Ghostwatch (1992)

Una famiglia londinese vive con l’angoscia di essere un’inutile pedina sullo scacchiere di sua maestà la regina d’Inghilterra e l’unica via d’uscita sembra essere quella di dare la colpa al fantasma di un travestito impiccatosi con una corda di peli pubici nel sottoscala dove vivono i sudditi in questione.

Ecco però che una troupe televisiva della BBC verrà in aiuto mettendo in mostra il dolore loro e del travestito impiccato in cambio del classico quarto d’ora di notorietà.

Ghostwatch (1992)

Interessantissimo programma televisivo che cavalca la succulenta onda del paranormale costruendo però un castello narrativo leggermente più complesso del solito tormentone estivo facendo finta che la messa in scena sia una cosa reale e il programma sia una sorta di Telefono giallo, ma senza il liberal-conservatore Corrado Augias.

Bello, ma non troppo.

VOTO:
3 Augias

Ghostwatch (1992) voto

Titolo brasilero: Vigília Paranormal
Scritto da: Stephen Volk
Anno: 1992
Durata: 91 minuti
Compralo: https://amzn.to/3kKKngC

Haunted (2018 – xxx)

Che bello quando ti riunisci intimamente davanti le telecamere di Netflix con amici e parenti per raccontare loro le tue più perverse fantasie erotico-masochistiche che comprendono coprofagia, tovaglioli di carta, satanassi gay, Gianni Morandi, nonne fantasma, lapidi trafugate, pazienti dementi demoniache, stanze delle torture, gatti maledetti, padri abusivi, parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusivi sessuali abusivi.

Tanta voglia di ricominciare, abusivamente.

Haunted (2018 - xxx)

Serie spaventosa, non per il contenuto che francamente fa ridere i polli, quanto per la vomitevole spavalderia con la quale ti tirano in faccia palate di merda su palate di merda fino a che non ce la fai più e gli tiri giù una bestemmia a capo chino nel silenzio della notte.

<<Porco dio!>> si sente gelido squarciare il cielo e subito la schiena ti s’inzuppa d’urina di cane.
Piangi fratello stronzo, piangi e fotti come non ci fosse un domani.
Fotti e rifotti il culo rotto che ti ritrovi figlio di puttana perché non verrà nessuno a salvarti dall’ira funesta di quel porcaccioddio che ti ha reso stroppio al cervello.

Piangi.

PS: l’unico episodio degno di nota è il terzo della seconda stagione che ovviamente non tratta il paranormale, ma gli rema addirittura conto con la sua storia di abusi dentro una setta cristiana fissata con la liberazione di giovani gay dal demone della frociaggine.

VOTO:
2 cani culi rotti

Haunted (2018 - xxx) voto

Titolo spagnolo: Al borde de la realidad
Anni: 2018, 2019, 2021
Durata: 3 stagioni da 6 episodi da 30 minuti circa

Café Funiculi Funicula (2018)

La famiglia Tokita gestisce un caffè con una sedia molto particolare: a chiunque, accomodandovisi, le venga servita una tazza di brodaglia sporca chiamata caffè dagli orribili proprietari del locale viene concesso un viaggio temporale e poter così incontrare una persona a cui magari non ha potuto dire o chiedere una cosa di cui poi si è pentito per il resto della sua vita.

Le regole di questa magia sono poche, ma ferree: la persona da incontrare deve aver frequentato il locale, perché il viaggio avviene all’interno di quelle 4 mura; qualunque cosa si faccia non cambierà gli eventi futuri; il viaggio durerà solo il tempo che la brodaglia si raffreddi e, se non la si beve prima che ciò accada, si rimarrà intrappolati per sempre in una realtà parallela sotto forma di fantasmi (che però pisciano).

Café Funiculi Funicula (2018)

Romantico dramma giapponese tutto giocato sui colori pastello e sulle emozioni pastose tanto cari alle donne non sposate.

Ci si trova davanti ad un’opera ben servita, indubbiamente intrattenente e che strappa più di un sorriso lungo la passeggiata narrativa, ma non è un capolavoro.

Se siete alla ricerca di un cerchiobottismo popolare che non fa male ad una mosca nel suo essere comunque un buon prodotto, avete fatto centro; altrimenti prendete un bel mestolo di legno, spezzatelo a metà e trafiggetevi il cuore per provare emozioni mai viste prima.

VOTO:
3 mestoli

Café Funiculi Funicula (2018) voto

Titolo originale: コーヒーが冷めないうちに – Kohi ga Samenai Uchi Ni
Regia: Ayuko Tsukahara
Anno: 2018
Durata: 117 minuti
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Darby O’Gill e il re dei folletti (1959)

Nell’Irlanda rurale del 19esimo secolo vive l’ubriacone Darby O’Gill che se ne va in giro per il villaggio raccontando a tutti degli omini che abitano la collina vicina ai quali vuole sottrarre a tutti i costi le segrete ricchezze; il tutto, mentre Sean Connery canta la sua passione per l’amore pubescente.

Sbeffeggiato dal loro re Brian Connors e afflitto da una cirrosi epatica niente male, Darby tenterà il colpaccio con i famosi 3 desideri da esprimere una volta catturato un leprecauno… ma non è tutto oro quello che luccica.

Darby O'Gill e il re dei folletti (1959)

Carinissimo vecchio film che in Italia è arrivato tanti ma tanti anni più tardi; tanto che ci crebbi io che sono nato addirittura dopo la morte di alcuni degli attori protagonisti.

Effetti speciali da paura (per l’epoca), un simpatico folletto da prendere a calci in pancia e una sequenza molto spaventosa verso l’epilogo fanno di Darby O’Gill un ottimo esempio di come si cucinano i carciofi alla romana.

O forse mi sbaglio.

VOTO:
3 carciofi e mezzo

Darby O'Gill e il re dei folletti (1959) voto

Titolo originale: Darby O’Gill and the Little People
Regia: Robert Stevenson
Anno: 1959
Durata: 93 minuti
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A Ghost Story (2017)

L’apparente serenità di una giovane coppia americana viene improvvisamente distrutta con la morte dell’uomo in un incidente stradale davanti casa.

Una casa che diventerà, per il fantasma del deceduto, il luogo di perpetua presenza fino a che non verrà risolto il motivo della sua non-dipartita.

A Ghost Story (2017)

Pescando a piene mani dallo stile del cinema minimalista indipendente e all’immaginario classico degli spiriti con questioni terrene irrisolte, questa piccola e piacevolissima opera è stata per me una bella riflessione sull’insensatezza ultima dell’immanente nell’ottica di un universo infinito.

Partendo da una personale esperienza di morboso attaccamento domiciliare e da una paura per una possibile catastrofe mondiale che porti all’estinzione il genere umano, il regista del remake di Elliot, il drago invisibile porta avanti il discorso sull’intangibile elevandolo ad una sfera emotiva rarefatta ma non per questo meno emozionante di un rettile sputafuoco.

Tutto quello che facciamo per cercare di lasciare un segno del nostro passaggio su questa particella di polvere alla deriva nello spazio, dalla nona di Beethoven alle stronzate che postiamo su Facebook, è destinato a perdersi in saecula saeculorum, con tutto quello che ne consegue.
Il film non dà, e non cerca, una risposta a questo notorio dramma umano, ma piuttosto lo diluisce in eterne e apparentemente frivole inquadrature che in realtà ben veicolano il falso perdurare di un istante qual è la nostra breve esistenza.

Se non temete una scena con una donna che mangia una torta di mele per 5 minuti e 13 secondi, allora ve lo consiglio caldamente.

VOTO:
4 mele e mezza

A Ghost Story (2017) voto

Titolo originale: A Ghost Story
Regia: David Lowery
Anno: 2017
Durata: 92 minuti

Road to Bali (1952) [Full Movie]

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Two unemployed show-biz pals accept treasure-diving work in Bali for a local princess and they find treasure, love and trouble.

Director: Hal Walker
Writers: Frank Butler (screenplay), Hal Kanter (screenplay)
Stars: Bing Crosby, Bob Hope, Dorothy Lamour

Titolo italiano: La principessa di Bali
Regia: Hal Walker
Anno: 1952
Durata: 91 minuti

Pirati dei Caraibi: la vendetta di Salazar – Trailer Reaction

Reagiamo al trailer del quinto film coi pirati, questa volta spagnoli.

Si parla di:
pirati, delusioni e migranti africani.

Titolo originale: Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales
Regia: Joachim Rønning, Espen Sandberg
Anno: 2017
Durata: ?

S.O.S. fantasmi (1988)

Francis Xavier Cross è il direttore di una stazione televisiva privata che comanda con pugno di ferro, cuore di ghiaccio e umorismo nero.
Avendo cominciato dal basso ed essendo passato attraverso un tragitto lavorativo iperbolico durante il quale ha calpestato tutto e tutti pur di giungere in vetta alla piramide sociale, Frank sta preparando un importante speciale natalizio sull’intramontabile classico di Dickens A Christmas Carol che dovrebbe dargli quella spinta finale per dire addio al mondo terrestre e alle umane convenzioni emotive.

Purtroppo, o per fortuna, la vigilia di Natale vengono a fargli visita i famosi 3 spiriti (del passato, del presente e del futuro) i quali cercheranno di aprirgli gli occhi sulla sua “triste condizione” di ricco e potente privilegiato che non deve preoccuparsi su come pagare un ricovero in ospedale o la bolletta del gas.

S.O.S. fantasmi (1988)
beati gli ultimi perché saranno i primi a morire

Commedia nera natalizia con protagonista un malefico Murray in buona forma il quale riesce a reggere sulle sue spalle molta parte di quest’ennesima rielaborazione del classico Canto di Natale, vero e proprio capostipite della (giusta) gogna pubblica della ricca e menefreghista classe borghese.

Nonostante quindi un percorso narrativo prevedibile e un finale forse fin troppo scontato e (stranamente) affrettato nella telefonata conversione dell’odiato protagonista, il film si lascia vedere molteplici volte con grande simpatia e alcune scene rimarranno sicuramente nell’immaginario di quei giovani che avranno il coraggio di prestare l’occhio a questa pellicola vagamente educativa.

Come quel recensore che da bambino rimase molto impressionato dal cadavere del senzatetto Herman, con l’orologio ancora in mano e il mignolo sovrapposto all’anulare in un’eterna principesca erezione di ghiaccio.

VOTO:
4 calippo

S.O.S. fantasmi (1988) voto

Titolo originale: Scrooged
Regia: Richard Donner
Anno: 1988
Durata: 101 minuti

La casa stregata (1982)

Questa è la spaventevole storia di come l’impiegato di banca in sovrappeso Giorgio Allegri si ritrovi tra i coglioni lo spirito di un musulmano col turbante il quale vuole farlo accoppiare con la sua bella fidanzata bionda dal cervello fino esclusivamente durante una notte di luna piena così che il suo padrone arabo possa tornare in vita dopo essere stato trasformato in una statua di sale dalla madre strega del suo vergine amore dentro un palazzo sotto l’Appia Antica, fuori Roma, 1000 anni addietro.

Una trama molto lineare, no?

La casa stregata (1982)

Esperimento copulativo poco riuscito tra Pozzetto e l’horror comico.
Se sorvoliamo sull’assurdità di certe affermazioni, una trama molto stupida e in larga parte datata nella sua sistematicità tradizionalista da pre ’68, delle interpretazioni un po’ troppo caricaturali e una certa incongruità tra le azioni del magico saraceno e le sue intenzioni finali (ma perché cazzo fa impazzire di dispetti la giovane coppia quando il suo scopo è farli scopare nello scantinato?), quello che rimane di buono è solo il cane Gaetano.

VOTO:
3 Gaetano

La casa stregata (1982) voto

Titolo inglese: The Haunted House
Regia: Bruno Corbucci
Anno: 1982
Durata: 95 minuti

House (1977)

La giovane Gorgeous non prende molto bene il fatto che suo padre, rimasto vedovo, abbia ancora delle pulsioni sessuali e voglia perciò risposarsi con un’altra donna; quindi, per ovviare all’insostenibile convivenza, la ragazza parte assieme ad altre 6 amiche, una più cogliona dell’altra, per andare a passare le vacanze estive con la zia (vedova di guerra) che non vede da qualche lustro.

Sfortunatamente nel frattempo il male ha preso possesso dell’anziana parente e le 7 mentecatte finiranno molto male visto che era il 1977 e i paladini della non-violenza sulle donne non esistevano ancora.

House (1977)

Questo è forse il film più strano che abbia mai visto e non so se sia un complimento oppure no.
Scritto seguendo delle idee infantili partorite dalla figlia del regista (e si vede), il film continua ad oscillare tra una sciocchezza profusa a manganellate e un pesante gore tipicamente nipponico entrambi iniettati nella vena libertina di un eroinomane.

Sicuramente molto del folklore e della tradizione giapponese vanno perdendosi di fronte ad un pubblico occidentale che è abituato ad una narrazione in tre atti dotata (soprattutto) di un senso logico e (possibilmente) una morale; in altre terre del mondo invece ci sono ancora esseri umani che si fumano l’erba pipa e decidono di fare un film fregandosene al cazzo dell’arco e della catarsi.

E questo è il risultato.

VOTO:
3 pipe

House (1977) voto

Titolo originale: ハウス Hausu
Regia: Nobuhiko Ôbayashi
Anno: 1977
Durata: 88 minuti

The Conjuring – il caso Enfield (2016)

Storia di quattro bambini inglesi poveri e senza padre che, per racimolare l’attenzione di una madre nervosa e assente, si inventano la presenza in casa dello spirito inquieto di un vecchio sdentato sollevando un vespaio di polemiche intorno alla veridicità delle loro affermazioni e facendo arrivare per direttissima dalle Americhe i coniugi Lorain e Edward Warren, noti bugiardi del paranormale, i quali non perdono un attimo nell’infilar le loro sudicie mani nella triste melma di un’Inghilterra sottoproletaria alla disperata ricerca di un’identità di classe oramai persa durante gli anni bui di Margaret Thatcher, il più bell’uomo della storia del conservatorismo anglo-sassone.

The Conjuring – il caso Enfield (2016)

Seguito di quella perla cattolica mascherata da film dell’orrore chiamata The Conjuring che (come alcuni dei miei più assidui lettori ricorderanno) mi aveva fatto venir voglia di bruciare chiese e campanili, questo mediocre secondo capitolo (del quale sinceramente non si sentiva la mancanza) insiste sui temi centrali di alcune vicende realmente accadute ma in termini molto più blandi e molto meno convincenti di come la pellicola vorrebbe farci credere e cioè: gli spiriti esistono e sono incazzati, farsi pagare per cacciarli è una legittima professione e Cristo Salvatore è l’unica via.

Belle le prime volanti inquadrature volte a tratteggiare gli spazi entro i quali si svolgerà l’intero mistero; per il resto, siamo dalle parti di “brufoli e popcorn”.

VOTO:
3 Cristo Salvatore

The Conjuring – il caso Enfield (2016) voto

Titolo originale: The Conjuring 2
Regia: James Wan
Anno: 2016
Durata: 134 minuti

Lights Out (2016)

Abbiamo visto il film che se spegni la luce muori.

Si parla di:
Trama, come buttiamo un’ora della nostra vita, Spoilers, Doppiaggio, il punto a favore, il Cast, un Dubbio, Coerenza narrativa, il Jump Scare, Inquadratura VS Messa in scena, Film migliori di questo, come non costruire una storia, e Conclusioni.

Titolo originale: Lights Out
Regia: David Sandberg
Anno: 2016
Durata: 81 minuti
Compralo: https://amzn.to/3FBKWBO