Doomsday – Il giorno del giudizio (2008)

Su quella cacatina di merda nell’oceano del nord chiamata Grand Bretagna, viene fuori un virus cattivissimo mortale e bubbonico che allora il governo di sua maestà figlia di troia in calore tira su un muro tanto velocemente quanto Gianni Agnelli tirava su la cocaina dalle sue malridotte froce del naso.

Uno spettacolo pietoso ed indegno per un uomo dalle dimensioni genitali del suo ordine di grandezza ed infatti dopo 30 anni d’isolamento totale viene fuori che al nord ci sono gli immuni puri e a Londra ci risono gli infetti bastardi.

E allora mandiamo una squadra stronza e stolta a farla da padrone al di là del muro, e bim bum bam: nulla sarà come prima.

Doomsday - Il giorno del giudizio (2008)

Dallo stesso regista degli interessanti The Descent e Dog Soldiers, questa cacata bullizzata dalla fica di tua nonna non vale invece il tempo perso nel vederlo, senti a me.

Scopiazzato od ispirato da tanti altri film del genere e sottogenere zombie tipo 28 giorni dopo, Mad Max o i filmacci italiani con i titoli inglesi degli anni ’80 girati senza permesso per le strade di Philadelphia, qui alla fine non rimane molto da commentare se non l’assoluta mancanza di ragione d’esistere.

Certo, simpatico il succo purulento gore che viene regalato al pubblico con budella in fior fiore, carni buiciate e cannibalizzate e conigli esplosi in bocca a te, ma non è abbastanza per farmi passare la voglia di genocidio in stile sionista.

Yahweh uber alles.

VOTO:
2 Agnelli

Doomsday - Il giorno del giudizio (2008) voto

Titolo originale: Doomsday
Regia: Neil Marshall
Durata: 1 ora e 48 minuti
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Nimona (2023)

In un regno tecnologicamente futuristico e politicamente medievale, governato da una regina nera e difeso da cavalieri omosessuali, avviene un fatto incredibile: per la prima volta nella storia un normale villico sta per essere nominato cavaliere de sto cazzo e molti sudditi borbottano per questo cambio di passo.

E ovviamente avevano ragione, visto che il villico cavaliere Ballista CuoreStrafottente tira una schioppettata laser in bocca alla regina nera per poi essere inghiottito dalle viscere della terra e darsi alla macchia.

Incidente, cospirazione, tradimento?
Ballista grida la sua innocenza di fronte al popolo e al suo frocissimo fidanzato Ambrogio Cazzodorato, ma il fatto che cominci a girare accompagnato da un transessuale millenario che può trasformarsi in qualsiasi cosa gli venga in mente non aiuta la sua causa.

Nimona (2023)

Allora, tralasciando che questo cazzo di film è chiaramente indirizzato a chi soffre di disturbo dell’attenzione per questo suo irritante ritmo da video sincopato di youtube dal 2015, con l’eliminazione sistematica delle fisiologiche pause che danno sapore ad un altrimenti serie infinita di suoni che provengono dalle vostre fottute bocche mannaggia la madonna.
E Tralasciando anche l’evidente attacco alla famiglia tradizionale, composta da padre ottantenne, madre minorenne e figlio concepito con un fantasma divino.

La cosa che maggiormente affossa un film che parte già deficitato, perché concepito per deficienti, è l’insopportabile teoria liberal-capitalista secondo cui un sistema politico piramidale va bene fintantoché permette i matrimoni omosessuali; perché sì Ambrogio Cazzodorato può essere un cavaliere reale, nessuno lo discrimina, ma l’importante è che giuri cieca obbedienza alla monarca che regna sulle spalle e col sudore della fronte di milioni di persone.

Una roba talmente ridicola, già all’epoca della democrazia ateniese, figuriamoci oggi, che solamente i nostri sistemi, liberali coi diritti civili e repressivi coi diritti dei lavoratori, possono mettere in scena senza sentire l’urgenza di tirarsi una scatarrata dritta in bocca a picchiare l’ugola mentre espettano un do di petto.

Perché tu devi capire che Israele è l’unica democrazia del medioriente perché un frocio può passeggiare sul lungomare senza essere gambizzato; anche se quel lungomare è stato strappato ai denti di bambini palestinesi maciullati e bruciati vivi dalla bombe al fosforo sganciate da un regime coloniale e razzista quale è quella perla di putridume che molti si ostinano a chiamare Israele quando invece il nome più adatto sarebbe terra dei figli di puttana da sventrare e appendere per i piedi in piazza mentre noi gli pisciamo in bocca.
Luridi pezzi di merda sionisti che ammorbano il nostro pianeta.

E Nimona è esattamente questo: un film dove viene abbastanza esplicitamente detto ai poveri bambini sottoposti a tale scempio che un matrimonio omosessuale o la finale accettazione di un transessuale in società è più importante della messa in discussione del sistema politico reggente.
Quando un uomo bacia un uomo va bene, perché non rovescia la monarchia; tirare una schioppettata in bocca alla regina ovviamente no.

E allora dovete morire all’inferno maledetti propugnatori non della teoria-gender, come alcuni stoltamente affermano voi siate, ma fottuti spacciatori dozzinali di messaggi conformisti e d’obbedienza.

Ricordatevi: con le budella dell’ultimo papa impiccheremo l’ultimo re.

VOTO:
2 budella e mezzo

Nimona (2023) voto

Titolo giapponese: ニモーナ
Regia: Nick Bruno, Troy Quane
Durata: 1 ora e 41 minuti
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2013 – La fortezza (1992)

Tempo futuro per gli anni ’90, tempo passato per chi vive dopo la terrificante morte di Maurizio Costanzo.

Un tempo durante il quale avere un figlio è il massimo che ti è consentito, anche se poi ti muore, anche se ti è nato morto, anche se hai dato un pugno in pancia a tua moglie per farle un simpatico scherzo e lei, la stronza, ha cacato quel dannato frugoletto sanguinante senza neanche la decenza di offrirti un campari soda o un tramezzino salame ed arancia.

E quindi la fecondi di nuovo col tuo sperma amaro, ma non si può; non è possibile fecondare la tua donna una seconda volta senza che vi mettano in prigione a te e a quella cagna maledetta che si ostina a difendere Israele e la sua politica di apartheid.
E quindi finisci nella Fortezza, una prigione sotterranea governata da un computer sofisticato ed inutile; inutile e sofisticato come il tuo senso dell’umorismo.

2013 - La fortezza (1992)

Celeberrimo film di fantascienza per chi viveva a Via Natale Krekich, un fascista irredentista zarino che è morto senza patire le giuste pene dell’inferno, ma pellicola del fuggi fuggi per chi invece non ha preso casa nel quartiere più fascio-popolare di Roma.

Popolato da Christopher Lambert, il suo grugno mono espressivo ed un paio di tettine poco viaggiate per le colline Hollywood, Fortress fa sfoggio di pochi ma riuscitissimo effetti speciali ed una trama, seppure sempliciona e stereotipata, comunque funzionale all’intento d’intrattenere un pubblico pigrone e tenerone.

E’ una di quelle perle minori senza troppi pregi se non quello di esistere.

VOTO:
3 perle

2013 - La fortezza (1992) voto

Titolo originale: Fortress
Regia: Stuart Gordon
Durata: 1 ora e 35 minuti
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Nirvana (1997)

Futuro distopico, sempre buio e molto fumo.
Jimi sta ultimando un videogioco per la Okosama Starr e ricavarci quindi molti soldini quando un virus infetta il programma ed inaspettatamente dona una coscienza al protagonista.

Jimi prima non capisce un cazzo, strafatto di coca liquida come una lontra belga, e poi si lascia convincere ad intraprendere un viaggio per le malfamate periferie cittadine per andare a cancellare il master del gioco al database centrale della Okosama prima che questo venga copiato e distribuito in milioni di case e moltiplicare quindi all’infinito le pene di una creatura senza libero arbitrio.

Nirvana (1997)

Interessantissimo ultimo grande esperimento fantascientifico italiano prima dell’abbandono definitivo del genere e pellicola tanto simpatica quanto non banale, malgrado le evidenti e peraltro non nascoste ispirazioni al cyberpunk (Blade Runner).

Cast in bolla, buoni effetti speciali e scenografie tutte giocate sul decadimento industriale, abbastanza facile da raggiungere nelle innumerevoli fabbriche abbandonate per colpa dei rapaci imprenditori italiani che hanno preferito esportare il lavoro dove costa di meno per potersi così permettere una mignotta o un tiro di coca liquida in più.

Fottuti bastardi sventrati in bocca dai nostri papagni proletari, godete il vostro fottuto vino finché potete perché presto verremo a trascinarvi per i fottuti capelli nelle nostre fottute piazze e v’impiccheremo con i fottuti capestri intrecciati con i fottuti capelli delle vostre fottute figlie.

State in campana, stronzi.

PS: la cosa che mi preme più ricordare riguardo questo film è quando scoprii che esiste una porno-parodia del film, intitolata ovviamente Nirvanal.

VOTO:
4 Nirvanal

Nirvana (1997) voto

Titolo: ニルヴァーナ
Regia: Gabriele Salvatores
Durata: 1 ora e 53 minuti
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Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni (2002)

Sono passati 10 anni dalla minaccia fantasma del menarca notturno e quelle tettine imberbi di Natalie Portman si sono trasformate in tettine imberbi di stronza sionista; quel tipo di gentaglia estremista e terrorista che verrà ricordata con lo stesso disprezzo col quale oggi ricordiamo i fottuti fascisti che sono stati vostri nonni.

E in questi 10 anni la Repubblica galattica, inverecondo obbrobrio di federazione rappresentativa di stampo non certo democratico visto che molti pianeti appartenenti non hanno un ordinamento democratico, ovvero a comandare non sono le persone ma una fottuta oligarchia di pochi (auto) eletti che un giorno noi veri democratici verremo a prendere per i soliti capelli per poi trascinarli nelle solite piazze delle nostre città dove li squarteremo, li pisceremo e li sputeremo con somma rabbia e splendido furore, in questi 10 anni dicevo che la Repubblica galattica è caduta in disgrazia e continua a perdere pezzi come non ci fosse un domani.

I separatisti, guidati dal Conte Dooku, vogliono fare la loro alleanza di strunzarielli visto lo stato moribondo in cui versa la Repubblica galattica, ma vengono bersagliati di pernacchi e accuse infamanti dai nostalgici del ventennio mentre i nostri protagonisti, tipo quel covo di messianici di Jedi, già cominciano a riposizionarsi in vista del futuro cambio di regime che cova nell’angolo.

Anakin, fregandosene della destra e della sinistra, tenta in tutti i modi di penetrare Padme e incredibilmente ci riesce lanciando, vivo di speranza, il suo seme dentro la di lei vagina al culmine di un turbine di corteggiamenti al lume di candela e rotolamenti nell’erba.

Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (2002)

L’avanzata del futuro imperatore Palpatine procede a gonfie vele e il premierato forte, tanto sognato dai nostri fascisti italici come quell’Italo Bocchino che nomen omen, già fa ben sperare per la prossima caduta del nostro ordinamento costituito che si regge sulla famosa spartizione dei poteri in Legislativo, Esecutivo e Giudiziario.

E a noi ci fotte il cazzo della frammentarietà del potere, a noi ci viene voglia di dittatura perché lo sanno tutti che una persona sola al comando funziona meglio: avete mai visto una famiglia funzionale nella quale madre e padre abbiano la stessa importanza?
No, ovviamente; perché le cose vanno a rotoli quando si cerca di elevare la donna al ruolo che nostro signore gesù cristo in croce, figlio di quella puttana lurida della madonna troia, ha relegato in cucina, tra il forno a microonde e i piatti da lavare.

E L’attacco dei cloni parla proprio di questo: di come le donne vadano chiuse nel profondo delle case dalle quali possono uscire unicamente per fare la spesa e andare dall’estetista.

Troie ingrate.

VOTO:
3 troie ingrate

Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (2002) voto

Titolo originale: Star Wars: Episode II – Attack of the Clones
Regia: George Lucas
Durata: 2 ore e 22 minuti
Compralo: https://amzn.to/3sjGUw0

X-Bomber (1980)

Siamo nell’anno del signore 2999 e la congiuntura cosmica è fertile per dare alla luce una cacata di serie televisiva: il suo nome è ICS-BOMBA!

L’impero sionista malefico Gelma vuole invadere la Terra con la scusa della ricerca dell’arma di distruzione di massa chiamata F-01, ma i terrestri fanno orecchie da mercante e negano l’esistenza di questa cazzo di F-01, non sapendo che in realtà quest’arma micidiale è una splendida principessa cosmica cresciuta da uno scienziato intelligentissimo creatore (se non sbaglio) della navicella spaziale, nonché arma burundifottibongo, ICS-BOMBA!!

Vagando per lo spazio senza una ragione speciale e sterminando senza pietà le docili creaturine pelosette Mon-mon che, come i gatti d’inverno, si erano rifugiate nel motore di X-BOMBA, la nostra ciurma diverrà inaspettatamente il principale finanziatore di quel cancro sionista in Medioriente chiamato Israele che molti oramai pensano possa essere pacificato unicamente con una ICS-BOMBA!!!

X-BOMBA.

X-Bomber (1980)
la Norimberga dei sionisti

 

Serie televisiva giapponese assolutamente da evitare per 3 buone ragioni:
1- la storia è noiosa, oltre che puerile.
2- le marionette sono più stoccafisse di Tom Cruise.
3- non c’è la fregna.

E ancora: indescrivibile è la voglia di morire che mi ha accompagnato lungo le fottutissime 25 puntate che compongono questa tortura cinese come indescrivibile è il sano odio che ogni essere umano libero di questo pianeta prova verso quel cancro colonialista chiamato Israele.

VOTO:
2 cancri dell’umanità

X-Bomber (1980) voto

Titolo originale: Xボンバ
Regia: Akira Takahashi
Durata: 24 episodi da 25 minuti
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Ghost in the Shell (1995)

Nel 2026 il mondo è oramai invaso dai cyborg e Motoko Kusanagi, una di loro al servizio della Sezione 9 della polizia giapponese, deve tirare il ragno dal buco del mistero attorno al fantomatico Burattinaio, un’entità senza volto né sesso che sta seminando un po’ di panico tra i pezzi grossi governativi infiltrando sistemi informatici e cervelli cibernetici.

Chi è e cosa vuole questo Burattinaio che sta muovendo le fila di un piano tanto oscuro quanto minaccioso?

Ghost in the Shell (1995)

Anime culto degli anni ’90 che ha influenzato non poco la fantascienza a seguire (vedi Matrix) e che rappresenta forse uno degli esempi migliori di connubio tra misticismo, scienza e filosofia in salsa nipponica.

Leggermente calante nella tensione narrativa, mantiene comunque dall’inizio alla fine una bellissima atmosfera quasi surreale, nonostante l’estrema fisicità e della tematica cibernetica e della carica di violenza.

Un’ottima animazione e delle musiche spesso suggestive accompagnano lo spettatore in un viaggio negli abissi d’acciaio di una Tokyo sommersa dall’acqua che rimane di difficile comprensione, sia per i personaggi che la popolano che per lo spettatore.

VOTO:
3 salse e mezzo

Ghost in the Shell (1995) voto

Titolo originale: 攻殻機動隊
Regia: Mamoru Oshii
Durata: 1 ora e 23 minuti
Compralo: https://amzn.to/3YCLT6D

Highlander II – Il ritorno (1991)

Dopo gli eventi del primo episodio, l’immortale Connor MacLeod, ora mortale come un cane, è diventato un vecchio bavoso con la fissa per la fica.

Siccome però, vecchio com’è, il cazzo non gli tira più, è costretto a girare per localetti malfamati per bere in compagnia di altri solitari avventori con la fissa per la fica; un comportamento che lo mette più volte a rischio evirazione da parte di gang criminali sudamericane vestite come il budello di tua madre.

Come non fosse abbastanza, Connor MacLeod è anche il principale artefice del più grande disastro ambientale mai concepito da essere umano, ovvero il totale oscuramento del Sole per difendere la Terra dalle radiazioni solari che stavano mietendo vittime come non ci fosse un domani.

Siccome però la vita sul nostro pianeta non potrebbe assolutamente esistere senza i raggi solari, la trama parte con un buco di sceneggiatura grande come il Cervino, e voi mi direte “Vabbé dai sticazzi, c’è de peggio”…
C’è sempre de peggio se vai a scava’ sotto ‘na montagna de merda alla discarica de Malagrotta e lo spettatore piangerà come un vitello.

Highlander II - Il ritorno (1991)

Un film assolutamente fuori dalla grazia di dio, senza senso, pieno di contraddizioni, girato male e scritto peggio.

E’ passato alla storia come uno dei peggiori sequel di sempre e chi aveva amato il primo film si è ritrovato in un incubo lisergico dal quale ci si poteva risvegliare solo esprimendo forte la volontà di farla finita con il gold standard.

Case di produzioni argentine che hanno cambiato il montaggio, iperinflazione che ha fatto lievitare i costi, Christopher Lambert ubriaco tutte le sere e Sean Connery accusato di molestie sessuali sono solo alcune delle peripezie che la pellicola ha dovuto attraversare a salti e bocconi per giungere fino a noi, e questo già di per sé vale una visione.

Perché fa schifo, non c’è dubbio, ma è anche una giusta penitenza per chi s’ingolfa il culo di chetamina, tipo te.

VOTO:
2 chetamine

Highlander II - Il ritorno (1991) voto

Titolo originale: Highlander II: The Quickening
Regia: Russell Mulcahy
Durata: 1 ora e 31 minuti
Compralo: https://amzn.to/44wbh06

Solaris (1972)

Il pianeta Solaris è ricoperto da un oceano liquido imperscrutabile che suscita l’interesse vivo degli scienziati terrestri che da anni tentano di studiarlo grazie ad una base spaziale in orbita attorno ad esso, con risultati altalenanti tra l’inutile e l’assurdo.

Proprio per questo lo psicologo Kris Kelvin viene mandato in missione di controllo: per decidere se è giunto il momento di smantellare la base ed abbandonare i cosiddetti studi solaristici.

Arrivato alla stazione però Kelvin si rende immediatamente conto che la situazione è sfuggita di controllo ed è peggio di come ci si potesse aspettare: il suo collega Gibarian si è suicidato mentre gli altri due componenti, Sartorius e Snaut, dapprima stentano a rivelargli la vera natura degli strani fenomeni che sembrano accadere a bordo della stazione, ma quando la moglie di Kris, morta suicida 10 anni prima, gli appare in carne ed ossa, ecco che allora sembra giunto il momento di donare anche al nostro povero ultimo arrivato l’epifania cosmica.

Solaris (1972)

Famosissimo capolavoro del dissidente regista sovietico Tarkovsky che, prendendo liberamente spunto dal libro dello scrittore fantascientifico polacco Stanisław Lem, tira fuori quasi 3 ore di dramma esistenziale interpunto da interminabili silenzi che farebbero girare i coglioni a monsignor Pedofiloni.

Rimaneggiato e scorciato in maniera orrenda dal distributore italiano, tanto che il regista chiese di veder tolto il suo nome dai titoli di testa, Solaris è uno di quei film che nella sua interezza rappresenta plasticamente il viaggio cosmico che l’essere umano deve intraprendere per comprendere sé stesso.

Nonostante alcune perplessità che posso aver nutrito su alcune soluzioni narrative, tipo l’assurda partenza del razzo con la presenza quasi indenne dentro la camera di combustione del protagonista, e la lunghezza di alcune sequenze, tipo il viaggio in macchina nella futuristica Tokyo (pare volta a giustificare la richiesta di trasferta all’estero della troupe), il film è in numerosi punti indubbiamente affasciante (vedi la danza senza gravità dei disperati amanti) e fa pensare che una cosa così potesse essere concepita e realizzata unicamente dentro l’Unione Sovietica, nel bene e nel male.

Attenzione ai deboli di cuore se vi apprestate a vederlo assieme a chi ha la bestemmia facile.

VOTO:
4 deboli di cuore

Solaris (1972) voto

Titolo: Солярис – Solyaris
Regia: Andrei Tarkovsky
Durata: 2 ore e 47 minuti
Compralo: https://amzn.to/3r1bnhj

Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici (1975)

Nel 2024 gli Stati Uniti d’America sono una landa desolata sconvolta da una recente guerra nucleare e i sopravvissuti girollanz gironzano ginronzalon, vagano vagano vagano.

Roba già vista, stravecchia, che palle; tutto vero, anche se il film è abbastanza vecchio da precedere pure quel Mad Max che a molti sarà venuto in mente, e però una cosa diversa ci sta ed è quella che poi lo contraddistingue, tra le poche varie, per stranezza e cioè, il cane telepatico con cui il giovane protagonista conversa e trama crimini e sopravvivenza all’insegna del menefreghismo etico, tipico dei liberali.

Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici (1975)

Pasticciaccio che, nonostante gli spunti interessanti, tra cui una stramba e stralunante amoralità pervasiva in tutti i personaggi che animano la vicenda, non riesce a stupire e ad imprimersi come opera bella.

Simpatico forse, curiosamente grottesco, ma non certo un capolavoro.
Titolo italiano da manicomio.

VOTO:
3 curiosi grotteschi

Un ragazzo, un cane, due inseparabili amici (1975) voto

Titolo originale: A Boy and His Dog
Regia: L. Q. Jones
Durata: 1 ora e 31 minuti
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Virtuality (1995)

Un poliziotto ha sfondato la bocca ad una giornalista che gli ha puntato la telecamera in faccia mentre fiottava di proiettili un pericolosissimo terrorista comunista che attentava all’ordine costituito secondo il quale ci sono i padroni che sfruttano i lavoratori e loro zitti e muti perché mannaggia cristo voglio i soldi per la bamba e le mignotte sennò faccio a botte.
E questo sfondare la bocca della giornalista lo ha fatto finire in prigione buuu mamma le docce me lo mettono nel culetto coltellini fatti coi cucchiai ciuf ciuf acciuffami il cuore e gettalo nel bitume del porchiddio la bamba.

La bamba.

Virtuality (1995)

Nessuno se lo ricorda, ma questo film era il preferito di Mikhail Gorbachev ed ha parzialmente contribuito alla decarbonizzazione del Congo belga.

A parte queste meritevoli quanto doverose precisazioni, Virtuosity è uno di quei grandi film a basso budget che andrebbero evitato come la peste se non si possiede un blog di recensioni filmiche nel quale riversare tutto il proprio livore o se non si possiede un cancro terminale all’ipotalamo.

A voi la scelta.

VOTO:
2 ipotalami

Virtuality (1995) voto

Titolo originale: Virtuosity
Regia: Brett Leonard
Durata: 106 minuti
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Predator 2 (1990)

E’ il futuristico 1997 e Los Angeles è un inferno di lamiere roventi e palle sudate che neanche te lo immagini.

Se credi che una folle guerra tra bande criminali, formate da minoranze etniche, e la polizia locale sia abbastanza propaganda fascio-liberale, ti spagli di grosso perché sta per scendere in campo il negro più fottuto di tutti, lo stereotipo più azzardato dell’uomo nero, il Predator delle foreste tropicali con i rasta e le unghie incarnite che ha un solo obiettivo in testa: uccidere te e fottere tua figlia, possibilmente in culo.

Predador 2 (1990)
la migliore scena del film

Questo film è un esperimento della CIA sulla sopportazione del dolore per i prigionieri di Guantanamo; non c’è altra spiegazione.

Sopra le righe come Gianni Agnelli sulla cocaina, razzista come Suor Germana e profetico quanto Luigi Di Maio, Predator 2 è indubbiamente uno dei peggiori miglior sequel mai fatti nella storia del cinema (testimoniato anche dal titolo brasiliano, vedi sotto) e se la batte lì lì con quell’altra ciofeca cult di Robocop 2 con cui condivide l’abbandono totale del sottotesto politico del primo capitolo per un abbraccio mortale col più becero populismo liberale.

Di sicuro chi non è rimasto deluso dal film è Dannis Glover che se n’è uscito con la seguente folle dichiarazione:

Ero sui 42, 43 anni… nella migliore forma fisica della mia vita. Correvo sulla spiaggia, mi allenavo, tiravo su più pesi di adesso. Me la sentivo veramente calda in quel film.

VOTO:
2 spiagge e mezzo

Predador 2 (1990) voto

Titolo brasiliano: O Predador 2: A Caçada Continua
Regia: Stephen Hopkins
Durata: 1 ora e 48 minuti
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