In una non meglio specificata dittatura dell’ex glorioso blocco sovietico, la gente ha fame mentre la famiglia del dittatore spende e spande come non ci fosse un domani.
Un giorno però il popolo si rompe il cazzo e fa la rivoluzione cosicché la famiglia che spende e spande come non ci fosse domani è costretta a prendere un volo diretto per l’impunità mentre il Dittatore, altrimenti chiamato Sua Maestà, altrimenti noto come granduc de stocaz, resta in città assieme al nipotino eccellentissimo nella vana speranza di poter controllare il casino che sta dilagando per le strade.

Seguire le vicende di un ometto pieno di sé che attraversa un paese alla deriva con la ferma convinzione di poter fermare una cascata con le mani è affascinante e allo stesso tempo struggente; se a queste sommiamo delle bellissime interpretazioni e una storia sì episodica ma non per questo scollata, allora la cascata (di creatività questa volta) ce l’abbiamo noi tra le mani.
Girato in Georgia da un iraniano, The President ci racconta la ridicola vita di un dittatore il cui più grande pregio sembra essere quello di saper mentire a rotta di collo, mentire per sopravvivere, mentire per strappare un altro giorno di vita alla nera Signora; un uomo con una capacità d’adattamento straordinaria che l’ha portato a sedere sul suo trono fatto di ossa e sofferenze di milioni di altri esseri umani.
Umani dei quali il Presidente se ne fotte al cazzo perché è troppo impegnato a non voler morire.
VOTO:
4 presidenti e mezzo che se fottono il cazzo

Titolo originale: The President
Regia: Mohsen Makhmalbaf
Anno: 2014
Durata: 119 minuti
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