Una spia e mezzo (2016)

Nel 1996 Calvin Joyner era lo studente più famoso ed amato del liceo Central High mentre il cicciuto e vessato Robbie Wheirdicht passava gli anni più infami della sua vita.
Dopo 20 anni le sorti si sono invertite e, mentre Calvin si è adagiato controvoglia su una vita da contabile, Robbie ha cambiato nome ed è entrato nella CIA diventando una letale super spia alta 2 metri e larga 1.
Le loro vite si rincrociano quando Robbie, ora chiamato Bob Stone, si rimette in contatto con Calvin con la scusa di una birra; poco lui sa invece come questa sia solo una scusa per usare le sue doti da contabile entro un piano elaborato volto a smascherare un assassino doppiogiochista.

Una spia e mezzo (2016)

E non c’è un cazzo da fare: i titoli italiani ti fottono (per non parlare dei doppiaggi che io evito sempre accuratamente).
Se uno legge Una spia e mezzo, ecco che vengono subito alla mente scenette strambe con lui bassetto e l’altro alto e muscoloso, siparietti comici penosi a metà strada fra Le Comiche con Pozzetto e Villaggio (strunzatella arraffasoldi) e I gemelli con Schwarzenegger e De Vito.
E invece Central Intelligence è una solida commedia girata come fosse un buon film d’azione e degnamente sostenuta dalle simpaticissime recitazioni dei due protagonisti con un evidente sbilanciamento in favore di Dwayne Johnson, vero e proprio genio comico dalla fisicità imponente che fino ad ora m’era completamente sfuggito dal radar.

VOTO:
4 radar

Una spia e mezzo (2016) voto

Titolo orginale: Central Intelligence
Regia: Rawson Marshall Thurber
Anno: 2016
Durata: 107 minuti

American Ultra (2015)

Jesse Eisenberg è un pischelletto di una piccola cittadina del New England che non riesce a smuoversi dalla sua piccola vita senza sorprese fatta di cannette nel parcheggio del supermercato dove lavora di notte e qualche scopata con Kristen Stewart…chiamalo scemo.
Siccome però Jesse è in realtà una letale cellula dormiente della CIA che rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro, viene allora deciso di farlo fuori.
Possibilmente in maniera cruenta.
Perché la CIA ha il pallino per il sangue.

American Ultra (2015)

Simpatica commedia adrenalinica e senza troppo spessore che, non so proprio perché, non è riuscita a conquistare né pubblico né critica quando invece è molto meglio di tanta roba che viene premiata da un fiume di denaro.

La cosa più interessante però dell’intera vicenda è che la sceneggiatura (scritta dal figlio di John Landis, Max) è lontanamente ispirata ad un vero programma segreto del governo americano chiamato MKUltra.
Nato da una costola di Operation Paperclip che è stata l’operazione segreta americana che ha reclutato scienziati nazisti alla fine della seconda guerra mondiale con lo scopo di usarli contro l’Unione Sovietica, MKUltra serviva a sviluppare delle droghe e delle tecniche psicologiche utili a controllare le menti di spie, prigionieri politici e addirittura leader stranieri, in primis Fidel Castro.
Per almeno 20 anni MKUltra ha investito milioni di dollari in ricerca e sperimentazione su soggetti umani, spesso non consenzienti o addirittura totalmente all’oscuro, sotto la paura di una parallela ricerca nel blocco sovietico, ovviamente inesistente, solamente dettata dalla solita paranoia che ha dominato e continua a dominare gli alti vertici militari americani.
Tra le cose più eclatanti del progetto MKUltra annoveriamo: il dottor Olsen che, dopo aver ricevuto senza preavviso una dose di LSD nel suo caffe, è caduto in depressione e poi si è buttato dal tredicesimo piano di un hotel; un dipendente della CIA che, sempre sotto effetto di LSD, ha cominciato a correre all’impazzata per le strade di Washington credendo che le automobili fossero mostri; e per ultimo, ma il più esilarante, Operazione Midnight Climax (il nome è tutto un programma) e cioè una serie di bordelli messi su dalla CIA a San Francisco per adescare ignari maschi americani ai quali sommistrare LSD e altre droghe per poi studiarne gli effetti da dietro falsi specchi.

Uno potrebbe pensare “meno male che è finito nel 1973 con un repulisti all’interno dei servizi segreti”; io rispondo, manco per il cazzo visto che il famoso “siero della verità” che vedete nei film con le spie altro non è che uno dei prodotti di Operation MKUltra, come lo sono anche gli innumerevoli metodi di tortura illegalmente somministrati a prigionieri tipo quelli di Guantanamo dove, non si sa perché (come per il flop di questo film), le convenioni internazionali non si applicano.

Croccoddio.

VOTO:
4 persone col lavaggio del cervello

American Ultra (2015) voto

Titolo originale: American Ultra
Regia: Nina Nourizadeh
Anno: 2015
Durata: 96 minuti

Skyfall (2012)

Il signor James Bond, impiegato statale di sua maestà la regina d’Inghilterra, si trova alle prese con la vecchiaia che avanza e un cattivo frocio bisessuale super esperto di roba informatica che ce l’ha a morte con la capa dell’MI6 per essere stato venduto da lei anni prima ai cinesi.

Vabbè, la storia non è poi molto importante in questo tipo di film; quello che conta sono le scazzotte sui treni in corsa, la femme fatale, la boria britannica e la mancanza di rispetto verso le culture straniere.

Skyfall (2012)
in moto sui tetti di Istanbul

Accattivante ennesima pellicola sull’agente segreto più famoso del mondo.

Questa volta 007 c’ha a che fa’ co’ un villano frocione che ha progettato un piano diabolico misurato al millimetro che uno se chiede come cazzo è possibile che basta una minuzia tipo che il treno sta 1 minuto in ritardo e tutto va a puttane ma vabbè.

Se uno passa sopra l’intrinseca superiorità de ‘sto cazzo inglese che ha anche un po’ rotto i coglioni nel 2016 e un paio di quarti d’ora di troppo sulla lunghezza della pellicola, allora ci si può veramente divertire con un filmetto simpatico, molto frenetico e che strizza l’occhio ai classici della serie tipo il martini shakerato o l’Aston Martin.

VOTO:
4 aston

Skyfall (2012) voto

Titolo originale: Skyfall
Regia: Sam Mendes
Anno: 2012
Durata: 143 minuti
Compralo: https://amzn.to/2YmHdnN

Il ponte delle spie (2015)

I ruggenti anni della guerra fredda: l’Unione degli Stati Uniti d’America e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche si stanno sul cazzo e cercano di rubarsi i segreti militari a più non posso usando agenti speciali, aerei spia e i registratori nelle penne dentro le valigiette nere con il buchino per la telecamerina che riprende da lontano.
In questo film di merda ambientato in questi favolosi anni, Tom Hanks è un avvocato assicurativo che viene incaricato di difendere una spia del KGB beccatta a New York mentre dipingeva con ignobile stile realista un ritratto di donna, notoriamente un essere biblicamente immondo.
Tom è talmente bravo (e talmente un personaggio senza senso) che riuscirà a salvare tutti dalla cara vecchia Betsy e alla fine la moglie lo ammirerà nella sua grandezza di uomo e padre di famiglia con sani valori mentre gli raccoglierà le scarpe ai piedi del letto come ogni donna dovrebbe saper fare.

Il ponte delle spie (2015)
beato te che sei in prigione e senza donne!

Film a dir poco pietoso del caro e ormai vecchio e prossimo alla morte Spielberg il quale sembra perciò aver indugiato molto in un’orribile “nostalgia canaglia” con questo melò patinato pieno di stereotipi e macchiette caricaturali tra l’altro poco aderente alla realtà dei fatti per il solo gusto di fare le solite contrapposizioni America perbenista VS Comunisti di ferro che ha anche un po’ rotto il cazzo nel 2016 perché voglio dire:
la storia delle due facce della stessa medaglia e della voglia di giustizia e della famiglia e dei sani valori e dei muri e che palle.

VOTO:
2 palle sovietiche

Il ponte delle spie (2015) voto

Titolo originale: Bridge of Spies
Regia: Steven Spielberg
Anno: 2015
Durata: 142 minuti

Mission: Impossible – Rogue Nation (2015)

Ethan Hunt si aggrappa ad un aereo come fosse il tram delle 8 e un quarto per farsi un volo pazzo crazy pazzerello vento in faccia sono un dio sceso in terra, poi pigia sull’acceleratore della sua bmw mentre sfreccia per le stradine di Casablanca con il beneplacido delle autorità marocchine che devono aver ricevuto ettolitri di petroldollari per concedere alla troupe di quest’ennesimo film spara e fuggi e zompa e sorridi di rovinare irrimediabilmente una scalinata di una vecchia moschea con moto e macchine e cazzi duri che manco James Bond, infine il nostro intrepido si ficca in una turbina sottomarina per spaccare un codice segreto così da poter rubare informazioni varie su una pennetta usb.

Ma io mi domando e dico: visto che i ladri si fregano sempre tutto co’ ste cazzo de pennette usb, non sarebbe più facile NON dotare questi computer segreti di ingresso usb?

Mission: Impossible - Rogue Nation (2015)
io son di un’altra scuola, son bombarolo

Francamente non capisco tutto l’hype per questo quinto (?) capitolo delle Missioni Impossibili: si abbandona sempre più il senso del telefilm originale, ovvero usare il cervello e l’astuzia invece della forza bruta, e si abbraccia a piene mani il solito stile scazzottato cazzotto barzotto che poi è il fiore all’occhiello delle stronzate d’azione americane che ci assillano dal 1934.

Per favore, dateci tregua; prendetevi una bella pausa dal vostro ruolo di poliziotti del mondo e andate a farvi un po’ di mare e sole in una delle tante località turistiche che piazzate sullo sfondo dei vostri film cazzetti barzetti zozzetti, perché io non ce la faccio più.

Pietà, vi prego.

VOTO:
1 pietà

Mission: Impossible - Rogue Nation (2015) voto

Titolo originale: Mission: Impossible – Rogue Nation
Regia: Christopher McQuarrie
Anno: 2015
Durata: 131 minuti

Che fai, rubi? (1966)

Woody Allen ha esordito sul grande schermo con questo inusuale film sperimentale.

Si tratta di una pellicola giapponese, International secret police: key of keys, i cui diritti sul suolo americano furono comprati da Allen, il quale poi decise bene di doppiare l’intero film in inglese cambiandone radicalmente la storia: da film di spionaggio alla James Bond, a stramba operazione segreta per recuperare la ricetta della migliore insalata d’uovo.

Che fai, rubi? è un film divertente, anticipatore della moda di ridoppiare i film in chiave comica che ha poi spopolato in rete.
A quanto pare ci sono due versioni in giro: quella moderna è stata ridoppiata per eliminare tutte le battute più politicamente scorrette, specialmente le battute a sfondo razziale e/o culturale, con l’ovvio effetto di depotenziarne la comicità.

Insomma, vi ho avvisati.

VOTO:
3 Ladyboys

Che fai, rubi? (1966) voto

Titolo originale: What’s up, Tiger Lily?
Regia: Woody Allen
Anno: 1966
Durata: 80 minuti