Prisoners (2013)

Due bambine vengono rapite senza lasciare traccia e le rispettive famiglie entrano in un vortice depressivo dal quale solo il padre di una delle due se ne tira fuori riversando tutta la rabbia e la frustrazione, accumulate da anni di teste chinate ai rettiliani che governano il mondo e dai quali ci si può e deve difendere con una cantina piena di viveri in caso di guerra atomica, verso un povero ritardato originariamente sospettato ma poi rilasciato dalla polizia per mancanza di prove.

Ma al padre rabbioso anti-rettiliano frega cazzi e quindi lo rapisce e lo pista di botte e lo tortura attuando un perfetto ribaltamento di ruoli che alla fin fine sta poi alla base dell’intero film.

Nel frammentre s’intrecciano le vicende di talmente tanti personaggi che non vi sentirete soli per i prossimi 3 mesi.

Prisoners (2013)

Non male, non male affatto questa pellicola che, sfruttando la solita manfrina delle figliolette vergini rapite dall’uomo nero, se ne libera abbastanza agilmente con una regia contenuta (forse pure troppo) e delle ottime interpretazioni, da Hugh Jackman pronto per Guantanamo a Jake Gyllenhaal col tic oculare e il capello più impomatato degli ultimi decenni.

Peccato per i (più o meno) inconsapevoli soliti affondi misogini con le donne emotivamente fragili e rancorose perché si sentono tradite dai loro mariti i quali dovevano farle sentire al sicuro manco fosse un romanzo irlandese del 19° secolo.
D’altra parte la gramigna è tosta da estirpare, anche e soprattutto dai cuori di chi si crede un progressista.

VOTO:
4 “progressisti” con la gramigna nel cuore

Prisoners (2013) voto

Titolo originale: Prisoners
Regia: Dennis Villeneave
Anno: 2013
Durata: 153 minuti

Il silenzio degli innocenti (1991)

Accade che vengano trovati i corpi di giovani ciccione brutalmente deturpate e non si riesce a capire chi diamine sia l’assassino.

Sospettando che il geniale cannibale dottor Hannibal Lecter possa fare un po’ di luce sul caso, viene mandata una giovane recluta dell’FBI, Clarice Starling, a fare le domande giuste all’uomo giusto rinchiuso giustamente in prigione.
Mettendosi a nudo emotivamente di fronte a Lecter, Clarice stabilirà un legame psicologico con il dottore favorendo così quell’introiezione necessaria a comprendere le azioni di Buffalo Bill, il serial killer delle ciccione, così soprannominato per l’usanza di scuoiare le sue vittime.

Il silenzio degli innocenti (1991)

The Silence of the Lambs, soprannominato da me The Snapchat of the Lambs per l’usanza di fare i selfie, è indubbiamente un film eccezionale e come tale c’è poco da disquisire.
Belle le interpretazioni, bella la regia, belle le musiche, bella l’atmosfera, bellissima la fotografia, bello tutto.

Non lo vedevo da parecchi anni (probabilmente da prima che mi interessassi in maniera maniacale al cinema) e devo dire che, rivisto con gli occhi maturi di uno che (alla pari di una puttana vietnamita) ne ha viste di tutti i colori, è una pellicola che lascia molto sconcertati per quel crepitante brivido che ti lascia scorrere sulla schiena non tanto nelle scene più gore (tra l’altro molto rare) ma per quelle più psicologiche, per quegli scambi di dialogo assolutamente fuori dalla logica poliziesca tra la giovane e determinata investigatrice e il cannibale che l’aiuterà a scovare l’assassino.

Insomma, come dice il famoso critico cinematografico Mereghetti:
oh baby, io tanta voja, io faccio amore lungo lungo,
fare festa, io succhia succhia.
15 dolla, faccio tutto tu vuoi !

VOTO:
5 agnelli

Il silenzio degli innocenti (1991) voto

Titolo originale: The Silence of the Lambs
Regia: Jonathan Demme
Anno: 1991
Durata: 118 minuti
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Scarlet Street (1945) [Full Movie HD]

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When a man in mid-life crisis befriends a young woman, her venal fiancé persuades her to con him out of the fortune they mistakenly assume he possesses.

Director: Fritz Lang
Writers: Georges de La Fouchardière (novel) (as Georges De La Fouchardiere), André Mouézy-Éon (novel) (as Mouezy-Eon)
Stars: Edward G. Robinson, Joan Bennett, Dan Duryea

Titolo italiano: La strada scarlatta
Regia: Fritz Lang
Anno: 1945
Durata: 102 minuti

Fear and Desire (1953) [Full Movie HD]

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Four soldiers trapped behind enemy lines must confront their fears and desires.

Director: Stanley Kubrick
Writer: Howard Sackler
Stars: Frank Silvera, Kenneth Harp, Paul Mazursky

Titolo italiano: Paura e desiderio
Regia: Stanley Kubrick
Anno: 1953
Durata: 62 minuti

Dementia 13 (1963) [Full Movie HD]

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John Haloran has a fatal heart attack, but his wife Louise won’t get any of the inheritance when Lady Haloran dies if John is dead. Louise forges a letter from John to convince the rest of his family he’s been called to New York on important business, and goes to his Irish ancestral home, Castle Haloran, to meet the family and look for a way to ensure a cut of the loot. Seven years earlier John’s sister Kathleen was drowned in the pond, and the Halorans enact a morbid ritual in remembrance. Secrets shroud the sister’s demise, and soon the family and guests begin experiencing an attrition problem.

Director: Francis Ford Coppola (as Francis Coppola)
Writers: Francis Ford Coppola (as Francis Coppola), Jack Hill (second unit writer)
Stars: William Campbell, Luana Anders, Bart Patton

Titolo italiano: Terrore alla 13° Ora
Regia: Francis Ford Coppola
Anno: 1963
Durata: 75 minuti

Il padrino (1972)

la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia, la Famiglia.

Più o meno è questo il riassunto de Il Padrino.

Il padrino (1972)

Entusiasmante storia del passaggio di consegne tra il vecchio patriarca Don Vito Corleone e il giovane figlio Michael mentre l’America si risvegliava padrona del mondo dopo la seconda guerra mondiale.
Da non sottovalutare infatti il precedente lavoro di Michael Corleone, ovvero soldato a stelle e strisce alla caccia di tedeschi.

Belle le ambientazioni, belli i costumi, belle alcune interpretazioni tipo quella di Robert Duvall nei panni del Consigliere di famiglia (una cosa da urlo), meno belli i momenti con gli attori americani che si sforzano di parlare siciliano (con degli esilaranti momenti comici da parte di Brando e Pacino).

Insomma, tanta carne al fuoco per un classicone che è purtroppo diventato punta di diamante di tanta cultura ignobile glorificante la malavita organizzata che è poi infine scaturita in serial televisivi dal dubbio ethos.

VOTO:
4 Ethos e mezzo

Il padrino (1972) voto

Titolo originale: The Godfather
Regia: Francis Ford Coppola
Anno: 1972
Durata: 175 minuti
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Alien: Covenant (2017)

C’era un volta la nave spaziale Covenant, un cargo interstellare zeppo di esseri umani criocongelati in attesa di essere rivitalizzati una volta giunti su un nuovo pianeta da colonizzare.
Sviga volle che un’esplosione stellare di neutrini mettesse fuori uso le vele solari della Covenant costringendo l’androide di bordo Walter a rivitalizzare l’equipaggio per effettuare le dovute riparazioni.
Nel frammentre ecco che arrivò un segnale da un pianeta abitabile nei paraggi, una voce di donna che cantava una canzone; il neo-capitano (perché il capitano originario, interpretato per circa 15 secondi da James Franco, prese fuoco nella capsula criogenica) decidette mooooooolto saggiamente di scendere per verificare… e ovviamente questo fu l’inizio della fine.

Alien: Covenant (2017)

Secondo prequel per la saga sugli alieni con le teste a cazzo e la saliva acida e buona riuscita per una scommessa apparentemente persa in partenza e che invece mi ha lasciato ben più che un cumulo di catrame in fondo al cuore, ma che dico, ben più che un cumulo di catrame alla vaniglia in fondo al cuore.

Alla fine di Prometheus c’era l’androide David e l’unica superstite umana della missione Shawn che andavano alla volta del pianeta degli ingegneri per gridare feroce vendetta e portare immenso dolore; tra un film e l’altro sembra che i piani siano leggermente cambiati e siano andati in una direzione che non rivelerò per non spoilerare i “twist” ma che viene alla mente dopo neanche una mezz’ora di film.
Ed è proprio questo senso di infantilismo narrativo vomitato in bocca allo spettatore passivo come fosse fluido popcporn caldo e denso che abbassa il tono e la soddisfazione del film quel tanto per differenziarlo dalla schiera delle pellicole col buco di culo perfetto e quelle con le ragadi.

Troppo simpatica la scena con gli androidi Walter e David che si baciano dopo aver suonato il piffero.

VOTO:
4 pifferi

Alien: Covenant (2017) voto

Titolo originale: Alien: Covenant
Regia: Ridley Scott
Anno: 2017
Durata: 122 minuti
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Monkey Shines (1988)

Triste storia del tetraplegico triste Allan Mann che ritrova la voglia di vivere solo quando il suo amico scienziato pazzo gli regala una scimmia cappuccina ammaestrata chiamata Ellen alla quale ha segretamente iniettato un concentrato di cervello umano per farla diventare intelligente… vabbè.

Allan ed Ellen vivono alla grande questa loro unione di fatto fino a quando all’umano non sorge il dubbio che la scimmia sia diventata un filino gelosa e stia facendo fuori chi si mette in mezzo alla loro felicità non riconosciuta da santa romana chiesa.
A questo punto solo l’astuzia che da sempre contraddistingue gli storpi potrà cavarlo d’impaccio e farlo quindi rituffare tra le cosce dell’ammaestratrice di scimmie con lo strano fetish per i paralitici.

Monkey Shines (1988)

Urca che burka.
Sinceramente me lo ricordavo meglio questo film meno conosciuto del caro estinto Romero.

A farla da padrone in questo tripudio di piroette represse sono senza dubbio l’abilità della scimmia, vero prodigio recitativo che eguaglia il bravo protagonista, e alcune belle intuizioni cinematografiche; purtroppo però questo non basta a dirigere in porti sicuri questa nave equamente divisa tra film spaventevole e pellicola d’autore.

Certamente da menzionare il gran bel petto villoso di Stanley Tucci su cui molti vorrebbero mingere copiosamente.

VOTO:
3 Stanley e mezzo

Monkey Shines (1988) voto

Titolo esteso: Monkey Shines – Esperimento nel terrore
Regia: George A. Romero
Anno: 1988
Durata: 113 minuti

Le iene (1992)

Mr White, Mr Orange, Mr Blue, Mr Blonde, Mr Brown and Mr Pink sono un drappello di criminali senza nome assoldati da Joe ed Eddie Cabot per rubare una sacca di diamanti d’inestimabile valore.
Questi 6 dell’ave maria dovranno farsi largo tra una moltitudine di poliziotti intervenuti preventivamente grazie ad una soffiata di un doppio giochista all’interno della banda (un poliziotto che si finge criminale per catturare il pericoloso Joe Cabot) per ritrovarsi poi al rendez vous pre-stabilito, un capannone desolato e inquietante all’interno del quale si svolge la maggior parte della vicenda.

Chi sarà la talpa?

Le iene (1992)

Debutto sul grande schermo col botto per Tarantino che, per niente intimidito dal set, dall’ottimo cast e dalla propria inesperienza, ha confezionato un gioiellino ad orologeria carico di tensione più o meno chiaramente ispirato ad una moltitudine di altre (altrui) pellicole che il beneamato Quentin fagocitava all’epoca del suo lavoro al videonoleggio.

Un sapiente uso del montaggio (reminiscente di The Killing), un’atmosfera pulp-noir che troverà esplicito coronamento col successivo Pulp Fiction e una messa in scena da teatro shakespiriano rendono questa pellicola semi-indipendente uno dei migliori film degli anni ’90 e forse anche di tutta la cinematografia moderna.

VOTO:
5 violini

Le iene (1992) voto

Millennium – Uomini che odiano le donne (2011)

Lisbeth Salander è una giovane hacker informatica leggermente sociopatica che ha perso la fiducia nel genere maschile dopo essere stata abusata dal padre in tenera età.

Troverà pane per i suoi denti quando le verrà proposto di collaborare con l’investigatore giornalistico Mikael Blomkvist sul mistero di una donna scomparsa 40 anni prima in circostanze più che sospette.
Assieme scoperchieranno una pentola di bugie, sevizie e sopprusi che manco le feste alla villa in Sardegna di Berlusconi.

Millennium - Uomini che odiano le donne (2011)

Fincher ha decisamente il pallino per le storie torbide sulla perversa natura umana e questo lunghissimo film dal sapore d’occasione mancata non esula dalla regola.

Nonostante una buona resa del cast (tra cui spicca per l’intrigante aspetto estetico la minuta Rooney Mara nei panni della misandrica Lisbeth) e una dovizia tecnica indiscutibile, la pellicola si stiracchia un po’ in svariati punti e a salvarla non basta certo la valanga di femminismo spiccio, una sventagliata di nazismo, una spruzzata di religione, l’onnipresente gore e il fisico da minorenne di Rooney.

Se siete di quelli che si felicitano vedendo un abominevole stupratore venire violato nel culo con un cazzo d’acciaio mentre è imbavagliato e legato mani e piedi al pavimento, siete sulla nave giusta; tutti gli altri si ritroveranno spesso a guardare gli angoli del soffitto fantasticando sui modi migliori di cucinare un vitello tonnato.

VOTO:
3 vitel tonnè

Millennium - Uomini che odiano le donne (2011) voto

Titolo originale: The Girl with the Dragon Tattoo
Regia: David Fincher
Anno: 2011
Durata: 158 minuti

Life – Non oltrepassare il limite (2017)

Un gruppo di scienziati della stazione spaziale internazionale scopre una forma di vita in mezzo a della sabbia proveniente da Marte, una forma di vita composta da cellule tutte muscoli e tutte cervello.

e niente:
creature spaziali omicide.

wow
wow wow
wow wow wow

Life - Non oltrepassare il limite (2017)
woooooooooooooooooow

Bel film… del cazzo.

Ma io dico: se una creatura è così intelligente da usare utensili ed elaborare un piano di fuga, ecco, non sarebbe meglio tentare un qualche tipo di comunicazione piuttosto che cercare d’incenerirla furiosamente dopo che si è giustamente incazzata per aver ricevuto una scossa elettrica?

No così, mica per fare polemica come al solito.
Una domanda legittima, una domanda che uno spettatore medio si pone mentre guarda stupefatto un interessante mostro narrativo posto a metà strada fra Alien e Gravity che però non giunge alla portata artistica di nessuno dei due.

Bella la sequenza iniziale con notevoli virtuosismi tecnici che hanno prodotto un complicato e piacevole piano sequenza con gli astronauti che vanno su e giù per i corridoi della stazione come fossero realmente a zero gravità.
Poi piano piano la temperatura emotiva scende inesorabilmente assieme alla timida erezione del pubblico il quale finalmente capisce il reale significato del sottotitolo italiano che (per una volta) suggerisce la giusta tattica da seguire nel caso vi venisse voglia di vedere questo film: Non oltrepassare il limite… della sala cinematografica.

VOTO:
2 astronauti e mezzo

Life - Non oltrepassare il limite (2017) voto

Titolo originale: Life
Regia: Daniel Espinosa
Anno: 2017
Durata: 104 minuti

Triangle (2009)

Jess è una giovane madre sola con figlio autistico a carico.
Per staccare un po’ la spina dal tran tran di una triste vita di sberleffi in coppa alla nuca, decide di accettare la proposta di una gita di gruppo in barca da parte di Greg, un (altrettanto) giovane potenziale spasimante il quale vive su una barca da 20 metri assieme ad un 18enne fisicato senza mostrare il benché minimo segno di accettazione della propria sessualità.

Tutto sembra andare per il meglio quand’ecco che il manipolo di stolti vacanzieri viene colto in mezzo al mare da profonda e mirabile tempesta elettrica e vengono quindi costretti sulla pancia rovesciata dell’imbarcazione, consci della loro imminente ed estenuante morte.

Ad intortare la carte in tavole arriva però un enorme transatlantico, apparentemente disabitato di equipaggio e clientela, che presto si rivela essere stracolmo di mistero e sangue, come da migliore tradizione thriller.

Intrecci cervellotici si susseguono per il resto del film.

Triangle (2009)

Bella pellicola tutta giocata sui paradossi temporali che dalla sua ha sicuramente un’ottima regia, asciutta e dritta al punto quel tanto che basta, e una storia così ben congegnata che può essere tranquillamente rivista solo per il gusto di apprezzarne i tanti buoni dettagli.

Non siamo di fronte certo ad un capolavoro, e per obiettivi e per risultati, ma fossero tutti così i filmetti-spaventi potrei anche riconsiderare quella sopita idea di andare a piedi da qui a Rotterdam con in bocca un sasso dai bordi taglienti per scaraventarlo poi in testa alla prima suora che incontro appena varcate le mura cittadine.

Sì, lo so che non c’entra un cazzo, ma odio la chiesa e volevo dirlo.

VOTO:
4 suore

Triangle (2009) voto

Titolo originale: Triangle
Regia: Christopher Smith
Anno: 2009
Durata: 99 minuti