Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971)

Woody Allen ha sempre avuto un certo pallino per il sesso.
Molte sue pellicole trattano direttamente o indirettamente questo argomento, con ironia e sarcasmo; altre volte con punte alquanto scure.

E’ il caso di questo film durante il quale in più di un’occasione il nostro Woody fa riferimenti al sesso con bambine.
Ora, visti i recenti (e meno recenti) fatti di cronaca che l’hanno coinvolto, la cosa fa un po’ da campanello d’allarme, e l’effetto è che si ride un po’ meno.

chi l’avrebbe detto all’epoca, eh?

Passata questa parentesi, Il dittatore dello stato libero di Bananas (e passato il solito titolo del cazzo dei distributori italiani) è un ottimo film con numerosi momenti esilaranti, scene ben congeniate e dei tempi comici quasi sempre perfetti.

La vicenda è quella del solito sfigato intelligente e frustrato, personaggio tipico dei film del regista newyorkese, che si ritrova suo malgrado a combattere coi ribelli dello stato dittatoriale di San Marcos in sud America.
Anche la politica è toccata, con alcuni brevi affondi al terribile comportamento degli Stati Uniti di quegli anni: aiutare sempre i dittatori dei paesi in via di sviluppo per avere un controllo indiretto delle loro risorse naturali. La guerra dei ribelli al regime è poi ovviamente ispirata alla rivoluzione cubana e qui Allen dirige una parodia di Fidel Castro che, una volta andato al potere, comincia ad emanare leggi assurde come l’obbligo di portare le mutande sopra i pantaloni.

Il dittatore dello stato libero di Bananas è un bel film che, a distanza di una quarantina d’anni, riesce ancora a far ridere bene lo spettatore che vuole dargli un po’ di fiducia.

Titolo originale: Bananas
Regia: Woody Allen
Anno: 1971
Durata: 82 minuti

Hellraiser (1987)

Il coltello passa lento sulla pelle liscia e lucente sotto la luce intensa della lampadina appesa morta al soffitto. Il sangue goccia giù copioso, dai vestiti, dalle cosce, dai capelli sporchi e marci.
Uno ad uno, gli uncini ancorati alla carne, affondati dentro come ad un’esca viva, si tendono sotto il carico del corpo morto a cui sono sposati in comunione di dolore e piacere.
Le tavole di legno sotto i piedi bevono il misto di sangue e merda che ormai appesta la stanza.
Su tutto regna un odore di foglie acide, sputi e grasso di maiale.

Ecco, se vi siete eccitati leggendo queste righe, siete pronti per l’Infermo di Hellraiser.

Hellraiser (1987)

Frank, un masochista insoddisfatto dalle solite scopate mascherate con marocchine e thailandesi, pensa bene di comprare un cubo magico capace di spalancare le porte dell’inferno, putroppo non ha fatto i conti con i Cenobiti, esseri demoniaci che ti strappano la carne a forza e ti riducono l’anima a pezzi appena le porte dell’inferno masochista si aprono.
Per il resto del film Frank, essere perverso e crudele come Berlusconi, cerca di riacquistare la sua fisicità succhiando i fluidi vitali da ignare vittime.

La cosa fenomenale di questo film è indubbiamente la fortissima carica di sadomasochismo che fa da traino alla storia e da scintilla di avvio; difatti qui tutto gira intorno alla passione/repulsione per il dolore fisico, per l’estremo e per il sesso grottesco.
Se vi piace l’orrore e i mostri sanguinari alla Lovecraft e siete curiosi di vedere come si può rappresentare in maniera filmica il quartiere a luci rosse di Amburgo, acchiappatevi questo film.

Altrimenti, andate all’inferno.

Titolo originale: Hellraiser
Regia: Clive Barker
Anno: 1987
Durata: 94 minuti

Re-Animator (1985)

Dalla premiata ditta Yuzna-Gordon, il miglior horror splatter degli anni ’80 nonché la miglior parodia nera di Frankenstein.
Basato su un racconto di Lovecraft, la storia ha subito profonde modifiche da parte dei due sovraccitati fenomeni, modifiche gradite che infatti hanno reso questo film un prodotto godibilissimo per il suo humour nero e la frotta di sangue che scorre a bestia sui protagonisti, sui tavoli, sulle pareti, sugli specchi, su tutto.

Re-Animator (1985)

Gli effetti speciali sono caserecci, ma efficacissimi e l’apparente seriosità dei personaggi poi contrasta volutamente con la follia della storia.
Tutto questo (e di più, tipo il cunnilingus zombie) ha consacrato Re-Animator come vero e proprio film cult.
Un must quindi per i fan di Yuzna e Gordon, ed un ottimo film per il resto dell’umanità.

Titolo originale: Re-Animator
Regia: Stuart Gordon
Anno: 1985
Durata: 86 minuti
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