Ghost in the Shell (2017)

Major Mira Killian è un potentissimo robot col cervello di una donna e questo già dovrebbe far sorgere dei dubbi.
Se a questo aggiungiamo la sua passione per i motori, allora…

Ecco, io immagino che tutti quei deficienti mentecatti fottutissimi ignoranti cinematografici critici della domenica de ‘sto cazzo abbiano pensato essere più o meno questo il pensiero di quelli che hanno gradito questa storia fantascientifica molto adrenalinica (e poco interessante).
Sì perché, secondo i Social Justice Warriors, uno quando guarda un film non si concentra sulla storia, sui personaggi, sui conflitti, sulle lezioni morali, sul comparto visuale, sulle musiche, sull’atmosfera…

no no no
Il pubblico decide se un film è degno d’essere visto basandosi unicamente sul colore della pelle dei protagonisti.

Ghost in the Shell (2017)

Ma mannaggia quella cavallina spelacchiata senza fede dopo essere stata frustata con un cordino di pelle di cane perché troppo loquace, ma come cazzo si può essere così maledettamente miopi e stronzi per montare ad arte una polemica sterile e infondata sul #whitewashing di Hollywood?

Sarò un contadino veneto, ma a me sembra totalmente normale che se una casa di produzione americana tira fuori un film da un manga giapponese, abbia ovviamente maggiori probabilità di scegliere come protagonista un’attrice americana, anzi: una famosa attrice americana.

Non c’è alcun complotto contro i giapponesi, che tra l’altro se ne sono infischiati il cazzo di queste polemiche tutte concentrate nel New England dei riccastri finto-progressisti i quali votano Hillary Clinton, e non c’è alcun tentativo cosciente dell’industria dell’intrattenimento di perorare una crociata bianca contro le minoranze etniche.

Tutt’al più c’è una crociata contro il cinema dozzinale, la mia.

VOTO:
3 croci crociate e mezzo

Ghost in the Shell (2017) voto

Titolo originale: Ghost in the Shell
Regia: Rupert Sanders
Anno: 2017
Durata: 107 minuti

Transformers: L’ultimo cavaliere (2017) – Trailer Reaction

Reagiamo al trailer del quinto film della serie di cartoni animati cult anni ’80; questa volta coi nazisti medievali.

Si parla di:
Secchezza vaginale, Medioevo, Nazismo, Padre Clio, maniglie dell’Amore, Merda e Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta Basta…

Titolo originale: Transformers: The Last Knight
Regia: Michael Bay
Anno: 2017
Durata: ?

Futureworld – 2000 anni nel futuro (1976)

Siccome la gente non è mai sazia di stronzate, ecco che dopo appena due anni dal catastrofico incidente a Westworld si riaprono i battenti a Delos ed il pubblico comincia a tornare sul luogo del delitto come se nulla fosse.

Per rassicurare quei pochi prudenti che nutrono sacrosanti dubbi, il reparto marketing del parco divertimenti meno profittevole della storia ha invitato un giornalista della carta stampata e una conduttrice televisiva per racimolare un po’ di pubblicità positiva.
La realtà però è che oscuri piani vengono elaborati dietro le quinte per riportare ordine e disciplina in un mondo troppo libertino.

Futureworld - 2000 anni nel futuro (1976)

Scadente e rancido sequel della buona prima opera filmica Crichtoniana e sicuramente uno dei più prevedibili film che mi sia mai capitato di vedere.
Si dà il caso infatti che per indovinare il colpo di scena ci ho messo 5 minuti, non scherzo: difatti, praticamente subito, lo spettatore medio non farà fatica a realizzare quello che nelle intenzioni dei creatori di siffatta merda doveva essere un sorpresone.

Yul Brynner fa la parte della fantasia erotica della conduttrice, una tipica donna hollywoodiana fintamente in carriera divisa tra una voglietta terrena di farsi trombare dal giornalista della carta stampata e un sogno fanciullesco di una che probabilmente da piccola è stata toccata da nonno.

VOTO:
2 nonni

Futureworld - 2000 anni nel futuro (1976) voto

Titolo originale: Futureworld
Regia: Richard T. Heffron
Anno: 1976
Durata: 108 minuti

Il mondo dei robot (1973)

Nel futuristico 1983 i ricchi possono farsi una vacanza da sogno nel parco divertimenti di Delos pagando $1000 al giorno.
Per questa cifra da capogiro, quello che viene offerto è presto detto: 3 piccoli mondi del passato (il west, il medioevo e Roma antica) ricreati con l’ausilio di un po’ di carpentieri rumeni e tanti androidi ultra realistici.

I ricchi paganti possono quindi vivere avventure da romanzo (o da film) all’interno di questa sorta di grandi set televisivi, chi chiavando cortigiane e chi duellando con un pistolero pelato dall’aria torva; la scelta è potenzialmente infinita, come infinite sono le possibilità che qualcosa vada storto.

Il mondo dei robot (1973)

 

Prima opera fimica per lo scrittore di Jurassic Park e piccola perla fantascientifica dal costo ragionevolmente basso, fattore che sembra non aver influito minimamente sull’impatto emozionale della storia, anzi.
Questa semplice vicenda di virus informatici che fanno impazzire i robot di un villaggio turistico per Paperoni annoiati prende bene sin dalle prime inquadrature a bordo dell’hovercraft e prosegue su buoni livelli fino alle pazze scintille di un finale non eccezionale ma oggettivamente inevitabile.

Nonostante molti moderni luddisti abbiano identificato e continuino ad identificarlo come un film sui pericoli della tecnologia, Crichton è stato sempre abbastanza chiaro sul messaggio anti-corporation dell’opera.

VOTO:
4 Yul

Westworld (1973) voto

Titolo originale: Westworld
Regia: Michael Crichton
Anno: 1973
Durata: 88 minuti

Matrix Reloaded (2003)

Neo, assieme al suo devoto Morpheus e alla fidanzata Trinity, deve stoppare l’invasione robotica della roccaforte umana Zion.
Nel frammentre l’Agente Smith, scioltosi dalle costrizioni societarie avendo vissuto una liberazione sessuale anale perpetratagli dal suddetto Neo in vena di scherzi bonari, si mette tra capo e collo dei 3 coglioni a cui accennavo in apertura assolvendo così al delicato ruolo del cavolo a merenda.

Molte cose accadono, molte cose di cui se ne poteva fare felicemente a meno e quindi mi limiterò nello scrivere una parola che possa riassumerle tutte: smegma.

Matrix Reloaded (2003)

Io direi che, al di là dell’oggettiva bruttura di siffatta operetta, è importante sottolineare come ad Hollywood sembri giusto chiamare la roccaforte umana Sion mortacci vostra sionisti demmerda, ve odio, a voi e alla vostra idiota credenza medievale d’essere in missione per conto di dio.

dio non esiste, e se esiste ve odia come me.

Sto film è ‘na cacata.
Risparmiatelo, te che sei finito su questa recensione.

VOTO:
2 smegma e mezzo

Matrix Reloaded (2003) voto

Titolo originale: The Matrix Reloaded
Regia: The Wachowski Brothers
Anno: 2003
Durata: 138 minuti

Rogue One (2016)

Abbiamo visto il film con i ribelli che rubano le planimetrie della Morte Nera per denunciare un abuso edilizio.

Si parla di:
Ricerca dei biglietti, Prime impressioni, Trama, Protagonista femminile, Cast multietnico, Peter Cushing e Carrie Fisher digitali, Fan service, Musiche, Rovazzi antisemita, Felicity Jones anticarismatica, lo Jedi cieco, il Regista, lo Sceneggiatore, American Pie, il Sacrificio personale per un Ideale, Militari a Roma come Stormtroopers imperiali, il Fascismo montagna di Merda, Universo Star Wars espanso, Cose belle, Darth Vader, Parapetti maledetti, Messa in scena realistica e sporca, World War Pepsi,
un Film fatto col Cuore, Cose negative, Pubblico di riferimento, Votazioni e benedizioni Jedi.

Titolo originale: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Anno: 2016
Durata: 134 minuti

Rogue One: A Star Wars Story (2016)

La Repubblica Galattica è ormai crollata e dalle sue tristi ceneri fatte di spiritualismo retrò e ossa di bambini jedi è sorto l’Impero: una dittatura tecnocratica retta da un misterioso figuro sempre incappucciato perché orribilmente sfigurato, terrorizzata da un generale nero sempre col casco perché orribilmente sfigurato e combattuta da una serie infinita di figuranti ribelli (non sfigurati) sempre pronti a farsi esplodere durante uno dei loro numerosi attacchi terroristici alle orribili postazioni imperiali.

In questo attesissimo sequel/prequel/spin-off di Star Wars vengono narrate quindi le misteriose vicende immediatamente precedenti l’inizio del quarto capitolo, ovvero il furto con scasso dei piani segreti della Morte Nera che porterà poi i ribelli di A New Hope ad una missione kamikaze per far saltare in aria la suddetta Morte, tutto grazie a un pizzico di culo e all’onnipresente Forza.

Rogue One: A Star Wars Story (2016)

Ottimo film d’avventure spaziali e gradito apripista per l’universo espanso di Star Wars il quale si avvia ormai ad essere una gallina dalle uova d’oro di dimensioni gargantuesche.

Rispetto al patinato e fin troppo ammiccante Episodio 7, questo Rogue One si posiziona molto più vicino alla trilogia originale riprendendo tematiche ed elementi visivi dei tre film; vedi la politica del primo, la cupezza del secondo e il tropicalismo del terzo.
A tutto questo va poi aggiunta un’ironica (vista l’abbondanza di effetti speciali) ma sincera passione per il corporeo realismo perfettamente incarnato da parecchi visi sporchi, capelli unti e unghie nere.

Un film quindi assolutamente da consigliare e uno sforzo produttivo cinematografico che, confermando la triste regola con la sua eccezionalità, riesce a fondere armonicamente grande pubblico e grandi emozioni.

Ma il più grande plauso va a quegli eroici recensori che, per portarvi il Verbo prima di tutto il resto della marmaglia Kritica, si sono ridotti a vedere l’anteprima nazionale (mondiale?) del film al centro di Roma a mezzanotte per poi ritrovarsi alle 4 di mattina a pigiare tasti del computer in modalità random come forsennati cospirazionisti delle scie chimiche.

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VOTO:
4 scie e mezzo

Rogue One: A Star Wars Story (2016) Voto

Titolo originale: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Anno: 2016
Durata: 134 minuti

Turbo Kid (2015)

Nel retro-futuro post-apocalittico del 1997 (anno dell’attivazione di Skynet) vive un orfano adolescente appassionato di fumetti e cianfrusaglia anni ’80.

Presto gli si affibbia un’eccentrica ragazza dagli occhi da bambola la quale sembra intenzionata a non lasciarlo più, costi quel che costi; assieme affronteranno i regolari pericoli di un futuro post-atomico tipo i punkabbestia alla Mad Max (però in bicicletta) e si troveranno a fronteggiare Zeus, il solito pazzo truculento signorotto dell’acqua con la passione per l’ultraviolenza.

Turbo Kid (2015)

Bellissimo omaggio agli anni ’80, nel bene e nel male, Turbo Kid è un piccolo progetto indipendente canado-neo zelandese assolutamente da non perdere.

Pieno zeppo di citazioni e rimandi ai film e alla cultura del decennio più capitalista che ci sia, il film non cade nella facile trappola della carrellata nostalgia, ma anzi prende il materiale originario (robaccia, a dir la verità) e ne tira fuori un pastiche sarcastico e a tratti perfino critico di un decennio storico ricco di assurdità.

VOTO:
4 uan e mezzo

Turbo Kid (2015) voto

Titolo originale: Turbo Kid
Regia: François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell
Anno: 2015
Durata: 93 minuti

Rick and Morty: 2° stagione (2015)

Continuano le avventure/disavventure del duo tragicomico Rick e Morty, nonno inventore nichilista stralunato e nipote scemotto dai buoni e inutili sentimenti, in giro per le galassie e le dimensioni parallele di questo e altri universi.

Rick-and-Morty-2°-stagione-(2015)

Graditissimo ritorno di uno dei serial animati più trambi del momento, Rick and Morty soffre però un pochino in alcuni frangenti di sovraeccitamento sinaptico.
D’altra parte è difficile pensare di mantenere la freschezza e la naturalezza un po’ ignorante della prima stagione con la consapevolezza dell’espandersi del pubblico di riferimento; ecco allora che diminuiscono le estemporaneità in favore di una storia più coesa, il che non è poi manco tanto male.
Alcuni episodi restano ad altissimi livelli (Total Rickall su tutti) e ogni tanto tornano le perle di assoluta genialità, tipo il videogioco Roy: A Life Well Lived nel quale Morty vive un’intera esistenza nell’arco di pochi secondi.

Per forza di cose non ha l’impatto dell’originale, ma Parigi val bene una messa.

VOTO:
4 tour Eiffel

Rick-and-Morty-2°-stagione-(2015)-voto

Titolo originale: Rick and Morty
Stagione: seconda
Creatori: Justin Roiland e Dan Harmon
Anno: 2015
Durata: 10 episodi da 20 minuti

RoboCop (2014)

Alex Murphy viene esploso, danni, paralitico, trasformato in robot da corporazione malefica mangiasoldi, sbim bum bam.
Moglie e figlio traumatizzati, amore negato, dottore lo voglio nero, eh no codice rosso non puoi sparare, voglio morire, è veloce e resistente, 60 secondi per arrestare un assassino violentatore, sta indagando il suo omicidio, fabbrica di droga, stritum tan, poliziotti corrotti, senato vota sì ai robot, presidente OCP contento, presidente morto.

RoboCop-(2014)
Samuel L. Jackson motherfucker

Rifacimento (o come lo chiamano adesso remake/reboot) del meraviglioso classico anni ’80, questa cacata mandata giù di traverso non ci voleva proprio.
Consapevole delle qualità che hanno reso l’originale un capolavoro, il reboot se ne frega al cazzo al 70% e lascia solo qualche briciola ai poveri nostalgici come me che hanno a cuore il cervello invece dell’erezione che molto probabilmente regna sovrana tra chi si diverte a vedere ‘ste minchiatelle pompate a bomba co’ le pistolettate a raffica e la noia che te se porta via.
Il problema è che non fa schifo, anzi c’è anche qualche battutina simpatica e un lieve accenno di satira sociale, ma il tutto è diluito in un mare di banalità generalista.
Insomma, non se sentiva assolutamente il bisogno.

VOTO:
2 nostalgici e mezzo

RoboCop-(2014)-voto

Titolo originale: RoboCop
Regia: José Padilha
Anno: 2014
Durata: 117 minuti

Rick and Morty: 1° stagione (2013-2014)

Morty Smith è un giovane liceale un po’ svampito il quale si trova ogni settimana in incredibili avventure inter-dimensionali al limite del paranormale per colpa di suo nonno Rick Sanchez, un paranoico insensibile scienziato nichilista sempre alla ricerca di un nuovo modo per sopire i suoi demoni interiori.
Lo strambo duo affronta così ogni sorta di pericolo fantascientifico senza la benché minima ragione e con un’alta probabilità invece di finire morti stecchiti.

Rick-and-Morty- prima stagione(2013-2014)
cosa che succede in una delle molteplici dimensioni possibili

La cosa straordinaria di questa vera e propria perla dell’animazione contemporanea è il suo mix perfetto di umorismo nero e completa accettazione della scienza come unico possibile metodo di indagine a nostra disposizione e pilastro sul quale si fonda la nostra società.
Le conoscenze e la realtà messeci a disposizione dall’introduzione del metodo scientifico sono talmente scolpite nell’immaginario dei creatori come del pubblico di riferimento che la maggior parte delle battute e delle assurde situazioni comiche derivano proprio da questo assunto, da questa accettazione preliminare da cui deriva poi tutto il resto.
Scherzare sul fatto che Plutone è un pianeta è possibile solo quando lo spettatore è ben conscio della falsità dell’affermazione, ma il gioco va ben oltre.
E’ infatti nella miriade di riferimenti (Cthulhu nei titoli di testa) e gag fulminee (tipo la creatura nata da uno starnuto di Morty che nasce, cresce e muore nel lasso di tempo di una corsa di pochi secondi) che lo show trova la sua solida spina dorsale su cui poi piantare anche una spruzzata di umorismo più semplice da pubblico generalista (come l’alcolismo autolesionista di Rick).

Un bellissimo cartone pieno di sorprese insomma che ovviamente può essere apprezzato appieno solo da chi si diverte in egual misura con i Lego, le droghe e la scienza.

VOTO:
5 Marty McFly lego

Rick-and-Morty-prima-stagione-(2013-2014)-voto

Titolo originale: Rick and Morty
Stagione: prima
Creatori: Justin Roiland e Dan Harmon
Anno: 2013-2014
Durata: 11 episodi da 20 minuti