The Congress (2013)

Abbiamo visto il film con Robin Wright psichedelica pim pum pam.

Si parla di:
Cancelli automatici, Prime impressioni, droghe allucinatorie, Trama, personaggi di Plastica in Rogue One, Harvey Keitel narratore, Paura, Critica alla società contemporanea, la Ricerca della Felicità, fabbriche in Bangladesh, cambio d’Operatore, Sean Penn pezzo di merda, il Mezzo è il Messaggio, Petti bonghi, Musiche, Pubblico di riferimento, corse Verso l’ovulo, Votazioni e Ari Folman Ari Oh.

Titolo originale: The Congress
Regia: Ari Folman
Anno: 2013
Durata: 122 minuti
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Oceania (2016)

La giovane polinesiana Moana prova un’irresistibile attrazione verso padre oceano entro il quale si vuole ficcare e fondere in un idillio orgiastico di bollicine spumeggianti dalle quali emerse in tempi remoti la vita sulla terra grazie alla forza generatrice di Te Fiti, montagna vulcanica rigogliosamente smeralda che, privata del suo cuore pulsante dal semi-dio Maui, si è ora tramutata in potenza distruttrice la quale troverà pace solo quando le verrà restituito il prezioso scomparso.

Compito di Moana sarà riportare la suddetta pace nel petto della potente dea della vita coadiuvata, in quest’avventura on the road, da un pollo deficiente e il semi-dio Maui di cui prima.

Oceania (2016)

Film progressista americano che, nella foga di fare copiose pugnette a questo o a quella nella vana speranza di accaparrarsi un pubblico allo stesso tempo sia generalista che attento alle tematiche delle minoranze, finisce per perdere di vista il nodo centrale di ogni opera cinematografica e cioè: non annoiare.

Sì, nonostante i buoni intenti femministi ed un impianto narrativo che non fa una piega, mi sono un po’ rotto le palle.

VOTO:
3 palle

Oceania (2016) voto

Titolo originale: Moana
Regia: Ron Clements e Don Hall
Anno: 2016
Durata: 107 minuti

Vampires (1998)

Un agguerritissimo drappello di giustiziatori di vampiri sponsorizzati e finanziati dal Vaticano stanno facendo una delle loro spedizioni punitive fasciste nel New Mexico quando vengono decimati da un potente Vampiro Capo il quale si rivela poi essere l’origine del tutto e cioè un prete che nel medioevo fu sottoposto ad un esorcismo che lo rese (quasi) immortale.
Ora Valek, questo il nome del maledetto ex ecclesiastico, cerca una croce sacra che servirà a completare il rito che lo renderà immune ai raggi solari e gli permetterà quindi di camminare magnificamente tra i vivi come la grande diva che cova dentro.

Di mezzo però ci si mettono James Woods, Daniel Baldwin, un giovane prete ex calciatore e una non meglio identificata prostituta vampira in fieri i quali cercheranno di stoppare i piani diabolici Valekiani per smascherare così l’ipocrisia della macchina infernale chiamata Vaticano.

Vampires (1998)

Straordinario film vampiresco che, nonostante abbia incassato bene al botteghino e possa considerarsi l’unico vero successo commerciale anni ’90 del caro Carpenter, rimane ancora sconosciuto ai più probabilmente per la sua natura ambivalente ferma al crocevia di un genere spesso bistrattato come l’horror, un umorismo nero quasi nichilista e una sana critica alla Chiesa Cattolica che non fa(rebbe) mai male.

Percorrendo una storia certamente semplice, e per l’andamento lineare e per la tematica tutto sommato popolare, l’intreccio rimane però divertente, non scontanto e soprattutto lungi dallo scadere nel manicheo.
Da questa melma fatta di sangue e merda infatti nessuno ne esce lindo e pinto: dal prete che si fa le birrette in una stanza piena di mignotte desnude sotto gli occhi dello sceriffo locale, al sistema ecclesiastico che pensa soltanto a coprire malamente tutti gli innumerevoli errori in cui cade, passando per una pietosa serie di anti-eroi dal cuor nero.
A tratti sembra, più che altro, di assistere alla corrida degli stronzi, una simpatica competizione al ribasso senza nessun vincitore morale.

VOTO:
4 vincitori morali

Vampires (1998) voto

Titolo originale: John Carpenter’s Vampires
Regia: John Carpenter
Anno: 1997
Durata: 108 minuti

Fuga da Los Angeles (1996)

Snake è tornato e questo volta deve recuperare un aggeggino di merda grande come un walkie talkie che permette lo spegnimento di ogni apparecchio elettronico del mondo.
Siccome la figlia del fondamentalista cattolico presidente degli Stati Uniti ha portato questo freschetto di merda nella città di Los Angeles che, come New York del primo capitolo, è ora una prigione a cielo aperto e lo ha dato ad un pazzo con manie dittatoriali tristemente somigliante al comandante Che Guevara vestito di rosa è ora compito di Plissken infiltrarsi tra le linee nemiche, riacchiappare lo spegni-roba e riportare le chiappe indietro per l’ora di cena.

Fuga da Los Angeles (1996)

Roboante e chiassoso remake più che sequel del bel Escape from New York che 15 anni prima aveva lanciato la carriera di Carpenter verso il grande pubblico.
Questa volta invece il pubblico non ha gradito e ha risputato in faccia al mittente un prodotto certamente tralasciabile per molti versi e purtroppo non sufficientemente divertente per gli intenti satirici che chiaramente si era proposto, ma che comunque riesce a rigirare il classico impianto da blockbuster per tramutarlo in un carrozzone fantasioso su cui girano una Pam Grier col vocione da travestito e Peter Fonda surfista pazzo.

Non è un’opera eccelsa, ma ‘sti cazzi non ce li metti?

VOTO:
2 tavole da surf e mezza

Fuga da Los Angeles (1996) voto

Titolo originale: Escape from L.A.
Regia: John Carpenter
Anno: 1996
Durata: 101 minuti

Captain Fantastic (2016)

Abbiamo visto il film con Viggo Mortensen hipster vedovo nudo.

Si parla di:
Siri e Kaptèin Fantastìk, Matt Ross frocio nel bagno, Trama, Film anticapitalisti girati con telecamere di plastica, Amish e motori / gioie e dolori, Prime impressioni, Regista hipster, Incongruenti coerenze filmiche, una differente Filosofia di vita, un colpo al Cerchio e una alla Botte, Fotografia, Prove attoriali e peni attoriali, Bambini bravi bravi, Pubblico di riferimento, Votazioni, un Segreto incoffessabile, cosa abbiamo fatto l’Estate scorsa, QwErTy e 10 minuti di Applausi.

Titolo originale: Captain Fantastic
Regia: Matt Ross
Anno: 2016
Durata: 118 minuti
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Rogue One (2016)

Abbiamo visto il film con i ribelli che rubano le planimetrie della Morte Nera per denunciare un abuso edilizio.

Si parla di:
Ricerca dei biglietti, Prime impressioni, Trama, Protagonista femminile, Cast multietnico, Peter Cushing e Carrie Fisher digitali, Fan service, Musiche, Rovazzi antisemita, Felicity Jones anticarismatica, lo Jedi cieco, il Regista, lo Sceneggiatore, American Pie, il Sacrificio personale per un Ideale, Militari a Roma come Stormtroopers imperiali, il Fascismo montagna di Merda, Universo Star Wars espanso, Cose belle, Darth Vader, Parapetti maledetti, Messa in scena realistica e sporca, World War Pepsi,
un Film fatto col Cuore, Cose negative, Pubblico di riferimento, Votazioni e benedizioni Jedi.

Titolo originale: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Anno: 2016
Durata: 134 minuti
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Natale a Miami (2005)

Giorgio Bassi è disperato dopo essere stato lasciato dalla moglie Daniela e cerca quindi conforto tra le braccia del suo grande amico Mario; quello che non sa è che sua moglie lo ha tradito proprio con costui.
Al contempo, in quel floridaneo di Miami, tre ragazzi borghesi vogliono fare la vacanza dell’emancipazione adolescenziale tra belle ragazze e spiagge da mozzafiato, ma hanno fatto i conti senza l’oste e cioè Ranuccio Ghisa, padre di uno del trio, il quale sembra intenzionato a tornare giovine e fare le bravate, anche se solo per pochi giorni, dopo essere stato lasciato dalla moglie per una naturopatista lesbica.

Tra una serie interminabile di rocambolesche situazioni comiche e parecchi drammi amorosi, questa simpaticissima commedia degli equivoci troverà il suo lieto fine nell’assassinio senza pietà di Christian De Sica e Massimo Boldi ai quali verranno disperatamente mangiati i coglioni prima d’essere fatti brutalmente a pezzi.

Natale a Miami (2005)

Quest’avvincente storia d’amore e morte ambientata in suolo americano si snoda magistralmente lungo un intreccio narrativo eccezionale entro il quale trovano forma e spazio tanti personaggi ben delineati nella loro effimera esistenza caricaturale.
Come se non bastasse poi la punteggiatura continua di bellezze femminee alimenta il già poderoso orgoglio italico di una vita vissuta al massimo e tirata su nel naso come fosse cocaina tagliata col gesso usato per il bue del presepe nel quale trovano posto anche l’asinello coglioncello, San Giuseppe tutto tette, la Madonna senza gonna e quel porco dannato in eterno di cristo bambino cacasotto senza culla con 5 gradi sotto zero.

Un film consigliato soprattutto a chi vorrebbe morire perché fisso sulla sedia a rotelle, ma ancora aspetta la legalizzazione dell’eutanasia.

VOTO:
2 paraplegici

Natale a Miami (2005) Voto

Titolo originale: Natale a Miami
Regia: Neri Parenti
Anno: 2005
Durata: 100 minuti

Alex l’ariete (2000)

Alex è un carabiniere testa di cuoio testa di cazzo che, per salvare un neonato finito in mezzo ad una sparatoria con dei trafficanti di mitragliatrici nascoste dentro delle bare, si fa sospendere dal Gruppo di Intervento Speciale e finisce a prestare servizio per circa 5 ore in un paesino montanaro in cui riesce a fare il provolone con una fica da via Monte Napoleone subito dopo aver consumato il suo primo pasto in paese, un risotto di cui si fa menzione ben 3 volte ma che non appare mai.

Scoccata la sesta ora viene convocato d’urgenza per una missione speciale e molto segreta: accompagnare una ragazza col disturbo borderline, di cui non si fa mai menzione ma che traspare per tutta la durata del film (e della vita privata di Michelle Hunziker), fino a Roma per rispondere ad una (falsa) accusa di omicidio.

Tra i due nascerà subito un’impossibile storia d’amore e odio che può essere spiegata unicamente con un forte desiderio di complementarità: lei insegnerà a lui la misteriosa arte della conversazione mentre lui mostrerà a lei come si può mantenere la stessa espressione (imbecille) anche per parecchi minuti di fila.

Alex l'ariete (2000)

L’abominevole storia odi et amo tra un tortellino bolognese di 90 chili e una coltellata svizzera in bocca prende qui le sembianze di uno dei più bei film della storia del cinema.

Ovviamente sto scherzando: l’unica cosa salvabile in un quest’orribile sceneggiato da Rete Oro è l’irresistibile comicità involontaria che sgorga copiosa da ogni mostruosa inquadratura, ogni urlo di Michelle, ogni frase smozzicata di Alberto, ogni buco di sceneggiatura grande come la fossa delle Marianne.

Bisogna però ammettere che la Hunziker fa quello che può con una storia da Bim bum bam mentre Tomba fa quello che può con un cervello da ritardato.

VOTO:
2 razziatrici di tombe e mezza

Alex l'ariete (2000) voto

Titolo originale: Alex l’ariete
Regia: Damiano Damiani
Anno: 2000
Durata: 122 minuti

Sausage Party: Vita segreta di una salsiccia (2016)

In un tranquillo supermarket americano, il würstel Frank crede nell’aldilà: un mitico posto dove tutti vivono felici e al quale si può accedere solo quando un essere umano ti mette in busta e ti porta a casa sua.

Quello che lui e tutti gli altri festosi alimenti ignorano è come gli umani siano degli esseri abominevoli che usano, corrompono e buttano ogni oggetto capiti loro sottomano e che l’adilà non sia altro che una stupida menzogna inventa per calmare il popolo ignorante di fronte al suo ineluttabile destino di morte ed oblio.

Sausage Party: Vita segreta di una salsiccia (2016)

Sulla falsariga di un cartone irriverente come Shrek, aggiornata però nei modi e nel linguaggio agli indecenti anni nei quali uno stronzo qualunque si può aprire un blog sul cinema per sputare bestemmie su calunnie verso questa o verso quella cosa che gli garba oppure meno, questo film d’animazione usa tutti gli stereotipi e le stupidaggini possibili per far leva sul piccolo qualunquista che dimora in ognuno di noi il quale si diverte molto quando viene soddisfatto nei suoi bisogni più impellenti e bestiali, tipo bere e cacare.

VOTO:
3 merde e mezza

Sausage Party: Vita segreta di una salsiccia (2016) voto

Titolo originale:  Sausage Party
Regia: Greg Tiernan, Conrad Vernon
Anno: 2016
Durata: 89 minuti

Alla ricerca di Dory (2016)

Dopo aver attraversato l’Oceano Pacifico per salvare Nemo, Marlin deve aiutare Dory ad attraversare l’oceano per ritrovare i genitori di lei.
La smemorata e il rompicazzi attraverseranno quindi territori ostili (ancora), si troveranno faccia a faccia con degli esseri umani (ancora) e faranno la conoscenza di numerose creature dal piglio un po’ simpatico e un po’ coglionazzo (ancora).

Quello che non si è capito è quanto (ancora) denaro si può tirar fuori dalle solite 2 o 3 idee family friendly con strizzatina d’occhio al pubblico adulto.

Alla ricerca di Dory (2016)

Molto carino, molto ben fatto, molto simpatico, molto commovente, molto molto molto quello che cazzo te pare; però perché ci dobbiamo sempre vedere i sequels?
Quale malsana passione cova la natura umana per la ripetizione, la reiterazione di schemi già visti, già collaudati?
Qual è la molla che spinge ad apprezzare una linea retta invece che un incavo di confusi rami narrativi inesplorati?

Ma soprattutto:
quanto velocemente si può proferire una bestemmia?

VOTO:
3 incavi e mezzo

Alla ricerca di Dory (2016)

Titolo originale: Finding Dory
Regia: Andrew Stanton, Angus MacLane
Anno: 2016
Durata: 97 minuti

Spectre (2015)

Dopo innumerevoli peripezie e non poche scelleratezze nei 3 precedenti capitoli, James Bond riesce a raggiungere la segreta cupola dalla quale il melefico mastro di chiavi tira le file del mondo, uccidendo chiunque gli si pari contro e architettando una vita di merda per la nostra spia britannica.
Stiamo ovviamente parlando della Spectre e del suo capoccia, Ernst Stavro Blofeld, noto come Franz Oberhauser prima che uccidesse suo padre e fingesse la propria morte roso com’era dall’invidia per il ragazzino adottato per un paio d’inverni dal suo genitore.

E indovina chi era questo moccioso?

James e Franz dovranno quindi finalmente risolvere le loro divergenze affettive prima che queste conducano ad una guerra nucleare mondiale; nel frammentre James seduce un paio di donne… tanto per ristabilire che lui non è frocio come tutti segretamente pensano vista la sua insana passione per le pistole e le macchine sportive.

Spectre (2015)

Capitolo volta pagina per Bond, il quale giunge qui ad una maturità più consona all’immaginario classico al quale il pubblico era forse abituato.
Messe in banca una sequenza iniziale mozzafiato e assolutamente perfetta sotto ogni punto di vista e parecchie scene d’azione girate, montate e sonorizzate ad altissimi livelli, questo 24esimo capitolo soffre un po’ sul versante storia, abbastanza inverosimile e decisamente tirata per le orecchie col solo scopo di cucire tutti i lembi lasciati insoluti fino ad ora entro uno schema sì collaudato da decenni di cinematografia seriale ma comunque rispecchiante una formula fiacca e prevedibile per gli standard odierni.

D’altra parte le macchine zin zin sul lungotevere di Roma faranno smuovere le palle di parecchi impotenti mentre le seducenti scene erotiche tra delle esotiche tette ambulanti e un ciocco di legno inglese faranno svenire più di una nobildonna.

L’unica cosa che un po’ lascia l’amaro in bocca e che ovviamente viene sempre glissata dalla critica mainStream/mainMerda è l’aggiornamento al terzo millennio del classico colonialismo britannico: con l’europeo super uomo che gira il (terzo) mondo, forte dei suoi dindini, spargendo sangue su ogni uomo cattivo e il suo seme in ogni fregna che trova in ogni benedetto paese straniero che visita, paesi verso i quali James non prova il benché minimo interesse né tantomeno rispetto.

Notato niente, voi critici mainMerda?
Ma come cazzo li guardate i film?
Coi paraocchi?

VOTO:
4 paraocchi

Spectre (2015) voto

Titolo originale: Spectre
Regia: Sam Mendes
Anno: 2015
Durata: 148 minuti