Society – The Horror (1989)

Billy è ricco e vive a Beverly Hills, ma questo non gli impedisce di provare un continuo disagio interiore che lo porta a sentirsi diverso da quelli che lo circondano: padre, madre, sorella, amici e compagni di scuola sembrano come appartenere a un qualcosa di sinistro da cui Billy sente il bisogno di difendersi.

Diviso tra il sospetto d’essere matto e quello che i matti siano tutti gli altri, il giovine abbiente scivolerà rapidamente nello scarico di un lurido lavandino nel quale c’hanno vomitato, cacato e pisciato in parecchi.

Society - The Horror (1989)

Insospettabile tripudio politico per questo film di serie B (z?) pululante situazioni e recitazioni un po’ paradossali e però perfettamente in linea con lo spirito libero e scardinatore dei freni societari che pervade tutta la pellicola.

Gli effetti speciali sono molto anni ’80 e molto godibili e sicuramente rivestono un ruolo primario nella scalata verso l’invettiva vetta rappresentata da un finale assolutamente imprevedibile e di cui non rivelerò una virgola per non rovinarvi la meravigliosa sorpresa; il resto della baracca fatica un pochino, ma glielo si perdona vista la geniale trovata narrativa.

Consigliato a tutti quelli che amano in egual misura il gore e la politica; sconsigliato agli stupidi.

VOTO:
3 vette e mezzo

Society - The Horror (1989) voto

Titolo originale: Society
Regia: Brian Yuzna
Anno: 1989
Durata: 99 minuti

The Greasy Strangler (2016)

Big Brayden è un infantile eunuco pelato col cazzetto senza speranza alcuna di redenzione che vive assieme a suo padre Big Ronnie, un bestiale figlio di puttana super dotato che non prova alcun sentimento per il figlio mentre convoglia un’insaziabile passione per il lardo col quale ricopre non solo il cibo ma anche se stesso prima di uscire la sera per andare a strangolare chi ha avuto l’audacia di fargli rodere il culo.

Bella premessa, eh?

The Greasy Strangler (2016)

Un film assurdo, sotto ogni punto di vista.

Se non fosse per un generale senso d’inconcludenza di tutta la trama che, nonostante racconti un semplice rapporto padre figlio attraverso la lente dell’eccesso e dell’assurdo, non sembra poi andare da nessuna parte, si potrebbe pure gridare al miracolo.

Sì perché, nel panorama patinato e perfettino del cinema aristotelico, fa veramente piacere ogni tanto vedere (o dovrei dire subire) una serie interminabile e formidabile di follie strappa risate che riusciranno a innervosire gran parte del pubblico di merda che si ostina a voler vedere film come fossero un semplice passatempo.

Se hai voglia di passare il tempo, masturbati.

VOTO:
4 Big Ben

The Greasy Strangler (2016) voto

Titolo originale: The Greasy Strangler
Regia: Jim Hosking
Anno: 2016
Durata: 93 minuti

Gremlins (1984)

Un obeso padre di famiglia americano, mentre è in cerca di giovani ragazzi cinesi da fottere, finisce in un negozio di antiche cianfrusaglie a Chinatown dentro il quale trova un Mogwai, ovvero una piccola creatura pelosa di circa 10 centimetri, simile per dimensione ai cazzi che andava cercando.
L’obeso pensa bene che sia il regalo di Natale perfetto per suo figlio scemo, ma non sa che, nonostante un’apparenza bonaria e sorniona, questo simpatico animaletto cela invece una mostruosa natura che può essere rivelata se si infrangono certe regole.

Le regole del Mogwai sono:
1 – mai parlare del Mogwai
2 – mai parlare del Mogwai
3 – mai esporlo alla luce
4 – mai bagnarlo
5 – mai dargli da mangiare dopo mezzanotte

Ovviamente la famiglia dell’obeso efebofiliaco riesce a infrangerle tutte nell’arco di 48 ore scatenando quindi l’inferno nella loro piccola cittadina di residenza, Kingston Falls.

Gremlins (1984)

Indimenticabile pietra miliare del genere horror-comico molto in voga negli anni ’80 americani (vedi Ghostbusters, uscito lo stesso weekend) che sicuramente deve aver ingannato più di una famiglia con bambini a carico le quali saranno andate al cinema pensando di godersi una commediola natalizia coi pupazzi trovandosi invece proiettate dentro un simpatico incubo splatter.

Gli effetti speciali sono adorabili e spaventosi allo stesso tempo e se la fanno da padrone nonostante il loro uso sia ben calibrato e sporadico, basti pensare che il primo gremlin appare dopo ben 45 minuti di film.
La storia scritta da Chris Columbus (lo stesso dei Goonies) come biglietto da visita per i produttori era originariamente molto più dark (tipo che la madre del protagonista veniva decapitata e la sua testa rotolava dalle scale di casa), ma poi, grazie all’influenza del produttore esecutivo Steven Spielberg il quale (da vecchio marpione capitalista quale è) ha capito l’importanza del merchandising legato a queste bestioline pelosette, l’intero intreccio è stato perciò virato verso un umorismo certamente nero, ma comunque più sarcastico che offensivo.
Restarono comunque parecchie scene violente, tra cui l’indimenticabile gremlin che esplode nel forno a microonde, vero e proprio botto visivo per il me bambino.

VOTO:
5 bambini cinesi

Gremlins (1984) voto

Titolo originale: Gremlins
Regia: Joe Dante
Anno: 1983
Durata: 106 minuti

La casa (1981)

Quattro amici vogliono passare un fine settimana in una decrepita casa di legno in mezzo al bosco dall’aria alquanto spettrale.
Ovviamente le prime impressioni negative si trasformano presto in puro terrore mentre, uno ad uno, i giovani universitari vengono posseduti da una misteriosa forza maligna che aleggia nell’aria nebbiosa di un’america ancora ancestrale e che li trasformerà in putrescenti sacchi di merda diabolica.
Per la gioia dei patiti dello splatter.

La casa (1981)

Film culto per eccellenza ed esordio sul grande schermo per la coppia artistica Raimi-Campbell, ‘sto crogiuolo di sangue e sputi è uno dei migliori horror a basso costo in circolazione.
Saldamente impantanato nei cliché del genere, sviluppato attorno ai cari temi di sesso e morte e serpeggiato da una sarcastica vena sanguinolenta di una violenza inaudita a quel tempo, The Evil Dead è una pellicola breve e pungente che riesce a trattenere lo spettatore anche nei vari momenti di lunga suspense che, per esigenze economiche e di genere, trovano ampio spazio all’interno dell’oretta e mezza di spaventi quali si compone l’opera.

Siamo ai livelli di Via col vento?
Ovviamente no, sia per contenuti che per esecuzione, ma non ha senso comparare un prodotto (razzista) dello studio system hollywoodiano con un filmino girato nei fine settimana e finanziato coi dindini di genitori, parenti e amici vari di un paio di ragazzi borghesi e viziati come Raimi e Campbell.

VOTO:
4 borghesi viziati e mezzo

La casa (1981) voto

Titolo originale: The Evil Dead
Regia: Sam Raimi
Anno: 1981
Durata: 85 minuti

La notte dei morti viventi (1990)

Barbara e Johnnie, sorella e fratello, vanno a trovare la madre morta in uno sperduto cimitero nei pressi di Pitsburgh, ma quello che trovano è ben più spaventoso della morte.
Si è sparso infatti una sorta di virus che fa tornare in vita i recenti deceduti i quali se ne vanno in giro barcollanti come fossero appena usciti dalla “vineria prezzi popolari” disperatamente alla ricerca di carne fresca da strappare a morsi sdentati.
Johnnie cade (letteralmente) sotto l’attacco di questi morti viventi mentre Barbara riesce a rifugiarsi in una casa di campagna solo apparentemente disabitata; ben presto a farle compagnia avrà infatti un variegato drappello di umanità appesa al filo della vita come d’autunno sugli alberi le foglie.

La notte dei morti viventi (1990)
cerca “Thomas Shipp and Abram Smith” e fatti una cultura su “Strange Fruits”

Rifacimento (quasi) passo passo del famosissimo capostipite degli zombie movies, quest’opera forse un po’ orfana di padre e idee, risplende comunque di luce propria come un ottimo esempio di film dell’orrore girato bene e senza troppo spargimento di sangue e budella.
Alcune interpretazioni sono forse un po’ caricate e/o dilettantesche (vedi la coppia di ragazzi compagnoli locali), ma a far da contraltare c’è un duo di protagonisti assolutamente eccezionali: Tony Todd (già apprezzato in Candyman) e Patricia Tallman (inconsapevolmente piaciuta come strega sotto due chili di trucco in Army of Darkness) sono infatti perfetti e pienamente credibili nei loro stravolgimenti emotivi che si susseguono lungo il teso arco narrativo dell’ora e mezza scarsa di film.

Si punta ancora sulla critica alla natura violenta dell’uomo, come nell’originale, ma con un piccolo twist finale su cui taccio.

VOTO:
3 twist e mezzo

La notte dei morti viventi (1990) voto

Titolo originale: Night of the Living Dead
Regia: Tom Savini
Anno: 1990
Durata: 92 minuti

Gremlins 2 – La nuova stirpe (1990)

E’ passato qualche anno dagli strani avvenimenti di Kingstone Falls, una tranquilla cittadina americana improvvisamente devastata dalla furia cieca di un’orda di Gremlins fermati per bucio di culo grazie alla luce del Sole, unico vero nemico per una stirpe maligna/malevola come questa.

Ora i giovani protagonisti del primo capitolo si sono trasferiti a New York e cercano, assieme ad altri milioni di sottoproletari, l’occasione di una vita per sfondare ed entrare quindi in quel famoso 1% di cui si parla tanto in televisione.
Sfortunatamente però l’1% riservato loro è quello dei poveri sfigati che vengono colpiti dallo stesso cataclisma 2 volte nell’arco della loro vita; un vero e proprio evento fortuito che ha invece tutta l’aria d’essere l’evento meno fortuito della vita di una persona.

Ma bando alle ciance: alzate il sipario su questo scempio.

Gremlins 2 - La nuova stirpe (1990)

Divertente sequel/parodia di un indimenticabile horror per ragazzi perfetto sotto molteplici punti di vista, questo spin-off spurio invece punta moltissimo sulla moltiplicazione degli effetti speciali e sull’estremizzazione della vena comico/satirica ben presente anche nel primo capitolo.
Purtroppo, essendo molto attaccata ai tempi in cui è ambientata e con un’abbuffata quindi di (anti)capitalismo, diete e televisione via cavo, la storia qui perde una certa dose di vapore se trasportata/trapiantata ai giorni nostri senza una dovuta acclimatazione.
Resta comunque un prodotto valido, soprattutto per il reparto merchandising, e sicuramente un’opera lodevole per la grande dose di coraggio presa dal regista Joe Dante nello spingere i limiti della macchina hollywoodiana un tantino più in là.

Quello che a noi interessa però è altro:
Howie Mandel, un brillante commediante, presentatore e doppiatore (qui ricordato per aver prestato la voce a Gizmo in entrambe le pellicole) soffre di un grave disturbo ossessivo compulsivo unito ad una germofobia particolarmente acuta.
Tutto questo gli rende la vita molto difficile e nonostante ciò però non si riesce fare a meno di ridere a crepapelle del suo inferno quotidiano se lo si immagina con la piccola faccetta paffutella di Gizmo.

VOTO:
3 handicappati e mezzo

Gremlins 2 - La nuova stirpe (1990) voto

Titolo originale: Gremlins 2: The New Batch
Regia: Joe Dante
Anno: 1990
Durata: 106 minuti

Planet Terror (2007)

Un drappello di soldati americani riescono finalmente a trovare Osama Bin Laden e lo uccidono sul momento; purtroppo vengono contemporaneamente infettati con un composto chimico altamente velenoso chiamato DC2 che li fa rapidamente trasformare in sanguinari mostri bubbonici se non vengono continuamente esposti al gas stesso.
Durante una compravendita del composto tra i militari e uno scienziato corrotto, alcune bombole dello stesso vengono perforate rilasciando il mostruoso gas nell’aria ed ecco che un’intera cittadina texana entra nel panico più totale mentre i suoi cittadini cominciano a trasformarsi in zombie purulenti mangiacarne.
Spetterà ad una go-go dancer senza una gamba, ad un’anestesista lesbica fedifraga e a pochi altri personaggi molto sopra le righe cercare di fermare l’invasione e ristabilire l’ordine costituito.

Fallendo miseramente.

Planet Terror (2007)

Spettacolare secondo film del progetto double-feature Grindhouse concepito da Rodriguez e Tarantino e senza ombra di dubbio un ardito esperimento perfettamente riuscito sotto ogni punto di vista.
Per ricreare l’effetto vissuto e di second’ordine tipico dei film fine anni ’70 inizio anni ’80 a cui si fa chiaramente omaggio, si è optato per tutta una serie di accorgimenti tecnici e narrativi volti a catapultare lo spettatore dentro un mondo oramai scomparso: graffi sulla pellicola, uso di lenti appannate e di bassa qualità, una storia ridicola ed eccessiva o la finta mancanza di una bobbina che elimina il plot point numero 2 alla fine del secondo atto costringendo ad un reset narrativo eccezionale sono tutte perle che forse solo un vero estimatore dell’arte cinematografica può digerire fino all’osso.
Difatti il progetto fu un completo fallimento e, nonostante i miei 10 euri felicemente sborsati all’epoca, Planet Terror non se lo incula più nessuno.

VOTO:
5 10 euri

Planet Terror (2007) voto

Titolo originale: Planet Terror
Regia: Robert Rodriguez
Anno: 2007
Durata: 105 minuti

Il giorno degli zombi (1985)

Dopo la notte e l’alba, eccoci arrivati al giorno degli zombi, ovvero quando la Terra, intesa come Stati Uniti, intesi come New England, è oramai invasa da orde di morti viventi il cui unico scopo è fottere e mangiare.
Per la verità, più mangiare che fottere.
A farci da compagno di viaggio abbiamo un drappello di umanità sgangherata fatta di soldati un po’ incazzosi, scienziati un po’ macellai e piloti d’elicottero un po’ nichilisti.

Il giorno degli zombi (1985)

Conclusione nu poco strana per la trilogia originale di Romero sugli zombi perché molto in bilico tra perla di Serie B e spisciacchione Hollywoodiano.
Gli effetti speciali del grande Savini e del giuovine Nicotero (presente anche nel piccolo cameo del soldato Johnson) che poi andrà a creare tutto l’orrore della serie TV The Walking Dead sono fantastici e splendidamente truculenti con l’apice gore raggiunto nella scena della decapitazione a mano del soldato Torrez il quale, prima d’essere definitivamente diviso in due, lancia un grido straziante con un’impennata vocale atta a sottolineare la rottura delle corde vocali.

Un bellissimo macello sudamericano insomma.

Il resto purtroppo soffre un po’: dalle recitazioni leggermente macchietistiche se giudicate secondo un metro da film serio ma perfettamente normali se immaginate in un B movie, alla sentita latitanza di un vero messaggio socio-politico che invece era ben presente nei capitoli precedenti.

VOTO:
3 Bub

Il giorno degli zombi (1985) voto

Titolo originale: Day of the Dead
Regia: George A. Romero
Anno: 1985
Durata: 96 minuti

Venerdì 13 (1980)

E’ venerdì 13 del Luglio 1979 e un gruppo di giovini baldanzosi e ampiamente ineducati si prepara per l’apertura del campo estivo a Crystal Lake.
Tra una spazzata alle capanne di legno e merda, una nuotata nel lago e una partita a Monopoli piena di ammiccamenti sessuali, questi 6 scemuniti troveranno la giusta conclusione alle loro misere vite vuote d’ogni senso per mano di un killer psicopatico che li farà fuori uno ad uno in una metodica molteplicità di situazioni volta ad intrattenere il pubblico di riferimento, ovvero adolescenti dalla bocca facile vanamente speranzosi di una palpatina fugace alla compagna di scuola con la quale sono andati a vedere questo film dell’orrore con l’unico scopo di metterla emotivamente a disagio ed approfittare quindi dei conseguenti momenti di confusione.

Venerdì 13 (1980)
ho molto amore da dare sotto ques’armatura vagamente omoerotica

Celebre film splatter dalle bassissime valenze artistiche e che però è diventato uno dei punti di riferimento del genere tanto da spurgare svariati sequels quasi completamente intercambiabili l’un con l’altro per la pochezza di inventiva dimostrata.
Per farla breve: la storia è assente, le recitazioni ridicole (con un giovanissimo e inutile Kevin Bacon), gli effetti speciali buoni ma persi un mare di noia e l’unico motivo d’interesse risulta quindi essere la curiosità nel vedere come verrà uccisa la prossima vittima; siamo quindi più dalle parti del torture porn che della storia dell’orrore.

VOTO:
2 torture porn e mezzo

Venerdì 13 (1980) voto

Titolo originale: Friday the 13th
Regia: Sean S. Cunningham
Anno: 1980
Durata: 95 minuti

Suspiria (1977)

Suzy Bannion arriva fresca fresca da New York per frequentare la rinomata scuola di danza di Friburgo; quello che ancora non sa però è che il collegio pien di giovinette è solo una sporca copertura e accadimenti mostruosi l’aspettano lungo il tortuoso cammino che la condurrà a smascherare una piccola cospirazione tutta al femminile.
Perché sono gli anni ’70 e a quanto pare la contestazione giovanile e il femminismo non sono ancora arrivati alle orecchie dei coniugi Argento, Dario e Daria.

Suspiria (1977)

E’ difficile giudicare Suspiria perché questo stranissimo e disgiunto film appare quasi scisso perfettamente in due: da una parte abbiamo una straordinaria cura tecnica, magicamente rappresentata da una fotografia onirica e pittorica, con pochi eguali all’epoca; dall’altra però pesa una storia sinceramente stupida e sconnessa oltre che pure un po’ fuori dal tempo per il velo di medievalismo che la pervade.

Oggi chiunque dotato di un po’ di cervello sa che il fenomeno della stregoneria fu tutto un caso montato ad arte dai poteri maschilisti delle chiese europee che andavano cercando un modo facile per sbarazzarsi una volta per tutte e dei rimasugli pagani e matriarcali di un continente pre-cristiano e delle istanze d’indipendenza ed equità sociale che dovranno attendere un migliaio d’anni per tornare di moda.

Ma a Dario frega un cazzo.
Lui vole er sangue !!

Da annoverare la birreria monacense che fa da sfondo ad una danza tirolese alla Bud Spencer, l’Hofbräuhaus, che sia io che Dario Argento che Adolf Hitler abbiamo avuto il piacere di visitare personalmente; me per una semplice visita turistica, Dario per girare un film e Adolf per elencare i punti programmatici del partito Nazista.

VOTO:
3 Nazisti e mezzo

Suspiria (1977) voto

Titolo originale: Suspiria
Regia: Dario Argento
Anno: 1977
Durata: 98 minuti

Turbo Kid (2015)

Nel retro-futuro post-apocalittico del 1997 (anno dell’attivazione di Skynet) vive un orfano adolescente appassionato di fumetti e cianfrusaglia anni ’80.

Presto gli si affibbia un’eccentrica ragazza dagli occhi da bambola la quale sembra intenzionata a non lasciarlo più, costi quel che costi; assieme affronteranno i regolari pericoli di un futuro post-atomico tipo i punkabbestia alla Mad Max (però in bicicletta) e si troveranno a fronteggiare Zeus, il solito pazzo truculento signorotto dell’acqua con la passione per l’ultraviolenza.

Turbo Kid (2015)

Bellissimo omaggio agli anni ’80, nel bene e nel male, Turbo Kid è un piccolo progetto indipendente canado-neo zelandese assolutamente da non perdere.

Pieno zeppo di citazioni e rimandi ai film e alla cultura del decennio più capitalista che ci sia, il film non cade nella facile trappola della carrellata nostalgia, ma anzi prende il materiale originario (robaccia, a dir la verità) e ne tira fuori un pastiche sarcastico e a tratti perfino critico di un decennio storico ricco di assurdità.

VOTO:
4 uan e mezzo

Turbo Kid (2015) voto

Titolo originale: Turbo Kid
Regia: François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell
Anno: 2015
Durata: 93 minuti

Nightmare (1981)

C’è un pazzo schizofrenico pluriomicida che ha terribili e violentissimi incubi popolati di morti, teste mozzate e parecchio sangue.
E grazie al cazzo -direte voi- è un pazzo schizofrenico pluriomicida!
Bravi, certo…e però il twist è che questo pazzo schizofrenico pluriomicida che ha terribili e violentissimi incubi popolati di morti, teste mozzate e parecchio sangue è il risultato di un vecchio trauma infantile, nello specifico questo pazzo schizofrenico pluriomicida con terribili incubi popolati di morti e parecchio sangue ha ucciso con un’accetta da pompiere il padre e (presumibilmente) la madre mentre facevano le zozzerie a letto, lui legato mani e piedi e lei vestita da infermiera sporcacciona che lo prendeva a schiaffi forti forti tanto da fargli uscire il sangue dal naso.
Di fronte a tanto scempio medio borghese il piccolo futuro pazzo schizofrenico pluriomicida ha pensato bene di fare l’unica cosa sensata e cioè mozzare via di netto la testa alla donna per poi spaccare in due il cranio al genitore.

Nightmare (1981)
effetti speciali mica male

Proibito per anni in Gran Bretagna per via della ridicola trama pregna di zozzerie sessuali e orrorifiche, Nightmare è un film godibile al 25%: ci sono alcune scene molto azzeccate ed effettivamente dense di tensione (tipo la macchina ripresa frontalmente mentre lascia New York per dirigersi verso la Florida), gli effetti speciali fanno il loro sporco dovere e le riprese per le strade di una New York pre-repulisti ancora stracolma di mignotte e briganti sono tutte cose che generano entusiasmo adolescenziale; peccato che il restante 75% sia pura melma inconcludente che fa gridare vendetta.

Due i retroscena gustosi però: primo, il distributore inglese del film s’è fatto 6 mesi di prigione per essersi rifiutato di tagliare un secondo di girato (roba da eroe dei due mondi) e secondo, il regista giura e spergiura che gli effetti speciali siano stati eseguiti dal mitico Tom Savini, mentre il mitico Tom Savini nega fino alla morte.

VOTO:
2 mitici Tom Savini bugiardi fino alla morte e mezzo sul set di Nightmare

Nightmare-(1981)-Voto

Titolo inglese: Nightmares in a Damaged Brain
Regia: Romano Scavolini
Anno: 1981
Durata: 97 minuti