Top Secret UFO Projects: Declassified (2021)

Nel 2017 un cecoslovacco scalzo e i suoi amici ubriaconi videro un gruppo di mucche spaventate da un poliedro volante non identificato.

Rasserenati dalla visione di quello che sembrava essere chiaramente un segno di vita aliena, giurarono sulle loro madri cagne che avrebbero prodotto una mini serie di merda con la musica alta alta per spaventare i ladri e una sfilza d’interviste a gente più o meno alcolizzata come loro da vendere poi a Netflix per fare i soldi dinero mucho pecunia…

…e miracolosamente la palla gli andò dentro!

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021)

Se siete a corto di metadone perché vi siete bevuti le vostre 3 dosi giornaliere già alle 9:30 e il buco del culo vi va stretto tanto stretto che v’immaginate il buio, allora fiondatevi fuori dalla finestra e spiccate il volo nel buio della notte dichiarando la vostra omosessualità ai quattro venti.

Fate questo, fate quello, fate quello che vi pare, ma non guardate questa merda di filmettini sensazionalistici girati da un cecoslovacco scalzo.

VOTO:
2 scanzi

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021) voto

Titolo polacco: UFO: Odtajnione projekty
Autori: Jan Stehlik, Petr Vachler
Anno: 2021
Durata: 6 episodi da 45 minuti

Haunted (2018 – xxx)

Che bello quando ti riunisci intimamente davanti le telecamere di Netflix con amici e parenti per raccontare loro le tue più perverse fantasie erotico-masochistiche che comprendono coprofagia, tovaglioli di carta, satanassi gay, Gianni Morandi, nonne fantasma, lapidi trafugate, pazienti dementi demoniache, stanze delle torture, gatti maledetti, padri abusivi, parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusivi sessuali abusivi.

Tanta voglia di ricominciare, abusivamente.

Haunted (2018 - xxx)

Serie spaventosa, non per il contenuto che francamente fa ridere i polli, quanto per la vomitevole spavalderia con la quale ti tirano in faccia palate di merda su palate di merda fino a che non ce la fai più e gli tiri giù una bestemmia a capo chino nel silenzio della notte.

<<Porco dio!>> si sente gelido squarciare il cielo e subito la schiena ti s’inzuppa d’urina di cane.
Piangi fratello stronzo, piangi e fotti come non ci fosse un domani.
Fotti e rifotti il culo rotto che ti ritrovi figlio di puttana perché non verrà nessuno a salvarti dall’ira funesta di quel porcaccioddio che ti ha reso stroppio al cervello.

Piangi.

PS: l’unico episodio degno di nota è il terzo della seconda stagione che ovviamente non tratta il paranormale, ma gli rema addirittura conto con la sua storia di abusi dentro una setta cristiana fissata con la liberazione di giovani gay dal demone della frociaggine.

VOTO:
2 cani culi rotti

Haunted (2018 - xxx) voto

Titolo spagnolo: Al borde de la realidad
Anni: 2018, 2019, 2021
Durata: 3 stagioni da 6 episodi da 30 minuti circa

American Murder: La famiglia della porta accanto (2020)

Quando pompi e pompi e ti viene un fisico della madonna e le donne cominciano a notarlo e te lo vogliono succhiare, allora beh… devi elaborare un piano per toglierti dalle scatole moglie e figlie.

Perché quei bofonchiotti gonfi e zozzi delle donnine zoccolone non aspetteranno per sempre, quando i tuoi addominali si afflosceranno e il tuo cazzo diventerà simile alla filigrana dei 20 euro, allora le donnine zoccolone mangia-cazzi volgeranno lo sguardo altrove e sarai costretto ad estrarti lo sperma con una siringa per poi iniettare il liquido nelle pupille delle pulzelle.

Stai attento hombre che la vita è un mozzico.

American Murder: La famiglia della porta accanto (2020)

Per la serie “Donne al bivio”, questa sera presentiamo il film La famiglia della porta accanto, uno spaccato della mediocrità americana con protagonisti un idiota, una facebook-mamma con la fissa per la mancanza di privacy e una donna con due puppe grosse e sode come due meloni.

Non è un grande documentario, specialmente se lo compari ad ottimi esempi come The Jinx, e sicuramente è più adatto alle belle anime che si commuovono per le povere bambine innocenti, ma è montato bene (usando video da internet e filmati delle telecamere della polizia) e ti tiene compagnia mentre ti buchi le palle con la siringa nella vana speranza di dare un senso alla vita di merda che ti ritrovi.

VOTO:
3 siringhe

American Murder: La famiglia della porta accanto (2020) voto

Titolo originale: American Murder: The Family Next Door
Regia: Jenny Popplewell
Anno: 2020
Durata: 83 minuti

Blob – Il fluido che uccide (1988)

Una tranquilla cittadina americana della Louisiana passa una notte d’inferno quando un meteorite delle dimensioni di un cane grasso atterra nella vicina foresta facendo incuriosire il barbone locale che, incurante del possibile pericolo, stuzzicherà con un ramo il liquido all’interno, facendolo incazzare.

Da questo momento in poi, nessuno potrà dirsi al sicuro dall’ammasso liquido assassino venuto dallo spazio che, inglobando donne, bambini e sceriffi, crescerà alla maniera più sputtanata del mondo cinematografico e cioè alla “geometric rate”, intendendo in realtà “exponential rate”.

Blob - Il fluido che uccide (1988)

Divertente e mezzo sconosciuto remake del famoso classico anni ’50 del secolo scorso, però in salsa anti-sistema, costellato di riuscitissimi effetti speciali che purtroppo da soli non sono riusciti a salvare il film dal flop al botteghino.

Mettendo in scena il tipico schema del delirio improvviso nella tranquilla cittadina provinciale, The Blob non tradisce una certa accuratezza di scrittura (vedi la zip del ragazzino) ed un certo qual brio umoristico a cui bisogna prestare attenzione per non passarci vilmente sopra (tipo il fantastico doppio scoppio silenziato delle bombe del militare verso il finale).

Non è un capolavoro e non è il migliore dei film coi mostri anni ’80, basti pensare a The Thing, ma rimane godibilissimo da chi si bagna fica e culo al sol pensiero di vedere un ragazzo soffrire come un cane grasso mentre viene liquefatto davanti a chi gli vuole bene.

VOTO:
4 cani grassi

Blob - Il fluido che uccide (1988) voto

Titolo originale: The Blob
Regia: Chuck Russell
Anno: 1988
Durata: 95 minuti
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11 Settembre: la nuova Pearl Harbor (2013)

La mattina dell’11 settembre 2001, 15 cittadini sauditi dirottarono 4 aerei di linea americani per andare a conficcarli, come siringhe nel braccio dei rimastini che bivaccano dietro casa tua, dentro 1 Pentagono, 2 torri gemelle e 1 campo disabitato della Pennsylvania.

Un attacco orchestrato dal terrorista mondiale Osama Bin Laden, precedentemente al soldo della CIA in posizione anti-sovietica, che è costato la vita a migliaia di esseri umani.

Ma siamo proprio sicuri?

11 Settembre: la nuova Pearl Harbor (2013)

Lunghissimo e dettagliatissimo documentario di quel pazzo di Massimo Mazzucco, il complottista più famoso d’Italia che dalla sua residenza pensionistica calabrese continua tuttora ad ispirare migliaia di vernacolieri italici che combattono contro i poteri forti mondiali, ed estenuante viaggio interiore volto a far affiorare tutti i dubbi di una realtà ufficiale troppo frettolosamente data per scontata.

Molto incentrato sui numerosi fatti che smascherano i cosiddetti debunker, tipo quell’allampanato pien di sé chiamato Paolo Attivissimo, quest’epico documentario risulta molto convincente su alcuni punti molto critici della teoria ufficiale, abbracciata da governi e giornalisti cani manco fosse ossigeno su Marte.

Ovviamente nessuno può dire con certezza se Massimo abbia totalmente ragione, specialmente perché qualche volta gli parte la brocca e tira fuori dal cappello teorie non completamente convincenti, ma possiamo tutti concordare che gli attacchi dell’undici settembre duemila uno sono stati l’incipit alla più importante svolta imperialista mai vista in tempi recenti.

VOTO:
4 Massimo

11 Settembre: la nuova Pearl Harbor (2013) voto

Titolo inglese: September 11: The New Pearl Harbor (2013)
Regia: Massimo Mazzucco
Anno: 2013
Durata: 5 ore
Compralo: https://amzn.to/2Uk30NW

Censor (2021)

Enid è un’occhialuta signorina che lavora come censore per la commissione filmica statale britannica; la sua giornata tipo comprende taccuino, matita, vhs zozzona splatterona, pausa tè con i colleghi e rimorsi agghiaccianti per la misteriosa scomparsa di sua sorella tanti e tanti anni addietro.

Una vita di merda insomma, ma una vita da soldatino liberal-liberista… e però, a forza di guardare gente sparata, trapanata, mani mozzate e super femministe con cappelli deliranti, Enid comincia a sviluppare un leggero distaccamento dalla realtà che la condurrà via via verso un suggestivo finale onirico che lascerà il pubblico con l’amaro dubbio se Margaret Thatcher fosse una semplice troia o una troia imparruccata.

Censor (2021)
vi scoverò i nemici per voi così distanti

Sorprendente pellicola, nonostante il passo lento ed estenuante verso il figurativo patibolo finale, che gioca tutte le sue cartucce nel solco della flebile linea di demarcazione tra realtà e fantasia facendo quindi riecheggiare nella mente dello spettatore, anche per l’ambientazione anni ’80, sprazzi di Lynch e Cronenberg.

Questo è il classico film dove la simmetria, distorta e inquietante, la fa da padrone: le due sorelle, una scomparsa nella foresta e una perduta nei meandri della mente; lo stile del film, così simile e allo stesso tempo così diverso dai “video nasties” di cui parla e a cui fa l’occhiolino; gli orribili anni ’80, costellati di rivendicazioni sindacali e sociali schiacciate come mosche da un liberismo putrido tanto caro al soldatino Carlo Calenda, che accoglie come una vecchia puttana laida il fertile sperma rozzo e sozzo della storia in questione; fino all’enigma degli enigmi, sono i film che ci rendono violenti o la violenza era già dentro di noi ancor prima dell’orribile visione di Carlo Calenda?

Il film ha il grande pregio di non schierarsi mai apertamente, né politicamente e né narrativamente, lasciando quindi spazio all’immaginazione e alla volontà dello spettatore.
Non è un capolavoro, ma ci arriva vicino perché non cerca di strafare mantenendo corti i tempi (neanche un’ora e mezza) e non andando dritto al punto.

VOTO:
4 vecchie puttane laide

Censor (2021) voto

Titolo turco: Sansür
Regia: Prano Bailey-Bond
Anno: 2021
Durata: 84 minuti

I delitti del gatto nero (1990)

Tre storie dell’orrore tenue raccolte assieme da una quarta avente per protagonisti una seducente strega ed un bambino da cuocere al forno inzeppato di biscotti su per il culo come un tacchino.

Nella prima c’è un Buscemi stronzetto che userà a suo vantaggio una mummia egiziana con l’alitosi; la seconda mette in contrapposizione un gatto nero assassino ed il malcapitato killer assoldato per farlo fuori; mentre la terza (e più riuscita) gira i passi su una tragica storia d’amore tra un’artista con l’artrite reumatoide ed una bella e misteriosa fica.

I delitti del gatto nero (1990)

Piacevole film antologico che, calcando le orme di Creepshow, non riesce però a trarne la stessa forza narratrice.

Il secondo episodio è certamente il più fiacco, con un inutile twist a sottotesto; il primo è memorabile per gli attori in gioco (Steve Buscemi, Christian Slater e Julianne Moore); il terzo fa finalmente giustizia alla visione del film; mentre il quarto (che fa da collante) è spiritoso, ma nulla di più.

Buono, ma non bellissimo.

VOTO:
3 collant

I delitti del gatto nero (1990) voto

Titolo originale: Tales from the Darkside: The Movie
Regia: John Harrison
Anno: 1990
Durata: 93 minuti
Compralo: https://amzn.to/33gylSl

Leonardo: 1° stagione (2021)

Leonardo da Vinci, famoso e geniale artista italico del quindicesimo secolo, aveva la sfortuna di capitare involontariamente col cazzo dentro una serie di culi adolescenziali; e questo fu la sua più grande rovina.

Ovviamente dopo le donne sterili.
Maledette infime stregacce.

Leonardo: 1° stagione (2021)

Ricomposizione fantasiosa della vita di Leonardo che, in barba alla realtà storica, lo rende geniale per un motivo apparentemente banale, ma invece assolutamente azzeccato: non j’annava de lavora’.

Ma proprio che lui ha passato la vita intera a trovare il modo di fare i soldi col minimo sforzo e dedicare poi la maggior parte del tempo e del suo ingegno allo studio dei cazzi suoi, letteralmente e metaforicamente.

Leonardo, eroe egoista della classe borghese che si ribella allo status quo.

VOTO:
2 ribelli e mezzo

Leonardo: 1° stagione (2021) voto

Titolo indiano: liyonaardo
Ideatori: Frank Spotnitz, Steve Thompson
Stagione: prima
Anno: 2021
Durata: 8 puntate da 52 minuti

Café Funiculi Funicula (2018)

La famiglia Tokita gestisce un caffè con una sedia molto particolare: a chiunque, accomodandovisi, le venga servita una tazza di brodaglia sporca chiamata caffè dagli orribili proprietari del locale viene concesso un viaggio temporale e poter così incontrare una persona a cui magari non ha potuto dire o chiedere una cosa di cui poi si è pentito per il resto della sua vita.

Le regole di questa magia sono poche, ma ferree: la persona da incontrare deve aver frequentato il locale, perché il viaggio avviene all’interno di quelle 4 mura; qualunque cosa si faccia non cambierà gli eventi futuri; il viaggio durerà solo il tempo che la brodaglia si raffreddi e, se non la si beve prima che ciò accada, si rimarrà intrappolati per sempre in una realtà parallela sotto forma di fantasmi (che però pisciano).

Café Funiculi Funicula (2018)

Romantico dramma giapponese tutto giocato sui colori pastello e sulle emozioni pastose tanto cari alle donne non sposate.

Ci si trova davanti ad un’opera ben servita, indubbiamente intrattenente e che strappa più di un sorriso lungo la passeggiata narrativa, ma non è un capolavoro.

Se siete alla ricerca di un cerchiobottismo popolare che non fa male ad una mosca nel suo essere comunque un buon prodotto, avete fatto centro; altrimenti prendete un bel mestolo di legno, spezzatelo a metà e trafiggetevi il cuore per provare emozioni mai viste prima.

VOTO:
3 mestoli

Café Funiculi Funicula (2018) voto

Titolo originale: コーヒーが冷めないうちに – Kohi ga Samenai Uchi Ni
Regia: Ayuko Tsukahara
Anno: 2018
Durata: 117 minuti
Compralo: https://amzn.to/3cPNui6

The Girl from the Other Side (2019)

Shiva è una bambina che vive dall’altra parte del muro che divide il mondo luminoso degli esseri umani e quello scuro delle bestie malefiche portatrici di un misterioso morbo.

A farle da guida e figura paterna troviamo il cosiddetto Maestro, una creatura caprina antropomorfa che si prende cura della piccola difendendola dalle altre bestie che vogliono rubarle l’anima; il tutto facendo sempre attenzione a non sfiorarla, così da evitare che venga contagiata.

The Girl from the Other Side (2019)

Tratto dall’omonimo manga, questo brevissimo corto animato possiede uno stile molto particolare e accattivante derivante dall’opera originale.

Sicuramente non sfiora minimamente tutte le vicende e le tematiche del fumetto da cui è tratto e si avverte una preponderanza della componente spaesamento di fronte ad un’opera così breve che rischia di sfuggire tra un battito di ciglio e l’altro, ma rimane godibile.

A patto che non battiate le palpebre.

VOTO:
4 palpebre

The Girl from the Other Side (2019) voto

Titolo originale: The Girl from the Other Side: Siúil, a Rún – Totsukuni no Shoujo
Regia: Satomi Maiya, Yutaro Kubo
Anno: 2019
Durata: 10 minuti
Compralo: https://amzn.to/3boR0k7

Pigtails (2015)

C’è una ragazza che vive un’esistenza misteriosa lontano da tutto e tutti.
Un’esistenza piena di fantasiose manifestazioni della sua fervida immaginazione e di quella magica polverina di cui la ragazza fa abbondante uso.

Ma un bel giorno il mondo esterno, tenuto a bada da alte mura sormontate da una moltitudine d’immondizia, fa capolino capoletto con due cose: un palloncino rosso sangue e un ragazzo particolarmente in calore.

Cortometraggio animato a tinte pastello che se non sbaglio piglia qualcosa della trama di Never let me go, libro che io ho perso assieme al mio zainetto dentro un rickshaw di Mumbai un giorno piovoso di un ottobre di parecchi anni fa, e che piacerà molto al pubblico generalista.

Non imprescindibile.

VOTO:
3 rickshaw e mezzo

Pigtails (2015) voto

Titolo originale: みつあみの神様 – Mitsuami no kamisama
Regia: Yoshimi Itazu
Anno: 2015
Durata: 29 minuti

Drawer Hobs (2011)

Noeru è una giovane impiegatucola di un call center che guadagna quel tanto da permetterle di sognare ogni giorno di smettere di lavorare.

Siccome però questo cortometraggio non ha alcun valore politico, l’impiegata del call center in questione non tira su una rivoluzione per tagliare la testa ai maiali borghesi, ma riceve in dono dalla madre una cassettiera magica con all’interno Masa, Jirokichi, Daigoron, Hanpei, Tae e Yuki; 6 lavoratori minorenni che la aiuteranno a scaricare sul più debole le fatiche del proletariato contemporaneo.

Il cortometraggio è caruccio e non me la sento di blastarlo, ma siamo ben lontani da ogni velleità artistico-morale.

VOTO:
2 velleità e mezzo

Drawer Hobs (2011) voto

Titolo originale: たんすわらし。- Tansuwarashi
Regia: Kazuchika Kise
Anno: 2011
Durata: 24 minuti