My Octopus Teacher (2020)

Nel 2010 il cinematografaro sud africano Craig Foster decise di andare ogni giorno a trovare un polpo femmina che viveva nella foresta di kelp dietro casa sviluppando col tempo un rapporto di reciproca curiosità e fiducia.

Giorno dopo giorno, immersione dopo immersione, Craig ha imparato a conoscere questo mollusco cefalopode dall’intelligenza sorprendente e dalle abilità mimetiche uniche, e così facendo ha scoperto una parte di sé: più riflessiva, più in contatto con la natura e con suo figlio adolescente.

Il cefalopode vive circa un anno.

My Octopus Teacher (2020)

Successo istantaneo su Netflix ed interessantissimo documentario che si regge in gran parte sulla bellezza delle immagini di foreste acquatiche ricche di vita, colori e forme aliene a noi; un po’ meno sulla storia in sé.

Difatti, se non fosse per la dedizione dimostrata dal signor Foster che s’immerge da anni nelle fredde acque oceaniche del sud africa per il gusto della scoperta manco fosse Alberto Angela, questo film risulterebbe molto meno unico, nonostante molta gente si sia commossa guardando un polpo morire.

In genere sono gli stessi che poi si fanno una fritturina di pesce a Fiumicino.
Coerenza portami via.

VOTO:
3 fritturine di pesce A Fiumicino

My Octopus Teacher (2020) voto

Titolo brasilero: Professor Polvo
Regia: Pippa Ehrlich, James Reed
Anno: 2020
Durata: 85 minuti

L’urlo dell’odio (1997)

Charles Morse, un attempato milionario americano dalla memoria ferrea e dal polso di ghiaccio, si ritrova sperduto in Alaska dopo un incidente aereo assieme a Robert Green, avido e arrivista fotografo della moglie fotomodella, e il povero assistente nero del fotografo arrivista e avido.
I tre dovranno imbarcarsi in una camminata tra foreste deserte e pennacchi innevati alla disperata ricerca di un segno di vita che possa condurli alla cara e amata civiltà.

A mettere i bastoni fra le ruote ci si metterà un orso kodiak mangia-uomini e un sospetto tradimento della moglie fotomodella con il fotografo avido e arrivista, a cui staranno fischiando le orecchie per quante volte l’ho citato… se non fosse morto.

ops, spoiler.

L'urlo dell'odio (1997)

Dallo stesso regista di quel preservativo sgonfio chiamato Die Another Day, arriva l’ennesimo film del prolifico filone uomo VS natura.

Girato con grazia e molto stile tanto da far rimpiangere (in questi tempi di calci e sputi) la vecchia Hollywood coi sigari,  il film (nonostante il terribile titolo italiano) gira facile e si lascia amare per quello che è: una buona storia, già sentita e molto telefonata, con delle ottime panoramiche dell’Alaska e la presenza del celeberrimo Bart the Bear, l’eccezionale orso kodiak che interpreta il mangia-uomini e al quale il film è giustamente dedicato.

VOTO:
3 mangia-uomini e mezzo

L'urlo dell'odio (1997) voto

Titolo originale: The Edge
Regia: Lee Tamahori
Anno: 1997
Durata: 117 minuti