The Interview (2014)

Seth Rogen e James Franco sono due comici americani (il primo canadese, il secondo statunitense) che da ormai 6 anni hanno stretto un sodalizio artistico piuttosto fruttuoso; apprezzati in Pineapple Express e This is the end, James e Seth formano una coppia comica ben assortita: il primo nella parte del semplicione positivo e il secondo nella parte del cupo cinico realista.
Leggenda vuole che alla fine degli anni 2000 i due amici se ne uscirono con un’idea per un film: l’uccisione di un dittatore da parte di un giornalista straniero…e quale miglior dittatore se non quello nord coreano?

The Interview (2014)
baby, you are on fire

The Interview parla proprio di questo: il tentato assassinio di Kim Jong-un da parte di un giornalista gossipparo della tv americana con annesse peripezie acrobatiche e sacrifici eroici.
Il film è salito alla ribalta delle cronache per il cyber attacco di un gruppo anonimo di hackers ai database della Sony, che controlla la Columbia Pictures, casa distributrice di questo film; l’attacco ha sottratto parecchio materiale confidenziale alla Sony e quattro film ancora inediti.
Molti hanno detto che l’attacco è stato portato avanti dalla Corea del nord in risposta al contenuto satirico dell’opera in questione, e il governo americano ha abbracciato totalmente questa ipotesi.
La Corea dal canto suo ha negato l’attacco, ma ha confermato la sua profonda incazzatura verso una pellicola che a suo dire è assolutamente oltraggiosa verso un capo di stato straniero.
In realtà i coreani hanno ragione: Kim Jong-un ci fa una figura barbina, ma chi come me è per la libertà di parola non può che esserne contento.
Il vero conflitto qui però è ovviamente un altro: il continuo attacco mediatico degli USA verso la dittatura nord coreana.
Per inquadrare meglio la questione però, facciamo un passo indietro:

Alla fine della seconda guerra mondiale, i giapponesi furono cacciati a calci in culo dalla penisola coreana che avevano colonizzato nel 1910; presto il territorio fu diviso in due, con il nord controllato dall’Unione Sovietica e il sud dagli Stati Uniti.
La guerra civile coreana del 1950 è stata il primo conflitto della guerra fredda, che era una situazione di stallo politico delle due principali potenze economiche uscite vittoriose dal secondo conflitto mondiale; la guerra fredda fu l’inaugurazione di un nuovo modo di condurre i rapporti diplomatici tra USA e URSS: far combattere altre popolazioni al loro posto, lasciando quindi a queste il fardello della perdita di vite umane.
Dal 1953, anno della fine della guerra di Corea, le due nazioni gemelle sono rimaste su piani ostili, talmente ostili che il confine nord-sud è il più militarizzato dell’intero pianeta.
Da allora la Corea del nord è stata governata da una dinastia di dittatori nazional-socialisti, cioè fascisti (il comunismo non c’entra un cazzo ovviamente), e non passa giorno senza che gli USA commentino sulla durezza del regime di Pyongyang, sull’atrocità delle esecuzioni capitali, sulla repressione della libertà di parola e via dicendo.
Se da un lato non c’è alcun dubbio che la Corea del nord sia una dittatura fascista (ricordiamo che ogni riferimento al comunismo è stato cancellato dalla costituzione nel 2009) e che vivere in quel paese sia indubbiamente una sfiga colossale, dall’altro non si può non sottolineare come il resto del mondo non sia in alcuna posizione superiore per poter giudicare: la pena di morte esiste in molte nazioni, tra cui gli USA, ed è risaputo che le minoranze etniche e gli strati sociali più poveri sono statisticamente più condannati degli altri; il tasso di povertà nelle nazioni cosiddette ricche è molto alto, comparabilmente più alto della Corea del nord, che dal canto suo ha un’aspettativa di vita alta (69 anni) per un paese nelle sue condizioni economiche e un’alfabetizzazione praticamente totale della popolazione.

No, il punto qui è il solito: c’è una nazione arrogante e presuntuosa, per via della sua superiorità militare ed economica, che si sente in diritto di giudicare il resto del mondo secondo il proprio metro di giudizio.
Ovviamente chi ha letto anche solo una volta un qualsiasi manuale di antropologia sa che da almeno 100 anni gli studiosi di culture e civiltà non si azzardano più a puntare i loro ditini saccenti come si amava fare nella “bella” epoca coloniale inglese, quando sua maestà la regina andava in giro a civilizzare i negri con moschetti e cavalleria.
Le civiltà vanno lasciate evolvere secondo il loro ritmo e le loro esigenze interne e non si può arrivare con i bombardieri e i carri armati per imporre uno stile di vita totalmente avulso alla loro tradizione.
Oggi certo i modi sono cambiati: le guerre non si fanno più direttamente, ma si usano altre nazioni con governi fantoccio per spingere le proprie agende politiche all’estero; altre volte invece si usano i film come The Interview, che è chiaramente un film propaganda a favore degli Stati Uniti, con tutto il suo carico di satira verso un capo di governo straniero rappresentato come un frocio represso infantile e bugiardo.

Ma come volete che la prendano in Corea? Che vi mandino baci e abbracci?!
Ma è ovvio che la reazione sia di sdegno e incazzatura suprema.
Poi certo, ‘sti gran cazzi: il film lo si fa uscire uguale e non si ascoltano quelli che minacciano ripercussioni verso i cinema che proiettano la pellicola.

L’unica cosa però che mi piacerebbe venisse adottata è la coerenza: la prossima volta che il Vaticano si permette di incazzarsi e usare i mezzi di comunicazione di massa per tuonare verso questa o quell’altra opera artistica per il rispetto che si deve verso Gesù e la Madonna maremma maiala, la risposta unanime del cosiddetto mondo civile dovrebbe essere:
Ma vaffanculo!

PS: The Interview è un buon film e fa ridere; certo, non è la miglior commedia che abbia mai visto, ma è sicuramente meglio di 40 anni vergine che molti invece dicono essere migliore.
La gente non ci capisce proprio un cazzo…

VOTO:
4 vergini

The Interview (2014) voto

Titolo originale: The Interview
Regia: Evan Goldberg, Seth Rogen
Anno: 2014
Durata: 112 minuti

Armageddon – Giudizio finale (1998)

La Terra è sotto minaccia aliena: un asteroide delle dimensioni del Texas sta per impattare con il nostro pianeta e l’unico modo per salvare l’umanità è mandare un gruppo di trivellatori petroliferi (capitanati da un Bruce Willis con le meches) nello spazio, fare un buco nella crosta dell’asteroide, piazzarci una bomba atomica e farla detonare.

Armageddon (1998)
questa è la faccia che Bruce ha fatto quando gli hanno proposto il ruolo

Successone della fine anni ’90, Armageddon (una delle perle di pura merda “amerigana”) è figlia dell’acclamato regista Michael Bay e del produttore re dei blockbuster spegni-cervello Jerry Bruckheimer, lo stesso di Pirati dei Caraibi.
Che dire…questo film è un ricettacolo di stereotipi (neri grossi e illiterati, russi violenti ed egocentrici) ed è portatore sano di una generale propaganda pro-trivellazioni anti-ambientalista.
Se uno lo guarda con un certo occhio critico, questa è una delle pellicole più reazionarie degli ultimi 30 anni: un gruppo di americani rudi ma in fondo buoni mettono in riga i lenti e macchinosi scienziati della NASA a colpi di chiavi inglesi in testa (manco fossero Bud Spencer e Terence Hill) e accenti marcatamente sudisti, il tutto sulle note di una delle band più sovrastimate di sempre, gli Aerosmith.

In aggiunta alla propaganda reazionaria poi, c’è tutto il sottotesto sessuale col padre-orco Bruce Willis che non vuole dare la sua giovanine figlia fica bianca al gran trivellatore Ben Affleck, temuto tra l’altro per la sua indole irruenta; un chiaro caso di “Kronos che si taglierebbe il cazzo pur di non cedere lo scettro di maschio alfa al nuovo venuto”.
Siccome però siamo alle prese con un prodotto hollywoodiano, alla fine Bruce imparerà a mettere da parte la sua libido, accetterà le doti trivellatorie di Ben e si farà esplodere il cazzo detonando la bomba atomica salvando così la Terra.

Come descrivere questo film?
Vediamo…
forse così: Armageddon è una montagna di merda, come la mafia.

VOTO:
2 montagne di merda

Armageddon-(1998)-Voto

Titolo originale: Armageddon
Regia: Michael Bay
Anno: 1998
Durata: 151 minuti

Guida perversa all’ideologia (2012)

Slavoj Žižek è un accademico, un filosofo e uno psicanalista sloveno salito alla ribalta delle cronache negli ultimi 15 anni: da intrepido studioso e teorico comunista è rapidamente diventato una rock star intellettuale, protagonista di numerosi video, documentari e film.

Qui il Nostro si lascia andare per due ore parlando animatamente di ideologia, delle sue motivazioni, di come individuarla, stanarla e di come interpretarla sotto una prospettiva marxista, tutto questo attraverso la visione e l’analisi di spezzoni presi da 25 film diversi: da Lo squalo a Zabriskie point, da Sentieri selvaggi ad Essi vivono.

Žižek è un personaggio affascinante che riesce a trascinare anche un pubblico non avvezzo a discorsi quali quelli da lui trattati e con questo film, quasi un ammasso omogeneo di idee sparse, si riesce bene ad apprezzare la logica non-lineare di uno dei più famosi filosofi viventi.

Titolo originale: The Pervert’s Guide to Ideology
Regia: Sophie Fiennes
Anno: 2012
Durata: 136 minuti

The Avengers (2012)

The Avengers è uno dei più destrorzi pezzi di propaganda americana dai tempi di Berretti verdi e trovo incredibile che nessuno sottolinei a dovere la cosa.

Analizziamo i personaggi, idioti pezzi di cemento buttati a caso sul set da un regista pagato per dire azione e stop a comando.
Bravo cane, eccoti l’osso.

Capitan America: visto il nome, non ci sarebbe neanche bisogno di spiegare; ad ogni modo questo manichino dal ciuffo biondo è il governo americano. Eroico, nobile, con scarso senso dell’umorismo ma ligio al dovere, passa tutto il tempo a salvare civili mentre il mondo è invaso dagli alieni; li salva dagli autobus a pezzi, dagli uffici sventrati, dalle strade infestate da orde di alieni in una New York molto simile a quella della mattina dell’undici settembre 2001.

Thor è un dio scandinavo e rappresenta la religione costituita; potente ma ebete in un mondo moderno dominato da scienza e capitalismo, sembra sempre un passo indietro nei processi logici rispetto ai suoi compagni di merende e ostenta una totalmente ingiustificata arroganza verso tutto e tutti.

Black Widow (vedova nera) è la solita figura femminile sensuale e sessista piazzata in quota rosa dallo studio di produzione; ha le tettone e un bel culo e le sue armi segrete sono la seduzione e la persuasione, tipici attributi femminili… per un maschilista.

Iron man è “er mejo”: impaccato di soldi da far schifo, Tony Stark è un genio (e non esita a mostrarlo), è sufficiente con le persone perché se lo può permettere (è impaccato di soldi da far schifo) e sembra non gliene freghi un emerito cazzo del mondo.
Insomma, è il Capitalismo personificato e ovviamente è proprio lui a salvare il mondo col suo gesto eroico senza senso (ma come fa a cadere verso la Terra se nello spazio non c’è gravità !?!).

Ops, dimenticavo The Hulk!
Sì, lo scienziato folle, utile solo se tenuto sotto stretto controllo, altrimenti si ribella, impazzisce e miete vittime con aborti, contraccettivi, eutanasie e quella pazza idea che non ci siano Dei (badate bene che Hulk è l’unico in grado di rompere il culo a Loki, un dio).

The Avengers (2012)
Feuerbach afferma che non è Dio che crea l’uomo, ma l’uomo che crea l’idea di Dio! Porco dio!

Vedete, io non ce l’ho tanto con il ragazzetto che va a vedere il film con gli amici il sabato pomeriggio; capisco perfettamente la loro voglia di basso intrattenimento a velocità raddoppiata.
No, io ce l’ho con quegli stronzi hipster del cazzo che ne hanno parlato bene, che si sono divertiti mentre il governo americano gli spingeva merda fascio-capitalista giu per la gola, e loro a goderne, coprofaghi dei miei stivali.

Ce l’ho con te, John Gholson, che su Rotten Tomatoes hai avuto l’audacia di scrivere: “è come se i fumetti Marvel fossero stati iniettati direttamente nelle tue vene. Ti fa semplicemente cadere la mascella”.
Bene caro John, io spero che presto o tardi sia il tuo microscopico cazzo a cadere, nella bocca del tuo amato Iron man.

VOTO:
2 microscopici cazzi e mezzo

The Avengers (2012) Voto

Titolo originale: The Avengers
Regia: Joss Wehdon
Anno: 2012
Durata: 143 minuti
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