la sua storia di abusi dentro una setta cristiana fissata con la liberazione di giovani gay dal demone della frociaggine.

VOTO:
2 cani culi rotti

Haunted (2018 - xxx) voto

Titolo spagnolo: Al borde de la realidad
Anni: 2018, 2019, 2021
Durata: 3 stagioni da 6 episodi da 30 minuti circa

Val (2021)

La carriera quarantennale di un sessantenne americano condensata in meno di 2 ore per la gioia dei fan di Val Kilmer; un attore considerato un po’ problematico, lavorativamente parlando, che ha avuto l’idea di girare un documentario sulla sua vita dopo un fulmineo cancro alla gola che lo ha lasciato afono (che è una pietra tombale per uno che dalla voce trae moneta sonante).

Dalla gioventù con ricco padre palazzinaro assente, fino alla ricerca di un suo personalissimo modo di esprimere la materia attoriale che non ha probabilmente trovato sbocco nella macchina Hollywoodiana, passando per una marea di filmini amatoriali della gioventù hitleriana di New York in cui militavano Kevin Bacon e Sean Penn, questo film raggiunge il suo massimo nei primi piani delle lunghe unghie dei piedi di Val.

Val (2021)

Il documentario non è affatto male e permette la conoscenza ravvicinata di un attore molto famoso e allo stesso tempo incredibilmente sconosciuto nella sua vera essenza… d’altra parte, chi lo è?

Seduti di fronte al piccolo schermo, vi sorprenderete nel conoscere una persona devota al lavoro ma anche eccentrica, con uno spiccato spirito indipendente eppure amante della famiglia, solitaria ed in contatto col suo lato spirituale ma con una foggia di vestiti che “Gay Pride, levati di torno”.

Un film bello e quasi commovente in parecchi frangenti, ma un po’ calante verso la fine.
Peccato.
Peccato soprattutto per l’assurda fede di Val in un dio che gli ha regalato un cancro alla gola.

VOTO:
4 gole

Val (2021) voto

Titolo russo: Вэл
Regia: Leo Scott, Ting Poo
Anno: 2021
Durata: 1 ora e 49 minuti

American Murder: La famiglia della porta accanto (2020)

Quando pompi e pompi e ti viene un fisico della madonna e le donne cominciano a notarlo e te lo vogliono succhiare, allora beh… devi elaborare un piano per toglierti dalle scatole moglie e figlie.

Perché quei bofonchiotti gonfi e zozzi delle donnine zoccolone non aspetteranno per sempre, quando i tuoi addominali si afflosceranno e il tuo cazzo diventerà simile alla filigrana dei 20 euro, allora le donnine zoccolone mangia-cazzi volgeranno lo sguardo altrove e sarai costretto ad estrarti lo sperma con una siringa per poi iniettare il liquido nelle pupille delle pulzelle.

Stai attento hombre che la vita è un mozzico.

American Murder: La famiglia della porta accanto (2020)

Per la serie “Donne al bivio”, questa sera presentiamo il film La famiglia della porta accanto, uno spaccato della mediocrità americana con protagonisti un idiota, una facebook-mamma con la fissa per la mancanza di privacy e una donna con due puppe grosse e sode come due meloni.

Non è un grande documentario, specialmente se lo compari ad ottimi esempi come The Jinx, e sicuramente è più adatto alle belle anime che si commuovono per le povere bambine innocenti, ma è montato bene (usando video da internet e filmati delle telecamere della polizia) e ti tiene compagnia mentre ti buchi le palle con la siringa nella vana speranza di dare un senso alla vita di merda che ti ritrovi.

VOTO:
3 siringhe

American Murder: La famiglia della porta accanto (2020) voto

Titolo originale: American Murder: The Family Next Door
Regia: Jenny Popplewell
Anno: 2020
Durata: 83 minuti

11 Settembre: la nuova Pearl Harbor (2013)

La mattina dell’11 settembre 2001, 15 cittadini sauditi dirottarono 4 aerei di linea americani per andare a conficcarli, come siringhe nel braccio dei rimastini che bivaccano dietro casa tua, dentro 1 Pentagono, 2 torri gemelle e 1 campo disabitato della Pennsylvania.

Un attacco orchestrato dal terrorista mondiale Osama Bin Laden, precedentemente al soldo della CIA in posizione anti-sovietica, che è costato la vita a migliaia di esseri umani.

Ma siamo proprio sicuri?

11 Settembre: la nuova Pearl Harbor (2013)

Lunghissimo e dettagliatissimo documentario di quel pazzo di Massimo Mazzucco, il complottista più famoso d’Italia che dalla sua residenza pensionistica calabrese continua tuttora ad ispirare migliaia di vernacolieri italici che combattono contro i poteri forti mondiali, ed estenuante viaggio interiore volto a far affiorare tutti i dubbi di una realtà ufficiale troppo frettolosamente data per scontata.

Molto incentrato sui numerosi fatti che smascherano i cosiddetti debunker, tipo quell’allampanato pien di sé chiamato Paolo Attivissimo, quest’epico documentario risulta molto convincente su alcuni punti molto critici della teoria ufficiale, abbracciata da governi e giornalisti cani manco fosse ossigeno su Marte.

Ovviamente nessuno può dire con certezza se Massimo abbia totalmente ragione, specialmente perché qualche volta gli parte la brocca e tira fuori dal cappello teorie non completamente convincenti, ma possiamo tutti concordare che gli attacchi dell’undici settembre duemila uno sono stati l’incipit alla più importante svolta imperialista mai vista in tempi recenti.

VOTO:
4 Massimo

11 Settembre: la nuova Pearl Harbor (2013) voto

Titolo inglese: September 11: The New Pearl Harbor (2013)
Regia: Massimo Mazzucco
Anno: 2013
Durata: 5 ore
Compralo: https://amzn.to/2Uk30NW

Supermen of Malegaon (2008)

Nell’orribile, ingiusta e crudele città indiana di Malegaon vivono quasi 500mila persone la cui unica colpa è essere stati cacati dalla loro madre in uno dei buchi di culo del mondo dal quale la fuoriuscita è cosa quanto mai impossibile.

Ecco che allora questa massa di persone abituate a vivere al limite della povertà più nera portando avanti la loro esistenza trascinandosi lungo strade polverose e affollate mentre una pipinara infinita di clacson e merda affoga i loro cenciosi sogni di fuga, ecco che ‘sti disperati figuri di una commedia patetica tentano la risalita morale grazie anche e soprattutto ad un’inaspettata industria cinematografica molto amatoriale che fa il verso, spesso in maniera comica, ai grandi film hollywoodiani e bollywoodiani.

Tra questi troviamo la storia del rifacimento di Superman in salsa basmati (come l’hanno titolato quei fottuti dei francesi); una riedizione a bassissimo costo del famoso supereroe americano, questa volta alle prese con l’industria del tabacco, l’inquinamento e le fogne a cielo aperto.

Supermen of Malegaon (2008)

Delizioso e brevissimo documentario che con la sua oretta buona di visione riesce a raccontare tutto il dramma umano di chi, emarginato dalle rivoluzioni celesti sopra cui viaggiano i pochi fortunati nati nel cosiddetto primo mondo, rimane ai bordi della strada a guardar passare tutti i treni di un futuro migliore fino a quando, arrivata la sera, non può che andare a gettarsi con una scarpa e una ciavatta dentro fosse comuni senza nome spazzate dal vento dell’indifferenza.

Una chicca.

VOTO:
4 checche

Supermen of Malegaon (2008) voto

Titolo francese: Superman basmati
Regia: Faiza Ahmad Khan
Anno: 2008
Durata: 66 minuti
Compralo: https://amzn.to/2UFPLXI

Guida perversa al cinema (2006)

In questo “prequel” di Guida perversa all’ideologia, il cocainomane Slavoj Zizek tira su col naso per due ore e mezza mentre t’inonda di concetti psico-filosofici senza soluzione di continuità sfruttando lo stesso schema del suo “sequel“, ovvero immergere il filosofo sloveno in alcune famose scene di altrettanto famosi film.

Un documentario/esperimento che, seppur molto lungo e non proprio masticabilissimo, risulta indubbiamente buono sia per chi è appassionato di cinema che per chi è appassionato di cocaina.

VOTO:
3 nasi e mezzo

Guida perversa al cinema (2006) voto

Titolo originale: The Pervert’s Guide to Cinema
Regia: Sophie Fiennes
Anno: 2006
Durata: 150 minuti
Compralo: https://amzn.to/3y8lQH0

Peace (2010)

Una compagnia di semi-volontariato si prende cura del trasporto di persone disabili, malate o semplicemente troppo anziane per muoversi indipendentemente.
C’è chi deve andare a comprare un paio di scarpe nuove perché quelle che ha le ha consumate a forza di strusciarle a terra per colpa di una paralisi, c’è chi vuole andare al parco e prendersi un semplice caffè e chi ancora ha la visita periodica dal dottore per controllare l’avanzamento del tumore polmonare che lo affligge.

Piccolo documentario girato a spalla e virante al minimalismo che, in un gioco di riflessi, segue le vicende di persone la cui vita è ai margini della società giapponese.
Quello che ne scaturisce è una profonda tristezza, sia per la condizione di estrema povertà economico-sociale alla quale tanti membri della società sono relegati e sia per la loro rassegnazione ad un destino scritto nella pietra di un cuore freddo come quello del Sol levante.

VOTO:
3 destiny’s child

Peace (2010) voto

Titolo polacco: Pokój
Regia: Kazuhiro Soda
Anno: 2010
Durata: 75 minuti