Jumper – Senza confini (2008)

David Rice è un giovincello americano che scopre di possedere la capacità di teletrasportarsi a piacimento e da quel momento in poi non esiterà ad usare questo suo potere nelle maniere più stupide ed egoistiche possibili, tipo diventare ricco come Pier Silvio Berlusconi.

A dargli la caccia, così da pepare una semplice storia di un liberista, troviamo i Paladini, una setta religiosa armata di taser come la municipale di Milano, che catturano e pugnalano i cosiddetti “Jumpers” ovvero gli esseri umani col potere del teletrasporto perché lo confondono col dono dell’ubiquità ovvero la capacità d’essere in più posti CONTEMPORANEAMENTE.

Jumper - Senza confini (2008)

Hayden Christensen, dopo la trilogia prequel di Guerre stellari, si butta dal cornicione del palazzo della zia paterna senza paracadute e miracolosamente si salva; per ringraziare la Madonna (puttana) del miracolo, promette di recitare nel film più idiota dell’anno… era il 2008.

Filmetto tutto azione e risate che non deluderà gli accaniti sostenitori dell’eugenetica.
E quindi, se anche voi come noi, siete accaniti sostenitori dell’eugenetica e sognate la cancellazione del gene della calvizie, dite una banalità come “gettiamo il cuore oltre lo steccato” e candidatevi nelle fila dell’ennesimo partito liberal-liberista!

VOTO:
3 Pier Silvio e mezzo

Jumper - Senza confini (2008) voto

Titolo uzbeco: Teleport
Regia: Doug Liman
Anno: 2008
Durata: 1 ora e 28 minuti
Compralo: https://amzn.to/2WIL54V

Boss Level (2021)

Un ex militare americano, invece di essere morto nel deserto come meriterebbe, si ritrova a vivere e rivivere lo stesso giorno come Bill Murray ne Il giorno della marmotta, con la differenza che invece di suonare il piano o imparare il francese, Frank Grillo massacra e rimassacra di sberle e coltellate i numerosi assalitori che tentano di fargli la pelle.

La sua arma contro questa sfida apparentemente impossibile è il tempo che viene resettato ogniqualvolta tira le cuoia, come in un videogioco.

Tutto vero tutto giusto.
Peccato per quell’accusa di stupro da parte di due ragazze appena maggiorenni che, secondo la versione riferita ai carabinieri, sono state intossicate dall’alcol il 17 luglio 2019 durante una permanenza nella villa in Sardegna della famiglia Grillo per essere poi stuprate e filmate con i telefonini così da avere abbastanza materiale video per il sequel di questo film.

Boss Level (2021)
Draghi è un grillino !

Film piacevole che strizza l’occhio sia al già citato classico anni ’90 che ad esempi più recenti come Edge of Tomorrow, senza però raggiungerli né come coinvolgimento e né come coito.
D’altra parte ci si domanda se l’intenzione fosse mai stata questa e la risposta sembra essere un sonoro NO.

Un “no” come quello che devono aver gridato molte volte le ragazze a Porto Cervo mentre Frank Grillo le imbottiva di sperma come tacchini a Natale.

VOTO:
3 tacchini e mezzo

Boss Level (2021) voto

Titolo provvisorio: Continue
Regia: Joe Carnahan
Anno: 2021
Durata: 1 ora e 34 minuti

Godzilla (1954)

Quando un paio di pescherecci vengono spazzati via da una misteriosa forza della natura, la gente sulla terraferma comincia a credere alla vecchia leggenda di Gojira, il gigantesco mostro marino che in passato era stato tenuto a bada con il sacrificio di giovani vergini.

Appurato che nel 1954 è un po’ più difficile trovare una donna vergine in tutto il Giappone, si decide d’intervenire con la forza bruta: cannoni, elettrificazioni, balestre, spade laser e boomerang vengono lanciati sulla povera creatura alta 50 metri… senza però sortire alcun effetto.

Fortunatamente uno scienziato orbo con la mania per le mutandine usate delle bambine se ne uscirà con un’arma fine di mondo degna di un cartone della Hanna & Barbera.

Godzilla (1954)

Famosissimo mostro in meno famoso film che, nonostante tutti ne immaginino l’esistenza, molti meno ne hanno effettivamente subito gli effetti nefasti della visione.

Sì, perché Gojira è una roba da farti venire voglia d’intraprendere il cammino mortale che dall’Africa subsahariana porta fino a Lampedusa; tutto, e ripeto tutto, piuttosto che sorbirsi un’ora e mezza di latte alle ginocchia e sporadiche apparizioni di un giapponese con indosso un costume da dinosauro strabico che devasta modellini di trenini.

E’ doveroso ammettere che questo film ha praticamente aperto la fruttuosa linea di Kaiju movies e che il suo spirito anti-nuclearista (dovuto sia al trauma delle due bombe atomiche americane sganciate un decennio prima su Hiroshima e Nagasaki e sia l’incidente del peschereccio giapponese Daigo Fukuryū Maru che nel 1954 fu pesantemente contaminato assieme al suo equipaggio dall’irresponsabile esperimento nucleare americano di Castle Bravo nell’atollo di Bikini) sia encomiabile… ma dio cristo che palle!

VOTO:
3 bikini

Godzilla (1954) voto

Titolo originale: ゴジラ – Gojira
Regia: Ishiro Honda
Anno: 1954
Durata: 96 minuti
Compralo: https://amzn.to/3zbYRdA

Fuori di testa (1987)

Scendono gli alieni nella tranquilla cittadina australiana di Kaihoro (vagamente traducibile come “Fastfood”) e gli abitanti scompaiono misteriosamente.

Per capire cosa stia succedendo, viene mandata una sgangherata squadra speciale composta da tizi con i baffi fini fini e i capelli lunghi dietro i quali, non sapendo gestire la più semplice delle conversazioni per inadeguatezza intellettiva, smitragliano questo e quello ingigantendo così metaforicamente i loro cazzi.

Fuori di testa (1987)

Pietoso esordio al lungometraggio per colui il quale da giovane sembrava Jerry Calà e tortura medievale per il mio culo mentre, sofferente come un tossico di Chicago, ho ingurgitato ettolitri di sangue con gli occhi di chi vuole che tutto finisca presto.

Ho dormito un pochino per sfuggire, ma sono stato risvegliato dai 457 milioni 234 mila 982 proiettili sparati lungo gli ultimi 75 dei 91 minuti di film.

Carini, ingeniosi e molto splatter gli effetti speciali; da ricovero tutto il resto.

VOTO:
2 baffi fini e capelli lunghi dietro

Fuori di testa (1987) voto

Titolo originale: Bad Taste
Regia: Peter Jackson
Anno: 1987
Durata: 91 minuti
Compralo: https://amzn.to/3gC9vD4

Project Dreams: How to Build Mazinger Z’s Hangar (2020)

L’azienda Maeda è un’importante compagnia di costruzioni giapponese specializzata in grandi opere, tipo le maestose dighe che riforniscono il paese del Sol levante di preziosa energia per guardare gli anime in TV.

Siccome la competizione comincia a farsi alta e le commissioni scarseggiano, viene affidato un compito speciale ai 5 componenti del reparto Fantasy Marketing della Maeda: progettare l’immenso hangar sotterraneo dal quale partiva una delle più famose creazioni del grandissimo maestro Go Nagai, il robot Mazinga Z.

Simpatica e stralunata commedia che piacerà solamente a chi è particolarmente addentro il senso dell’umorismo giapponese, strano misto di assurdo ed infantile, ma che inaspettatamente sfodera una certa qual dose di precisione tecnica nell’elencare le numerose difficoltà che un team di costruttori incontrerebbe nel realizzare una di quelle costruzioni mastodontiche che poi vengono distrutte in un batter d’occhio in quei mitici reperti umani chiamati cartoni animati giapponesi.

Peccato per la solita misoginia nipponica che vede le donne solo in 3 modi: devote e riservate compagnie del focolare, malefiche puttane assetate di sperma e sangue o perfette sceme con la bolla al naso (come in questo caso).

VOTO:
3 mastodonti

Project Dreams: How to Build Mazinger Z's Hangar (2020) voto

Titolo originale: 前田建設ファンタジー営業部 – Maeda Construction Fantasy Sales Department
Regia: Tsutomu Hanabusa
Anno: 2020
Durata: 115 minuti

Sound of My Voice (2011)

Peter è un maestro elementare e Lorna surfa internet; assieme formano la coppia di documentaristi più improbabile della storia.

Siccome questi due figli di puttana non hanno l’anima come gli indios americani, si mettono in testa di girare un documentario (bada bene, senza l’uso di videocamere) sulla piccola setta segreta di quelli che si danno il 5 matto come in una puntata di Willy il principe di Bel-Air.
Una setta al cui apice c’è Maggie, una stronza che dichiara di venire dal futuro, e Klaus, il suo assistente che è uguale a Steve Jobs.

C’è una scena con gente che vomita.

Sound of My Voice (2011)

Ma mannaggia la madonna.

Questo filmetto, pretenzioso e fintamente minimalista, sembra scritto da gente che l’anima l’ha venduta a satanasso, gente che come si fa a sputare una corbelleria simile, gente che io dico cazzo e m’incazzo.

Ma ecco che m’illumino d’immenso.
Volo in cielo a visitare dio padre.
Magicamente tutto assume altre proporzioni, altre prospettive e comincio a guardare con estrema gioia a frasi come “ma mannaggia la madonna”.

VOTO:
2 madonne

Sound of My Voice (2011) voto

Titolo brasiliano: A Seita Misteriosa
Regia: Zal Batmanglij
Anno: 2011
Durata: 87 minuti
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Tenet (2020)

La Tenet, un’organizzazione internazionale controllata dalla classe borghese, è alla ricerca di strani oggetti ad entropia inversa che sembrerebbero arrivare dal futuro percorrendo il tempo a ritroso.

Questi strani manufatti proverebbero, in una maniera che Nolan non intende spiegare visto che con 4 cose dette riesce a contraddirsi 5 volte, che nel nostro futuro c’è stata una guerra catastrofica; una cosa inaccettabile per chi ha fatto dell’accumulazione fine a sé stessa la sua ragion d’essere.

Ecco quindi che viene reclutato un omino alto un metro e 60 per essere coinvolto in qualcosa di più grande (e più alto) di lui.

Tenet (2020)
cobraaa!

Niente di speciale.
L’inversoscope l’aveva già padroneggiato Elio nel videoclip Mio Cuggino e qui si punta, come sempre per quel fascista di Nolan, alla spettacolarizzazione del fantastico tentando inutilmente di raccogliere con la ruspa quello che sbrodola via dalle fiche alte 2 metri e 10 arruolate unicamente per annichilire il protagonista nero alto un metro e 60.

Sì, perché in questo film il fascista Nola rivela tutto il suo profondo razzismo facendo interpretare il suo peggior film ad un attore nero; associando quindi un’esperienza negativa ad un particolare colore della pelle umana.
No, peggio: facendo co-interpretare, visto che viene spiegato quanto il protagonista non sia in realtà il protagonista della storia, ma sia solo una pedina messa in campo da uno con un amico bianchissimo.

Simpatici gli attori che camminano tutti sbilenchi e lodevole lo sforzo produttivo, ma siamo proprio raschiando il barile e vien da pensare quanto sia giusta la fine dei cinema e dei blockbusters multimilionari grazie al coronavirus.

PS: mi ha detto mio cuggino che una volta ha visto una senza reggipetto.

VOTO:
3 reggipetto

Tenet (2020) voto

Titolo di lavorazione: Merry-Go-Round
Regia: Christopher Nolan
Anno: 2020
Durata: 150 minuti
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Ai confini della realtà (1973)

Nel 197x gli esseri umani giocano a fare gli stronzi con le bombe atomiche e, facendone detonare una nel profondo del mare, provocano la risalita gastrica del popolo di Seatopia, un’immaginaria Utopia sotterranea/sottomarina calata al centro della Terra 3 milioni di anni fa in seguito ad un imprecisato cataclisma.

Smossi quindi i cazzetti dei Seatopiani, i terrestri dovranno fare i conti con Megalon, il mostro scarabeo da loro mandato in superficie per fare piazza pulita del genere umano.
Ma!
E dico Ma!
Fortunatamente a fermare i giustissimi piani di sterminio degli utopici figli di puttana ci penserà una simpatica famiglia gay composta da professore inventore col golfino, giovane rampante pilota di macchine con la combo calzino-bianco/scarpa-rossa-papalina e bambino sul pedalò più strambo del mondo.

Oltre ai 3 maschietti avremo lo psicopatico robot Jet Jaguar (Jetto Jaguaro! Punch Punch Punch!!!) e pure Godzilla che, apparendo negli ultimi 15 minuti, si prenderà tutta la scena col suo fantastico, e mai più ripetuto, calcio volante.

Ai confini della realtà (1973)

Effervescente commedia gay che, in clamoroso anticipo sui tempi, mette in scena l’amore omosessuale di una famiglia molto campy alle prese con una storia tutta dominata dal fallo e nella quale non s’intravede l’ombra di una fica neanche col binocolo.

Famoso per essere tra i peggiori (se non il peggiore) film della serie, Godzilla vs. Megalon è oggettivamente molto difficile da difendere: girato in 3 settimane, con un budget ridicolo, zeppo d’immagini di repertorio, tra i viali in costruzione del Trullo, il film è salvato unicamente dalla sua componente (involontariamente) ridicola e dall’impossibile calcio volante del mostro giapponese più famoso di sempre.

Un must per quelli che tentano il suicidio.

VOTO:
3 calci volanti

Ai confini della realtà (1973) voto

Titolo originale: Gojira tai Megaro
Regia: Jun Fukuda, Yoshimitsu Banno, Ishirô Honda
Anno: 1973
Durata: 81 minuti
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The Core (2003)

Un geologo, un esperto di armi, due piloti aerospaziali, uno scienziato col vizietto e un nero pazzo devono penetrare quella troia del pianeta Terra con una navicella spermatica lunga 100 metri fino a raggiungerne il succulento nucleo per detonare così cariche nucleari sufficienti a rimettere in moto la rotazione magmatica interna fermatasi a causa di un esperimento militare andato storto.

Molti nemici e molto onore fanno da buon contorno al miglior film fascista della storia.

The Core (2003)
brucia, fiamma di Udun

Questo film è la perfetta cerniera tra gli anni ottusi del conservatorismo becero a cui erano invisi raziocinio, donne e neri e gli ottusi anni del progressismo a cui sono invisi raziocinio, donne e neri ma in salsa rafaniello rosso fuori bianco dentro.

Ma voi cosa volete di più dalla vita?
Bombe, detonazioni nucleari, magma, gente che gli parte la capoccia pitun, parrucchini indecenti ed Aaron Eckhart con le mesh.

VOTO:
3 rafanielli

The Core (2003) voto

Titolo portoghese: Detonação
Regia: Jon Amiel
Anno: 2003
Durata: 135 minuti
Compralo: https://amzn.to/3lV532y

Il gigante di ferro (1999)

Nel 1957 gli Stati Uniti d’America erano un po’ paranoici.

Investiti giornalmente dalla propaganda di regime che vedeva nell’elogio della paura del diverso una preziosa arma di controllo per una giovane nazione che si apprestava ad essere la padrona del mondo, i cittadini americani vivevano con la costante paura di trovarsi invasi da forze ostili e misteriose il cui unico scopo era la distruzione del loro stile di vita.

Un bel guaio per un robot gigante venuto dallo spazio con un’amnesia misteriosa, un gusto irrefrenabile per il metallo e un cannone termonucleare nel petto.

Il gigante di ferro (1999)

Favola per bambini e meno bambini, tratto dal quasi omonimo libro di Ted Hughes, che tenta d’insegnare poche semplici cose: non avere paura del diverso, non risolvere le situazioni di difficoltà con la violenza ed essere felici, tutti.

Partito in sordina e con un piccolo flop al botteghino, The Iron Giant ha guadagnato nel tempo un giro di cultori che lo ha elevato dall’anonimato alle stelle da cui proviene il gigante di ferro protagonista.

Non è un capolavoro e ha un po’ di buchi e leggerezze, ma rimane un’ottimo viatico per chi vuole suscitare nei bambini l’esperienza dell’amore scoperta.

VOTO:
3 buchi

Il gigante di ferro (1999) voto

Titolo originale: The Iron Giant
Regia: Brad Bird
Anno: 1999
Durata: 86 minuti
Compralo: https://amzn.to/3ofQeKB

Bill & Ted’s Excellent Adventure (1989)

Bill e Ted sono due amichetti scemetti che sognano di suonare il rock.

Tra loro e il loro sogno si erge però quel castello di merda chiamato scuola dell’obbligo, un ignobile istituto giuridico creato col solo ed unico scopo di togliere braccia all’agricoltura, settore coincidentemente in crisi da quando esistono i carabinieri che ti vengono a prendere mentre ti mangi le frittelle rubate al carrettino, figlio di puttana che non sei altro.

Fortunatamente per i nostri eroi arriva però dal futuro la salvezza sotto forma di macchina del tempo sotto forma di cabina telefonica e i nostri due analfabeti si metteranno di buona lena per truffare l’esame finale di storia, passare così l’anno scolastico e continuare a non fare un cazzo.

Bill & Ted's Excellent Adventure (1989)

L’unica qualità che riesco a trovare in quest’altrimenti filmerda è la genuina e simpatica bontà dei due protagonisti che, quasi come due moderni candidi, affrontano le problematiche quotidiane con il sorriso ebete tanto caro alle elite di governo che non sognano altro che un popolo pecora e felice.

Per il resto siamo sul disastro colposo:
storia infima e puerile, situazioni comiche che suscitano irritazione al colon, personaggi storici ridotti a macchiette della macchietta di loro stessi e un generale elogio della cultura del consumo molto in voga negli anni ’80.

Famoso in patria è fortunatamente quasi sconosciuto in Italia.
Vivaddìo.

VOTO:
2 macchiette

Bill & Ted's Excellent Adventure (1989) voto

Titolo portoghese: A Fantástica Aventura de Bill e Ted
Regia: Stephen Herek
Anno: 1989
Durata: 90 minuti
Compralo: https://amzn.to/31CCmAK

Star Wars: l’ascesa di Skywalker (2019)

Per tutti i fulmini e le saette di Zeus onnipotente papagno rotto cazzo pazzo balordo barzotto. Che botte da orbi ragazzi.
Che colori matti sullo schermo che cade in testa alle vecchie storpie.
Che multinazionali del tabacco fogne a cielo aperto ci sono in questo film fantastico senza arte né parte che consiglio caldamente a chi non esiste, cioè dio.

Cosa?
Siete ancora interessati a sapere di cosa parla questo film?!
E ‘sti cazzi non ce li mettete!?!

Star Wars: L'ascesa di Skywalker (2019)

Io non ho parole oltre a quelle sconclusionate che ho scritto sopra.

Una pellicola piena zeppa di scene e storie che si susseguono a rotta di collo per la paura di annoiare un pubblico irrequieto di pizzichi alle gengive sanguinanti, una sequela senza capo né coda di effetti speciali e salti piroette capitomboli spade in petto ti curo io serpe di merda sono gesuccristo risorto donna mani venose perché donne uguali uomini progresso civiltà repressione e civiltà.

Niente, scusate; non ce la faccio proprio.

Porco dio i capelli down.
Trik trak e bombe a mano.

VOTO:
2 preti e mezzo

Star Wars: l'ascesa di Skywalker (2019) voto

Titolo originale: Star Wars: Episode IX – The Rise of Skywalker
Regia: J. J. Abrams
Anno: 2019
Durata: 142 minuti