Aliens – Scontro finale (1986)

Avevamo lasciato Ellen Ripley crionizzata assieme al gatto rosso alla fine del primo capitolo dopo una lotta all’ultimo sangue con lo xenomorfo più (letteralmente) testa di cazzo della storia cinematografica.
Passata la bellezza di 57 anni navigando alla deriva nello spazio, Ellen è ripescata per un bucio di culo fenomenale da una nave soccorso e, rimessasi in sesto, viene interrogata sugli strani avvenimenti a bordo della Nostromo che hanno portato all’annientamento dell’equipaggio.

Ovviamente nessuno crede alla storia di alieni fregna e alieni cazzoidi, fino a che la colonia di terraformisti su LV-426, il pianeta dove Ripley e il resto dell’equipaggio avevano trovato le uova malefiche, non viene attaccata.

Aliens - Scontro finale (1986)

Qui si spazia da 2001: Odissea nello spazio, come con la musica nella sequenza iniziale e quella sui titoli di coda, fino a giungere all’irresistibile assurdo dei filmacci acci acci americani minori.
Ed infatti questo seguito un po’ bastardo del classicone originale è uno dei più belli, se non il migliore, film di serie B mai fatti: splendidi modellini e miniature si affiancano infatti al dispiegamento lineare di un’avventura futuristica seria e allo stesso tempo caciarona, zeppa com’è di gente in costumi di gommapiuma.

L’eroina donna poi dimostra come non serva infarcire una pellicola di stereotipi e stupidaggini para-femministe per fare un film femminista, basta costruire una storia interessante come questa.
Certo, dispiace che l’eroina debba assumere caratteristiche stereotipicamente maschili come forza bruta e linguaggio scurrile per far sì che il pubblico si identifichi con lei; d’altra parte però è meglio la parità al massimo comun denominatore che quella al minimo alla Ghostbusters.

La parte più ostica da mandar giù è purtroppo la bambina, vero e proprio mostriciattolo incompetente, che invece avrebbe dovuto fungere da collante psicologico per Ripley vista la scomparsa della figlia naturale.

Ma vabbè, so’ minuzie.

VOTO:
4 minuzie e mezza

Aliens - Scontro finale (1986) voto

Titolo originale: Aliens
Regia: James Cameron
Anno: 1986
Durata: 137 min | 154 min (special edition)

Lei (2013)

Lei è una storia di solitudine, la solitudine di Theodore che non riesce a dimenticare l’ex moglie e i tanti momenti passati insieme; Lei è una storia d’amore, l’amore infinito di Theodore per questa donna che l’ha lasciato pieno di splendidi ricordi e dolorosi rimorsi; Lei è la storia della morte delle emozioni, le emozioni di lui che non riesce più a sorprendersi felice della vita, che pensa che abbia già avuto e visto e vissuto tutto e che non ci sia più niente per lui per cui valga la pena di continuare; Lei è la storia di una speranza ritrovata, la speranza di Theodore quando si ritrova a parlare col suo nuovo sistema operativo, chiamato Samantha, dotato di intelligenza artificiale adattabile all’utente ed in continua evoluzione psico-emotiva; Lei è la storia della rinascita, la rinascita di tutto quello che sembrava perso tra le lacrime secche sul pavimento di un appartamento anonimo di un grattacielo anonimo piantato in una città anonima e tecnocratica; Lei è la storia d’amore tra Theodore e Samantha, una storia d’amore impossibile eppure densa e bella come niente prima; Lei è la storia della fine delle cose, la fine dell’amore che lascia il posto agli addii ed ai baci sulle guance per far posto a quello che verrà, nuove impreviste ed oscure esperienze di vita che troppo spesso vengono bloccate e soffocate dall’incapacità di lasciar andare.

Lei (2013)

Spike Jonze è uno dei registi più in forma che Hollywood abbia sfornato da 20 anni a questa parte e Lei, ultima splendida opera di questo poliedrico autore americano, ne è la definitiva conferma.

Una storia d’amore ad orologeria, perfetta nell’arco emozionale e recitata da dio, che spesso ti fa emozionare nonostante sia, una volta ridotta all’osso, la storia di un uomo solo che parla ad un cellulare.
Ed è proprio questa la potenza di questa pellicola: essere capace di portarci su un altro livello di comprensione dove possiamo lasciarci amare da tutto il nostro doloroso passato, senza per questo essere sommersi in un mare di lacrime.

Titolo originale: Her
Regia: Spike Jones
Anno: 2013
Durata: 126 minuti

Robot Jox (1989)

Tra poco esce Pacific Rim; il film di Guillermo Del Toro sui combattimenti tra robottoni.
Stuart Gordon ci aveva già pensato nel 1989.

Dopo la terza guerra mondiale (atomica), i conflitti tra eserciti sono stati sostituiti da combattimenti tra robot di dimensioni da cartone animato giapponese; pilotati dall’interno come da miglior tradizione, questi lenti pezzi di latta se ne danno di santa ragione fino a che uno dei due crolla e/o muore.
Nel film in questione, l’Alaska è la posta in gioco e il pilota americano (del blocco chiamato “Market”) e il russo (della “Confederazione”) si picchiano, si insultano, si tirano pugni volanti e soprattutto danno un nuovo significato al polinomio “Guerra fredda”.

Anche se un po’ datato e poco politically correct, Robot Jox funziona ancora perché non parla solo di una guerra tra macchine, ma parla di una umanità privata dei valori fondamentali e guidata da corporazioni tecnocratiche.
Inaspettatamente, la parte migliore è proprio la battaglia tra pupazzi filmati in stop motion, mentre le ricostruzioni futuristiche distopiche fanno quel che possono col budget a disposizione.

PS: credo che abbiano girato gli esterni della città misera, grigia e cementificata a Spinaceto (Roma sud) e la cosa fa troppo ridere.

Titolo italiano: Robojox
Regia: Stuart Gordon
Anno: 1989
Durata: 85 minuti