Detour (1945) [Full Movie]

Chance events trap hitch-hiker Al Roberts in a tightening net of film noir trouble.

Director: Edgar G. Ulmer
Writers: Martin Goldsmith (screenplay), Martin Goldsmith (original story)
Stars: Tom Neal, Ann Savage, Claudia Drake

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This movie is in public domain.

Titolo italiano: Deviazione per l’inferno
Regia: Edgar G. Ulmer
Anno: 1945
Durata: 68 minuti

Monolith (2016)

Una giovine ex cantante pop, ora ridotta a giovine madre con annesso figlio rompicazzi e marito fedifrago, s’imbarga in un viaggio della speranza a bordo d’una macchina ipertecnologica chiamata per l’appunto Monolith con l’intenzione di pizzicare il consorte con le mani nella marmellata, dove per mani si intende il cazzo e per marmellata la vagiaina, come dicono gli inglesi.

Ovviamente la cosa finisce male, con lei chiusa fuori dalla macchina mentre il bambino si cuoce dentro sotto il sole del deserto californiano.
Come tirarlo fuori?
Un ramo, le mani, un sasso, una chiave inglese, un fuoco, un crepaccio, un decreto legge?

Monolith (2016)

Interessante esperimento a basso costo, ma a buon regime intellettivo, prodotto dalla Sergio Bonelli editore (quella di Tex e Dylan Dog) e tratto dall’omonimo fumetto nonché serie TV che sembra avvalorare il vecchio adagio “donne al volante, pericolo costante”.

Con la sua ora e venti di durata e una protagonista in buona forma è veramente impossibile andar male e aggiungo: se oggi fosse il 1999 e io fossi uno sbarbatello liceale in cerca di un filmetto per passare la serata a casa di amici tra una partita ad Age of Empires II e Worms Armageddon, ecco, questa sarebbe la vhs perfetta, tipo quel film con Kurt Russel con la moglie chiusa nel baule di un’auto nel deserto che noleggiai nel 1997 in cerca di un filmetto per passare la serata a casa di amici tra una partita ad Age of Empires II e Worms Armageddon.

VOTO:
3 worm e mezzo

Monolith (2016) voto

Titolo inglese: Trapped Child
Regia: Ivan Silvestrini
Anno: 2016
Durata: 83 minuti

Logan (2017)

E’ il 2029 e Wolverine è invecchiato male, ma proprio male: l’adamantio presente nel suo corpo lo sta lentamente avvelenando, il suo processo rigenerativo è molto rallentato e, come se non bastasse, Logan si barcamena con un lavoro a dir poco inaspettato, l’autista Uber.

Deciso a farla finita, non prima però d’aver messo sotto terra il paraplegico e ora anche rimbambito professor Xavier, il nostro beneamato vedrà i suoi piani nichilisti venire meno quando scoprirà l’esistenza di una giovane mutante con i suoi stessi poteri.

Logan (2017)

Interessante virata drammatica per il genere supereroi che dalla sua può vantare un ristretto e sincronizzato cast di grandi professionisti immersi come biscotti freschi dentro un latte narrativo caldo che non sbrodola mai.

Se non fosse per alcune scelte assolutamente inutili e francamente ridicole come gli artigli difensivi della piccola Wolverine femmina o il suddetto Uber job, il film sarebbe un quasi capolavoro.

VOTO:
4 artigli

Logan (2017) voto

Titolo originale: Logan
Regia: James Mangold
Anno: 2017
Durata: 137 minuti

Il domani non muore mai (1997)

L’agente segreto meno segreto che esista sulla faccia della Terra (James Bond) deve stoppare l’escalation militare tra la Cina e il Regno Unito, un’escalation pilotata ad arte da Elliot Carver, un barone dei media con un piccolo grande sogno, quello di acquisire i diritti esclusivi di trasmissione su suolo cinese per i prossimi 100 anni.

Ad aiutare Bond ci sono i soliti stravaganti gadget: macchine accessoriate, orologi con sorpresa, pistoline, cellulari con scarica elettrica e le femmine.

Il domani non muore mai (1997)
armi e femmine

Diciottesima pellicola con protagonista 007… e francamente se ne poteva fare a meno.

Nonostante alla regia ci sia un maestro assoluto quale Roger Spottiswoode (che tutti ricorderanno come il genio dietro quella pietra miliare del cinema mondiale che è Turner e il casinaro), il film arranca un po’ tra una scena d’azione e l’altra e, considerando quanto questo tipo di pellicole giochino molto sulle situazioni di tensione, viene da chiedersi perché non abbiano deciso di fare un unico grande montaggio zeppo d’inseguimenti d’ogni genere sopra le capocce urlanti d’ogni razza umana.

Per inquadrare al volo il clamoroso fraintendimento che è questo film, basterebbe spiegare come il titolo sia frutto di un errore di stampa di un fax della MGM: il film doveva infatti chiamarsi Tomorrow Never Lies.

VOTO:
3 stampatori e mezzo

Il domani non muore mai (1997) voto

Titolo originale: Tomorrow Never Dies
Regia: Roger Spottiswoode
Anno: 1997
Durata: 119 minuti

The Congress (2013)

Abbiamo visto il film con Robin Wright psichedelica pim pum pam.

Si parla di:
Cancelli automatici, Prime impressioni, droghe allucinatorie, Trama, personaggi di Plastica in Rogue One, Harvey Keitel narratore, Paura, Critica alla società contemporanea, la Ricerca della Felicità, fabbriche in Bangladesh, cambio d’Operatore, Sean Penn pezzo di merda, il Mezzo è il Messaggio, Petti bonghi, Musiche, Pubblico di riferimento, corse Verso l’ovulo, Votazioni e Ari Folman Ari Oh.

Titolo originale: The Congress
Regia: Ari Folman
Anno: 2013
Durata: 122 minuti

Oceania (2016)

La giovane polinesiana Moana prova un’irresistibile attrazione verso padre oceano entro il quale si vuole ficcare e fondere in un idillio orgiastico di bollicine spumeggianti dalle quali emerse in tempi remoti la vita sulla terra grazie alla forza generatrice di Te Fiti, montagna vulcanica rigogliosamente smeralda che, privata del suo cuore pulsante dal semi-dio Maui, si è ora tramutata in potenza distruttrice la quale troverà pace solo quando le verrà restituito il prezioso scomparso.

Compito di Moana sarà riportare la suddetta pace nel petto della potente dea della vita coadiuvata, in quest’avventura on the road, da un pollo deficiente e il semi-dio Maui di cui prima.

Oceania (2016)

Film progressista americano che, nella foga di fare copiose pugnette a questo o a quella nella vana speranza di accaparrarsi un pubblico allo stesso tempo sia generalista che attento alle tematiche delle minoranze, finisce per perdere di vista il nodo centrale di ogni opera cinematografica e cioè: non annoiare.

Sì, nonostante i buoni intenti femministi ed un impianto narrativo che non fa una piega, mi sono un po’ rotto le palle.

VOTO:
3 palle

Oceania (2016) voto

Titolo originale: Moana
Regia: Ron Clements e Don Hall
Anno: 2016
Durata: 107 minuti

Vampires (1998)

Un agguerritissimo drappello di giustiziatori di vampiri sponsorizzati e finanziati dal Vaticano stanno facendo una delle loro spedizioni punitive fasciste nel New Mexico quando vengono decimati da un potente Vampiro Capo il quale si rivela poi essere l’origine del tutto e cioè un prete che nel medioevo fu sottoposto ad un esorcismo che lo rese (quasi) immortale.
Ora Valek, questo il nome del maledetto ex ecclesiastico, cerca una croce sacra che servirà a completare il rito che lo renderà immune ai raggi solari e gli permetterà quindi di camminare magnificamente tra i vivi come la grande diva che cova dentro.

Di mezzo però ci si mettono James Woods, Daniel Baldwin, un giovane prete ex calciatore e una non meglio identificata prostituta vampira in fieri i quali cercheranno di stoppare i piani diabolici Valekiani per smascherare così l’ipocrisia della macchina infernale chiamata Vaticano.

Vampires (1998)

Straordinario film vampiresco che, nonostante abbia incassato bene al botteghino e possa considerarsi l’unico vero successo commerciale anni ’90 del caro Carpenter, rimane ancora sconosciuto ai più probabilmente per la sua natura ambivalente ferma al crocevia di un genere spesso bistrattato come l’horror, un umorismo nero quasi nichilista e una sana critica alla Chiesa Cattolica che non fa(rebbe) mai male.

Percorrendo una storia certamente semplice, e per l’andamento lineare e per la tematica tutto sommato popolare, l’intreccio rimane però divertente, non scontanto e soprattutto lungi dallo scadere nel manicheo.
Da questa melma fatta di sangue e merda infatti nessuno ne esce lindo e pinto: dal prete che si fa le birrette in una stanza piena di mignotte desnude sotto gli occhi dello sceriffo locale, al sistema ecclesiastico che pensa soltanto a coprire malamente tutti gli innumerevoli errori in cui cade, passando per una pietosa serie di anti-eroi dal cuor nero.
A tratti sembra, più che altro, di assistere alla corrida degli stronzi, una simpatica competizione al ribasso senza nessun vincitore morale.

VOTO:
4 vincitori morali

Vampires (1998) voto

Titolo originale: John Carpenter’s Vampires
Regia: John Carpenter
Anno: 1997
Durata: 108 minuti

Fuga da Los Angeles (1996)

Snake è tornato e questo volta deve recuperare un aggeggino di merda grande come un walkie talkie che permette lo spegnimento di ogni apparecchio elettronico del mondo.
Siccome la figlia del fondamentalista cattolico presidente degli Stati Uniti ha portato questo freschetto di merda nella città di Los Angeles che, come New York del primo capitolo, è ora una prigione a cielo aperto e lo ha dato ad un pazzo con manie dittatoriali tristemente somigliante al comandante Che Guevara vestito di rosa è ora compito di Plissken infiltrarsi tra le linee nemiche, riacchiappare lo spegni-roba e riportare le chiappe indietro per l’ora di cena.

Fuga da Los Angeles (1996)

Roboante e chiassoso remake più che sequel del bel Escape from New York che 15 anni prima aveva lanciato la carriera di Carpenter verso il grande pubblico.
Questa volta invece il pubblico non ha gradito e ha risputato in faccia al mittente un prodotto certamente tralasciabile per molti versi e purtroppo non sufficientemente divertente per gli intenti satirici che chiaramente si era proposto, ma che comunque riesce a rigirare il classico impianto da blockbuster per tramutarlo in un carrozzone fantasioso su cui girano una Pam Grier col vocione da travestito e Peter Fonda surfista pazzo.

Non è un’opera eccelsa, ma ‘sti cazzi non ce li metti?

VOTO:
2 tavole da surf e mezza

Fuga da Los Angeles (1996) voto

Titolo originale: Escape from L.A.
Regia: John Carpenter
Anno: 1996
Durata: 101 minuti

Captain Fantastic (2016)

Abbiamo visto il film con Viggo Mortensen hipster vedovo nudo.

Si parla di:
Siri e Kaptèin Fantastìk, Matt Ross frocio nel bagno, Trama, Film anticapitalisti girati con telecamere di plastica, Amish e motori / gioie e dolori, Prime impressioni, Regista hipster, Incongruenti coerenze filmiche, una differente Filosofia di vita, un colpo al Cerchio e una alla Botte, Fotografia, Prove attoriali e peni attoriali, Bambini bravi bravi, Pubblico di riferimento, Votazioni, un Segreto incoffessabile, cosa abbiamo fatto l’Estate scorsa, QwErTy e 10 minuti di Applausi.

Titolo originale: Captain Fantastic
Regia: Matt Ross
Anno: 2016
Durata: 118 minuti

Rogue One (2016)

Abbiamo visto il film con i ribelli che rubano le planimetrie della Morte Nera per denunciare un abuso edilizio.

Si parla di:
Ricerca dei biglietti, Prime impressioni, Trama, Protagonista femminile, Cast multietnico, Peter Cushing e Carrie Fisher digitali, Fan service, Musiche, Rovazzi antisemita, Felicity Jones anticarismatica, lo Jedi cieco, il Regista, lo Sceneggiatore, American Pie, il Sacrificio personale per un Ideale, Militari a Roma come Stormtroopers imperiali, il Fascismo montagna di Merda, Universo Star Wars espanso, Cose belle, Darth Vader, Parapetti maledetti, Messa in scena realistica e sporca, World War Pepsi,
un Film fatto col Cuore, Cose negative, Pubblico di riferimento, Votazioni e benedizioni Jedi.

Titolo originale: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Anno: 2016
Durata: 134 minuti

Natale a Miami (2005)

Giorgio Bassi è disperato dopo essere stato lasciato dalla moglie Daniela e cerca quindi conforto tra le braccia del suo grande amico Mario; quello che non sa è che sua moglie lo ha tradito proprio con costui.
Al contempo, in quel floridaneo di Miami, tre ragazzi borghesi vogliono fare la vacanza dell’emancipazione adolescenziale tra belle ragazze e spiagge da mozzafiato, ma hanno fatto i conti senza l’oste e cioè Ranuccio Ghisa, padre di uno del trio, il quale sembra intenzionato a tornare giovine e fare le bravate, anche se solo per pochi giorni, dopo essere stato lasciato dalla moglie per una naturopatista lesbica.

Tra una serie interminabile di rocambolesche situazioni comiche e parecchi drammi amorosi, questa simpaticissima commedia degli equivoci troverà il suo lieto fine nell’assassinio senza pietà di Christian De Sica e Massimo Boldi ai quali verranno disperatamente mangiati i coglioni prima d’essere fatti brutalmente a pezzi.

Natale a Miami (2005)

Quest’avvincente storia d’amore e morte ambientata in suolo americano si snoda magistralmente lungo un intreccio narrativo eccezionale entro il quale trovano forma e spazio tanti personaggi ben delineati nella loro effimera esistenza caricaturale.
Come se non bastasse poi la punteggiatura continua di bellezze femminee alimenta il già poderoso orgoglio italico di una vita vissuta al massimo e tirata su nel naso come fosse cocaina tagliata col gesso usato per il bue del presepe nel quale trovano posto anche l’asinello coglioncello, San Giuseppe tutto tette, la Madonna senza gonna e quel porco dannato in eterno di cristo bambino cacasotto senza culla con 5 gradi sotto zero.

Un film consigliato soprattutto a chi vorrebbe morire perché fisso sulla sedia a rotelle, ma ancora aspetta la legalizzazione dell’eutanasia.

VOTO:
2 paraplegici

Natale a Miami (2005) Voto

Titolo originale: Natale a Miami
Regia: Neri Parenti
Anno: 2005
Durata: 100 minuti