Midnight Mass (2021)

Una uggiosa isoletta americana chiamata Crockett sta spopolandosi dei suoi miseri abitanti e nessuno sa o vuole porci rimedio.

Un po’ perché la vita del pescatore povero non è allettante e un po’ perché qualche anno prima una petroliera ha rilasciato in mare una valanga di velenoso petrolio, gli unici isolani ad aumentare a vista d’occhio sono i gatti malefici che ti pigliano l’anima di notte mentre vai a pisciare al campo.

Ma no te preocupe amigo mio: c’è sempre la soluzione ad ogni problema e in questo caso la salvezza verrà portata da un giovine prete con la faccia di uno che si sorprende delle sue stesse scorregge.
Sfortunatamente, assieme agli eventi miracolosi e alle scorregge, capiteranno anche morte e distruzione… ma non potrebbe essere altrimenti quando parliamo di bibbia.

Semagallo bibbione!

Midnight Mass (2021)

Interessantissimo progettino dell’orrore che ad un’attenta visione si rivela essere molto di più che una semplice scusa per farti zompare dalla sedia.

Premesso che il mistero (inspiegabilmente mai esplicitato) è abbastanza telefonato, non che questo fosse l’intento dell’autore, e che alcuni passaggi emotivi siano un pochino forzati, va riconosciuta la compattezza di visione e la chiarezza narrativa dimostrate quando invece tutto avrebbe potuto sbrodolarsi in un banale rimbrotto alla religione cattolica condito di spaventi.

Ed invece il rifiuto papalino c’è senza essere preponderante, mentre tutto sottende invece ad un conflitto ben più profondo nella sua semplicità: l’incomunicabilità.

Siccome nessun uomo è un’isola e rari sono i casi di felice ermetismo, gli abitanti di Crockett sono profondamente tristi perché non riescono ad entrare in contatto l’uno con l’altro: lo sceriffo e il figlio, il prete e la sua comunità, una paraplegica e il suo carnefice, il protagonista ex alcolista e il suo senso di colpa; tutti si parlano, ma nessuno ascolta veramente. Emblematico a questo proposito è il monologo dello sceriffo musulmano che se ne esce lamentando come nessuno gli abbia mai chiesto perché abbia chiesto il trasferimento in quella sperduta cittadina di merda.

E seguendo questo filone logico, la stessa storia narrata non sarebbe mai decollata (con enorme risparmi di vite) se solo ci fosse stata più comprensione.
Perché come ha giustamente detto Tommy Wiseau:
“If a lot of people love each other the world will be a better place to live !”

Amate e moltiplicatevi, pederasti.

VOTO:
4 Tommy

Midnight Mass (2021) voto

Titolo canadese: Sermons de minuit
Regia: Mike Flanagan
Anno: 2021
Durata: 7 episodi da 1 ora
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Horror Island (1941)

Bill Martin è un raffazzonato figlio di papà che, nonostante la sua laurea a Princeton, non trova di meglio da fare che sfangare la giornata con truffe, sotterfugi ed imprese dal valore commerciale perlomeno discutibile.

Aiutato dal suo fedele amico-cane e da uno zingaro-turco-indo-belga con una gamba di legno, il nostro William si metterà alla ricerca del tesoro di Henry Morgan che pare sia nascosto sull’isola di famiglia al largo della Florida. Un’isola su cui sorge un castello al cui interno sembra ci sia una spettrale presenza il cui unico scopo è fare fuori uno a uno questi ficcanaso.

Horror Island (1941)

Commediola d’avventura a basso costo uscita nelle sale assieme ad un altro film (da qui la breve durata).

Non è niente di speciale e non se ne raccomanda la visione a nessuno, ma gli attori ci provano a dare quel qualcosa in più e la storia, seppur banale e bambinesca, crea quel velo di suspence sufficiente ad un prodotto rivolto al pubblico più ignorante.

VOTO:
2 veli e mezzo

Horror Island (1941) voto

Titolo messicano: El fantasma del castillo
Regia: George Waggner
Anno: 1941
Durata: 1 ora
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Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005)

Wallace è un inventore inglese stralunato con la mania del formaggio e il suo migliore amico è un intelligentissimo cane di nome Gromit che lo aiuta nelle sue disavventure quotidiane, tipo domare un’infestazione di conigli nella cittadina di Tottington che sta mettendo a repentaglio la competizione annuale per l’ortaggio più grande, presieduta da una ricca pollastra.

Appurato che il cazzo di Wallace non può partecipare, l’unica arma a disposizione del nostro beneamato per farsi la ricca carotona rimane una manata in faccia piazzata bene e una folta pelliccia cavernicola che sbucheranno fuori grazie ad una sua invenzione andata storta.

Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005)

Simpaticissima commedia girata a passo uno che, nonostante l’ingombrante pressione della DreamWorks, è riuscita a mantenere quel tipico spirito inglese che si posiziona tra il sottoscala ammuffito e una dentatura senza scopo di lucro.

Sinceramente non conoscevo molto bene la serie originale da cui è tratto, ma sono riuscito ad entrare in empatia con i personaggi in un batter d’occhio e la sua cortissima durata non ha contribuito né ad accrescere e né a diminuire la piacevolezza della visione.

Un bel film quindi, sia per adulti che per bambini, e fate un po’ come cazzo vi pare.

VOTO:
4 carotone

Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005) voto

Titolo originale: Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit
Regia: Steve Box, Nick Park
Anno: 2005
Durata: 1 ora e 25 minuti
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Spiral (2021)

In giro c’è un fottuto ammazza-piedipiatti e io non potrei essere più felice.

Purtroppo il corpo di polizia non concorda e tenta invano di acchiappare questo buon samaritano che sta ripulendo la città da questi cani della borghesia e i cani bastardi non ci mettono molto a capire che hanno a che fare con un imitatore di John Kramer, il serial killer Jigsaw protagonista di 8 film.

Tra uno stereotipo e l’altro e una fotografia così contrastata che stava per prendere fuoco, Spiral scende veloce nello scarico dello sciacquone dal quale era risalito come Mr Hankey.

Spiral (2021)

Imbarazzante è dir poco.

La sceneggiatura credo sia stata scritta a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso per poi essere dimenticata in un cassetto di qualche produttore, tra droga dello stupro e un paio di calze di quella mignotta lì che ho fatto fuori l’estate scorsa.
Maledetta troia che serata.
Poi a un certo punto uno deve aver pensato che si poteva fare un episodio della saga di Saw senza ci fosse alcun legame con la saga di Saw e questo vecchio copione è ricicciato fuori come un tumore quasi sconfitto.

E invece no, il tumore è tornato e ti mangerà il cervello fino a farti scordare come si piscia e ti piscerai in bocca perché sei un cane della borghesia e un giorno farai la fine del porco bastardo che sei.

VOTO:
2 mr Hankey

Spiral (2021) voto

Titolo esteso: Spiral – L’eredità di Saw
Regia: Darren Lynn Bousman
Anno: 2021
Durata: 1 ora e 33 minuti
Compralo: https://amzn.to/3w9PGKI

Sono la bella creatura che vive in questa casa (2016)

Lily Saylor è un’infermiera timida e poco intelligente che vive nell’ombra una vita triste e solitaria.

Trovato lavoro come badante a tempio pieno della ricca scrittrice di romanzi horror Iris Blum, Lily passa il tempo a parlare con i fiori e a spostare le tazze sulla mensola in cucina mentre strani presagi e sinistri accadimenti dovrebbero farla correre a gambe levate.

Oh, mai che le venisse in mente di leggere uno dei tanti libri presenti in casa.
Ma che sei matto? Te pare?
Ed è un peccato, perché se aprisse il romanzo La signora nel muro, scritto dalla sua rimbambita datrice di lavoro, scoprirebbe che la spettrale Polly che si aggira per la casa altri non è se non lo spirito di una donna morta ammazzata cent’anni prima in quella stessa dimora.

Sono la bella creatura che vive in questa casa (2016)

Classica pellicola che gioca tutte le carte sul minimalismo elevato a dogma.

Un fantasma, un’infermiera e una vecchia scrittrice non hanno nessuno al mondo che le ami; queste 3 donne vivono un’esistenza cristallizzata priva di contatto umano e, prefigurando il loro triste epilogo, vivono nella menzogna quotidiana, chi scemunendosi e chi guardando sempre dietro come nell’inferno dantesco.

Peccato che l’atmosfera intrigante e l’idea alla base non bastino a dare corpo al fantasma narrativo che risulta ridicolo quanto il regista che tentava di mettersi in contatto col defunto padre Anthony Perkins.

Sul versante della ciclicità temporale, decisamente meglio di questo è A Ghost Story; uscito un anno dopo, ma avanti anni luce.

VOTO:
3 carte e mezzo

Sono la bella creatura che vive in questa casa (2016) voto

Titolo: I Am the Pretty Thing That Lives in the House
Regia: Oz Perkins
Anno: 2016
Durata: 1 ora e 29 minuti

Saw I-VI (2004-2009)

Un ricco ed affermato uomo sulla sessantina si becca il cancro al cervello e decide di sfogare la sua immensa rabbia con i primi stronzi che gli capitano a tiro sottoponendoli ad una serie di torture ad ostacoli volte a testare la loro voglia di sopravvivenza.

A nulla valgono le “brillanti” menti al dipartimento di polizia che indagano sui corpi martoriati delle vittime, smembrati, recisi, spolpati, bruciati, tagliati, schiacciati, decapitati, bucati, questa chitarra stuprata, questa chitarra sodomizzata.
Perché a quanto pare un vecchio borghese ingegnere ha miglior piglio dell’intero corpo di polizia e il killer Jigsaw ha campo libero per arrivare a sequestrare talmente tante persone che a un certo punto si formano persino dei circoli di sopravvissuti modello alcolisti anonimi, tra chi ne resta per sempre traumatizzato e chi ne resta per sempre traumatizzato con la convinzione però di essere diventata una persona meglio.

Tra uno spavento e l’altro, tra una sorpresa e l’altra, la serie procede di gran carriera verso un precipizio di strunzate.

Saw I VI (2004-2009)

Famosissima serie che abbraccia appieno il genere del torture porn, Saw è diventato talmente famoso da essersi ritagliato un po’ una sua nicchia cinematografica fatta di affezionati bucatini che ogni halloween per 10 anni sbavavano per un nuovo capitolo.

Ne valeva la pena?
Dipende: se ti piace vedere la gente soffrire, alcuni capitoli sono più truculenti di altri; se ti piace l’intreccio narrativo e la suspence, puoi trovare qualcosa qui e lì; se invece sei alla ricerca di un buon film con delle idee e che non si sbrodoli addosso, allora solo il primo capitolo rimane in piedi.

VOTO:
2 sbavate

Saw I VI (2004-2009) voto

Titolo argentino: El juego del miedo I-VI
Regie: James Wan, Darren Lynn Bousman, David Hackl, Kevin Greutert
Anni: 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009
Durate: 103 minuti, 93 minuti, 108 minuti, 92 minuti, 92 minuti, 90 minuti
Comprali: https://amzn.to/3jJYba7

Squid Game (2021)

Un poveraccio col vizietto del gioco d’azzardo ha la vita rovinata dopo i disordini in fabbrica repressi nella violenza dai cani del potere liberista e oggi si ritrova a campare di lavoretti dormendo a casa della madre zoppa.

Un dramma, ovvero la normale esistenza del sotto-proletariato urbano contemporaneo, ovvero il ragionato prodotto del sistema liberal-liberista sostenuto da gentaglia buona solo per la frattaglia tipo Carlo Calenda, quel Carlo Calenda che parla sempre come se fosse stocazzo quando invece riesce ad abbindolare solo i poveri cristi intimoriti dalla sua sicumera facilmente cancellabile con un bel papagno piantato in pieno muso.

Seong Gi-hun, questo il nome del poveraccio disoccupato e divorziato, viene avvicinato da un’organizzazione criminale finanziata da miliardari annoiati che non pagano le dovute tasse allo stato che li ha tenuti in vita troppo a lungo e si ritrova in un gioco più grande di lui, ovvero una gigantesca competizione ad eliminazioni cruente tipo Takeshi’s Castle, ovvero una corsa di cavalli umani su cui scommettere milioni di euro.

Squid Game (2021)

Parte benino, ma finisce nell’idiozia più completa con l’occhiolino alla seconda stagione all’insegna dei capelli pinkissimi.

Io davvero non mi capacito di quanto la massa non abbia una cultura che vada al di fuori di Orietta Berti e quindi non riesca ad accorgersi, di fronte a questo Squid Game, di tutte le scopiazzature influenze che l’hanno prodotto: dal citato Takeshi’s Castle a Saw (con tanto di finale) passando per tutti i manga giapponesi tipo Battle Royale o As the Gods Will.

Simpatico, sì; un po’ di cacarella in alcuni punti, certo; ma non è il miglior sceneggiato su Netflix, tantomeno il migliore mai visto.

VOTO:
3 papagni

Squid Game (2021) voto

Titolo originale: 오징어 게임
Regia: Hwang Dong-hyuk
Anno: 2021
Durata: 9 episodi da 1 ora

Phantom Ship (1935) [Full Movie]

The Mystery of the Mary Celeste is a 1935 British mystery film directed by Denison Clift and starring Béla Lugosi, Shirley Grey and Arthur Margetson. It is one of the early films from Hammer Film Productions.
It is based on the story of the Mary Celeste, a sailing ship that was found adrift and deserted in the Atlantic Ocean in 1872, and is an imagined explanation of the disappearance of the crew and passengers.
The version released in the United States, under the title Phantom Ship, is about 18 minutes shorter than the original. It is believed that only the shortened version now survives.

This movie is in public domain.
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Phantom Ship (1935)

La Mary Celeste è una di quelle navi fantasma entrate nella leggenda.

Ritrovata il 4 dicembre 1872 al largo delle Azzorre senza equipaggio e senza una concreta spiegazione del perché vagasse da 9 giorni sola soletta nel mar Atlantico, questa barca dei misteri è stata al centro delle più svariate teorie: mostri, pirati, gorghi marini, alieni, esplosivi, muffe, droghe sono solo alcuni dei possibili candidati al titolo di assassino, ma nessuno di questi ha al suo arco la prova schiacciante tale da far desistere i cospiratori della domenica.

Questo film narra le vicende precedenti il famoso ritrovamento, ovvero s’inventa una sua personalissima quanto banale motivazione alla scomparsa dell’equipaggio.

Phantom Ship (1935)

Filmetto corto e mal posto che mi sono deciso a vedere dopo che il link ad esso riposava sulla mia barra preferiti da almeno 6 mesi.

Ne è valsa la pena?
Ovviamente no, ma quello che mi rinfranca il cuore è che nessuno è a conoscenza di questa cacatella di film; è caduto nel dimenticatoio come l’equipaggio della Mary Celeste.

VOTO:
2 mostri

Phantom Ship (1935) voto

Titolo originale: The Mystery of the Mary Celeste
Regia: Denison Clift
Anno: 1935
Durata: 1 ora e 20 minuti
Compralo: https://amzn.to/3DAv8NM

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021)

Nel febbraio 2013 una giovane canadese era in visita nella ridente e tragica cittadina di Los Angeles; un tipico viaggio giovanile carico di belle speranze per un futuro pieno di sorprese.

Purtroppo per lei, il suo futuro si sarebbe riproposto a breve e in maniera tragica, come una zuppa di cavolfiore succhiata poco prima di una cavalcata su un ciuchino zoppo, per poi cristallizzarsi in uno dei tanti falsi misteri che girano per l’internet.

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021)

Mini serie tutta incentrata sulla “misteriosa” scomparsa di Elisa Lam all’interno del famigerato Cecil Hotel di Los Angeles, grande luogo di spaccio e prostituzione che sorge nella parte più povera e disperata della città, il cosiddetto “Skid Row” dove si trova anche l’immaginario negozio di piante di Little Shop of Horrors.

Allora: per intrattenere, intrattiene; ma non aspettatevi niente di trascendentale visto che il “mistero” lo si può intuire dopo 20 minuti.

Quello che invece non mi aspettavo è il colpo di coda finale sulle condizioni dei reietti della società, dimenticati e sommersi dall’ingiustizia di una piramide sociale fondata sulla prevaricazione del più forte sul più debole, del codardo sul generoso, del liberista sul socialista.

VOTO:
2 liberisti e mezzo

Sulla scena del delitto: Il caso del Cecil Hotel (2021) voto

Titolo originale: Crime Scene: The Vanishing at the Cecil Hotel
Regia: Joe Berlinger
Anno: 2021
Durata: 4 episodi da 1 ora circa

Ghostwatch (1992)

Una famiglia londinese vive con l’angoscia di essere un’inutile pedina sullo scacchiere di sua maestà la regina d’Inghilterra e l’unica via d’uscita sembra essere quella di dare la colpa al fantasma di un travestito impiccatosi con una corda di peli pubici nel sottoscala dove vivono i sudditi in questione.

Ecco però che una troupe televisiva della BBC verrà in aiuto mettendo in mostra il dolore loro e del travestito impiccato in cambio del classico quarto d’ora di notorietà.

Ghostwatch (1992)

Interessantissimo programma televisivo che cavalca la succulenta onda del paranormale costruendo però un castello narrativo leggermente più complesso del solito tormentone estivo facendo finta che la messa in scena sia una cosa reale e il programma sia una sorta di Telefono giallo, ma senza il liberal-conservatore Corrado Augias.

Bello, ma non troppo.

VOTO:
3 Augias

Ghostwatch (1992) voto

Titolo brasilero: Vigília Paranormal
Scritto da: Stephen Volk
Anno: 1992
Durata: 91 minuti
Compralo: https://amzn.to/3kKKngC

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021)

Nel 2017 un cecoslovacco scalzo e i suoi amici ubriaconi videro un gruppo di mucche spaventate da un poliedro volante non identificato.

Rasserenati dalla visione di quello che sembrava essere chiaramente un segno di vita aliena, giurarono sulle loro madri cagne che avrebbero prodotto una mini serie di merda con la musica alta alta per spaventare i ladri e una sfilza d’interviste a gente più o meno alcolizzata come loro da vendere poi a Netflix per fare i soldi dinero mucho pecunia…

…e miracolosamente la palla gli andò dentro!

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021)

Se siete a corto di metadone perché vi siete bevuti le vostre 3 dosi giornaliere già alle 9:30 e il buco del culo vi va stretto tanto stretto che v’immaginate il buio, allora fiondatevi fuori dalla finestra e spiccate il volo nel buio della notte dichiarando la vostra omosessualità ai quattro venti.

Fate questo, fate quello, fate quello che vi pare, ma non guardate questa merda di filmettini sensazionalistici girati da un cecoslovacco scalzo.

VOTO:
2 scanzi

Top Secret UFO Projects: Declassified (2021) voto

Titolo polacco: UFO: Odtajnione projekty
Autori: Jan Stehlik, Petr Vachler
Anno: 2021
Durata: 6 episodi da 45 minuti