Tutto quello che vuoi (2017)

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Alessandro è uno stronzetto sotto proletario da schiaffi in bocca che si circonda di gente più stupida e moralmente miserevole di lui per sentirsi meglio con se stesso e la sua non vita da reietto del sistema capitalista.

Il padre, ambulante vedovo che frequenta una slovacca o slovena (tanto sempre zingari sono, dice Alessandro), gli trova lavoro come dama di compagnia ad un vecchio ottuagenario con l’Alzheimer e, nonostante alcune resistenze iniziali dovute alla scorza da duro di periferia che Ale si era costruito per sopravvivere in un mondo dove Paolo Gentiloni è stato primo ministro italiano, i due faranno amicizia e impareranno a non fare a meno l’uno dell’altro.

Ovviamente fino alla morte del vecchio; perché questo è un film drammatico, dice IMDB.

Tutto quello che vuoi (2017)
30 carte se me lo succhi; 50 se riesci ad alzarmelo

Imbarazzante filmucolo d’impostazione televisiva e aspirazioni da prima serata che annovera tra i protagonisti nientepopodimenoche quel Giuliano Montaldo che diresse Sacco & Vanzetti e che probabilmente deve aver firmato il contratto sotto effetto di allucinogeni centr’americani altrimenti non si spiega bene come possa aver accettato di partecipare ad una commediaccia travestita da dramma con risvolti sociale che neanche troppo velatamente attinge a piene mani nella tradizione dell’arte borghese e cioè “ridere di gusto delle miserie delle classi subalterne” o, come direbbe Slavoj Žižek, nutrirsi della linfa vitale del popolo per tornare a vivere, vedi il conte Dracula con le vergini del villaggio.

Per l’intera durata della vicenda infatti donne e uomini della sala cinematografica dentro la quale ero rinchiuso ridacchiavano con molto gusto e poco garbo degli errori lessicali dei giovani ritratti, del loro accento, dei loro modi rozzi, delle loro stupide attività ricreative e della loro inadeguatezza culturale di fronte al vecchio poeta protagonista, chiaro membro alla classe borghese cui loro appartengono o aspirano ad appartenere secondo il consolidato meccanismo dell’House Nigger che genera meschinità più empia negli schiavi che sognano di diventare padroni piuttosto che nei padroni stessi.

Ma la cosa che sicuramente rimane al centro dell’attenzione e merita commento è il grande amore del regista per la (sua) famiglia; un amore esplicitato nell’assunzione nel reparto recitazione non solo della moglie, ma anche del figlio Arturo Bruni, un ragazzo dall’evidente ritardo mentale e dal ginocchio valgo il quale è famoso (col suo nome d’arte di DarkSide) per essere parte (assieme agli amici Pyrex, TonyEffe e Wayne) di una delle “band musicali” più famose d’Italia, la Dark Polo Gang, i cui testi, sbrodolati su delle monotone basi trap concilianti la fattanza nella quale vivono perennemente cantanti e ascoltatori, girano sempre attorno a tre concetti fondamentali: la fregna, la droga e i soldi (in inverso ordine d’importanza).

Ecco, penso ma… chi dirige queste cose non è che la sera… magari prima di addormentarsi… ha un momento di rimorso?

VOTO:
2 Tony Effe

Tutto quello che vuoi (2017) voto

Titolo originale: Tutto quello che vuoi
Regia: Francesco Bruni
Anno: 2017
Durata: 106 minuti

I film sono visti rigorosamente in lingua originale.
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Autore: Federico Del Monte

I'm an Italian photographer, filmmaker, blogger and teacher.

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