Demolition Man (1993)

John Spartan è un poliziotto americano che non bada a spese quando si tratta di demolire palazzi interi nell’intento di catturare pericolosissimi criminali neri come la notte della ragione che lui non riconoscerà mai di contribuire a creare.

Ma a un certo punto, punto certo, avendo provocato la morte di 30 ostaggi mentre acchiappava per le palle il pazzo carnefice Simon Phoenix, viene condannato assieme a quest’ultimo al congelamento correttivo in una prigione criogenica per una sonora quarantina d’anni.

Balzo in avanti e siamo nel 2032, la società si è trasformata in una distopia liberale del politicamente corretto dove vieni punito attraverso un sistema a crediti per ogni parolaccia o per ogni comportamento scorretto, tipo mangiare cibi ricchi di colesterolo.

Ed è in questo paradiso per gente tipo Lilli Gruber che John e Simon si ritrovano a darsene di santa ragione, mentre un ricco fascista liberale con un gusto estetico da parrucchiera di Viterbo complotta per terrorizzare la popolazione e spingerla a dargli pieni poteri, come Mario Draghi.

Demolition Man (1993)

Famosissimo film sconosciuto che nonostante abbia molti fan e si fregi di grande classico di serie B, rimane inspiegabilmente estraneo ad ogni discussione sul trash anni ’90.

Scritto male e con una vivace quanto tenue satira politica, recitato da cani simpaticissimi e con una produzione di un certo livello che ha permesso loro di ricreare un futuro neanche troppo lontano da quello che effettivamente si è venuto a creare, Demolition Man è il miglior film da raccomandare ad un caro amico che odiamo tanto.

VOTO:
3 trash e mezzo

Demolition Man (1993) voto

Titolo peruviano: El demoledor
Regia: Marco Brambilla
Durata: 1 ora e 55 minuti
Compralo: https://amzn.to/3P3UYQP

Downsizing – Vivere alla grande (2017)

Il mondo va a bottane e uno dei motivi principali è la crescita esponenziale della popolazione mondiale che sembra non avere né fine né senso.

Per tentare il colpaccio che tragga tutti dall’impiccio, uno scienziato norvegese studia e scopre il modo di miniaturizzare gli organismi viventi così da ridurre sostanzialmente l’impatto del genere umano sul pianeta Terra e comprensibilmente la tecnologia va mainstream in poco tempo, aprendo nuove frontiere al capitalismo (un nuovo mercato micro-immobiliare) e alla repressione politica (miniaturizzazione di persone sgradite).

In questo piccolo turbinio s’inserisce Paul Safranek che, impressionato come un ragazzino dalla scoperta scientifica, comincia a sognare una via di fuga dalla sua triste realtà di mediocre consumatore dal buon cuore e, passato qualche anno e qualche delusione economica, si decide a discutere il grande (si fa per dire) passo assieme a sua moglie Audrey.

Tutto sembra promettere bene: i loro miseri averi, convertiti nell’economica del micro-mondo equivarrebbero a più di 12 milioni di dollari, abbastanza per smettere di lavorare e vivere bene il resto dei loro giorni…
ma siccome la vita è puttana e Paul non ha soldi per pagarla o un coltello per sventrarla, ecco che la moglie cambia idea all’ultimo minuto e lui si ritrova miniaturizzato e divorziato, perdendo anche gran parte del denaro necessario a permettergli la bella vita, e quindi gira che ti rigira Paul finisce a lavorare al call center di Leisureland.

Coddio e sviluppi inaspettati a seguire.

Downsizing - Vivere alla grande (2017)

Piccola commedia dal grande budget (non ce la faccio a smettere con i doppi sensi da due soldi) e trionfante flop al botteghino per un autore che io ebbi l’audacia di conoscere sul grande schermo con Sideways; un’esperienza che mi lasciò con l’amarissimo in bocca per il qualunquismo dozzinale che sciorinava ogni 15 minuti, ma mi prometto di rivederlo e recensirlo che magari nel frattempo ho cambiato idea.

Qui invece, a mio modesto parere, riesce meglio il pericoloso mix tra leggerezza di modi e profondità d’argomenti e, nonostante alcuni frangenti un po’ stanchi, certi personaggi un po’ sopra fuori le righe e un cerchio narrativo non proprio completo, devo ammettere che di pane per bocche asciutte di contenuti ce n’è.

L’inutilità della fuga dalla propria realtà e la necessità dello sguardo introspettivo per ritrovare la capacità di soffermarsi sulle piccole meravigliose cose che ci circondano per poi vivere una vita che abbia non solo un senso, ma che sia anche utile ai nostri fratelli e sorelle che ci circondano, sono quelle cose anche banali in un certo senso, ma inevitabilmente vere come le pietre che ci portiamo nel cuore.

Consigliato, nonostante le imperfezioni.

VOTO:
3 pietre e mezzo

Downsizing - Vivere alla grande (2017) voto

Titolo: Downsizing
Regia: Alexander Payne
Durata: 2 ore e 15 minuti
Compralo: https://amzn.to/3j3FbTp

Mondi alieni (2020)

Documentario in quattro puntate che tenta, con fortune alterne, di rappresentare possibili realtà evolutive su pianeti lontani dal nostro.
Pianeti che possono aver sviluppato forme di vita aliene non solo come semplice definizione, ma soprattutto come concezione della realtà quotidiana fatta di uova, sperma, spore e tua madre.

In questo caleidoscopio di bizzarrie più o meno accettabili troviamo balene volanti, insetti carri armati, palloni gonfiati, scimmie elastiche e super-cervelli senza spina dorsale.

Bellino, anche se mette in campo la tecnica Neil Breen di riciclare e riciclare e riciclare quei 5 minuti di filmato buono; quasi più interessanti gli inserti sul pianeta Terra.

VOTO:
2 insetti scimmia gonfiati super cervelli senza spina dorsale

Mondi alieni (2020) voto

Titolo: Alien Worlds
Durata: 4 episodi da 45 minuti

Maze Runner: finding Minho (2014-2018)

Thomas si risveglia gonfio pisto e smemorato come se avesse fatto notte brava a sfondarsi di coca e troie a Pattaya Beach, ma il suo buco del culo dice altrimenti.

Nonostante il silenzio mafioso dei ragazzi che lo circondano gli faccia temere il peggio ovvero essere costretto a votare Carlo Calenda, Thomas scopre presto d’essere finito dentro un gioco più grande di lui, di Calenda e del buco di culo di tu’ ma’.

Da qui si srotola una storia lunga come una fettuccia di cazzo di watusso e insulsa come un voto per Calenda, ma se avrete una pazienza di 386 minuti potrete fregiarvi del prezioso titolo di “bevitore di piscio cinematografico”.

Maze Runner: finding Minho (2014-2018)

Inspiegabile successo commerciale per l’adattamento di una serie di libretti per ragazzi dal dubbio gusto, ma dall’indiscussa diffusione, tipo l’AIDS a Pattaya Beach.

Noiosa, mal scritta, contraddittoria e interpretata da cani, questa trilogia potrebbe essere classificata come “crimine contro l’umanità”, ma non dilunghiamoci troppo visto che s’è fatta ‘na certa e io devo ancora preparare la valigia per il mio turgido travello-trip in Thailandia.

VOTO:
1 watusso

Maze Runner: finding Minho (2014-2018) voto

Titoli inglesi: The Maze Runner / The Scorch Trials / The Death Cure
Titoli italiani: Maze Runner Il labirinto / La fuga / La rivelazione
Regia: Wes Ball
Durata totale: 386 minuti della vostra vita
Comprali: https://amzn.to/3tIfgpa

Don’t look up (2021)

Una dottoranda in astrofisica e il suo professore in leggero sovrappeso, ma con la faccia di un fotomodello, scoprono che una cometa è in via di collisione con il pianeta Terra.

Sei mesi separano le tranquille vite di un sistema piramidale colmo di soprusi e falsa meritocrazia e l’inevitabile estinzione di tutta la caleidoscopica vita che ci circonda, sei mesi per mettere in piedi un qualche tipo di risposta congiunta di tutto il genere umano, sei mesi per fare le scelte giuste… e invece saranno sei mesi buoni per dare il meglio di noi nel gettare alle ortiche genio e consapevolezza in nome di un ritorno a breve termine e il completo annichilimento delle più elementari regole empatiche.

Don't look up (2021)

 

Commedia da toni surreali che paga un unico grande scotto, ovvero essere popolata di grandissimi nomi ed essere stata pompata all’inverosimile durante un periodo di lockdown, quando invece avrebbe fatto meglio il suo sporco lavoro se scevra da questo fardello.

Nata dalla reale e comprensibile ansia del regista verso l’indifferenza generale riguardo i cambiamenti climatici e l’inquinamento e quindi più vera del reale, nonostante un tono decisamente sopra le righe e che però non dovrebbe far pensare né ad una superficialità sui temi trattati e né di converso ad un particolare gioco cervellotico da elite liberale, Don’t Look Up riesce, tranne sporadiche cadute nel facile sarcasmo, nel suo gioco parodico dei film catastrofisti dove i fascio-liberali salvano il mondo con il loro carico idiotico di fumettistici superboni.

Non è perfetto e sicuramente Dottor Strangelove è meglio riuscito, ma criticarlo dischiude il simpatico lato ironico, visto il film, del concentrarsi sul superficiale quando alla sostanza si dovrebbe essere d’accordo.

VOTO:
4 superboni

Don't look up (2021) voto

Titolo colombiano: No miren arriba
Regia: Adam McKay
Durata: 2 ore e 18 minuti
Compralo: https://amzn.to/3ove9rb

Mars Attacks! (1996)

La Terra viene circondata dagli UFO e in breve salta fuori che a pilotarli sono i marziani.

Ovviamente i terrestri sono un pochino scossi dall’evento e c’è chi mentalmente si prepara ad un’invasione in pieno stile conquistadores, mentre altri pensano più candidamente che sia il momento di volare alto e abbracciare i nostri angeli alieni in un profluvio di pace e vino e mirra.

Mentre Tom Jones canta e balla a Las Vegas il suo famoso brano “It’s Not Unusual”, si dà il caso che molto dolore seguirà.

Mars Attacks! (1996)

Simpaticissima commedia che prende in giro e allo stesso tempo omaggia i filmetti di serie B anni ’50 sugli extra-terrestri con tutta la loro dose di più o meno inconsapevole ilarità che spruzza fuori da scene e personaggi dal dubbio gusto.

Potente il tappeto di star che prendono parte al gioco: da Jack Nicholson a Martin Short, da Glen Close a Michael J. Fox passando per Pierce Brosnan e Sarah Jessica Parker-cagna fino al cameo di Danny DeVito.

Ma la cosa più interessante di tutte per me è stato scoprire che la vecchia sorda è interpretata da Sylvia Sidney, la stessa attrice che faceva Juno, la manager tabagista in Beetlejuice con la voce bassa come Peter Dinklage .
Sylvia ha vissuto una vita piena, fatta di numerosi interpretazioni filmiche tra gli anni ’30 e ’50 del ventesimo secolo per poi rallentare un po’ lasciando spazio all’altra sua grande passione, allevare cagnetti di razza Carlino.

Piccolo cane regna!

VOTO:
4 Carlini

Mars Attacks! (1996) voto

Titolo croato: Mars napada
Regia: Tim Burton
Durata: 106 minuti
Compralo: https://amzn.to/3GpQSh8

Dreamscape – Fuga nell’incubo (1984)

Alex Gardner è uno scavezzacollo, un perdigiorno donnaiolo col vizio dei cavalli, nel senso che ci scommette sopra, non che se li incula.
Che poi dico io, avete mai provato ad inculare un cavallo?
Se non lo corrompi prima con almeno una dozzina di carote, te lo puoi sognare quel culetto bello sodo come una zucca a settembre.

Alex Gardner invece ama le donne e le ama così tanto che si ficca nei loro sogni, oltre che nelle loro vagine, grazie ai suoi poteri da sensitivo e un’apparecchiatura creata dal dottor Paul Novotny che permette d’intervenire nei sogni altrui e curarti dai complessi che t’ha fatto venire nonno Palmiro.

In questo film nonno Palmiro ha fatto venire i complessi al presidente degli Stati Uniti d’America che continua a sognare un futuro post apocalittico/nucleare; una cosa che da un punto di vista strategico-politico non va bene se si vuole spendere il 20% del budget nella guerra come fanno gli USA, e allora saranno cazzi per il POTUS.

Dreamscape - Fuga nell'incubo (1984)

Strambo film che parte da un’idea molto carina, quella che entrando nei sogni si può modificarli e addirittura uccidere il sognatore; tipo Nightmare, che è uscito lo stesso anno.

Concidenza?
Chi lo sa.
Sta di fatto che le assonanze finiscono qui perché mentre quello era ed è un gran bel film, ricco di colpi di scena e umorismo e fantasia e l’anima de li mortacci tua, questo invece è povero di tutto.

Giuro che se avessi 50 euro da darglieli, glieli darei.
Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta, ti guarderei.
Ma non so spiegarti che il nostro amore appena nato è già finito.

VOTO:
2 Costanzo e mezzo

Dreamscape - Fuga nell'incubo (1984) voto

Titolo peruviano: El túnel de las pesadillas
Regia: Joseph Ruben
Anno: 1984
Durata: 1 ora e 39 minuti
Compralo: https://amzn.to/3fno50E

Star Wars IV-VI (1977-1983) Despecialized Edition

La famosissima trilogia spaziale con protagonista un imberbe minorenne che non vuole fare il contadino perché lavorare la terra è per i perdenti mentre lui è un vincente e i vincenti dimostrano al mondo la loro superiorità sparando come forsennati ad altri imberbi come loro facendoli saltare in aria e disperdendo le loro cellule nel cosmo profondo.

Vaffanculo la campagna, vaffanculo la vanga, vaffanculo l’impianto d’irrigazione e la merda della vacca, vaffanculo zio Ben grasso laido che caca in mezzo al campo, vaffanculo le cime di rapa.
Viva la guerra, viva la morte, viva il sangue dei militari, viva la libertà di disintegrare le cervella degli altri, viva la candela corta e viva viva la fica larga, viva l’eiaculazione precoce, viva il moschetto, viva il duce e viva il re.

Star Wars IV-VI (1977-1983)

Sinceramente la trilogia originale è carina, ma niente di più.

Se tralasciamo le giustissime lodi al comparto tecnico che, tra navi spaziali e creature mostruose, ha creato un mondo realmente fantastico, sul versante storia invece siamo un pochino scarsi: vita morte e miracoli di un ragazzo che crescendo si trova ad affrontare il bivio tra virtù e corruzione al quale il padre aveva imboccato la via della perdizione anni prima non è poi così coinvolgente e la sensazione forte che si percepisce è una continua rincorsa alla prossima scena per costruire con l’accumulazione quello che la selezione non è stata in grado di fare.

MA in realtà il motivo per cui recensisco ‘sti 3 film è per segnalare l’ottima opera del ceco Petr Harmáček che solo soletto si è messo a fare quello che la Lucasfilm non ha mai voluto, ovvero donare al pubblico la versione originale della trilogia, cancellando per sempre dalla memoria le orribili Special Edition che il pingue Lucas ha rilasciato come noccioline lungo la strada dell’inferno.

Lavorando con alcune vecchie versioni in DVD, quella in Laserdisc, una pellicola spagnola in 35mm e alcune immagini degli sfondi originali, Harmy ha ricostruito fotogramma per fotogramma quello che gli spettatori videro al cinema tanti anni fa.
Ed è uno spettacolo.

Se proprio volete rivedere Star Wars, o siete tra i pochi che ancora non l’ha visto, vi consiglio caldamente Harmy’s Despecialized Edition.

VOTO:
3 armi

Star Wars IV-VI (1977-1983) voto

Titoli originali: Star Wars, The Empire Strikes Back, The Return of the Jedi
Regie: George Lucas, Ivin Keshner, s
Anni: 1977, 1980, 1983
Durate: 121 minuti, 124 minuti, 132 minuti
Comprali: https://amzn.to/3mpelYi

Dune (2021)

In un non meglio precisato futuro spaziale, la razza umana si è espansa a macchia d’olio per la galassia grazie ad una spezia chiamata melange che si trova solo sul pianeta Arrakis, altrimenti conosciuto come Dune.

A governare questo cencioso globo desertico, l’imperatore galattico ha piazzato da parecchi anni l’orribile casata degli Harkonnen che, con pugno di ferro e panza da lottatore di sumo, opprimono la popolazione locale dei Fremen, beduini drogati persi della super-spezia che ha donato loro lunga vita, occhi chiari e altri non meglio precisati poteri speciali.

Siccome però la casata degli Atreides, altra famiglia di vassalli spaziali, sta crescendo d’importanza e l’imperatore comincia a temerli, questi elabora un piano talmente convoluto e idiota che ci si chiede se l’imperatore non sia un cerebroleso.

Eccolo:
1- togliere il ricchissimo controllo di Arrakis agli Harkonnen.
2- darlo agli Atreides.
3- far partire la reggenza Atreides con particolare svantaggio fornendo loro mezzi pesanti antiquati e scassati.
4- farli quindi capitolare.
5- invaderli con la guardia imperiale.

Insomma, in altre parole: invece di schiacciare gli Atreides sul loro pianeta originale, l’imperatore li promuove e li fa spostare su un altro pianeta (col rischio di un successo) per poi schiacciarli comunque.

Io dico boh.

Dune (2021)

Seconda trasposizione cinematografica, dopo il grande flop di Lynch, e migliore adattamento dell’omonimo e famoso libro degli anni ’60 di Frank Herbert.

Sul versante prettamente cinematografico c’è poco da lamentarsi: gli enormi paesaggi si schiaffano con leggerezza inaudita in faccia allo spettatore seduto come uno scolaretto al cinema; le interpretazioni, anche se non eccezionali visto che sono anche giocate tutte sulla sottrazione, fanno il loro dovere; e .

Di contro abbiamo Oscar Isaac che alita come un deficiente sperando invano che il reparto effetti speciali faccia il suo magico lavoro di copertura e un generale senso di spaesamento narrativo, non tanto per la storia in sé che non è poi così complicata, quanto per uno scollamento tra la mia attenzione e il resto del mondo mentre mi sono trovato a vagare con la mente in pericolosissime quanto eccitanti visioni di furore e morte generalizzata a scapito dei più inermi e teneri esseri del mondo, i repubblicani.

Da vedere, probabilmente, così dicono.

VOTO:
3 scolaretti e mezzo

Dune (2021) voto

Titolo giapponese: デューン 砂の惑星
Regia: Denis Villeneuve
Anno: 2021
Durata: 155 minuti
Compralo: https://amzn.to/3iiMma9

Jumper – Senza confini (2008)

David Rice è un giovincello americano che scopre di possedere la capacità di teletrasportarsi a piacimento e da quel momento in poi non esiterà ad usare questo suo potere nelle maniere più stupide ed egoistiche possibili, tipo diventare ricco come Pier Silvio Berlusconi.

A dargli la caccia, così da pepare una semplice storia di un liberista, troviamo i Paladini, una setta religiosa armata di taser come la municipale di Milano, che catturano e pugnalano i cosiddetti “Jumpers” ovvero gli esseri umani col potere del teletrasporto perché lo confondono col dono dell’ubiquità ovvero la capacità d’essere in più posti CONTEMPORANEAMENTE.

Jumper - Senza confini (2008)

Hayden Christensen, dopo la trilogia prequel di Guerre stellari, si butta dal cornicione del palazzo della zia paterna senza paracadute e miracolosamente si salva; per ringraziare la Madonna (puttana) del miracolo, promette di recitare nel film più idiota dell’anno… era il 2008.

Filmetto tutto azione e risate che non deluderà gli accaniti sostenitori dell’eugenetica.
E quindi, se anche voi come noi, siete accaniti sostenitori dell’eugenetica e sognate la cancellazione del gene della calvizie, dite una banalità come “gettiamo il cuore oltre lo steccato” e candidatevi nelle fila dell’ennesimo partito liberal-liberista!

VOTO:
3 Pier Silvio e mezzo

Jumper - Senza confini (2008) voto

Titolo uzbeco: Teleport
Regia: Doug Liman
Anno: 2008
Durata: 1 ora e 28 minuti
Compralo: https://amzn.to/2WIL54V

Boss Level (2021)

Un ex militare americano, invece di essere morto nel deserto come meriterebbe, si ritrova a vivere e rivivere lo stesso giorno come Bill Murray ne Il giorno della marmotta, con la differenza che invece di suonare il piano o imparare il francese, Frank Grillo massacra e rimassacra di sberle e coltellate i numerosi assalitori che tentano di fargli la pelle.

La sua arma contro questa sfida apparentemente impossibile è il tempo che viene resettato ogniqualvolta tira le cuoia, come in un videogioco.

Tutto vero tutto giusto.
Peccato per quell’accusa di stupro da parte di due ragazze appena maggiorenni che, secondo la versione riferita ai carabinieri, sono state intossicate dall’alcol il 17 luglio 2019 durante una permanenza nella villa in Sardegna della famiglia Grillo per essere poi stuprate e filmate con i telefonini così da avere abbastanza materiale video per il sequel di questo film.

Boss Level (2021)
Draghi è un grillino !

Film piacevole che strizza l’occhio sia al già citato classico anni ’90 che ad esempi più recenti come Edge of Tomorrow, senza però raggiungerli né come coinvolgimento e né come coito.
D’altra parte ci si domanda se l’intenzione fosse mai stata questa e la risposta sembra essere un sonoro NO.

Un “no” come quello che devono aver gridato molte volte le ragazze a Porto Cervo mentre Frank Grillo le imbottiva di sperma come tacchini a Natale.

VOTO:
3 tacchini e mezzo

Boss Level (2021) voto

Titolo provvisorio: Continue
Regia: Joe Carnahan
Anno: 2021
Durata: 1 ora e 34 minuti

Godzilla (1954)

Quando un paio di pescherecci vengono spazzati via da una misteriosa forza della natura, la gente sulla terraferma comincia a credere alla vecchia leggenda di Gojira, il gigantesco mostro marino che in passato era stato tenuto a bada con il sacrificio di giovani vergini.

Appurato che nel 1954 è un po’ più difficile trovare una donna vergine in tutto il Giappone, si decide d’intervenire con la forza bruta: cannoni, elettrificazioni, balestre, spade laser e boomerang vengono lanciati sulla povera creatura alta 50 metri… senza però sortire alcun effetto.

Fortunatamente uno scienziato orbo con la mania per le mutandine usate delle bambine se ne uscirà con un’arma fine di mondo degna di un cartone della Hanna & Barbera.

Godzilla (1954)

Famosissimo mostro in meno famoso film che, nonostante tutti ne immaginino l’esistenza, molti meno ne hanno effettivamente subito gli effetti nefasti della visione.

Sì, perché Gojira è una roba da farti venire voglia d’intraprendere il cammino mortale che dall’Africa subsahariana porta fino a Lampedusa; tutto, e ripeto tutto, piuttosto che sorbirsi un’ora e mezza di latte alle ginocchia e sporadiche apparizioni di un giapponese con indosso un costume da dinosauro strabico che devasta modellini di trenini.

E’ doveroso ammettere che questo film ha praticamente aperto la fruttuosa linea di Kaiju movies e che il suo spirito anti-nuclearista (dovuto sia al trauma delle due bombe atomiche americane sganciate un decennio prima su Hiroshima e Nagasaki e sia l’incidente del peschereccio giapponese Daigo Fukuryū Maru che nel 1954 fu pesantemente contaminato assieme al suo equipaggio dall’irresponsabile esperimento nucleare americano di Castle Bravo nell’atollo di Bikini) sia encomiabile… ma dio cristo che palle!

VOTO:
3 bikini

Godzilla (1954) voto

Titolo originale: ゴジラ – Gojira
Regia: Ishiro Honda
Anno: 1954
Durata: 96 minuti
Compralo: https://amzn.to/3zbYRdA