Fuori di testa (1987)

Scendono gli alieni nella tranquilla cittadina australiana di Kaihoro (vagamente traducibile come “Fastfood”) e gli abitanti scompaiono misteriosamente.

Per capire cosa stia succedendo, viene mandata una sgangherata squadra speciale composta da tizi con i baffi fini fini e i capelli lunghi dietro i quali, non sapendo gestire la più semplice delle conversazioni per inadeguatezza intellettiva, smitragliano questo e quello ingigantendo così metaforicamente i loro cazzi.

Fuori di testa (1987)

Pietoso esordio al lungometraggio per colui il quale da giovane sembrava Jerry Calà e tortura medievale per il mio culo mentre, sofferente come un tossico di Chicago, ho ingurgitato ettolitri di sangue con gli occhi di chi vuole che tutto finisca presto.

Ho dormito un pochino per sfuggire, ma sono stato risvegliato dai 457 milioni 234 mila 982 proiettili sparati lungo gli ultimi 75 dei 91 minuti di film.

Carini, ingeniosi e molto splatter gli effetti speciali; da ricovero tutto il resto.

VOTO:
2 baffi fini e capelli lunghi dietro

Fuori di testa (1987) voto

Titolo originale: Bad Taste
Regia: Peter Jackson
Anno: 1987
Durata: 91 minuti
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World War Z (2013)

Gerry Lane è un padre disoccupato il cui apice giornaliero viene raggiunto mentre, nudo come tua madre, prepara i pancakes per le figlie prima che vadano a scuola.

E però un virus zombificante che mette il pepe al culo dei malcapitati infettati distrugge questo suo mortificante idillio per lanciarlo con una mazzafionda chiodata verso il firmamento delle stronzate made-in-usa-e-getta senza passare dal via a ritirare i soliti due millanti boni e cari per comprare la cocaina bella squamata al pesciarolo sotto casa.

World War Z (2013)
PEPSI !!!

Una fetecchia di film che a quanto pare tradisce il buon materiale originario, il caso letterario omonimo scritto dal figlio di Mel Brooks, per mettere in scena la solita pappardella di strunzatielle diliute per non far male a nessuno… a parte me.

Difatti, nei loro calcoli machiavellici volti a imbonire la più ampia fetta di mercato possibile, si sono scordati che Israele, paese razzista e violento guidato da un manipolo d’invasati fanatici religiosi che si credono gli uomini scelti da dio, non può essere minimamente considerato un baluardo di civiltà contro l’invasione zombie (chiara metafora per veicolare una falsa narrativa lontana dalla realtà socio-politica contemporanea).

Israele, al maschile perché viva il patriarcato, è considerato un empio stato terrorista al di fuori della ristretta cerchia delle teste di cazzo e quindi dipingerlo come fortezza d’intelligenza e previdenza facendo passare i suoi muri dell’apartheid come una cosa buona contro l’invasione zombie è una delle cose più vomitevoli che il genere umano abbia mai dovuto sopportare.
Sarebbe come glorificare i forni crematori nazisti perché bruciano bene.

Movimiento es vida, dice Brad Pitt in uno spagnolo claudicante.
Porco dio, dico io in un perfetto italiano.

VOTO:
2 spagnoli e mezzo

World War Z (2013) voto

Titolo panamense: Guerra mundial Z
Regia: Marc Forster
Anno: 2013
Durata: minuti
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I delitti del gatto nero (1990)

Tre storie dell’orrore tenue raccolte assieme da una quarta avente per protagonisti una seducente strega ed un bambino da cuocere al forno inzeppato di biscotti su per il culo come un tacchino.

Nella prima c’è un Buscemi stronzetto che userà a suo vantaggio una mummia egiziana con l’alitosi; la seconda mette in contrapposizione un gatto nero assassino ed il malcapitato killer assoldato per farlo fuori; mentre la terza (e più riuscita) gira i passi su una tragica storia d’amore tra un’artista con l’artrite reumatoide ed una bella e misteriosa fica.

I delitti del gatto nero (1990)

Piacevole film antologico che, calcando le orme di Creepshow, non riesce però a trarne la stessa forza narratrice.

Il secondo episodio è certamente il più fiacco, con un inutile twist a sottotesto; il primo è memorabile per gli attori in gioco (Steve Buscemi, Christian Slater e Julianne Moore); il terzo fa finalmente giustizia alla visione del film; mentre il quarto (che fa da collante) è spiritoso, ma nulla di più.

Buono, ma non bellissimo.

VOTO:
3 collant

I delitti del gatto nero (1990) voto

Titolo originale: Tales from the Darkside: The Movie
Regia: John Harrison
Anno: 1990
Durata: 93 minuti
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Harbinger Down (2015)

C’è una nave ricerca che solca il mare di Bering con dei tizi molto strani il cui unico scopo nella vita è sapere tutto sui fantastici beluga.

I beluga possiedono il MELONE, un organo particolarmente malleabile e bulboso che permette loro di cambiare la forma della testa soffiando aria nei SENI paranasali.

Che porci.

Harbinger Down (2015)

Film famoso solo per essere nato dal violento quanto inopportuno rimpiazzamento degli effetti speciali originali con becera grafica computerizzata nel remake The Thing.

Questo scempio del demonio, lungi dall’essere un’opera cinematografica, può invece essere usato per incartare il fetido pesce marcio che ti sei tirato fuori dal buco del culo mannaggia la madonna che merda di film.

Hai capito!?!
La merda!!!

VOTO:
1 melone

Harbinger Down (2015) voto

Titolo esteso: Harbinger Down: Terrore tra i ghiacci
Regia: Alec Gillis
Anno: 2015
Durata: 82 minuti
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Zack Snyder’s Justice League (2021)

Il miliardario Bruce Wayne ha deciso di mettere assieme una milizia para-militare, assoldata e mantenuta dai suoi sporchi traffici finanziari, col solo scopo di mantenere in piedi il sistema fascio-capitalista che lo tiene al vertice di una ingiusta piramide sociale alla cui base sopravvivono schiacciati l’uno all’altro miliardi di esseri umani il cui unico delitto è il non ribellarsi alla classe padronale e trascinare per i capelli i porci liberali fino alla piazza più vicina per poi decapitarli uno ad uno gioendo del loro sangue che inonda e rinfresca le loro gaie dita dei piedi.

Zack Snyder's Justice League (2021)

Com’è?
Vi dico solo che, nonostante le 4 ore di narrazione, ero molto confuso e sono dovuto andare a rileggermi la recensione della versione originale.

Quello che però mi è apparso chiaro come un cielo azzurro d’agosto è la grossa nota dolente del film in questione; ovvero il maledetto fascio-liberismo che Zack Snyder, probabilmente inconsapevolmente, trasuda da tutti i pori quando mette in scena un drappello di giustizieri senza regole che vanno a spaccare il culo ad uno straniero nella lontana Russia con la scusa che sta nascondendo delle armi di distruzione di massa.

Ricordati Zack, verremo a prendere per i capelli anche te.

VOTO:
3 Zack

Zack Snyder's Justice League (2021) voto

Titolo alternativo: Justice League: The Snyder Cut
Regia: Zack Snyder
Anno: 2021
Durata: 242 minuti (4 fottute ore)
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Darby O’Gill e il re dei folletti (1959)

Nell’Irlanda rurale del 19esimo secolo vive l’ubriacone Darby O’Gill che se ne va in giro per il villaggio raccontando a tutti degli omini che abitano la collina vicina ai quali vuole sottrarre a tutti i costi le segrete ricchezze; il tutto, mentre Sean Connery canta la sua passione per l’amore pubescente.

Sbeffeggiato dal loro re Brian Connors e afflitto da una cirrosi epatica niente male, Darby tenterà il colpaccio con i famosi 3 desideri da esprimere una volta catturato un leprecauno… ma non è tutto oro quello che luccica.

Darby O'Gill e il re dei folletti (1959)

Carinissimo vecchio film che in Italia è arrivato tanti ma tanti anni più tardi; tanto che ci crebbi io che sono nato addirittura dopo la morte di alcuni degli attori protagonisti.

Effetti speciali da paura (per l’epoca), un simpatico folletto da prendere a calci in pancia e una sequenza molto spaventosa verso l’epilogo fanno di Darby O’Gill un ottimo esempio di come si cucinano i carciofi alla romana.

O forse mi sbaglio.

VOTO:
3 carciofi e mezzo

Darby O'Gill e il re dei folletti (1959) voto

Titolo originale: Darby O’Gill and the Little People
Regia: Robert Stevenson
Anno: 1959
Durata: 93 minuti
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The Girl from the Other Side (2019)

Shiva è una bambina che vive dall’altra parte del muro che divide il mondo luminoso degli esseri umani e quello scuro delle bestie malefiche portatrici di un misterioso morbo.

A farle da guida e figura paterna troviamo il cosiddetto Maestro, una creatura caprina antropomorfa che si prende cura della piccola difendendola dalle altre bestie che vogliono rubarle l’anima; il tutto facendo sempre attenzione a non sfiorarla, così da evitare che venga contagiata.

The Girl from the Other Side (2019)

Tratto dall’omonimo manga, questo brevissimo corto animato possiede uno stile molto particolare e accattivante derivante dall’opera originale.

Sicuramente non sfiora minimamente tutte le vicende e le tematiche del fumetto da cui è tratto e si avverte una preponderanza della componente spaesamento di fronte ad un’opera così breve che rischia di sfuggire tra un battito di ciglio e l’altro, ma rimane godibile.

A patto che non battiate le palpebre.

VOTO:
4 palpebre

The Girl from the Other Side (2019) voto

Titolo originale: The Girl from the Other Side: Siúil, a Rún – Totsukuni no Shoujo
Regia: Satomi Maiya, Yutaro Kubo
Anno: 2019
Durata: 10 minuti
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L’ultima profezia (1995)

L’arcangelo Gabriele si è rotto il cazzo dell’amore di Dio dio per gli esseri umani e si è messo in testa di rovesciare l’ordine costituito nel vano tentativo di riconquistare l’amore divino a suon di papagni in bocca agli angeli che ancora sostengono quel figlio ‘e ‘ntrocchia di Dio dio.

A sbarrargli la strada abbiamo un detective con un generoso parrucchino che ha perso la fede (il detective ha perso la fede, non il parrucchino), una bambina che viene ingravidata oralmente da un angelo (sì, hai letto bene) e un gruppo di sciamani indiani che non c’entrano un cazzo con la trama tutta giocata (male) sul cattolicesimo ma che fanno sempre molto colore.

L'ultima profezia (1995)

Madonna ladruncola di briciole di pane.
Che pietà, per pietà.

Ma come cazzo si fa a partorire un filmaccio così?
Il regista appare chiaramente confuso tra un tono duro, orrorifico, apocalittico ed un altro completamente opposto, composto di smorfiette e siparietti tra il comico e il patetico che starebbero bene in bocca al budello di tu’ ma’; la storia può far breccia unicamente nei cuori dei pavidi e Matteo Renzi è il peggior politico mai partorito da un democrazia.

Che poi guarda: il film parte pure benino, con quell’abbondante gusto splatter dei primi 30 minuti, e però poi va a perdersi proprio quando dovrebbe decollare, ovvero con l’entrata in scena di Christopher Walken.
Pietà.

VOTO:
2 smorfie (puorchiddio)

L'ultima profezia (1995) voto

Titolo originale: The Prophecy
Regia: Gregory Widen
Anno: 1995
Durata: 98 minuti
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Slok (1973)

In una tranquilla cittadina americana, dove la cosa più elettrizzante è quando il gelataio tira fuori il cazzo davanti ai ragazzi del campetto da basket, succede una cosa alquanto bizzarra: un ominide congelatosi durante l’ultima glaciazione torna in vita, disperatamente assetato di sangue, fica e banane.

Gente scappa, macchine sgommano, donne urlano e pistole sparano mentre il killer delle banane si aggira per la tranquilla cittadina… fino a quando un maledettissimo ragazzo capellone fa fuori la creatura con due stelle filanti.

Slok (1973)

Terrificante esordio alla regia per John Landis.
Terrificante.

Va bene che aveva 21 anni, va bene che non esisteva internet, va bene che il mondo era più candido… ma la madonna ladra che film di merda.
Se tralasciamo alcune rarissime gag un tantinello riuscite, questo film andrebbe bruciato con un ettolitro di benzina mentre Sofia Coppola spruzza sangue dalla sua fetida fregna in faccia a vostra zia.

VOTO:
2 Sofia Coppola

Slok (1973) voto

Titolo originale: Schlock
Regia: John Landis
Anno: 1973
Durata: minuti
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Ai confini della realtà (1973)

Nel 197x gli esseri umani giocano a fare gli stronzi con le bombe atomiche e, facendone detonare una nel profondo del mare, provocano la risalita gastrica del popolo di Seatopia, un’immaginaria Utopia sotterranea/sottomarina calata al centro della Terra 3 milioni di anni fa in seguito ad un imprecisato cataclisma.

Smossi quindi i cazzetti dei Seatopiani, i terrestri dovranno fare i conti con Megalon, il mostro scarabeo da loro mandato in superficie per fare piazza pulita del genere umano.
Ma!
E dico Ma!
Fortunatamente a fermare i giustissimi piani di sterminio degli utopici figli di puttana ci penserà una simpatica famiglia gay composta da professore inventore col golfino, giovane rampante pilota di macchine con la combo calzino-bianco/scarpa-rossa-papalina e bambino sul pedalò più strambo del mondo.

Oltre ai 3 maschietti avremo lo psicopatico robot Jet Jaguar (Jetto Jaguaro! Punch Punch Punch!!!) e pure Godzilla che, apparendo negli ultimi 15 minuti, si prenderà tutta la scena col suo fantastico, e mai più ripetuto, calcio volante.

Ai confini della realtà (1973)

Effervescente commedia gay che, in clamoroso anticipo sui tempi, mette in scena l’amore omosessuale di una famiglia molto campy alle prese con una storia tutta dominata dal fallo e nella quale non s’intravede l’ombra di una fica neanche col binocolo.

Famoso per essere tra i peggiori (se non il peggiore) film della serie, Godzilla vs. Megalon è oggettivamente molto difficile da difendere: girato in 3 settimane, con un budget ridicolo, zeppo d’immagini di repertorio, tra i viali in costruzione del Trullo, il film è salvato unicamente dalla sua componente (involontariamente) ridicola e dall’impossibile calcio volante del mostro giapponese più famoso di sempre.

Un must per quelli che tentano il suicidio.

VOTO:
3 calci volanti

Ai confini della realtà (1973) voto

Titolo originale: Gojira tai Megaro
Regia: Jun Fukuda, Yoshimitsu Banno, Ishirô Honda
Anno: 1973
Durata: 81 minuti
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The Beast – Abissi di paura (1996)

Una tranquilla cittadina costiera americana viene sconvolta dall’arrivo di una creatura marina stronza che comincia a mangiarsi i bagnanti e i pescatori poveri con i pantaloni tenuti da una corda da barbone ottocentesco.

Nel frattempo alcune tempeste ormonali mischiano le carte in tavola di giovani coppie composte da nane, efebofili, uomini banali e donnuomini con mascelle mastinescamente napoletane.

The Beast - Abissi di paura (1996)

Tutto questo vi ricorda quel film di Spielberg degli anni ’70?
Avete ragione, visto che anche questo è tratto da un romanzo di Peter Benchley, lo scrittore di Jaws.

Ma bando alle ciance, vale la pena vedere questo film TV?
Ovviamente no.

Ne dubitavate?
Aspettavate il mio permesso per farvi una sonora cacata lunga 3 ore?

VOTO:
2 tentacoli e mezzo

The Beast - Abissi di paura (1996) voto

Titolo originale: The Beast
Regia: Jeff Bleckner
Anno: 1996
Durata: 2 episodi da 1 ora e mezza circa
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Planet Dinosaur (2011)

I dinosauri sono un gruppo di sauropsidi che ha dominato la Terra per 170 milioni di anni fino a quando un asteroide delle dimensioni dell’ego di Lilli Gruber li ha retrocessi in serie C fornendo la possibilità di dominazione termonucleare globale ad un’altra classe, i mammoni.

Nel corso del tempo questo famosissimo clade è andato a colonizzare praticamente ogni ecosistema e quello che ne è derivato è stato un’enorme diversificazione: Ouranosaurus, Spinosaurus, Onchopristis, Rugops, Carcharodontosaurus, Pterosaur, Epidexipteryx, Sinraptor, Saurornithoides, Oviraptor, Microraptor, Sinornithosaurus, Jeholosaurus, Daspletosaurus, Chasmosaurus, Alaskan Troodon, Edmontosaurus, Majungasaurus, Rahonavis, Rapetosaurus, Centrosaurus, Kimmerosaurus, Pliosaurus, Stegosaurus, Camptosaurus, Kepodactylus, Allosaurus, Saurophaganax, Argentinosaurus, Lacusovagus, Skorpiovenator, Gasparinisaura, Mapusaurus, Ouranosaurus, Paralititan, Carcharodontosaurus, Bradycneme, Magyarosaurus, Eurazhdarcho, Hatzegopteryx, Suskityrannus, Nothronychus, Alectrosaurus e Gigantoraptor sono solo alcune delle specie di dinosauro che hanno vissuto su questo pianeta, ma sono tutte quelle che questo documentario vi farà vedere.

Planet Dinosaur (2011)

Interessante e dettagliato prodotto televisivo BBC che fornisce ricostruzioni fedeli (per le conoscenze del 2011) di come doveva essere la vita quando Piero Angela cominciò a lavorare per la RAI; un mondo fatto di prevaricazioni inaudite e super femministe con cappelli deliranti che fornisce spunti di riflessione a chi vorrà concedere 3 ore della sua insignificante vita all’altare della patria conoscenza.

Francamente spiacevole e fuori luogo la scena d’incesto tra due oviraptor.

VOTO
3 incesti e mezzo (Tutankhamon)

Planet Dinosaur (2011) voto

Titolo tedesco: Der Dino Planet
Creatori: Nigel Paterson e Phil Dobree
Anno: 2011
Durata: 6 episodi da 29 minuti
Compralo: https://amzn.to/3lDwm1V