Chiara (2022)

Chiara d’Assisi fu una religiosa, e per molti versi rivoluzionaria, donna vissuta in pieno medioevo; famosa per essere stata collaboratrice e consorella di Francesco d’Assisi e per aver dato origine, senza volerlo, all’ordine delle Clarisse.

Entrambi provenienti da famiglie borghesi, Francesco da mercanti e Chiara addirittura dal conte Favarone di Offreduccio degli Scifi che, giudicando dalla lunghezza del cognome, doveva avere talmente tanti agganci da permetterle una vita lunga e d’agio, prospettiva totalmente svanita quando lei, appena diciottenne, fuggi di casa per votarsi al francescanesimo, alla povertà e al servizio di Cristo per i bisognosi.

Ovvi contrasti con le strutture ecclesiastiche, maschiliste, conservatrici e capitaliste, e persino con i francescani omini, portarono Chiara e le sue sorelle prima all’emarginazione e poi alla sottomissione al volere papale, senza mai ottenere pieno riconoscimento dei loro principi di uguaglianza e modestia di costumi.

Chiara (2022)

Vita, senza morte e miracoli, di Chiara, qui volutamente NON santa, e della sua ribellione, indubbiamente borghese, ma non per questo futile, contro la piramide sociale dell’epoca.

Questo film, dalla stessa regista di Cosmonauta, delizioso film che vidi tantissimi anni fa e poi nulla più, affascina sia per il rispetto linguistico (tutti recitano in volgare umbro medievale) che quello storiografico, nonostante i comprensibili scivoloni nel miracolistico volti probabilmente a giustificare la produzione Rai e la maggioranza silenziosa di teste a cucuzza che andrebbero preso e sbattute contro i muri come non ci fosse un domani.

Sì perché, come dimostra la parabola incendiaria dei pompieri Francesco e Chiara, non è mai possibile cambiare le cose dall’interno e si finisce per fare da “greenwashing” alle stesse gerarchie che si voleva smontare.

Come dice il vecchio adagio, non esistono poteri buoni.

VOTO:
4 vecchi

Chiara (2022) voto

Titolo russo: Кьяра
Regia: Susanna Nicchiarelli
Durata: 106 minuti

Vatican Girl: la scomparsa di Emanuela Orlandi (2022)

Il 22 giugno 1983 io avevo da poco smesso di cacarmi addosso mentre Emanuela Orlandi, una ragazza di 15 anni, veniva rapita in pieno centro a Roma da non si sa chi per farci non si sa cosa.

Da allora le polemiche riguardo questa scomparsa mai risolta sono state molte e molte sono state le ipotesi e le piste investigative messe sul tavolo: dai terroristi internazionali alla banda della Magliana fino al più classico dei classici: le orge pedofile in Vaticano.

Vatican Girl: la scomparsa di Emanuela Orlandi (2022)

Docuserie un pelo più interessante della visione stereoscopica del buco del culo di Anna Falchi.

Si parla molto, tanti si sbrodolano addosso, ma alla fine non se cava un ragno dal buco del culo di Anna Falchi e si rimane col dilemma su che cazzo sia successo a questa giovane cittadina vaticana.
Che fosse o meno l’intento della serie, a me frega cazzi porco dio; non potete farmi vedere 4 ore di una roba che sembra Stargate di Roberto Giacobbo.

VOTO:
3 Giacobbo

Vatican Girl: la scomparsa di Emanuela Orlandi (2022) voto

Titolo originale: Vatican Girl: The Disappearance of Emanuela Orlandi
Scritto da: Aurelio Laino?
Durata: 4 episodi da 1 ora

L’armata Brancaleone (1966)

In un medioevo sporco e volgare, popolato di tipi violenti e pigliatutto, si aggira Brancaleone da Norcia, cavaliere senza soldi ma dagl’intenti nobilissimi, vestito di stracci e con un assurdo taglio di capelli a scodella.

Assoldato come duce da un gruppo di 4 scalcagnati con in mano una pergamena che potrebbe aprire loro le porte al possesso del feudo di Aurocastro, il nostro Brancaleone pellegrina senza un dio che lo ami per le terre italiche incontrando personaggi e situazioni che lo portano di qui e di là facendogli attraversare la terra come un coltello nel burro.

L'armata Brancaleone (1966)

Famosissima commedia di Monicelli che, nonostante i dubbi iniziali, riscosse un clamoroso successo di pubblico.

Contraddistinto da un linguaggio colorito e simpaticissimo che prende un po’ dal latino volgare e un po’ da dialetti vari, il film procede per scene auto conclusive che a volte lasciano lo spettatore con una fatica da ripetizione e, più si procede verso il finale, più si è tentati dallo spegnere il cervello.

Certamente fu sottovalutato prima dell’uscita, ma forse è stato un pochino sopravvalutato dopo il successo al botteghino.

VOTO:
3 volgari e mezzo

L'armata Brancaleone (1966) voto

Titolo: Brancaleone’s Army
Regia: Mario Monicelli
Durata: 2 ore
Compralo: https://amzn.to/3JzDvwF

February – L’innocenza del male (2015)

Rose e Kat sono due studentesse di una scuoletta privata per stronzetti cristiani coi soldi mamma mamma cos’è il menarca che si ritrovano appaiate per un paio di giorni dopo la chiusura invernale perché i genitori paiono essersi dimenticati di venirle a prenderle.

Sfortunatamente (per Rose), quel fine settimana sarà anche il tempo giusto, per chi lo vuole, di farsi venire un embolo cerebrale e cominciare a vedere i draghi con le ali verdi e la faccia fa paura oh ohh.
Spaventi spaventevoli saranno il pane da ciancicare per gli inquilini del college privato rimasti in loco e tu non avrai accesso al paradiso perché dio non ti vuole bene, nonostante quello che ti continua a dire Padre Guido.

February - L'innocenza del male (2015)

Il figlio di Anthony Perkins evidentemente non riesce a mandare giù la scomparsa del suo frocissimo padre morto di HIV (chissà perché) e della madre schiantatasi sulla torre nord del world trade center nel 2001 e quindi sforna questo “bu bu impaurisciti” l’anno prima di quell’altro bu bu impaurusciti, incentrando questo sul dramma dell’abbandono mentre l’altro era sul ricordo.

Opera riuscita, indubbiamente, e questo giocare sul minimale mai bugiardo (tanto che il twist se stai attento in realtà non c’è) mi è piaciuto assai.

Forse si potevano risparmiare quel momento di cattivo gusto con la controfigura di Papa Francesco con le gambe sporche di sangue e merda rincorso da un gruppo di capre nere sullo sfondo di quella scena di stupro, anch’essa francamente gratuita.

Il resto invece ok.

VOTO:
3 capre nere e mezza

February - L'innocenza del male (2015) voto

Titolo originale: The Blackcoat’s Daughter
Regia: Oz Perkins
Anno: 2015
Durata: 1 ora e 33 minuti
Compralo: https://amzn.to/3lStcJV

Midnight Mass (2021)

Una uggiosa isoletta americana chiamata Crockett sta spopolandosi dei suoi miseri abitanti e nessuno sa o vuole porci rimedio.

Un po’ perché la vita del pescatore povero non è allettante e un po’ perché qualche anno prima una petroliera ha rilasciato in mare una valanga di velenoso petrolio, gli unici isolani ad aumentare a vista d’occhio sono i gatti malefici che ti pigliano l’anima di notte mentre vai a pisciare al campo.

Ma no te preocupe amigo mio: c’è sempre la soluzione ad ogni problema e in questo caso la salvezza verrà portata da un giovine prete con la faccia di uno che si sorprende delle sue stesse scorregge.
Sfortunatamente, assieme agli eventi miracolosi e alle scorregge, capiteranno anche morte e distruzione… ma non potrebbe essere altrimenti quando parliamo di bibbia.

Semagallo bibbione!

Midnight Mass (2021)

Interessantissimo progettino dell’orrore che ad un’attenta visione si rivela essere molto di più che una semplice scusa per farti zompare dalla sedia.

Premesso che il mistero (inspiegabilmente mai esplicitato) è abbastanza telefonato, non che questo fosse l’intento dell’autore, e che alcuni passaggi emotivi siano un pochino forzati, va riconosciuta la compattezza di visione e la chiarezza narrativa dimostrate quando invece tutto avrebbe potuto sbrodolarsi in un banale rimbrotto alla religione cattolica condito di spaventi.

Ed invece il rifiuto papalino c’è senza essere preponderante, mentre tutto sottende invece ad un conflitto ben più profondo nella sua semplicità: l’incomunicabilità.

Siccome nessun uomo è un’isola e rari sono i casi di felice ermetismo, gli abitanti di Crockett sono profondamente tristi perché non riescono ad entrare in contatto l’uno con l’altro: lo sceriffo e il figlio, il prete e la sua comunità, una paraplegica e il suo carnefice, il protagonista ex alcolista e il suo senso di colpa; tutti si parlano, ma nessuno ascolta veramente. Emblematico a questo proposito è il monologo dello sceriffo musulmano che se ne esce lamentando come nessuno gli abbia mai chiesto perché abbia chiesto il trasferimento in quella sperduta cittadina di merda.

E seguendo questo filone logico, la stessa storia narrata non sarebbe mai decollata (con enorme risparmi di vite) se solo ci fosse stata più comprensione.
Perché come ha giustamente detto Tommy Wiseau:
“If a lot of people love each other the world will be a better place to live !”

Amate e moltiplicatevi, pederasti.

VOTO:
4 Tommy

Midnight Mass (2021) voto

Titolo canadese: Sermons de minuit
Regia: Mike Flanagan
Anno: 2021
Durata: 7 episodi da 1 ora
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Tokyo Godfathers (2003)

3 senzatetto giapponesi, per racimolare una cena “aggratise”, si ritrovano ad una recita natalizia organizzata da un invasato gruppo cristiano .

Quello che non sospettano è quest’incipit contraddistinguerà quella magica sera di Natale trasformandola in una notte di avventure rocambolesche, mosse dall’esigenza di trovare i genitori di una neonata abbandonata in mezzo ai rifiuti.

Questi 3 improbabili re magi senza una famiglia faranno scudo, con le loro giacche lise e una manciata di cartoni, alla Gesuccristo che è miracolosamente capitata loro, facendo affidamento ad una fortuna divina che per tutta la notte li perseguiterà con benevolo occhio.

Tokyo Godfathers (2003)

Film d’animazione tutto giocato sul reciproco rimando degli elementi in scena (famiglia, miracolo, redenzione) e sulla coincidenza assurta a moto degli astri divini.

Purtroppo non regge tutta la durata (nonostante sia pure corto) e spesso ci si ritrova un po’ a sbadigliare tra una sequenza e l’altra.
Ed è un peccato, perché le idee non erano male e la grafica è molto espressiva e dettagliata.

VOTO:
3 magi

Tokyo Godfathers (2003) voto

Titolo giapponese: 東京ゴッドファーザーズ
Regia: Satoshi Kon
Anno: 2003
Durata: 1 ora e 28 minuti
Compralo: https://amzn.to/3DczIBT

Ghosts of Sugar Land (2019)

Una cittadina texana di 50 mila persone diventa il teatro della più contemporaneo delle tragedie umane, l'(in)aspettata conversione di un giovane disadattato che con un agile scatto passa dalla dottrina americana neo-liberista alla dottrina araba neo-musulmana.

Risate a non finire.

Ghosts of Sugar Land (2019)

Interessantissimo cortometraggio dal contenuto inquietante nel suo triste esito e dalla realizzazione perlomeno estraniante se vogliamo accettare le maschere di Ironman e Topolino come una fortunata intuizione dell’autore e non un ombelicale ribaltamento del tono per il gusto di.

Da vedere anche perché corto.

VOTO:
3 e mezzo

Ghosts of Sugar Land (2019) voto

Titolo brasiliano: Fantasmas de Sugar Land
Regia: Bassam Tariq
Anno: 2019
Durata: 21 minuti

Haunted (2018 – xxx)

Che bello quando ti riunisci intimamente davanti le telecamere di Netflix con amici e parenti per raccontare loro le tue più perverse fantasie erotico-masochistiche che comprendono coprofagia, tovaglioli di carta, satanassi gay, Gianni Morandi, nonne fantasma, lapidi trafugate, pazienti dementi demoniache, stanze delle torture, gatti maledetti, padri abusivi, parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusivi sessuali abusivi.

Tanta voglia di ricominciare, abusivamente.

Haunted (2018 - xxx)

Serie spaventosa, non per il contenuto che francamente fa ridere i polli, quanto per la vomitevole spavalderia con la quale ti tirano in faccia palate di merda su palate di merda fino a che non ce la fai più e gli tiri giù una bestemmia a capo chino nel silenzio della notte.

<<Porco dio!>> si sente gelido squarciare il cielo e subito la schiena ti s’inzuppa d’urina di cane.
Piangi fratello stronzo, piangi e fotti come non ci fosse un domani.
Fotti e rifotti il culo rotto che ti ritrovi figlio di puttana perché non verrà nessuno a salvarti dall’ira funesta di quel porcaccioddio che ti ha reso stroppio al cervello.

Piangi.

PS: l’unico episodio degno di nota è il terzo della seconda stagione che ovviamente non tratta il paranormale, ma gli rema addirittura conto con la sua storia di abusi dentro una setta cristiana fissata con la liberazione di giovani gay dal demone della frociaggine.

VOTO:
2 cani culi rotti

Haunted (2018 - xxx) voto

Titolo spagnolo: Al borde de la realidad
Anni: 2018, 2019, 2021
Durata: 3 stagioni da 6 episodi da 30 minuti circa

I Am Here…. Now (2009)

Dopo aver abilmente hackerato il mondo intero nel grottesco film precedente, Neil Breen compie un passo ulteriore mettendoSi in scena come dio sceso in terra, letteralmente.

Ebbene sì, lui è un Gesù cibernetico dai piedi rugosi e senza un briciolo d’intelligenza; un creatore di mondi che, disgustato dalle sue creature, diventa uno spietato devastatore di civiltà.

I Am Here.... Now (2009)

Ma cosa volete che vi dica?

E’ un film assurdo girato senza permessi tra il deserto del Nevada, dove la mafia sotterra i cadaveri, e una Las Vegas senza pietà per i disabili, spinti a terra con violenza da immigrati greci a cui Neil Breen cava gli occhi.

Con sì e no 45 minuti di girato Neil ha voluto ricavare un’ora e mezza di tortura cinese riciclando le stesse inquadrature più e più volte con l’effetto di farmi uscire di capoccia in svariate occasioni.
E neanche la visione dei culi di un paio di battone da marciapiede ha potuto salvarmi dal proferire le mie care bestemmie.

VOTO:
1 marciapiede

I Am Here.... Now (2009) voto

Titolo russo: Я уже здесь
Regia: Neil Breen
Anno: 2009
Durata: 87 minuti

Sound of My Voice (2011)

Peter è un maestro elementare e Lorna surfa internet; assieme formano la coppia di documentaristi più improbabile della storia.

Siccome questi due figli di puttana non hanno l’anima come gli indios americani, si mettono in testa di girare un documentario (bada bene, senza l’uso di videocamere) sulla piccola setta segreta di quelli che si danno il 5 matto come in una puntata di Willy il principe di Bel-Air.
Una setta al cui apice c’è Maggie, una stronza che dichiara di venire dal futuro, e Klaus, il suo assistente che è uguale a Steve Jobs.

C’è una scena con gente che vomita.

Sound of My Voice (2011)

Ma mannaggia la madonna.

Questo filmetto, pretenzioso e fintamente minimalista, sembra scritto da gente che l’anima l’ha venduta a satanasso, gente che come si fa a sputare una corbelleria simile, gente che io dico cazzo e m’incazzo.

Ma ecco che m’illumino d’immenso.
Volo in cielo a visitare dio padre.
Magicamente tutto assume altre proporzioni, altre prospettive e comincio a guardare con estrema gioia a frasi come “ma mannaggia la madonna”.

VOTO:
2 madonne

Sound of My Voice (2011) voto

Titolo brasiliano: A Seita Misteriosa
Regia: Zal Batmanglij
Anno: 2011
Durata: 87 minuti
Compralo: https://amzn.to/3cuzprI

Il nome della rosa (1986)

Nel 1327 la vita era una merda.

Eri frocio, studiavi il greco, ti facevi prete, ti facevi un prete e finivi morto stecchito dentro una tinozza d’acqua col tuo cazzetto in bella vista e il tuo indice misteriosamente macchiato di nero.

Nel 1327 la vita era una merda.

Eri un francescano, c’avevi una capoccia tanta, t’eri fatto pure gli occhiali (roba che l’imperatore se li sognava), c’avevi un ciuchino niente male e però ti accusavano di eresia e vanagloria.

Nel 1327 la vita era una merda.

Eri cieco, eri spagnolo, eri oscurantista, eri vecchio, eri brutto, eri racchio, c’avevi il cazzo che è un abbacchio, ma non t’annava mai de ride.

Nel 1327 la vita era una merda.

Il nome della rosa (1986)

Tutti sanno che questo film è tratto dall’omonimo libro di Umberto Eco; non tutti però sanno che il famoso scrittore ha dato il nome a 13069 Umbertoeco, un asteroide della fascia principale, la zona tra Marte e Giove.

Tolto quindi ogni dubbio sull’asteroide Umbertoeco, passiamo al film.

Le musiche di James Horner sono ispiratissime ed accompagnano per mano lo spettatore tra i meandri di una torbidissima storia costellata di bugie ed assassini(i), storia messa perfettamente in scena da un manipolo di attori in bolla tra i quali spiccano, oltre ai bravissimi protagonisti, un fantastico Ron Perlman nel ruolo della sua vita (Salvatore, il gobbo idiota) e le tette di Valentina Vargas, fortemente voluta da Christian Slater per le sue doti canore.

VOTO:
4 Salvatore

Il nome della rosa (1986) voto

Titolo originale: The Name of the Rose
Regia: Jean-Jacques Annaud
Anno: 1986
Durata: 130 minuti
Compralo: https://amzn.to/3pq8sJn

L’ultima profezia (1995)

L’arcangelo Gabriele si è rotto il cazzo dell’amore di Dio dio per gli esseri umani e si è messo in testa di rovesciare l’ordine costituito nel vano tentativo di riconquistare l’amore divino a suon di papagni in bocca agli angeli che ancora sostengono quel figlio ‘e ‘ntrocchia di Dio dio.

A sbarrargli la strada abbiamo un detective con un generoso parrucchino che ha perso la fede (il detective ha perso la fede, non il parrucchino), una bambina che viene ingravidata oralmente da un angelo (sì, hai letto bene) e un gruppo di sciamani indiani che non c’entrano un cazzo con la trama tutta giocata (male) sul cattolicesimo ma che fanno sempre molto colore.

L'ultima profezia (1995)

Madonna ladruncola di briciole di pane.
Che pietà, per pietà.

Ma come cazzo si fa a partorire un filmaccio così?
Il regista appare chiaramente confuso tra un tono duro, orrorifico, apocalittico ed un altro completamente opposto, composto di smorfiette e siparietti tra il comico e il patetico che starebbero bene in bocca al budello di tu’ ma’; la storia può far breccia unicamente nei cuori dei pavidi e Matteo Renzi è il peggior politico mai partorito da un democrazia.

Che poi guarda: il film parte pure benino, con quell’abbondante gusto splatter dei primi 30 minuti, e però poi va a perdersi proprio quando dovrebbe decollare, ovvero con l’entrata in scena di Christopher Walken.
Pietà.

VOTO:
2 smorfie (puorchiddio)

L'ultima profezia (1995) voto

Titolo originale: The Prophecy
Regia: Gregory Widen
Anno: 1995
Durata: 98 minuti
Compralo: https://amzn.to/3qNuKF8