Doctor Strange (2016)

Stephen Strange è un ricco e spietato neurochirurgo newyorkese che guadagna così tanti soldi da potersi permettere una lamborghini con cui finisce fuori strada mentre fa lo stronzo parlando al telefono e superando in curva mentre piove.

Perso l’uso delle mani ed entrato in un loop di rancorosa rabbia verso tutto e tutti, il Dottor Strange troverà la pace dei sensi in un monastero tibetano, popolato da chiunque tranne che da tibetani, dove si praticano le antiche arti magiche che ti fanno fare le antiche magie da usare contro gli antichi mostri magici interdimensionali.

Doctor Strange (2016)

Psichedelico film da gustare sotto effetto di acidi che ovviamente perde un po’ di carica se fruito con in mano una semplice tazza di té.

Se quindi da un punto di vista puramente visivo ce n’è da gustare e assaporare (anche se il rischio abuso è dietro ogni angolo), è la storia ad essere un po’ sempliciona e molto prevedibile nel suo schematismo “materialista-uomo-bianco-arrogante-trova-la-calma-nel-misterioso-spiritualismo-orientale”.
Sicuramente un film gradevole che non mancherà di donarvi quella piacevole serenità prima che vi taglino la testa mercoledì prossimo; d’altra parte potreste impiegare meglio il vostro tempo cercando una via di fuga.

VOTO:
4 lamborghini

Doctor Strange (2016) voto

Titolo originale: Doctor Strange
Regia: Scott Derrickson
Anno: 2016
Durata: 115 minuti

The Witch (2015)

Nell’America del diciassettesimo secolo la vita è veramente misera: fame, sete, fatica, pioggia e un incessante freddo del cazzo fanno da amabili compari ai drappelli di umanità sperduta che si attaccano forte al seno della Madonna e ai capezzoli del Cristo per non andare in depressione e fare violentemente a pezzi chiunque si pari davanti questo scempio.

A complicare le cose per uno di questi drappelli, una famiglia puritana tutta casa e chiesa, ci si mette una strega dei boschi assetata di sangue di virgulti cristiani che farà fuori uno ad uno tutti questi zozzi colonialisti del cazzo a suon di malefici molto truculenti e vagamente sessuali.

The Witch (2015)

Film davvero notevole nel comparto tecnico e sicuramente uno dei migliori esempi di buona commistione tra cinema semi-sperimentale e intrattenimento alto.

Kubrickianamente reminiscente in diversi momenti di certe misteriose e sacre atmosfere che hanno reso immortali film come 2001 (i cori) o The Shining (la donna nel bagno), la pellicola sprizza una tale triste rassegnazione di fronte all’ineluttabilità della morte che francamente alla fine si comincia a parteggiare per il demonio.

Sicuramente uno dei migliori film visti recentemente e audace mossa per un giovane regista che, vista l’evidente dote artistica, verrà presto ingaggiato dalla Disney per dirigere il prossimo The Avengers.

VOTO:
4 Disney e mezzo

The Witch (2015) voto

Titolo completo: The VVitch: A New-England Folktale
Regia: Robert Eggers
Anno: 2015
Durata: 92 minuti

Autopsy (2016)

Il cadavere di una ragazza viene trovato semisepolto nello scantinato di una casa dentro la quale è avvenuta una carneficina inaudita fatta di gente massacrata male col sangue sui muri e compagnia bella.
Siccome il corpo di questa giovine non presenta segni identificativi né apparenti cause di morte, lo sceriffo locale decide di portare la ragazza al medico locale per chiarire cosa sia successo prima che la stampa vada a nozze con la misteriosa faccenda e cominci a fare domande su domande.
Sfiga vuole che la famiglia Tilden, padre e figlio che si occuperanno dell’esame medico sul corpo miracolosamente intatto della ragazza, scopre ben presto quanto la dipartita della giovine sia più misteriosa e cruenta di quanto sembri a primo acchitto e come i due si siano ficcati loro malgrado in una scia di sofferenza e punizione diabolica lunga svariati secoli.

Autopsy (2016)

Filmetto di spaventi che dalla sua ha certamente un’atmosfera particolare e delle buone interpretazioni, specialmente la giovane e immobile attrice-modella, ma che purtroppo finisce presto in vacca sozza e sfranta sui muri torti delle maledette periferie venete per via della solita, ripetitiva e francamente spregevole tendenza americana a tirare fuori dalle loro luride maniche le povere streghe.

E considerando il regista norvegese, io dico boh.

VOTO:
3 streghe

Autopsy (2016) voto

Titolo originale: The Autopsy of Jane Doe
Regia: André Øvredal
Anno: 2016
Durata: 86 minuti

Il GGG – Il grande gigante gentile (2016)

Sophie è un’orfana londinese che soffre d’insonnia.
Durante una delle sue scampagnate per le grandi sale del tetro edificio in cui è rinchiusa da una macchina statale monarchica senza cuore né ingegno, la giovine scorge tra le tenebre della strada antistante un enorme figuro alto 8 metri che, facendo l’amore anale con un gatto di circa 35 centimentri, sta eroicamente confermando il soprannome datogli di BFG (Big Fucking Giant).

Sorpresa e impaurita dalla bestiale apparizione mariana, l’orfana si rifugia sotto le sottili coperte stracciate che il ridicolo stato monarchico anglosassone le fornisce durante le fredde notti invernali; ma questo non basta a proteggerla da un rapimento coatto e la successiva permanenza nel regno dei giganti dove la piccola Sophie imparerà ad allargare moltissimo le natiche per accomodare le gargantuesche voglie del Grande Gigante Gentile il quale sembra essersi innamorato del tepore anale degli umani rispetto a quello dei felini di cui andava precedentemente ghiotto.

Il GGG - Il grande gigante gentile (2016)

Film realizzato bene ma assolutamente da evitare per certe discutibili scelte politico-sociali che insozzano un’opera che ha un suo sincero apprezzamento per l’amore deviato, tanto caro all’autore Roald Dahl.

Si dà il caso infatti che i giganti cattivi delle lande nordiche abbiano capelli rossi e vestano con gonne, un chiaro riferimento alle popolazioni scozzesi tanto invise alla spocchiosa borghesia del sud dell’isola, pubblico destinatario di questo tipo di libri per bambini; e (come se non bastasse) a salvare capra e cavoli in questa torbida vicenda fatta di gatti, giganti scozzesi e amori di culo viene chiamata nientedimeno che la regina Elisabetta 2 la quale manda una squadra di elicotteri a trasferire forzatamente gli enormi predoni su uno scoglio infame nel mezzo del mare nordico, tipo come faceva Mussolini coi froci e i comunisti.

Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire gatti e tepore.

VOTO:
2 tepori dietro

Il GGG - Il grande gigante gentile (2016) voto

Titolo originale: The BFG
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2016
Durata: 117 minuti

Gremlins (1984)

Un obeso padre di famiglia americano, mentre è in cerca di giovani ragazzi cinesi da fottere, finisce in un negozio di antiche cianfrusaglie a Chinatown dentro il quale trova un Mogwai, ovvero una piccola creatura pelosa di circa 10 centimetri, simile per dimensione ai cazzi che andava cercando.
L’obeso pensa bene che sia il regalo di Natale perfetto per suo figlio scemo, ma non sa che, nonostante un’apparenza bonaria e sorniona, questo simpatico animaletto cela invece una mostruosa natura che può essere rivelata se si infrangono certe regole.

Le regole del Mogwai sono:
1 – mai parlare del Mogwai
2 – mai parlare del Mogwai
3 – mai esporlo alla luce
4 – mai bagnarlo
5 – mai dargli da mangiare dopo mezzanotte

Ovviamente la famiglia dell’obeso efebofiliaco riesce a infrangerle tutte nell’arco di 48 ore scatenando quindi l’inferno nella loro piccola cittadina di residenza, Kingston Falls.

Gremlins (1984)

Indimenticabile pietra miliare del genere horror-comico molto in voga negli anni ’80 americani (vedi Ghostbusters, uscito lo stesso weekend) che sicuramente deve aver ingannato più di una famiglia con bambini a carico le quali saranno andate al cinema pensando di godersi una commediola natalizia coi pupazzi trovandosi invece proiettate dentro un simpatico incubo splatter.

Gli effetti speciali sono adorabili e spaventosi allo stesso tempo e se la fanno da padrone nonostante il loro uso sia ben calibrato e sporadico, basti pensare che il primo gremlin appare dopo ben 45 minuti di film.
La storia scritta da Chris Columbus (lo stesso dei Goonies) come biglietto da visita per i produttori era originariamente molto più dark (tipo che la madre del protagonista veniva decapitata e la sua testa rotolava dalle scale di casa), ma poi, grazie all’influenza del produttore esecutivo Steven Spielberg il quale (da vecchio marpione capitalista quale è) ha capito l’importanza del merchandising legato a queste bestioline pelosette, l’intero intreccio è stato perciò virato verso un umorismo certamente nero, ma comunque più sarcastico che offensivo.
Restarono comunque parecchie scene violente, tra cui l’indimenticabile gremlin che esplode nel forno a microonde, vero e proprio botto visivo per il me bambino.

VOTO:
5 bambini cinesi

Gremlins (1984) voto

Titolo originale: Gremlins
Regia: Joe Dante
Anno: 1983
Durata: 106 minuti

La casa stregata (1982)

Questa è la spaventevole storia di come l’impiegato di banca in sovrappeso Giorgio Allegri si ritrovi tra i coglioni lo spirito di un musulmano col turbante il quale vuole farlo accoppiare con la sua bella fidanzata bionda dal cervello fino esclusivamente durante una notte di luna piena così che il suo padrone arabo possa tornare in vita dopo essere stato trasformato in una statua di sale dalla madre strega del suo vergine amore dentro un palazzo sotto l’Appia Antica, fuori Roma, 1000 anni addietro.

Una trama molto lineare, no?

La casa stregata (1982)

Esperimento copulativo poco riuscito tra Pozzetto e l’horror comico.
Se sorvoliamo sull’assurdità di certe affermazioni, una trama molto stupida e in larga parte datata nella sua sistematicità tradizionalista da pre ’68, delle interpretazioni un po’ troppo caricaturali e una certa incongruità tra le azioni del magico saraceno e le sue intenzioni finali (ma perché cazzo fa impazzire di dispetti la giovane coppia quando il suo scopo è farli scopare nello scantinato?), quello che rimane di buono è solo il cane Gaetano.

VOTO:
3 Gaetano

La casa stregata (1982) voto

Titolo inglese: The Haunted House
Regia: Bruno Corbucci
Anno: 1982
Durata: 95 minuti

House (1977)

La giovane Gorgeous non prende molto bene il fatto che suo padre, rimasto vedovo, abbia ancora delle pulsioni sessuali e voglia perciò risposarsi con un’altra donna; quindi, per ovviare all’insostenibile convivenza, la ragazza parte assieme ad altre 6 amiche, una più cogliona dell’altra, per andare a passare le vacanze estive con la zia (vedova di guerra) che non vede da qualche lustro.

Sfortunatamente nel frattempo il male ha preso possesso dell’anziana parente e le 7 mentecatte finiranno molto male visto che era il 1977 e i paladini della non-violenza sulle donne non esistevano ancora.

House (1977)

Questo è forse il film più strano che abbia mai visto e non so se sia un complimento oppure no.
Scritto seguendo delle idee infantili partorite dalla figlia del regista (e si vede), il film continua ad oscillare tra una sciocchezza profusa a manganellate e un pesante gore tipicamente nipponico entrambi iniettati nella vena libertina di un eroinomane.

Sicuramente molto del folklore e della tradizione giapponese vanno perdendosi di fronte ad un pubblico occidentale che è abituato ad una narrazione in tre atti dotata (soprattutto) di un senso logico e (possibilmente) una morale; in altre terre del mondo invece ci sono ancora esseri umani che si fumano l’erba pipa e decidono di fare un film fregandosene al cazzo dell’arco e della catarsi.

E questo è il risultato.

VOTO:
3 pipe

House (1977) voto

Titolo originale: ハウス Hausu
Regia: Nobuhiko Ôbayashi
Anno: 1977
Durata: 88 minuti

Non aprite quel cancello (1987)

Glen, un pacato dodicenne americano con la freudiana passione per i missiletti giocattolo, si ritrova in giardino le porte dell’Inferno.
Sarà compito suo e dell’amico nerd metallaro (una combo poco sfruttata al cinema) tentare di richiudere il buco infernale dal quale cominciano ad uscire piccoli demoni mostruosi che si muovono come se fossero stati filmati a 16 frames al secondo e poi riproiettati ai canonici 24.

Sicuramente una fortuita coincidenza.

Non aprite quel cancello (1987)

Filmino ricco di spaventi per i pubescenti e ricco di pubescenti per i pederasti, The Gate purtroppo soffre molto sul fianco della coesione narrativa con un evidente scollamento delle varie parti atte a tessere il consueto arco emotivo.
Gli effetti speciali invece sono molto ben riusciti e stupisce ancora oggi il grande livello di maestria ottenuto unicamente con l’uso di effetti “in camera” quali lo stop motion e la prospettiva forzata.
Un piccolo gioiello sotto questo punto di vista.

Parlando invece di pederasti, ho appena scoperto che l’imprenditore tedesco Friedrich Alfred Krupp, padrone dell’acciaieria Krupp poi confluita nell’infame ThyssenKrupp coinvolta nel 2007 in un processo per negligenza sulla sicurezza e la conseguente morte di alcuni operai nel suo stabilimento a Torino, morì suicida dopo essere stato messo all’angolo dalla sinistra italiana bacchettona moralista per i suoi soggiorni a Capri circondato da una quarantina di giovini locali.

W l’aneddotica.

VOTO:
3 giovini locali con annesso pederasta

Non aprite quel cancello (1987) voto

Titolo originale: The Gate
Regia: Tibor Takács
Anno: 1987
Durata: 85 minuti

Over the Garden Wall (2014)

Wirt e Greg si sono persi in un bosco incantato e stanno cercando disperatamente la via di casa; purtroppo quello che trovano sono personaggi folli, situazioni al limite e un mostro oscuro chiamato la Bestia.
Tra animali parlanti, la triste titubanza di Wirt e la positiva spensieratezza di Greg, la compagine procede a passi incerti lungo sentieri ignoti, ma la strada è in salita: più i due giovani fratelli si impegnano in questo disperato ritorno omerico e più sembrano perdersi tra le nebbie di un cartone animato molto strano.
Ce la faranno a tornare a casa per dare due botte a Penelope che in mezzo ai Proci non è che se la spassi poi tanto?

Over the Garden Wall (2014)

Sorprendente cartone dalle tinte tenui eppure brune come l’anima de li mortacci loro che, nonostante non riesca ad elevarsi troppo oltre l’ottimo materiale di riferimento a disposizione (favole centro-europee, cinema muto, Mark Twain e chi più ne ha più ne metta), centra comunque il bersaglio col suo stile solo a prima vista semplicione e invece angosciante come la negazione della vista delle vere sembianze della Bestia.

L’episodio più bello è sicuramente il secondo: un misto tra Children of the CornThe Wicker Man.

VOTO:
4 Bestie

Over the Garden Wall (2014) voto [Carlo Gubitosa]

Titolo italiano: Avventura nella foresta dei misteri
Creatore: Patrick McHale
Anno: 2014
Durata: 10 episodi da 11 minuti

Mr Cobbler e la bottega magica (2014)

Nel Lower East Side di New York, un tempo povero quartiere di poveri immigrati (specialmente ebrei) e ora posticino trendy dove gli artistucoli de ‘sta minchia pensano bene di comprarsi casetta e usare cassette della frutta come librerie mortacci vostra vermi della cultura, dicevo: in questo ex quartiere povero, ora pericolosamente gentrificato, sorge il negozietto da ciabattino ebreo di Max Simkin, timido mediocre in leggero sovrappeso che tenta di mascherare i chili di troppo con una maglietta molto larga.
Interpretato da un Adam Sandler particolarmente giù di tono (e meno male direi), Max si è rotto i coglioni di una vita da mediano e pensa di vendere baracca e burattini per lasciare spazio a giovani YouTubers tipo Casey Neistat.
Ma attenzione: poco lui sa che il padre, prima di dileguarsi nel nulla col famoso pacchetto di sigarette, gli ha lasciato nello scantinato una macchina da cucire magica che può, una volta che c’hai riparato un paio di scarpe, tramutarti nel padrone delle stesse quando le indossi.
Equivoci e innamoramenti a seguire.

Mr Cobbler e la bottega magica (2014)
Steve Buscemi senza gloria

Mah, pensavo peggio.
Se uno considera che su Rotten Tomatoes questo film ha tipo il 9% il che vuol dire che in teoria non dovrebbero essere riusciti nemmeno a registare il sonoro, cosa ovviamente falsa, e invece quella cacata di Star Trek Beyond ha tipo il 90%… beh, potete anche mettere in pensione anticipata quel sito di merda fatto di recensioni totalmente strampalate basate su giudizi molto personali e poco condivisibili e abbracciare finalmente l’unico vero recensore del web che non ha paura di andare controcorrente ed è quindi orgoglioso di dire che The Cobbler è meglio di Star Trek.

The Cobbler (che non si sa bene perché in Italia è diventato Mr Cobbler) è un film discreto: certamente noioso in molti punti e recitato in maniera piuttosto scolastica da tutti gli attori, compresi quei cani senza gloria di Dustin Hoffman e Steve Buscemi, il film però parte da un’idea carina e finisce per abbracciare una morale condivisibile, anche se spiegata in modo troppo semplice e bipolare…ma d’altronde questo film è per un pubblico pre-adolescenziale.
La cosa invece preoccupante è il velato razzismo a senso unico che i film di Sandler continuano a propinare: i ciabattini (tutti ebrei) sono i buoni e difendono il mondo dai tintori a secco (notoriamente asiatici); quando Max diventa cinese, se ne va in giro per Chinatown meravigliandosi di parlare con l’accento; e, come se non bastasse, la minoranza nera è rappresentata da un pericoloso criminale che picchia le donne e ha i denti d’oro…
…coddio.

VOTO:
2 denti d’oro e mezzo

Mr Cobbler e la bottega magica (2014) voto

Titolo originale: The Cobbler
Regia: Tom McCarthy
Anno: 2014
Durata: 99 minuti

Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re (2003)

Aragorn prende in mano spada e cavallo per dimostrare d’essere un uomo, Legolas conquista il cuore di Gimli, Arwen vuole morire, Sam è sempre più innamorato del suo compare, Gollum pone fine alla sua miserevole esistenza, Saruman si perde le palle, Pippin è un cojone, gli orchi sembrano usciti da un disastro atomico, Sauron precipita e Frodo è sempre più ridicolo.

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (2003)
a ridicolo!

Grande epilogo di merda per una trilogia fin troppo sopravvalutata.

Lasciando perdere i 5 finali che uno spera finisca e invece niente prosegue per venti minuti e la noia di una battaglia campale computerizzata che già era triste all’epoca figuriamoci ora, quello che veramente è insopportabile e la continua arroganza da primo piano di una serie inutile di personaggi da telenovela sudamericana i quali sanno solo fare discorsetti pomparoli con ammicco in camera mentre al contempo buttano merda melensa in faccia ai poveri spettatori i quali pensavano di essere andati a vedere un film fantasy-epico e invece si sono ritrovati con un misto tra The Dukes of HazzardThe Bold and the Beautiful.

Mortacci vostra.

VOTO:
2 più froci de Los Angeles

Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re (2003) voto

Titolo originale: The Lord of the Rings: The Return of the King
Regia: Peter Jackson
Anno: 2003
Durata: 201 min | 250 min (Extended Edition)

Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002)

Dopo averli visti separare alla fine del primo capitolo, i membri della compagnia dell’anello proseguono il loro tortuoso cammino verso Mordor e l’agognata distruzione del malefico gioiello nel vulcano Doom.

Frodo e Sam prendono come cane guida lo schizofrenico Gollum che li accompagnerà nella loro luna di miele frocia in mezzo a paludi, montagne e foreste; Aragorn, Gimli e Legolas montano la difesa del regno gitano di Gondor arroccandosi nel trombatorrione del loro orgoglio maschio fascista mentre Pippin e Merry fanno la conoscenza di un nutrito gruppo di alberi parlanti guidati unicamente da vendetta e menefreghismo.

Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002)
Ma io ho il cuore nero e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero

Grossa delusione in casa un Film una Recensione.
Ricordo ancora vividamente quanto ardore la visione al cinema di questo film aveva provocato in me: frecce mostri bombe zin zin sbim avevano artificialmente accelerato i miei neuroni con una dosa testosterodica da ventennio fascista; ora invece, forse munito di una maggiore senilità e una sicuramente più ampia cultura, mi ritrovo letteralmente basito di fronte a un film di merda come questo.

Molti effetti speciali sono invecchiati male e mostrano la corda nella loro sfrontatezza dovuta all’eccitamento noviziale dell’epoca; i forzatissimi siparietti comici (al cazzo) alla Vanzina tra Gimli e Legolas qui trovano purtroppo un più ampio spazio così da catturare un più ampio pubblico di beoti; e la pervasiva e disturbante retorica fascista di questi regnanti con la terza elementare che si gasano quando sentono l’odore del sangue e manca poco se lo sturino a vicenda per le scale del castello mentre i soliti mostri del sonno della loro ragione battono alle porte beh, francamente m’hanno belli che rotto i coglioni da circa tre lustri.

VOTO:
2 cojoni

Il Signore degli Anelli – Le due torri (2002) votoTitolo originale: The Lord of the Rings: The Two Towers
Regia: Peter Jackson
Anno: 2002
Durata: 179 minuti