The Greasy Strangler (2016)

Big Brayden è un infantile eunuco pelato col cazzetto senza speranza alcuna di redenzione che vive assieme a suo padre Big Ronnie, un bestiale figlio di puttana super dotato che non prova alcun sentimento per il figlio mentre convoglia un’insaziabile passione per il lardo col quale ricopre non solo il cibo ma anche se stesso prima di uscire la sera per andare a strangolare chi ha avuto l’audacia di fargli rodere il culo.

Bella premessa, eh?

The Greasy Strangler (2016)

Un film assurdo, sotto ogni punto di vista.

Se non fosse per un generale senso d’inconcludenza di tutta la trama che, nonostante racconti un semplice rapporto padre figlio attraverso la lente dell’eccesso e dell’assurdo, non sembra poi andare da nessuna parte, si potrebbe pure gridare al miracolo.

Sì perché, nel panorama patinato e perfettino del cinema aristotelico, fa veramente piacere ogni tanto vedere (o dovrei dire subire) una serie interminabile e formidabile di follie strappa risate che riusciranno a innervosire gran parte del pubblico di merda che si ostina a voler vedere film come fossero un semplice passatempo.

Se hai voglia di passare il tempo, masturbati.

VOTO:
4 Big Ben

The Greasy Strangler (2016) voto

Titolo originale: The Greasy Strangler
Regia: Jim Hosking
Anno: 2016
Durata: 93 minuti

White Zombie (1932) [Full Movie HD]

A young man turns to a witch doctor to lure the woman he loves away from her fiancé, but instead turns her into a zombie slave.

Director: Victor Halperin Writers: Garnett Weston (story), Garnett Weston (dialogue) Stars: Bela Lugosi, Madge Bellamy, Joseph Cawthorn

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Titolo orginale: White Ombie
Regia: Victor Halperin
Anno: 1932
Durata: 69 minuti

Triangle (2009)

Jess è una giovane madre sola con figlio autistico a carico.
Per staccare un po’ la spina dal tran tran di una triste vita di sberleffi in coppa alla nuca, decide di accettare la proposta di una gita di gruppo in barca da parte di Greg, un (altrettanto) giovane potenziale spasimante il quale vive su una barca da 20 metri assieme ad un 18enne fisicato senza mostrare il benché minimo segno di accettazione della propria sessualità.

Tutto sembra andare per il meglio quand’ecco che il manipolo di stolti vacanzieri viene colto in mezzo al mare da profonda e mirabile tempesta elettrica e vengono quindi costretti sulla pancia rovesciata dell’imbarcazione, consci della loro imminente ed estenuante morte.

Ad intortare la carte in tavole arriva però un enorme transatlantico, apparentemente disabitato di equipaggio e clientela, che presto si rivela essere stracolmo di mistero e sangue, come da migliore tradizione thriller.

Intrecci cervellotici si susseguono per il resto del film.

Triangle (2009)

Bella pellicola tutta giocata sui paradossi temporali che dalla sua ha sicuramente un’ottima regia, asciutta e dritta al punto quel tanto che basta, e una storia così ben congegnata che può essere tranquillamente rivista solo per il gusto di apprezzarne i tanti buoni dettagli.

Non siamo di fronte certo ad un capolavoro, e per obiettivi e per risultati, ma fossero tutti così i filmetti-spaventi potrei anche riconsiderare quella sopita idea di andare a piedi da qui a Rotterdam con in bocca un sasso dai bordi taglienti per scaraventarlo poi in testa alla prima suora che incontro appena varcate le mura cittadine.

Sì, lo so che non c’entra un cazzo, ma odio la chiesa e volevo dirlo.

VOTO:
4 suore

Triangle (2009) voto

Titolo originale: Triangle
Regia: Christopher Smith
Anno: 2009
Durata: 99 minuti

Autopsy (2016)

Il cadavere di una ragazza viene trovato semisepolto nello scantinato di una casa dentro la quale è avvenuta una carneficina inaudita fatta di gente massacrata male col sangue sui muri e compagnia bella.
Siccome il corpo di questa giovine non presenta segni identificativi né apparenti cause di morte, lo sceriffo locale decide di portare la ragazza al medico locale per chiarire cosa sia successo prima che la stampa vada a nozze con la misteriosa faccenda e cominci a fare domande su domande.
Sfiga vuole che la famiglia Tilden, padre e figlio che si occuperanno dell’esame medico sul corpo miracolosamente intatto della ragazza, scopre ben presto quanto la dipartita della giovine sia più misteriosa e cruenta di quanto sembri a primo acchitto e come i due si siano ficcati loro malgrado in una scia di sofferenza e punizione diabolica lunga svariati secoli.

Autopsy (2016)

Filmetto di spaventi che dalla sua ha certamente un’atmosfera particolare e delle buone interpretazioni, specialmente la giovane e immobile attrice-modella, ma che purtroppo finisce presto in vacca sozza e sfranta sui muri torti delle maledette periferie venete per via della solita, ripetitiva e francamente spregevole tendenza americana a tirare fuori dalle loro luride maniche le povere streghe.

E considerando il regista norvegese, io dico boh.

VOTO:
3 streghe

Autopsy (2016) voto

Titolo originale: The Autopsy of Jane Doe
Regia: André Øvredal
Anno: 2016
Durata: 86 minuti

Vampires (1998)

Un agguerritissimo drappello di giustiziatori di vampiri sponsorizzati e finanziati dal Vaticano stanno facendo una delle loro spedizioni punitive fasciste nel New Mexico quando vengono decimati da un potente Vampiro Capo il quale si rivela poi essere l’origine del tutto e cioè un prete che nel medioevo fu sottoposto ad un esorcismo che lo rese (quasi) immortale.
Ora Valek, questo il nome del maledetto ex ecclesiastico, cerca una croce sacra che servirà a completare il rito che lo renderà immune ai raggi solari e gli permetterà quindi di camminare magnificamente tra i vivi come la grande diva che cova dentro.

Di mezzo però ci si mettono James Woods, Daniel Baldwin, un giovane prete ex calciatore e una non meglio identificata prostituta vampira in fieri i quali cercheranno di stoppare i piani diabolici Valekiani per smascherare così l’ipocrisia della macchina infernale chiamata Vaticano.

Vampires (1998)

Straordinario film vampiresco che, nonostante abbia incassato bene al botteghino e possa considerarsi l’unico vero successo commerciale anni ’90 del caro Carpenter, rimane ancora sconosciuto ai più probabilmente per la sua natura ambivalente ferma al crocevia di un genere spesso bistrattato come l’horror, un umorismo nero quasi nichilista e una sana critica alla Chiesa Cattolica che non fa(rebbe) mai male.

Percorrendo una storia certamente semplice, e per l’andamento lineare e per la tematica tutto sommato popolare, l’intreccio rimane però divertente, non scontanto e soprattutto lungi dallo scadere nel manicheo.
Da questa melma fatta di sangue e merda infatti nessuno ne esce lindo e pinto: dal prete che si fa le birrette in una stanza piena di mignotte desnude sotto gli occhi dello sceriffo locale, al sistema ecclesiastico che pensa soltanto a coprire malamente tutti gli innumerevoli errori in cui cade, passando per una pietosa serie di anti-eroi dal cuor nero.
A tratti sembra, più che altro, di assistere alla corrida degli stronzi, una simpatica competizione al ribasso senza nessun vincitore morale.

VOTO:
4 vincitori morali

Vampires (1998) voto

Titolo originale: John Carpenter’s Vampires
Regia: John Carpenter
Anno: 1997
Durata: 108 minuti

The Exorcism of Emily Rose (2005)

Emily Rose, una 19enne americana cresciuta a pane e bibbia, comincia ad avere strani episodi isterici che lei attribuisce al demonio.
Dopo alcuni falliti tentativi psichiatrici, Emily e famiglia decidono di affidarsi alle cure del parroco locale il quale le somministra degli esorcismi che purtroppo a nulla valgono se non ad avvicinarla alla passione Cristo morto per i nostri peccati e risorto in gloria di Dio sempre sia lodato.

Purtroppo il mondo della società civile accusa presto il prete di omicidio colposo e porta il sacerdote di fronte ad una giuria di miseri mortali per giudicare l’operato del santo uomo che tanto aveva fatto per l’anima della giovane posseduta.

The Exorcism of Emily Rose (2005)
prete, aiutami

Film avvincente e carico di emozioni basato sulla vera storia della santa ragazza tedesca Anneliese Michel, morta nel 1976 per malnutrizione e disidratazione dopo un anno di esorcismi somministrati settimanalmente dal suo parroco assieme alla giusta dose di botte sui seni e sanguinari stupri fregna-culo che, come tutti noi sappiamo, sono molto cari alla chiesa cattolica.

Ah no, aspetta; mi sono sbagliato:

Questo è un film di merda adatto ad un pubblico di decerebrati da manicomio che credono ancora in rituali e credenze mistiche da notte dei tempi e che andrebbero processati tutti, dal prete di periferia fino al maledetto Papa, per crimini contro l’umanità: abominevoli sopprusi che questi uomini di fede e omosessualità repressa hanno spurgato come diarrea mista a sperma su gran parte del mondo occidentale, e non.

Anneliese infatti soffriva di epilessia e psicosi e l’ambiente circostante, fatto di stupidi bavaresi, ha di fatto alimentato le sue visioni mistiche portandola sempre più entro un circolo vizioso di brutalità e ingiustizia che l’ha letteralmente consumata fino a renderla l’ombra di sé stessa, un’ombra di 30 chili al momento del decesso.

Ora, siccome il potere della religione è ancora potente e tenta, nonostante l’assurdità della sua esistenza in un mondo tecnologizzato come quello in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere e crescere, di dettare legge dall’alto della sua schifosa morale medievale, sarebbe il caso che questo tipo di film (che tentano di sfruttare per un misero ritorno economico sia la passione per l’orrore che l’orrore della passione) fossero boicottati da pubblico e critica e fossero messi alla pubblica gogna come nemici del popolo e della Ragione.

“è successo davvero” è la tagline del film e, per motivi diametralmente opposti a quelli intenzionali, non possiamo che essere d’accordo.

Scienza ti amo, prete ti odio.

Voto:
1 ragazza morta perché cattolica

The Exorcism of Emily Rose (2005) voto

Titolo originale: The Exorcism of Emily Rose
Regia: Scott Derrickson
Anno: 2005
Durata: 119 minuti

S.O.S. fantasmi (1988)

Francis Xavier Cross è il direttore di una stazione televisiva privata che comanda con pugno di ferro, cuore di ghiaccio e umorismo nero.
Avendo cominciato dal basso ed essendo passato attraverso un tragitto lavorativo iperbolico durante il quale ha calpestato tutto e tutti pur di giungere in vetta alla piramide sociale, Frank sta preparando un importante speciale natalizio sull’intramontabile classico di Dickens A Christmas Carol che dovrebbe dargli quella spinta finale per dire addio al mondo terrestre e alle umane convenzioni emotive.

Purtroppo, o per fortuna, la vigilia di Natale vengono a fargli visita i famosi 3 spiriti (del passato, del presente e del futuro) i quali cercheranno di aprirgli gli occhi sulla sua “triste condizione” di ricco e potente privilegiato che non deve preoccuparsi su come pagare un ricovero in ospedale o la bolletta del gas.

S.O.S. fantasmi (1988)
beati gli ultimi perché saranno i primi a morire

Commedia nera natalizia con protagonista un malefico Murray in buona forma il quale riesce a reggere sulle sue spalle molta parte di quest’ennesima rielaborazione del classico Canto di Natale, vero e proprio capostipite della (giusta) gogna pubblica della ricca e menefreghista classe borghese.

Nonostante quindi un percorso narrativo prevedibile e un finale forse fin troppo scontato e (stranamente) affrettato nella telefonata conversione dell’odiato protagonista, il film si lascia vedere molteplici volte con grande simpatia e alcune scene rimarranno sicuramente nell’immaginario di quei giovani che avranno il coraggio di prestare l’occhio a questa pellicola vagamente educativa.

Come quel recensore che da bambino rimase molto impressionato dal cadavere del senzatetto Herman, con l’orologio ancora in mano e il mignolo sovrapposto all’anulare in un’eterna principesca erezione di ghiaccio.

VOTO:
4 calippo

S.O.S. fantasmi (1988) voto

Titolo originale: Scrooged
Regia: Richard Donner
Anno: 1988
Durata: 101 minuti

AsperKubrick: What Life in Pictures?

In this dissertation I will analyse the films of Stanley Kubrick to see how these may display stylistic, aesthetic and narrative features which in my opinion reveal Asperger’s-like traits.
The research is conducted within an Auteurist framework with the intention of revealing a non coincidental pattern throughout Kubrick’s career and it can serve as basis for a future analysis of his own possible Asperger’s-like personality traits.

https://www.academia.edu/30378978/AsperKubrick_What_Life_in_Pictures

“Why Stanley Kubrick consciously decided to produce a series of films so particular, so artistically courageous and so unrelatable for a certain section of the audience?
Sadly, the intent of this dissertation is not to reply to this question because it would deserve a much deeper and long research into Kubrick’s persona, his life and his psyche.
What we can (and should) do is to approach the problem from the bottom up: start looking at these films, deconstruct them to isolate specific useful elements and recombine those same elementary pieces in macro categories which then could serve for a future audience study or a treatment on Kubrick’s psyche.
It will be a research through his brief (and thus poignant) filmography done using a specific lens and a particular scale, the lens of psychology and the scale of Aspergerism”.

Gremlins (1984)

Un obeso padre di famiglia americano, mentre è in cerca di giovani ragazzi cinesi da fottere, finisce in un negozio di antiche cianfrusaglie a Chinatown dentro il quale trova un Mogwai, ovvero una piccola creatura pelosa di circa 10 centimetri, simile per dimensione ai cazzi che andava cercando.
L’obeso pensa bene che sia il regalo di Natale perfetto per suo figlio scemo, ma non sa che, nonostante un’apparenza bonaria e sorniona, questo simpatico animaletto cela invece una mostruosa natura che può essere rivelata se si infrangono certe regole.

Le regole del Mogwai sono:
1 – mai parlare del Mogwai
2 – mai parlare del Mogwai
3 – mai esporlo alla luce
4 – mai bagnarlo
5 – mai dargli da mangiare dopo mezzanotte

Ovviamente la famiglia dell’obeso efebofiliaco riesce a infrangerle tutte nell’arco di 48 ore scatenando quindi l’inferno nella loro piccola cittadina di residenza, Kingston Falls.

Gremlins (1984)

Indimenticabile pietra miliare del genere horror-comico molto in voga negli anni ’80 americani (vedi Ghostbusters, uscito lo stesso weekend) che sicuramente deve aver ingannato più di una famiglia con bambini a carico le quali saranno andate al cinema pensando di godersi una commediola natalizia coi pupazzi trovandosi invece proiettate dentro un simpatico incubo splatter.

Gli effetti speciali sono adorabili e spaventosi allo stesso tempo e se la fanno da padrone nonostante il loro uso sia ben calibrato e sporadico, basti pensare che il primo gremlin appare dopo ben 45 minuti di film.
La storia scritta da Chris Columbus (lo stesso dei Goonies) come biglietto da visita per i produttori era originariamente molto più dark (tipo che la madre del protagonista veniva decapitata e la sua testa rotolava dalle scale di casa), ma poi, grazie all’influenza del produttore esecutivo Steven Spielberg il quale (da vecchio marpione capitalista quale è) ha capito l’importanza del merchandising legato a queste bestioline pelosette, l’intero intreccio è stato perciò virato verso un umorismo certamente nero, ma comunque più sarcastico che offensivo.
Restarono comunque parecchie scene violente, tra cui l’indimenticabile gremlin che esplode nel forno a microonde, vero e proprio botto visivo per il me bambino.

VOTO:
5 bambini cinesi

Gremlins (1984) voto

Titolo originale: Gremlins
Regia: Joe Dante
Anno: 1983
Durata: 106 minuti

La casa (1981)

Quattro amici vogliono passare un fine settimana in una decrepita casa di legno in mezzo al bosco dall’aria alquanto spettrale.
Ovviamente le prime impressioni negative si trasformano presto in puro terrore mentre, uno ad uno, i giovani universitari vengono posseduti da una misteriosa forza maligna che aleggia nell’aria nebbiosa di un’america ancora ancestrale e che li trasformerà in putrescenti sacchi di merda diabolica.
Per la gioia dei patiti dello splatter.

La casa (1981)

Film culto per eccellenza ed esordio sul grande schermo per la coppia artistica Raimi-Campbell, ‘sto crogiuolo di sangue e sputi è uno dei migliori horror a basso costo in circolazione.
Saldamente impantanato nei cliché del genere, sviluppato attorno ai cari temi di sesso e morte e serpeggiato da una sarcastica vena sanguinolenta di una violenza inaudita a quel tempo, The Evil Dead è una pellicola breve e pungente che riesce a trattenere lo spettatore anche nei vari momenti di lunga suspense che, per esigenze economiche e di genere, trovano ampio spazio all’interno dell’oretta e mezza di spaventi quali si compone l’opera.

Siamo ai livelli di Via col vento?
Ovviamente no, sia per contenuti che per esecuzione, ma non ha senso comparare un prodotto (razzista) dello studio system hollywoodiano con un filmino girato nei fine settimana e finanziato coi dindini di genitori, parenti e amici vari di un paio di ragazzi borghesi e viziati come Raimi e Campbell.

VOTO:
4 borghesi viziati e mezzo

La casa (1981) voto

Titolo originale: The Evil Dead
Regia: Sam Raimi
Anno: 1981
Durata: 85 minuti

Man in the Dark (2016)

E non c’è un cazzo da fare: Detroit continua a scoraggiare l’ente turistico statunitense con i suoi derelitti paesaggi e le sue strade abbandonate.
In quest’ennesima storia di depressione economica e lotta di classe dipanata in questa “ridente” cittadina nord americana, abbiamo tre ragazzetti (Money, Alex e Rocky) alla deriva morale i quali, chi sotto effetto di acuta dose di avidità capitalista e chi per sfuggire ad una vita di stenti dentro una roulotte, passano i pomeriggi a svaligiare svariate ricche case della città per poi rivendere la merce rubata ad un traffichino con la lacrima sul viso.
Venuti a sapere di un vecchio cieco con 300 mila dollari sotto al culo arrivatigli come compensazione per la morte della di lui figlia in un incidente stradale, i giovini si muovono per stabilire finalmente chi sia il più stronzo del gruppo.

Ma hanno fatto i conti senza l’oste (che in questo caso è un veterano di 64 anni con la muscolatura di un palestrato di Centocelle) e la pietà sarà l’ultima cosa che invocheranno prima di essere braccati come cani.

Man in the Dark (2016)

Successone commerciale per la seconda opera di Fede Alvarez, dopo la bella prova col remake sanguinolento di Evil Dead, e piacevole passatempo in salsa horror per un pubblico adolescenziale (o poco più).
Sicuramente ci sono sbavature, i personaggi agiscono in maniera spesso stupida (per non dire irritante) e molte scene sono al limite del verosimile, ma è proprio questo il nodo cardine e la pietra di paragone di un’opera che si situa perfettamente nel filone orrorifico pre anni ’90, con tutto il carico di stereotipi e criticità che logicamente ne conseguono.

Non è un capolavoro, siamo parecchio lontani dal definirlo un classico (specialmente vista l’insussistenza di personaggi amabili nella loro chiara riconoscibilità) e rimane l’amarezza di non aver visto un maggior numero di scene al buio come quelle nello scantinato, ma si comprendono bene le esigenze di chiarezza del pubblico di riferimento medio e comunque rimane un filmetto spaventevole più che decente con un’inaspettata vena psicologica destabilizzante.

Titolo italiano da calci in culo.

VOTO:
3 pompette mezza

Man in the Dark (2016) voto

Titolo originale: Don’t Breath
Regia: Fede Alvarez
Anno: 2016
Durata: 88 minuti