X-Men: Giorni di un Futuro Passato (2014)

Nel futuro 2023 il mondo è un disastro: una guerra mondiale vede confrontare i mutanti e gli umani, questi ultimi aiutati da un esercito di robot con capacità straordinarie, le Sentinelle.
Il professor Xavier, Magneto, Wolverine e compagnia bella sono l’ultima speranza per il gene mutante, ma gli umani stanno vincendo e tutto sembra perduto.
Come soluzione estrema, mandano indietro nel tempo Logan per impedire che Mystique inneschi con un omicidio la sequenza temporale che ha portato a quel futuro disastroso.

X-Men: Giorni di un Futuro Passato (2014)
i blockbusters danno da mangiare a parecchi attori

In quest’ultimo capitolo da milioni e milioni di dollari e che ha dato lavoro a 15mila persone (giuro, lo hanno scritto nei titoli di coda), si segue Wolverine nei panni di Marty McFly che deve riprendersi l’almanacco sportivo…
ah no, quello era Ritorno al Futuro Parte II che è meglio di quest’ennesimo blockbuster dalle molte pretese e risultati altalenanti.

Il pubblico ad ogni modo non se ne accorge e paga il biglietto.
X-Men: First Class mi pare fosse meglio…
…non era quello con la scena gay tra Magneto e Xavier poi tagliata in fase di montaggio?

VOTO:
3 Magneto gay e mezzo

X-Men: Giorni di un Futuro Passato (2014) voto

Titolo originale: X-Men: Days of Future Past
Regia: Bryan Singer
Anno: 2014
Durata: 131 minuti

Edge of tomorrow (2014)

Nel lontano 2004 un certo Hiroshi Sakurazaka ha realizzato un libro di fantascienza chiamato All You Need is Kill.
Quest’opera parla di una recluta militare di nome Keiji Kiriya la quale si trova a combattere l’invasione aliena della Terra. La cosa particolare è che Keiji torna in vita ogni volta che muore in battaglia e rivive quindi le ultime 24 ore in un infinito loop temporale il quale gli permette di migliorare le sue capacità di sopravvivenza ogni volta che ricomincia.

10 anni dopo la Warner Bros fa uscire l’adattamento cinematografico rititolato Edge of Tomorrow, perché mettere la parola “Kill” nel titolo non è buono se vuoi attirare il pubblico di massa.
Nel film, invece della recluta, abbiamo un vecchio Tom Cruise per il quale la sceneggiatura è stata riadattata così da calzare la sua età: da giovine soldato quindi, si passa ad ufficiale con compiti da public relations il quale viene mandato al fronte SENZA UN CAZZO DI MOTIVO per sfonnare il culo agli alieni.

Passato quindi il casus belli ridicolo, il film risulta solido e ben girato ed è godibile a più livelli; certo, non si può fare a meno di pensare a Groundhog Day e (soprattutto) ai videogiochi giapponesi, in particolare gli RPG come Final Fantasy, dove i protagonisti aumentano di livello (forza, intelletto, magia…) ogni volta che sconfiggono un nemico.
Non per niente la novella è giapponese e il creatore è un esperto di informatica e videogiochi.
Ma questo gli americani non lo sanno, o se ne fregano.
Come se ne fregano del fatto che nell’originale Keiji ammazza Rita per distruggere poi il mostro finale.
Ma no, il pubblico demente non può vedere un film senza una storia d’amore.
Anche se lui ha 52 anni e lei 31.

Ricapitolando quindi la guida di Hollywood al successo cinematografico:

Giapponesi – NO
Kill – MAI
Guerra – SI
Efebofilia – OK
Americani che salvano il mondo – SEMPER FIDELIS

Titolo originale: Edge of tomorrow
Regia: Doug Liman
Anno: 2014
Durata: 113 minuti

Angry Videogame Nerd: The Movie (2014)

Per chi fosse stato assente da Youtube negli ultimi 10 anni, c’è un personaggio che ha spopolato e continua a spopolare nella comunità nerd (e non solo): l’Angry Videogame Nerd.

James Duncan Rolfe, un ragazzo appassionato di cinema e videogames che ha prodotto cortometraggi dal dubbio valore artistico fin da quando aveva 10 anni, ebbe nel lontano 2005 l’insana e fortunata idea di girare un video di pochi minuti con protagonista uno sfigato geek alle prese con un famosissimo quanto frustrante videogioco, Simon’s Quest per il Nintendo Entertainment System.
Il resto è storia: un numero sempre più nutrito di fedelissimi l’ha seguito e supportato in questi anni fino a farlo diventare uno dei personaggi più amati sulla rete.
Siccome però James ha sempre voluto fare film e non ha mai abbandonato l’idea di girare un lungometraggio, grazie alla sua larga base di fan affezionati è alla fine riuscito a racimolare 350mila dollari e a produrre questo piccolo miracolo.

Angry Videogame Nerd: The movie (2014)

Il film prende spunto dal famoso episodio delle cartucce di E.T. seppellite in Messico nel 1983 dalla Atari in seguito al grande tracollo che investì l’industria videoludica in quegli anni; una storia narrata di bocca in bocca prima che internet fosse diffuso nelle case americane e che ha preso pian piano negli anni un vago alone di mistero.
Il Nerd dovrà andare a scovare le cartucce che sono state seppellite nell’Area 51 (non in Messico) e fare poi una recensione del videogioco infame.
Nel mezzo dovrà combattere militari nazionalisti americani, mostri giganti alla Godzilla e morti viventi.

La campagna di marketing è stata ottima e centellinata: Angry Videogame Nerd: The Movie è stato prima proiettato in varie località in USA e Canada, facendo il sold out, e poi è stato lanciato su internet su piattaforme OnDemand.

Io l’ho visto su Vimeo:
https://vimeo.com/ondemand/avgn

Il film non è un capolavoro, ma resta un riuscitissimo esperimento di crowdfunding dal basso; un grande progetto indipendente e finanziato totalmente dagli stessi fan.
E solo per questo merita un applauso.
Poi, per chi come me è fan del soggetto in questione, l’opera assume connotati epici… ma son gusti.

Titolo originale: Angry Videogame Nerd: The Movie
Regia: Kevin Finn & James D. Rolfe
Anno: 2014
Durata: 115 minuti

Guida perversa all’ideologia (2012)

Slavoj Žižek è un accademico, un filosofo e uno psicanalista sloveno salito alla ribalta delle cronache negli ultimi 15 anni: da intrepido studioso e teorico comunista è rapidamente diventato una rock star intellettuale, protagonista di numerosi video, documentari e film.

Qui il Nostro si lascia andare per due ore parlando animatamente di ideologia, delle sue motivazioni, di come individuarla, stanarla e di come interpretarla sotto una prospettiva marxista, tutto questo attraverso la visione e l’analisi di spezzoni presi da 25 film diversi: da Lo squalo a Zabriskie point, da Sentieri selvaggi ad Essi vivono.

Žižek è un personaggio affascinante che riesce a trascinare anche un pubblico non avvezzo a discorsi quali quelli da lui trattati e con questo film, quasi un ammasso omogeneo di idee sparse, si riesce bene ad apprezzare la logica non-lineare di uno dei più famosi filosofi viventi.

Titolo originale: The Pervert’s Guide to Ideology
Regia: Sophie Fiennes
Anno: 2012
Durata: 136 minuti

Ghostbusters II (1989)

Non servono molte presentazioni per i Ghostbusters; chi non conosce i 3 + 1 (in quota nera) acchiappafantasmi di New York city i quali, durante una delle tante recessioni del sistema capitalistico statunitense, hanno deciso di mettersi in proprio e scacciare gli spettri dalle camere da letto e dai frigoriferi di mezza città?
Beh, nonostante nel primo capitolo i 4 eroi abbiano catturato centinaia di fantasmi e distrutto un omino marshmallow alto 15 piani nel bel mezzo di New York, beh dopo 5 anni nessuno se li caca più, nessuno crede al paranormale e questi poveracci si ritrovano pure a fare i conti con una serie infinita di accuse, denunce e querele.
“Fortuna” vuole che un nuovo malvagio dio multidimensionale si appresti a venire in questo mondo, preceduto da un fiume rosa sotterraneo di fluido carico di energie negative emanate dai newyorkesi…

Ghostbusters-II-(1989)
dottore, vedo la gente morta…è grave?

…dio mio, ma chi cazzo li scrive questi film?

Ah, certo… Dan Aykroyd.
Perché non tutti sanno che il fan numero uno di Ghostbusters è proprio colui il quale l’ha scritto, ovvero il nostro Dan, ovvero il blues brother secco; grande indagatore dell’occulto e maniaco di tutto ciò che è assurdo, Dan se n’è uscito con una storia pazzesca (non nel senso buono del termine) su cui dei folli produttori americani hanno felicemente versato dindini su dindini sperando di incassare forte fintantoché il ferro era caldo (ricordiamoci che Ghostbusters fu un clamoroso botto al botteghino).
Il risultato però è un misto di svariati déjà vu (in pratica l’intero film è una copia spudorata del primo capitolo, scena per scena, situazione per situazione) e di un sonoro conato di vomito di zucchero: lo zucchero è buono e non dispiace mai, ma era meglio se non lo vomitavi.

Certo, ci sono qua e là delle buone scene (l’intera sequenza iniziale con Egon sperimentatore su cavie umane è bellissima) ed alcuni ottimi dialoghi, ma il totale è minore della somma e alla fine si rimane un po’ indecisi su come giudicare un film che è la copia carbone di un buon classico e che quindi viene spontaneo mettere assieme ad altri classici quando invece starebbe forse meglio sullo scaffale alto, quello che devi prendere la scala e quindi non lo vedi mai.
Ghostbusters II è quell’oggetto che hai comprato in preda ad un temporaneo momento di euforia e che poi hai constatato essere una cincischia qualunque.

Forse questo è quello che succede quando incroci i flussi: esce un seguito ciofeca.

VOTO:
2 ciofeche e mezza

Ghostbusters II (1989) voto

Titolo originale: Ghostbusters II
Regia: Ivan Reitman
Anno: 1989
Durata: 108 minuti

Looper (2012)

Nel 2074 è impossibile uccidere qualcuno senza che la polizia lo sappia; nel 2044 invece si può.
Come unire le due cose?
Semplice: coi viaggi nel tempo!

Joe nel 2044 è un “Looper”, un assassino per conto della mafia del futuro: le vittime vengono mandate indietro nel tempo, ad aspettarle c’è un looper che gli spara una fucilata in petto nel momento esatto in cui appaiono, le vittime portano sulle spalle la ricompensa per il looper il quale, preso il malloppo, si disfa del cadavere. Ciliegina sulla torta, dopo 30 anni i loopers vengono “ritirati” mandandoli indietro nel tempo per essere uccisi dai loro stessi giovani.
Un meccanismo pulito come un cielo d’agosto senza nuvole, sembrerebbe.

A complicare le cose però, arriva la notizia che nel futuro c’è un nuovo boss, detto “Rainmaker”, che sta facendo piazza pulita di rivali e loopers; questo superstronzo pare abbia poteri sovrannaturali e un’insana violenza dentro.
Il Joe del futuro, mandato indietro nel tempo per essere ucciso dal Joe del presente, riesce a scappare e decide di trovare il Rainmaker quando è ancora un bambino, farlo poi fuori e salvare quindi il futuro (e la moglie, che nel frattempo è stata fatta fuori dagli sgherri del succitato superstronzo).

Un casino?
In realtà, no: la trama è inaspettatamente incisiva e semplice, costruita bene a tavolino e con tutti gli incastri temporali al posto giusto.
Gli attori sono bravi, con un Joseph Gordon-Levitt (il Joe del presente) che porta in faccia 3 chili di makeup e un naso finto per assomigliare a Bruce Willis (il Joe del futuro).

Un bel film di fantascienza come se ne vedono raramente.

Titolo originale: Looper
Regia: Rian Johnson
Anno: 2012
Durata: 119 minuti

Screamers – Urla dallo spazio (1995)

E’ il 2078 sul pianeta Sirius 6B e l’umanità è divisa in due: da una parte il ‘Nuovo Blocco Economico’, compagnia mineraria che vuole estrarre il berynium dal pianeta, anche a costo di rilasciare nell’atmosfera potenti radiazioni letali, e dall’altra ‘l’Alleanza’, una sorta di sindacato di minatori militarizzato.

Insomma, si tratta della situazione italiana negli anni 2000.

Screamers - Urla dallo spazio (1995)
il braccio armato

Dopo 10 anni di conflitto, le due fazioni sembrano voler fare la pace, cosicché un ufficiale dell’Alleanza va a negoziare con i capitalisti del fronte opposto, ma a complicare le cose ci sono i cosiddeti ‘Screamers’, ovvero robot killer urlatori rilasciati dall’Alleanza, sfuggiti subito al loro controllo e ora capaci di moltiplicarsi ed evolversi autonomamente.

Da qui il solito giochino di questi film di fantascienza/tensione: chi è umano e chi no?

Screamers non è affatto male: se si passano gli effetti speciali un pochino datati e una storia non sempre ai massimi livelli, c’è comunque della carne al fuoco e i colpi di scena restano assicurati.

Titolo originale: Screamers
Regia: Christian Duguay
Anno: 1995
Durata: 108 minuti

RoboCop (1987)

Alex Murphy è padre e marito devoto, un cittadino rispettabile ed un poliziotto modello; poi, dopo 20 minuti di film, dei malavitosi dalla risata facile gli fanno saltare mani, braccia, lo riempiono di piombo, lo pigliano per il culo ed infine gli piantano una pallottola nel cervello.

Evviva i film sarcastici anni 80!

Dichiarato morto dai dottori, in un paese normale Alex sarebbe messo in una scatola di legno e sotterrato mentre le persone che lo conoscevano piangono e gettano terra su di lui; ma siamo in USA, Detroit, in un prossimo futuro distopico nel quale il corpo di polizia viene gestito in appalto da una corporazione privata, la OCP, che ha interessi in qualsiasi settore: dall’esercito agli ospedali, dallo spazio all’urbanistica.

RoboCop (1987)

 

La OCP vuole immettere sul mercato un robot capace di soddisfare la pressante domanda di sicurezza del cittadino medio americano, schiacciato tra delinquenza dilagante e capitalismo a briglie sciolte, un robot da testare sui civili e successivamente da vendere all’esercito per operazioni militari all’estero.
In questo scenario da incubo, il corpo smembrato di Alex Murphy capita a fagiolo: viene smontato, modificato, assemblato e resuscitato come RoboCop, il poliziotto robot che spacca il culo ai teppistelli da strada, ma che non è autorizzato ad arrestare i dirigenti della OCP.
Riuscirà il nostro eroe metallico a giungere ai piani alti del sistema e sfondare il culo a questi colletti bianchi fascio-capitalisti?

RoboCop fu un bel successo di pubblico e di critica, e a ben ragione: il suo pesante cinismo nietzscheano, il sarcasmo politico e la tagliente satira sociale si sposarono perfettamente col suo (apparentemente) superficiale stile da film d’azione americano pieno di troie, cocaina e dirigenti di corporazioni spietati e opportunisti.

Il rifacimento del 2014 invece verrà fortunatamente presto dimenticato nel pozzo delle diaree filmiche da milioni di dollari fatte da teste di minchia senza cervello i quali non hanno capito un cazzo della vita e che spero muoiano presto tra immani sofferenze.

Stronzi.

VOTO:
5 Emil Antonowsky inaciditi

RoboCop (1987) voto

Titolo originale: RoboCop
Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1987
Durata: 102 minuti
Compralo: https://amzn.to/2E6YHNk

Lei (2013)

Lei è una storia di solitudine, la solitudine di Theodore che non riesce a dimenticare l’ex moglie e i tanti momenti passati insieme; Lei è una storia d’amore, l’amore infinito di Theodore per questa donna che l’ha lasciato pieno di splendidi ricordi e dolorosi rimorsi; Lei è la storia della morte delle emozioni, le emozioni di lui che non riesce più a sorprendersi felice della vita, che pensa che abbia già avuto e visto e vissuto tutto e che non ci sia più niente per lui per cui valga la pena di continuare; Lei è la storia di una speranza ritrovata, la speranza di Theodore quando si ritrova a parlare col suo nuovo sistema operativo, chiamato Samantha, dotato di intelligenza artificiale adattabile all’utente ed in continua evoluzione psico-emotiva; Lei è la storia della rinascita, la rinascita di tutto quello che sembrava perso tra le lacrime secche sul pavimento di un appartamento anonimo di un grattacielo anonimo piantato in una città anonima e tecnocratica; Lei è la storia d’amore tra Theodore e Samantha, una storia d’amore impossibile eppure densa e bella come niente prima; Lei è la storia della fine delle cose, la fine dell’amore che lascia il posto agli addii ed ai baci sulle guance per far posto a quello che verrà, nuove impreviste ed oscure esperienze di vita che troppo spesso vengono bloccate e soffocate dall’incapacità di lasciar andare.

Lei (2013)

Spike Jonze è uno dei registi più in forma che Hollywood abbia sfornato da 20 anni a questa parte e Lei, ultima splendida opera di questo poliedrico autore americano, ne è la definitiva conferma.

Una storia d’amore ad orologeria, perfetta nell’arco emozionale e recitata da dio, che spesso ti fa emozionare nonostante sia, una volta ridotta all’osso, la storia di un uomo solo che parla ad un cellulare.
Ed è proprio questa la potenza di questa pellicola: essere capace di portarci su un altro livello di comprensione dove possiamo lasciarci amare da tutto il nostro doloroso passato, senza per questo essere sommersi in un mare di lacrime.

Titolo originale: Her
Regia: Spike Jones
Anno: 2013
Durata: 126 minuti

Gravity (2013)

200.000 anni fa l’Homo sapiens sapiens cominciava la sua camminata evolutiva che l’avrebbe condotto fuori dall’Africa per colonizzare il resto della superficie terrestre.
Oggi l’Homo sapiens sapiens ha creato società evolute e tecnologicamente così avanzate da permettergli una cosa che nessun altro animale ha mai fatto prima, lasciare la Terra per esplorare lo spazio.

Ryan Stone e Matt Kowalski sono due moderni esemplari di homo s. s., nonché astronauti dello shuttle Explorer, impegnati nella riparazione del telescopio Hubble; mentre se la ridono allegramente, un satellite spia russo esplode innescando una reazione a catena che porta all’invasione di detriti nello spazio immediatamente sopra l’atmosfera terrestre, proprio dove Ryan e Matt stanno lavorando.
Quello che segue sono quasi 80 minuti di straordinari effetti speciali, una perfezione filmica intesa a replicare quello che si vedrebbe se si fosse realmente lassù, a 550 chilometri dalla Terra.

Gravity può essere visto come una parabola dell’evoluzione della vita sul nostro pianeta: molti scienziati ipotizzano che le prime forme di vita monocellulari siano cadute sulla Terra assieme ai bombardamenti di meteoriti subiti nel remoto passato, e come questi remoti antenati, Ryan precipita sulla Terra in una pioggia infuocata, finisce in un lago e riemerge dalle acque trascinandosi prima con due, poi con 4 arti ed infine facendo i primi stentati passi in posizione verticale, soggetta ora alla gravitazione terrestre.

Me cojoni Alfonso Cuarón!

Titolo originale: Gravity
Regia: Alfonso Cuarón
Anno: 2013
Durata: 91 minuti

Strange Days (1995)

Vorresti essere quel tizio là, quello con la filippina superdotata per 20 minuti, i 20 minuti giusti? Io posso farlo accadere senza neanche farti macchiare la fede nuziale.

Lenny Nero

Lenny Nero vende sottobanco ricordi, dei veri e propri pezzi di vita registrati digitalmente su un disco della TDK (beati anni ’90) che fruttano bei soldini al mercato nero.
Sembra una bella vita, ma non è così: la ragazza l’ha lasciato e allora lui passa le serate a spararsi le loro memorie senza una vera prospettiva sul futuro.

Ecco però che a rompere le uova nel paniere di questa miserabile decadente vita arriva una prostituta braccata da dei killer la quale ha assistito ad un omicidio a sangue freddo, un omicidio che lei ha registrato su uno di questi speciali dischi TDK.

Seguono scazzottate, inseguimenti, rapper neri, colpi di scena, feste di fine millennio e le modeste tette di Juliette Lewis.

Strange days (1995)
Lenny Nero, ex poliziotto, spacciatore di ricordi, arcinemico di Nanni Moretti

Strange Days è un bel film del ’95 che è caduto nel dimenticatoio, quello delle pellicole anni ’90 fiche ma che nessuno ha più trasmesso in tv per ignoti motivi.
Eppure la storia acchiappa sia un pubblico colto, con i suoi rimandi al noir e al cyberpunk, quasi un’evoluzione sporca di Blade Runner con le lancette portate indietro, e sia un pubblico più vasto, con le incredibili sequenze in soggettiva, per l’epoca un vero traguardo tecnico (e che pure oggi spaccano il culo alle stronzatelle con la GoPro).

Insomma, tutto questo ben di dio e invece niente: Ralph Fiennes è passato alla storia come colui il cui nome non va mai pronunciato, la regista Bigelow ha sbancato con The Hurt Locker e Tom Sizemore è molto famoso tra gli spacciatori di crack di Hollywood Boulevard.

VOTO:
4 Sizemore pazzi

Strange Days (1995) voto

Titolo originale: Strange Days
Regia: Kathryn Bigelow
Anno: 1995
Durata: 145 minuti
Compralo: https://amzn.to/3vTK7RV