Alla ricerca di Dory (2016)

Dopo aver attraversato l’Oceano Pacifico per salvare Nemo, Marlin deve aiutare Dory ad attraversare l’oceano per ritrovare i genitori di lei.
La smemorata e il rompicazzi attraverseranno quindi territori ostili (ancora), si troveranno faccia a faccia con degli esseri umani (ancora) e faranno la conoscenza di numerose creature dal piglio un po’ simpatico e un po’ coglionazzo (ancora).

Quello che non si è capito è quanto (ancora) denaro si può tirar fuori dalle solite 2 o 3 idee family friendly con strizzatina d’occhio al pubblico adulto.

Alla ricerca di Dory (2016)

Molto carino, molto ben fatto, molto simpatico, molto commovente, molto molto molto quello che cazzo te pare; però perché ci dobbiamo sempre vedere i sequels?
Quale malsana passione cova la natura umana per la ripetizione, la reiterazione di schemi già visti, già collaudati?
Qual è la molla che spinge ad apprezzare una linea retta invece che un incavo di confusi rami narrativi inesplorati?

Ma soprattutto:
quanto velocemente si può proferire una bestemmia?

VOTO:
3 incavi e mezzo

Alla ricerca di Dory (2016)

Titolo originale: Finding Dory
Regia: Andrew Stanton, Angus MacLane
Anno: 2016
Durata: 97 minuti

Spectre (2015)

Dopo innumerevoli peripezie e non poche scelleratezze nei 3 precedenti capitoli, James Bond riesce a raggiungere la segreta cupola dalla quale il melefico mastro di chiavi tira le file del mondo, uccidendo chiunque gli si pari contro e architettando una vita di merda per la nostra spia britannica.
Stiamo ovviamente parlando della Spectre e del suo capoccia, Ernst Stavro Blofeld, noto come Franz Oberhauser prima che uccidesse suo padre e fingesse la propria morte roso com’era dall’invidia per il ragazzino adottato per un paio d’inverni dal suo genitore.

E indovina chi era questo moccioso?

James e Franz dovranno quindi finalmente risolvere le loro divergenze affettive prima che queste conducano ad una guerra nucleare mondiale; nel frammentre James seduce un paio di donne… tanto per ristabilire che lui non è frocio come tutti segretamente pensano vista la sua insana passione per le pistole e le macchine sportive.

Spectre (2015)

Capitolo volta pagina per Bond, il quale giunge qui ad una maturità più consona all’immaginario classico al quale il pubblico era forse abituato.
Messe in banca una sequenza iniziale mozzafiato e assolutamente perfetta sotto ogni punto di vista e parecchie scene d’azione girate, montate e sonorizzate ad altissimi livelli, questo 24esimo capitolo soffre un po’ sul versante storia, abbastanza inverosimile e decisamente tirata per le orecchie col solo scopo di cucire tutti i lembi lasciati insoluti fino ad ora entro uno schema sì collaudato da decenni di cinematografia seriale ma comunque rispecchiante una formula fiacca e prevedibile per gli standard odierni.

D’altra parte le macchine zin zin sul lungotevere di Roma faranno smuovere le palle di parecchi impotenti mentre le seducenti scene erotiche tra delle esotiche tette ambulanti e un ciocco di legno inglese faranno svenire più di una nobildonna.

L’unica cosa che un po’ lascia l’amaro in bocca e che ovviamente viene sempre glissata dalla critica mainStream/mainMerda è l’aggiornamento al terzo millennio del classico colonialismo britannico: con l’europeo super uomo che gira il (terzo) mondo, forte dei suoi dindini, spargendo sangue su ogni uomo cattivo e il suo seme in ogni fregna che trova in ogni benedetto paese straniero che visita, paesi verso i quali James non prova il benché minimo interesse né tantomeno rispetto.

Notato niente, voi critici mainMerda?
Ma come cazzo li guardate i film?
Coi paraocchi?

VOTO:
4 paraocchi

Spectre (2015) voto

Titolo originale: Spectre
Regia: Sam Mendes
Anno: 2015
Durata: 148 minuti

Quantum of Solace (2008)

Dopo aver sbancato il casino nel precedente capitolo, James Bond cerca di lavarsi la coscienza da tutto il sangue e tutte le impennate con la moto sui tetti di mezzo terzomondo cercando di sventare la cessione delle risorse idriche boliviane ad un dittatore destrorzo in combutta con la CIA, i servizi segreti americani sempre alla ricerca di un modo illegale per strappare di mano il potere alle democrazie socialiste visto che le democrazie socialiste in genere strappano di mano alla CIA l’egemonia politico-economica dei loro rispettivi paesi.

Quantum of Solace (2008)
qualcuno invece levi di mano l’alcol a Bond

Secondo gradevole episodio nella rivampata cinematografica dell’agente segreto più famoso del primo mondo.
Questa volta si vira sul politico e ci si ritrova inaspettatamente a vedere un blockbuster dall’anima progressista con una spia assassina mossa da buoni sentimenti che tenta di salvare i contadini boliviani dalla siccità artificiale prodotta da un’organizzazione semi-illegale priva di scrupoli e no, non sto parlando della CIA ma della Quantum, ramo d’azienda della più famosa Spectre.

Tutto questo mentre Giancarlo Giannini viene gettato violentemente in un cassonetto dell’immondizia dopo essere stato pestato a sangue.

Fior di sangue per Giancarlo.
Fior di sangue !!

VOTO:
4 Evo Morales

Quantum of Solace (2008) voto

Titolo originale: Quantum of Solace
Regia: Marc Forster
Anno: 2008
Durata: 106 minuti

Casino Royale (2006)

L’agente segreto di sua lestofante maestà la regina d’Inghilterra, James Bond, è stato da poco promosso al rango “00” e già comincia a dare svariati ripensamenti al capo dell’MI6 per la sua condotta sconsiderata e macista.
Presto però il nostro eroe dei 2 mondi abbandonerà la sconsideratezza, mantenendo invece il macismo che lo contraddistingue per tutta la serie, e aiuterà a sgominare la banda bombarola di un riciclatore albanese di soldi sporchi appartenenti a vari signori della guerra terzomondista imbarcandosi in delle corse folli da acrobata del circo e una (de)fibrillante partita a poker al Casino Royal in Montenegro mentre Eva Green se lo guarderà con famelica passione.

Casino Royale (2006)

Ritorno in grande stile per la spia più famosa del mondo e completo reset di una storia oramai decennale virata questa volta verso l’azione pura e la performance fisica andando però ad intaccare molto poco la presenza scenica e le caratteristiche del famoso agente inglese.
Indubbiamente si è voluto rompere con certi schemi classici, vedi la risposta sprezzante di Bond quando gli viene chiesto se il martini vodka lo vuole girato o shakerato, ma si è comunque mantenuto il classico impianto da colonialismo soft da fine ventesimo secolo con l’intrepido e valoroso bianco che fa il giro del mondo negroide portando l’ordine costituito a tutti quegli esseri umani a cui il troppo sole ha dato alla testa.

Un bellissimo film che ti trasporta senza sforzo in giro per il mondo a vedere ed ammirare la vita della classe dominante quindi e, se preso per quello che è e cioè divertimento senza troppo intelletto, una pellicola consigliata anche a chi si era affezionato al Bond classico.

VOTO:
5 classi dominanti

Casino Royale (2006) voto

Titolo originale: Casino Royal
Regia: Martin Campbell
Anno: 2006
Durata: 144 minuti

Swiss Army Man (2016)

Hank è un povero naufrago bloccato su una minuscola isola del Pacifico; vista l’impossibilità di un fuga e la più che reale prospettiva di una lenta morte per sete e fame, Hank ha deciso quindi di suicidarsi con una corda al collo.
Ad interrompere il suo tragico epilogo arriva però Manny, un cadavere ben vestito portato a riva dalle onde, che si rivelerà essere un gran compagno di avventure, un buon amico e un eccezionale tuttofare, da cui il titolo L’uomo coltellino svizzero.

Swiss Army Man (2016)

Questo film è proprio strano: partendo dal presupposto assurdo di un cadavere semovente e portato avanti da una coppia d’attori in gran forma sul filo di una lama narrativa totalmente astrusa e chiaramente al servizio di una scelta stilistica volutamente stramba e per questo difficile da giudicare univocamente, Swiss Army Man è una favola simbolica il cui significato sembra sfuggire ogni volta lo si raggiunge con un dito.

Hank è pazzo? Dove ha passato gli ultimi mesi? Dove ha trovato il cadavere? Quanto del film è avvenuto esclusivamente nella sua mente e quanto invece ha un fondamento di verità?
Tutte domande che i due autori vogliono lo spettatore si ponga, e non importano le risposte; quello che conta è non essere passivi recettori di un’opera, ma essere fruitori e portatori stessi del senso ultimo… un po’ come lo stecchito Manny.

VOTO:
4 cadaveri ambulanti e mezzo

Swiss Army Man (2016) voto

Titolo originale: Swiss Army Man
Regia: Daniel Kwan, Daniel Scheinert
Anno: 2016
Durata: 97 minuti

Il sapore della ciliegia (1997)

Un uomo si aggira disperatamente col suo fuoristrada per le aride colline rocciose alla periferia di Teheran; quello che cerca è una persona che venga a dargli degna sepoltura la mattina seguente, quando avrà compiuto il grande passo suicidandosi con una massiccia dose di sonniferi.
Lungo il suo doloroso cammino a quattro ruote il signor Badii fa la conoscenza di soldati kurdi, seminaristi afgani e vecchi azeri, persone profondamente reali e tutte cariche di un’umanità insormontabile proprio come la ferrea volontà di un uomo la cui ultima decisione è affrettare la sua dipartita dal regno dei vivi.

Il sapore della ciliegia (1997)

Emozionante film minimalista iraniano tutto giocato sul non detto e sulla fruttifera pazienza.
Infatti, come il protagonista sembra ormai deciso a tirare la corda e farla finita, anche la macchina da presa tira fortissimamente per la giacca l’attenzione dello spettatore medio con interminabili piani sequenza, e dei personaggi all’interno del veicolo e del veicolo stesso che, simbolicamente perduto in mezzo a sassi e polvere, percorre continuamente gli stessi sentieri senza trovare una vera via di fuga ricreando quindi per lo schermo il labirintico viaggio emotivo del signor Badii.

Un film decisamente per palati fini, nonostante sia di una semplicità disarmante.

VOTO:
4 palati e mezzo

Il sapore della ciliegia (1997) voto

Titolo originale: طعم گيلاس
Regia: Abbas Kiarostami
Anno: 1997
Durata: 95 minuti

Suxbad – Tre menti sopra il pelo (2007)

E’ l’ultimo giorno di liceo per Seth ed Evan e il loro unico pensiero è riuscire ad intingere il biscotto; dopo anni di pasti a base di patatine fritte e cream caramel alla mensa scolastica e una serie di mattinate inutili dentro una scuola che ti rifila classi su come fare i tiramisù (sarà per questo che c’hanno la fissa del biscotto) è ora di spiccare il volo e indebitarsi fino al collo per prendersi una laurea del cazzo prima di parcheggiare i loro sogni di giovinezza dietro una scrivania in finta radica, se ti va bene.

Suxbad - Tre menti sopra il pelo (2007)
sublimo col cazzo la mia impotenza intellettuale

Una volta tanto il titolo italiano, snaturando comunque quello originale, coglie nel segno il sentimento fondamentale di una pellicola in piena fase fallica con passi falsi in quella anale mentre l’unica reazione possibile per uno spettatore con un minimo di cervello è restare nella fase refrattaria e negarsi quindi con tutte le forze a questo vero e proprio stupro delle coscienze.

Fottiti Seth Rogen.
Fottiti Evan Goldberg.
Fottetevi.

VOTO:
2 patatine fritte

Suxbad - Tre menti sopra il pelo (2007) voto

Titolo originale: SuperBad
Regia: Greg Mottola
Anno: 2007
Durata: 113 minuti

Over the Garden Wall (2014)

Wirt e Greg si sono persi in un bosco incantato e stanno cercando disperatamente la via di casa; purtroppo quello che trovano sono personaggi folli, situazioni al limite e un mostro oscuro chiamato la Bestia.

Tra animali parlanti, la triste titubanza di Wirt e la positiva spensieratezza di Greg, la compagine procede a passi incerti lungo sentieri ignoti, ma la strada è in salita: più i due giovani fratelli si impegnano in questo disperato ritorno omerico e più sembrano perdersi tra le nebbie di un cartone animato molto strano.

Ce la faranno a tornare a casa per dare due botte a Penelope che in mezzo ai Proci non è che se la spassi poi tanto?

Over the Garden Wall (2014)

Sorprendente cartone dalle tinte tenui eppure brune come l’anima de li mortacci loro che, nonostante non riesca ad elevarsi troppo oltre l’ottimo materiale di riferimento a disposizione (favole centro-europee, cinema muto, Mark Twain e chi più ne ha più ne metta), centra comunque il bersaglio col suo stile solo a prima vista semplicione e invece angosciante come la negazione della vista delle vere sembianze della Bestia.

L’episodio più bello è sicuramente il secondo: un misto tra Children of the CornThe Wicker Man.

VOTO:
4 Bestie

Over the Garden Wall (2014) voto [Carlo Gubitosa]

Titolo italiano: Avventura nella foresta dei misteri
Creatore: Patrick McHale
Anno: 2014
Durata: 10 episodi da 11 minuti

30 Minutes or Less (2011)

Un ragazzo dalle basse aspettative campa male consegnando pizze.

Due folli scapestrati gli faranno cambiare prospettiva sul suo futuro quando gli metteranno addosso una bomba radiocomandata minacciando di farla esplodere se il ragazzo dalle basse aspettative non rapinerà una banca e consegnerà loro 100mila verdoni.

30 Minutes or Less (2011)

Film abbastanza divertente dallo stesso regista di Zombieland che però qui sembra arrancare tra una comicità sbrodolona e un registro un po’ angosciante.

Vista la scusante della bomba ad orologeria si procede velocemente a passi forzati dentro una sporca giostra dai colori un po’ spenti lasciando qua e là dei pezzi di sceneggiatura non ben delineati come la ragazza dalle alte aspettative del ragazzo dalle basse aspettative, ma la macchina riesce comunque ad arrivare al traguardo portando a casa una qualificazione strappata coi denti.

Non è il massimo, ma c’è molto di peggio.
Titoli di coda con sorpresa.
Basato su una vera tragica storia.

VOTO:
3 sorprese

30 Minutes or Less (2011) voto

Titolo originale: 30 Minutes or Less
Regia: Ruben Fleischer
Anno: 2011
Durata: 83 minuti
Compralo: https://amzn.to/3fZJ5Zv

Mississippi Grind (2015)

Un giocatore d’azzardo incallito e fallito incontra una sera il suo alter ego: un giovane che gioca e vince perché non gliene frega un cazzo di vincere.

Sbocciata un’insolita amicizia, Gerry il fallito e Curtis l’eudemonico decidono di intraprendere un viaggio della speranza verso i casino di New Orleans e dare così una svolta alle loro vite più o meno del cazzo.
Purtroppo la cocciuta cecità di Gerry di fronte alle vittorie e la sua mania di osare come Iannone di CasaPound metterà più di un bastone tra le ruote del carro della Madonna in processione che Curtis sta faticosamente spingendo verso sud.

Mississippi Grind (2015)
Iannone è un coglione?

Impeccabile dramma sulle tristezze umane da tavoli verdi, Mississippi Grind è il classico esempio di come un film, nonostante abbia dalla sua delle interpretazioni ottime (con un Reynolds in forma smagliante e un Mendelsohn affettuosamente patetico) e una regia puntuale come poche, non riesca però a distinguersi particolarmente nella marea di film buoni che circolano per il mondo per via di una storia bella ma non eccezionalmente unica e una risoluzione finale moscia e tutto sommato inconcludente.

Non siamo di fronte ad un film brutto, semmai il contrario; è solo che la vita è corta e c’è molto di meglio in giro.

VOTO:
3 meglio

Mississippi Grind (2015) voto

Titolo originale: Mississippi Grind
Regia: Anna Boden e Ryan Fleck
Anno: 2015
Durata: 108 minuti

The Legend of Tarzan (2016)

Il 22 marzo del 2016 tre terroristi si sono fatti esplodere a Brussels, uccidendo 35 persone e ferendone circa 300.
Grande indignazione ne è seguita e molti hanno come al solito invocato la rappresaglia di fronte a questi attacchi suicidi nel cuore di una nazione pacifica e inoffensiva come il Belgio.
E allora analizziamolo quest’inoffensivo Belgio, anche grazie a film come The Legend of Tarzan.

Tra il 1885 e il 1908 il re belga Leopoldo II riuscì nella folle impresa di assoggettare sotto il suo personale controllo una larga fetta d’Africa ribattezzata poi molto poco ironicamente Stato Libero del Congo.
Sotto questo dominio incontrollato fondato sullo sfruttamento delle risorse naturali congolesi come minerali, avorio e gomma, milioni di africani furono uccisi e altrettanti torturati e mutilati.
Infatti, visto che il mancato raggiungimento della quota mensile di gomma comportava il mozzamento della mano destra degli schiavi congolesi, ben presto si creò un assurdo commercio di mani tra i soldati di sua maestà i quali potevano usarne cesti interi per vedersi ridotto il periodo di leva oppure vendere al mercato nero le munizioni per una spedizione punitiva semplicemente portando indietro mani di persone che non c’entravano nulla con tale missione.
E tutto questo solo per accumulare ricchezza monetaria.
Una follia del nostro passato prossimo insomma, che però tanti in Europa hanno fatto presto a dimenticare.

Meno male però che c’è Tarzan il quale, come i suoi amici elefanti, non dimentica mai e la farà pagare cara ai soldati belgi.

The Legend of Tarzan (2016)
teste di cazzo in divisa

Film uscito un po’ in sordina nel periodo estivo e che invece val bene una messa visto il messaggio, seppur affrontato in maniera semplice e manichea, dell’anticolonialismo e dell’importanza del riconoscimento della ricchezza naturale e culturale dell’Africa pre-coloniale.

Spezzato dalla critica che invece approva quella cacata misogina e razzista di Ghostbusters 2016, The Legend of Tarzan è certo rivolto ad un pubblico un po’ più semplicione dell’intellettuale con la puzza sotto il naso; però, visto che più spesso che mai lo stesso intellettuale non manca di cambiarsi la foto profilo Facebook con la bandierina del paese europeo ex-colonialista nel quale delle persone (seppure in maniera scellerata e disorganizzata) hanno ricordato giustamente con una bomba che la pax europea è stata costruita sulle ceneri del resto del mondo, forse allora un ripassino da scuola elementare farebbe bene anche a questo hipster smemorato, magari tra un’apericena in centro e una visita dal barbiere per rifarsi i baffi alla Leopoldo II.

VOTO:
3 baffi hipster e mezzo

The Legend of Tarzan (2016) voto

Titolo originale: The Legend of Tarzan
Regia: David Yates
Anno: 2016
Durata: 110 minuti