Haunted (2018 – xxx)

Che bello quando ti riunisci intimamente davanti le telecamere di Netflix con amici e parenti per raccontare loro le tue più perverse fantasie erotico-masochistiche che comprendono coprofagia, tovaglioli di carta, satanassi gay, Gianni Morandi, nonne fantasma, lapidi trafugate, pazienti dementi demoniache, stanze delle torture, gatti maledetti, padri abusivi, parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusivi sessuali abusivi.

Tanta voglia di ricominciare, abusivamente.

Haunted (2018 - xxx)

Serie spaventosa, non per il contenuto che francamente fa ridere i polli, quanto per la vomitevole spavalderia con la quale ti tirano in faccia palate di merda su palate di merda fino a che non ce la fai più e gli tiri giù una bestemmia a capo chino nel silenzio della notte.

<<Porco dio!>> si sente gelido squarciare il cielo e subito la schiena ti s’inzuppa d’urina di cane.
Piangi fratello stronzo, piangi e fotti come non ci fosse un domani.
Fotti e rifotti il culo rotto che ti ritrovi figlio di puttana perché non verrà nessuno a salvarti dall’ira funesta di quel porcaccioddio che ti ha reso stroppio al cervello.

Piangi.

PS: l’unico episodio degno di nota è il terzo della seconda stagione che ovviamente non tratta il paranormale, ma gli rema addirittura conto con la sua storia di abusi dentro una setta cristiana fissata con la liberazione di giovani gay dal demone della frociaggine.

VOTO:
2 cani culi rotti

Haunted (2018 - xxx) voto

Titolo spagnolo: Al borde de la realidad
Anni: 2018, 2019, 2021
Durata: 3 stagioni da 6 episodi da 30 minuti circa

The Suicide Squad – Missione suicida (2021)

L’America ha bisogno di eroi, o meglio: La Merica ha bisogno di carne da macello per foraggiare una macchina da guerra senza limiti e decenza utile unicamente a pompare i larghi culi dei liberal-capitalisti con tonnellate di denaro e oro e diamanti e minorenni fino a che morte non sopraggiunga.

In questo episodio de La guerra totale degli USA vs The World troviamo un drappello di galeotti che, in barba al fine rieducativo a cui dovrebbe aspirare la pena detentiva (e anche qui ce ne sarebbe da discutere, ma vabbè), vengono catapultati senza il benché minimo rispetto della vita umana a fare un’incursione a Corto Maltese (omaggio al massone fascista Hugo Pratt), una fittizia isola caraibica finita sotto il controllo dei generali dopo anni di dittatura sostenuta dagli Stati Uniti.

L’ingrediente che manca a questa storia forsennata è un mostro assurdo degno del folklore giapponese, e non veniamo delusi.

The Suicide Squad - Missione suicida (2021)

Quando un film fa schifo, non c’è problema: basta rigirarlo cambiando le carte in tavole e fare affidamento sulla corta memoria del pubblico.
E il gioco è fatto.

James Gunn, dopo essere stato licenziato dalla Disney per dei vecchi tweet volgari che erano perfettamente in linea con il suo stile dissacrante e fuori dagli schemi perbenisti e non si capisce bene quindi per quale stratacazzo di motivo ci si dovrebbe scandalizzare, tira fuori una sorta di Guardiani della galassia in salsa cinica per l’azienda concorrente e vaffanculo al secchio.

Non aspettatevi chissà che cosa, non è strabiliante, ma è molto simpatico, girato bene e con parecchie chicche tecniche, recitato quel tanto sopra le righe per non cadere nel ridicolo involontario e che cazzo ti devo dire di più?

A morte i liberali.

VOTO:
4 liberali

The Suicide Squad - Missione suicida (2021) voto

Titolo argentino: El escuadrón suicida
Regia: James Gunn
Anno: 2021
Durata: 132 minuti

Quarantena 2 (2011)

L’orrore di volare a 15mila metri di quota e ritrovarsi con un ciccione obeso maledetto zombie stronzo che tenta di mangiarti il naso azzannandoti come un cazzo di tossico in stato di allucinazione perversa mentre la passeggera 3 file avanti sta sbocchinando voracemente il suo fidanzato come se non ci fosse nessuno attorno a giudicarli moralmente scorretti.

Questo è più o meno Quarantine 2: Terminal; più ovviamente la parte all’aeroporto, da cui il sottotitolo.

Zombie? Spiegazione?
Non me ne frega un cazzo.

Quarantena 2 (2011)

Filmetto a basso costo abbastanza divertente e senza troppe pretese, a parte l’assurdo finale aperto ad un terzo capitolo in Las Vegas mai realizzato.

Se siete alla ricerca di pepite d’oro, questa pellicola non fa per voi; se invece avete a cuore le dinamiche spazio-temporali che governano invisibilmente l’agire comune, ecco che ‘sta minchiatella potrebbe tornarvi utile come un sorso di limone in mezzo alla foresta nera mentre state vagando senza metà da quando, due giorni prima, vi siete allontanati da quel rave di musica tecno-peruviana molto in voga tra le maschere greche di Taormina.

VOTO:
2 maschere greche e mezza

Quarantena 2 (2011) voto

Titolo originale: Quarantine 2: Terminal
Regia: John Pogue
Anno: 2011
Durata: 86 minuti
Compralo: https://amzn.to/3iAgLBr

Blob – Il fluido che uccide (1988)

Una tranquilla cittadina americana della Louisiana passa una notte d’inferno quando un meteorite delle dimensioni di un cane grasso atterra nella vicina foresta facendo incuriosire il barbone locale che, incurante del possibile pericolo, stuzzicherà con un ramo il liquido all’interno, facendolo incazzare.

Da questo momento in poi, nessuno potrà dirsi al sicuro dall’ammasso liquido assassino venuto dallo spazio che, inglobando donne, bambini e sceriffi, crescerà alla maniera più sputtanata del mondo cinematografico e cioè alla “geometric rate”, intendendo in realtà “exponential rate”.

Blob - Il fluido che uccide (1988)

Divertente e mezzo sconosciuto remake del famoso classico anni ’50 del secolo scorso, però in salsa anti-sistema, costellato di riuscitissimi effetti speciali che purtroppo da soli non sono riusciti a salvare il film dal flop al botteghino.

Mettendo in scena il tipico schema del delirio improvviso nella tranquilla cittadina provinciale, The Blob non tradisce una certa accuratezza di scrittura (vedi la zip del ragazzino) ed un certo qual brio umoristico a cui bisogna prestare attenzione per non passarci vilmente sopra (tipo il fantastico doppio scoppio silenziato delle bombe del militare verso il finale).

Non è un capolavoro e non è il migliore dei film coi mostri anni ’80, basti pensare a The Thing, ma rimane godibilissimo da chi si bagna fica e culo al sol pensiero di vedere un ragazzo soffrire come un cane grasso mentre viene liquefatto davanti a chi gli vuole bene.

VOTO:
4 cani grassi

Blob - Il fluido che uccide (1988) voto

Titolo originale: The Blob
Regia: Chuck Russell
Anno: 1988
Durata: 95 minuti
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Anaconda (1997)

Il Rio delle Amazzoni è un fiume sudamericano lungo quasi 7mila fottuti chilometri; quasi come il cazzo di Matteo Renzi, il nostro dio che adoriamo festanti e che la madonna l’abbia in gloria.

Nel film invece ci sta un serpente lungo 40 metri, quasi come il cazzo di Ivan Grieco, il nostro dio che adoriamo festanti e che la madonna l’abbia in gloria.

Poi c’è Jennifer Lopez con i capezzoli in vista per 4 secondi, Ice Cube che ascolta musica rap a tutto volume, John Voight con un accento tremendo, Eric Stoltz solo per 3 giorni di riprese perché poi scattava la tariffazione in roaming, Owen Wilson senza i tagli sulle braccia per il tentato suicidio e Danny Trejo senza baffi.

Che la madonna abbia tutti loro in gloria.

Anaconda (1997)

Sconvolgente cazzata che al botteghino fece flop, ma che col tempo fece flip nelle natiche dei giovani noleggiatori di videocassette che, inermi di fronte alla voglia matta d’omosessualità che li pervase tra il 1998 e 1999, si perforarono il retto a forza d’infilarsi per dritto e per rovescio le vhs di Anaconda nel disperato tentativo di ricreare quel brivido matto della prima visione su canale5. Italia uno! I bellissimi di rete4. Emanuela Folliero, 6 dita per piede.

Ancora qui state?
Ma che cazzo aspettate ad andare affanculo!?!

VOTO:
2 Emanuela Folliero e mezzo

Anaconda (1997) voto

Titolo francese: Anaconda, le prédateur
Regia: Luis Llosa
Anno: 1997
Durata: 89 minuti
Compralo: https://amzn.to/3rMZ6tr

Tokyo Gore Police (2008)

Un bel casotto ragazzi miei!

Il Giappone è nel caos più totale dopo che i maledetti liberisti come l’orribile Carlo Calenda e l’efebofiliaco Silvio Berlusconi hanno ottenuto la privatizzazione della Polizia che ora agisce incontrollata e violenta per le strade di una Tokyo puttana e massacrata.

A pepare la vicenda intervengono dei mostri estremamente sessualizzati chiamati ingegneri, in onore del cognato di John Elkann, che non vedono l’ora di riportare la pace nel mondo statalizzando le forze dell’ordine e dando voce al popolo che quando s’incazza te lo mette al culo maledetto figlio di puttana liberal-liberista… ti verremo a prendere per i capelli ti trascineremo fuori casa mentre piangi lacrime amare e ti scotenneremo con grande dolore perché ci hai dichiarato guerra con le tue stronzate sul libero mercato che si autoregola.

Autoregolati la piscia che ti cola a getto dalle mutande imbevute di merda.
Stronzo!

Tokyo Gore Police (2008)

Fantastico e grottesco caleidoscopio di violenza gratuita che poteva essere concepito e distribuito solamente in Giappone; un paese proiettato nel futuro dal 1970 nonostante sopravvivano fioriscano disturbanti credenze animiste pervase di terrore, sesso e superstizione.
Tipo il (fallimentare) Liberismo.

Non per tutti, purtroppo.

VOTO:
4 liberisti (Luigi Einaudi)

Tokyo Gore Police (2008) voto

Titolo giapponese: 東京残酷警察
Regia: Yoshihiro Nishimura
Anno: 2008
Durata: 110 minuti
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Godzilla (1954)

Quando un paio di pescherecci vengono spazzati via da una misteriosa forza della natura, la gente sulla terraferma comincia a credere alla vecchia leggenda di Gojira, il gigantesco mostro marino che in passato era stato tenuto a bada con il sacrificio di giovani vergini.

Appurato che nel 1954 è un po’ più difficile trovare una donna vergine in tutto il Giappone, si decide d’intervenire con la forza bruta: cannoni, elettrificazioni, balestre, spade laser e boomerang vengono lanciati sulla povera creatura alta 50 metri… senza però sortire alcun effetto.

Fortunatamente uno scienziato orbo con la mania per le mutandine usate delle bambine se ne uscirà con un’arma fine di mondo degna di un cartone della Hanna & Barbera.

Godzilla (1954)

Famosissimo mostro in meno famoso film che, nonostante tutti ne immaginino l’esistenza, molti meno ne hanno effettivamente subito gli effetti nefasti della visione.

Sì, perché Gojira è una roba da farti venire voglia d’intraprendere il cammino mortale che dall’Africa subsahariana porta fino a Lampedusa; tutto, e ripeto tutto, piuttosto che sorbirsi un’ora e mezza di latte alle ginocchia e sporadiche apparizioni di un giapponese con indosso un costume da dinosauro strabico che devasta modellini di trenini.

E’ doveroso ammettere che questo film ha praticamente aperto la fruttuosa linea di Kaiju movies e che il suo spirito anti-nuclearista (dovuto sia al trauma delle due bombe atomiche americane sganciate un decennio prima su Hiroshima e Nagasaki e sia l’incidente del peschereccio giapponese Daigo Fukuryū Maru che nel 1954 fu pesantemente contaminato assieme al suo equipaggio dall’irresponsabile esperimento nucleare americano di Castle Bravo nell’atollo di Bikini) sia encomiabile… ma dio cristo che palle!

VOTO:
3 bikini

Godzilla (1954) voto

Titolo originale: ゴジラ – Gojira
Regia: Ishiro Honda
Anno: 1954
Durata: 96 minuti
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Bubba Ho-Tep – Il re è qui (2002)

Siamo nel 2002 ed Elvis Presley non è morto.

Stufo della fama e della fregna perenni, il re del rock aveva deciso tempo addietro di scambiare l’identità con un suo sosia per godersi la tranquillità di una vita sudicia a bordo di un camper in giro per le cittadine dell’America più rozza.
Sfortunatamente però una brutta caduta dal palco lo aveva allettato e da lì in poi era stata una triste discesa libera fino all’entrata in una casa di riposo in Texas.

A rimescolare le carte ecco però arrivare una mummia egizia succhia anime dal culo che obbligherà il molleggiato americano a fare comunella con un nero che si crede Kennedy per riportare la pace a Villa Noctis.

Bubba Ho-Tep - Il re è qui (2002)

Sgangherata e tenera commedia dell’orrore che tenta d’immaginare una diversa narrazione partendo dal tormentone”Elvis non è morto”.

Purtroppo tende un po’ a sfilacciarsi come quel supplì di mozzarella e merda che ti hanno fatto mangiare per il tuo 16esimo compleanno, povera bestia.

Bruce Campbell tiene la baracca sulle spalle… ma le palle, ma le palle, ma le palle quelle no.

VOTO:
2 baracche e mezza

Bubba Ho-Tep - Il re è qui (2002) voto

Titolo giapponese: Presley vs miira otoko
Regia: Don Cosciarelli
Anno: 2002
Durata: 92 minuti
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Luca (2021)

Luca Paguro è un giovane mostro marino che vive al largo delle coste liguri assieme alla sua famiglia di piddini degenerati… ma il suo grande sogno è lasciare il mare, incamminarsi sulla terra ferma e votare Carlo Calenda sindaco di Roma.

Purtroppo la lobby pluto-giudaica, capitanata da un eunuco coi mocassini, gli mette i bastoni tra le ruote e l’unica salvezza per il destino della capitale d’Italia sembra risiedere nel motociclo chiamato Vespa.

Perché la Vespa ti mette le ali.
Come la coca.

Luca (2021)

Ignobile cartone animato della Pixar che siede perfettamente a metà strada tra una spudorata quanto ubriaca pubblicità della Piaggio e un conato di vomito truzzo di trofie al pesto.

Imbellettato con i più classici stereotipi sull’italianità tanto cari ad un pubblico straniero, Luca finisce presto per rompere i coglioni a chi possiede un minimo di senso critico e a nulla serve un’indubbia capacità immaginifica degli animatori che qua e là regalano delle immagini piene di trascendenza verso quel dio che ti ha relegato a 6 euro e 50 l’ora per 40 anni della vita tua.

VOTO:
2 Carlo Mrs. Doubtfire Calenda e mezzo

Titolo lituano: Lukas
Regia: Enrico Casarosa
Anno: 2021
Durata: 95 minuti

Fuori di testa (1987)

Scendono gli alieni nella tranquilla cittadina australiana di Kaihoro (vagamente traducibile come “Fastfood”) e gli abitanti scompaiono misteriosamente.

Per capire cosa stia succedendo, viene mandata una sgangherata squadra speciale composta da tizi con i baffi fini fini e i capelli lunghi dietro i quali, non sapendo gestire la più semplice delle conversazioni per inadeguatezza intellettiva, smitragliano questo e quello ingigantendo così metaforicamente i loro cazzi.

Fuori di testa (1987)

Pietoso esordio al lungometraggio per colui il quale da giovane sembrava Jerry Calà e tortura medievale per il mio culo mentre, sofferente come un tossico di Chicago, ho ingurgitato ettolitri di sangue con gli occhi di chi vuole che tutto finisca presto.

Ho dormito un pochino per sfuggire, ma sono stato risvegliato dai 457 milioni 234 mila 982 proiettili sparati lungo gli ultimi 75 dei 91 minuti di film.

Carini, ingeniosi e molto splatter gli effetti speciali; da ricovero tutto il resto.

VOTO:
2 baffi fini e capelli lunghi dietro

Fuori di testa (1987) voto

Titolo originale: Bad Taste
Regia: Peter Jackson
Anno: 1987
Durata: 91 minuti
Compralo: https://amzn.to/3gC9vD4

World War Z (2013)

Gerry Lane è un padre disoccupato il cui apice giornaliero viene raggiunto mentre, nudo come tua madre, prepara i pancakes per le figlie prima che vadano a scuola.

E però un virus zombificante che mette il pepe al culo dei malcapitati infettati distrugge questo suo mortificante idillio per lanciarlo con una mazzafionda chiodata verso il firmamento delle stronzate made-in-usa-e-getta senza passare dal via a ritirare i soliti due millanti boni e cari per comprare la cocaina bella squamata al pesciarolo sotto casa.

World War Z (2013)
PEPSI !!!

Una fetecchia di film che a quanto pare tradisce il buon materiale originario, il caso letterario omonimo scritto dal figlio di Mel Brooks, per mettere in scena la solita pappardella di strunzatielle diliute per non far male a nessuno… a parte me.

Difatti, nei loro calcoli machiavellici volti a imbonire la più ampia fetta di mercato possibile, si sono scordati che Israele, paese razzista e violento guidato da un manipolo d’invasati fanatici religiosi che si credono gli uomini scelti da dio, non può essere minimamente considerato un baluardo di civiltà contro l’invasione zombie (chiara metafora per veicolare una falsa narrativa lontana dalla realtà socio-politica contemporanea).

Israele, al maschile perché viva il patriarcato, è considerato un empio stato terrorista al di fuori della ristretta cerchia delle teste di cazzo e quindi dipingerlo come fortezza d’intelligenza e previdenza facendo passare i suoi muri dell’apartheid come una cosa buona contro l’invasione zombie è una delle cose più vomitevoli che il genere umano abbia mai dovuto sopportare.
Sarebbe come glorificare i forni crematori nazisti perché bruciano bene.

Movimiento es vida, dice Brad Pitt in uno spagnolo claudicante.
Porco dio, dico io in un perfetto italiano.

VOTO:
2 spagnoli e mezzo

World War Z (2013) voto

Titolo panamense: Guerra mundial Z
Regia: Marc Forster
Anno: 2013
Durata: minuti
Compralo: https://amzn.to/3fWcDdR

I delitti del gatto nero (1990)

Tre storie dell’orrore tenue raccolte assieme da una quarta avente per protagonisti una seducente strega ed un bambino da cuocere al forno inzeppato di biscotti su per il culo come un tacchino.

Nella prima c’è un Buscemi stronzetto che userà a suo vantaggio una mummia egiziana con l’alitosi; la seconda mette in contrapposizione un gatto nero assassino ed il malcapitato killer assoldato per farlo fuori; mentre la terza (e più riuscita) gira i passi su una tragica storia d’amore tra un’artista con l’artrite reumatoide ed una bella e misteriosa fica.

I delitti del gatto nero (1990)

Piacevole film antologico che, calcando le orme di Creepshow, non riesce però a trarne la stessa forza narratrice.

Il secondo episodio è certamente il più fiacco, con un inutile twist a sottotesto; il primo è memorabile per gli attori in gioco (Steve Buscemi, Christian Slater e Julianne Moore); il terzo fa finalmente giustizia alla visione del film; mentre il quarto (che fa da collante) è spiritoso, ma nulla di più.

Buono, ma non bellissimo.

VOTO:
3 collant

I delitti del gatto nero (1990) voto

Titolo originale: Tales from the Darkside: The Movie
Regia: John Harrison
Anno: 1990
Durata: 93 minuti
Compralo: https://amzn.to/33gylSl