Le spie vengono dal semifreddo (1966)

Franco e Ciccio sono portieri di un albergo lussuoso, ma il loro grande sogno è fare le spie come 007… perché cosa c’è di meglio al mondo che uccidere gli uomini e fottersi le donne?

A seguito di una brevissima e abbastanza sconclusionata sequenza di cui ho perso il filo dopo neanche 20 secondi, i due beceri ignoranti vengono presi dal servizio segreto americano e mandati subito in missione: il loro obiettivo è il dottor Goldfoot (chiara parodia di Goldfinger), uno scienziato pazzo (interpretato da un Vincent Price come non te lo aspetti) che costruisce donne bomba (tipo nei cartoni animati con Tom & Jerry) che poi esplodono al contatto coi più importanti generali americani e russi.
Il suo scopo finale è decimare gli alti comandi delle due nazioni e permettere quindi l’ascesa della Cina quale potenza mondiale.

Le spie vengono dal semifreddo (1966)

Partiamo dal presupposto che io Franco e Ciccio li odio; di un odio profondo che nasce non dalla loro evidente cretineria e pochezza artistica, ma dall’incredibile successo in Italia di un modo di fare commedia così povero da meritare l’elemosima dai monaci buddisti.

Detto questo, anche a voler essere obiettivi qui c’è veramente poco da salvare sotto ogni possibile aspetto cinematografico.
Certo, devo ammettere che vedere Vincent Price travestito da suora è stata un’esperienza più unica che rara, ma il resto del film è veramente un’accozzaglia micidiale da far accapponare le pelle mentre si tirano fuori due o tre bestemmie coi fiocchi.
Bestemmie tipo “Madonna ladra di cuori”, “Gesù autoflagellato con il cilicio sporco”, “san Giuseppe umiliato e scotennato sulla pubblica piazza” e via dicendo.

Simpatico rivedere la por’anima di Laura Antonelli, l’attrice con la fronte tipo Piazza del popolo che, dopo aver recitato in 174 film mostrando le sue bellissime chiappe, è finita grassa, deturpata dalla chirurgia plastica, imbottita di cocaina, ma con la fede in Cristo redentore mortificato da una valanga di merda.

Gesù, redimiti ‘sto cazzo.

VOTO:
1 Gesù e mezzo

Le spie vengono dal semifreddo (1966) voto

Titolo inglese: Dr. Goldfoot & the Girl Bombs
Regia: Mario Bava
Anno: 1966
Durata: 82 minuti

Il domani non muore mai (1997)

L’agente segreto meno segreto che esista sulla faccia della Terra (James Bond) deve stoppare l’escalation militare tra la Cina e il Regno Unito, un’escalation pilotata ad arte da Elliot Carver, un barone dei media con un piccolo grande sogno, quello di acquisire i diritti esclusivi di trasmissione su suolo cinese per i prossimi 100 anni.

Ad aiutare Bond ci sono i soliti stravaganti gadget: macchine accessoriate, orologi con sorpresa, pistoline, cellulari con scarica elettrica e le femmine.

Il domani non muore mai (1997)
armi e femmine

Diciottesima pellicola con protagonista 007… e francamente se ne poteva fare a meno.

Nonostante alla regia ci sia un maestro assoluto quale Roger Spottiswoode (che tutti ricorderanno come il genio dietro quella pietra miliare del cinema mondiale che è Turner e il casinaro), il film arranca un po’ tra una scena d’azione e l’altra e, considerando quanto questo tipo di pellicole giochino molto sulle situazioni di tensione, viene da chiedersi perché non abbiano deciso di fare un unico grande montaggio zeppo d’inseguimenti d’ogni genere sopra le capocce urlanti d’ogni razza umana.

Per inquadrare al volo il clamoroso fraintendimento che è questo film, basterebbe spiegare come il titolo sia frutto di un errore di stampa di un fax della MGM: il film doveva infatti chiamarsi Tomorrow Never Lies.

VOTO:
3 stampatori e mezzo

Il domani non muore mai (1997) voto

Titolo originale: Tomorrow Never Dies
Regia: Roger Spottiswoode
Anno: 1997
Durata: 119 minuti

Snowden (2016)

Edward Snowden, dopo aver lavorato come genio informatico in diverse compagnie e agenzie governative tipo la CIA e la NSA, ed aver maturato un sano e crescente odio per l’elite al potere che soggioga i cittadini ignari/ignorati/ignoranti, per evitare lo sforacchiamento del suo cranio a causa di una raffica di segreti proiettili governativi tipo quelli della CIA o della NSA ha reso pubblica, rivelandola alla stampa, un’incredibile macchinazione governativa americana volta a spiare mezzo mondo, tra cui 35 leader mondiali tipo la cancelliera tedesca Merkel, la “culona”, secondo il nostro caro Berlusconi.

Una volta che l’inglese Guardian pubblicò il 5 giugno 2013 la prima di una lunga serie di documenti passati da Snowden in cui questa macchinazione fatta di spie, agenti governativi senza morale e un presidente negro servo degli schiavisti bianchi che andava cacciato a calci in culo già dopo il primo deludente mandato veniva chiaramente a galla, il nostro eroe si trovò con l’incombente compito di trovare una nuova patria che potesse dargli asilo politico.

Alla fine ha vinto la Russia di Vladimiro Lussurioso Putin e ormai sono 3 anni che Snowden risiede a Mosca con la sua ragazza donnuomo danzatrice di pole dance.

Snowden (2016)

Film biografico di denuncia in puro stile Oliver Stone e cioè televisivo.
Come infatti Stone dava il meglio di sé in quella presa per il culo della generazione televisiva in gran parte girata come fosse uno sceneggiato televisivo che era Natural Born Killers, anche qui Oliviero non riesce a fare a meno di usare colori pastosi, trucco, parrucco e una sensazione da studio televisivo tedesco che fanno un po’ soffrire la natura pragmatico-documentaristica che invece il film desirerebbe e meriterebbe.

Resta comunque un buon prodotto, per lo meno per tutta quella fetta di popolazione un po’ troppo distratta dai gattini su YouTube o le foto nostalgia anni ’80 su Facebook per accorgersi quanto il loro piccolo misero mondo fatto di casa-lavoro-iPhone sia soltanto un contentino schiacciato in bocca alla maggioranza silenziosa dall’elite che governa veramente il mondo.

Attenti ai rettiliani !
Ci controllano la testa con le onde radio !!
Copritevi con la carta stagnola !!!
Elvis è vivo !!!!
Fiorello è un fascista !!!!!
Tua madre pure !!!!!!

VOTO:
3 Elvis e mezzo

Snowden (2016) voto

Titolo originale: Snowden
Regia: Oliver Stone
Anno: 2016
Durata: 134 minuti

Spectre (2015)

Dopo innumerevoli peripezie e non poche scelleratezze nei 3 precedenti capitoli, James Bond riesce a raggiungere la segreta cupola dalla quale il melefico mastro di chiavi tira le file del mondo, uccidendo chiunque gli si pari contro e architettando una vita di merda per la nostra spia britannica.
Stiamo ovviamente parlando della Spectre e del suo capoccia, Ernst Stavro Blofeld, noto come Franz Oberhauser prima che uccidesse suo padre e fingesse la propria morte roso com’era dall’invidia per il ragazzino adottato per un paio d’inverni dal suo genitore.

E indovina chi era questo moccioso?

James e Franz dovranno quindi finalmente risolvere le loro divergenze affettive prima che queste conducano ad una guerra nucleare mondiale; nel frammentre James seduce un paio di donne… tanto per ristabilire che lui non è frocio come tutti segretamente pensano vista la sua insana passione per le pistole e le macchine sportive.

Spectre (2015)

Capitolo volta pagina per Bond, il quale giunge qui ad una maturità più consona all’immaginario classico al quale il pubblico era forse abituato.
Messe in banca una sequenza iniziale mozzafiato e assolutamente perfetta sotto ogni punto di vista e parecchie scene d’azione girate, montate e sonorizzate ad altissimi livelli, questo 24esimo capitolo soffre un po’ sul versante storia, abbastanza inverosimile e decisamente tirata per le orecchie col solo scopo di cucire tutti i lembi lasciati insoluti fino ad ora entro uno schema sì collaudato da decenni di cinematografia seriale ma comunque rispecchiante una formula fiacca e prevedibile per gli standard odierni.

D’altra parte le macchine zin zin sul lungotevere di Roma faranno smuovere le palle di parecchi impotenti mentre le seducenti scene erotiche tra delle esotiche tette ambulanti e un ciocco di legno inglese faranno svenire più di una nobildonna.

L’unica cosa che un po’ lascia l’amaro in bocca e che ovviamente viene sempre glissata dalla critica mainStream/mainMerda è l’aggiornamento al terzo millennio del classico colonialismo britannico: con l’europeo super uomo che gira il (terzo) mondo, forte dei suoi dindini, spargendo sangue su ogni uomo cattivo e il suo seme in ogni fregna che trova in ogni benedetto paese straniero che visita, paesi verso i quali James non prova il benché minimo interesse né tantomeno rispetto.

Notato niente, voi critici mainMerda?
Ma come cazzo li guardate i film?
Coi paraocchi?

VOTO:
4 paraocchi

Spectre (2015) voto

Titolo originale: Spectre
Regia: Sam Mendes
Anno: 2015
Durata: 148 minuti

Quantum of Solace (2008)

Dopo aver sbancato il casino nel precedente capitolo, James Bond cerca di lavarsi la coscienza da tutto il sangue e tutte le impennate con la moto sui tetti di mezzo terzomondo cercando di sventare la cessione delle risorse idriche boliviane ad un dittatore destrorzo in combutta con la CIA, i servizi segreti americani sempre alla ricerca di un modo illegale per strappare di mano il potere alle democrazie socialiste visto che le democrazie socialiste in genere strappano di mano alla CIA l’egemonia politico-economica dei loro rispettivi paesi.

Quantum of Solace (2008)
qualcuno invece levi di mano l’alcol a Bond

Secondo gradevole episodio nella rivampata cinematografica dell’agente segreto più famoso del primo mondo.
Questa volta si vira sul politico e ci si ritrova inaspettatamente a vedere un blockbuster dall’anima progressista con una spia assassina mossa da buoni sentimenti che tenta di salvare i contadini boliviani dalla siccità artificiale prodotta da un’organizzazione semi-illegale priva di scrupoli e no, non sto parlando della CIA ma della Quantum, ramo d’azienda della più famosa Spectre.

Tutto questo mentre Giancarlo Giannini viene gettato violentemente in un cassonetto dell’immondizia dopo essere stato pestato a sangue.

Fior di sangue per Giancarlo.
Fior di sangue !!

VOTO:
4 Evo Morales

Quantum of Solace (2008) voto

Titolo originale: Quantum of Solace
Regia: Marc Forster
Anno: 2008
Durata: 106 minuti

Casino Royale (2006)

L’agente segreto di sua lestofante maestà la regina d’Inghilterra, James Bond, è stato da poco promosso al rango “00” e già comincia a dare svariati ripensamenti al capo dell’MI6 per la sua condotta sconsiderata e macista.
Presto però il nostro eroe dei 2 mondi abbandonerà la sconsideratezza, mantenendo invece il macismo che lo contraddistingue per tutta la serie, e aiuterà a sgominare la banda bombarola di un riciclatore albanese di soldi sporchi appartenenti a vari signori della guerra terzomondista imbarcandosi in delle corse folli da acrobata del circo e una (de)fibrillante partita a poker al Casino Royal in Montenegro mentre Eva Green se lo guarderà con famelica passione.

Casino Royale (2006)

Ritorno in grande stile per la spia più famosa del mondo e completo reset di una storia oramai decennale virata questa volta verso l’azione pura e la performance fisica andando però ad intaccare molto poco la presenza scenica e le caratteristiche del famoso agente inglese.
Indubbiamente si è voluto rompere con certi schemi classici, vedi la risposta sprezzante di Bond quando gli viene chiesto se il martini vodka lo vuole girato o shakerato, ma si è comunque mantenuto il classico impianto da colonialismo soft da fine ventesimo secolo con l’intrepido e valoroso bianco che fa il giro del mondo negroide portando l’ordine costituito a tutti quegli esseri umani a cui il troppo sole ha dato alla testa.

Un bellissimo film che ti trasporta senza sforzo in giro per il mondo a vedere ed ammirare la vita della classe dominante quindi e, se preso per quello che è e cioè divertimento senza troppo intelletto, una pellicola consigliata anche a chi si era affezionato al Bond classico.

VOTO:
5 classi dominanti

Casino Royale (2006) voto

Titolo originale: Casino Royal
Regia: Martin Campbell
Anno: 2006
Durata: 144 minuti

The Bourne Identity (2002)

Jason Bourne è un assassino segreto al soldo della CIA, uno di quelli che vengono usati per fare i lavori sporchi ma così sporchi che pure la CIA ha bisogno di farli di nascosto.
Siccome però questa volta Jason non se la sente si sfondare le cervella di un dittatore africano dal fortissimo accento proprio di fronte ai figli di lui, ecco che viene sparato e gettato in alto mare per essere poi pescato, privo di memoria, da un peschereccio italiano battezzato “Aventura”…
con una V sola.

The Bourne Identity (2002)
coddio

Pellicola d’azione e cervello niente male, proprio niente male.
E pensare che il regista è figlio di un agente della NSA, che sarebbe l’agenzia segreta americana che se la comanda sopra la CIA; si dà il caso infatti che quel figlio di mignotta di padre abbia lavorato sotto l’amministrazione Reagan ai tempi dell’operazione Irangate con la quale i capoccia Neo-Con alla Casa Bianca hanno finanziato illegalmente i Contras nicaraguensi coi soldi degli iraniani a cui avevano precedentemente venduto di contrabbando armamenti bellici.
E sì, sono gli stessi Contras all’origine della filippica su Zootropolis.

Come è piccolo il mondo, eh?
Così piccolo che in questo film di salti e zompi Jason Bourne si fa il giro d’Europa due volte nell’arco delle due ore del film portandosi appresso una povera sprovveduta senza fissa dimora di nome Marie: dall’Italia a Parigi, passando per la Svizzera, con gran finale a Mykonos dove i due pensaranno bene di finire il resto dei loro giorni affittando scooter ai giovani europei arrapati di fregna e cocaina.

Perché… Sole, Whisky e sei in Pole Position!

VOTO:
4 Donatone

The Bourne Identity (2002) voto

Titolo originale: The Bourne Identity
Regia: Doug Liman
Anno: 2002
Durata: 119 minuti

Una spia e mezzo (2016)

Nel 1996 Calvin Joyner era lo studente più famoso ed amato del liceo Central High mentre il cicciuto e vessato Robbie Wheirdicht passava gli anni più infami della sua vita.
Dopo 20 anni le sorti si sono invertite e, mentre Calvin si è adagiato controvoglia su una vita da contabile, Robbie ha cambiato nome ed è entrato nella CIA diventando una letale super spia alta 2 metri e larga 1.
Le loro vite si rincrociano quando Robbie, ora chiamato Bob Stone, si rimette in contatto con Calvin con la scusa di una birra; poco lui sa invece come questa sia solo una scusa per usare le sue doti da contabile entro un piano elaborato volto a smascherare un assassino doppiogiochista.

Una spia e mezzo (2016)

E non c’è un cazzo da fare: i titoli italiani ti fottono (per non parlare dei doppiaggi che io evito sempre accuratamente).
Se uno legge Una spia e mezzo, ecco che vengono subito alla mente scenette strambe con lui bassetto e l’altro alto e muscoloso, siparietti comici penosi a metà strada fra Le Comiche con Pozzetto e Villaggio (strunzatella arraffasoldi) e I gemelli con Schwarzenegger e De Vito.
E invece Central Intelligence è una solida commedia girata come fosse un buon film d’azione e degnamente sostenuta dalle simpaticissime recitazioni dei due protagonisti con un evidente sbilanciamento in favore di Dwayne Johnson, vero e proprio genio comico dalla fisicità imponente che fino ad ora m’era completamente sfuggito dal radar.

VOTO:
4 radar

Una spia e mezzo (2016) voto

Titolo orginale: Central Intelligence
Regia: Rawson Marshall Thurber
Anno: 2016
Durata: 107 minuti

American Ultra (2015)

Jesse Eisenberg è un pischelletto di una piccola cittadina del New England che non riesce a smuoversi dalla sua piccola vita senza sorprese fatta di cannette nel parcheggio del supermercato dove lavora di notte e qualche scopata con Kristen Stewart…chiamalo scemo.
Siccome però Jesse è in realtà una letale cellula dormiente della CIA che rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro, viene allora deciso di farlo fuori.
Possibilmente in maniera cruenta.
Perché la CIA ha il pallino per il sangue.

American Ultra (2015)

Simpatica commedia adrenalinica e senza troppo spessore che, non so proprio perché, non è riuscita a conquistare né pubblico né critica quando invece è molto meglio di tanta roba che viene premiata da un fiume di denaro.

La cosa più interessante però dell’intera vicenda è che la sceneggiatura (scritta dal figlio di John Landis, Max) è lontanamente ispirata ad un vero programma segreto del governo americano chiamato MKUltra.
Nato da una costola di Operation Paperclip che è stata l’operazione segreta americana che ha reclutato scienziati nazisti alla fine della seconda guerra mondiale con lo scopo di usarli contro l’Unione Sovietica, MKUltra serviva a sviluppare delle droghe e delle tecniche psicologiche utili a controllare le menti di spie, prigionieri politici e addirittura leader stranieri, in primis Fidel Castro.
Per almeno 20 anni MKUltra ha investito milioni di dollari in ricerca e sperimentazione su soggetti umani, spesso non consenzienti o addirittura totalmente all’oscuro, sotto la paura di una parallela ricerca nel blocco sovietico, ovviamente inesistente, solamente dettata dalla solita paranoia che ha dominato e continua a dominare gli alti vertici militari americani.
Tra le cose più eclatanti del progetto MKUltra annoveriamo: il dottor Olsen che, dopo aver ricevuto senza preavviso una dose di LSD nel suo caffe, è caduto in depressione e poi si è buttato dal tredicesimo piano di un hotel; un dipendente della CIA che, sempre sotto effetto di LSD, ha cominciato a correre all’impazzata per le strade di Washington credendo che le automobili fossero mostri; e per ultimo, ma il più esilarante, Operazione Midnight Climax (il nome è tutto un programma) e cioè una serie di bordelli messi su dalla CIA a San Francisco per adescare ignari maschi americani ai quali sommistrare LSD e altre droghe per poi studiarne gli effetti da dietro falsi specchi.

Uno potrebbe pensare “meno male che è finito nel 1973 con un repulisti all’interno dei servizi segreti”; io rispondo, manco per il cazzo visto che il famoso “siero della verità” che vedete nei film con le spie altro non è che uno dei prodotti di Operation MKUltra, come lo sono anche gli innumerevoli metodi di tortura illegalmente somministrati a prigionieri tipo quelli di Guantanamo dove, non si sa perché (come per il flop di questo film), le convenioni internazionali non si applicano.

Croccoddio.

VOTO:
4 persone col lavaggio del cervello

American Ultra (2015) voto

Titolo originale: American Ultra
Regia: Nina Nourizadeh
Anno: 2015
Durata: 96 minuti

Skyfall (2012)

Il signor James Bond, impiegato statale di sua maestà la regina d’Inghilterra, si trova alle prese con la vecchiaia che avanza e un cattivo frocio bisessuale super esperto di roba informatica che ce l’ha a morte con la capa dell’MI6 per essere stato venduto da lei anni prima ai cinesi.
Vabbè, la storia non è poi molto importante in questo tipo di film; quello che conta sono le scazzotte sui treni in corsa, le femme fatale, la boria britannica e la mancanza di rispetto verso le culture straniere.

Skyfall-(2012)
in moto sui tetti di Istanbul

Accattivante ennesima pellicola sull’agente segreto più famoso del mondo.
Questa volta 007 c’ha a che fa’ co’ un villano frocione che ha progettato un piano diabolico misurato al millimetro che uno se chiede come cazzo è possibile che basta una minuzia tipo che il treno sta 1 minuto in ritardo e tutto va a puttane ma vabbè.
Se uno passa sopra l’intrinseca superiorità de ‘sto cazzo inglese che ha anche un po’ rotto i coglioni nel 2016 e un paio di quarti d’ora di troppo sulla lunghezza della pellicola, allora ci si può veramente divertire con un filmetto simpatico, molto frenetico e che strizza l’occhio ai classici della serie tipo il martini shakerato o l’Aston Martin.

VOTO:
4 aston

Skyfall-(2012)-voto

Titolo originale: Skyfall
Regia: Sam Mendes
Anno: 2012
Durata: 143 minuti

Il ponte delle spie (2015)

I ruggenti anni della guerra fredda: l’Unione degli Stati Uniti d’America e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche si stanno sul cazzo e cercano di rubarsi i segreti militari a più non posso usando agenti speciali, aerei spia e i registratori nelle penne dentro le valigiette nere con il buchino per la telecamerina che riprende da lontano.
In questo film di merda ambientato in questi favolosi anni, Tom Hanks è un avvocato assicurativo che viene incaricato di difendere una spia del KGB beccatta a New York mentre dipingeva con ignobile stile realista un ritratto di donna, notoriamente un essere biblicamente immondo.
Tom è talmente bravo (e talmente un personaggio senza senso) che riuscirà a salvare tutti dalla cara vecchia Betsy e alla fine la moglie lo ammirerà nella sua grandezza di uomo e padre di famiglia con sani valori mentre gli raccoglierà le scarpe ai piedi del letto come ogni donna dovrebbe saper fare.

Il ponte delle spie (2015)
beato te che sei in prigione e senza donne!

Film a dir poco pietoso del caro e ormai vecchio e prossimo alla morte Spielberg il quale sembra perciò aver indugiato molto in un’orribile “nostalgia canaglia” con questo melò patinato pieno di stereotipi e macchiette caricaturali tra l’altro poco aderente alla realtà dei fatti per il solo gusto di fare le solite contrapposizioni America perbenista VS Comunisti di ferro che ha anche un po’ rotto il cazzo nel 2016 perché voglio dire:
la storia delle due facce della stessa medaglia e della voglia di giustizia e della famiglia e dei sani valori e dei muri e che palle.

VOTO:
2 palle sovietiche

Il ponte delle spie (2015) voto

Titolo originale: Bridge of Spies
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2015
Durata: 142 minuti

Mission: Impossible – Rogue Nation (2015)

Ethan Hunt si aggrappa ad un aereo come fosse il tram delle 8 e un quarto per farsi un volo pazzo crazy pazzerello vento in faccia sono un dio sceso in terra, poi pigia sull’acceleratore della sua bmw mentre sfreccia per le stradine di Casablanca con il beneplacido delle autorità marocchine che devono aver ricevuto ettolitri di petroldollari per concedere alla troupe di quest’ennesimo film spara e fuggi e zompa e sorridi di rovinare irrimediabilmente una scalinata di una vecchia moschea con moto e macchine e cazzi duri che manco James Bond, infine il nostro intrepido si ficca in una turbina sottomarina per spaccare un codice segreto così da poter rubare informazioni varie su una pennetta usb.

Ma io mi domando e dico: visto che i ladri si fregano sempre tutto co’ ste cazzo de pennette usb, non sarebbe più facile NON dotare questi computer segreti di ingresso usb?

Mission: Impossible - Rogue Nation (2015)
io son di un’altra scuola, son bombarolo

Francamente non capisco tutto l’hype per questo quinto (?) capitolo delle Missioni Impossibili: si abbandona sempre più il senso del telefilm originale, ovvero usare il cervello e l’astuzia invece della forza bruta, e si abbraccia a piene mani il solito stile scazzottato cazzotto barzotto che poi è il fiore all’occhiello delle stronzate d’azione americane che ci assillano dal 1934.

Per favore, dateci tregua; prendetevi una bella pausa dal vostro ruolo di poliziotti del mondo e andate a farvi un po’ di mare e sole in una delle tante località turistiche che piazzate sullo sfondo dei vostri film cazzetti barzetti zozzetti, perché io non ce la faccio più.

Pietà, vi prego.

VOTO:
1 pietà

Mission: Impossible - Rogue Nation (2015) voto

Titolo originale: Mission: Impossible – Rogue Nation
Regia: Christopher McQuarrie
Anno: 2015
Durata: 131 minuti