A-Team (2010)

4 soldati fuori dagli schemi (leggasi: teste di cazzo) fanno comunella per sconfiggere il male chiamandosi Squadra Alpha così da sottolineare la loro insoluta voglia d’essere i maschi number 1 del quartiere.

Il film concentra le forze narrative su uno dei loro casi precedenti alla serie tv (ebbene sì: è un prequel) ovvero quello che li ha fatti radiare con disonore e sbattere in galera.
Ma loro sono troppo forti e se ne strafottono delle regole, in carcere c’hanno la jacuzzi e se gli dai 6 mesi sono imbattibili.
A una certa poi ho abbassato un po’ il volume e ho dormicchiato, poi mi sono svegliato e stavano precipitando dal cielo dentro un carro armato con dei paracadute sparando verso terra per rallentare la velocità di caduta…

Jessica Biel è bona, ma è sempre più manichino.
Liam Neeson se la batte sempre più con Samuel L. Jackson per il titolo di Mignotta d’Hollywood.

A-Team (2010)

Trasposizione cinematografica di un imbarazzante serial anni ’80 di cui quindi non se ne sentiva la minima mancanza.

Tralasciando le ovvie critiche sulla mancanza di spessore, sulle caratterizzazioni macchiettistiche e sulla velocità supersonica del montaggio che lascia più di una volta abbastanza frastornati, quello che più mi ha fatto incazzare è stato l’arco emotivo del personaggio del nero B.A. Baracus il quale, sposata la non violenza durante il periodo di prigionia, viene convinto ad uccidere nuovamente da Liam Neeson che gli cita una frase di Gandhi sull’apatia che maschera l’impotenza.
Ovviamente, da bravo maschio alpha, quando viene anche lontanamente insinuato che lui possa essere impotente, Bosco Baracus torna sui suoi passi e spezza il collo di uno dei cattivi con una mossa di wrestling…

…proprio come avrebbe fatto Gandhi.

VOTO:
2 Gandhi

A-Team (2010) voto

Titolo originale: The A-Team
Regia: Joe Carnahan
Anno: 2010
Durata: 117 minuti

Niente di nuovo sul fronte occidentale (1979)

E’ la prima guerra mondiale, la Prussia combatte la Francia e se senti un FIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

hai solo 3 secondi prima che una bomba di dilani le budella e faccia di te l’ennesima casualità di un evento talmente assurdo e disumano che io dico BOH.

Niente di nuovo sul fronte occidentale (1979)

Lunghissimo film televisivo tratto dall’omonimo libro anti-militarista e pernicioso calcio in bocca per chiunque si metta di buona lena a vedere cotanta roba ammucchiata una sopra l’altra senza un chiaro senso fino a che questa montagna di cianfrusaglie non può che rovinare sui malcapitati che cercavano di metterci ordine.

La cosa che più rimane impressa e che da sola vale forse la scarpinata visiva è la scena con le francesine che mangiano golose del pessimo formaggio tenuto dentro dei germanici stivali puzzolenti.

VOTO:
2 montagne e mezza

Niente di nuovo sul fronte occidentale (1979) voto

Titolo originale: All Quiet on the Western Front
Regia: Delbert Mann
Anno: 1979
Durata: 150 minuti

Transformers: L’ultimo cavaliere (2017) – Trailer Reaction

Reagiamo al trailer del quinto film della serie di cartoni animati cult anni ’80; questa volta coi nazisti medievali.

Si parla di:
Secchezza vaginale, Medioevo, Nazismo, Padre Clio, maniglie dell’Amore, Merda e Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta…

Titolo originale: Transformers: The Last Knight
Regia: Michael Bay
Anno: 2017
Durata: ?

Fuga da Los Angeles (1996)

Snake è tornato e questo volta deve recuperare un aggeggino di merda grande come un walkie talkie che permette lo spegnimento di ogni apparecchio elettronico del mondo.
Siccome la figlia del fondamentalista cattolico presidente degli Stati Uniti ha portato questo freschetto di merda nella città di Los Angeles che, come New York del primo capitolo, è ora una prigione a cielo aperto e lo ha dato ad un pazzo con manie dittatoriali tristemente somigliante al comandante Che Guevara vestito di rosa è ora compito di Plissken infiltrarsi tra le linee nemiche, riacchiappare lo spegni-roba e riportare le chiappe indietro per l’ora di cena.

Fuga da Los Angeles (1996)

Roboante e chiassoso remake più che sequel del bel Escape from New York che 15 anni prima aveva lanciato la carriera di Carpenter verso il grande pubblico.
Questa volta invece il pubblico non ha gradito e ha risputato in faccia al mittente un prodotto certamente tralasciabile per molti versi e purtroppo non sufficientemente divertente per gli intenti satirici che chiaramente si era proposto, ma che comunque riesce a rigirare il classico impianto da blockbuster per tramutarlo in un carrozzone fantasioso su cui girano una Pam Grier col vocione da travestito e Peter Fonda surfista pazzo.

Non è un’opera eccelsa, ma ‘sti cazzi non ce li metti?

VOTO:
2 tavole da surf e mezza

Fuga da Los Angeles (1996) voto

Titolo originale: Escape from L.A.
Regia: John Carpenter
Anno: 1996
Durata: 101 minuti

Il GGG – Il grande gigante gentile (2016)

Sophie è un’orfana londinese che soffre d’insonnia.
Durante una delle sue scampagnate per le grandi sale del tetro edificio in cui è rinchiusa da una macchina statale monarchica senza cuore né ingegno, la giovine scorge tra le tenebre della strada antistante un enorme figuro alto 8 metri che, facendo l’amore anale con un gatto di circa 35 centimentri, sta eroicamente confermando il soprannome datogli di BFG (Big Fucking Giant).

Sorpresa e impaurita dalla bestiale apparizione mariana, l’orfana si rifugia sotto le sottili coperte stracciate che il ridicolo stato monarchico anglosassone le fornisce durante le fredde notti invernali; ma questo non basta a proteggerla da un rapimento coatto e la successiva permanenza nel regno dei giganti dove la piccola Sophie imparerà ad allargare moltissimo le natiche per accomodare le gargantuesche voglie del Grande Gigante Gentile il quale sembra essersi innamorato del tepore anale degli umani rispetto a quello dei felini di cui andava precedentemente ghiotto.

Il GGG - Il grande gigante gentile (2016)

Film realizzato bene ma assolutamente da evitare per certe discutibili scelte politico-sociali che insozzano un’opera che ha un suo sincero apprezzamento per l’amore deviato, tanto caro all’autore Roald Dahl.

Si dà il caso infatti che i giganti cattivi delle lande nordiche abbiano capelli rossi e vestano con gonne, un chiaro riferimento alle popolazioni scozzesi tanto invise alla spocchiosa borghesia del sud dell’isola, pubblico destinatario di questo tipo di libri per bambini; e (come se non bastasse) a salvare capra e cavoli in questa torbida vicenda fatta di gatti, giganti scozzesi e amori di culo viene chiamata nientedimeno che la regina Elisabetta 2 la quale manda una squadra di elicotteri a trasferire forzatamente gli enormi predoni su uno scoglio infame nel mezzo del mare nordico, tipo come faceva Mussolini coi froci e i comunisti.

Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire gatti e tepore.

VOTO:
2 tepori dietro

Il GGG - Il grande gigante gentile (2016) voto

Titolo originale: The BFG
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2016
Durata: 117 minuti

Saving Christmas (2014)

Ahhh, il Natale:
famiglia, doni, cenoni, alberi, giocattoli, candele, pennacchi, lucine, coriandoli, consumismo, televisione, breakdance…

Che sarebbe la festa del signore gesù cristo morto risorto senza pennacchi e breakdance?
Come possiamo immaginare un Natale più sobrio e svestito di tutto il ciarpame capitalista e pagano di cui si è andato via via impregnandosi come la Madonna feconda vergine minorenne sposa bambina?
Come osano le persone che hanno studiato storia e antropologia venire ad insegnarci che Gesù non è nato a dicembre, che l’albero è un simbolo pagano dedicato ad Odino o che spendere dollarazzi su dollarazzi per comprare merda di plastica ai nostri figli viziati pesti è un oltraggio ai poveri e al vero significato della natività?

Insomma, come è possibile che tutto quello che ho letto in un libro di leggende scritto 2000 anni fa da ignoranti tribù patriarcali di beduini pecorai e spazzini ha meno valore di un impianto scientifico controllato e verificato da una comunità internazionale di liberi pensatori e accademici?

Ma stiamo scherzando?
Come glielo giustifico adesso al piccolo Timmy che ha dovuto ingoiare sperma, feci e urina di prete in cambio della salvezza dell’anima?

Saving Christmas (2014)
sgradevole

Semplicemente sgradevole assistere a quest’oretta di bugie confezionate per un pubblico chiaramente medio basso, dal palato artistico grossolano e con un intelletto che chiamare fino sarebbe d’insulto al sale che manca nelle loro zucche vuote di merda sfasciata in bocca alle loro lerce faccie cretine di mentecatti boccaloni pericolosamente in bilico tra una vita mediocre e un assalto alla clinica dove praticano l’aborto.

Ma lo sapevate voi che l’albero di Natale è il simbolo dell’albero della conoscenza da cui Eva donna ladra e serpe bugiarda per sempre dannata colse la famosa mela da donare al povero Adamo candido inetto e che poi è andato trasfigurandosi nella croce di Gesù morto stecchito per i peccati della femmina serpe di cui prima al quale venne inchiodato per simboleggiare il ritorno della mela all’albero sacro che oggi noi adorniamo con palle rosse come mele?
No ovviamente, perché è una cazzata.

E lo sapevi tu che Babbo Natale era un vescovo che prese a botte un altro teologo cristiano durante il consiglio di Nicea perché costui pensava che Gesù fosse un po’ meno dio di Dio negando quindi l’equiparazione PadreFiglioSpiritossanto?
No ovviamente, perché col cazzo che ti raccontano le cose vere e perciò quanto la chiesa cristiana è stata violenta, stupida e prevaricatrice nei 2000 anni di terrore in cui ha regnato.

Vedere un film fondamentalista cristiano semi-indipendente come questo è interessante solo per un mero motivo sociologico-culturale e cioè: è istruttivo vedere di che lercia pasta è fatto un cristiano bigotto medio che giustifica la violenza verso altre correnti religiose in nome del suo invisibile dio immaginario.

Se invece avete già fatto il pienone di tristezza ed escrementi e volete semplicemente vedere un bel film che vi spiega quale piaga cancrenosa sia stata (e sia) la chiesa cattolica, vi consiglio The Magdalene Sisters.

VOTO:
1 piaga

Saving Christmas (2014) voto

Titolo alternativo: Kirk Cameron’s Saving Christmas
Regia: Darren Doane
Anno: 2014
Durata: 80 minuti

Snowden (2016)

Edward Snowden, dopo aver lavorato come genio informatico in diverse compagnie e agenzie governative tipo la CIA e la NSA, ed aver maturato un sano e crescente odio per l’elite al potere che soggioga i cittadini ignari/ignorati/ignoranti, per evitare lo sforacchiamento del suo cranio a causa di una raffica di segreti proiettili governativi tipo quelli della CIA o della NSA ha reso pubblica, rivelandola alla stampa, un’incredibile macchinazione governativa americana volta a spiare mezzo mondo, tra cui 35 leader mondiali tipo la cancelliera tedesca Merkel, la “culona”, secondo il nostro caro Berlusconi.

Una volta che l’inglese Guardian pubblicò il 5 giugno 2013 la prima di una lunga serie di documenti passati da Snowden in cui questa macchinazione fatta di spie, agenti governativi senza morale e un presidente negro servo degli schiavisti bianchi che andava cacciato a calci in culo già dopo il primo deludente mandato veniva chiaramente a galla, il nostro eroe si trovò con l’incombente compito di trovare una nuova patria che potesse dargli asilo politico.

Alla fine ha vinto la Russia di Vladimiro Lussurioso Putin e ormai sono 3 anni che Snowden risiede a Mosca con la sua ragazza donnuomo danzatrice di pole dance.

Snowden (2016)

Film biografico di denuncia in puro stile Oliver Stone e cioè televisivo.
Come infatti Stone dava il meglio di sé in quella presa per il culo della generazione televisiva in gran parte girata come fosse uno sceneggiato televisivo che era Natural Born Killers, anche qui Oliviero non riesce a fare a meno di usare colori pastosi, trucco, parrucco e una sensazione da studio televisivo tedesco che fanno un po’ soffrire la natura pragmatico-documentaristica che invece il film desirerebbe e meriterebbe.

Resta comunque un buon prodotto, per lo meno per tutta quella fetta di popolazione un po’ troppo distratta dai gattini su YouTube o le foto nostalgia anni ’80 su Facebook per accorgersi quanto il loro piccolo misero mondo fatto di casa-lavoro-iPhone sia soltanto un contentino schiacciato in bocca alla maggioranza silenziosa dall’elite che governa veramente il mondo.

Attenti ai rettiliani !
Ci controllano la testa con le onde radio !!
Copritevi con la carta stagnola !!!
Elvis è vivo !!!!
Fiorello è un fascista !!!!!
Tua madre pure !!!!!!

VOTO:
3 Elvis e mezzo

Snowden (2016) voto

Titolo originale: Snowden
Regia: Oliver Stone
Anno: 2016
Durata: 134 minuti

Zeitgeist: the Movie (2007)

Gesù cristo, figlio di Maria e Giuseppe, nato a Betlemme, bambino prodigio che conversava con gli intellettuali e i sacerdoti del Tempio quando aveva 6 anni, cresciuto da e come un umile falegname, dispensatore di miracoli quali resuscitazione dei morti e cura dei lebbrosi, moltiplicatore di cibarie per i matrimoni, camminatore sulle acque, fustigatore di banchieri e mercanti che avevano preso possesso del Tempio, accusato di eresia e crocifisso dai Romani sul Golgota assieme a due ladri con i quali 3 giorni dopo è asceso al cielo con tutto il corpo dopo una breve ma intensa apparizione di fronte ai suoi discepoli…

ecco, questa figura al limite del racconto fantastico non è mai esistita.

E stupisce che oggi, con tutto il bagaglio culturale che l’umanità possiede, le innovazioni scientifiche che hanno sbriciolato gran parte delle fandonie religiose e superstiziose ai piedi delle quali l’umanità si è chinata per millenni non riuscendo a comprendere meccanismi complessi celati ad una ricognizione superficiale come quella che poteva dare il tipico fedele del passato di una delle religioni monoteiste, ovvero uno sdentato pastore incula-capre violento coi più deboli e servo maledetto dei potenti, siamo ancora parte di un sistema così illogico e arcaico.

Zeitgeist: the Movie (2007)
dio vuole che scopi queste capre, lo sento

Questo documentario cerca di spiegare, con moltissime licenze poetiche e (cosa un po’ grave) manipolazioni audio-visive atte a veicolare un messaggio, il semplice concetto di come l’umanità sia da sempre governata da un ristretto gruppo di potenti i quali pensano di avere tutto il diritto di amministrare vita e morte della maggioranza della popolazione stupida e mediocre in virtù di questa o quella presunta superiorità fisico-intellettiva, con l’inconsapevole complicità delle stesse vittime.
E’ così infatti che è possibile spiegare la persistenza di assurdità quali la religione, ovvero il credere ciecamente in storie straordinarie di divinità infantili e vendicative senza avere la benché minima prova a riguardo.

Diviso in 3 parti che percorrono e disassemblano per il grande pubblico 3 punti principali (la religione, l’attacco alle torri gemelle e il sistema finanziario mondiale), il documentario (o sarebbe meglio definirlo opera audio-visiva visto che la sua prima incarnazione era proprio un’installazione artistica a New York secondo la quale tra l’altro diventa eticamente possibile quella manipolazione dei contenuti a cui si accennava sopra atta a raggiungere uno scopo ultimo e cioè la veicolazione di un messaggio importante a discapito di una chiarezza fattuale) procede la sua corsa iconoclasta trascinando un pubblico ipnotizzato da una narrazione incandescente e fluida allo stesso tempo.

Certo, bisogna ammettere che usando l’arma della metafora artistica nelle sue più varie accezioni, l’autore commette il medesimo peccato dell’elite che cerca di smascherare: entrambi infatti sono convinti della necessità della loro missione rivelatrice ed entrambi sono pronti a sacrificare sull’altare la verità oggettiva se questo significa la realizzazione di uno status quo a loro congeniale.

Superate però queste innegabili implicazioni logiche sicuramente merite di considerazione, Zeitgeist rimane nella sostanza assolutamente inattaccabile e fa ancora più impressione, a distanza di 10 anni, vedere come molte delle questioni sollevate dal film non hanno ancora trovato una spiegazione altra che non sia quella data in questa sede.

Gesù infatti non ha ancora trovato una sola prova storica della sua esistenza al di fuori dei testi sacri (quindi ovviamente di parte) e a proposito fa particolarmente impressione che un popolo quale quello romano, ossessionato con la storiografia e l’archiviazione degli eventi importanti, non abbia avuto interesse nel registrare l’esistenza di un essere umano assolutamente magico il quale poteva compiere miracoli straordinari e inspiegabili come e quando voleva; l’attacco alle torri gemelle resta in gran parte un mistero (di Pulcinella) con troppe lacune logiche e molte ombre nere su come si siano effettivamente svolti i fatti; la demolizione controllata dell’edificio 7 non è stata ancora stata spiegata da nessuna delle fonti ufficiali; ed infine, il sistema bancario si è rivelato essere, se mai ce ne fosse stato bisogno ulteriore, il gioco a Monopoli di una ristrettissima cerchia di magnati della finanza tecno-bancaria le cui pedine sono in realtà popoli e nazioni.

Nonostante il livello ansia venga sollecitato in più frangenti dal ritmo serrato di una storia fin troppo drammatica nella sua semplicità, la cosa che fa più paura è invece l’assoluta cecità di una larghissima fetta di popolazione umana, troppo indaffarata a far quadrare i conti per pensare alla devastazione sociale che piano piano sta stringendo i cordoni attorno ai loro cervelli assopiti.
D’altra parte è anche vero che bisogna stare attenti a dare totale ascolto a questo tipo di contro-propaganda perché si rischia, se non si è muniti di appropiati anticorpi logico-culturali, di prendere il primo forcone che capita a tiro e marciare su Roma.

Il che è chiaramente un male, specialmente se ti chiami Benito.

VOTO:
4 forconi e mezzo

Zeitgeist: the Movie (2007) voto

Titolo originale: Zeitgeist
Regia: Peter Joseph
Anno: 2007
Durata: 118 minuti

Danko (1988)

Il capitano sovietico Ivan Danko deve recuperare un pericolosissimo criminale georgiano rifugiatosi in USA; per fare ciò verrà affiancato da Art Ridzik, un poliziotto di Chicago dai modi spicci e dalle tendenze omofobiche.

Ma come cazzo è possibile?
Eppure Walter Hill ci aveva regalato bella roba tipo The Warriors o Southern Comfort; invece questo strofinaccio per vetri cinematografico spinto a calci in bocca e battutine penose non è altro che merda.
Sorretto da una logica manichea e violenta nonostante abbia la pretesa di professare l’unione dei popoli contro la volontà dei politicanti, Red Heat s’infrange presto sul muro dell’analisi politica: a prima vista infatti i due poliziotti sembrano superare in parte i loro pregiudizi e gli iniziali fraintendimenti per abbracciare un più universale umanesimo, ma ciò è palesemente falso.
Difatti è grazie al cazzo che Danko e Ridzik alla fine vanno d’accordo, sono entrambi della stessa pasta: essi rappresentano infatti il braccio armato di uno stato fascista; il primo fascio-socialista, il secondo fascio-capitalista.
Giusto un povero scemo, un bugiardo cronico o un furbo negazionista potrebbe affermare altrimenti.

A condire il tutto poi abbiamo prima un bel velo di omofobia vecchia scuola, qui palesata dall’insistenza con cui Art chiede a Ivan se ha mai avuto una ragazza, e poi una bella intesa transoceanica su come risolvere il problema della droga: fare come in Cina e cioè prendere tutti i trafficanti e soprattutto tutti i dipendenti da droga e fucilarli in piazza, senza processo, evitando così le lungaggini dei politicanti che si mettono sempre in mezzo a questa giustizia sommaria da fieri ignoranti.

Ma andate affanculo.

VOTO:
2 fieri ignoranti

Danko (1988) voto

Titolo originale: Red Heat
Regia: Walter Hill
Anno: 1988
Durata: 104 minuti

Independence Day – Rigenerazione (2016)

Vi ricordate quando nel 1996 la Terra era stata invasa dagli alieni?
Ma sì, dai!
Un casino che non ci si crede: gente evacuata, cani salvati e un presidente soldato con la faccia di Bill Pulman.
Ecco, sono passati 20 anni e gli invasori intergalattici sono tornati, più cattivi di prima, e sono pronti a spargere il sale sulle ceneri della nostra civiltà.
Tipo quei guerrafondai fascisti dei Romani; esempio d’ingegno e civiltà solo per mentecatti con vaghi sensi d’impotenza a cui si rizza il cazzo ogni volta che un ometto dalle ristrette capacità dialettiche si mette sull’attenti con la sua manina di merda a fare il salutino pensando che me ne freghi un cazzo di lui e delle sue vetuste vedute.
A me, che se potessi gli brucerei le uniformi in piazza prima di prenderli a calci in culo da qui all’eternità.

Independence Day - Rigenerazione (2016)
siamo progressisti, ma non disdegnamo i soldi facili

Ennesima pellicola cripto-fascio-capitalista che ci mostra un mondo unito sotto la minaccia aliena eppure con ancora lo sventolio di pezzi di stoffa colorata chiamate bandiere; un mondo con macchine volanti, cannoni laser e tecnologia avanzatissima, eppure con la gente che va in giro a caccia d’oro sepolto negli oceani così si diventa ricchi wow.

…ma mannaggia la santissima madonna: possibile che secondo Hollywood sia ipotizzabile una realtà alternativa futuristica con la fusione fredda, ma è impossibile liberarsi delle cazzo di banconote che inesorabilmente ancora dominano le nostre vite?
Ma io vi sfondo quant’è’vvero iddio.

Il film è quello che ti aspetti: una marea di effetti speciali, battutine così così, cazzotti in faccia, cazzari, storie d’amore tra soldati e una presa per il culo agli omosessuali che ci sta sempre bene visto il becero pubblico di riferimento.

VOTO:
2 omosessuali

Independence Day - Rigenerazione (2016) voto

Titolo originale: Independence Day: Resurgence
Regia: Roland Emmerich
Anno: 2016
Durata: 120 minuti

La notte del giudizio: Election Year (2016)

E’ il 2040 e l’America è dominata da una classe dirigente capitalista, cristiana e leggermente invasata.
Questi Nuovi Padri Fondatori dalle aspirazioni alte ma dall’animo contadino-sgozza-maiali hanno istituito la cosiddetta “Purge Night” e cioè una notte durante la quale tutto è permesso: 12 ore di furti, violenza e omicidi senza la paura di essere arrestati o puniti; una temporanea amnistia totale volta a calmare/controllare la popolazione ed eliminare i cittadini più deboli, le minoranze, i poveri e tutti quelli che rompono i coglioni con lo stato sociale.
Ma quest’anno è diverso: quest’anno una senatrice anti-purga corre per la Casa Bianca e i sondaggi mettono paura agli sgozza-maiali invasati di cui sopra i quali organizzano quindi l’eliminazione della rompicazzi di cui sotto.
Chi la vincerà?
Donald Trump o Hillary Clinton?

La notte del giudizio – Election Year (2016)
Southern trees bear strange fruits

Scoppiettante film d’azione con aspirazioni da dramma sociale le quali vanno un po’ a cadere dopo i primi 15 minuti.
D’altra parte però le idee ci sono e, anche se queste vengono sminuite nella loro sfacciata franchezza narrativa da buoni progressisti femministi VS cattivi religiosi patriarcali razzisti, l’opera fa il suo sporco lavoro e sicuramente lascerà un bel qualcosa in più di un ragazzo che, totalmente ignaro di quest’operazione propaganda, andrà a spendere la sua paghetta settimanale assieme ai suoi amici o (chi lo sa) magari con una spasimante alla quale lui vorrà toccare le tette mentre lei, scemunita dalla cascata di Political Correctness e qualunquismi dozzinali tipo il super killer nazista E sudista, prenderà improvvisamente coscienza di sé e del suo corpo e gli darà un ceffone al grido di “il seno è mio e decido io!”.

VOTO:
3 seni e mezzo

La notte del giudizio – Election Year (2016) voto

Titolo originale: The Purge: Election Year
Regia: James DeMonaco
Anno: 2016
Durata: 105 minuti