Re-Animator (1985)

Dalla premiata ditta Yuzna-Gordon, il miglior horror splatter degli anni ’80 nonché la miglior parodia nera di Frankenstein.
Basato su un racconto di Lovecraft, la storia ha subito profonde modifiche da parte dei due sovraccitati fenomeni, modifiche gradite che infatti hanno reso questo film un prodotto godibilissimo per il suo humour nero e la frotta di sangue che scorre a bestia sui protagonisti, sui tavoli, sulle pareti, sugli specchi, su tutto.

Re-Animator (1985)

Gli effetti speciali sono caserecci, ma efficacissimi e l’apparente seriosità dei personaggi poi contrasta volutamente con la follia della storia.
Tutto questo (e di più, tipo il cunnilingus zombie) ha consacrato Re-Animator come vero e proprio film cult.
Un must quindi per i fan di Yuzna e Gordon, ed un ottimo film per il resto dell’umanità.

Titolo originale: Re-Animator
Regia: Stuart Gordon
Anno: 1985
Durata: 86 minuti
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Magic (1978)

Un film (sconosciuto ai più) con un giovane Anthony Hopkins che recita, ventriloqua e scopa.

Alla morte del padre, Corky, un mago timido e represso, sostituisce la figura paterna con un pupazzo, Farts, al quale dà la voce e la personalità che lui vorrebbe ma che non è capace di abbracciare nella vita reale.
In una spirale di follia, il matto in questione ammazza, occulta, si spaventa, spaventa e si ficca sempre più in un vicolo cieco.

L’interpretazione di Sir Anthony è eccezionale considerando che, oltre a recitare il suo personaggio, fa altrettanto con il pupazzo, dandogli voce e movimenti.
La cosa meglio riuscita infatti è proprio Farts, il bastardo di legno con la bocca sudicia e l’umorismo nero che si muove solo quando il padrone lo indossa, ma che lascia comunque il dubbio sulla sua vitalità fino al finalone con annessa sorpresa.

Titolo originale: Magic
Regia: Richard Attenborough
Anno: 1978
Durata: 107 minuti
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Prometheus (2012)

Il prequel di Alien firmato Ridley Scott che ti fa già incazzare dopo 10 minuti.

Allora, spoilers a raffica:
una razza aliena si diverte ad andare in giro nuda per la galassia mentre crea vita su altri pianeti con l’aiuto di una sostanza nera; la sequenza iniziale è probabilmente la creazione della vita sulla Terra.
Per molti secoli questi alieni, chiamati “ingegneri” dagli idioti nel film, ci hanno fatto visita di tanto in tanto per controllare che la loro creazione (la razza umana) procedesse come voluto mentre la loro creazione (sempre la razza umana) li ha innalzati a dei.
Ad un certo punto però pare abbiano deciso di distruggerci, senza riuscirci; sappiamo questo perché una nave spaziale è mandata in missione dalla compagnia privata Weyland alla ricerca di una spiegazione alla trama di un film che già comincia a scricchiolare.
Arrivati su un pianeta misterioso, i giovani eroi trovano i resti di una base aliena ed una navicella pronta a partire per la Terra e consegnare il suo carico di morte.
Quale carico di morte?
Una marea infinita di anfore con dentro questa materia nera.
Perché morte? Perché sembra che questa merda nera non sia amichevole: quando entra in contatto con una forma di vita, la muta tra atroci sofferenze in qualcosa di diverso, molto spesso violento. Dei vermi si trasformano in mostri sinuosi e uno degli avventurieri che viene in contatto con essa si trasforma (apparentemente) in un ingegnere, alchè viene subito seccato dai compari con un lanciafiamme.

La domanda che sorge spontanea è
perché sugli ingegneri ha un effetto di moltiplicazione dei pani e dei pesci mentre su chiunque altro ha effetti terribili?

Ricapitoliamo:
merdaNera+ingegnere=umani
merdaNera+umani=ingegneri
merdaNera+vermi=cazziMostruosiAssassini

Poi però, se un ingegnere impregna un’umana, il risultato è una fica tentacolare di dimensioni colossali con la forza di un trattore che appena vede un essere vivente cerca di scoparlo per via orale depositandogli un uovo in pancia (come in Alien). Il frutto di tanto amore è appunto un Alien come noi lo conosciamo (in questo caso un po’ diverso perché covato in grembo ad un ingegnere e non un umano come nella serie originale).

Alla fine del film rimaniamo purtroppo con gli stessi dubbi dell’inizio: da dove veniamo, perché esistiamo, ma soprattutto:

Quando morirà David Lindelof coi suoi misteri dozzinali e una trama illogica che non rispetta lo spettatore?

Titolo originale: Prometheus
Regia: Ridley Scott
Anno: 2012
Durata: 124 minuti
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