Angry Videogame Nerd: The Movie (2014)

Per chi fosse stato assente da Youtube negli ultimi 10 anni, c’è un personaggio che ha spopolato e continua a spopolare nella comunità nerd (e non solo): l’Angry Videogame Nerd.

James Duncan Rolfe, un ragazzo appassionato di cinema e videogames che ha prodotto cortometraggi dal dubbio valore artistico fin da quando aveva 10 anni, ebbe nel lontano 2005 l’insana e fortunata idea di girare un video di pochi minuti con protagonista uno sfigato geek alle prese con un famosissimo quanto frustrante videogioco, Simon’s Quest per il Nintendo Entertainment System.
Il resto è storia: un numero sempre più nutrito di fedelissimi l’ha seguito e supportato in questi anni fino a farlo diventare uno dei personaggi più amati sulla rete.
Siccome però James ha sempre voluto fare film e non ha mai abbandonato l’idea di girare un lungometraggio, grazie alla sua larga base di fan affezionati è alla fine riuscito a racimolare 350mila dollari e a produrre questo piccolo miracolo.

Angry Videogame Nerd: The movie (2014)

Il film prende spunto dal famoso episodio delle cartucce di E.T. seppellite in Messico nel 1983 dalla Atari in seguito al grande tracollo che investì l’industria videoludica in quegli anni; una storia narrata di bocca in bocca prima che internet fosse diffuso nelle case americane e che ha preso pian piano negli anni un vago alone di mistero.
Il Nerd dovrà andare a scovare le cartucce che sono state seppellite nell’Area 51 (non in Messico) e fare poi una recensione del videogioco infame.
Nel mezzo dovrà combattere militari nazionalisti americani, mostri giganti alla Godzilla e morti viventi.

La campagna di marketing è stata ottima e centellinata: Angry Videogame Nerd: The Movie è stato prima proiettato in varie località in USA e Canada, facendo il sold out, e poi è stato lanciato su internet su piattaforme OnDemand.

Io l’ho visto su Vimeo:
https://vimeo.com/ondemand/avgn

Il film non è un capolavoro, ma resta un riuscitissimo esperimento di crowdfunding dal basso; un grande progetto indipendente e finanziato totalmente dagli stessi fan.
E solo per questo merita un applauso.
Poi, per chi come me è fan del soggetto in questione, l’opera assume connotati epici… ma son gusti.

Titolo originale: Angry Videogame Nerd: The Movie
Regia: Kevin Finn & James D. Rolfe
Anno: 2014
Durata: 115 minuti

Screamers – Urla dallo spazio (1995)

E’ il 2078 sul pianeta Sirius 6B e l’umanità è divisa in due: da una parte il ‘Nuovo Blocco Economico’, compagnia mineraria che vuole estrarre il berynium dal pianeta, anche a costo di rilasciare nell’atmosfera potenti radiazioni letali, e dall’altra ‘l’Alleanza’, una sorta di sindacato di minatori militarizzato.

Insomma, si tratta della situazione italiana negli anni 2000.

Screamers - Urla dallo spazio (1995)
il braccio armato

Dopo 10 anni di conflitto, le due fazioni sembrano voler fare la pace, cosicché un ufficiale dell’Alleanza va a negoziare con i capitalisti del fronte opposto, ma a complicare le cose ci sono i cosiddeti ‘Screamers’, ovvero robot killer urlatori rilasciati dall’Alleanza, sfuggiti subito al loro controllo e ora capaci di moltiplicarsi ed evolversi autonomamente.

Da qui il solito giochino di questi film di fantascienza/tensione: chi è umano e chi no?

Screamers non è affatto male: se si passano gli effetti speciali un pochino datati e una storia non sempre ai massimi livelli, c’è comunque della carne al fuoco e i colpi di scena restano assicurati.

Titolo originale: Screamers
Regia: Christian Duguay
Anno: 1995
Durata: 108 minuti

RoboCop (1987)

Alex Murphy è padre e marito devoto, un cittadino rispettabile ed un poliziotto modello; poi, dopo 20 minuti di film, dei malavitosi dalla risata facile gli fanno saltare mani, braccia, lo riempiono di piombo, lo pigliano per il culo ed infine gli piantano una pallottola nel cervello.

Evviva i film sarcastici anni 80!

Dichiarato morto dai dottori, in un paese normale Alex sarebbe messo in una scatola di legno e sotterrato mentre le persone che lo conoscevano piangono e gettano terra su di lui; ma siamo in USA, Detroit, in un prossimo futuro distopico nel quale il corpo di polizia viene gestito in appalto da una corporazione privata, la OCP, che ha interessi in qualsiasi settore: dall’esercito agli ospedali, dallo spazio all’urbanistica.

RoboCop (1987)

La OCP vuole immettere sul mercato un robot capace di soddisfare la pressante domanda di sicurezza del cittadino medio americano, schiacciato tra delinquenza dilagante e capitalismo a briglie sciolte, un robot da testare sui civili e successivamente da vendere all’esercito per operazioni militari all’estero.
In questo scenario da incubo, il corpo smembrato di Alex Murphy capita a fagiolo: viene smontato, modificato, assemblato e resuscitato come RoboCop, il poliziotto robot che spacca il culo ai teppistelli da strada, ma che non è autorizzato ad arrestare i dirigenti della OCP.
Riuscirà il nostro eroe metallico a giungere ai piani alti del sistema e sfondare il culo a questi colletti bianchi fascio-capitalisti?

RoboCop fu un bel successo di pubblico e di critica, e a ben ragione: il suo pesante cinismo nietzscheano, il sarcasmo politico e la tagliente satira sociale si sposarono perfettamente col suo (apparentemente) superficiale stile da film d’azione americano pieno di troie, cocaina e dirigenti di corporazioni spietati e opportunisti.

Il rifacimento del 2014 invece verrà fortunatamente presto dimenticato nel pozzo delle diaree filmiche da milioni di dollari fatte da teste di minchia senza cervello i quali non hanno capito un cazzo della vita e che spero muoiano presto tra immani sofferenze.

Stronzi.

VOTO:
5 Emil Antonowsky inaciditi

RoboCop (1987) voto

Titolo originale: RoboCop
Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1987
Durata: 102 minuti

Elysium (2013)

Nel 2154 la Terra è sovrappopolata, colma di malattie e crimine, mentre i ricchi se ne sono andati a vivere su una nave spaziale (Elysium) in orbita attorno al nostro pianeta e si guardano bene dall’accogliere il resto del genere umano.

Viaggi della speranza, colmi di storpi e bambini malati, provano periodicamente ad atterrare su Elysium per farsi curare in uno dei tanti lettini medici automatizzati, lettini in grado di curare ogni malattia possibile rendendo di fatto gli esseri umani immortali, e periodicamente vengono fatti saltare in aria prima di raggiungere la meta.
Sulla Terra la gente viene sfruttata, sottopagata e presa a calci in faccia dalla polizia che agisce per ordine dei cittadini di Elysium; la parola d’ordine è “produttività”, e niente è più importante, neanche la vita umana dei tanti disgraziati rimasti giù.

Insomma, uno scenario da Italia terzo millennio.

Solo un uomo può cambiare lo status quo: uno nato tra i poveri, uno che ha sempre sognato di andare lassù, uno a cui non va giù la divisione arbitraria tra chi vive per sempre e chi si fa un culo da mattina a sera.

E quest’uomo è MATT DAMON!

Neill Blomkamp, dopo il graditissimo District 9, ci regala un’altra perla di cinema pop-politico.

Restano alcune incertezze sul ritmo e sulla storia, specialmente l’abbozzata storia d’amore e sacrificio, un po’ forzata direi, ma il messaggio critico alla società contemporanea divisa in classi (due: ricchi e poveri) e all’ingiustizia quotidiana ingiustificata va dentro e alla fine ci si ritrova a guardare il cielo e ad immaginare Matt Damon che salva il mondo con il suo fare bonario che piace tanto alle mamme.

Titolo originale: Elysium
Regia: Neill Blomkamp
Anno: 2013
Durata: 109 minuti

Pacific Rim (2013)

Questo film è una meraviglia.
Punto.

Guillermo del Toro ha fatto bene i compiti a casa e ci regala il primo vero film americano ad alto budget la cui principale fonte di ispirazione sono i cosiddetti Kaiju films, ovvero i film giapponesi con i mostri (vi ricordate Godzilla?).
Ovviamente l’immaginario non si ferma qui, ma va oltre con innesti fantasiosi e coloratissimi tipici della filmografia del regista messicano più ciccione che c’è e qualche sporadica caduta di stile tipo il penoso discorso del comandante militare nero prima della battaglia finale; un vero calcio sui coglioni, e per retorica e per fiacchezza (non pensavo potessi rimpiangere quello di Independence day).

Fortunatamente a salvare baracca e burattini ci sono i “robottoni”, nel loro splendore computergrafico da 190 milioni di dollari, che fanno a cazzotti con i mostri e li quartano e spezzano i due, quattro, cinque, per poi prenderle a destra e manca per 3 quarti di film.

Pacific Rim (2013)

Pacific Rim è due ore di intrattenimento come non se ne vedeva da tempi; dopo ben 3 film fascisti (Transformers), Hollywood ha prodotto un film con i mostri e i robot come cristo comanda.

L’unica tristezza è che Pacific Rim è costato 40 milioni di dollari in più di Transformers 1 ed ha incassato la metà (recuperando comunque costi di produzione e facendo il 100% di incasso netto).

Mortacci vostra.

Titolo originale: Pacific Rim
Regia: Guillermo del Toro
Anno: 2013
Durata: 132 minuti

Robot Jox (1989)

Tra poco esce Pacific Rim; il film di Guillermo Del Toro sui combattimenti tra robottoni.
Stuart Gordon ci aveva già pensato nel 1989.

Dopo la terza guerra mondiale (atomica), i conflitti tra eserciti sono stati sostituiti da combattimenti tra robot di dimensioni da cartone animato giapponese; pilotati dall’interno come da miglior tradizione, questi lenti pezzi di latta se ne danno di santa ragione fino a che uno dei due crolla e/o muore.
Nel film in questione, l’Alaska è la posta in gioco e il pilota americano (del blocco chiamato “Market”) e il russo (della “Confederazione”) si picchiano, si insultano, si tirano pugni volanti e soprattutto danno un nuovo significato al polinomio “Guerra fredda”.

Anche se un po’ datato e poco politically correct, Robot Jox funziona ancora perché non parla solo di una guerra tra macchine, ma parla di una umanità privata dei valori fondamentali e guidata da corporazioni tecnocratiche.
Inaspettatamente, la parte migliore è proprio la battaglia tra pupazzi filmati in stop motion, mentre le ricostruzioni futuristiche distopiche fanno quel che possono col budget a disposizione.

PS: credo che abbiano girato gli esterni della città misera, grigia e cementificata a Spinaceto (Roma sud) e la cosa fa troppo ridere.

Titolo italiano: Robojox
Regia: Stuart Gordon
Anno: 1989
Durata: 85 minuti