Oltre i confini del male – Insidious 2 (2013)

La famiglia Lambert, oltre ad avere il cognome di un immortale, ha la tremenda sfiga di avere i maschi sensitivi.

Ho detto sensitivi e non sensibili, come potrebbero essere i loro testicoli ad un’energica palpazione, e quindi padre e figlio attraggono come magneti per gitani le presenze fantasmatiche che circondano gli esseri viventi.
In particolare il padre Josh ha trasmesso al figlio, per colpa di un sesso anale non protetto, la capacità di spiccare il volo verso la dimensione ultraterrena dove la sua anima, priva della protezione del corpo, può rimanere imprigionata, come poi effettivamente succede alla fine del precedente film.

E allora la moglie deve salvare padre Josh disperso nell’aldilà col corpo abitato dallo spirito di un malefico travestito e figlio Dalton svolazzatore notturno infame e pestifero.

Oltre i confini del male - Insidious 2 (2013)

Interessante sequel, con parentesi prequel sulla giovinezza paranormale di Josh Lambert, per il famosissimo primo capitolo di una prolifica serie di film di spaventi cattivoni.

Qui si continua a puntare sul thrill piuttosto che su sangue e zompi in faccia e la cosa non può che fare piacere; ma purtroppo siccome che l’ho visto tipo 2 mesi fa con i piedi dietro la nuca mentre tentavo un glorioso e disperatissimo solchino alla maniera che piace tanto fare a quel figlio di puttana di tuo padre allora non ti posso dire molto di più avendolo quasi totalmente rimosso dalla mia memoria.

Un po’ come tu hai fatto con la pederastia.

VOTO:
3 pederasti

Oltre i confini del male - Insidious 2 (2013) voto

Titolo originale: Insidious: Chapter 2
Regia: James Wan
Durata: 1 ora e 46 minuti
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Top 3 – X-Files 1° stagione (1994)

Questa è una di quelle serie che hanno varcato i confini della televisione per diventare fenomeno di costume.

Sarà per i protagonisti Fox Mulder e Dana Scully, idioti ed eunuchi; sarà per la trame che girano tutte attorno al mistero più cretino; o sarà per la polverina bianca che ci piaceva assumere per via nasale nei favolosi anni ’90… X-Files è sicuramente una di quelle cose con cui prima o poi bisogna fare i conti.
E noi i conti ce li faremo per bene, stagione per stagione, top 3 per top 3, finché morte non ci separi.

Episodio 3 – “Squeeze”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 1

Scully supera abbondantemente la sua paura del cazzo quando viene a contatto con un uomo che riesce ad infilarsi dentro qualsiasi pertugio. Piccolo, stretto, lungo, buio; niente è fuori dalla sua portata e Dana comincia a pensare che persino la sua tetra e stravaccata fica possa trovare il giusto ripieno.
Mulder resta alla finestra a godersi lo spettacolo masturbandosi freneticamente.

Episodio 14 – “Gender Bender”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 2

Una setta religiosa vive isolata e senza televisione; una cosa che fa uscire pazzo uno dei fedeli, tanto da spingerlo a fuggire nella grande città dove darà sfogo alla sua specialità: scopare chiunque e dovunque grazie ad un profumo preso in sconto a Tigotà di via della Lungara.
Scully ci fa un pensiero vista l’impossibilità di scopare col suo collega.
Mulder resta alla finestra a godersi lo spettacolo masturbandosi freneticamente.

Episodio 20 – “Darkness Falls”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 3

I maledetti boscaioli tagliano gli alberi millenari di nostra Madre Terra e così facendo liberano un antichissimo insetto imprigionato nel midollo dei sempreverdi che farà strage di esseri viventi imbacuccandoli dentro una laniccia simile a quella che si forma nell’ombelico di Dana.
Mulder resta alla finestra a godersi lo spettacolo masturbandosi freneticamente.

Menzione Speciale:
Episodio 8 – “Ice”

Top 3 – X-Files 1° stagione (1994) - 4

E’ la copia spudorata di The Thing di Carpenter e, se non fosse da prenderli a schiaffi per la faccia da culo nel proporre un tale plagio, c’è da dire che regala una delle migliori battute pronunciate da Fox in tutta la serie: in procinto di togliersi le mutande, fa sapere ai presenti che fa molto freddo.
A buon intenditor, poche parole.

Titolo originale: The X-Files
Creatore: Chris Carter
Stagione: prima
Anno: 1994
Durata: 24 episodi da 45 minuti
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A 007, dalla Russia con amore (1963)

James Bond deve recuperare una macchina per la decifrazioni di messaggi denigratori nei confronti Sergio Mattarella e per fare questo lercio lavoro viene mandato a fare incetta di fregna nella benemerita Turchia.

Girando a zonzo, assistendo a lotte gitane e fottendo più donne possibile, l’agente 007 con licenza di stuprare alla fine soverchia la coperchia di una vecchia alta un metro e 58 nell’albergo veneziano dove immediatamente poi conficca il suo paletto d’argento nella vagina di una spia russa.

A 007, dalla Russia con amore (1963)

Secondo capitolo, considerato da molti tra i migliori dell’intera serie.

Ovviamente non lo è: non solo per l’infinita rabbia che provoca nell’individuo libero dalle costrizioni borghesi la visione del viaggio dell’agente di un impero colonialista e sciovinista, ma soprattutto per la carica a pallettoni di puro e rigoglioso maschilismo da secolo scorso.

Perché quello che se ne trae guardando questo film è che le donne sono buone per una e una cosa sola, fottere, e per raggiungere tale scopo inondano di attenzioni e sorrisini e pedalini poveri cristi maschi intenti a portare avanti lavoro ed intelletto.
Ma loro no, vogliono il cazzo, lo vogliono come non mai e le loro bocche, per quanto piccole, sono sufficientemente grandi per il micropene scozzese di James Bond.

Un film da bruciare in piazza.

VOTO:
2 pedalini

A 007, dalla Russia con amore (1963) voto

Titolo originale: From Russia with Love
Regia: Terence Young
Durata: 1 ora e 55 minuti
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Agente 007 – Licenza di uccidere (1962)

L’Inghilterra non riesce a farsi i cazzi suoi dopo essere stata declassata da potenza coloniale imperialista a cacatina di mosca nell’oceano del nord e impiega importanti risorse pubbliche per finanziare stronzate come i servizi segreti MI6 al cui interno navigano gloriosi pezzi di merda come James Bond, un torso idrocefalo con il cazzo piccolo come un canguro neonato e duro come una noce giamaicana.

A contrapporsi a tale figuro di merda abbiamo un cinese di Berlino chiamato bonariamente Dottor No, per quel suo irresistibile fascino ascellare da puttana belga, che sembra avere le carte in regola per regalare un radioattivo futuro nucleare alle potenze imperialiste.

Purtroppo l’agente 007, il James Bond de noantri, la pensa diversamente.

Agente 007 - Licenza di uccidere (1962)

Immacolata concezione?
NO!

Il capitolo d’esordio per l’agente segreto più famoso del mondo non è un granché e risulta invecchiato certamente male ma meno peggio di come uno potrebbe pensare.

Fa sonnecchiare bonariamente fino alla fine dei suoi minuti senza tirare giù il colonnato di San Pietro, ma il pezzo forte è sicuramente Sean Connery che, nonostante il vizietto di prendere a schiaffoni in bocca le donne, da questo film in poi è diventato un sex symbol planetario tale da fargli guadagnare sorbetti al limone in tutti i bar delle Bahamas dove decise di ritirarsi a miglior vita giocando a golf, nuotando nel mar dei Caraibi e bofonchiando rutti apologetici nei confronti del membro maschile.

Film mediocre insomma, ma che ha generato una sfilza di seguiti come la fica di una coniglia ebbra.

VOTO:
2 ebbre e mezza

Agente 007 - Licenza di uccidere (1962) voto

Titolo originale: Dr. No
Regia: Terence Young
Durata: 1 ora e 50 minutibv
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Timecrimes (2007)

Hector ha una bella casetta, una moglie benemerita ed un cervello di modesta intelligenza.

E siccome chi c’ha il pane non c’ha i denti, Hector finisce in un curioso loop temprale grazie ad una macchina del tempo creata da un manipolo di scienziati in cima alla collina dietro casa che gli farà vivere la migliore mezza giornata della sua vita.

Roba che neanche Sangiovanni sotto effetto di psicofarmaci per curarlo dalla depressione.

Timecrimes (2007)

Piccola chicca fantascientifica tirata su con due lire due e invece colma d’iniziativa e buona volontà.

Ovviamente non siamo di fronte ad un capolavoro, ma passata la fase anale per cui ci aspettiamo sempre che le novità ci entrino con sorpresa nel culo, allora qui siamo al punto d’apprezzare un film che si gioca le sue 4 carte in maniera esemplare andando a scrufugnare un tema, quello dei viaggi temporali, abbastanza sfruttato e quindi un possibile campo minato, ma che può rivelarsi anche come miniera per chi ha la cura di prendere elmetto e berretto ed andare a scovare l’essenza che può esserci in Timecrimines.

VOTO:
4 Sangiovanni depresso

Timecrimes (2007) voto

Titolo originale: Los cronocrímenes
Regia: Nacho Vigalondo
Durata: 1 ora e 32 minuti
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Dieci piccoli indiani (1945)

8 persone si ritrovano per un fine settimana sulla sperduta ed intrigante Isola dei Negri dietro invito del misterioso Signor Owen; ad attenderli ci sono una cuoca e un maggiordomo, anch’essi all’oscuro della vera identità dell’ignoto convitato di pietra.

Quello che nessuno può immaginare è che questi 10 piccoli negri, come amava definirli Agatha Christie, faranno una brutta fine perché dovranno espiare malamente le loro colpe di assassini infami.

Dieci piccoli indiani (1945)

Film meno famoso tratto dal famosissimo libro della regina del giallo che rispecchia fedelmente l’opera originaria, se non fosse per un lieto fine posticcio che francamente potevamo risparmiarci.

Girato con maestria, con attori di lungo corso e dal metraggio appropriato, And Then There Were None è sicuramente un gialletto thriller che non potrà farvi dispiacere; sempre che il vostro nome non cominci con la lettera Y, nel qual caso andate pure affanculo.

VOTO:
3 Y e mezza

Dieci piccoli indiani (1945) voto

Titolo originale: And Then There Were None
Regia: René Clair
Durata: 1 ora e 37 minuti
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eXistenZ (1999)

Futuro distopico con anfibi radioattivi mutaforma e videogiochi organici iniettati direttamente dentro la spina dorsale tramite un bel buco di culo.

Questo è il simpatico scenario dentro cui si muovono Allegra Geller, geniale e stronza game designer dell’ultimo gioco chiamato eXistenZ (X maiuscolo Z maiuscolo), e Ted Pikul, neo assunto del reparto marketing della Antenna Research e fRocIo inconsapevole (R maiuscola e I maiuscola); due eccentrici protagonisti che dovranno farsi largo a suon di calci negli stinchi in quello che sembra un campo minato colmo di potenziali assassini pronti a farli fuori in nome della contro-religione del Realismo, acerrima nemica della realtà virtuale che disconnette l’uomo dal suo mondo e dalla sua vera essenza.

eXistenZ (1999)

Eccezionale film poco conosciuto che non solo anticipa di un decennio Inception nel suo gioco di realtà a scatole cinesi, ma si fregia del ben più meritato premio di aderenza, in tempi non sospetti, al mondo videoludico al quale fa chiaramente riferimento e omaggio.

E quindi abbiamo situazioni paradossali passate per normali, personaggi stereotipati con dialoghi pilotati entro binari prestabiliti, scenari tanto generici (tipo il “Ristorante cinese”) quanto eccentrici (“dentro la foresta”) e crescendi narrativi giocati sull’assurdo quasi comico.

Se a questo aggiungiamo tutto il sottotesto (che poi sottotesto non è) del marciume fatto di carne, sangue e fluidi corporei tipico di Cronenberg, con buchi, infezioni, saliva e dita ficcate in pertugi, ecco che allora abbiamo tra le mani una chicca.

E che chicca!

VOTO:
4 chicca

eXistenZ (1999) voto

Titolo giapponese: イグジステンズ – igujisutenzu
Regia: David Cronenberg
Durata: 1 ora e 37 minuti
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I segreti di Twin Peaks (1990-1991)

La tranquilla cittadina di Twin Peaks è sconvolta dal ritrovamento del corpo di Laura Palmer, una giovane ragazza locale molto popolare e molto mignottona (ma questo si scoprirà solo dopo), che sembra essere stata brutalizzata, torturata e ammazzata senza una ragione apparente (non che una ragione apparente giustifichi brutalizzare, torturare e ammazzare un mignottone locale).

A togliere le castagne dal fuoco giunge in città l’agente dell’FBI Dale Cooper, il quale si mette immediatamente ad investigare il malaffare e a ficcare il naso dentro tutti i pertugi anali degli abitanti alla disperata ricerca di quella bella sensazione di bucato pulito e fiori di campo che ha popolato i suoi sogni di giovincello omosessuale.

Purtroppo però dentro i culi degli abitanti di Twin Peaks c’è il marcio, un marcio marcescente che neanche te che te ne intendi puoi veramente capire e afferrare con le tue mani da cinese, e quindi ben presto verranno a galla tradimenti, doppi giochi, avidità e alieni in numero crescente e ululante fino a che Dale Cooper invocherà il potere del demonio emettendo un ruggito ancestrale per riportare un po’ d’ordine in questo mondo di ladri.

I segreti di Twin Peaks (1990-1991)

Famosissima serie cult anni ’90, creata dal famoso regista tabagista americano che mi ha regalato anche quel bel film chiamato The Elephant Man, e sorprendente ridicolizzazione del medium televisivo con tutti gli annessi e connessi.

Purtroppo parte benissimo per scendere un po’ lungo la prima stagione, che comunque si mantiene buona, mentre il dramma arriva come un pugno nello stomaco con la seconda che è piena zeppa di stronzate e deviazioni narrative tali da farti pensare che Lynch si sia bevuto il cervello per inettitudine o per una fottutissima voglia di prendere in giro pubblico, critica e tre quarti della palazzina tua.

Nel 2009 lo schivo Andrea Scanzi su La Stampa la definì “una serie invecchiata benissimo”, ed invece la cosa più drammatica è che la serie è invecchiata MALISSIMO: tolti alcuni episodi, specialmente i primi, Twin Peaks mostra molto gli anni passati sotto al ponte.
La spregiudicatezza assunta dallo spettatore medio nei confronti di trame contorte e torbide e il disastro avvenuto durante la seconda stagione quando il mistero su chi abbia ucciso Laura Palmer viene svelato portano la serie a procedere a stenti e bocconi in bocca rotta per sentieri colmi di merda e dolore.

Dolore.

Ma a noi frega cazzi perché la cosa più importante da ricordare di questo telefilm è l’attore che interpretò il cattivissimo Bob.
Frank Silva, arredatore e membro della troupe, finì per caso inquadrato nella scena finale dell’episodio pilota e David Lynch ebbe una fulminazione: facciamo interpretare a quest’uomo orrendo e dai capelli unti e bisunti il ruolo di demone incarnato e assatanato.
Frank ovviamente accettò perché così poté schiaffeggiare e slinguazzare Laura Palmer a piacimento; una scelta che Mattarella avrebbe approvato.

Purtroppo però Frank “Bob” Silva ci ha lasciati nel 1995 all’età di 44 anni per colpa del male dei froci: l’AIDS.

VOTO:
3 Bob

I segreti di Twin Peaks (1990-1991) voto

Titolo originale: Twin Peaks
Creatore: David Lynch
Durata: 2 stagioni, 30 episodi da 25 minuti
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Saw X (2023)

John Kramer ha trovato un nuovo passatempo: prendere povere persone già annichilite dalla vita di merda che vivono e donare loro la voglia di sopravvivere mettendole di fronte alla morte più cruenta che (non) abbiano mai immaginato.

Però nell’alto dei cieli c’è un dio potente e vendicativo che dona a John Kramer un bel tumore al cervello e lui, disperato come una cucuzza marcia, si fa raggirare da una truffatrice su internet che promette cure miracolose nella sua clinica in Messico.

Ovviamente le cose andranno allo scatafascio, per lui ma anche e soprattutto per il gruppo di truffatori che hanno preso la fortuna in fronte di ritrovarsi tra le mani quel pazzo di Jigsaw.

Saw X (2023)

Situato cronologicamente tra il primo e il secondo capitolo, questo film si posiziona fisicamente nel tuo retto buio e sporco… e io rido.

Diviso tra una prima parte tipo Un medico in famiglia e una seconda col più tradizionale canovaccio di sbudellamenti e pianti disperati che tanto abbiamo imparato ad amare, Saw X ha il grossissimo difetto di lasciare in vita il personaggio più odioso forse di tutto il franchise.
E ce ne voleva.

VOTO:
3 personaggi odiosi purtroppo in vita

Saw X (2023) voto

Titolo colombiano: Saw X: El juego del miedo
Regia: Kevin Greutert
Durata: 1 ora e 58 minuti
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Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte uno (2023)

Storia di un uomo che non vuole invecchiare e che per questo finisce dentro una setta messianica costruita attorno alla controversa figura di un marinaio non apertamente omosessuale ma sicuramente alcolizzato e storia anche di come questo anziano attore americano tenti in tutti i modi di svelare il mistero attorno a 2 chiavi maledette e un sottomarino russo cattivo cattivone sul fondo dell’oceano.

Per fare ciò si avvarrà della presenza di molteplici donne sotto i 40 pensando che la media aritmetica delle loro età possa in qualche maniera aiutare il suo cazzo a risorgere dalle ceneri luride nel quale giace moscio e stronzo.

Mission: Impossible - Dead Reckoning - Parte uno (2023)
risorgi!

Vi è piaciuto Top Gun Maverick?
Vi è piaciuto The Mummy?
E allora correte a sborare sui teleschermi per questo nuovo capitolo della serie Missione Impossibile diretto dallo stesso regista!

Molta noooia vi verrà data in pasto e voi giù a ridere dell’ennesima presa del culo nei vostri confronti, molte recitazioni abbozzate vi verranno mostrate e voi zitti come i chierichetti inculati zitti porca madonna ZITTI!

Dovete tacere ho detto!

E non aspettatevi molto meglio dalla seconda parte.

VOTO:
2 chirichetti zitti!

Mission: Impossible - Dead Reckoning - Parte uno (2023) voto

Titolo giapponese: ミッション:インポッシブル/デッドレコニング PART ONE
Regia: Christopher McQuarrie
Durata: 2 ore e 43 minuti
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Top 3 – Storie incredibili 1° stagione (1985)

Serie antologica di episodi scollegati con la caratteristica di rivoluzionare la loro narrazione tossica attorno al perno fallico del fantastico e dell’incredibile.

Ora, cosa uno intenda per fantastico e incredibile è il vero mistero della serie; perché le storie dalla loro hanno poca ciccia sotto il cofano e quando c’è poca ciccia le fiche umettate delle spettatrici non verranno saziate dai salsicciotti degli spettatori.
Quindi, una serie per famiglie con bambini.

Episodio 2 – “Un’incontrollabile erezione attrazione”

Top 3 - Storie incredibili 1 stagione (1985) - 1

Un ragazzo viene visitato nella notte da un meteorite che sconquassa camera sua e lo lascia con un piccolo problemino magnetico, ovvero comincia ad attirare oggetti metallici con forza sempre maggiore fino a quando non tirerà a sé la cosa che meno desiderava al mondo, la vagina.

Forse uno degli più riusciti perché riesce a fondere perfettamente l’elemento fantastico con la narrazione allegra di una storia per ragazzini.

Episodio 12 – “Vanessa”

Top 3 - Storie incredibili 1 stagione (1985) - 2

Byron Sullivan è un pittore ottocentesco felicemente sposato con la bellissima Vanessa del titolo fino a quando la loro carrozza si cappotta e la giovane musa ispiratrice muore come una cagna di periferia gettando nella depressione più cupa l’artista, interpretato da Harvey Keitel non nudo.

Byron pensa che oramai la sua carriera artistica sia finita, ma invece scopre che la moglie può rivivere come fantasma corporeo nei luoghi dove lui l’ha dipinta… e ovviamente si affretta a dipingerla nel lettone matrimoniale.

Diretto da Clint Eastwood, questo è uno degli episodi più maturi e toccanti, nel quale il fantastico ha il sapore dei romanzi romantici ottocenteschi più che del popcorn da cinema americano.

Episodio 19 – “Lo specchio”

Top 3 - Storie incredibili 1 stagione (1985) - 3

Uno scrittore di racconti de paura non ha paura di un cazzo, ma si trova spavaldo col suo uccello da 40enne flaccidone di fronte la terrificante consapevolezza che c’è un triste figuro incappottato alle sue spalle ogni volta che vede la sua immagine riflessa.

Diretto da Martin Scorsese, l’episodio è molto accattivante e riesce a tenerti sulle terga per la gran tensione di vedere Tim Robbins, che interpreta l’oscuro figuro incappottato, prendere il deretano del protagonista senza il suo consenso.

Menzione Speciale:
Episodio 21 – “Il toupet assassino”

Top 3 - Storie incredibili 1 stagione (1985) - 4

Murray Bernstein sembra inoffensivo, ma è accusato d’omicidio e il giovane avvocatucolo assegnato al caso, piuttosto che dormire sugli allori, comincia a sospettare che a compiere il delitto sia stato un parrucchino malvagio.

Strepitoso episodio da vedere assolutamente con un fantastico crescendo dell’assurdo da far invidia a tuo padre mentre cerca di chiavare tua madre.
Ha probabilmente ispirato un episodio dei Simpsons molto molto simile.

Titolo originale: Amazing Stories
Creatore: Steven Spielberg
Stagione: prima
Anno
: 1985

Durata: 24 episodi da 25 minuti

Jack Reacher: Punto di non ritorno (2016)

Jack The Reacher non ha pietà per le sue palle e per questo se le stramazza di mazzate ogni volta che si ritrova solo per le vie del centro di qualche città mittle-americana.

Sfortunatamente Jack The Reacher arriva in un posto dove lo stramazzamento di mazzate di palle è vietato dalla decenza cittadina e quindi scopre di essere padre tramite un pizzino lasciato in bocca al sorvegliante di un parcheggio notturno nel quale sovente Jack The Reacher ama soverchiare le forze del male col suo peto al profumo di coglioni d’asino.

La figlia, o presunta tale, diventa a questo punto un punto debole in quanto ricattabile di morte ad ogni festa comandata e Jack The Reacher non lo può permettere.
Perché lui è forte, Perché lui è astuto, perché lui è bello, perché lui è agile, perché lui vola, perché lui è geniale, perché lui conosce le arti marziali e la via della calma, perché lui è sterile, perché lui ha mandato a memoria gran parte di Ossi di seppia in edizione Neri-Pozza, perché lui è Jack The Reacher.

Bum bim bam, colpo in fronte e vaffanculo.

Jack Reacher: Punto di non ritorno (2016)

Secondo capitolo di quel primo capitolo che tutto sommato non era così male mentre questo è un po’ brutto e noiosetto.

Non ci siamo proprio direbbe il Duce guardandosi il cazzetto sotto quel pancione da puzzone e non ci siamo proprio neanche con questo film: combattimenti banali, storia tirata su col naso e triangolo familiare infranto dalla realtà che vorrebbe essere originale perché finisce male e invece finisce male e basta.

Da evitare.

VOTO:
2 duce

Jack Reacher: Punto di non ritorno (2016) voto

Titolo: Jack Reacher: Never Go Back
Regia: Edward Zwick
Durata: 1 ora e 58 minuti
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