Glen Or Glenda (1953) [Full Movie]

A psychiatrist tells two stories: one of a transvestite (Glen or Glenda), the other of a pseudohermaphrodite (Alan or Anne).

Director: Edward D. Wood Jr.
Writer: Edward D. Wood Jr. (story and written by)
Stars: Edward D. Wood Jr., Bela Lugosi, Lyle Talbot

Buy the DVD ➤ http://amzn.to/2r8qTUg
This movie is in public domain.

Titoli alternativi: Glen or Glenda: Confessions of Ed Wood, He or She, The Transvestite, I Led 2 Lives, Male or Female
Regia: Edward D. Wood Jr.
Anno: 1953
Durata: 65 minuti

Moonlight (2016)

Chiron è americano.
Chiorn è nero.
Chiron è povero.
Chiron è gracile.
Chiron non ha amici.
Chiron non ha padre.
Chiron ha la madre tossica.
Chiron è frocio.

Moonlight (2016)
Chiron ha una sedia

Con queste tremende premesse da film acchiappa-premi, il giovine protagonista di questa mirabile e toccante pellicola ci accompagna lungo un travagliato percorso di scoperta e accettazione sessuale difficile da ignorare, anche per un pubblico distratto.

Diviso equipollentemente in 3 capitoli disgiunti nell’esecuzione (e per una scelta fotografica ben distinta e per un’evoluzione nell’atteggiamento di Chiron verso il mondo), ma uniti tematicamente dallo spirito introverso dello stesso, il film si distingue anche e soprattutto per essere un’opera che tratta l’omosessualità di un nero con la stessa dolcezza un po’ amara con cui è stata già trattata da almeno 20 anni quella dei bianchi.

Troppo tardi, dice qualcuno?
Non è mai troppo tardi, dice il pragmatico.

VOTO:
4 pragmatiche

Moonlight (2016) voto

Titolo originale: Moonlight
Regia: Barry Jenkins
Anno: 2016
Durata: 111 minuti

Natale a Miami (2005)

Giorgio Bassi è disperato dopo essere stato lasciato dalla moglie Daniela e cerca quindi conforto tra le braccia del suo grande amico Mario; quello che non sa è che sua moglie lo ha tradito proprio con costui.
Al contempo, in quel floridaneo di Miami, tre ragazzi borghesi vogliono fare la vacanza dell’emancipazione adolescenziale tra belle ragazze e spiagge da mozzafiato, ma hanno fatto i conti senza l’oste e cioè Ranuccio Ghisa, padre di uno del trio, il quale sembra intenzionato a tornare giovine e fare le bravate, anche se solo per pochi giorni, dopo essere stato lasciato dalla moglie per una naturopatista lesbica.

Tra una serie interminabile di rocambolesche situazioni comiche e parecchi drammi amorosi, questa simpaticissima commedia degli equivoci troverà il suo lieto fine nell’assassinio senza pietà di Christian De Sica e Massimo Boldi ai quali verranno disperatamente mangiati i coglioni prima d’essere fatti brutalmente a pezzi.

Natale a Miami (2005)

Quest’avvincente storia d’amore e morte ambientata in suolo americano si snoda magistralmente lungo un intreccio narrativo eccezionale entro il quale trovano forma e spazio tanti personaggi ben delineati nella loro effimera esistenza caricaturale.
Come se non bastasse poi la punteggiatura continua di bellezze femminee alimenta il già poderoso orgoglio italico di una vita vissuta al massimo e tirata su nel naso come fosse cocaina tagliata col gesso usato per il bue del presepe nel quale trovano posto anche l’asinello coglioncello, San Giuseppe tutto tette, la Madonna senza gonna e quel porco dannato in eterno di cristo bambino cacasotto senza culla con 5 gradi sotto zero.

Un film consigliato soprattutto a chi vorrebbe morire perché fisso sulla sedia a rotelle, ma ancora aspetta la legalizzazione dell’eutanasia.

VOTO:
2 paraplegici

Natale a Miami (2005) Voto

Titolo originale: Natale a Miami
Regia: Neri Parenti
Anno: 2005
Durata: 100 minuti

AsperKubrick: What Life in Pictures?

In this dissertation I will analyse the films of Stanley Kubrick to see how these may display stylistic, aesthetic and narrative features which in my opinion reveal Asperger’s-like traits.
The research is conducted within an Auteurist framework with the intention of revealing a non coincidental pattern throughout Kubrick’s career and it can serve as basis for a future analysis of his own possible Asperger’s-like personality traits.

https://www.academia.edu/30378978/AsperKubrick_What_Life_in_Pictures

“Why Stanley Kubrick consciously decided to produce a series of films so particular, so artistically courageous and so unrelatable for a certain section of the audience?
Sadly, the intent of this dissertation is not to reply to this question because it would deserve a much deeper and long research into Kubrick’s persona, his life and his psyche.
What we can (and should) do is to approach the problem from the bottom up: start looking at these films, deconstruct them to isolate specific useful elements and recombine those same elementary pieces in macro categories which then could serve for a future audience study or a treatment on Kubrick’s psyche.
It will be a research through his brief (and thus poignant) filmography done using a specific lens and a particular scale, the lens of psychology and the scale of Aspergerism”.

Diario di un vizio (1993)

Jerry Calà è un povero sporcaccione semi-disoccupato che pensa solo ed unicamente alla fregna, alle zinne, al coito, alla misura del suo cazzo, alla fidanzata troia, alle pippe, alle bambine ai giardinetti…

La cosa interessante è che in questo film la sua vita personale e il lavoro d’attore trovano vicendevolmente linfa vitale e Jerry si ritrova a vestire i panni di un povero sporcaccione semi-disoccupato che pensa solo ed unicamente alla fregna, alle zinne, al coito, alla misura del suo cazzo, alla fidanzata troia, alle pippe, alle bambine ai giardinetti…

Diario di un vizio (1993)

Stranissimo esperimento anti-narrativo con al centro un pessimo attore comico prestato al grande dramma, così da spiazzare tutto e tutti…
e invece no: Calà fa cacà nonostante si vede c’abbia messo molto impegno, il montaggio è a dir poco spaesato, la regia da Mack Sennett, le musiche spesso intrusive e la storia vorrebbe ma non può.

L’unica cosa bella (si fa per dire) è questa Roma orrenda che fa da degno contorno alle miserie dei personaggi: triste, piena di macchine, grigia, popolata di esseri umani alla deriva psicologica e morale.
Ovviamente la Kritica ha schifato lo schifo romano ed ha invece amato le generose puppe della Ferilli, ma che ve lo dico a fare.

VOTO:
2 kritici e mezzo

Diario di un vizio (1993) voto

Titolo inglese: Diary of a Maniac
Regia: Marco Ferreri
Anno: 1993
Durata: 94 minuti

Sausage Party: Vita segreta di una salsiccia (2016)

In un tranquillo supermarket americano, il würstel Frank crede nell’aldilà: un mitico posto dove tutti vivono felici e al quale si può accedere solo quando un essere umano ti mette in busta e ti porta a casa sua.

Quello che lui e tutti gli altri festosi alimenti ignorano è come gli umani siano degli esseri abominevoli che usano, corrompono e buttano ogni oggetto capiti loro sottomano e che l’adilà non sia altro che una stupida menzogna inventa per calmare il popolo ignorante di fronte al suo ineluttabile destino di morte ed oblio.

Sausage Party: Vita segreta di una salsiccia (2016)

Sulla falsariga di un cartone irriverente come Shrek, aggiornata però nei modi e nel linguaggio agli indecenti anni nei quali uno stronzo qualunque si può aprire un blog sul cinema per sputare bestemmie su calunnie verso questa o verso quella cosa che gli garba oppure meno, questo film d’animazione usa tutti gli stereotipi e le stupidaggini possibili per far leva sul piccolo qualunquista che dimora in ognuno di noi il quale si diverte molto quando viene soddisfatto nei suoi bisogni più impellenti e bestiali, tipo bere e cacare.

VOTO:
3 merde e mezza

Sausage Party: Vita segreta di una salsiccia (2016) voto

Titolo originale:  Sausage Party
Regia: Greg Tiernan, Conrad Vernon
Anno: 2016
Durata: 89 minuti

Frankenhooker (1990)

Jeffrey Franken, un ragazzetto di belle speranze un po’ sinistro e un po’ morboso, è fidanzato con Elizabeth, una ragazza un po’ scema e un po’ grassa; sfortunatamente però il loro matrimonio è rimandato a data da destinarsi per l’improvvisa morte di lei sotto le lame di un tagliaerba radiocomandato.
Ma fortunatamente lui ha nozioni di anatomia ed elettricità tali da permettere l’impossibile e cioè riportare in vita Elizabeth usando pezzi di prostitute per ricreare, come con un mostruoso puzzle, la ragazza fisicamente perfetta.

Frankenhooker (1990)
escile

Partendo da una premessa maschilista poco condivisibile quale la visione della donna come una composizione di carne buona da giudicare, vendere e comprare come si fa in macelleria, questo film riesce comunque a saltare a piè pari gli ostacoli del perbenismo accelerando col pedale dell’assurdo e del grottesco fino a prendere il decollo verso un universo cartoonesco sprizzante una sessualità talmente bambinesca dal rasentare il capolavoro.

Non è certo un film per tutti, ma Frankenhooker, se preso con il giusto spirito libertino col quale è stato concepito e realizzato, riesce a regalare un’oretta e mezza di puro divertimento senza troppe pretese.

VOTO:
4 tagliaerba

Frankenhooker (1990) voto

Titolo originale: Frankenhooker
Regia: Frank Henenlotter
Anno: 1990
Durata: 85 minuti

The Wicker Man (1973)

Il sergente di polizia Neil Howie riceve una lettera anonima nella quale si invoca il suo aiuto per la scomparsa di una ragazzina a Summerisle, una piccola isola al largo della Scozia nord occidentale.
Mosso da un profondo senso del dovere ed un’altrettanto stupida fede nel Cristo salvatore, Howie va ad indagare la scomparsa della giovine, ma quello che trova sono solo pagani picchiatelli, vergini ben disposte e parecchie allusioni al cazzo come simbolo di venerazione.

Insomma, un po’ come a casa di Berlusconi.

The Wicker Man (1973)

Stupefacente cazzotto in testa sotto forma di opera filmica per questo film cult inglese molto particolare e molto bello.
La piccola ma opprimente storia misteriosa che si dipana per 3 giorni come un’annunciata valanga fino a giungere ad un vero e proprio capolavoro nel famoso finale può essere forse considerata l’anello mancante tra orrore e pura poesia.
Se a questo si aggiunge Christopher Lee vestito da damigella danzante, allora non ci sono più scusanti per non vedere questo capolavoro.

VOTO:
4 dio Sole e mezzo

The Wicker Man (1973) voto

Titolo originale: The Wicker Man
Regia: Robin Hardy
Anno: 1973
Durata: 88 min | 99 min (extended) | 94 min (final cut)

An Open Secret (2014)

Vicissitudini di 5 ragazzi più o meno rovinati da un passato prossimo nel mondo dell’intrattenimento cine-televisivo americano i quali, essendo finiti nel giro di un potente e perverso gruppo di pedofili froci tra cui spicca per popolarità e ricchezza il regista de X-Men e I soliti sospetti Bryan Singer, hanno visto più uccelli che il cane di Duck Hunt.

Se siete interessati all’argomento e avete voglia di sapere un po’ di più su come girano le cose in quel di Los Angeles, ecco il film per voi; se invece siete i genitori di un bambino che fa la pubblicità dell’ovetto Kinder, aspettatevi prima o poi una bella sorpresa.

VOTO:
3 ovetti e mezzo

An Open Secret (2014) voto

Titolo originale: An Open Secret
Regia: Amy Berg
Anno: 2014
Durata: 99 minuti

Call Me Lucky (2015)

Non ero assolutamente a conoscenza del commediante Barry Crimmins, un omone che negli anni ’80 divenne il più famoso stand up comedian nell’area di Boston nonostante trattasse temi politici (e perciò scottanti) con un tono irriverente al limite dell’insulto.

Il suo stile al vetriolo era però accompagnato da un’umanità profonda che lo faceva sempre parteggiare calorosamente con i più sfortunati e gli inascoltati della società cosiddetta civile.
E tutto questo suo fantastico umanesimo misantropo lo ha portato negli anni a supportare le più disparate battaglie sociali: dalle madri dei soldati americani morti, alle vittime dei Contras in Nicaragua, dalla lotta ai fascio-capitalisti, agli scandali della pedofilia online.

Sempre con una mano sul cuore, come i bambini mutilati di un’ospedale in Nicaragua i quali, alla fine di un suo sincero discorso di amicizia ed umanesimo internazionale, hanno cominciato a battersi il petto con la sola mano rimasta loro contravvenendo al famoso detto secondo il quale una mano sola non può applaudire.

Call Me Lucky (2015)
curiosità: è possibile battere il ciak con una sola mano

Sorprendente documentario diretto dallo Zed di Scuola di polizia il quale mi aveva già regalato una perla come World’s Greatest Dad.

Al di là dei colpi di scena e le calorose testimonianze di chi conosce questo moderno Don Chisciotte sano di mente in un mondo di matti, quello che colpisce è proprio la sincerità con la quale Barry crede nell’amicizia e la cooperazione tra umani e la sua conseguente indignazione profonda di fronte al menefreghismo individualista dei potenti.

Questo sputa-insulti dal passato ferito ha la straordinaria capacità di andare oltre il velo di superficialità attraverso il quale molti tendono a giudicare il resto del mondo, per andare invece a scovare la straordinaria genialità di ogni essere umano che si sia costruito una sovrastruttura protettiva ridicola ai più e che però l’ha tenuto in vita, spiritualmente e fisicamente, fino a quel momento.

L’insegnamento di Barry è questo: quando vedi uno zoppo, non fermarti all’andatura goffa, ma elogia tutti gli spasmi muscolari che quel corpo si sforza di fare per mantenere un’andatura eretta; quando senti un balbuziente non spazientirti se ci mette troppo a finire una frase, ma prova ad apprezzare la grande volontà di comunicazione dimostrata.
E non vergognarti di mandare affanculo chi invece distrugge e calpesta tutto ciò per cui vale la pena vivere solo per un tornaconto personale.

Il signor Crimmins ha avuto una vita travagliata e questo ha sicuramente influenzato il suo modo di rapportarsi al mondo, ma segui il suo esempio e cerca di andare oltre il suo capello scompigliato e il baffo da lottatore messicano, perché sotto quei chili di birra e grasso alberga un essere umano che cerca con tutte le sue forze di rimanere in sintonia col resto del mondo.

Sento che ci sono nazioni intere che si sentono come mi sento io.
Capisci? Intere nazioni.
Ed è per questo che non me ne frega un cazzo del “sogno americano”, perché…
io sono così. Questo è il paese che sono io.

Sono il paese dei bambini stuprati, sono il paese dei poveracci col cuore spezzato, e degli inculati dalla vita, e dei disperati senza speranza d’essere ascoltati.
Questo è il paese da cui provengo.

– Barry Crimmins-

VOTO:
4 Zed e mezzo

Call Me Lucky (2015) voto

Titolo originale: Call Me Lucky
Regia: Bobcat Goldthwait
Anno: 2015
Durata: 106 minuti

Doppelnovelle: symmetry in Eyes Wide Shut and its ultimate meaning

The purpose of this paper is to analyse Stanley Kubrick’s Eyes Wide Shut under a specific and restrictive lens to prove that this film is about symmetry, doubles and (ultimately) his “missing” daughter Vivian.

https://www.academia.edu/26036735/Doppelnovelle_symmetry_in_Eyes_Wide_Shut_and_its_ultimate_meaning

“The society described […] is one of moral corruption and pyramidal power, phallocentric and merciless; a restricted elite of powerful men use women the way they use the “silent majority”: for their volatile and voluptuous pleasure.
In a famelic bulimia of sexual desire, those men seem to be more interested in collecting intercourses rather than enjoying them…”

Arancia meccanica (1971)

Alex DeLarge è un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l’ultra-violenza e Beethoven.

In una Londra derelitta e corrotta assurta a modello di futuristica società distopica dal sentore fascista inteso come post-socialista, questo vero e proprio flagello di dio ne combina di tutti i colori: picchia, ruba, stupra e uccide senza provare il minimo rimorso; il dolore degli altri non lo percepisce nemmeno e questo lo rende un elemento perfetto per l’imminente regime totalitario che va prendendo il potere nella finzione filmica.

Ecco quindi che i suoi compagni di avventure vengono presto reclutati come poliziotti e a lui, dopo un breve soggiorno in galera dove impara a leccare i potenti così da ottenere clemenza e una cura psicologica che lo trasforma in un burattino plasmato a immagine e somiglianza del cittadino represso comune, viene offerto addirittura un posto di lavoro fisso e un lauto stipendio dal ministro degli interni in persona.

Arancia meccanica (1971)
il crimine paga

Questo film non avrebbe bisogno di presentazioni.

Assoluto capolavoro cinematografico e affresco pessimista sulla società cosiddetta civile, Arancia meccanica continua a fulminare lo spettatore che ha l’audacia di mettere da parte due ore della sua vita di merda per scoprire, tramite le gesta di un giovine selvaggio, l’abisso umano sopra cui tutti noi camminiamo come funamboli sulla corda della condotta perbenista, unica (non) scelta lasciata al cittadino medio che vuole raggiungere la vecchiaia senza troppi calci in culo.

Basato sull’omonimo romanzo di Burgess, da cui però differisce soprattutto per il finale pessimista e privo della benché minima redenzione cristiana presente invece nel libro, questa pellicola indipendente firmata Stanley Kubrick fu un successo clamoroso di pubblico e di critica (tranne i soliti cacacazzi ignoranti cristiani bigotti fascisti) e fece intascare a Kubrick più di 10 milioni di dollari.

Mortacci sua!

VOTO:
5 Kubrick mortacci sua

Arancia meccanica (1971) voto

Titolo originale: A Clockwork Orange
Regia: Stanley Kubrick
Anno: 1971
Durata: 136 minuti
Compralo: https://amzn.to/2FOLYQi