Nella bolla (2022)

Un gruppo d’attori col cervello d’una gallina si ritrovano a girare il sesto film di una lunga serie di stronzate cinematografiche incentrate su dinosauri assassini volanti.
E lo fanno durante la pandemia Covid-19.

Ve la ricordate la pandemia da Covid-19?
Che bella, cazzo. Che bei tempi mannaggia cristo lurido di letame.
Il lockdown, la paura, l’epurazione anagrafica. Neanche la favolosa guerra in Ucraina ci ha donato tanto amore.

Invece gli attori di Cliff Beasts 6, questo il nome del sesto blockbuster, portano avanti le loro merdose carriere tra battute maldestre e scene d’azione ignobili e la cosa “bella” è che questo scempio viene perfettamente rispecchiato dal film che sto recensendo.
Perché fa letteralmente cacare il cazzo.

Nella bolla (2022)

Energico calcio sui coglioni tuoi mentre piangi nonna morta di Covid.

Tu piangi e lui ti calcia i coglioni.
Tu piangi più forte e il film ti spreme le palle.
Sei disperato e quasi svieni dal dolore e lui ti acchiappa il cazzo, ti fa la riga verso destra, ti sputa sulla punta e ti ci pianta un pugno così forte da farti scoppiare la cappella macchiandoti le scarpe con rivoli di sangue.
Stronzo, così impari a vedere film demmerda.

Detto in altri termini: film abbastanza noioso e sconsigliato ad un pubblico minorenne.

VOTO:
2 galline

Nella bolla (2022) voto

Titolo: The Bubble
Regia: Judd Apatow
Durata: 2 ore e 6 minuti

I morti non muoiono (2019)

Nella piccola cittadina di Centerville, dove gli unici edifici degni di nota sono una prigione minorile e un orribile bar all’americana, la vita scorre tranquilla e senza dignità… sino a quando la cupidigia dei cattivi capitalisti impegnati a far baraonda al polo nord sposta l’asse terrestre finendo per incasinare fenomeni atmosferici e facendo tornare in vita i morti.

Piccole gag a seguire.

I morti non muoiono (2019)

Film molto noioso che non riesce a centrare quasi nessuno dei suoi bersagli.

Come parodia del genere arriva tardi e senza clamore e come critica al consumismo è incredibilmente datata e semplicistica; senza considerare che Romero aveva già fatto tutto ciò (e meglio) con il secondo episodio della sua quadrilogia/pentalogia/cazzologia zombie.

Cast di rilievo, che probabilmente ha partecipato solo per il gusto di lavorare col famoso regista americano, ma che non aggiunge uno spillo al discorso e trama molto confusionaria e francamente trascurabile.

Veramente inspiegabile.

VOTO:
2 bersagli

I morti non muoiono (2019) voto

Titolo: The Dead Don’t Die
Regia: Jim Jarmusch
Durata: 1 ora e 44 minuti
Compralo: https://amzn.to/3JsVV22

Maze Runner: finding Minho (2014-2018)

Thomas si risveglia gonfio pisto e smemorato come se avesse fatto notte brava a sfondarsi di coca e troie a Pattaya Beach, ma il suo buco del culo dice altrimenti.

Nonostante il silenzio mafioso dei ragazzi che lo circondano gli faccia temere il peggio ovvero essere costretto a votare Carlo Calenda, Thomas scopre presto d’essere finito dentro un gioco più grande di lui, di Calenda e del buco di culo di tu’ ma’.

Da qui si srotola una storia lunga come una fettuccia di cazzo di watusso e insulsa come un voto per Calenda, ma se avrete una pazienza di 386 minuti potrete fregiarvi del prezioso titolo di “bevitore di piscio cinematografico”.

Maze Runner: finding Minho (2014-2018)

Inspiegabile successo commerciale per l’adattamento di una serie di libretti per ragazzi dal dubbio gusto, ma dall’indiscussa diffusione, tipo l’AIDS a Pattaya Beach.

Noiosa, mal scritta, contraddittoria e interpretata da cani, questa trilogia potrebbe essere classificata come “crimine contro l’umanità”, ma non dilunghiamoci troppo visto che s’è fatta ‘na certa e io devo ancora preparare la valigia per il mio turgido travello-trip in Thailandia.

VOTO:
1 watusso

Maze Runner: finding Minho (2014-2018) voto

Titoli inglesi: The Maze Runner / The Scorch Trials / The Death Cure
Titoli italiani: Maze Runner Il labirinto / La fuga / La rivelazione
Regia: Wes Ball
Durata totale: 386 minuti della vostra vita
Comprali: https://amzn.to/3tIfgpa

Non siamo più vivi (2022)

Un professore liceale di biologia non ce la fa più a vedere il figlio bullizzato perché completamente inetto all’esistenza e meritevole d’essere cancellato con un colpo di spugna dopo avergli sputato in grembo e quindi si fa venire in mente un’idea assurda: iniettargli testosterone di topo a valanga per fargli salire la scimmia.

E però questa bislacca procedura tira fuori un virus capace di uccidere l’ospite e prenderne il controllo facendolo muovere come un ottantenne allupato, creando di fatto uno zombie cinematografico.

Sfuggitogli di mano l’esperimento a causa di una caponata di troppo, il professore decide di guardar bruciare Roma ovvero assiste tra il divertito e il rassegnato all’espandersi dell’infezione, dapprima tra le aule della scuola e poi nel resto della città.

Drammi in salsa coreana a seguire.

Non siamo più vivi (2022)

Vomitevole dramma adolescenziale con asiatici inespressivi per asiatici anaffettivi che tenta la carta morti viventi dopo 20 anni di recrudescenza del genere.

Noioso, banale, prevedibile e reazionario, questa serie televisiva è quanto di più becero abbia visto ultimamente e solo per questo merita un voto in più della merda nella quale sguazza come un liberale tra le sue strampalate teorie economiche senza fondamento.

VOTO:
2 liberali strampalati

Non siamo più vivi (2022) voto

 

Titolo inglese: All of Us Are Dead
Titolo coreano: 지금 우리 학교는

Creatori: Lee Jae-kyoo, Chun Sung-il, Kim Nam-su
Durata: 12 episodi da 1 ora circa

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Passano gli anni, passano i governi, ma nessuno può scordare quella volta che hai bestemmiato alla mensa dei poveri di Poggio Bassano Terme.

Quasi nessuno invece sembra ricordare che nel 1984 un mostro alto 50 piani ha devastato New York mentre una selva di spiriti e spiritelli creavano scompiglio per le strade; l’era dell’informatica, le notizie a portata di un click, video, podcast, articoli su articoli eppure dei ragazzini americani ignorano l’esistenza dell’aldilà per come ce l’ha rappresentato questo film.

E in questo mare d’ignavia la famiglia di Egon Spengler si ritrova suo malgrado alle prese con la pesante eredità del defunto acchiappafantasmi e no, non intendo un getto di peperonata rimesso poco prima di tirare le cuoia, ma bensì una casa campagnola dove Egon fotteva melma e teneva a bada Gozer il gozeriano con fasci protonici dalla punta della sua cappella.

pin pum pam

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Rivisitazione in chiave capitalista di un film già ampiamente fascio-liberale e chiara operazione nostalgia volta a catturare i soldi di chi ha 40 anni e costringe i propri figli ad andare a vedere gli acchiappafantasmi perché non ha mai superato la fase anale, tant’è che ama vedere le donne cacare da sotto un tavolino di vetro mentre pensa alla grandezza del suo impero dei sensi.

Tolto il fatto che il film è fatto bene, è simpatico e presenta un deplorevole cameo che non spoilero per non rovinare il disgusto ma che comunque è comprensibile, voglio sottolineare come non sia obbligatorio mettere sul mercato soft reboot di film andati bene al botteghino solo perché si sono finite le idee buone ma si vuole mantenere il proprio stile di vita da privilegiato del cazzo.

E ricordati che nessun attore ha perso il lavoro perché non vaccinato; quello che lavora al bar di Poggio Bassano Terme, sì.

VOTO:
3 privilegiati del cazzo

Ghostbusters: Afterlife (2021)

Titolo francese: S.O.S. fantômes: L’héritage
Regia: Jason Reitman
Durata: 2 ore e 4 minuti
Compralo: https://amzn.to/35JvcPw

Venom – La furia di Carnage (2021)

Eddie Brock continua ad essere un maledetto rimastino con la faccia di uno che si buca tra le dita dei piedi e un’insaziabile voglia di cervelli e cioccolata; tutto questo perché dentro di sé porta un simbionte alieno simpatico come un’anguilla tra le cosce di pollo che ti ritrovi.

Invece Cletus Kasady è un assassino pazzo col gusto per lo sperma di bove, ma quando viene posseduto da Carnage (che poi in realtà sarebbe una parte di Venom) ecco che scoppia il finimondo e il serial killer Cletus trova la forza di 100 uomini, nonostante un nome da funzionario al comune di Terni.

Venom - La furia di Carnage (2021)

Seguito senza entusiasmo di un film che non era certo ‘sto divertimento.

Anche se qua e là si lavora meglio di sceneggiatura e qualche situazione comica, più che qualche battuta, riesce a smuovere un pochino le acque della mia palude, siamo lontani dal divertimento vero.

Se vi piacciono le storie d’amore, qui ce ne sono ben due: Cletus/Frances e Eddie/Venom; se invece vi piacciono i coglioni, ne troverete a valanga.

PS: il regista è Gollum de Il signore degli anelli.

VOTO:
2 Gollum e mezzo

Venom - La furia di Carnage (2021) voto

Titolo originale: Venom: Let There Be Carnage
Regia: Andy Serkis
Durata: 1 ora e 38 minuti
Compralo: https://amzn.to/3saPuJe

Malignant (2021)

Una donna ha 3 aborti, un marito violento ed è amica di Mario Draghi, ma la cosa peggiore è l’aborto che si porta in capoccia da 20 anni.

E con questo t’ho detto la fine.

Filmetto girato anche abbastanza bene da un punto di vista prettamente tecnico e con qualche buona idea qui e lì, specialmente all’inizio, ma che per via di una sceneggiatura di merda sviluppata sopra una storia del cazzo risulta molto “insufferante”… una parola che mi sono inventato e che vuol dire che provoca insofferenza.

VOTO:
2 insufferanti Draghi

Malignant (2021) voto

Titolo costaricano: Maligno
Regia: James Wan
Anno: 2021
Durata: 1 ora e 52 minuti
Compralo: https://amzn.to/3ntktPw

Mars Attacks! (1996)

La Terra viene circondata dagli UFO e in breve salta fuori che a pilotarli sono i marziani.

Ovviamente i terrestri sono un pochino scossi dall’evento e c’è chi mentalmente si prepara ad un’invasione in pieno stile conquistadores, mentre altri pensano più candidamente che sia il momento di volare alto e abbracciare i nostri angeli alieni in un profluvio di pace e vino e mirra.

Mentre Tom Jones canta e balla a Las Vegas il suo famoso brano “It’s Not Unusual”, si dà il caso che molto dolore seguirà.

Mars Attacks! (1996)

Simpaticissima commedia che prende in giro e allo stesso tempo omaggia i filmetti di serie B anni ’50 sugli extra-terrestri con tutta la loro dose di più o meno inconsapevole ilarità che spruzza fuori da scene e personaggi dal dubbio gusto.

Potente il tappeto di star che prendono parte al gioco: da Jack Nicholson a Martin Short, da Glen Close a Michael J. Fox passando per Pierce Brosnan e Sarah Jessica Parker-cagna fino al cameo di Danny DeVito.

Ma la cosa più interessante di tutte per me è stato scoprire che la vecchia sorda è interpretata da Sylvia Sidney, la stessa attrice che faceva Juno, la manager tabagista in Beetlejuice con la voce bassa come Peter Dinklage .
Sylvia ha vissuto una vita piena, fatta di numerosi interpretazioni filmiche tra gli anni ’30 e ’50 del ventesimo secolo per poi rallentare un po’ lasciando spazio all’altra sua grande passione, allevare cagnetti di razza Carlino.

Piccolo cane regna!

VOTO:
4 Carlini

Mars Attacks! (1996) voto

Titolo croato: Mars napada
Regia: Tim Burton
Durata: 106 minuti
Compralo: https://amzn.to/3GpQSh8

Dreamscape – Fuga nell’incubo (1984)

Alex Gardner è uno scavezzacollo, un perdigiorno donnaiolo col vizio dei cavalli, nel senso che ci scommette sopra, non che se li incula.
Che poi dico io, avete mai provato ad inculare un cavallo?
Se non lo corrompi prima con almeno una dozzina di carote, te lo puoi sognare quel culetto bello sodo come una zucca a settembre.

Alex Gardner invece ama le donne e le ama così tanto che si ficca nei loro sogni, oltre che nelle loro vagine, grazie ai suoi poteri da sensitivo e un’apparecchiatura creata dal dottor Paul Novotny che permette d’intervenire nei sogni altrui e curarti dai complessi che t’ha fatto venire nonno Palmiro.

In questo film nonno Palmiro ha fatto venire i complessi al presidente degli Stati Uniti d’America che continua a sognare un futuro post apocalittico/nucleare; una cosa che da un punto di vista strategico-politico non va bene se si vuole spendere il 20% del budget nella guerra come fanno gli USA, e allora saranno cazzi per il POTUS.

Dreamscape - Fuga nell'incubo (1984)

Strambo film che parte da un’idea molto carina, quella che entrando nei sogni si può modificarli e addirittura uccidere il sognatore; tipo Nightmare, che è uscito lo stesso anno.

Concidenza?
Chi lo sa.
Sta di fatto che le assonanze finiscono qui perché mentre quello era ed è un gran bel film, ricco di colpi di scena e umorismo e fantasia e l’anima de li mortacci tua, questo invece è povero di tutto.

Giuro che se avessi 50 euro da darglieli, glieli darei.
Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta, ti guarderei.
Ma non so spiegarti che il nostro amore appena nato è già finito.

VOTO:
2 Costanzo e mezzo

Dreamscape - Fuga nell'incubo (1984) voto

Titolo peruviano: El túnel de las pesadillas
Regia: Joseph Ruben
Anno: 1984
Durata: 1 ora e 39 minuti
Compralo: https://amzn.to/3fno50E

Midnight Mass (2021)

Una uggiosa isoletta americana chiamata Crockett sta spopolandosi dei suoi miseri abitanti e nessuno sa o vuole porci rimedio.

Un po’ perché la vita del pescatore povero non è allettante e un po’ perché qualche anno prima una petroliera ha rilasciato in mare una valanga di velenoso petrolio, gli unici isolani ad aumentare a vista d’occhio sono i gatti malefici che ti pigliano l’anima di notte mentre vai a pisciare al campo.

Ma no te preocupe amigo mio: c’è sempre la soluzione ad ogni problema e in questo caso la salvezza verrà portata da un giovine prete con la faccia di uno che si sorprende delle sue stesse scorregge.
Sfortunatamente, assieme agli eventi miracolosi e alle scorregge, capiteranno anche morte e distruzione… ma non potrebbe essere altrimenti quando parliamo di bibbia.

Semagallo bibbione!

Midnight Mass (2021)

Interessantissimo progettino dell’orrore che ad un’attenta visione si rivela essere molto di più che una semplice scusa per farti zompare dalla sedia.

Premesso che il mistero (inspiegabilmente mai esplicitato) è abbastanza telefonato, non che questo fosse l’intento dell’autore, e che alcuni passaggi emotivi siano un pochino forzati, va riconosciuta la compattezza di visione e la chiarezza narrativa dimostrate quando invece tutto avrebbe potuto sbrodolarsi in un banale rimbrotto alla religione cattolica condito di spaventi.

Ed invece il rifiuto papalino c’è senza essere preponderante, mentre tutto sottende invece ad un conflitto ben più profondo nella sua semplicità: l’incomunicabilità.

Siccome nessun uomo è un’isola e rari sono i casi di felice ermetismo, gli abitanti di Crockett sono profondamente tristi perché non riescono ad entrare in contatto l’uno con l’altro: lo sceriffo e il figlio, il prete e la sua comunità, una paraplegica e il suo carnefice, il protagonista ex alcolista e il suo senso di colpa; tutti si parlano, ma nessuno ascolta veramente. Emblematico a questo proposito è il monologo dello sceriffo musulmano che se ne esce lamentando come nessuno gli abbia mai chiesto perché abbia chiesto il trasferimento in quella sperduta cittadina di merda.

E seguendo questo filone logico, la stessa storia narrata non sarebbe mai decollata (con enorme risparmi di vite) se solo ci fosse stata più comprensione.
Perché come ha giustamente detto Tommy Wiseau:
“If a lot of people love each other the world will be a better place to live !”

Amate e moltiplicatevi, pederasti.

VOTO:
4 Tommy

Midnight Mass (2021) voto

Titolo canadese: Sermons de minuit
Regia: Mike Flanagan
Anno: 2021
Durata: 7 episodi da 1 ora
Compralo: https://amzn.to/3cPHTst

Z Nation (2014-2018)

L’ennesima  frittata con gli zombie e l’apocalisse e i personaggi simpatici che tentano di cavarsela vagando per lande devastate abbandonate stuprate sodomizzate mentre fioccano come neve personaggi random più o meno interessanti più o meno strambi più o meno tirati fuori dal cilindro dopo aver pronunciato le parole magiche: “la madonna è una puttana”.

Doc, Lieutenant Warren, 10k, Murphy, Citizen Z sono alcuni dei nomi dei volti da papagno sul grugno che vi accompagneranno per tanti e tanti episodi fino a quando implorerete di farvi sventrare la pancia da 57 minorenni cambogiane armate di scopettoni del cesso.

Z Nation (2014-2018)

Ma che vi devo dire.

A me non è dispiaciuto, ha un suo perché, non si prende mai sul serio (tranne rarissimi casi) e per questo mai ti delude; le tue aspettative devono rimanere basse dall’inizio fino alla fine e vedrai che non ti verranno mal di pancia.

Fidati.

Fidati cazzo, non stare lì a guardarmi con quella faccia da stronzo di chi pensa di saperla lunga perché si è appena visto la trilogia dei colori di Kieslowski. Stronzo, vattela a prendere in culo tersta di cazzo non ti voglio vedr merda del palcoscenico.
Non sei meglio degli altri, non sei meglio di me, non se melgio di chi ti circondaa, sei putrida carne ambulante zombie e io ti farò saltare il cervello con un pugno fagocitato dal buco del culo di tuop padre in carrozzzaaaaa

Consigliato ad un pubblico maturo per alcune scene sanguigne ed un uso sconsiderato della droga.

VOTO:
3 Kieslowski e mezzo

Z Nation (2014-2018) voto

Titolo lituano: Zombiu nacija
Regia: Karl Schaefer, Craig Engler
Stagioni/Durata: 5 con episodi da 45 minuti
Compralo: https://amzn.to/3kqBWX5

Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005)

Wallace è un inventore inglese stralunato con la mania del formaggio e il suo migliore amico è un intelligentissimo cane di nome Gromit che lo aiuta nelle sue disavventure quotidiane, tipo domare un’infestazione di conigli nella cittadina di Tottington che sta mettendo a repentaglio la competizione annuale per l’ortaggio più grande, presieduta da una ricca pollastra.

Appurato che il cazzo di Wallace non può partecipare, l’unica arma a disposizione del nostro beneamato per farsi la ricca carotona rimane una manata in faccia piazzata bene e una folta pelliccia cavernicola che sbucheranno fuori grazie ad una sua invenzione andata storta.

Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005)

Simpaticissima commedia girata a passo uno che, nonostante l’ingombrante pressione della DreamWorks, è riuscita a mantenere quel tipico spirito inglese che si posiziona tra il sottoscala ammuffito e una dentatura senza scopo di lucro.

Sinceramente non conoscevo molto bene la serie originale da cui è tratto, ma sono riuscito ad entrare in empatia con i personaggi in un batter d’occhio e la sua cortissima durata non ha contribuito né ad accrescere e né a diminuire la piacevolezza della visione.

Un bel film quindi, sia per adulti che per bambini, e fate un po’ come cazzo vi pare.

VOTO:
4 carotone

Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005) voto

Titolo originale: Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit
Regia: Steve Box, Nick Park
Anno: 2005
Durata: 1 ora e 25 minuti
Compralo: https://amzn.to/3q1VhBH