Stranger Things: 2° stagione (2017)

Alla fiera dell’est, per due soldi, una cacata di telefilm il pubblico idiota guardò.
E venne il mostro che s’impossessò del ragazzino che è amico del gruppetto di mocciosi che vogliono fermare il male che esce dal portale che è sito dentro il laboratorio dove è cresciuta Eleven che c’ha le turbe emotive da menarca che la rende appetibile per Mike che c’ha una sorella grissino che non sa a chi darla che al mercato guardò.

Stranger Things: 2° stagione (2017)
Esco dal mio corpo e ho molta paura

Bella cacata.
No, dico: bella cacata e complimenti a quei beoti che hanno avuto pure il coraggio di elogiare ‘sta minchiata di stagione (assolutamente evitabile) a metà strada tra una telenovelas sudamericana e un clistere d’olio caldo.

Tralasciando la recitazione caricata (e conseguentemente caricaturale) e la naturale scomparsa dell’effetto nostalgia, la vicenda in questione è largamente influenzata (copiata) dalla prima stagione che a mio avviso poteva più che degnamente concludere con quegli ottimi 8 episodi l’intera storia e invece si è finito per sbrodolare tutto sulle federe nuove, come una puttana con lo scolo, per una pura questione monetaria.

VOTO:
2 personcine con lo scolo e mezza

Stranger Things: 2° stagione (2017) voto

Titolo originale: Stranger Things
Creatori: The Duff Brothers
Stagione: seconda
Anno: 2016
Durata: 9 episodi da 50 minuti
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Better Call Saul: 3° stagione (2017)

Jimmy McGill, l’avvocato senza scrupoli di Albuquerque che abbiamo imparato ad amare e commiserare in egual misura durante i passati 3 anni, si ritrova come al solito da capo a dodici quando il fratello pazzoide gli dichiara guerra aperta portandolo in tribunale e facendogli sospendere la licenza per un anno.

Trovatosi in ristrettezze economiche, Jimmy si barcamena con una serie di lavori del cazzo da sottopagato e sfruttato i quali non faranno altro se non convincerlo sempre di più dell’ipocrisia della società in cui vive la quale considera lui un poco di buono per il suo passato da truffaldino di quart’ordine mentre l’intero sistema viene assolto nonostante sia non solo più marcio di lui, ma pure della punta sporca del cazzo moscio del vescovo di Costantinopoli.

Better Call Saul: 3° stagione (2017)

Prosieguo liscio come l’olio per la serie spin off di Breaking Bad che, giunta alla terza stagione, si prende un bel respiro ricaricatore prima della discesa agli inferi che molto probabilmente ci aspetta negli anni a venire.

Nulla da dire sui bravi attori e sulla maestria tecnica dello staff; una spruzzata di dubbio invece sulla serializzazione forzata a multiple stagioni di una storia di ascesa e declino morale certamente bella ma che forse troverebbe maggior vigore se venissero tagliate un terzo delle inquadrature.

VOTO:
4 vigora

Better Call Saul: 3° stagione (2017) voto

Titolo originale: Better Call Saul
Stagione: terza

Creatori: Vince Gilligan, Peter Gould
Anno: 2017
Durata: 10 episodi da 47 minuti circa

Niente di nuovo sul fronte occidentale (1979)

E’ la prima guerra mondiale, la Prussia combatte la Francia e se senti un FIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

hai solo 3 secondi prima che una bomba di dilani le budella e faccia di te l’ennesima casualità di un evento talmente assurdo e disumano che io dico BOH.

Niente di nuovo sul fronte occidentale (1979)

Lunghissimo film televisivo tratto dall’omonimo libro anti-militarista e pernicioso calcio in bocca per chiunque si metta di buona lena a vedere cotanta roba ammucchiata una sopra l’altra senza un chiaro senso fino a che questa montagna di cianfrusaglie non può che rovinare sui malcapitati che cercavano di metterci ordine.

La cosa che più rimane impressa e che da sola vale forse la scarpinata visiva è la scena con le francesine che mangiano golose del pessimo formaggio tenuto dentro dei germanici stivali puzzolenti.

VOTO:
2 montagne e mezza

Niente di nuovo sul fronte occidentale (1979) voto

Titolo originale: All Quiet on the Western Front
Regia: Delbert Mann
Anno: 1979
Durata: 150 minuti

Black Mirror: 1° stagione (2011)

Questa è una serie televisiva di un certo spessore e lo si capisce fin dal primo episodio: una principessa appartenente alla casa reale inglese viene rapita da un misterioso figuro e verrà uccisa se il primo ministro non si presenterà in diretta televisiva entro poche ore per scopare un maiale di 100 chili davanti a tutto il mondo “civilizzato”.
Gli altri due micro-film che compongono la prima stagione si concentrano su altri aspetti possibilmente angoscianti del futuro prossimo di cui già ora possiamo vedere le prime avvisaglie.

Uno mette in scena una realtà entro la quale ha preso piede un sistema fortemente piramidale interamente basato sull’intrattenimento fine a se stesso al solo scopo di sfruttare orde di corpi umani per il loro potere cinetico in sella a delle bici collegate ad una griglia centralizzata che sembra dare potenza, in un classico circolo vizioso artificiale messo in piedi da un’elite governativa, alla stessa giostra del divertimento il cui scopo sarebbe quello di alleviare la pena di una vita attaccati alla macina.

L’ultimo invece ruota attorno all’incapacità d’azione quando si vive la propria esistenza in una perenne rievocazione del passato oramai fuggito: nella fattispecie, un fragile marito sospetta di una relazione extraconiugale della di lui sposa con un presuntuoso fighetto pieno di sé con il quale lei ha avuto una breve storia anni prima.
Tutto questo è aiutato ed alimentato da un endemico sistema di registrazione delle memorie personali che non lascia scampo né all’immaginazione, né alle libertà individuali dei privati cittadini, privati ovviamente delle loro libertà individuali.

Black Mirror: 1° stagione (2011)

Stupefacente serie televisiva britannica (e come poteva essere altrimenti considerando che il Regno Unito è già bello che avviato verso un’involuzione aristocratica sotto la quale i sudditi di sua maestà stanno via via perendo come solitari spermatozoi lasciati al freddo su di un bianco pavimento di un cesso pubblico) che cerca di immaginare una realtà alternativa prossima futura dominata, per un verso o per l’altro, da una tecnologia per così dire moderna.

Se da un lato è sicuramente da bollare come luddista e francamente infantile il solito cantilenante memento mori verso la povera bistrattata tecnologia che, zitta zitta, ha rischiarato le terribili notti delle nostre grotte preistoriche tramite l’uso di pietre focaie e pagliericcio, ci ha vestito di caldi indumenti per farci passare i freddi inverni di una glaciazione globale, ci ha donato penne con cui scrivere poemi e formule matematiche e carta sulla quale tramandare ai posteri tutto questa nostra immensa conoscenza che altrimenti sarebbe andata persa come succede a TUTTI gli altri animali di questo misero scoglio alla deriva nell’universo, se quindi da un lato c’è da mettersi le mani nei capelli, dall’altro però possiamo facilmente spezzare una lancia in favore di una piccola raccolta di ottimi film brevi come non se ne vedeva da tempo sui nostri poveri schermi neri.

VOTO:
4 monoliti e mezzo

Black Mirror: 1° stagione (2011) voto

Titolo originale: Black Mirror
Creatore: Charlie Brooker
Stagione: prima
Anno: 2011
Durata: 3 episodi da 1 ora

The Star Wars Holiday Special (1978)

E’ il Life Day, una festa pagana dell’universo Star Wars possibilmente coincidente con il thanksgiving americano, e Chewbacca sta tornando a casa da moglie, figlio e nonno zoppo.
Ad accompagnarlo c’è l’amico di sempre, Han Solo, ma i due sono braccati dai soliti sgherri fascisti dell’Impero Galattico e quindi devono fare una o due deviazioni prima di poter fare ritorno sani e salvi al familiare focolare.

Tutto questo serve da sfondo ad una serie mortificante di siparietti musical-comici tipici della televisione americana durante le festività.

The Star Wars Holiday Special (1978)
siamo di fronte all’apoteosi del ridicolo

Questo speciale tv, andato in onda un tenebroso giorno di novembre del 1978 dalla CBS, mai più ritrasmesso e solo recentemente ricicciato fuori grazie alle registrazioni su VHS di pochi estimatori del ciarpame intergalattico riversate su digitale e telediffuse grazie al mezzo internet, è indubbiamente il punto più basso raggiunto nell’universo Star Wars.

Se i primi 15 minuti deliranti con 3 wookiee che interagiscono tra loro senza sottotitoli sembrano l’unica idea rimasta del concept partorito da George Lucas, il resto ha invece subito così tante riscritture ed è stato imbrattato da così tante mani ignoranti del materiale originario che si fa parecchia fatica a vedere del buono sotto un’apparentemente buona ricostruzione scenica in linea col canone.

Sorvolando sul vomito di una principessa Leia canterina e l’imbarazzante intermezzo di nonno wookiee che si masturba con un ologramma di Diahann Carroll, lo special è passato alla storia soprattutto per l’introduzione del personaggio molto amato di Boba Fett, sfruttato poi all’inverosimile per ragioni di marketing, soprattutto nella seconda odiatissima trilogia anni ’90.

VOTO:
2 Diahann Carroll e mezza

The Star Wars Holiday Special (1978) voto

Titolo originale: Star Wars Holiday Special
Regia: Steve Binder, David Acomba
Anno: 1978
Durata: 97 minuti

Over the Garden Wall (2014)

Wirt e Greg si sono persi in un bosco incantato e stanno cercando disperatamente la via di casa; purtroppo quello che trovano sono personaggi folli, situazioni al limite e un mostro oscuro chiamato la Bestia.
Tra animali parlanti, la triste titubanza di Wirt e la positiva spensieratezza di Greg, la compagine procede a passi incerti lungo sentieri ignoti, ma la strada è in salita: più i due giovani fratelli si impegnano in questo disperato ritorno omerico e più sembrano perdersi tra le nebbie di un cartone animato molto strano.
Ce la faranno a tornare a casa per dare due botte a Penelope che in mezzo ai Proci non è che se la spassi poi tanto?

Over the Garden Wall (2014)

Sorprendente cartone dalle tinte tenui eppure brune come l’anima de li mortacci loro che, nonostante non riesca ad elevarsi troppo oltre l’ottimo materiale di riferimento a disposizione (favole centro-europee, cinema muto, Mark Twain e chi più ne ha più ne metta), centra comunque il bersaglio col suo stile solo a prima vista semplicione e invece angosciante come la negazione della vista delle vere sembianze della Bestia.

L’episodio più bello è sicuramente il secondo: un misto tra Children of the CornThe Wicker Man.

VOTO:
4 Bestie

Over the Garden Wall (2014) voto [Carlo Gubitosa]

Titolo italiano: Avventura nella foresta dei misteri
Creatore: Patrick McHale
Anno: 2014
Durata: 10 episodi da 11 minuti

BoJack Horseman: 3° stagione (2016)

Dopo aver realizzato il suo sogno d’interpretare Secretariat nell’omonimo film ed averne tratto la sconsolante epifania che non importa quello che fai tanto la vita resta una merda, BoJack affonda sempre più in un turbine di autolesionismo e menefreghismo che lo porterà dal fondo dell’oceano nell’episodio più esilarante della stagione fino all’apice della tristezza di una morte inaspettata.

BoJack Horseman: 3° stagione (2016)
aiutino

Difficile giudicare un serial che per ovvie ragioni monetarie continua ad infilarsi nei teleschermi di mezzo mondo episodio dopo episodio nonostante forse il gioco sia ormai rivelato e, nonostante la bravura di tutti quelli che ne prendono parte, sarebbe il caso di chiudere la giostra e portare a casa un bel ricordo.

Natale viene una volta l’anno; altrimenti sai che coglioni salsiccia e lenticchie tutti i giorni?

VOTO:
4 salsicce

BoJack Horseman: 3° stagione (2016) voto

Titolo originale: BoJack Horseman
Stagione: terza
Creatore: Raphael Bob-Waksberg
Anno: 2016
Durata: 12 episodi da 25 minuti

Stranger Things: 1° stagione (2016)

E’ il 1983, il comunismo fa ancora paura e nella tranquilla cittadina americana di Hawkins un bambino dodicenne scompare in circostanze misteriose.
Spetterà ai sui tre amici sfigatelli, lo scavezzacollo sceriffo locale depresso, una ragazzina telecinetica scappata da un laboratorio segreto della CIA e una serie di personaggi fuori le righe riportare indietro il minorenne scomparso addentrandosi nella mostruosa dimensione alternativa in cui è stato trascinato.
Il tutto attraverso la più grande raccolta di riferimenti letterario-cinematografici anni ’80 che essere umano abbia mai visto e sentito.

Stranger Things: 1° stagione (2016)

Bellissima stagione autoconclusiva all’insegna del mistero prodotta da Netflix che, dopo BoJack Horseman, ci regala un’altra perla di intrattenimento alternativo.
Se uno riesce a non pisciarsi sotto dalla felicità per la sequela di citazioni più o meno velate a tutt’un mondo passato prossimo che bussa forte alle porte dei nostri cuori, allora ci si può anche soffermare ad apprezzare gli altri ottimi elementi che contraddistinguono la serie tipo alcune ottime interpretazioni tra le quali spiccano i 4 ragazzini, veri e propri assi della recitazione scialla come il vento i quali sono stati scelti con un mega casting che ha interessato più d’un migliaio di aspiranti e non, come avviene spesso, una dozzina di incontri privati che interessano un paio di para-pedofili.
Siccome la serie merita parecchio e rimane difficile parlare senza rovinare le numerose sorprese che gli 8 episodi hanno in serbo per lo spettatore sapiente che si avventuri in questo mare di nostalgia canaglia, mi limiterò ad una TOP 5 delle migliori citazioni anni ’80 presenti:

1 – Le musiche hanno un chiaro sapore rétro con più di un brano fortemente ispirato alle colonne sonore di John Carpenter; uno su tutti, quello sui titoli di testa che mi ha ricordato Grosso Guaio a Chinatown, con quel suo battito cardiaco un po’ angosciante e un po’ etereo.
2 – Il personaggio di Eleven, la bambina telecinetica, è ispirato a film quali E.T. l’extraterrestre (la corsa in bici per sfuggire ai furgoni) e Scanners (l’assassinio telepatico).
3 -I pubescenti sfigati che combattono le avversità col loro ingegno e la forza dell’amicizia ricordano molto i protagonisti de I Goonies, Stand by Me e IT.
4 – Il ragazzino intrappolato in una spaventosa dimensione parallela alla nostra vive un’avventura simile alla bambina di Poltergeist.
5 – I titoli di testa sono stati realizzati ricalcando il tipo di carattere usato sulle copertine dei libri di Stephen King, in particolare Needful Things, da cui anche il titolo.

VOTO:
4 IT e mezzo

Stranger Things: 1° stagione (2016) voto

Titolo originale: Stranger Things
Creatori: The Duff Brothers
Stagione: prima
Anno: 2016
Durata: 8 episodi da 45 minuti

BoJack Horseman: 2° stagione (2015)

Continuano le disavventure del cavallo più umano che ci sia e no, non sto parlando di Pippo Baudo, ma di BoJack Horseman, l’ex attore televisivo con aspirazioni drammatiche che non riesce a farne una giusta: dal presentarsi a casa di una vecchia amica, senza considerare che lei nel frattempo ha messo su famiglia, fino a sputtanare suo malgrado il film sul suo mito di sempre, Secretariat.

BoJack Horseman: 2° stagione (2015)
nel mezzo, molte storielle usa e getta

Seconda stagione sempre su alti livelli, ma un pelo sotto la prima.
Non so esattamente il perché: sarà l’inevitabile scomparsa dell’effetto sorpresa, e del tratto e dell’ambientazione; sarà la convenzionale esplorazione dei personaggi secondari che da un lato amplia il respiro della messa in scena e dall’altro dà una sensazione di riempitivo; o forse sarà che oramai ho raggiunto un tale livello di saturazione filmica che per smuovermi l’animo ci vuole un fucile a pompa.

VOTO:
4 pompe

BoJack Horseman: 2° stagione (2015) voto

Titolo originale: BoJack Horseman
Stagione: seconda
Creatore: Raphael Bob-Waksberg
Anno: 2015
Durata: 12 episodi da 25 minuti

BoJack Horseman: 1° stagione (2014)

Storia di un cavallo antropomorfo di mezz’età il quale fu famoso negli anni ’90 grazie ad una popolare serie televisiva su una famiglia molto particolare e che ora, nonostante viva comodamente di rendita, fatica a camminare a testa alta perché sono più di quindici anni che non fa un cazzo da mattina a sera…a parte bere e scopare saltuariamente.
A fargli compagnia abbiamo la sua ghostwriter, impegnata a seguirlo costantemente per raccogliere preziose informazioni da usare poi nella biografia che sta scrivendo; il nullafacente Todd che vive sul divano di casa Horseman da quando, imbucatosi ad una festa, non ha più lasciato il salone; e svariati altri personaggi più o meno umani i quali vivono tutti alla giornata in quella realtà surreale chiamata Los Angeles.

BoJack Horseman: 1° stagione (2014)

Simpaticissima serie televisiva raccomandatami da un lettore del blog (i consigli quindi sono sempre ben accetti) che trae la sua linfa vitale da una carrellata solo apparentemente sconclusionata di situazioni al limite del ridicolo e che invece nascondono, neanche troppo velatamente, una consistenza narrativa notevole: basti pensare ai tanti piccoli dettagli come il puff bruciato da Sarah Lynn nel salone di BoJack che vengono a ripetersi nel corso degli episodi e che tengono quindi conto dell’evolversi degli eventi narrati senza perciò resettare settimanalmente il mondo ivi ricreato come sono uso fare i TV serial.

Bello.

VOTO:
4 serial killer e mezzo

BoJack Horseman: 1° stagione (2014) voto

Titolo originale: BoJack Horseman
Stagione: prima
Creatore: Raphael Bob-Waksberg
Anno: 2014
Durata: 12 episodi da 25 minuti

Rick and Morty: 2° stagione (2015)

Continuano le avventure/disavventure del duo tragicomico Rick e Morty, nonno inventore nichilista stralunato e nipote scemotto dai buoni e inutili sentimenti, in giro per le galassie e le dimensioni parallele di questo e altri universi.

Rick-and-Morty-2°-stagione-(2015)

Graditissimo ritorno di uno dei serial animati più trambi del momento, Rick and Morty soffre però un pochino in alcuni frangenti di sovraeccitamento sinaptico.
D’altra parte è difficile pensare di mantenere la freschezza e la naturalezza un po’ ignorante della prima stagione con la consapevolezza dell’espandersi del pubblico di riferimento; ecco allora che diminuiscono le estemporaneità in favore di una storia più coesa, il che non è poi manco tanto male.
Alcuni episodi restano ad altissimi livelli (Total Rickall su tutti) e ogni tanto tornano le perle di assoluta genialità, tipo il videogioco Roy: A Life Well Lived nel quale Morty vive un’intera esistenza nell’arco di pochi secondi.

Per forza di cose non ha l’impatto dell’originale, ma Parigi val bene una messa.

VOTO:
4 tour Eiffel

Rick-and-Morty-2°-stagione-(2015)-voto

Titolo originale: Rick and Morty
Stagione: seconda
Creatori: Justin Roiland e Dan Harmon
Anno: 2015
Durata: 10 episodi da 20 minuti

Rick and Morty: 1° stagione (2013-2014)

Morty Smith è un giovane liceale un po’ svampito il quale si trova ogni settimana in incredibili avventure inter-dimensionali al limite del paranormale per colpa di suo nonno Rick Sanchez, un paranoico insensibile scienziato nichilista sempre alla ricerca di un nuovo modo per sopire i suoi demoni interiori.
Lo strambo duo affronta così ogni sorta di pericolo fantascientifico senza la benché minima ragione e con un’alta probabilità invece di finire morti stecchiti.

Rick-and-Morty- prima stagione(2013-2014)
cosa che succede in una delle molteplici dimensioni possibili

La cosa straordinaria di questa vera e propria perla dell’animazione contemporanea è il suo mix perfetto di umorismo nero e completa accettazione della scienza come unico possibile metodo di indagine a nostra disposizione e pilastro sul quale si fonda la nostra società.
Le conoscenze e la realtà messeci a disposizione dall’introduzione del metodo scientifico sono talmente scolpite nell’immaginario dei creatori come del pubblico di riferimento che la maggior parte delle battute e delle assurde situazioni comiche derivano proprio da questo assunto, da questa accettazione preliminare da cui deriva poi tutto il resto.
Scherzare sul fatto che Plutone è un pianeta è possibile solo quando lo spettatore è ben conscio della falsità dell’affermazione, ma il gioco va ben oltre.
E’ infatti nella miriade di riferimenti (Cthulhu nei titoli di testa) e gag fulminee (tipo la creatura nata da uno starnuto di Morty che nasce, cresce e muore nel lasso di tempo di una corsa di pochi secondi) che lo show trova la sua solida spina dorsale su cui poi piantare anche una spruzzata di umorismo più semplice da pubblico generalista (come l’alcolismo autolesionista di Rick).

Un bellissimo cartone pieno di sorprese insomma che ovviamente può essere apprezzato appieno solo da chi si diverte in egual misura con i Lego, le droghe e la scienza.

VOTO:
5 Marty McFly lego

Rick-and-Morty-prima-stagione-(2013-2014)-voto

Titolo originale: Rick and Morty
Stagione: prima
Creatori: Justin Roiland e Dan Harmon
Anno: 2013-2014
Durata: 11 episodi da 20 minuti