Creep 2 (2017)

Alla fine del primo episodio di questa che si appresta ad essere una delle trilogie più gustose della storia del cinema, avevamo lasciato il serial killer Josef alle prese con l’ennesima vittima da spolpare dopo aver fatto fuori con un’accetta il povero videomaker Aaron.

All’inizio di questo secondo episodio ritroviamo un Josef che sembra aver perso la gioia di vivere: i delitti che prima compiva con gran diletto ora non gli danno più quella pace interiore ed è quindi alla disperata ricerca di una nuova ragione d’essere visto che sdraiarsi con le sue vittime per catturare le loro peculiarità caratteriali sembra aver perso quel fascino che prima lo attraeva come un insetto di fronte alla luce di un lampione.

Riuscirà la giovane videomaker Sara, alla disperata ricerca di un soggetto strambo da riprendere per la sua stramba serie YouTube sugli annunci online strambi, ad infondere nuova linfa sotto la pellaccia di questo vecchio lupo che sta per compiere i fatidici 40 anni?

Creep 2 (2017)

Meraviglioso film dell’orrore che, riprendendo molto stile e trama del predecessore, ne amplia e sovrasta i limiti sorprendendo lo spettatore con un’ironia intrinseca ed estrinseca alla narrazione senza però cadere mai nel facile tranello della negazione del proprio passato.
No, qui gli autori (con un Mark Duplass che torna a vestire gli splendidi panni del folle assassino dall’animo candido) prendono tutto quello che avevano espresso molto bene nel primo film e lo migliorano sotto ogni possibile aspetto.

Un vero must… che però va visto dopo il primo per apprezzarne appieno i rimandi, lo sviluppo e l’autoironia.

VOTO:
5 lampioni

Creep 2 (2017) voto

Titolo originale: Creep 2
Regia: Patrick Brice
Anno: 2017
Durata: 78 minuti

Ammazzavampiri (1985)

Charlie Brewster sta quasi per ciulare con la sua fidanzata liceale quando la sua attenzione si rivolge verso il giardino del vicino di casa dove scorge due persone portare con disinvoltura una bara in cantina.

Da lì comincia la sua personale battaglia contro tutto e tutti per dimostrare che il suo vicino è un vampiro succhia sangue; cosa che non smuove di una virgola la madre single in cerca di cazzi, il poliziotto investigatore che appare per meno di 5 minuti, la fidanzata frigida scassa minchia e l’amico col tono acuto di voce giusto per rompere un bicchiere a distanza.

L’unico aiuto possibile gli arriverà dal suo idolo: un vecchio attore di film dell’orrore in ampio declino che sbarca il lunario presentando in seconda serata vecchie pellicole dello spavento sulla tv locale.

Ammazzavampiri (1985)

Film dell’orrore grottesco e simpaticissimo che però non risparmia alcune scene parecchio adulte e difficili da comprendere per un pubblico troppo giovane: una è l’atroce morte di Evil, l’amico di Charlie che se ne va tra infiniti e mutevoli dolori mentre implora aiuto al suo carnefice, e l’altra è l’erotica danza di seduzione tra il vampiro piacione e la fidanzata frigida scassa minchia che, inquadratura dopo inquadratura, si ritrova con le mani di lui tra le cosce.

VOTO:
4 cosce

Ammazzavampiri (1985) voto

Titolo originale: Fright Night
Regia: Tom Holland
Anno: 1985
Durata: 106 minuti

Dellamorte Dellamore (1994)

Nella ridente cittadina di Buffalora i morti stanno tornando in vita ed è compito di Francesco Dellamorte, svogliato guardiano del cimitero locale, assieme al suo fidato e ritardato compare Gnaghi, sparare loro in testa e porre così fine all’invasione.

Purtroppo Francesco stesso non se la passa tanto bene visto che sta attraversando una piccola quanto importante fase della sua vita, ovvero il passaggio all’età adulta (leggermente in ritardo sulla tabella di marcia biologica) e ad una maggiore consapevolezza del proprio io che, tra prorompenti ossessioni femminee, figure materne che muoiono, impotenze vere o presunte e solitudini più vere che presunte, lo stanno facendo uscire di capoccia mentre lui vorrebbe solo uscire dalla piccola realtà artefatta della piccola cittadina nella quale la sua esistenza sta svanendo in concomitanza con la triste realizzazione che tutti dobbiamo morire.

Dellamorte Dellamore (1994)
una piccola morte

Bellissima e molto sottovalutata commedia dell’orrore all’italiana che da un lato intrattiene i fan del genere con una splendida veste scenografica, una buona dose di macabro veicolata con dei graziosi effetti speciali artigianali e una scandalosa sfacciataggine poco politically correct (tipo quando Francesco impallina in piena testa piccoli boy scouts e fracagna la faccia ad una suora occhialuta… roba che ce la sogniamo in questi tempi di perbenismo fasullo) e dall’altro riesce a porre più di un interrogativo alla soluzione della narrazione.

Qual è la realtà?
Perché esistiamo?
Chi è veramente Francesco?
Sono domande che un pubblico più avveduto dovrebbe porsi, ma capisco che la maggior parte sarà troppo impegnata con le pere di Anna Falchi.

VOTO:
4 pere

Dellamorte Dellamore (1994) voto

Titolo inglese: Cemetery Man
Regia: Michele Soavi
Anno: 1994
Durata: 105 minuti

Creep (2014)

Craigslist è una sorta di Porta Portese americano; un sito graficamente molto casareccio sul quale si possono trovare gli annunci più disparati: da quello che vende una bicicletta a quello che cerca lavoro come pasticciere.

In questo breve ma intenso film, Aaron (interpretato dal regista e sceneggiatore) risponde ad un annuncio per un cameraman al quale si chiede massima riservatezza per un lavoro di un giorno pagato 1000 euro.
Un boccone molto ghiotto per essere rifiutato a fronte dei ragionevoli dubbi che un annuncio del genere dovrebbe generare nel cittadino medio.
Ad aspettarlo dall’altra parte c’è Josef (Mark Duplass, produttore e co-sceneggiatore), un eccentrico e stranissimo uomo che dichiara di voler lasciare delle testimonianze video a suo figlio prima di morire a causa del cancro nel cervello che gli è stato diagnosticato pochi mesi prima.

Ovviamente le cose andranno di male in peggio lungo un rocambolesco e a tratti divertente percorso interattivo tra un uomo troppo buono per restare vivo e un altro troppo perverso per morire.

Creep (2014)

Buon film a bassissimo costo che s’inserisce per certi versi nel prolifico filone del Found Footage al quale però dà un paio di botte d’aggiustamento per avere quei classici twists a cui il pubblico si è oramai troppo abituato.

In poche parole: consigliato.

Quello che invece non consiglio è impelagarsi nel suddetto Craigslist, divenuto oramai meta prediletta per i matti dell’internet.
E per meglio capire l’essenza di questo sito e dei suoi annunci, ne trascrivo qui uno preso dalla versione romana, dal titolo che è tutto un programma:

jerk off with another straight guy

I’m a friendly, good-looking, straight but curious 29-year-old Dutch guy. I am on holiday in Rome till April 10.
I think it would be really cool to meet up with another relaxed straight/curious dude, have a beer, talk about all kinds of stuff, see a movie, be buddies.
If we both feel like it, we could hang out naked, show off our erections and jerk off together.

I think it would be a great way to bond with another dude.
I’d enjoy the camaraderie of comparing our cocks, being naked together, watching hot porn and telling each other how good we are feeling.

VOTO:
4 olandesi volanti

Creep (2014) voto

Titolo di lavorazione: Peachfuzz
Regia: Patrick Brice
Anno: 2014
Durata: 77 minuti

Doc of the Dead (2014)

Vi siete mai chiesti da dove deriva la parola zombie?
Come quando e perché nasce il fenomeno?
Chi sono i padri fondatori del genere e che opinione hanno della sua (d)evoluzione da prodotto di nicchia a prodotto di sistema?

Questo e (poco) altro vi aspetta in questo piccolo documentario che, attraverso numerose interviste a tantissimi personaggi che hanno animato questa particolare scena horror nel corso dei decenni, cerca di riassumere (sia ad un pubblico profano che ad uno più avvezzo al genere) vita morte e miracoli del personaggio horror cinematografico più recente.

VOTO:
3 fenomeni e mezzo

Doc of the Dead (2014) voto

Titolo russo: Зомби в массовой культуре
Regia: Alexandre O. Philippe
Anno: 2014
Durata: 81 minuti

Raw – una cruda verità (2016)

Justine si è iscritta all’università di veterinaria e la prima notte nella camera del dormitorio (che inspiegabilmente divide con un maschio perché tanto è frocio, come se l’università chiedesse l’orientamento sessuale nel modulo d’ammissione) scopre subito quanto il mondo sia popolato da ottusangoli coi soldi che, imboccando nelle stanze delle matricole per affermare il loro diritto di anzianità (perché essere vecchi è fico quando hai 22 anni, ma fa schifo quando ne hai 35 e il primo figlio t’ha ammorbidito l’immondo grembo che porti addosso con peccato e con dolore), fanno degli atti di nonnismo tanto spregiudicati quanto patetici nel loro voler essere sempre al top dei top topper che se ci provassero in Italia riceverebbero una tale raffica di sberle in pieno volto da farli girare come trottole da qui al prossimo giubileo mentre spargono i loro fottutissimi denti raddrizzati con i soldi dei genitori evasi al fisco perché sono 300 con fattura e 250 senza.

E allora ecco le punizioni, le coercizioni, le derisioni…
e il sangue, a fiotti, a rotoli, a sbrodolanti crogiolanti e inspiegabilmente invisibili macchie per i (quasi) invisibili adulti che invece dovrebbero popolare un’università con centinaia di studenti esagitati.

E allora ecco mi sorge spontaneo un coro storico degli ultras della Reggiana

sangue nei popolari, sangue nei distinti
le abbiam prese, ma non siamo vinti
è ora di rifarsi, è ora di sparare
il sangue dei compagni dobbiamo vendicare

Raw - una cruda verità (2016)
adulti dottori che fumano perché hai capito la metafora della scelleratezza del mondo verticista al quale i subalterni devono necessariamente adeguare i loro individualismi nel nome della produttività magnificamente esemplificata dall’industria della carne… e vai col tango?

Il problema principale del film non è tanto l’oggettiva rabbia che inspira nello spettatore dal primo maledetto minuto, ma è il fatto d’essere costruito e girato come fosse un classico metaforone all’europea sul decadimento umano e comunitario con le persone che si cannibalizzano l’un l’altra confondendo l’altra guancia per l’altro guanciale, oppure come una critica alla società maschilista che fa desiderare alle donne di pisciare all’impiedi e ai maschi di succhiare i cazzi sopprimendo il loro naturale istinto eterosessuale, o addirittura come una traslazione della critica alla società consumista verso la critica alla società piramidale…

…no no e ancora no, Raw non è niente di tutto questo.
Perché Raw è solo l’ennesimo filmetto splatterone girato con uno stile molto hipster con un po’ di culi pubescenti in primo piano (perché i malati sessuali sono sempre quelli in prima pagina, mai noi che diamo i 9 i 10 a film del cazzo tipo questo) mentre in sottofondo gira Ma che freddo fa di Nada (perché una canzone italiana del 1969 fa molto figo senza darlo troppo a vedere, come quando al bar prendo un negroni e i miei amici coi baffetti fini da pedofilo belga mi guardano invidiosi con la coda dell’occhio affumicato dalle loro sigarettine di merda rollate col tabacco Pueblo).

L’unica maniera per cui questo Raw avrebbero potuto tirarmi dentro la trama sarebbe stato ambientare il film in un presente alternativo distopico; sarebbe bastato anche solo qualche piccolo accenno qua e là tipo una macchina strana mezza futuristica o un posto di blocco in lontananza coi poliziotti vestiti con colori smorti alla fascista come da tradizione fantascientifica francese a far capire che non si tratta del Belgio europeo del 2016 che inspiegabilente sembra popolato da una masnada di decerebrati capitalisti impotenti che si agitano in patetici turbini di lascivia adolescenziale, ma invece ci troviamo dentro una ricostruzione fantastica all’interno della quale è ovvio e permesso e auspicato un generale rovesciamento dei ruoli e delle convenzioni societarie come pure un’esagerazione delle stesse così da ottenere addirittura il rafforzamento del messaggio che si vuole veicolare.

E invece il messaggio non c’è e tutto il set design viene lasciato così com’è, perché tanto è un film low budget europeo che il pubblico hipster beota si beve felice come Eleonora Brigliadori si beve il piscio pensando le faccia tanto bene.

Io getto la spugna.

VOTO:
2 nada de nada

Raw - una cruda verità (2016) voto

Titolo originale: Raw
Regia: Julia Ducournau
Anno: 2016
Durata: 69 minuti

La famiglia Addams (1991)

La famiglia Addams è composta da padre Gomez, madre Morticia, figlia Mercoledì, figlio Pugsley, nonna strega, maggiordomo Lurch e mano Mano; all’appello manca lo zio Fester, amatissimo fratello di Gomez che fece perdere le tracce circa 25 anni prima per una questione di donne (siamesi).

Siccome gli Addams sono imbottiti di dindini manco fossero una banca svizzera coi soldi degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, vengono presi di mira da un trio di sporchi truffatori i quali vogliono far passare per il parente scomparso uno di loro, un energumeno dalla pelle color latte di nome Gordon il quale coltiva una passione sinistra con la madre, stronza.

La famiglia Addams (1991)
il mio sangue per un cavallo

Nati sulle pagine del New Yorker nel 1938, passati per una fortunata serie televisiva degli anni ’60 e finiti con il coronamento cinematografico anni ’90, i mostruosi Addams se la cavano molto meglio della loro caricaturale apparenza prendendo giustamente per il culo il mito della perfetta famigliola americana.

Certo, il film non brilla di luce divina, questo è poco ma sicuro; d’altra parte si ride in più punti grazie ad uno humour nero e pungente che ha nella sua faretra un paio di frecce avvelenate niente male come la gigantesca perla comica di Mercoledì che al fratello incaprettato su una sedia elettrica proferisce le seguenti parole: giochiamo a un gioco, si chiama “Esiste un dio?”.

VOTO:
4 dee

La famiglia Addams (1991) voto

Titolo originale: The Addams Family
Regia: Barry Sonnenfeld
Anno: 1991
Durata: 99 minuti

L’occhio del male (1996)

Un avvocato  obeso non riesce a dimagrire.

In suo aiuto verrà una maledizione gitana appioppatagli dal vecchio zingaro a cui l’obeso ha ucciso la figlia con la macchina che guidava distratto visto che sua moglie gli stava facendo una pompa.

L'occhio del male (1996)

“Simpatica” commedia-horror pressocché priva di sense of humour nonché molto poco spaventevole che ha pure la capacità di farsi scordare dopo pochi giorni.

Fate attenzione quindi quando vi apprestate a vedere questa pellicola perché potrebbe non essere la prima volta, come è successo a me.

VOTO:
3 pompe e mezza

L'occhio del male (1996) voto

Titolo originale: Thinner
Regia: Tom Holland
Anno: 1996
Durata: 93 minuti

Il silenzio degli innocenti (1991)

Accade che vengano trovati i corpi di giovani ciccione brutalmente deturpate e non si riesce a capire chi diamine sia l’assassino.

Sospettando che il geniale cannibale dottor Hannibal Lecter possa fare un po’ di luce sul caso, viene mandata una giovane recluta dell’FBI, Clarice Starling, a fare le domande giuste all’uomo giusto rinchiuso giustamente in prigione.
Mettendosi a nudo emotivamente di fronte a Lecter, Clarice stabilirà un legame psicologico con il dottore favorendo così quell’introiezione necessaria a comprendere le azioni di Buffalo Bill, il serial killer delle ciccione, così soprannominato per l’usanza di scuoiare le sue vittime.

Il silenzio degli innocenti (1991)

The Silence of the Lambs, soprannominato da me The Snapchat of the Lambs per l’usanza di fare i selfie, è indubbiamente un film eccezionale e come tale c’è poco da disquisire.
Belle le interpretazioni, bella la regia, belle le musiche, bella l’atmosfera, bellissima la fotografia, bello tutto.

Non lo vedevo da parecchi anni (probabilmente da prima che mi interessassi in maniera maniacale al cinema) e devo dire che, rivisto con gli occhi maturi di uno che (alla pari di una puttana vietnamita) ne ha viste di tutti i colori, è una pellicola che lascia molto sconcertati per quel crepitante brivido che ti lascia scorrere sulla schiena non tanto nelle scene più gore (tra l’altro molto rare) ma per quelle più psicologiche, per quegli scambi di dialogo assolutamente fuori dalla logica poliziesca tra la giovane e determinata investigatrice e il cannibale che l’aiuterà a scovare l’assassino.

Insomma, come dice il famoso critico cinematografico Mereghetti:
oh baby, io tanta voja, io faccio amore lungo lungo,
fare festa, io succhia succhia.
15 dolla, faccio tutto tu vuoi !

VOTO:
5 agnelli

Il silenzio degli innocenti (1991) voto

Titolo originale: The Silence of the Lambs
Regia: Jonathan Demme
Anno: 1991
Durata: 118 minuti
Compralo: http://amzn.to/2jQBK7e

The Cabinet Of Dr. Caligari (1920) [Full Movie HD]

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At a fair in the village of Hostenwall, Dr. Caligari obtains a permit to set up his tent show featuring Cesare the 23 year-old Somnabulist who has slept for 23 years. Francis and his friend Alan visit the popular show and Alan asks Cesare in his trance-like state to tell him his future. Cesare predicts that he will die that night and when Alan is in fact found dead in the morning it seems to be just one of many such crimes recently. Frances is determined to find his friend’s killer, all the more so after Cesare tries to kidnap his fiancée. He follows him to an insane asylum but not all is as it seems.

Director: Robert Wiene
Writers: Carl Mayer (story and screen play by), Hans Janowitz (story and screen play by)
Stars: Werner Krauss, Conrad Veidt, Friedrich Feher

Titolo italiano: Il gabinetto del dottor Caligari
Regia: Robert Wiene
Anno: 1920
Durata: 76 minuti

Dementia 13 (1963) [Full Movie HD]

Buy the DVD ➤ http://amzn.to/2ALX0y5 This movie is in public domain.

John Haloran has a fatal heart attack, but his wife Louise won’t get any of the inheritance when Lady Haloran dies if John is dead. Louise forges a letter from John to convince the rest of his family he’s been called to New York on important business, and goes to his Irish ancestral home, Castle Haloran, to meet the family and look for a way to ensure a cut of the loot. Seven years earlier John’s sister Kathleen was drowned in the pond, and the Halorans enact a morbid ritual in remembrance. Secrets shroud the sister’s demise, and soon the family and guests begin experiencing an attrition problem.

Director: Francis Ford Coppola (as Francis Coppola)
Writers: Francis Ford Coppola (as Francis Coppola), Jack Hill (second unit writer)
Stars: William Campbell, Luana Anders, Bart Patton

Titolo italiano: Terrore alla 13° Ora
Regia: Francis Ford Coppola
Anno: 1963
Durata: 75 minuti

It (2017)

Nell’ottobre del 1988 bisognava stare molto attenti ai pagliacci che sbucavano dai tombini per strappare le braccine dei bimbi deficienti che si mettevano a giocare con le barchette mentre diluviava l’ira d’iddio.

L’estate del 1989 invece si doveva stare molto attenti ai pagliacci che sbucavano da qualunque angolo per farti pisciare sotto dalla paura prima di trascinarti nel sottosuolo e metterti in conserva come una merendina per placare la fame di un letargo lungo 27 anni.

A settembre 2017 invece si deve fare attenzione ai pagliacci che appaiono sugli schermi cinematografici per strapparti quei due spicci che ti sei guadagnato col sudore della tua fronte a fronte di uno spiegamento d’effetti speciali nella norma ed un uso sicuramente eccessivo del cosiddetto “jump scare”.

IT (2017)

Sono un buon fan dell’adattamento televisivo del 1990 che vidi in tenera età su videocassetta del videonoleggio una mattina dei tempi che furono e ricordo che le tenere e spaventose apparizioni del clown Pennywise mi fecero molto cacare sotto.

Purtroppo quest’adattamento per il grande schermo, nonostante la piacevole (quanto trita e ritrita) ricreazione dei favolosi anni ’80 e l’inaspettata bravura di tutti i ragazzi protagonisti, non decolla mai sulla pista del mio cuore perché troppo legato ai classici stilemi del cinema horror americano fatto di urla, desaturazioni e una narrazione cadenzata di spaventi alla Dan Brown.

Il paragone tra questo clown e quello indimenticabile interpretato da Tim Curry è ovviamente stupido e impossibile, anche e soprattutto per le scelte stilistiche dell’intera opera che avrebbero reso ridicole le eccentriche follie dell’originale.

Da vedere solo se siete fan accaniti del libro e volete vedere quanto e in che maniera è stato storpiato per farne un prodotto facilmente consumabile dal grande pubblico… e da queste mie parole avrete quindi capito che la famosa orgia di minorenni nelle fogne non è stata portata sullo schermo.

VOTO:
3 Tim Curry sulla sedia a rotelle

IT (2017) voto

Nome completo: It: Chapter One
Regia: Andy Muschietti
Anno: 2017
Durata: 135 minuti
Compralohttp://amzn.to/2hkIXZ6