Batman & Robin (1997)

Batman e Robin sono una gioviale coppia omosessuale che la notte ama travestirsi con variopinti costumi di pelle per poi fare a botte fino a che non esce il sangue dalla bocca e dal naso.

A mettere i bastoni fra le ruote di questo amore segreto e violento abbiamo Mr Freeze, uno scienziato palestrato alto 1 metro e 90 e pesante 100 chili il quale vuole trovare una cura per la moglie criogenizzata dentro una teca di vetro verso la quale il dottore getta quotidianamente parecchio seme durante furiose e gelide sessioni di tristi pugnette, e Poison Ivy, una frigida scienziata che, non riuscendo ad ottenere normali orgasmi tramite interazioni interpersonali, si è dedicata anima e corpo alla zoofilia giungendo persino a raschiarsi furiosamente la vulva con foglie d’ortica al fine di riuscire a provare qualche sensazione, fosse pure di repulsione.

In questo miasma di coiti inconcludenti per colmare cuori incompresi, il maggiordomo Alfred, dopo una decennale carriera come badante e insegnante sessuale del signorino Bruce Wayne, sta per lasciarci le penne per una banale gonorrea contratta a Bangkok e non trattata a dovere.

Batman & Robin (1997)

Caleidoscopica diarrea di salsiccia e lenticchie nonché pesante trave ficcata a forza nei culi dei poveri bambini che, pieni di giocosa speranza, erano andati a vedere questo pamphlet sull’amore gay.

Questo secondo episodio diretto da Schumacher sul pipistrello fascista spinge sull’acceleratore dell’assurdo e del kitsch per fare un oscuro omaggio, totalmente ignorato dalla grande massa, verso l’epoca argentea del tremendo serial tv anni ’60 e finendo perciò con lo scontentare un po’ tutti, compreso il violento Marcello, quello che abita a Via 20 settembre assieme a tua sorella.

Insomma: evitabile come un tir in contromano.

VOTO:
2 Bat credit card

Batman & Robin (1997) voto

Titolo originale: Batman & Robin
Regia: Joel Schumacher
Anno: 1997
Durata: 125 minuti

Suicide Squad (2016)

Abbiamo visto questa cacata di film e lo distruggiamo pronunciando male Harley Quinn.

Si parla di Cose Positive, Pubblico di riferimento, Musica, Sottotitoli italiani, Personaggi, Batman, Cara Delevingne, Harley Quinn e le donne sullo schermo, Buchi di sceneggiatura e cose senza senso, Finale e Ghostbusters, Joker, Harley & Joker, Sogni da casalinga, Arti marziali e inverosimiglianze, Stereotipi e Razzismi, Considerazioni finali e Voto.

Titolo originale: Suicide Squad
Regia: David Ayer
Anno: 2016
Durata: 123 minuti

Captain America: Civil War (2016)

C’è uno che gira per il mondo a cercare gente che ha fatto cose, non so, poi il governo americano, no, il segretario, col parrucchino che poi lui dice “cazzo ragazzi fate troppa caciara quando sfonnate i cattivi, ora decidono le nazioni unite”.
“E no cazzo” dice captain America, “coddio infatti mica se po lavora’ così” concorda quello nero con le ali; invece Iron Man vuole fasse mette sotto e firma’ ‘sta cazzo de convenzione internazionale, e pure Vision, il semidio rosso.
Vabbè insomma, pe’ falla breve, gli Avengers si dividono in due fazioni: una pe’ fa come cazzo je pare e l’altra pe’ fa come cazzo je pare all’ONU.
Battaglie pugni, calci sbim sbim, azione molta.
Divisioni interne, pentimenti, ripensamenti, botte in bocca.
E gli amici superforti si ritrovano un po’ de qua e un po’ de la.

C’è anche Spiderman in prestito dalla Columbia.

Captain America: Civil War (2016)
foto di Spiderman in prestito dalla Columbia

Mah guarda, meglio Batman v Superman.
Decisamente meglio quello.
E non me venite a ricconta’ la stronzata che questo è bello, adulto, presa de coscienza, responsabilità civile in tribunale.
Ma andate affanculo: questa è ‘na presa per il culo, una porcata noiosa e presuntuosa che proprio non sa dove vuole anna’ a para’.
Troppo scema per un pubblico adulto, troppo pallosa per un pubblico giovinetto, troppo che non sapete proprio scrivere i film.

Spiderman è l’unico che ne esce a testa alta: finalmente uno Spidy adolescente e inesperto, come nel fumetto.
Black Panther un disastro: un nero con un indefinito accento africano da barcone a Lampedusa che, nonostante sia il principe di Wakanda (?), se ne va in giro con una collanina col dente di squalo manco fosse un turista olandese a Ko Tao nel 1997 (croccoddio).
Mamma che scempio: Tommie Smith e John Carlos se stanno a gira’ nelle tombe come spiedini de pollo.

VOTO:
2 spiedini de pollo

Captain America: Civil War (2016) voto

Titolo originale: Captain America: Civil War
Regia: Anthony e Joe Russo
Anno: 2016
Durata: 147 minuti

X-Men: Apocalisse (2016)

Migliaia di anni fa nasce il primo mutante della storia umana, En Sabah Nur (Luce della Mattina).

Siccome a quanto pare l’intelligenza non è appannaggio delle entità sovrumane iperavanzate, mano a mano che acquisisce nuovi poteri sovraumani iperavanzati Luce della Mattina si convince sempre più di essere una sorta di dio sceso in terra il quale ha l’infame compito di “resettare” periodicamente intere civiltà radendo al suolo le loro misere città fatte di fango e merda.
Questo suo delirio adolescenziale di onnipotenza termina però circa 3mila anni prima di Cristo con il tradimento di un drappello di coraggiosi ribelli infiltrati tra le fila dei suoi servitori egizi i quali riescono a seppellirlo sotto una montagna di detriti una volta facenti parte della sua piramide trasla-coscienze.

X-Men – Apocalisse (2016)

Risvegliatosi dal suo sonno (quasi) eterno per colpa di una donna (grazie Hollywood per confermare sempre il tuo latente sessismo) Luce della Mattina prende il nome di Apocalisse visto che solo pornostar e checche si chiamano Luce e lui l’aria della pornostar non ce l’ha proprio e, dopo aver guardato per una decina di minuti la televisione, si convince che la razza umana deve essere “resettata”.
Sarà compito degli uomini mutanti X-Men e le donne mutanti X-Men (che nonostante siano femmine obbedisono comunque alla regola del plurale maschile) salvare il mondo dalla furia cieca di Oscar Isaac alla ricerca disperata di una sua dimensione tra i mega-frullatoni tipo questo e le storie arzigogolate come Inside Llewyn Davis e A most Violent Year.

Dopo il decente Giorni di un futuro passato, ecco l’ennesimo roboante capitolo per gli Uomini X che aggiunge poco o nulla all’oramai saturo carrozzone catastrofista dei supereroi americani.
Girato sicuramente bene e con parecchie scene emozionanti, il film pecca ironicamente proprio dello stesso difetto di Apocalisse e cioè l’immodestia: perché, come un semidio onnipotente dovrebbe volgere il suo interesse verso l’infinito cosmico tipo il Dr. Manhattan piuttosto che sulla polvere dove cammina, anche la più grande industria cinematografica del mondo farebbe bene ogni tanto a levare le mani dai cazzetti e dalle fregnette pubescenziali che girano a Los Angeles per rispondere al più grande dei quesiti umani, ovvero:

ma come è possibile che Clemente Mastella venga eletto?

VOTO:
3 Wolverine con le lattine di birra in testa tipo tifoso di baseball e mezzo

X-Men - Apocalisse (2016) voto

Titolo originale: X-Men Apocalypse
Regia: Brian Singer
Anno: 2016
Durata: 144 minuti

Batman v Superman: Dawn of Justice (2016)

Sono passati 18 mesi da quando Superman ha sventrato mezza Metropolis alla fine di quel film stronzo e sembra che molti non siano entusiasti all’idea di avere un alieno onnipotente che somministra la giustizia senza rendere conto a nessuno; tra questi il più ipocrita è sicuramente Batman, un fascio-capitalista dal grilletto facile e con profondi traumi infantili il quale si mette in testa di archiviare il capitolo Superman con l’aiuto della famosa kryptonite, l’unico punto debole del supereroe in calzamaglia.
Nel frammentre viene fuori che anche Lex Luthor sta tramando da anni la dipartita di questo dio sceso in terra, ovviamente anche lui perché ha traumi infantili.

Batman v Superman: Dawn of Justice (2016)
ecco mamma

Pensavo molto peggio e invece questo film non è male.
Molto probabilmente il mio responso positivo è dovuto alla visione della versione lunga senza i tagli massacranti della Warner che, per  accontentare un pubblico poco attento, hanno snaturato una storia complessa e molto più adulta delle divertenti bambinate della Marvel.
Ovviamente non c’è niente di particolarmente eccezionale in una storia di gente forzuta che si mena senza sosta per i cieli neri di una città senza gloria…ma che vi aspettavate?
Un dramma shakespeariano?

VOTO:
3 forzuti e mezzo che sostengono i fascisti come Storace…mortacci sua

Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) voto

Titolo originale: Batman v Superman: Dawn of Justice
Regia: Zack Snider
Anno: 2016
Durata: 183 minuti

Deadpool (2016)

Sbium bum bam
Veterano mercenario sbruffone Wade Wilson
sbaradim dun sbem
Cancro cura mutazione invincibile sfigurato
caratom kun kan
Simpaticheria giocoleria spavalderia che moria
gichi gin kin don
Fregna bomba atomica esperimenti cattivi vendetta

Deadpool-(2016)
vendetta sbim

Leggero cambio di rotta per il genere fumettalcinema con tutta questa carica adolescenziale di menefreghismo post-fascistoide e nichilismo-pop, Deadpool ha dalla sua una storia ridotta ai minimi termini ma godibile, alcuni siparietti comici molto ben riusciti e una spropositata dose di viulenza e sesso (considerato che è un film di supereroi).
Il film è infatti vietato ai minori non accompagnati e addirittura bandito in Cina e in Uzbekistan.

Ora, il problema è che, nonostante mi sia divertito abbastanza, mi sono scordato quasi tutto dopo neanche 4 ore.
Segno inequivocabile che il cancro ce l’ho io al cervello?
Oppure triste constatazione che i film come questo vanno alla grande con le giovani generazioni contemporanee perché queste ultime hanno una capacità di concentrazione pari a quella del pomodoro: 18%?

VOTO:
3 concentrati

Deadpool-(2016)-votoTitolo originale: Deadpool
Regia: Tim Miller
Anno: 2016
Durata: 108 minuti

Captain America: The Winter Soldier (2014)

Oh Capitano, mio capitano.
Questa volta sei alle prese con una malefica infiltrazione nazista all’interno della SHIELD, l’organizzazione para-fascista per cui lavori da qualche anno.

Ma dico io, di cosa ti sorprendi?

Captain America: The Winter Soldier (2014)
aggiungere “logica” alla lista di cose da imparare

Nona pellicola dell’universo Marvel e un filo meno sbombarola al cazzo delle altre, The Winter Soldier vive di vita propria unicamente per un piccolo twist interessante e cioè la critica alla logica della giustizia preventiva, quella che ha mosso tutto l’operato dell’amministrazione Bush per intenderci, e anche quella che bene o male regge l’impero americano da un paio di secoli.

Se ci si appresta alla visione con l’idea di un pomeriggio sottotono senza troppe pretese, allora se ne esce a testa alta; se invece se ne vuole fare un manifesto politico, avete sbagliato strada.

VOTO:
3 manifesti e mezzo

Captain America: The Winter Soldier (2014) Voto

Titolo originale: Captain America: The Winter Soldier (2014)
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Anno: 2014
Durata: 136 minuti

The Mask – Da zero a mito (1994)

La storia la sapete tutti:
un timidone impiegato di banca si ritrova tra le mani una maschera lignea in grado di trasformare chi la indossi in un vulcano di cazzate.

Film vetrina per il poliedrico Jim Carrey e le sue mille facce, The Mask visto oggi fa un po’ triste tenerezza: con quelle sue inquadrature a mostrare l’effetto speciale esagerato che nei primi anni novanta sembrava non si potesse fare a meno di questi effettacci buttati lì alla cazzo di cane e oggi invece mettono molta malinconia dentro, tipo quando vedi uno che conoscevi tempo fa e che ora sta paralizzato su una sedia a rotelle.

La differenza tra questo e un film come Jurassic Park, ad esempio, è che quest’ultimo usava la grafica computerizzata per raccontare una storia, The Mask invece fa il contrario.
Oggi quindi le boccacce e gli occhietti e le vocine e le manone e i mitra e le pistole e i martelloni e le sveglie e i vortici e chi più ne ha più ne metta fanno da punteggiatura scassacazzi ad una storiella d’amore molto scialba e molto classica; così classica infatti che riguardandolo mi sono accorto di quanto sia stato girato alla vecchia maniera, con le luci notturne blu blu e gli interni arancioni arancioni che tutto sommato mi hanno fatto sorridere e non me l’hanno fatto odiare immensamente come forse si sarebbe meritato.

PS: sottotitolo italiano di merda. Come al solito.

VOTO:
3 occhietti

The Mask - Da zero a mito (1994) voto

Titolo originale: The Mask
Regia: Chuck Russell
Anno: 1994
Durata: 101 minuti

Ant-Man (2015)

Ed ecco un altro supereroe Marvel che viene trasposto su pellicola.
Questo qui ha una tuta che gli permette di rimpicciolire e tornare normale a piacimento; questo potere viene usato per sconfiggere il male, tanto per cambiare. Il male in questo caso è rappresentato da un ricercatore businessman pelato pazzo che vuole vendere quest’innovativa tecnologia all’Hydra, i cattivi del mondo Marvel…se non mi sbaglio.

Ant-Man (2015)

Originariamente scritto da Edgar Wright e poi toltogli di mano dal Marvel Studios perché troppo ritenuto strano e dissimile dalla classica formula dei supereroi targati Disney, Ant-Man mostra ancora molto di quello che avrebbe potuto essere e non è mai stato, tipo la scena della lotta nella valigetta con Siri dell’Iphone che capisce fischi per fiaschi e fa partire Disintegration dei Cure, semplicemente perfetta.
Ed è proprio su questa difficile crina che Ant-Man fatica a ritagliarsi un pubblico omogeneo tanta è la voglia di accontentare sia lo spettatore distratto-medio che quello più raffinato…d’altra parte però, se uno ci pensa bene, si arriva alla conclusione che questo tipo di blockbuster sono appositamente studiati per risucchiare dentro tutto e tutti, non certo per accontentare la critica con la tovaglia sulla mani e le mani sui coglioni.
Ad ogni modo Ant-Man resta un film molto godibile con qualche eccezionale guizzo intelligente e inaspettato tipo il viaggio nella dimensione subatomica che aspettavo da quando ho visto il finale di Radiazioni BX: Distruzione Uomo.

Quello che non mi aspettavo invece è trovare Michael Douglas con la voce ina ina dopo che j’è preso un cancro alla gola che secondo lui gliel’ha attaccato Catherine Zeta-Jones quando lui le leccava la fica.
Non scherzo.

VOTO:
3 fiche e mezza

Ant-Man (2015) Voto

Titolo originale: Ant-Man
Regia: Peyton Reed
Anno: 2015
Durata: 117 minuti

Big Hero 6 (2014)

Hiro Hamada è un ragazzino americano prodigio che non vuole affrontare la vita reale e trovarsi un lavoro per bene che lo metta al servizio della comunità; chiamalo scemo.
Il fratello, giovane ricercatore di robotica all’università di San Fransokyo (un’immaginaria San Francisco ricostruita da immigrati giapponesi nel 1906), lo convince ad arruolarsi tra le fila di ricercatori universitari per mettere a frutto il suo straordinario intelletto.

Come in tutte le storie di supereroi americani però, la scintilla che innesca la trasformazione da giovane pubescente a maschio stracazzuto è la morte di una figura cara al protagonista, in questo caso quella del fratello.
Hiro si mette quindi in testa di trovare il maledetto colpevole per la morte del caro estinto il quale nel frattempo si è anche fregato la sua recente invenzione: un esercito di microrobots comandati col pensiero capaci di radere al suolo l’intera città.
Ad aiutarlo ha 4 giovani colleghi ricercatori ed un robot chiamato Baymax, un’automa dottore il cui scopo principale è curare le sofferenze degli umani.
Tra voli pindarici, molte battute e una sana spruzzata di progressismo all’americana i nostri eroi porteranno a casa la pagnotta.

Big Hero 6 (2014)
parecchie pagnotte, a giudicare dall’obesità di Baymax

Big Hero 6 è un filmetto niente male, con la giusta dose di azione e una morale buona tipica dei film Disney; certamente un pubblico adulto trae poco dal messaggio interrazziale (protagonista mezzo giapponese e città da melting pot) e il condivisibile insegnamento che l’intelligenza vince sulla forza bruta, ma i bambini (o gli idioti) possono farne tesoro.

Tratto da un oscuro fumetto Marvel dall’omonimo titolo (operazione frutto del recente assorbimento della testata da parte della casa cinematografica californiana), del materiale originale in realtà resta poco, e meno male.
Sì, perché è sempre meglio una buona moraletta disneyana che le rozze botte da orbi dei supereroi americani.
Questa è anche la pellicola che ha vinto l’Oscar 2015 come migliore film d’animazione mentre il capolavoro The Lego Movie non aveva ricevuto neanche una nomination, e la cosa non meraviglia se si pensa che la società americana è talmente intrisa di consumismo da secolo decimo nono ed emotività da 2 spicci che non poteva certo premiare un film che prende per il culo l’intero sistema.

VOTO:
4 Johnny 5

Big Hero 6 (2014) featured

Titolo originale: Big Hero 6
Regia: Don Hall, Chris Williams
Anno: 2014
Durata: 102 minuti

Guardiani della Galassia (2014)

Ma cosa volete che ne pensi di un film in cui la parola “Fascista” è usata come insulto?
Che è un cazzo di capolavoro!

L’ennesimo film tratto dall’universo Marvel, ora controllata dalla Disney Corporation e quindi sulla buona via della spremitura fino all’osso, è infatti un caleidoscopico carosello allucinogeno con due palle fumanti servito su un piatto d’oro e contornato da un umorismo innocuo ma comunque spassoso.

Quando ho sentito che Guardians of the Galaxy era un film della madonna, divertentissimo e girato da dio, non volevo crederci; d’altronde si sa che questi blockbusters americani sono troppo spesso deviati verso il capital-fascismo alla Michael Bay e che finiscono sempre per esasperare il concetto base di eroismo fascio e superiorità genitale maschile.
Qui invece, nonostante ci siano gli inevitabili momenti d’eroismo e il protagonista principale sia un maschio bianco, si riscontrano però molti felici ingredienti narrativi volti a stemperare questi stereotipi del genere.
Quando ad esempio il protagonista quasi si sacrifica per la sua donna, il successivo monologo superficiale autocompiacente e la reazione stizzita di superiorità intellettuale della ragazza, fanno cadere immediatamente l’altare eroico appena montato.

Si nota oltretutto che la compagnia chiamata appunto Guardiani della galassia è composta da perdenti, definizione usata dal protagonista stesso, e che in finale è la cooperazione sinistrorsa a vincere contro il male, non l’individualismo fascista.
Alla fine poi i Guardiani si comparano a Kevin Bacon, per il suo ruolo di emancipatore sociale nel film Footloose, una pellicola decisamente fuori dalla portata temporale dei bimbi minchia.
Forse sembra poco per coloro i quali non sono avezzi all’analisi filmica, specialmente di blockbusters come questi, ma credetemi se vi dico che è invece una piccola rivoluzione avere come protagonisti dei simpatici rinnegati braccati dai governi autoritari.

E come si è arrivati ad un prodotto del genere?
Beh, semplice: è bastato assumere come sceneggiatore e regista uno che ha le idee politiche giuste, James Gunn.
James è famoso per aver collaborato con la mitica casa di produzione americana Troma, uno studio indipendente che ha fatto uscire piccoli grandi film a basso costo ricchi di humor, tette e disgustorama.
Gunn in particolare ha scritto due film culto come Tromeo and Juliet e Terror Firmer; quest’ultimo, basato su una trama che gira intorno agli ermafroditi, ha tra l’latro due cameo di rilievo sui titoli di coda: Trey Parker e Matt Stone, quelli di South Park, un’altra opera americana libera dal politically correct e sempre attuale, nonostante sia in onda da 17 anni.

Il legame di James Gunn con la Troma si esprime anche con il cameo di Lloyd Kaufman, fondatore della Troma, durante la scena alla prigione spaziale: è uno dei detenuti.
Altro cameo rilevante poi è quello di Stan Lee, famoso ideatore di parecchi personaggi Marvel (ma non dei Guardiani) e ormai prezzemolo del Marvel Studios; stavolta però il vecchiaccio miliardario appare in compagnia di una giovane ragazza e viene quindi indicato dai personaggi come un vecchio zozzone pedofilo, il che è esilarante.
A completare il quadro già roseo, c’è una colonna sonora fatta di pezzi anni ’70, molto pop ma senza essere stupida.

Insomma, che dire di più?
Facile:
Christopher Nolan fascista!

Titolo originale: Guardians of the Galaxy
Regia: James Gunn
Anno: 2014
Durata: 121 minuti

Il ragazzo invisibile (2014)

Trieste è una piccola città di confine, un capoluogo di provincia di circa 200 mila anime; situata tra slavi, italiani e tedeschi, la città ha sempre avuto uno strano carattere provinciale e cosmopolita allo stesso tempo, forse uno dei primi esempi di melting pot che, per colpa soprattutto degli italiani fascisti (tra cui anche ebrei triestini, perché tutti se lo scordano che molti ebrei erano ferventi fascisti fino alle leggi razziali), dicevo per colpa dei fascisti colonialisti, fu tolta all’impero austro-ungarico nel 1918, quando fu letteralmente invasa dall’esercito sabaudo.
Presto la minoranza italiana si impose sulla maggioranza slava ed eliminò la loro lingua, la loro cultura, le loro tradizioni e persino i loro nomi nel brutale tentativo di italianizzare un luogo che italiano non fu mai.
L’espulsione più o meno forzata di cittadini di etnia non-italica fu quindi una vera piccola tragedia che spesso i libri italiani di storia si “scordano” di menzionare.
Oggi Trieste rimane una città priva d’identità, spogliata della ricchezza culturale che la contraddistingueva; è rimasto solo un vuoto guscio micragnoso che aspetta il prossimo inverno per polverizzarsi.

Ecco insomma, a Trieste ce n’è di roba da raccontare, direttamente o indirettamente, e questo ultimo film di Salvatores, svolgendosi proprio in questo capoluogo veneto (* vedi nota in fondo), avrebbe potuto sfruttare molto di quello che vi ho raccontato.
Purtroppo però gli sceneggiatori italiani sono cani bastardi senza gloria che leggono le graphic novels per informarsi e siedono ai tavolini dei bar per discutere di stupidaggini.
Quindi, nonostante le varie risorse disponibili, anche questa volta abbiamo un bel nulla di fatto.

Il ragazzo invisibile (2014)

Lo sforzo produttivo c’è e la tecnica è buona (ma ormai chi è che gira tecnicamente male un film?), però non c’è un cazzo da fare: Il ragazzo invisibile rimane un filmetto fiacchetto, indeciso se prendere la via della commedia fantastica per ragazzi o invece strizzare l’occhio ad una fascia di pubblico più adulta.
E il risultato è un pappone sbrodolone che scontenta e annoia tutti.

Purtroppo questa storia di adolescenza sfigata con redenzione eroica fascista è un tale buco nell’acqua che il tonfo si è sentito fino a Los Angeles dove producono i film ai quali questa pellicola fa il verso spudorato: nerd ciccioni, bulletti ripetenti, negozi cinesi magici e violenza scolastica ingiustificata sono infatti da sempre pane quotidiano dei film americani per ragazzi.
Quello che gli sceneggiatori italiani non hanno capito però è che non si può prendere una formula che funziona all’estero e trapiantarla, senza arte né parte, nel contesto triestino e far finta che tutto vada bene

No cari miei: le spie russe della Siberia che allevano giovani mutanti per fare la guerra, nel migliore dei casi fa ridere; nel peggiore, fa venire voglia di Guerra Termonucleare Globale.
E sicuramente il tipico sceneggiatore italiota non avrà capito questa mia ultima battuta, segno che dei film per ragazzi americani non ci capisce un cazzo.

*nota= Siccome sono stato rimproverato sul fatto che Trieste non è il capoluogo del Veneto, spiegherò cosa intendevo per il beneficio dei grammar nazi dell’internet: Trieste è un capoluogo nella regione Friuli Venezia Giulia; ma ricade culturalmente nella sfera veneta… perciò = “capoluogo veneto”)

Titolo originale: Il ragazzo invisibile
Regia: Gabriele Salvatores
Anno: 2014
Durata: 100 minuti