The Flash (2023)

Flash vagabondo disperato alla ricerca di una merendina frettolosa come il suo carattere di merda non sa che pesci prendere e si ritrova a dover fronteggiare il più difficile dei dilemmi esistenziali: lasciar morire la propria madre o mandarla ospite da Corrado Formigli.

Alla fine Flash messicano decide che sì, forse le si può risparmiare la vita, ma questo salvataggio innesca un fottuto effetto farfalla che cambia la faccia del mondo al quale lui era abituato mettendo addirittura in pericolo l’esistenza stessa della razza umana.

Una cosa da far girare la testa.

The Flash (2023)

Il problema dei liberal da quattro soldi che popolano le fogne di mezzo mondo è che ficcano un neonato nero in prima fila, fanno Flash mezzo messicano e mettono Superwoman invece di Superman… ma sono solo elementi di facciata, niente che scuota lo status quo piramidale su cui si regge la società liberal-capitalista a cui gravidamente succhiano il cazzo come prostitute vietnamite.

E l’odio che queste pantegane purulente provoca è comparabile solamente all’odio che ogni sano cittadino di questo mondo deve provare per la feccia sionista; difatti questi due tipi di subumani, liberal pantegane e criminali sionisti, s’incontrano spesso sotto l’arco di Tito per celebrare il saccheggio di quel misero tempietto di beduini del deserto che ancora oggi frotte di estremisti religiosi vanno a piangere come ragazzini coi loro ondeggiamenti disperati da psicopatici.

The Flash, dal canto suo, è certamente meglio di Corrado Formigli, ma è comunque  un film mediocre, specialmente perché viene sozzato da altri personaggi odiosi come la soldatessa sionista Wonder-woman e il grasso capitalista Batman.
Si salva un pochino per il tono schizofrenicamente simpatico, l’ovvio omaggio a Ritorno al futuro e le scenette al rallentatore (con l’inizio, vero capolavoro), ma è da dimenticare invece il cameo di Michael Keaton nei panni del Batman originale: veramente senza motivo.

Insomma: parte bene, ma va a scemare velocemente.

VOTO:
2 Corrado Formigli e mezzo

The Flash (2023) voto

Titolo di lavorazione: Baby Shower
Regia: Andy Muschietti
Durata: 2 ore e 24 minuti
Compralo: https://amzn.to/3U7jPIi

The Batman (2022)

Bruce Wayne è un emo del cazzo col capello tinto nero slinguazzato da un bovino. E soffre tanto.
Ma tanto.
Così tanto da passare le nottate vestito come un pirata travestito da budello di tua madre a prendere a calci e pugni delinquenti comuni che non minano assolutamente le fondamenta dell’ingiusta e piramidale società su cui Gotham City si regge.

Nel frattempo c’è invece chi si dà da fare via internet per farla pagare ai potenti burattinai del potere e restituire un po’ del loro terrore in dosi massicce di giustizia popolare.
Ma questo non va bene al potere, non va bene che il questore fascistone venga fatto saltare in aria, non va bene che un mafioso corruttore dei pubblici uffici sia impallinato in diretta tv, non va bene che l’ennesimo candidato token-black-donna-sassy-super-liberal-ammazza-rivendicazioni-sociali sia perforata con quella fredda foga tipica delle docce carcerarie.

No, il vigilante fascio-liberal non può permettere che la società cambi per davvero; dare due pugni in bocca a uno che scrive una tag di merda su un muro è di vitale importanza, ma prendere a randellate in culo un liberale?

Ma siamo matti!

The Batman (2022)

Film post-fascio-liberal che ammette quanto la società liberale sia una melma di merda senza possibilità di redenzione e che anzi acuisce le disuguaglianze e le ingiustizie sociali, ma che scoraggia ad ogni costo l’iniziativa popolare per un rovesciamento delle sorti.

Tipo quelli che fino a ieri negavano che ci fosse un cambiamento climatico e che ora, vista l’evidenza dei fatti, sono passati a “ok va bene c’è un cambiamento, ma non è indotto dall’uomo”.
Prossima tappa: ok è indotto dall’uomo, ma non è così drammatico.
Ultimo miglio: ok è drammatico, ma tanto ormai è troppo tardi e io nel frattempo me la sono goduta girando il mondo col mio jet privato.

Ciao povery!

Una pellicola che non raccomando insomma e che tra l’altro è pure lunga e a tratti noiosa.

VOTO:
2 tag di merda

The Batman (2022) voto

Titolo lettone: Betmens
Regia: Matt Reeves
Durata: 2 ore e 56 minuti
Compralo: https://amzn.to/3c3JMEY

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Nell’universo 498 il dottore si scopa le pazienti e nessuno lo denuncia perché tutti sono compiacenti e lui solo può venire sulla pancia.

In questo nostro universo invece il dottore è solo stronzo, ma di buon cuore, e nessuno si azzarderebbe a dargli contro se non per ricordargli quell’alito fetente che sprigiona ogni volta che apre la sua sudicia bocca da topo di fogna fascista.
Sì, perché dottor Strange è un ex gerarca sfuggito ai tribunali internazionali fingendosi onduregno e risulta quindi difficile metterlo alla gogna per i numerosi esperimenti scientifici operati su giovani vittime atee che smembrò pezzo a pezzo premurandosi di versare almeno una goccia del suo sperma su ogni lembo sanguinante. Una pratica che se da un lato trova conforto nei testi sacri e nella pratica comune, dall’altra va messa in pratica solamente nei mesi bisestili e non, come amava fare il dottore, ogni fine settimana.
Diamine!

Molto dolore da Wanda Maximoff e la sua fica di fuoco.

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022)

Vero e proprio film su commissione per il grande Sam Raimi e quindi enorme ciofeca che scontenta sia il suo affezionato pubblico che, dopo anni d’assenza, non vedeva l’ora di vedere un po’ del suo bizzarro genio sul grande schermo, e sia il pubblico Marvel che probabilmente non capisce bene le trovate un po’ sopra le righe del regista di Evil Dead.
Chi sicuramente è contento e cojonato è l’enorme pubblico dei paesi in via di sviluppo che, con poche eccezioni, si berrebbe persino il piscio se venisse infiocchettato bene.

Peccato, perché con il multiverso di poteva e si doveva osare di più e invece si è preferito relegare il lato interessante ad una brevissima sequenza di vari mondi strampalati per poi ripiegare su un più confortevole mondo del tutto identico al nostro, eccezion fatta per il semaforo che segna rosso invece di verde… che FOLLIA!

VOTO:
2 in via di sviluppo e mezzo

Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022) voto

Titolo originale: Doctor Strange in the Multiverse of Madness
Regia: Sam Raimi
Durata: 2 ore e 6 minuti
Compralo: https://amzn.to/3OCjhnQ

Spider-Man: No Way Home (2021)

Povero Peter Parker.

Ragazza bella con la figa stretta, amico grasso al cui fianco non sfiguri mai alle feste, poteri sovrannaturali al limite del divino; insomma, una merda di vita che quei fascisti ultra-conservatori degli ucraini sognerebbero al posto della loro misera esistenza ai bordi della cattiva Russia contro cui volevano piantare missili nucleari con la folle e falsa sicurezza dell’ombrello protettivo della NATO che invece al primo momento utile ha fatto capire loro come il cane a guardia del porcile non entra in casa quando vuole.

Peter nel frattempo se ne sta a lì a sucare Mary Jane fica stretta quando un sortilegio magico casinista rigira sottosopra il mondo che conosce facendogli conoscere non uno, ma ben due possibili contendenti al posto di lecca francobolli di MJ.

Spider-Man: No Way Home (2021)

Commedia sopra le righe che non si prende mai sul serio, come da tradizione “Spiderman ultima venuta”, e che si gioca il tutto per tutto con l’effetto nostalgia dei quarantenni e dei trentenni che si ritrovano inaspettatamente assieme ai ventenni nelle sale cinematografiche per un’orgia sporcacciona al limite del legale.

Non è chiaramente un capolavoro, ma fa il suo lavoro d’intrattenimento base; cosa che Maze Runner non ha mai fatto.

Dio ti ama e tu non lo sai.

VOTO:
3 sporcaccioni

Spider-Man: No Way Home (2021) voto

Titolo venezuelano: El Hombre Araña: Sin camino a casa
Regia: Jon Watts
Durata: 2 ore e 28 minuti
Compralo: https://amzn.to/3pYqGDZ

Venom – La furia di Carnage (2021)

Eddie Brock continua ad essere un maledetto rimastino con la faccia di uno che si buca tra le dita dei piedi e un’insaziabile voglia di cervelli e cioccolata; tutto questo perché dentro di sé porta un simbionte alieno simpatico come un’anguilla tra le cosce di pollo che ti ritrovi.

Invece Cletus Kasady è un assassino pazzo col gusto per lo sperma di bove, ma quando viene posseduto da Carnage (che poi in realtà sarebbe una parte di Venom) ecco che scoppia il finimondo e il serial killer Cletus trova la forza di 100 uomini, nonostante un nome da funzionario al comune di Terni.

Venom - La furia di Carnage (2021)

Seguito senza entusiasmo di un film che non era certo ‘sto divertimento.

Anche se qua e là si lavora meglio di sceneggiatura e qualche situazione comica, più che qualche battuta, riesce a smuovere un pochino le acque della mia palude, siamo lontani dal divertimento vero.

Se vi piacciono le storie d’amore, qui ce ne sono ben due: Cletus/Frances e Eddie/Venom; se invece vi piacciono i coglioni, ne troverete a valanga.

PS: il regista è Gollum de Il signore degli anelli.

VOTO:
2 Gollum e mezzo

Venom - La furia di Carnage (2021) voto

Titolo originale: Venom: Let There Be Carnage
Regia: Andy Serkis
Durata: 1 ora e 38 minuti
Compralo: https://amzn.to/3saPuJe

The Suicide Squad – Missione suicida (2021)

L’America ha bisogno di eroi, o meglio: La Merica ha bisogno di carne da macello per foraggiare una macchina da guerra senza limiti e decenza utile unicamente a pompare i larghi culi dei liberal-capitalisti con tonnellate di denaro e oro e diamanti e minorenni fino a che morte non sopraggiunga.

In questo episodio de La guerra totale degli USA vs The World troviamo un drappello di galeotti che, in barba al fine rieducativo a cui dovrebbe aspirare la pena detentiva (e anche qui ce ne sarebbe da discutere, ma vabbè), vengono catapultati senza il benché minimo rispetto della vita umana a fare un’incursione a Corto Maltese (omaggio al massone fascista Hugo Pratt), una fittizia isola caraibica finita sotto il controllo dei generali dopo anni di dittatura sostenuta dagli Stati Uniti.

L’ingrediente che manca a questa storia forsennata è un mostro assurdo degno del folklore giapponese, e non veniamo delusi.

The Suicide Squad - Missione suicida (2021)

Quando un film fa schifo, non c’è problema: basta rigirarlo cambiando le carte in tavole e fare affidamento sulla corta memoria del pubblico.
E il gioco è fatto.

James Gunn, dopo essere stato licenziato dalla Disney per dei vecchi tweet volgari che erano perfettamente in linea con il suo stile dissacrante e fuori dagli schemi perbenisti e non si capisce bene quindi per quale stratacazzo di motivo ci si dovrebbe scandalizzare, tira fuori una sorta di Guardiani della galassia in salsa cinica per l’azienda concorrente e vaffanculo al secchio.

Non aspettatevi chissà che cosa, non è strabiliante, ma è molto simpatico, girato bene e con parecchie chicche tecniche, recitato quel tanto sopra le righe per non cadere nel ridicolo involontario e che cazzo ti devo dire di più?

A morte i liberali.

VOTO:
4 liberali

The Suicide Squad - Missione suicida (2021) voto

Titolo argentino: El escuadrón suicida
Regia: James Gunn
Anno: 2021
Durata: 132 minuti

Supermen of Malegaon (2008)

Nell’orribile, ingiusta e crudele città indiana di Malegaon vivono quasi 500mila persone la cui unica colpa è essere stati cacati dalla loro madre in uno dei buchi di culo del mondo dal quale la fuoriuscita è cosa quanto mai impossibile.

Ecco che allora questa massa di persone abituate a vivere al limite della povertà più nera portando avanti la loro esistenza trascinandosi lungo strade polverose e affollate mentre una pipinara infinita di clacson e merda affoga i loro cenciosi sogni di fuga, ecco che ‘sti disperati figuri di una commedia patetica tentano la risalita morale grazie anche e soprattutto ad un’inaspettata industria cinematografica molto amatoriale che fa il verso, spesso in maniera comica, ai grandi film hollywoodiani e bollywoodiani.

Tra questi troviamo la storia del rifacimento di Superman in salsa basmati (come l’hanno titolato quei fottuti dei francesi); una riedizione a bassissimo costo del famoso supereroe americano, questa volta alle prese con l’industria del tabacco, l’inquinamento e le fogne a cielo aperto.

Supermen of Malegaon (2008)

Delizioso e brevissimo documentario che con la sua oretta buona di visione riesce a raccontare tutto il dramma umano di chi, emarginato dalle rivoluzioni celesti sopra cui viaggiano i pochi fortunati nati nel cosiddetto primo mondo, rimane ai bordi della strada a guardar passare tutti i treni di un futuro migliore fino a quando, arrivata la sera, non può che andare a gettarsi con una scarpa e una ciavatta dentro fosse comuni senza nome spazzate dal vento dell’indifferenza.

Una chicca.

VOTO:
4 checche

Supermen of Malegaon (2008) voto

Titolo francese: Superman basmati
Regia: Faiza Ahmad Khan
Anno: 2008
Durata: 66 minuti
Compralo: https://amzn.to/2UFPLXI

Zack Snyder’s Justice League (2021)

Il miliardario Bruce Wayne ha deciso di mettere assieme una milizia para-militare, assoldata e mantenuta dai suoi sporchi traffici finanziari, col solo scopo di mantenere in piedi il sistema fascio-capitalista che lo tiene al vertice di una ingiusta piramide sociale alla cui base sopravvivono schiacciati l’uno all’altro miliardi di esseri umani il cui unico delitto è il non ribellarsi alla classe padronale e trascinare per i capelli i porci liberali fino alla piazza più vicina per poi decapitarli uno ad uno gioendo del loro sangue che inonda e rinfresca le loro gaie dita dei piedi.

Zack Snyder's Justice League (2021)

Com’è?
Vi dico solo che, nonostante le 4 ore di narrazione, ero molto confuso e sono dovuto andare a rileggermi la recensione della versione originale.

Quello che però mi è apparso chiaro come un cielo azzurro d’agosto è la grossa nota dolente del film in questione; ovvero il maledetto fascio-liberismo che Zack Snyder, probabilmente inconsapevolmente, trasuda da tutti i pori quando mette in scena un drappello di giustizieri senza regole che vanno a spaccare il culo ad uno straniero nella lontana Russia con la scusa che sta nascondendo delle armi di distruzione di massa.

Ricordati Zack, verremo a prendere per i capelli anche te.

VOTO:
3 Zack

Zack Snyder's Justice League (2021) voto

Titolo alternativo: Justice League: The Snyder Cut
Regia: Zack Snyder
Anno: 2021
Durata: 242 minuti (4 fottute ore)
Compralo: https://amzn.to/3tJBjtW

Shazam! (2019)

Billy Batson, un adolescente molto ribelle che non riesci a tenerlo in una casa famiglia per più di una settimana perché lui vuole uscire per andare a cercare la madre biologica che tanti anni or sono l’ha “perso” ad una fiera di paese e che magicamente non è stata mai trovata/contattata dalle autorità (in)competenti, si troverà magicamente a che fare con un vecchio mago rasta che sta disperatamente “cercando la sua Amy” ovvero lo spirito puro al quale passare i suoi formidabili poteri prima che la morte non gli permetta più di contenere le mostruose bestie rappresentanti i sette peccati capitali che hanno recentemente preso dimora dentro l’occhio di un ricco figlio di papà ossessionato dal cazzo altrui, reale e metaforico.

Shazam! (2019)

Tutto chiaro fino a qui?

Bene, perché io invece mi sono stufato presto a seguire questa trama sottesa di stronzataggine bambinesca molto buona a vendere un prodotto oggettivamente confezionato coi fiocchi, ma che inspiegabilmente non ha sortito gli effetti desiderati al botteghino.

Difatti è incredibile che il miglior film dell’universo DC (che fa cacare e quindi ci voleva poco ad essere il migliore) sia anche il film dell’universo DC che ha incassato di meno…

…e questo mi ha fatto incazzare molto.

VOTO:
3 casso e mezzo

Shazam! (2019) voto

Titolo di sceneggiatura: Billy Batson and the Legend of Shazam!
Regia: David F. Sandberg
Anno: 2019
Durata: 132 minuti

Spider-Man: Far from Home (2019)

La Terra rischia di essere distrutta dai 4 mostri elementali (acqua, terra, vento e fuoco) mentre Peter Parker tenta con bonaria goffaggine di sperimentare la penetrazione vaginale assieme alla sua compagna di classe MJ, che non sta per Michael Jackson ma bensì per Miseri Jinocchi.

Il canonico viaggio europeo durante il quale ogni buon adolescente americano deve assolutamente ubriacarsi a Campo de’ fiori e scalare la statua di Giordano Bruno così da permettergli d’entrare a buon diritto nel ristretto clan delle teste di cazzo sfondate mannaggia cristo vi mastico i coglioni se vi prendo quant’è vero iddio, sarà per l’Uomo Ragno il perfetto viatico alla penetrazione di cui sopra e, per la gioia di grandi e piccini, ne vedremo delle belle delle brutte delle bellemmeglio.

Spider-Man: Far from Home (2019)
uomo evirato, mezzo dominato

Continua l’ipnotismo mediatico delle classi dominanti verso le masse proletarie tanto temuto da Diego Fusaro; un bombardamento cinematografico popolato da, come li definirebbe con olimpica compostezza il nostro amato filosofo da salotto buono, uomini demascolinizzati e privati del loro ruolo di padri di famiglia, succubi di donne più alte di loro così da sottolineare il ribaltamento dell’ordine naturale delle cose che vede un uomo e una donna unirsi in sacro vincolo matrimoniale per procreare nuova vita.

Qui invece si assiste ad un’abominevole glorificazione della teoria gender mentre il turbo capitalismo dilagante della finanza globale giudaica turbo giudecca rende il comune cittadino una pedina sullo scacchiere turbo mondialista.

Un film poco divertente e che non aggiunge molto al panorama turbo hollywoodiano.

VOTO:
2 fiat panda turbo

Spider-Man: Far from Home (2019) voto

Titolo giapponese: Supaidâman: Fâ Furomu Hômu
Regia: Jon Watts
Anno: 2019
Durata: 129 minuti

The Boys: 1° stagione (2019)

In un presente parallelo alternativo distopico, la gente con i poteri sovrannaturali esiste davvero e la macchina capitalista della Vought Corporation picchia forte la gran cassa mediatica per pompare a bestia questi suoi “prodotti” che poi rivende al miglior offerente sul mercato.
Una città col tasso di criminalità alto ha bisogno di una ripulita?
Non c’è problema, la Vought Corporation può cedere in prestito per 3 anni l’uomo balena alla modica cifra di 300 milioni di dollari.

Sembra tutto facile, tutto perfetto, tutto come in un film… e invece la realtà delle cose è ben diversa da come sembri: i supereroi sono persone come tutte noi, con i difetti e le manie di grandezza tipiche dell’essere umano (ma con la preoccupante particolarità di avere a disposizione poteri difficilmente soggiogabili) e i soldi comandano tutto e tutti, da chi ti masturba a chi ti scazzotta la faccia fino a ridurla un colabrodo.

The Boys: 1° stagione (2019)

Interessanti idee, ma svolgimento meno di quello che ci si aspetterebbe da una satira graffiante dell’empia commistione tra corporativismo, fervore religioso e civiltà dei mass media.

Se da una parte infatti il mettere in mostra l’indegno comportamento dei supereroi che si drogano, stuprano, rubano, ignorano, uccidono e vai col tango è certamente la direzione giusta, fa male poi vedere come si cerchi di raddrizzare la torre ficcandoci la supereroina pura d’animo e progressista così che non si possa poi criticare tout court il concetto della cessione della sicurezza ad una corporazione privata o, in maniera ancora più generale, opporsi all’innalzamento di taluni esseri umani sopra altri per presunti meriti psico-fisici.

Sarebbe come voler innalzare piedistalli sotto i piedi di Giovanni Floris solo perché ha il quoziente intellettivo più alto in Italia… o almeno, questo è quello che va dicendo nei bagni della stazione di Novara quando, dopo la mezzanotte, va a vendere il proprio orifizio anale per poche decine d’euro ai ferventi camionisti polacchi fra i quali il suo deretano è leggenda.

VOTO:
3 polacchi

The Boys: 1° stagione (2019) voto

Titolo: The Boys
Creatore: Eric Kripke
Stagione: prima
Anno: 2019
Durata: 8 episodi da 1 ora

Avengers: Endgame (2019)

Dopo aver eliminato metà degli esseri viventi dell’universo, Thanos va in pensione e si mette a coltivare frutti belli spinosi che, se spinti a forza nel proprio deretano, potranno dargli quella pace che ha sempre sognato.

Nel frattempo quel che resta degli Avengers, coadiuvati da Captain Marvel, decidono di andare a riprendere le Infinity Stones con cui Thanos ha evaporato miliardi di esseri viventi e far così rivivere tutti i loro cari (assieme a milioni di assassini, stupratori e impiegati di banca), ma arrivano troppo tardi… Thanos ha distrutto le pietre magiche, sigillando così per sempre il suo malvagio piano di contenimento demografico.

Ora l’unica maniera per riportare indietro le lancette, oltre ad un bel lifting facciale col chirurgo plastico di Cher, è usare la fisica quantistica per viaggiare indietro nel tempo ed andare a scommettere alle corse di cavalli con il grande almanacco sportivo.

Avengers: Endgame (2019)

Niente, me li guardo tutti ma non riesco mai a divertirmi appieno con questi cazzo di film coi supereroi.

Sarà per la mole sempre più pesante di sfraceli che si susseguono sullo schermo lungo le oramai canoniche 3 ore di film, manco fossimo a Bollywood.
Sarà perché non je la faccio a digerire i facili sentimenti del topolino popolino che si piscia sotto con roba tipo forza bruta, machismo (di uomini e di donne) e orgoglio identitario (di minoranze etniche, di portatrici d’utero e/o di supremazia bianca).
O sarà per l’incredibile velocità con cui il potere cambia pelle per farsi amare da un genere umano miope come Mr Magoo; un ammasso di esseri umani che ieri gioioso sborrava guardando Rambo trucidare i fottuti musi gialli e oggi felice spurga le gonadi sbavando sopra neri e donne che compiono gli stessi eccidi di cui si sono macchiati i loro illustri predecessori maschili bianchi.

Il pubblico purtroppo, come da programma, premia questo tipo di produzioni elevando EndGame a film col maggior incasso del 2019, maggior incasso in Nord America del 2019, secondo maggior incasso di sempre in Nord America, film di supereroi con i maggiori incassi di sempre e maggior incasso nella storia del cinema… ma i soldi non laveranno mai e poi mai la vostra immonda morale empia d’ogni possibile peccato veniale e mortale.

“Lo sai che farò un bel po’ di cambiamenti?”, dice Valchirie quando viene nominata nuovo re degli Asgardiani da Thor.
Beh, cara regina, potresti cominciare nel trasformare Asgarg da monarchia assoluta a democrazia popolare; così, tanto per far vedere che la scelta di spingere sull’acceleratore femminista non è una semplice ed avida strategia di marketing ma si inserisci in un più ampio contesto socio-culturale che vede nella redistribuzione dei poteri tra tutti (e ripeto, tutti) i cittadini, indipendentemente dal loro sesso, il loro pensiero e soprattutto dal ceto sociale in cui sono nati, la vera molla del progresso umano.

Ma che ve lo dico a fare?
Tanto basta un #meToo e passa la paura.

VOTO:
3 #meToo

Avengers: Endgame (2019) voto

Titolo brasiliano: Vingadores: Ultimato
Regia: Anthony e Joe Russo
Anno: 2019
Durata: 181 minuti