True Detective: S02E01 (2015)

Non ci siamo proprio.
Questa nuova stagione di True Detective si apre nel segno della noia, dello stereotipo, del macchiettistico e dell’assurdo.

tipo che hai Vince Vaughn serio serio e Colin Farrell brillo brillo

La storia sembra complicata perché è montata a cazzo di cane, ma in realtà è parecchio semplice (oltre che stravista in precedenza).

SPOILERS

Allora: ci troviamo in California nella contea di Ventura (sulla costa poco più a nord di Los Angeles) e come, da copione, tutto sembra andare in malora: la violenza e la perversione regnano sovrane, e la città sta per svelare un imponente progetto urbanistico/viario che promette di portare parecchi dindini nelle tasche di mafiosi e politici corrotti.
Questa bolla però sembra stia per scoppiare perché un giornalista hipster che vive in una casina di legno di periferia e che guida una macchinina blu cielo ha fatto appena uscire la prima di una serie di 5 reportage sulle macchinazioni criminali che governano le istituzioni cittadine.
A fermare questo giornalista da Milena Gabbanelli però viene mandato il corrotto detective Ray Velcoro (chiamato da me Colin Farrell perché non riesco a vedere proprio altro nella sua performance) che per fermare l’uscita degli altri reportage riempie di botte Mr hipster e gli ruba il laptop…
…come se nel 2015 non ci fosse il cloud e la redazione del giornale presso cui l’hipster lavora non avesse già accesso a tutto il malloppo di informazioni.
Ma vabbé, questa minchiata di telefilm vuole imitare i polizieschi anni ’90 come L.A. Confidential che voleva imitare Chinatown che voleva imitare i polizieschi anni ’40 e ’50 quando certo non esistevano i computer e il cloud e le email e bastava spaccare una bottiglia in testa al giornalista e rubargli la macchina da scrivere con tutti i fogli per stoppare le inchieste.
Tutto questo, tra l’altro, passando attraverso la lente deformante di una commedia noir come Chi ha incastrato Roger Rabbit, prodotto infinitamente migliore di questa scatarrata in pieno petto.

Dicevamo: Colin è stato mandato da Frank Semyon, un pezzo grosso della mala locale, un incredibile bamboccione stempiato interpretato da un Vince Vaughn in cerca di riscatto personale dopo le numerose commedie da ergastolo che lo hanno visto protagonista negli ultimi anni (spesso insieme al suicida fallito Owen Wilson).
Colin lavora per Frank perché anni prima Frank aveva fatto fuori (senza un reale motivo) lo stupratore della moglie di Colin, la quale aveva poi spurgato un bambino bastardo (nel senso di illegittimo) pel di carota che non potrebbe essere figlio di Colin neanche se la madre fosse vichinga.
A complicare le cose però arriva la scomparsa di Benjamin Casper, il direttore amministrativo della città (il vice del sindaco per intenderci), che ha lasciato in fieri il mega affarone mafioso ancora da annunciare agli investitori e un villone di sua proprietà pieno zeppo di cazzi di gomma, dipinti di donne senza testa e scheletri vestiti come Madonne da incubo.

madonna che incubo!

Qui è chiaro che Nic Pizzolatto, il creatore e scrittore della serie, vuole stupire a tutti i costi un pubblico sempre molto avvezzo a farsi prendere per il naso con trucchetti semplicini semplicioni sempliciotti come questi.

Cazzi di gomma? Spavento froci perversione qui c’è sotto qualcosa di diabolico!
Scheletri ingioiellati? Paura le tombe l’Egitto i film vecchi che piacevano a nonna!

A me semplicemente mi è venuta in mente un’altra scena di un altro film sempre con Colin Farrell.
In Minority Report Colin fa l’investigatore alla ricerca di Tom Cruise assassino, ad un certo arrivano alla scena del crimine dove Tom avrebbe ucciso il pedofilo che aveva rapito suo figlio anni prima, sul letto e per tutta la stanza ci sono foto di bambini, segno inequivocabile dell’attività criminale del morto; Colin non ci casca e dice qualcosa di molto sensato: “Questa scena del crimine è un’orgia di prove…e sai quante orge di prove ho incontrato nella mia carriera? Nessuna”.
Perché per l’appunto nella realtà dei fatti (seguendo i quali True Detective dovrebbe essere stato scritto) i matti e i cattivi sono tuttosommato persone normali: hanno lavori comuni e a volte gratificanti (tipo vice sindaco) e non passano certo il tempo a ficcarsi cazzi di gomma in culo mentre si masturbano sotto uno scheletro vestito da principessa.
Qui il problema è che gli sceneggiatori di Hollywood confondono la realtà con la loro immaginazione, e io non sto qui a giudicare Nic perché sogna di mettersi i cazzi di gomma in culo mentre si masturba sotto uno scheletro vestito da principessa.
No, io contesto che ci facciano una serie televisiva sopra e alla quale milioni di boccaloni ignoranti abboccano pensando che sia una cosa bella e alternativa.

A conclusione abbiamo poi gli altri due personaggi primari: due poliziotti della stessa contea, entrambi con problemi seri di autostima e comprendonio.
Uno è un veterano dell’esercito, ora poliziotto in motocicletta stile CHiPs, che prende il viagra di nascosto dalla sua ragazza fotomodella con la quale non vuole condividere un amore perché si vuole autopunire guidando a fari spenti nella notte manco fosse in una canzone di Niccolò Fabi, e l’altra è una donna che fa sesso strano con colleghi sprovveduti i quali caccia di casa subito dopo il coito manco fossero mignotte e che ha un padre capo sprituale fricchettone ridicolo al massimo che due ceffoni se li meriterebbe subito subito e una sorella ex tossica che ha perso la retta via e ora si masturba in webcam previo lauto pagamento con carta di credito (chiamala scema).

Insomma, come al solito ci troviamo di fronte una zuppa di stereotipi fatta di maschi tenebrosi e alcolisti che dentro dentro vorrebbero solo amare e donne stronze e acide e dure e con le spine che in realtà hanno solo bisogno di un uomo che le addolcisca con un bacino sul mento.
In genere questi due stereotipi si incontrano e, dopo una serie di incomprensioni che sembrano portarli alla rottura, trovano un fine comune dietro il quale marciare uniti e grazie al quale impareranno che la felicità è dietro l’angolo.
Basta volerla.

True Detective?
Ma vaffanculo.

VOTO:
2 donne stronze acide dure e con le spine che in realtà hanno solo bisogno di un uomo che le addolcisca con un bacino sul mento

Titolo originale: True Detective – The Western Book of Dead
Stagione: 2
Episodio: 1
Regia: Justin Lin
Anno: 2015
Durata: 55 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
Se ti senti offeso, clicca qui

Autore: Federico Del Monte

I’m an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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