Nimona (2023)

In un regno tecnologicamente futuristico e politicamente medievale, governato da una regina nera e difeso da cavalieri omosessuali, avviene un fatto incredibile: per la prima volta nella storia un normale villico sta per essere nominato cavaliere de sto cazzo e molti sudditi borbottano per questo cambio di passo.

E ovviamente avevano ragione, visto che il villico cavaliere Ballista CuoreStrafottente tira una schioppettata laser in bocca alla regina nera per poi essere inghiottito dalle viscere della terra e darsi alla macchia.

Incidente, cospirazione, tradimento?
Ballista grida la sua innocenza di fronte al popolo e al suo frocissimo fidanzato Ambrogio Cazzodorato, ma il fatto che cominci a girare accompagnato da un transessuale millenario che può trasformarsi in qualsiasi cosa gli venga in mente non aiuta la sua causa.

Nimona (2023)

Allora, tralasciando che questo cazzo di film è chiaramente indirizzato a chi soffre di disturbo dell’attenzione per questo suo irritante ritmo da video sincopato di youtube dal 2015, con l’eliminazione sistematica delle fisiologiche pause che danno sapore ad un altrimenti serie infinita di suoni che provengono dalle vostre fottute bocche mannaggia la madonna.
E Tralasciando anche l’evidente attacco alla famiglia tradizionale, composta da padre ottantenne, madre minorenne e figlio concepito con un fantasma divino.

La cosa che maggiormente affossa un film che parte già deficitato, perché concepito per deficienti, è l’insopportabile teoria liberal-capitalista secondo cui un sistema politico piramidale va bene fintantoché permette i matrimoni omosessuali; perché sì Ambrogio Cazzodorato può essere un cavaliere reale, nessuno lo discrimina, ma l’importante è che giuri cieca obbedienza alla monarca che regna sulle spalle e col sudore della fronte di milioni di persone.

Una roba talmente ridicola, già all’epoca della democrazia ateniese, figuriamoci oggi, che solamente i nostri sistemi, liberali coi diritti civili e repressivi coi diritti dei lavoratori, possono mettere in scena senza sentire l’urgenza di tirarsi una scatarrata dritta in bocca a picchiare l’ugola mentre espettano un do di petto.

Perché tu devi capire che Israele è l’unica democrazia del medioriente perché un frocio può passeggiare sul lungomare senza essere gambizzato; anche se quel lungomare è stato strappato ai denti di bambini palestinesi maciullati e bruciati vivi dalla bombe al fosforo sganciate da un regime coloniale e razzista quale è quella perla di putridume che molti si ostinano a chiamare Israele quando invece il nome più adatto sarebbe terra dei figli di puttana da sventrare e appendere per i piedi in piazza mentre noi gli pisciamo in bocca.
Luridi pezzi di merda sionisti che ammorbano il nostro pianeta.

E Nimona è esattamente questo: un film dove viene abbastanza esplicitamente detto ai poveri bambini sottoposti a tale scempio che un matrimonio omosessuale o la finale accettazione di un transessuale in società è più importante della messa in discussione del sistema politico reggente.
Quando un uomo bacia un uomo va bene, perché non rovescia la monarchia; tirare una schioppettata in bocca alla regina ovviamente no.

E allora dovete morire all’inferno maledetti propugnatori non della teoria-gender, come alcuni stoltamente affermano voi siate, ma fottuti spacciatori dozzinali di messaggi conformisti e d’obbedienza.

Ricordatevi: con le budella dell’ultimo papa impiccheremo l’ultimo re.

VOTO:
2 budella e mezzo

Nimona (2023) voto

Titolo giapponese: ニモーナ
Regia: Nick Bruno, Troy Quane
Durata: 1 ora e 41 minuti
Compralo: https://amzn.to/3xie55e

The Flash (2023)

Flash vagabondo disperato alla ricerca di una merendina frettolosa come il suo carattere di merda non sa che pesci prendere e si ritrova a dover fronteggiare il più difficile dei dilemmi esistenziali: lasciar morire la propria madre o mandarla ospite da Corrado Formigli.

Alla fine Flash messicano decide che sì, forse le si può risparmiare la vita, ma questo salvataggio innesca un fottuto effetto farfalla che cambia la faccia del mondo al quale lui era abituato mettendo addirittura in pericolo l’esistenza stessa della razza umana.

Una cosa da far girare la testa.

The Flash (2023)

Il problema dei liberal da quattro soldi che popolano le fogne di mezzo mondo è che ficcano un neonato nero in prima fila, fanno Flash mezzo messicano e mettono Superwoman invece di Superman… ma sono solo elementi di facciata, niente che scuota lo status quo piramidale su cui si regge la società liberal-capitalista a cui gravidamente succhiano il cazzo come prostitute vietnamite.

E l’odio che queste pantegane purulente provoca è comparabile solamente all’odio che ogni sano cittadino di questo mondo deve provare per la feccia sionista; difatti questi due tipi di subumani, liberal pantegane e criminali sionisti, s’incontrano spesso sotto l’arco di Tito per celebrare il saccheggio di quel misero tempietto di beduini del deserto che ancora oggi frotte di estremisti religiosi vanno a piangere come ragazzini coi loro ondeggiamenti disperati da psicopatici.

The Flash, dal canto suo, è certamente meglio di Corrado Formigli, ma è comunque  un film mediocre, specialmente perché viene sozzato da altri personaggi odiosi come la soldatessa sionista Wonder-woman e il grasso capitalista Batman.
Si salva un pochino per il tono schizofrenicamente simpatico, l’ovvio omaggio a Ritorno al futuro e le scenette al rallentatore (con l’inizio, vero capolavoro), ma è da dimenticare invece il cameo di Michael Keaton nei panni del Batman originale: veramente senza motivo.

Insomma: parte bene, ma va a scemare velocemente.

VOTO:
2 Corrado Formigli e mezzo

The Flash (2023) voto

Titolo di lavorazione: Baby Shower
Regia: Andy Muschietti
Durata: 2 ore e 24 minuti
Compralo: https://amzn.to/3U7jPIi

Vittima degli eventi (2014)

Dylan Dog è uno spocchioso universitario romano che (con)vive una relazione platonica con uno spilungone vestito alla zuava e che allo stesso tempo trova il tempo per infilare il suo sottile pene coperto da un astuccio di pelle di foca dentro le fiche di donnette con la sindrome del paparino che lo vedi papà? mi scopo i peggio stronzi! E’ tutta colpa tua! Non mi hai mai amata!

Qui Dylan, dopo essersi pulito il glande dalla stomachevole saliva di Groucho, prende in mano il cazzo caso di Adele e del fantasma di Beatrice Cenci, quindicenne assassina del “padre orco” e per questo morta decapitata nel sedicesimo secolo per mano del Papa Re.

Vittima degli eventi (2014)

Giovane operazione crowdfunding per la giovane regia del giovane Claudio Di Biagio (Freaks) e la giovane sceneggiatura del (non)giovane Luca Vecchi (The Pills) ed tenero omaggio al famoso indagatore dell’incubo londinese che però è più italo-patriota di Ignazio Benito La Russa.

Virtuosa la regia (forse anche un po’ troppo, come se volesse strafare in alcuni punti per mostrare che papà lo vedi sono regista e tu non ci hai mai creduto) e soltanto buona la sceneggiatura, perché fatica a srotolarsi lungo i 50 minuti scarsi di durata dando l’impressione che Luca Vecchi sia bravo nella situazione (spesso comica) e molto meno nella costruzione ponderata e (forse) anche più adulta.

Ciononostante il mediometraggio è bellino e sicuramente è un grandissimo omaggio ad uno dei fumetti italiani più famosi ed importanti della storia.

VOTO:
3 patrioti col braccio teso

Vittima degli eventi (2014) voto

Titolo inglese: Dylan Dog – Victim of Circumstances
Regia: Claudio Di Biagio
Durata: 51 minuti

The Batman (2022)

Bruce Wayne è un emo del cazzo col capello tinto nero slinguazzato da un bovino. E soffre tanto.
Ma tanto.
Così tanto da passare le nottate vestito come un pirata travestito da budello di tua madre a prendere a calci e pugni delinquenti comuni che non minano assolutamente le fondamenta dell’ingiusta e piramidale società su cui Gotham City si regge.

Nel frattempo c’è invece chi si dà da fare via internet per farla pagare ai potenti burattinai del potere e restituire un po’ del loro terrore in dosi massicce di giustizia popolare.
Ma questo non va bene al potere, non va bene che il questore fascistone venga fatto saltare in aria, non va bene che un mafioso corruttore dei pubblici uffici sia impallinato in diretta tv, non va bene che l’ennesimo candidato token-black-donna-sassy-super-liberal-ammazza-rivendicazioni-sociali sia perforata con quella fredda foga tipica delle docce carcerarie.

No, il vigilante fascio-liberal non può permettere che la società cambi per davvero; dare due pugni in bocca a uno che scrive una tag di merda su un muro è di vitale importanza, ma prendere a randellate in culo un liberale?

Ma siamo matti!

The Batman (2022)

Film post-fascio-liberal che ammette quanto la società liberale sia una melma di merda senza possibilità di redenzione e che anzi acuisce le disuguaglianze e le ingiustizie sociali, ma che scoraggia ad ogni costo l’iniziativa popolare per un rovesciamento delle sorti.

Tipo quelli che fino a ieri negavano che ci fosse un cambiamento climatico e che ora, vista l’evidenza dei fatti, sono passati a “ok va bene c’è un cambiamento, ma non è indotto dall’uomo”.
Prossima tappa: ok è indotto dall’uomo, ma non è così drammatico.
Ultimo miglio: ok è drammatico, ma tanto ormai è troppo tardi e io nel frattempo me la sono goduta girando il mondo col mio jet privato.

Ciao povery!

Una pellicola che non raccomando insomma e che tra l’altro è pure lunga e a tratti noiosa.

VOTO:
2 tag di merda

The Batman (2022) voto

Titolo lettone: Betmens
Regia: Matt Reeves
Durata: 2 ore e 56 minuti
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Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Nell’universo 498 il dottore si scopa le pazienti e nessuno lo denuncia perché tutti sono compiacenti e lui solo può venire sulla pancia.

In questo nostro universo invece il dottore è solo stronzo, ma di buon cuore, e nessuno si azzarderebbe a dargli contro se non per ricordargli quell’alito fetente che sprigiona ogni volta che apre la sua sudicia bocca da topo di fogna fascista.
Sì, perché dottor Strange è un ex gerarca sfuggito ai tribunali internazionali fingendosi onduregno e risulta quindi difficile metterlo alla gogna per i numerosi esperimenti scientifici operati su giovani vittime atee che smembrò pezzo a pezzo premurandosi di versare almeno una goccia del suo sperma su ogni lembo sanguinante. Una pratica che se da un lato trova conforto nei testi sacri e nella pratica comune, dall’altra va messa in pratica solamente nei mesi bisestili e non, come amava fare il dottore, ogni fine settimana.
Diamine!

Molto dolore da Wanda Maximoff e la sua fica di fuoco.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Vero e proprio film su commissione per il grande Sam Raimi e quindi enorme ciofeca che scontenta sia il suo affezionato pubblico che, dopo anni d’assenza, non vedeva l’ora di vedere un po’ del suo bizzarro genio sul grande schermo, e sia il pubblico Marvel che probabilmente non capisce bene le trovate un po’ sopra le righe del regista di Evil Dead.
Chi sicuramente è contento e cojonato è l’enorme pubblico dei paesi in via di sviluppo che, con poche eccezioni, si berrebbe persino il piscio se venisse infiocchettato bene.

Peccato, perché con il multiverso di poteva e si doveva osare di più e invece si è preferito relegare il lato interessante ad una brevissima sequenza di vari mondi strampalati per poi ripiegare su un più confortevole mondo del tutto identico al nostro, eccezion fatta per il semaforo che segna rosso invece di verde… che FOLLIA!

VOTO:
2 in via di sviluppo e mezzo

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) voto

Titolo originale: Doctor Strange in the Multiverse of Madness
Regia: Sam Raimi
Durata: 2 ore e 6 minuti
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Spider-Man: No Way Home (2021)

Povero Peter Parker.

Ragazza bella con la figa stretta, amico grasso al cui fianco non sfiguri mai alle feste, poteri sovrannaturali al limite del divino; insomma, una merda di vita che quei fascisti ultra-conservatori degli ucraini sognerebbero al posto della loro misera esistenza ai bordi della cattiva Russia contro cui volevano piantare missili nucleari con la folle e falsa sicurezza dell’ombrello protettivo della NATO che invece al primo momento utile ha fatto capire loro come il cane a guardia del porcile non entra in casa quando vuole.

Peter nel frattempo se ne sta a lì a sucare Mary Jane fica stretta quando un sortilegio magico casinista rigira sottosopra il mondo che conosce facendogli conoscere non uno, ma ben due possibili contendenti al posto di lecca francobolli di MJ.

Spider-Man: No Way Home (2021)

Commedia sopra le righe che non si prende mai sul serio, come da tradizione “Spiderman ultima venuta”, e che si gioca il tutto per tutto con l’effetto nostalgia dei quarantenni e dei trentenni che si ritrovano inaspettatamente assieme ai ventenni nelle sale cinematografiche per un’orgia sporcacciona al limite del legale.

Non è chiaramente un capolavoro, ma fa il suo lavoro d’intrattenimento base; cosa che Maze Runner non ha mai fatto.

Dio ti ama e tu non lo sai.

VOTO:
3 sporcaccioni

Spider-Man: No Way Home (2021) voto

Titolo venezuelano: El Hombre Araña: Sin camino a casa
Regia: Jon Watts
Durata: 2 ore e 28 minuti
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Venom – La furia di Carnage (2021)

Eddie Brock continua ad essere un maledetto rimastino con la faccia di uno che si buca tra le dita dei piedi e un’insaziabile voglia di cervelli e cioccolata; tutto questo perché dentro di sé porta un simbionte alieno simpatico come un’anguilla tra le cosce di pollo che ti ritrovi.

Invece Cletus Kasady è un assassino pazzo col gusto per lo sperma di bove, ma quando viene posseduto da Carnage (che poi in realtà sarebbe una parte di Venom) ecco che scoppia il finimondo e il serial killer Cletus trova la forza di 100 uomini, nonostante un nome da funzionario al comune di Terni.

Venom - La furia di Carnage (2021)

Seguito senza entusiasmo di un film che non era certo ‘sto divertimento.

Anche se qua e là si lavora meglio di sceneggiatura e qualche situazione comica, più che qualche battuta, riesce a smuovere un pochino le acque della mia palude, siamo lontani dal divertimento vero.

Se vi piacciono le storie d’amore, qui ce ne sono ben due: Cletus/Frances e Eddie/Venom; se invece vi piacciono i coglioni, ne troverete a valanga.

PS: il regista è Gollum de Il signore degli anelli.

VOTO:
2 Gollum e mezzo

Venom - La furia di Carnage (2021) voto

Titolo originale: Venom: Let There Be Carnage
Regia: Andy Serkis
Durata: 1 ora e 38 minuti
Compralo: https://amzn.to/3saPuJe

The Suicide Squad – Missione suicida (2021)

L’America ha bisogno di eroi, o meglio: La Merica ha bisogno di carne da macello per foraggiare una macchina da guerra senza limiti e decenza utile unicamente a pompare i larghi culi dei liberal-capitalisti con tonnellate di denaro e oro e diamanti e minorenni fino a che morte non sopraggiunga.

In questo episodio de La guerra totale degli USA vs The World troviamo un drappello di galeotti che, in barba al fine rieducativo a cui dovrebbe aspirare la pena detentiva (e anche qui ce ne sarebbe da discutere, ma vabbè), vengono catapultati senza il benché minimo rispetto della vita umana a fare un’incursione a Corto Maltese (omaggio al massone fascista Hugo Pratt), una fittizia isola caraibica finita sotto il controllo dei generali dopo anni di dittatura sostenuta dagli Stati Uniti.

L’ingrediente che manca a questa storia forsennata è un mostro assurdo degno del folklore giapponese, e non veniamo delusi.

The Suicide Squad - Missione suicida (2021)

Quando un film fa schifo, non c’è problema: basta rigirarlo cambiando le carte in tavole e fare affidamento sulla corta memoria del pubblico.
E il gioco è fatto.

James Gunn, dopo essere stato licenziato dalla Disney per dei vecchi tweet volgari che erano perfettamente in linea con il suo stile dissacrante e fuori dagli schemi perbenisti e non si capisce bene quindi per quale stratacazzo di motivo ci si dovrebbe scandalizzare, tira fuori una sorta di Guardiani della galassia in salsa cinica per l’azienda concorrente e vaffanculo al secchio.

Non aspettatevi chissà che cosa, non è strabiliante, ma è molto simpatico, girato bene e con parecchie chicche tecniche, recitato quel tanto sopra le righe per non cadere nel ridicolo involontario e che cazzo ti devo dire di più?

A morte i liberali.

VOTO:
4 liberali

The Suicide Squad - Missione suicida (2021) voto

Titolo argentino: El escuadrón suicida
Regia: James Gunn
Anno: 2021
Durata: 132 minuti

Zack Snyder’s Justice League (2021)

Il miliardario Bruce Wayne ha deciso di mettere assieme una milizia para-militare, assoldata e mantenuta dai suoi sporchi traffici finanziari, col solo scopo di mantenere in piedi il sistema fascio-capitalista che lo tiene al vertice di una ingiusta piramide sociale alla cui base sopravvivono schiacciati l’uno all’altro miliardi di esseri umani il cui unico delitto è il non ribellarsi alla classe padronale e trascinare per i capelli i porci liberali fino alla piazza più vicina per poi decapitarli uno ad uno gioendo del loro sangue che inonda e rinfresca le loro gaie dita dei piedi.

Zack Snyder's Justice League (2021)

Com’è?
Vi dico solo che, nonostante le 4 ore di narrazione, ero molto confuso e sono dovuto andare a rileggermi la recensione della versione originale.

Quello che però mi è apparso chiaro come un cielo azzurro d’agosto è la grossa nota dolente del film in questione; ovvero il maledetto fascio-liberismo che Zack Snyder, probabilmente inconsapevolmente, trasuda da tutti i pori quando mette in scena un drappello di giustizieri senza regole che vanno a spaccare il culo ad uno straniero nella lontana Russia con la scusa che sta nascondendo delle armi di distruzione di massa.

Ricordati Zack, verremo a prendere per i capelli anche te.

VOTO:
3 Zack

Zack Snyder's Justice League (2021) voto

Titolo alternativo: Justice League: The Snyder Cut
Regia: Zack Snyder
Anno: 2021
Durata: 242 minuti (4 fottute ore)
Compralo: https://amzn.to/3tJBjtW

The Girl from the Other Side (2019)

Shiva è una bambina che vive dall’altra parte del muro che divide il mondo luminoso degli esseri umani e quello scuro delle bestie malefiche portatrici di un misterioso morbo.

A farle da guida e figura paterna troviamo il cosiddetto Maestro, una creatura caprina antropomorfa che si prende cura della piccola difendendola dalle altre bestie che vogliono rubarle l’anima; il tutto facendo sempre attenzione a non sfiorarla, così da evitare che venga contagiata.

The Girl from the Other Side (2019)

Tratto dall’omonimo manga, questo brevissimo corto animato possiede uno stile molto particolare e accattivante derivante dall’opera originale.

Sicuramente non sfiora minimamente tutte le vicende e le tematiche del fumetto da cui è tratto e si avverte una preponderanza della componente spaesamento di fronte ad un’opera così breve che rischia di sfuggire tra un battito di ciglio e l’altro, ma rimane godibile.

A patto che non battiate le palpebre.

VOTO:
4 palpebre

The Girl from the Other Side (2019) voto

Titolo originale: The Girl from the Other Side: Siúil, a Rún – Totsukuni no Shoujo
Regia: Satomi Maiya, Yutaro Kubo
Anno: 2019
Durata: 10 minuti
Compralo: https://amzn.to/3boR0k7

Project Dreams: How to Build Mazinger Z’s Hangar (2020)

L’azienda Maeda è un’importante compagnia di costruzioni giapponese specializzata in grandi opere, tipo le maestose dighe che riforniscono il paese del Sol levante di preziosa energia per guardare gli anime in TV.

Siccome la competizione comincia a farsi alta e le commissioni scarseggiano, viene affidato un compito speciale ai 5 componenti del reparto Fantasy Marketing della Maeda: progettare l’immenso hangar sotterraneo dal quale partiva una delle più famose creazioni del grandissimo maestro Go Nagai, il robot Mazinga Z.

Simpatica e stralunata commedia che piacerà solamente a chi è particolarmente addentro il senso dell’umorismo giapponese, strano misto di assurdo ed infantile, ma che inaspettatamente sfodera una certa qual dose di precisione tecnica nell’elencare le numerose difficoltà che un team di costruttori incontrerebbe nel realizzare una di quelle costruzioni mastodontiche che poi vengono distrutte in un batter d’occhio in quei mitici reperti umani chiamati cartoni animati giapponesi.

Peccato per la solita misoginia nipponica che vede le donne solo in 3 modi: devote e riservate compagnie del focolare, malefiche puttane assetate di sperma e sangue o perfette sceme con la bolla al naso (come in questo caso).

VOTO:
3 mastodonti

Project Dreams: How to Build Mazinger Z's Hangar (2020) voto

Titolo originale: 前田建設ファンタジー営業部 – Maeda Construction Fantasy Sales Department
Regia: Tsutomu Hanabusa
Anno: 2020
Durata: 115 minuti

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn (2020)

Arlecchina biricchina bocchinara è stata mollata dal Joker e da brava piccola borghese con il miserrimo sogno della famiglia americana col giornale il cane e il caffe non riesce proprio a darsi pace.
La poverina le tenta tutte: cazzi di gomma costellati di lamette, mazze chiodate su per il culo, viaggi in Africa alla ricerca del fantomatico big bambù ma… senza un uomo lei è niente.

E però: in suo aiuto arrivano altre 4 donne con altrettanti problemi irrisolti con altrettanti uomini e formano quello che può essere considerato con magistrale raffinatezza un “drappello di zoccole”.

Birds of Prey (2020)

Il film è uscito in Italia senza divieti ai minorenni nonostante sia zeppo di parolacce, gente che si beve e droga, violenza gratuita e glorificazione del più becero provincialismo culturale.
Nel “lontano” 2002 INVECE il grandioso film di Marco Bellocchio L’ora di religione uscì col divieto sotto i 18 anni per una sola singola bestemmia pronunciata da un personaggio rinchiuso in una clinica psichiatrica che, distrutto da anni di segregazione, tenta di sfogare in quella maniera la sua enorme frustrazione per l’incomunicabilità entro cui è sempre stato rinchiuso.

PORCO DIO.

Ad ogni modo, questo filmetto che un mio amico ha giustamente definito il #meTooFilm intendendo l’affrontare un problema reale e serio come la disparità di genere a suon di meme e stronzate superficiali che non vanno minimamente a minare la struttura fondante sopra la quale è stato eretto il castello patriarcale contro cui si dovrebbero battere queste femministe da due soldi alle quali Mary Poppins sputerebbe in bocca dopo aver ferocemente sbocchinato il signor Banks per accrescere la sua carica batterica orale, questo filmetto dicevo non passa il famoso Bechdel test con il quale viene popolarmente misurato il grado di femminismo di un’opera mediatica:
1- almeno due donne
2- che parlano tra loro
3- di qualcosa che non riguardi un uomo.

E visto che tutte e 5 le stronzette protagoniste hanno un problema con i loro uomini (boss, amici, datori di lavoro…) e ne parlano continuamente tanto che la spinta a formare il gruppo viene proprio dal fare fronte comune contro i maschi cattivi che rovinano loro la vita, beh: fate vobis.

Tutto questo ovviamente cozza tremendamente col supposto intento femminista di una pellicola che è confezionata da un manipolo di venduti al sistema capitalista con l’esplicita missione di smerciare un prodotto ad una massa di depensanti che si credono femministe, ma che in realtà sono delle vucchinare di quart’ordine.

vucchinare!

VOTO:
2 vucchinari e mezzo

Birds of Prey (2020) voto

Titolo: Birds of Prey: And the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn
Regia: Cathy Yan
Anno: 2020
Durata: 109 minuti