Moonfall (2022)

La follia prende corpo dentro le teste di cazzo che popolano questo film mentre strani avvenimenti che coinvolgono la Luna si susseguono a ritmi talmente vertiginosi che dopo appena 20 minuti la Terra è già spacciata, il protagonista ha perso ogni speranza e io mi sono scarnificato il petto con un coltello affilato andando a formare una potente Z contro i nazisti ucraini del battaglione Azov che fanno i gradassi con donne e bambini mentre piangono come conigli merdosi davanti l’Armata Rossa.

Sulla nella Luna ci sono gli alieni, ma in realtà no.

Moonfall (2022)

Questa è una pellicola che definire scandalosa è un complimento.

E non lo dico per fare effetto, per farvi ridere, voi poveri cristi senza futuro, ma sono profondamente convinto che questo film dovrebbe schiantarsi nel glorioso solco delle catastrofi cinematografiche cacate col culo credendo di giungere a catarsi cosmica mentre si giunge solo al cazzo che te se frega.

Personaggi cretini, situazioni incredibili, effetti speciali miserevoli, una studente quarantenne dagli occhi a mandorla che sta lì solo perché il film è prodotto dai cinesi.
Devo aggiungere altro o possiamo prendere per i piedi Zelenskyy e appenderlo al pennone più alto?

VOTO:
2 conigli

Moonfall (2022) voto

Titolo cinese: 月球陨落
Regia: Roland Emmerich
Durata: 2 ore e 10 minuti
Compralo: https://amzn.to/3shhV9A

Belfagor o Il fantasma del Louvre (1965)

Uno studente riccastro e stronzetto gironzola per Parigi alla ricerca di una giovane proletaria da rapire, seviziare ed infine sgozzare, ma trova di meglio, ovvero il fantasma del Louvre che si aggira per le sale deserte del “museo dei ladri liberisti” con l’intenzione d’impossessarsi del segreto del metallo di Paracelso, un filosofo-medico-alchimista-pelatone svizzero rinascimentale che aveva l’inspiegabile convinzione di avere 4 nani permalosi tra le dita del piede destro, invece dei soliti 5 che tutti noi ospitiamo.

Succede quindi che André, questo il nome del sadico marciume parigino dal volto d’angelo, si ficca in un giro di troie e coca che neanche vostra madre che è esperta e, tra un nascondino tra le lamiere dello sfasciacarrozze e la più incredibile sfilata di sigarette fumate su pellicola, lo spettatore farà tanti di quegli sbadigli da rimanere con i coglioni in gola.

Belfagor o Il fantasma del Louvre (1965)

Mini serie francese completamente fuori dalla grazia di dio che ho visto dopo tanti anni di curiosità dovuta all’usanza in casa mia di chiamare, per antonomasia, una persona brutta, Belfagor.

Appurato, dopo più di 4 ore di dialoghi francesi con la sigaretta che pende dalle labbra, che Belfagor non solo non è brutto, ma non è neanche un uomo, rimango sbalordito per il clamoroso successo che ebbe sia in patria che in Italia.

L’unica ragione che riesco a darmi, oltre ad una martellata sui coglioni, è la presenza di alcune sporadiche scene ben girate tipo quella dei vagoni del treno che stanno per schiacciare il giovane André; levato l’assurdo della situazione, una messa in scena oggettivamente carica di tensione.

VOTO:
2 vagoni

Belfagor o Il fantasma del Louvre (1965) voto

Titolo originale: Belphégor ou Le fantôme du Louvre
Regia: Claude Barma
Durata: 4 episodi da 1 ora
Compralo: https://amzn.to/3O0n5ju

Il truffatore di Tinder (2022)

Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.
Simon Leviev è un truffatore liberal-capitalista.

Un pezzo di merda che, in una società più giusta, sarebbe processato in piazza dal tribunale del popolo per crimini contro la persona e il convivere civile e quindi, dopo un’infinita serie di calci in culo per le strade cittadine, verrebbe impiccato per i coglioni finché morte non ci separi.

E invece uno così, con gli abiti firmati e la voglia di far baldoria nei locali giusti e la guardia del corpo e le storie instagram e i ristoranti costosissimi e una cultura da cabarettista, incarna perfettamente quell’ideale liberal-capitalista che la società di merda in cui ci troviamo non fa altro che glorificare dal glory hole in cui la madre vostra tira pompe a destra e manca come non ci fosse un domani.

Il truffatore di Tinder (2022)

Interessante documentario sul personaggio Simon Leviev che, nato Shimon Yehuda Hayut da una famiglia di sporchi e insipidi religiosi che hanno indubbiamente piantato il seme della gramigna che è loro figlio, si è distinto per numerosi crimini ai danni di donne sole e con poco cervello che gli hanno prestato decine se non centinaia di migliaia di euro pensando d’aver trovato il principe azzurro e invece avevano trovato il Capitalismo.

Un film non male.

Invece voi, figli di mignotta liberali, venite qui che vi faccio un culo come una capanna.
Troie del sistema ingorde di sperma monetario, vi ci strozzo con quel boccone rancido.

VOTO:
3 troie del sistema ingorde e mezza

Il truffatore di Tinder (2022) voto

Titolo: The Tinder Swindler
Regia: Felicity Morris
Durata: 1 ora e 54 minuti
Compralo: https://amzn.to/3tEr0dx

Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma (2011)

Tanto tanto tanto tempo fa in Cina c’era una donna che stava per diventare imperatrice.

Per coronare quest’evento più unico che straordinario, la corte reale aveva deciso di finanziare la costruzione di un’enorme statua di Buddha, tanto grande da far impallidire Rocco Siffredi, affidandola ad un rinomato pedofilo nonché architetto.
Solo che il pedofilo nonché architetto prese fuoco inspiegabilmente prima di gettarsi a capofitto dalla cima della statua.
Ed è subito mistero!

Un bel caso per l’investigatore più cazzuto della Cina, ovvero Detective Dee, personaggio realmente esistito col nome di Di Renjie e oggi sepolto a Luoyang; un caso misterioso di gente che prende fuoco come un grossetano che pesta una merda, un caso ricco di colpi di scena e quella giusta dose di razzismo che noi ungheresi tanto amiamo.

Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma (2011)

Tipico film cappa e spada, o wuxia, che ti rintrona di calci in bocca dati con l’eleganza del cormorano fino a che non ti senti abbastanza a tuo agio da pisciarti copiosamente nei pantaloni.

Interessante per la sfrontatezza con cui mette in scena le acrobazie più assurde, ma anche molto stupido e ridicolo se preso seriamente.
Se a questo aggiungiamo pure che in più di un’occasione ci si ritrova con la bocca piena di caccole per la noia, non me la sento proprio di consigliarlo.

VOTO:
2 caccole

Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma (2011) voto

Titolo originale: 狄仁傑之通天帝國
Regia: Tsui Hark
Durata: 122 minuti
Compralo: https://amzn.to/3qe2m1o

Maze Runner: finding Minho (2014-2018)

Thomas si risveglia gonfio pisto e smemorato come se avesse fatto notte brava a sfondarsi di coca e troie a Pattaya Beach, ma il suo buco del culo dice altrimenti.

Nonostante il silenzio mafioso dei ragazzi che lo circondano gli faccia temere il peggio ovvero essere costretto a votare Carlo Calenda, Thomas scopre presto d’essere finito dentro un gioco più grande di lui, di Calenda e del buco di culo di tu’ ma’.

Da qui si srotola una storia lunga come una fettuccia di cazzo di watusso e insulsa come un voto per Calenda, ma se avrete una pazienza di 386 minuti potrete fregiarvi del prezioso titolo di “bevitore di piscio cinematografico”.

Maze Runner: finding Minho (2014-2018)

Inspiegabile successo commerciale per l’adattamento di una serie di libretti per ragazzi dal dubbio gusto, ma dall’indiscussa diffusione, tipo l’AIDS a Pattaya Beach.

Noiosa, mal scritta, contraddittoria e interpretata da cani, questa trilogia potrebbe essere classificata come “crimine contro l’umanità”, ma non dilunghiamoci troppo visto che s’è fatta ‘na certa e io devo ancora preparare la valigia per il mio turgido travello-trip in Thailandia.

VOTO:
1 watusso

Maze Runner: finding Minho (2014-2018) voto

Titoli inglesi: The Maze Runner / The Scorch Trials / The Death Cure
Titoli italiani: Maze Runner Il labirinto / La fuga / La rivelazione
Regia: Wes Ball
Durata totale: 386 minuti della vostra vita
Comprali: https://amzn.to/3tIfgpa

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra (2022)

Anna è una ricca signora americana che passa le giornate a bere come un cecoslovacco pazzo dopo aver divorziato a seguito della morte della figlia, morta sbranata dal criminale Michele Massacro.

Dotata di vulva parzialmente lubrificata, Anna vorrebbe sentire l’ebbrezza del cazzo dopo anni di astinenza, ma il suo comportamento bizzarro nonché la quantità di psicofarmaci che prende le rendono quasi impossibile una vita che la borghesia definisce normale e quindi spia i vicini di casa dalla finestra del soggiorno massaggiandosi prepotentemente la fica, la troia.

Improvvisamente, quando uno pensa che siamo al TFR, ecco che ad intensificarle la lubrificazione vaginale arriva un bel vedovo con figlia che però ha la ragazza bona hostess aerea stronza maledetta ti fotterò l’anima appena ti giri, lo giuro su questo calice di vino rancido.

Misteri a seguire.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra (2022)

Forsennata parodia del genere “donne al bivio” che prende di petto gli stereotipi del genere, dalla passione per la pittura dei fiori al bel puledro che la signora si fotte e si rifotte su ogni superficie della casa, questa serie gronda di incredibili situazioni e personaggi che in genere andiamo a perdonare nei film e nei libri per signore benestanti, ma che, decontestualizzati ed amplificati da una lente focale 520mm, appaiono come in realtà sono: assurdi.

Godibile e molto straniante fino a quando non se ne colgono le intenzioni, La signora con la vulva di fronte alla casa dell’uomo col cazzo bifolco fa incazzare parecchio, ma per le ragioni giuste.

VOTO:
3 bifolchi e mezzo

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra (2022) voto

Titolo originale: The Woman in the House Across the Street from the Girl in the Window
Creatori: Rachel Ramras, Hugh Davidson, Larry Dorf
Durata: 8 episodi da 30 minuti

La vera storia di Jack lo squartatore (1988)

Oggi Whitechapel è un quartierino londinese di merda popolato da poveracci e immigrati con localetti dove un panino costa 15 sterline e un affitto ti leva un rene; 100 anni fa invece era sempre un quartierino londinese di merda popolato da poveracci e immigrati, ma un panino te lo facevi con due spicci e l’affitto di una stanza ci scappava con le poche monete raggranellate col lavoro da prostituta.

E in questa melma sociale, frutto pieno del capitalismo senza i freni socialisti che oggi diamo per scontati e che puntualmente le fottute teste di cazzo liberali si dimenticano di mettere in conto quando elogiano il progresso dato, secondo loro, dalle dottrine dell’uomo mangia uomo, girava un misterioso assassino che, tra i tanti criminali che veleggiavano nella Londra della seconda rivoluzione industriale, prese il podio a piene mani e ci cacò sopra negandone per sempre il normale ricambio generazionale.
Parliamo di Jack lo squartatore.

La vera storia di Jack lo squartatore (1988)

Mini serie anglosassone che ripercorre i famosi omicidi che terrorizzarono le povere persone e stuzzicarono la curiosità dei ricchi e che ci fa vedere il mondo attraverso l’occhio acuto e ubriacone di Frederick Abberline, investigatore di Scotland Yard assegnato al caso; un uomo dai modi burberi, ma furbi, con una passione vipera per la tanti dei capelli.

La serie cerca di essere il più possibile vicina alla realtà storica con degli evidenti e comprensibili libertà narrative, una su tutte l’inutile storia d’amore, e giunge ad una conclusione abbastanza famosa ai giorni nostri, ovvero che l’assassino è il maggiordomo, ma resta comunque un buon prodotto.

No scherzo, l’assassino è tua madre.

VOTO:
3 tinte per i capelli e mezza

La vera storia di Jack lo squartatore (1988) voto

Titolo originale: Jack the Ripper
Regia: David Wickes
Durata: 2 episodi da 1 ora e mezza
Compralo: https://amzn.to/3skvOTC

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Passano gli anni, passano i governi, ma nessuno può scordare quella volta che hai bestemmiato alla mensa dei poveri di Poggio Bassano Terme.

Quasi nessuno invece sembra ricordare che nel 1984 un mostro alto 50 piani ha devastato New York mentre una selva di spiriti e spiritelli creavano scompiglio per le strade; l’era dell’informatica, le notizie a portata di un click, video, podcast, articoli su articoli eppure dei ragazzini americani ignorano l’esistenza dell’aldilà per come ce l’ha rappresentato questo film.

E in questo mare d’ignavia la famiglia di Egon Spengler si ritrova suo malgrado alle prese con la pesante eredità del defunto acchiappafantasmi e no, non intendo un getto di peperonata rimesso poco prima di tirare le cuoia, ma bensì una casa campagnola dove Egon fotteva melma e teneva a bada Gozer il gozeriano con fasci protonici dalla punta della sua cappella.

pin pum pam

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Rivisitazione in chiave capitalista di un film già ampiamente fascio-liberale e chiara operazione nostalgia volta a catturare i soldi di chi ha 40 anni e costringe i propri figli ad andare a vedere gli acchiappafantasmi perché non ha mai superato la fase anale, tant’è che ama vedere le donne cacare da sotto un tavolino di vetro mentre pensa alla grandezza del suo impero dei sensi.

Tolto il fatto che il film è fatto bene, è simpatico e presenta un deplorevole cameo che non spoilero per non rovinare il disgusto ma che comunque è comprensibile, voglio sottolineare come non sia obbligatorio mettere sul mercato soft reboot di film andati bene al botteghino solo perché si sono finite le idee buone ma si vuole mantenere il proprio stile di vita da privilegiato del cazzo.

E ricordati che nessun attore ha perso il lavoro perché non vaccinato; quello che lavora al bar di Poggio Bassano Terme, sì.

VOTO:
3 privilegiati del cazzo

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Titolo francese: S.O.S. fantômes: L’héritage
Regia: Jason Reitman
Durata: 2 ore e 4 minuti
Compralo: https://amzn.to/35JvcPw

Pig (2021)

Un uomo molto solitario e molto scontroso vive nella foresta assieme alla sua maialina da tartufo.

Ogni settimana un giovine rampante con tanta voglia di farcela nella vita viene a trovarlo per fare un equo scambio: un tartufo per una sacca di cose utili tipo farina, semi o batterie per mettere in funzione un vecchio stereo col quale sentire struggenti musicassette registrate da una misteriosa donna.

Tutto sembra svolgersi al ritmo delle stagioni, lento ed inesorabile nell’attesa del prossimo terremoto di origine tettonica che squarcerà la costa ovest degli Stati Uniti provocando uno tsunami alto 20 metri che spazzerà via chiunque non viva sulle montagne; tutto è pace e bene quindi, fino a quando due loschi individui non irrompono in quest’idillio per rapire la preziosa maialina fru fru.

Da questo momento parte una ricerca, solo apparentemente disperata, per recuperare l’animale che porterà il giovane rampante a capire il mondo che il burbero uomo della foresta tiene gelosamente celato.

Pig (2021)

Deliziosa piccola produzione che si erge a monumento grazie ad un grande Nicholas Cage, una meticolosa sceneggiatura e una regia che riesce a spremere a fondo ogni risorsa, fisica o meno.

Senza la benché minima esitazione la storia procede a passo forzato lungo un doloroso percorso a ritroso nel tempo dentro una città, Portland, misteriosa e lugubre che brulica merda e sangue sotto preziosi ristoranti di chef stellati in una giustapposizione che non potrebbe essere migliore, visto anche la rima alternata con i gustosi tartufi sotterrati sotto fango e foglie morte attorno a cui girano le vite dei protagonisti di questa tenera e struggente storia.

Un vero papagno in grugno, questo film che ho visto conscio sì della sua bontà grazie a una critica che ha premiato la pellicola, ma che sinceramente non mi aspettavo essere così bello.

La mia compagna invece ha dormito per i tre quarti del film.
La vita è uno tsunami al rallentatore.

VOTO:
4 konami e mezzo

Pig (2021) voto

Titolo canadese: Cochon (dieu)
Regia: Michael Sarnoski
Durata: 1 ora e 32 minuti

Malignant (2021)

Una donna ha 3 aborti, un marito violento ed è amica di Mario Draghi, ma la cosa peggiore è l’aborto che si porta in capoccia da 20 anni.

E con questo t’ho detto la fine.

Filmetto girato anche abbastanza bene da un punto di vista prettamente tecnico e con qualche buona idea qui e lì, specialmente all’inizio, ma che per via di una sceneggiatura di merda sviluppata sopra una storia del cazzo risulta molto “insufferante”… una parola che mi sono inventato e che vuol dire che provoca insofferenza.

VOTO:
2 insufferanti Draghi

Malignant (2021) voto

Titolo costaricano: Maligno
Regia: James Wan
Anno: 2021
Durata: 1 ora e 52 minuti
Compralo: https://amzn.to/3ntktPw

Dreamscape – Fuga nell’incubo (1984)

Alex Gardner è uno scavezzacollo, un perdigiorno donnaiolo col vizio dei cavalli, nel senso che ci scommette sopra, non che se li incula.
Che poi dico io, avete mai provato ad inculare un cavallo?
Se non lo corrompi prima con almeno una dozzina di carote, te lo puoi sognare quel culetto bello sodo come una zucca a settembre.

Alex Gardner invece ama le donne e le ama così tanto che si ficca nei loro sogni, oltre che nelle loro vagine, grazie ai suoi poteri da sensitivo e un’apparecchiatura creata dal dottor Paul Novotny che permette d’intervenire nei sogni altrui e curarti dai complessi che t’ha fatto venire nonno Palmiro.

In questo film nonno Palmiro ha fatto venire i complessi al presidente degli Stati Uniti d’America che continua a sognare un futuro post apocalittico/nucleare; una cosa che da un punto di vista strategico-politico non va bene se si vuole spendere il 20% del budget nella guerra come fanno gli USA, e allora saranno cazzi per il POTUS.

Dreamscape - Fuga nell'incubo (1984)

Strambo film che parte da un’idea molto carina, quella che entrando nei sogni si può modificarli e addirittura uccidere il sognatore; tipo Nightmare, che è uscito lo stesso anno.

Concidenza?
Chi lo sa.
Sta di fatto che le assonanze finiscono qui perché mentre quello era ed è un gran bel film, ricco di colpi di scena e umorismo e fantasia e l’anima de li mortacci tua, questo invece è povero di tutto.

Giuro che se avessi 50 euro da darglieli, glieli darei.
Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta, ti guarderei.
Ma non so spiegarti che il nostro amore appena nato è già finito.

VOTO:
2 Costanzo e mezzo

Dreamscape - Fuga nell'incubo (1984) voto

Titolo peruviano: El túnel de las pesadillas
Regia: Joseph Ruben
Anno: 1984
Durata: 1 ora e 39 minuti
Compralo: https://amzn.to/3fno50E

February – L’innocenza del male (2015)

Rose e Kat sono due studentesse di una scuoletta privata per stronzetti cristiani coi soldi mamma mamma cos’è il menarca che si ritrovano appaiate per un paio di giorni dopo la chiusura invernale perché i genitori paiono essersi dimenticati di venirle a prenderle.

Sfortunatamente (per Rose), quel fine settimana sarà anche il tempo giusto, per chi lo vuole, di farsi venire un embolo cerebrale e cominciare a vedere i draghi con le ali verdi e la faccia fa paura oh ohh.
Spaventi spaventevoli saranno il pane da ciancicare per gli inquilini del college privato rimasti in loco e tu non avrai accesso al paradiso perché dio non ti vuole bene, nonostante quello che ti continua a dire Padre Guido.

February - L'innocenza del male (2015)

Il figlio di Anthony Perkins evidentemente non riesce a mandare giù la scomparsa del suo frocissimo padre morto di HIV (chissà perché) e della madre schiantatasi sulla torre nord del world trade center nel 2001 e quindi sforna questo “bu bu impaurisciti” l’anno prima di quell’altro bu bu impaurusciti, incentrando questo sul dramma dell’abbandono mentre l’altro era sul ricordo.

Opera riuscita, indubbiamente, e questo giocare sul minimale mai bugiardo (tanto che il twist se stai attento in realtà non c’è) mi è piaciuto assai.

Forse si potevano risparmiare quel momento di cattivo gusto con la controfigura di Papa Francesco con le gambe sporche di sangue e merda rincorso da un gruppo di capre nere sullo sfondo di quella scena di stupro, anch’essa francamente gratuita.

Il resto invece ok.

VOTO:
3 capre nere e mezza

February - L'innocenza del male (2015) voto

Titolo originale: The Blackcoat’s Daughter
Regia: Oz Perkins
Anno: 2015
Durata: 1 ora e 33 minuti
Compralo: https://amzn.to/3lStcJV