In compagnia dei lupi (1984)

Una ragazza pubescente si rigira tutta sudata nel letto, angosciata com’è da una serie di sogni morbosi al cui centro gira ovviamente la paura del cazzo.

Nonne che raccontano storie, pentoloni in cui gettare teste mozzate, donne bel culo, nobiluomini col monociglio, ragazzi sdentati ma con la lingua facile, genitori che scopano davanti ai figli… e poi lupi, tanti ma tanti lupi.

Questo ed altro racchiude uno dei film che da piccolo mi piaceva molto vedere, non capendo tutta la carica di sesso e morte che si portava appresso.

In compagnia dei lupi (1984)

Costruito come storia nella storia di una storia che non c’è, In compagnia dei lupi è un’opera di difficile categorizzazione perché non è propriamente un film dell’orrore, ma non è neanche un classico dramma.

Sviluppato come viaggio onirico di una ragazza che scopre la sua sessualità e come fare a gomitate in un mondo dominato dai maschi, The Company of the Wolves è anche un grido di libertà dalle flaccide catene perbeniste della società liberal-borghese, esemplare in questo la risoluzione dell’ultima storia che fa eco ai viaggi ribelli della figlia di Carlo Calenda.

Girato come fosse una piece teatrale senza pubblico, questa pellicola è infine una moneta a due facce: interessantissima e molto noiosa.
E quindi va vista col giusto animo.

VOTO:
3 monete

In compagnia dei lupi (1984) voto

Titolo originale: The Company of the wolves
Regia: Neil Jordan
Durata: 1 ora e 35 minuti
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Predator 2 (1990)

E’ il futuristico 1997 e Los Angeles è un inferno di lamiere roventi e palle sudate che neanche te lo immagini.

Se credi che una folle guerra tra bande criminali, formate da minoranze etniche, e la polizia locale sia abbastanza propaganda fascio-liberale, ti spagli di grosso perché sta per scendere in campo il negro più fottuto di tutti, lo stereotipo più azzardato dell’uomo nero, il Predator delle foreste tropicali con i rasta e le unghie incarnite che ha un solo obiettivo in testa: uccidere te e fottere tua figlia, possibilmente in culo.

Predador 2 (1990)
la migliore scena del film

Questo film è un esperimento della CIA sulla sopportazione del dolore per i prigionieri di Guantanamo; non c’è altra spiegazione.

Sopra le righe come Gianni Agnelli sulla cocaina, razzista come Suor Germana e profetico quanto Luigi Di Maio, Predator 2 è indubbiamente uno dei peggiori miglior sequel mai fatti nella storia del cinema (testimoniato anche dal titolo brasiliano, vedi sotto) e se la batte lì lì con quell’altra ciofeca cult di Robocop 2 con cui condivide l’abbandono totale del sottotesto politico del primo capitolo per un abbraccio mortale col più becero populismo liberale.

Di sicuro chi non è rimasto deluso dal film è Dannis Glover che se n’è uscito con la seguente folle dichiarazione:

Ero sui 42, 43 anni… nella migliore forma fisica della mia vita. Correvo sulla spiaggia, mi allenavo, tiravo su più pesi di adesso. Me la sentivo veramente calda in quel film.

VOTO:
2 spiagge e mezzo

Predador 2 (1990) voto

Titolo brasiliano: O Predador 2: A Caçada Continua
Regia: Stephen Hopkins
Durata: 1 ora e 48 minuti
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Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Nell’universo 498 il dottore si scopa le pazienti e nessuno lo denuncia perché tutti sono compiacenti e lui solo può venire sulla pancia.

In questo nostro universo invece il dottore è solo stronzo, ma di buon cuore, e nessuno si azzarderebbe a dargli contro se non per ricordargli quell’alito fetente che sprigiona ogni volta che apre la sua sudicia bocca da topo di fogna fascista.
Sì, perché dottor Strange è un ex gerarca sfuggito ai tribunali internazionali fingendosi onduregno e risulta quindi difficile metterlo alla gogna per i numerosi esperimenti scientifici operati su giovani vittime atee che smembrò pezzo a pezzo premurandosi di versare almeno una goccia del suo sperma su ogni lembo sanguinante. Una pratica che se da un lato trova conforto nei testi sacri e nella pratica comune, dall’altra va messa in pratica solamente nei mesi bisestili e non, come amava fare il dottore, ogni fine settimana.
Diamine!

Molto dolore da Wanda Maximoff e la sua fica di fuoco.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Vero e proprio film su commissione per il grande Sam Raimi e quindi enorme ciofeca che scontenta sia il suo affezionato pubblico che, dopo anni d’assenza, non vedeva l’ora di vedere un po’ del suo bizzarro genio sul grande schermo, e sia il pubblico Marvel che probabilmente non capisce bene le trovate un po’ sopra le righe del regista di Evil Dead.
Chi sicuramente è contento e cojonato è l’enorme pubblico dei paesi in via di sviluppo che, con poche eccezioni, si berrebbe persino il piscio se venisse infiocchettato bene.

Peccato, perché con il multiverso di poteva e si doveva osare di più e invece si è preferito relegare il lato interessante ad una brevissima sequenza di vari mondi strampalati per poi ripiegare su un più confortevole mondo del tutto identico al nostro, eccezion fatta per il semaforo che segna rosso invece di verde… che FOLLIA!

VOTO:
2 in via di sviluppo e mezzo

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) voto

Titolo originale: Doctor Strange in the Multiverse of Madness
Regia: Sam Raimi
Durata: 2 ore e 6 minuti
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The Lighthouse (2019)

E’ la fine del diciannovesimo secolo e un giovane e taciturno uomo prende servizio come assistente presso un faro nel New England.

Thomas Wake, il vecchio guardiano dal carattere brusco e dalla simpatia a targhe alterne, mette presto in chiaro i termini e condizioni della loro permanenza sull’isolotto roccioso: lui si prenderà cura della luce rimanendole accanto tutte le notti, mentre il più giovane assistente si occuperà di tutto il resto: riparazioni, pulizie e persino lo svuotamento dei vasi da notte.

Ma sullo scoglio dove sono capitati, immerso in una nebbia fitta e battuto da venti da far impazzire, covano una raffica di misteri e insoluti tali che difficilmente i due potranno uscirne salvi.

The Lighthouse (2019)

Molto sperimentale e molto snob, ma anche indubbiamente molto bello.

La storia insoluta di due enigmatiche figure del secolo vittoriano ben si addice ad un’ambientazione a tinte fosche e colma di mistero e il suo dipanarsi per contrasti più che per assonanze prelude bene a quella che è una risoluzione telefonata ma forse inevitabile.

E però d’altro canto, questa voglia spasmodica di stupire anche il più snob dei puzzatori sotto al naso con il bianco e nero e il formato quadrato e i rimandi all’arte ottocentesca e alle leggende marittime e al linguaggio vetusto e allo sperimentalismo un po’ fine a sé stesso… insomma, ok ok abbiamo capito che sei intelligente, però questo starnazzare egocentrico ironicamente figlio del più contemporaneo e becero instagrammer con i suoi video quadrati fa a pugni con quanto si tenta di affermare.

E’ un film bello, senza dubbio, ma si ha come l’impressione che in realtà sia meno di quello che sembri ad un primo acchito.

VOTO:
3 acchiti e mezzo

The Lighthouse (2019) voto

Titolo uzbeco: Mayoq
Regia: Robert Eggers
Durata: 1 ora e 49 minuti
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Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 (2011)

Seppellita la rogna dell’elfo stronzo, i nostri 3 giovani protagonisti devono recuperare i rimanenti Horcrux per distruggerli e rendere quindi Voldemort un vile mortale.

Draghi col culo coll’eco, fantasmi borderline e serpenti fetenti saranno solo alcuni elementi del ricco contorno inutile di una storia che finalmente giunge alla sua ignobile fine; per la gioia di chi ne ha sperato la conclusione e la tristezza di chi non riesce a crescere oltre i 12 anni.

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 (2011)

Ohhh, finalmente è finita.

La saga di seghe più sopravvalutata della storia ha il suo ultimo capitolo spiattellato come una mosca sul parabrezza di un autospurgo traboccante merda.

Appurato che Voldemort parla come se stesse sforzandosi per cacare il più faticoso pezzo di stronzo della storia e Neville sia inutile anche nel suo momento di gloria, si fa davvero fatica a trovare qualcosa che valga la pena di una messa: forse i 2 secondi di Voldemort come feto abortito o i 3 secondi di spacco di tette di Hermignottona in favore di telecamera quando si fermano a 10 centimetri dal terreno, ma la realtà è che neanche un miracolo potrebbe salvare quello che è nato tondo e morirà tondo.

VOTO:
2 mosche e mezzo

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2 (2011) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 2
Regia: David Yates
Durata: 2 ore e 10 minuti
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Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 (2010)

La storia procede a salti e bocconi con Ron geloso fracico di Hermignottona che fa una pomiciata spaventosa con Harry, Hermignottona che legge favole per bambini mentre sono in missione per conto di dio e Harry che decide di scavare una fossa comune nella quale gettare i corpi smembrati delle sue vittime sessuali concimando il terreno circostante con abbondante sterco di bufalo d’acqua. Bufalo d’acqua che avrebbe donato spontaneamente il suo letame a condizione che i tre amici avessero fatto a turno nell’esplorare una cava di pietra nelle vicinanze.

Storia confusionaria?
Ma non diciamo sciocchezze: Voldemort è un grande, anche se si chiama Tom.

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 (2010)

Ultimo capitolo spezzato in due parti; piacevole come cazzo spezzato in tuo culo.

– Nagini –

Chiara operazione commerciale di allungamento del brodo narrativo a discapito dell’interesse del pubblico che, anche se lo vedesse una, cento, mille volte Nassirya, continuerebbe a dimenticarsi di che cazzo parla questo film.

Un serpente si finge vecchia per riscuotere la pensione dell’INPS, muore un elfo in un mondo dove la magia può curare le ferite mortali, avviene la moltiplicazione dei pani e degli Harry Potter con l’effetto della divisione della mia anima al mercato del pesce; insomma, non c’è nulla di cui andare fieri e, quindi, vi punisco.

VOTO:
2 vecchie

Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 (2010) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hallows: Part 1
Regia: David Yates
Durata: 2 ore e 26 minuti
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Harry Potter e il calice di fuoco (2005)

Grande festa alla corte di Hogwarts, c’è nella scuola della fregna in più, stereotipi novecenteschi ed emozioni adolescenziali, Harry ti chiamerai tu.

Ebbene sì, la pubertà comincia a bussare forte alle palle degli studenti mentre le fiche delle studentesse hanno cominciato a versare sangue l’estate scorsa; se a questo aggiungiamo l’innata perversione della Rowling nel ricreare su carta gli abusi da lei stessa subita, ecco che allora il livello di coinvolgimento delle mie gonadi si riduce al 2 per cento.

C’è un morto, anzi due.

Harry Potter e il calice di fuoco (2005)

Progressiva scarnificazione in favore di telecamera della gioiosa pubescenza di quattro scalmanati e prodotto che non è né carne e né pesce.

Se da un alto infatti possiamo apprezzare l’accompagnamento emotivo dello spettatore/lettore lungo la sua  crescita, dall’altro qui c’è forse un passo indietro rispetto al capitolo precedente che faceva invece un passo avanti per fare da apripista allo sviluppo in fieri del ragazzo/a; Harry Potter e la tazza di fuoco invece si posiziona esattamente al fianco del suo pubblico di riferimento e non è così che si sprona alla crescita.

VOTO:
3 ragazzi che devono ancora crescere

Harry Potter e il calice di fuoco (2005) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Goblet of Fire
Regia: Mike Newell
Durata: 2 ore e 37 minuti
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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004)

Basta cazzo!

Non è possibile continuare a vivere sotto lo stesso tetto con un gruppo di stronzi che ti annichiliscono la cappella come gessi sulla lavagna e quindi Harry Potter lascia casa degli zii e cugino obesi per finire preda della notte londinese: buia, spettrale e piena di pedofili.

(s)fortunatamente per noi, il giovine mago viene tratto in salvo prima d’essere imbucato nella cassetta delle lettere a tocchi da 5 centimetri e torna alla scuola di magia e superstizione sulle dimensioni dei cazzi dei cannibali del Congo, circondato da amici benaltristi e nemici benalimortacci loro.

Riuscirà a non farsi scotennare dal padrino Sirius Black, misteriosamente e fortunosamente scappato dalla prigione di massima sicurezza di Azkaban?

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004)

Virata dark per la serie più famosa sui maghi scolastici, un po’ per il cambio alla regia e un po’ per l’inevitabile progressione emotiva che porta un innocente dodicenne a diventare un perverso diciottenne.

Mostri, succhiatori avidi, inchini, solchini e Carlo Gubitosa travestito da pirata sono gli ingredienti giusti per farti tirare giù un bel bestemmione satollo di sangue e merda, come da tradizione italica.

VOTO:
4 mostri

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004) voto

Titolo originale: Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Regia: Alfonso Cuarón
Durata: 2 ore e 22 minuti
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Harry Potter e la camera dei segreti (2002)

Dopo aver sconquassato la scuola per maghi di Hogwarts l’anno prima, Harry Potter torna a far danni assieme ai suoi amici Hermignottona e Ron, lasciando letteralmente di sasso più di una persona.

Egocentrici col parrucchino, basilischi bischeri e un’apparizione fugace della Madonna in trench scontorneranno una storia più avvincente del primo capitolo senza però raggiungere il grado ultimo di pellicola perfetta a causa della vistosa mancanza di un bel paio di tette.

Harry Potter e la camera dei segreti (2002)

Divertente quanto lungo film che prosegue il fortunato filone d’oro giocando un po’ sulla cassa di risonanza del fenomeno mondiale chiamato Harry Potter e un po’ su qualità intrinseche.

Recitato bene (eccezion fatta per quel cane di Daniel Radcliffe) e pieno di graziose ed eccentriche curiosità che sicuramente lasciano il segno nell’immaginario dei più piccoli (vedi l’impressionante mandragola urlante); se proprio devo puntare il dito contro qualcosa, allora che sia Dobby, l’elfo domestico che sembra Gollum ma pure peggio… decisamente dimenticabile.

VOTO:
3 Dobby e mezzo

Harry Potter e la camera dei segreti (2002) voto

Titolo: Harry Potter and the Chamber of Secrets
Regia: Chris Columbus
Durata: 2 ore e 41 minuti
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Harry Potter e la pietra filosofale (2001)

Il giovane orfano Harry Potter vive con gli zii stronzi e il cugino ciccione bastardo che gli rendono la vita impossibile seviziandolo come uno schiavo sessuale laotiano mentre lui cova un potere che neanche la madonna.

A scompigliare i piani dei seviziatori arriva un gigante in motocicletta che recapita ad Harry la lettera d’ammissione alle scuole medie di stregoneria di Hogwarts per ragazzi problematici e lui non se lo fa ripetere due volte: prende i fraterni occhiali, l’indispensabile cazzo di gomma consumato e un gufo ammaestrato per ripetere a nastro “cani bastardi revisionisti” ogni volta che un progressista è nelle vicinanze.

Classismo, violenza, individualismo e tanta ignoranza saranno il pane quotidiano degli studenti ad Hogwarts, come da tradizione britannica.

Harry Potter e la pietra filosofale (2001)

Famosissima prima pellicola per quello che viene definito “universo dei maghi” e sfondamento di botteghini nonostante la morale molto discutibile (competizione forzata tra minorenni, rispetto delle regole zero se fa comodo al sistema, incastri narrativi tirati per le orecchie).

Sinceramente ricordavo fosse un pochino meglio, ma pazienza.

Sia ben chiaro: non è brutto, tutt’altro, ma da qui a definirlo capolavoro per i più piccoli ce ne vuole, anche e soprattutto per molte scelte discutibili derivate direttamente dalla mentalità conservatrice di Joanne Kazzodigomma Rowling.

VOTO:
3 maghi

Harry Potter e la pietra filosofale (2001) voto

Titolo: Harry Potter and the Philosopher’s Stone
Regia: Chris Columbus
Durata: 2 ore e 33 minuti
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From: 1° stagione (2021)

Americani di ogni ordine e grado si ritrovano lo malgrado intrappolati in una cittadina di neanche 10 case in mezzo ad una fitta foresta senza possibilità di fuga e ritorno alle loro vite di merda.

Purgatorio? Paradiso? Inferno? Mattinata all’INPS?
Nessuno riesce a capire quale sia il misterioso luogo che li tiene prigionieri e ancora meno riescono a capire chi o cosa siano le strane creature apparentemente umanoidi che spuntano fuori al tramonto per mangiare loro la faccia come fosse un budino alla fragola.

Misteri, misteri e ancora misteri vi aspettano in Lost From.

From: 1° stagione (2021)

Serie tutta spaventi e sospetti che prende a piene mani dalla famosa scuola di Lost: ti faccio venire i dubbi pure sull’acqua che bevi la mattina, ti circondo di personaggi con un passato sconosciuto e non ti fornisco mai una spiegazione fino alla sesta stagione, quando sei così disperato che succhieresti il cazzo al lebbroso di Cafarnao.

E’ una serie che crea dipendenza e per questo il famoso politico conservatore dalle idee retrograde Carlo Giovanardi ha chiesto venga inserita nel tabellario delle droghe pesanti.

VOTO:
3 famosi retrogradi conservatori

From: 1° stagione (2021) voto

Titolo russo: Извне
Creatore: John Griffin
Stagione: prima
Durata: 10 episodi da 45 minuti

Nella bolla (2022)

Un gruppo d’attori col cervello d’una gallina si ritrovano a girare il sesto film di una lunga serie di stronzate cinematografiche incentrate su dinosauri assassini volanti.
E lo fanno durante la pandemia Covid-19.

Ve la ricordate la pandemia da Covid-19?
Che bella, cazzo. Che bei tempi mannaggia cristo lurido di letame.
Il lockdown, la paura, l’epurazione anagrafica. Neanche la favolosa guerra in Ucraina ci ha donato tanto amore.

Invece gli attori di Cliff Beasts 6, questo il nome del sesto blockbuster, portano avanti le loro merdose carriere tra battute maldestre e scene d’azione ignobili e la cosa “bella” è che questo scempio viene perfettamente rispecchiato dal film che sto recensendo.
Perché fa letteralmente cacare il cazzo.

Nella bolla (2022)

Energico calcio sui coglioni tuoi mentre piangi nonna morta di Covid.

Tu piangi e lui ti calcia i coglioni.
Tu piangi più forte e il film ti spreme le palle.
Sei disperato e quasi svieni dal dolore e lui ti acchiappa il cazzo, ti fa la riga verso destra, ti sputa sulla punta e ti ci pianta un pugno così forte da farti scoppiare la cappella macchiandoti le scarpe con rivoli di sangue.
Stronzo, così impari a vedere film demmerda.

Detto in altri termini: film abbastanza noioso e sconsigliato ad un pubblico minorenne.

VOTO:
2 galline

Nella bolla (2022) voto

Titolo: The Bubble
Regia: Judd Apatow
Durata: 2 ore e 6 minuti